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Economia Ambientale: Interventi per la Riduzione dell'Inquinamento - Prof. Finocchiaro Cas, Sintesi del corso di Scienza delle Finanze

Si tratta dei capitoli 2, 3, 4, 5, 6

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

Caricato il 19/12/2022

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CAPITOLO 2: ESTERNALITA’, PROBLEMI E SOLUZIONI
2.1) TEORIA DELLE ESTERNALITA’
Le esternalità possono sorgere sia dalla produzione di beni sia dal loro consumo e
possono essere sia negative sia positive.
Un’ ESTERNALITA’ DI PRODUZIONE NEGATIVA sorge quando la produzione di
un’impresa riduce il benessere di altri soggetti che l’impresa non compensa.
Ex) Immaginiamo uno stabilimento siderurgico, situato nelle vicinanze di un fiume, che produce
manufatti in acciaio ma genera anche “acque reflue”, ossia un prodotto congiunto di nessuna
utilità per i proprietari dello stabilimento, i quali per sbarazzarsene costruiscono un condotto
che scarica questi reflui nel fiume.
Tuttavia, più a valle si trova un tratto di fiume tradizionalmente frequentato da pescatori che
vendono il pescato ai ristoranti locali: da quando lo stabilimento ha cominciato a gettare nel
fiume i suoi liquami, la pesca è diventata molto meno remunerativa a causa della sopravvenuta
moria di pesci: in altre parole, lo stabilimento sta imponendo un’esternalità di produzione
negativa sui pescatori, poiché la sua produzione influisce negativamente sul loro benessere ma
l’impresa non compensa i pescatori per la perdita subita.
Un modo di vedere questa esternalità è rappresentare graficamente il mercato dell’acciaio
prodotto da questo impianto (figura sopra) e confrontare benefici e costi privati con benefici e
costi sociali.
Un’ ESTERNALITA’ ha luogo quando le azioni di una parte causano un danno o un beneficio a un’altra
parte senza che la prima sostenga costi o riceva indennizzi per ciò che fa.
Le esternalità sono presenti in molte delle interazioni che avvengono ogni giorno: talvolta sono
localizzate e di portata limitata (Ex l’impatto sui vicini di casa se il nostro cane abbaia spesso) ma
possono anche manifestarsi su una scala molto più grande (come nel caso del riscaldamento globale).
Esse sono un classico esempio di fallimento del mercato, ossia un problema che induce
l’economia di mercato a generare un esito che non massimizza l’efficienza.
Le esternalità costituiscono inoltre una classica giustificazione all’intervento pubblico poiché
sono la tradizionale risposta alla più importante domanda cui la scienza delle finanze si propone di
rispondere, ossia “quando è giustificato l’intervento dello Stato nel sistema economico di mercato?....
Infatti, quando l’azione di una parte influenza un’altra parte e la prima non compensa pienamente
l’altra/ non è pienamente compensata per l’effetto provocato, allora il mercato ha fallito e l’intervento
dello Stato è potenzialmente giustificato.
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CAPITOLO 2: ESTERNALITA’, PROBLEMI E SOLUZIONI

 2.1) TEORIA DELLE ESTERNALITA’

Le esternalità possono sorgere sia dalla produzione di beni sia dal loro consumo e possono essere sia negative sia positive.

 Un’ ESTERNALITA’ DI PRODUZIONE NEGATIVA sorge quando la produzione di

un’impresa riduce il benessere di altri soggetti che l’impresa non compensa. Ex) Immaginiamo uno stabilimento siderurgico, situato nelle vicinanze di un fiume, che produce manufatti in acciaio ma genera anche “acque reflue”, ossia un prodotto congiunto di nessuna utilità per i proprietari dello stabilimento, i quali per sbarazzarsene costruiscono un condotto che scarica questi reflui nel fiume. Tuttavia, più a valle si trova un tratto di fiume tradizionalmente frequentato da pescatori che vendono il pescato ai ristoranti locali: da quando lo stabilimento ha cominciato a gettare nel fiume i suoi liquami, la pesca è diventata molto meno remunerativa a causa della sopravvenuta moria di pesci: in altre parole, lo stabilimento sta imponendo un’esternalità di produzione negativa sui pescatori, poiché la sua produzione influisce negativamente sul loro benessere ma l’impresa non compensa i pescatori per la perdita subita. Un modo di vedere questa esternalità è rappresentare graficamente il mercato dell’acciaio prodotto da questo impianto (figura sopra) e confrontare benefici e costi privati con benefici e costi sociali. Un’ ESTERNALITA’ ha luogo quando le azioni di una parte causano un danno o un beneficio a un’altra parte senza che la prima sostenga costi o riceva indennizzi per ciò che fa. Le esternalità sono presenti in molte delle interazioni che avvengono ogni giorno: talvolta sono localizzate e di portata limitata (Ex l’impatto sui vicini di casa se il nostro cane abbaia spesso) ma possono anche manifestarsi su una scala molto più grande (come nel caso del riscaldamento globale).

