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religioni del mondo classico 2021/2022
Tipologia: Appunti
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Bisogna partire dai documenti → le teorie si applicano non si usano per studiare Ogni documento che noi andiamo a interrogare va interrogato in un certo modo → ecco perché si può stare anche anni sulle stesse fonti: il problema sono le angolature → un prodotto umano ha sempre qualcuno che lo costruisce, che lo fabbrica, che lo scrive, per uno scopo, è rivolto a qualcuno → in mezzo c’è la finalità pratica o l’intenzione comunicativa con cui quel prodotto viene confezionato. Accanto ai testi scritti c’è la produzione manuale (oggetti ecc) → archeologia prevede che si studi non solo quello che è stato rinvenuto sul sito ma anche il sito stesso. Altra serie di documenti sono le monete della numismatica → nella loro ricaduta semiotica (immagini) veicolano dei messaggi, un’azione del mondo, nel contesto storico di riferimento → non è più solo un conio monetale, ma è rappresentativo di una ideologia e il valore monetale diventa rappresentativo di quanto questa ideologia fosse diffusa. Accanto alle monete ci sono le iscrizioni → testo scritto che rispetto a un testo letterario conserva una imparzialità di veduta → a volte è difficile ricostruirne completamente il senso ma almeno è scevra dall’intenzionalità dell’autore → iscrizioni religiose Memorie collettive per costruire identità collettiva → si veicola ideologia Valore culturale dei luoghi di memoria → luogo che bisogna ricordare e far ricordare nelle generazioni successive Il momento storico è molto importante all’interno della costruzione dell’ideologia. Metis grande divinità del pantheon greco → ha a che fare con il dio della regalità politica (?) Regate efebiche → vittoria consacrata in primis ad Artemide (che aveva vegliato sui greci durante la battaglia di Salamina), numi tutelari dei naviganti, ma poi Artemide è la divinità fissa le altre cambiano Tutte le elaborazioni di una costruzione carica di significato e tutto ruota attorno al discorso religioso → e questo perché parliamo di “religioni delle polis” o “religioni civiche” → religioni fortemente cementate nel tessuto politico istituzionale e culturale della società e della cultura di riferimento → tutto ad Atene come tutto a Roma è politica E religione, istituzione E religione => fondamentale per capire che l’intera vita sociale è scandita dai tempi religiosi, da norme religiose, da pratiche religiose → è scandita e in più è fondata su racconti religiosi → contribuisce a creare identità del popolo di appartenenza Nelle società secolarizzate non è più così → cambia con la nascita degli stati moderni (sopratutto) e di conseguenza la forma di secolarizzazione (processo storico che prevede la separazione tra poteri, quello religioso e quello istituzionale → istituzione temporale deve essere altro da quella religiosa → stato deve essere svincolato da istituzione spirituale, ecclesiastica, dalla chiesa) → un sinonimo è “laicizzazione” Calendario romano → Scansione del tempo dominata dagli dei → a roma il calendario era scandito dai giorni fasti e nefasti, quello che potevi e non potevi fare per non violare il patto con le divinità → tutta la vita (pubblica, sociale, economica ecc) è scandita dal punto di vista religioso Parola “sacro” viene contestata violentemente nel settore in cui si è creata → contenitore ambiguo e sovraccarico di significati che perde la sua utilità ermeneutica per questo → ma allo stesso tempo viene diffusa e usata in una serie di locuzioni verbali più o meno idiomatiche nel linguaggio di tutti i giorni, viene a diffondersi in ambito laico, perché anche estrapolato dal carico di religioso continua ad avere una forte carica semantica e qui continua ad essere fortemente utilizzato La pratica sacrificale è un fatto religioso → sacrificio vuol dire tante cose, in qualche modo sintetizza cosa sono le religioni (compimento del fare religioso) → a livello pratico subisce dei mutamenti → e sul superamento e definito accantonamento della prassi sacrificale si gioca tutto il passaggio dall’epoca pagana a quella cristiana
