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Relazione scienze - Terremoti e Vulcani, Appunti di Scienze della Terra

Nel documento si trova una sintesi sui seguenti argoenti: la teoria della deriva dei continenti, la tettonica a placche, i movimenti delle placche, i terremoti e i vulcani.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 10/04/2022

giulkufyjh
giulkufyjh 🇮🇹

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Relazione:
Teoria della deriva dei continenti
La Teoria
la teoria sulla deriva dei continenti fu formulata nel 1912 da Alfred
Wegener, secondo il quale riteneva che i continenti oltre 250 milioni
di anni fa erano uniti in un'unica terra chiamata Pangea e
circondata da un unico mare chiamata Panthalassa che si è spezzata
ed I "frammenti" si sono allontanati progressivamente nel corso del
tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove i continenti sono lontani
chilometri e chilometri.
Le prove a sostegno
Le prove che Wengener portò agli
scienziati erano di tipo geologico e
paleontologico, infatti secondo le
prove geologiche la formazione di
alcune coste, oggi distanti (come
quelle dell'America del sud e
dell'Africa affacciate
sull'Atlantico), presentano
formazioni rocciose della stessa
età e dello stesso tipo. Secondo le
prove paleontologiche dicono
anche che su terre oggi distanti
sono stati ritrovate resti fossili di
presenze vegetali o animali
vissuti anche questi 250 milioni
di anni fa, ad esempio il
ritrovamento di Lystrosaurus in
Africa e India e Antartide. Le
prove però non sono state ritenute
sufficienti dagli scienziati, perché
non riuscì a spiegare come fecero a
muoversi i continenti e come
potessero galleggiare.
La tettonica a placche
L'espansione dei fondali oceanici
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Relazione:

● Teoria della deriva dei continenti

○ La Teoria

la teoria sulla deriva dei continenti fu formulata nel 1912 da Alfred Wegener , secondo il quale riteneva che i continenti oltre 250 milioni di anni fa erano uniti in un'unica terra chiamata Pangea e circondata da un unico mare chiamata Panthalassa che si è spezzata ed I "frammenti" si sono allontanati progressivamente nel corso del tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove i continenti sono lontani chilometri e chilometri.

○ Le prove a sostegno

Le prove che Wengener portò agli scienziati erano di tipo geologico e paleontologico, infatti secondo le prove geologiche la formazione di alcune coste , oggi distanti (come quelle dell'America del sud e dell'Africa affacciate sull'Atlantico), presentano formazioni rocciose della stessa età e dello stesso tipo. Secondo le prove paleontologiche dicono anche che su terre oggi distanti sono stati ritrovate resti fossili di presenze vegetali o animali vissuti anche questi 250 milioni di anni fa , ad esempio il ritrovamento di Lystrosaurus in Africa e India e Antartide. Le prove però non sono state ritenute sufficienti dagli scienziati, perché non riuscì a spiegare come fecero a muoversi i continenti e come potessero galleggiare.

● La tettonica a placche

○ L'espansione dei fondali oceanici

Nella Seconda metà del 900 si cominciarono ad esplorare più approfonditamente i fondali marini e si scoprì attraverso le ricerche che i fondali marini non erano piatti ma bensì ne esistono 3 tipi differenti: il primo, già conosciuto, era quello formato dalle piane abissali ossia vaste aree pianeggianti sotterranee. Il secondo tipo di fondale viene chiamato dorsale oceanico , costituito da due catene montuose parallele divise de una spaccatura detta rift dalla quale fuoriesce il magma proveniente dal mantello, queste dorsali si trovano in mezzo agli oceani e si estendono per oltre 60.000 Km e talvolta possono emergere dall’acqua formando delle isole vulcaniche. L’analisi del componimento roccioso delle dorsali spiega che più ci si allontana da queste più il terreno roccioso marino è antico. Il terzo ed ultimo tipo prende il nome di fossa oceanica , che come spiega il nome è una grande spaccatura della litosfera oceanica che si può trovare o sui bordi dei continenti o in prossimità di catene di isole che emergono dai fondali. Dopo avere messo insieme tutti questi dati, Harry Hess, formula la teoria dell’espansione dei fondali oceanici, che mette in risalto come si creano i fondali oceanici e come si allontanano i continenti, la teoria dice che lungo una dorsale oceanica, il magma in risalita dal rift genera continuamente nuova crosta oceanica che si solidifica a contatto con l’acqua e si attacca ai fianchi della dorsale, provocando l’allontanamento verso l’esterno della vecchia litosfera, ma dato che la terra non può ingrandirsi quando nelle dorsali oceaniche si formano nuove rocce nelle fosse oceaniche una parte di litosfera oceanica, più densa, scivola sotto la litosfera continentale che è meno densa; Questi processo è chiamato subduzione.