Esse sono un classico esempio di fallimento del mercato , ossia un problema che induce

l’economia di mercato a generare un esito che non massimizza l’efficienza. Le esternalità costituiscono inoltre una classica giustificazione all’intervento pubblico poiché sono la tradizionale risposta alla più importante domanda cui la scienza delle finanze si propone di rispondere, ossia “quando è giustificato l’intervento dello Stato nel sistema economico di mercato?.... Infatti, quando l’azione di una parte influenza un’altra parte e la prima non compensa pienamente l’altra/ non è pienamente compensata per l’effetto provocato, allora il mercato ha fallito e l’intervento dello Stato è potenzialmente giustificato.

  • I costi e benefici privati sono quelli che fanno capo direttamente agli attori del mercato dell’acciaio (i consumatori e i produttori dei manufatti in acciaio);
  • i costi e benefici sociali si ottengono sommando algebricamente costi e benefici privati ai costi e benefici per tutti gli attori al di fuori del mercato dell’acciaio che subiscono l’impatto dell’attività dello stabilimento (nel nostro caso i pescatori). o Ogni punto sulla curva di offerta di mercato per l’acciaio rappresenta il COSTO MARGINALE PRIVATO (CMP) di un’unità di acciaio; tuttavia, ciò che determina le conseguenze della produzione in termini di benessere è il COSTO MARGINALE SOCIALE , che è uguale al costo marginale privato sostenuto dall’impresa per produrre un’unità addizionale di acciaio più tutti i costi associati alla produzione di acciaio imposti agli altri. In presenza di esternalità, CMS= CMP+ DM dove DM= danno marginale arrecato ad altri (come i pescatori) da ciascuna unità di prodotto. o Ogni punto sulla curva di domanda di mercato per l’acciaio rappresenta la somma di disponibilità individuali a pagare per quell’unità di acciaio, ossia il BENEFICIO MARGINALE PRIVATO (BMP) di quell’unità di acciaio; tuttavia, anche qui le conseguenze del consumo in termini di benessere sono definite in relazione al BENEFICIO MARGINALE SOCIALE (BMS), che è uguale al beneficio marginale privato per i consumatori meno tutti i costi associati al consumo del bene che vengono imposti a terzi. Nell’esempio tali costi non sono presenti, dunque BMS=BMP. L’efficienza richiede che CMS = BMS mentre il mercato pone CMP = BMP: quando CMP = CMS e BMP = BMS, il mercato è efficiente. Le esternalità di produzione o di consumo generano inefficienza.

 Un’ ESTERNALITA’ DI CONSUMO NEGATIVA sorge quando il consumo di un bene

da parte di alcuni individui riduce il benessere di altri, che subiscono una perdita senza essere ricompensati. Ex) prendiamo il caso del consumo di sigarette: in un ristorante dove è permesso fumare, le sigarette fumate possono avere un effetto negativo sul piacere che i non fumatori ottengono dalla degustazione dei piatti al ristorante, con i fumatori che si guardano bene dall’indennizzare i non fumatori per l’effetto negativo che hanno esercitato su di loro. L’equilibrio dii mercato concorrenziale in assenza di esternalità si trova nel punto A, con un livello di produzione Q1 e un prezzo P1: questo è il livello dii consumo che massimizza l’efficienza sociale per quanto riguarda il mercato privato. In presenza di esternalità, questa relazione non è più vera poiché l’efficienza sociale è definita in relazione alle curve di beneficio e di costo sociale (e non a quelle di beneficio e di costo privato): a causa dell’esternalità negativa costituita dagli scarichi industriali, le curve sociali BMS e CMS si intersecano nel punto C, in corrispondenza di un livello di consumo Q2. Il proprietario dell’impianto non tiene conto del fatto che ogni unità di acciaio prodotta uccide i pesci nel tratto di fiume che si trova a valle dello stabilimento, pertanto la curva di offerta sottostima i costi di produzione in corrispondenza di Q1 ritenendo che corrispondano al punto A piuttosto che al punto B: ne deriva una sovrapproduzione di acciaio pari a Q1-Q2, con l’equilibrio di mercato privato che non massimizza più l’efficienza sociale. Quando ci allontaniamo dalla quantità che massimizza l’efficienza sociale si determina una PERDITA SECCA (o costo sociale) per la società poiché vengono prodotte e consumate delle unità per le quali il costo per la