Doppia valenza: sia fine della pratica sacrificale, che viene proibita perché rappresentante e portatrice di una pratica pagana (ultimo baluardo della ritualità pagana), ma finisce anche la retorica dei sacrifici => il doppio piano è sempre teso tra quello pratico e quello retorico, concettuale Momento del sacrificio di animali viene sostituito dal sacrificio simbolico del momento dell’eucarestia. Da un punto di vista retorico viene meno l’ideologia dei sacrifici → cambia cioè l’idea e dunque il concetto di sacrificio dal punto di vista ideologico e quindi cambia la ricaduta sociale del discorso sacrificale per un credente cristiano rispetto a quello pagano Sacrificio era elemento principale di comunicazione tra mondo umano e livello divino, mondo degli dei → il sacrificio crea un ponte relazionale → di conseguenza vengono celebrati per qualsiasi cosa abbia bisogno dell’intervento della divinità → la logica che sta dietro l’azione è una logica comunicativa tra uomini e dei Con il cristianesimo cambia la logica → c’è una rottura nella comunicazione tra uomo e dio, rispetto a quella che ci avevano insegnato i sistemi politeistici → rottura totale della comunicazione → tanto che le azioni rituali non vengono più compiute perché tutto si riduce a una azione sacrificale che avviene solo in un momento storico ovvero la crocifissione tra dio e fedeli la comunicazione viene interrotta nell’Eden → il cristo venuto dal signore, il mediatore, viene mandato sulla terra, è dio che si fa uomo, perché attraverso il suo sacrificio da uomo e la sua rinascita in spirito santo nel mistero della fede compia un atto che deve ripristinare in qualche modo la comunicazione → ed è quello → dopo questo atto per conservare la propria efficacia rituale dovrà essere reiterato, ma lo sarà attraverso la parola e della formula rituale ovvero l’eucarestia → miracolo della transustanziazione (trasformazione degli elementi per cui il pane diventa carne e il vino diventa sangue) reso possibile dalla parola, dalla formula rituale che il mediatore di dio in terra (sacerdote) pronuncia sempre uguale Passaggio dalla religione del fare alla religione del dire per i monoteismi abramitici. Martirio → rituale dove morte della persona diventa sacra PERCHE’ uccisa → si parla di consacrazione = renderlo sacro alla divinità in quel momento specifico L’ultimo elemento fondamentale è che nella religione cristiana il passaggio assiale si fa perché nel monoteismo tu non sacrifichi più alla divinità ma è la divinità che si sacrifica → la divinità diventa oggetto sacrificale e non più ricevente del sacrificio questo da un punto di vista dottrinale → passaggio di dio che fatto uomo si sacrifica per gli uomini e per redimere i peccati del mondo. Nella logica precedente l’uomo sacrifica a dio per ottemperare uno sbaglio, per espiare una colpa commessa dalla collettività o per propiziare la divinità prima di intraprendere una o un’altra azione L’altra cosa fondamentale è che in realtà nella logica di pensiero politeista Themis → liceità, legittimità → la legge di natura, naturale (=/= da nomos ovvero legge dello stato)→ altro concetto chiave della religione greca → lecito perché lo vuole la dea il sacrificio di Ifigenia Altra differenza tra religione monoteistica e politeistica → mito analogo è dio che chiama Abramo a sacrificare Isacco → lui aveva chiesto a dio un figlio per tanto tempo e arriva infatti quando è già vecchio e stava lottando contro al fatto di non avere progenie → quando arriva dio gli chiede di sacrificarlo → l’atto di fede (mi fido di → dio del patto, dell’alleanza, dio fede → di affidamento totale, di fiducia, di affidamento giuridico → l’affidamento è legale) che viene prima dell’atto di amore → tu hai deciso che devo morire senza progenie, non ci sarà una stirpe legata ad abramo e io mi affido a te → questo consente ad Abramo di bypassare la domanda della liceità → fiducia incondizionata → akedà: il vincolo, il rapporto di fiducia che lega abramo al proprio dio è un vincolo, una catena → termine che indica sia il legame scritto ma anche i legacci con cui isacco viene legato come un animale prima di essere consacrato a Dio.