● I movimento delle placche

○ I margini delle placche

Le placche hanno come confine dei margini ed in base al movimento che le placche compiono si hanno tre diversi tipi di margini:

● I terremoti

○ Cos'è un terremoto

Il terremoto è un rapido movimento della crosta terrestre causato dall’improvviso rilascio dell’energia accumulata dalle placche all’interno della terra, i terremoti rientrano nella sismologia. I terremoti avvengono soprattutto ai margini delle placche, dove appunto le rocce accumulano energia deformandosi, fino ad arrivare a fratturarsi, la frattura è detta faglia, l’energia accumulata nelle rocce liberandosi crea delle onde sismiche che “avviano” terremoto.

○ Le faglie

Le faflie si distinguono in base al tipo di movimento delle placche:

  1. Faglie dirette: le masse rocciose si allontanano e uno dei due blocchi si abbassa;
  2. Faglie dirette: le masse rocciose si scontrano e uno dei due blocchi si alza;
  3. Faglie dirette: le masse rocciose scorrono una accanto all’altra e restano allo stesso livello; Dove c’è una faglia c’è stato un terremoto ed è probabile che ce ne sia uno nuovo.

○ Ipocentro ed epicentro

L’ipocentro è il punto preciso dove si verifica la frattura e da dove partono le onde sismiche, più profondo è meno forte il terremoto sarà; l’epicentro invece è il punto che si trova sulla superficie della terra in linea con l’ipocentro

○ Le onde sismiche e gli strumenti di misurazione

Le onde sismiche hanno vari livelli d’intensità, le prime che si percepiscono sono quelle che partono dall’ipocentro chiamate onde Primarie o di compressione, le più forti e quelle più veloci. Poi ci sono le onde Secondarie o trasversali, sono quelle che si percepiscono secondariamente, più deboli e lente. Mentre quelle che partono dall'epicentro vengono chiamate onde superficiali, sono l'insieme di onde P e onde S che arrivano in superficie, sono però le più pericolose perché rischiano di causare enormi danni agli edifici. Lo strumento che si usa per misurare le onde sismiche viene chiamato sismografo che oltre a rilevare l’intensità del sisma è in grando che capire dove è collocato l’epicentro e la profondità dell’ipocentro, questo strumento si basa come molti altri sulla scala di Mercalli o MCS (per via delle modifiche subite in seguito da altri scienziati), ha 12 gradi d’intensità che si indicano con i numeri romani, in base ai danni che il sisma ha portato gli viene assegnato uno di questi gradi.

convergenti che ne coinvolgono una oceania: quando una placca si fonde, essendo più liquid delle rocce il magma risale dalle spaccature fino a formare questi vulcani che vengono chiamati centrali. Un altro tipo di vulcano è quello lineare che si forma grazie alla spaccatura della litosfera per via dei moti convettivi del mantello, da cui poi fuoriesce il magma andando a formare vere e proprie “catene vulcaniche marine”. Infine ci sono i vulcani che si trovano all’interno delle placche, vulcani che si formano al di sopra del punto caldo da cui il magma risale e perfora la litosfera. Quando le placche si muovono i punti fissi possono formare anche più di un vulcano perché se le placche si muovono il punto rimane fermo. Il magma comincia a spaccare lo strato superficiale del mantello (punto 1) e non più la parte più in profondità (punto 2) come nei vulcani lineari.

La composizione

fisica del vulcano:

L’eruzione:

l’eruzione di un vulcano può essere effusiva quando il magma è fluido (Etna) o esplosiva quando il magma è viscoso (Vesuvio), poi ci sono altre sottocategorie: ● Vulcani a scudo: hanno origine da eruzioni effusive e visti dall’alto sembrano grandi scudi; ● Stratovulcani: caratterizzati da pendii ripidi e forme coniche, si formano con un'alternanza tra magma viscoso e fluido; Può capitare anche che un vulcano crolli per via dello svuotamento della camera magmatica, formando così delle caldere, che possono anche formarsi in laghi vulcanici con la pioggia. O anche che la lava talmente liquida scorra sotto terra creando delle piccole spaccature in superficie. Anche i vulcani nascono crescono e muoiono queste fasi vengono chiamate: ❖ Inizio dell’attività eruttiva ❖ periodo dell’attività eruttiva ❖ cessazione dell'attività eruttiva

  1. I vulcani vengono anche classificati in attivi , se hanno eruttato di recente o potrebbero farlo tra questi l’Etna, il Vesuvio e lo Stromboli;
  2. Quiescenti , se hanno eruttato negli ultimi 10.000 anni, possono emettere solo gas o vapori tra questi i vulcani di Pantelleria e Ischia;
  3. Spenti , se hanno eruttato più di 10.000 anni fa, tra questi il monte Amiata e i monti Cimini. In Italia ci sono così tanti vulcani perché si trova tra la placca africana e quella euroasiatica. Il Rischio Vulcanico è la previsione delle conseguenze che un vulcano potrebbe arrecare alle persone e alle strutture, questo rischio aumenta man mano che la probabilità di un'eruzione vulcanica pericolosa sale, ma anche rispetto al numero di strutture e persono che ci sono nelle vicinanze. Per abbassare il rischio vulcanico bisogna monitorare l’attività eruttiva di un vulcano, lasciare libera l’area che potrebbe essere intaccata dalla lava e stabilire piani di emergenza chiari.