 2.2) SOLUZIONI PRIVATE ALLE ESTERNALITA’ NEGATIVE

Per comprendere in che modo il mercato potrebbe compensare coloro che sono danneggiati da un’esternalità osserviamo ciò che accadrebbe se i pescatori dell’esempio dello stabilimento siderurgico fossero proprietari del fiume: essi andrebbero a chiedere alla direzione dell’impianto di porre fine agli scarichi che stanno compromettendo il loro livello di benessere e avrebbero diritto di ottenere quanto richiesto poiché sono titolari di un diritto di proprietà sul fiume. Supponiamo che il solo modo per produrre meno reflui industriali sia ridurre la produzione, pertanto il proprietario dello stabilimento potrebbe proporre un compromesso: pagherà ai pescatori 100$ per ogni unità di acciaio prodotta, per cui i pescatori saranno pienamente risarciti del danno subito e, finché l’impianto può ottenere un profitto con questi pagamenti extra di 100$ per unità, questa è una soluzione migliore anche per lo stabilimento. La figura illustra tale aspetto… inizialmente il mercato dell’acciaio è in equilibrio nel punto A, con quantità Q1 e prezzo P1, dove CMP=BMP. Il livello socialmente ottimo della produzione è indicato dal punto B, con quantità Q2 e prezzo P2, dove BMS= CMS= CMP+DM… poiché il costo marginale da sostenere per produrre ciascuna unità di acciaio è aumentato di 100$ (il pagamento a pescatori), la curva CMP trasla verso l’alto finendo per coincidere con la curva CMS: dunque non c’è più sovrapproduzione poiché i costi e i benefici sociali marginali di ogni unità di acciaio si eguagliano. Questo tipo di soluzione è detta INTERNALIZZAZIONE DELLE ESTERNALITA’: i pescatori hanno implicitamente creato un mercato per l’inquinamento (dando un prezzo al comportamento negativo dello stabilimento) mentre, dal punto di vista dell’impianto siderurgico, il danno ai pescatori diventa nient’altro che il costo di un input che l’impianto deve pagare al fine di produrre. Il TEOREMA DI COASE , in generale, afferma che i privati hanno la facoltà di risolvere il problema delle esternalità procedendo all’internalizzazione delle esternalità.

  • Questo esempio illustra la prima parte del teorema : quando i diritti di proprietà sono ben definiti, e in assenza di costi di transazione, è possibile pervenire a una quantità di mercato socialmente ottima mediante la contrattazione tra la parte che crea l’esternalità e quella che ne è colpita. In altri termini, questo teorema afferma che le esternalità non creano necessariamente fallimenti del mercato poiché la negoziazione tra le parti può condurre i produttori/ consumatori a internalizzare le esternalità generate, ossia a tenere conto degli effetti esterni della loro attività di produzione/consumo. Il teorema indica un ruolo molto particolare e limitato dello Stato in presenza di esternalità, ossia quello

Tuttavia, nonostante possa sembrare che tale teoria scagioni il modello concorrenziale standard dalla responsabilità di causare fallimenti del mercato e renda superfluo l’intervento pubblico (salvo che per stabilire chiari diritti di proprietà), nella pratica questo processo à la Coase deve superare molte barriere che lo rendono poco plausibile come soluzione di esternalità globali quali la maggior parte delle esternalità ambientali. Possiamo individuare una serie di problemi legati alla ricerca di una “soluzione à la Coase”:

  1. il primo problema riguarda l’ATTRIBUZIONE DELLE RESPONSABILITA’: in molti casi è impossibile assegnare la responsabilità delle esternalità a un’unica entità specifica, in altri termini stabilire di chi è la colpa (Ex i fiumi possono essere molto lunghi e, durante il percorso, possono esistere altre forme di inquinamento che possono aver contribuito alla moria di pesci). Un’altra faccia del problema di attribuzione è l’assegnazione del danno: Ex) nell’esempio abbiamo assunto che il danno sia stato quantificato nell’ammontare fisso di 100$, ma non possiamo essere scuri che i pescatori abbiano indicato il corretto ammontare del danno subito, poiché potrebbero anche sovrastimare il danno al fine di assicurarsi il massimo pagamento possibile. La significatività del problema di attribuzione dipende dalla natura delle esternalità: se l’alto volume del mio stereo disturba il vicino mentre studia l’attribuzione della colpa e dei danni è chiara, ma nel caso del riscaldamento globale è impossibile assegnare chiaramente la responsabilità a qualcuno…. Dunque, a causa dei problemi di attribuzione, è probabile che le soluzioni à la Coase siano più efficaci per esternalità piccole e localizzate piuttosto che per esternalità più grandi e globali.
  2. Il secondo è il cosiddetto PROBLEMA DI HOLDOUT, che può sorgere quando i diritti di proprietà in questione sono detenuti da più soggetti: i diritti di proprietà condivisi danno a ogni proprietario un potere su tutti gli altri. Ex) supponiamo di aver determinato, superando così il problema dell’attribuzione, che ogni unità di emissioni tossiche dell’impianto uccida pesci per il valore di 1$ per ognuno dei 100 pescatori, per un danno totale di 100$ per ogni unità di acciaio prodotta. I 100 pescatori sono contitolari del diritto di proprietà sul fiume… La soluzione à la Coase prevede che ognuno dei 100 pescatori ottenga il pagamento di 1$ per ogni unità di acciaio prodotta poiché lo stabilimento non può produrre senza il consenso di tutti i pescatori; quando l’ultimo pescatore si avvia verso lo stabilimento per ritirare il suo assegno da 1$, si accorge di essere investito di un incredibile potere: lo stabilimento non può produrre senza il suo consenso e, avendo già pagato 99$, sarà probabilmente disposto a pagare più di 1$ per unità per rimuovere l’ultimo ostacolo alla produzione, quindi perché non chiedere più di 1 euro? In conclusione, se i pescatori si rendono conto di ciò che può accadere, ognuno cercherà di essere l’ultimo ad essere ricompensato in modo da pretendere un enorme risarcimento: il risultato potrebbe essere la
  3. Il terzo è il tipico PROBLEMA DEL FREE RIDER: quando un investimento ha un costo personale ma un beneficio comune, gli individui tendono a sottoinvestire. Ex) supponiamo di risolvere il problema dell’holdout assegnando i diritti di proprietà al lato con un solo negoziatore, ossia l’impresa siderurgica, che accetta di ridurre la produzione di 1 unità per ogni 100$ ricevuti dai pescatori; ipotizziamo che la riduzione ottimale della produzione di acciaio sia 100 unità, per cui ogni pescatore paga 100$ per un totale di 10.000$ mentre l’impresa riduce la produzione di 100 unità.

2) SUSSIDI CORRETTIVI

Ex) tornando all’esempio delle prospezioni petrolifere, se supponiamo che lo Stato paghi all’impresa che per prima ha avviato le trivellazioni un sussidio per barile di petrolio prodotto pari a BM (ossia il beneficio marginale per le altre compagnie petrolifere), tale sussidio agisce come una riduzione del costo marginale privato dell’impresa inducendola ad ampliare le proprie ricerche. La curva CMP trasla dunque verso il basso fino a coincidere con la curva CMS: in conclusione, il sussidio ha consentito all’impresa che ha iniziato le trivellazioni di internalizzare le esternalità positive, con il mercato che si muove da una situazione di sottoproduzione a una di produzione ottimale (da A a B). Ex) tornando all’esempio dei pescatori, se ipotizziamo che lo Stato applichi un’imposta per unità di acciaio prodotta di un ammontare pari al danno marginale dell’inquinamento (t=DM=100), questa imposta agirà sul produttore di acciaio come il costo di un altro input e aumenterà il suo CMP di DM per ogni unità prodotta. La curva CMP trasla verso l’alto fino a coincidere con la curva CMS: in conclusione, l’imposta correttiva internalizza effettivamente l’esternalità negativa, con il mercato che si muove da una situazione di sovrapproduzione a una di produzione ottimale (dal punto A al punto B). L’imposta per unità di produzione di acciaio agisce come se i pescatori fossero i proprietari del fiume.Ovviamente le esternalità possono essere anche positive, come nell’esempio delle prospezioni petrolifere… in questi casi la soluzione à la Coase comporterebbe che i soggetti che hanno beneficiato dell’esternalità positiva ricompensassero il soggetto che l’ha originata, ma questa soluzione può non essere fattibile nel mercato privato: tuttavia, lo Stato può ottenere lo stesso risultato intervenendo con un sussidio a favore del soggetto che ha dato origine all’esternalità positiva, di un ammontare esattamente uguale al beneficio generato per gli altri soggetti.

3) REGOLAMENTAZIONE

2.4) DISTINZIONE TRA APPROCCIO-PREZZO E APPROCCIO-QUANTITA’ AL PROBLEMA DELLE

ESTERNALITA’

L’obiettivo di questa comparazione è trovare il percorso più efficiente per raggiungere gli obiettivi aziendali, in altri termini trovare i mezzi meno costosi per conseguire una riduzione dell’inquinamento.  IL MODELLO BASE Per illustrare le differenze tra i 2 approcci dobbiamo introdurre nel modello base del mercato concorrenziale un’ulteriore complicazione: se prima il solo modo per ridurre l’inquinamento era la produzione ora sono disponibili allo scopo molte altre tecnologie. Per capire qual è la differenza tra far leva sul prezzo oppure sulla quantità negli interventi per ridurre l’inquinamento è utile spostare la nostra attenzione dal mercato dei beni (Ex acciaio) al “mercato della riduzione dell’inquinamento” , illustrato nella figura. Le imposte correttive e i sussidi correttivi cambiano il costo marginale privato senza influenzare il costo marginale sociale: per questo possono essere usati per internalizzare le esternalità. Lo Stato, negli interventi per affrontare le esternalità, potrebbe anche preferire un approccio quantitativo (REGOLAMENTAZIONE) ad un approccio di prezzo quale la tassazione, cioè potrebbe imporre semplicemente che la produzione abbia luogo al livello socialmente ottimo lasciando perdere tutti i tentativi di dare agli attori privati incentivi a produrre nel punto ottimale. In un mondo ideale, la tassazione pigouviana e la regolamentazione dovrebbero essere identiche: tuttavia, la regolamentazione è stata la scelta tradizionalmente adottata per affrontare le esternalità in molti paesi del mondo per via della sua semplicità. In pratica, però, alcune complicazioni possono rendere le imposte il mezzo più efficace per affrontare le esternalità: è questo il motivo per cui gli economisti sono così ostinati a proporre imposte e sussidi nonostante la preferenza dello Stato per la regolamentazione delle quantità. Quale di questi 2 metodi porti all’esito più efficiente dipende da una serie di fattori quali: -l’eterogeneità delle imprese che devono essere regolate; -la flessibilità nella regolamentazione della quantità; -l’incertezza dei costi della riduzione delle esternalità.

In questo contesto lo Stato può scegliere di attuare 3 politiche:

  1. La prima opzione è la REGOLAMENTAZIONE DELLA QUANTITA’: lo Stato può chiedere una riduzione totale di mercato di 200 unità di scarichi inquinanti. Tuttavia, non sarebbe efficiente chiedere agli impianti di dividere l’onere in parti uguali poiché tale soluzione ignora il fatto che essi hanno differenti costi marginali di riduzione dell’inquinamento: a pari livello di riduzione dell’inquinamento, ogni unità di riduzione costa meno all’impianto A che all’impianto B.
  2. Il secondo approccio consiste nell’usare un’IMPOSTA CORRETTIVA PIGOUVIANA, posta uguale al danno marginale, di modo che ogni impianto sia colpito da un’imposta di 100$ per ogni unità di refluo industriale scaricato: -l’impianto A ridurrà l’inquinamento di 150 unità poiché qualsiasi unità di riduzione dell’’inquinamento fino a 150 unità costa meno di 100$;
  • l’impianto B ridurrà l’inquinamento di 50 unità poiché qualsiasi unità di riduzione dell’’inquinamento fino a 50 unità costa meno di 100$. La figura sintetizza il mercato della riduzione dell’inquinamento in questo caso … sono tracciate curve di CMP separate per l’impianto A e l’impianto B visto che A ha un costo marginale di riduzione dell’inquinamento minore dell’impianto B per ogni livello di riduzione; il costo marginale totale di riduzione nel mercato,, ossia la somma orizzontale delle 2 curve, è CMt: per ogni riduzione totale dell’inquinamento, tale curva indica il costo di quella riduzione distribuita nel modo più efficiente tra i 2 impianti ed è pertanto il CMS di riduzione. Dunque, il livello socialmente ottimale di riduzione dell’inquinamento è l’intersezione della curva CMt con la curva del danno marginale DM nel punto Z, che indica una riduzione di 200 unità e un inquinamento di 200 unità. La soluzione efficiente è quella in cui, per ogni impianto, il costo marginale di ridurre l’inquinamento è uguale al beneficio sociale di quella riduzione, vale a dire nel punto in cui la curva di costo marginale di quell’impianto interseca la curva di beneficio marginale: ciò accade in corrispondenza di una riduzione di 50 unità per l’impianto B (punto X) e di 150 unità per l’impianto A (punto Y). CONCLUSIONE : imporre una riduzione di 100 unità a ogni impianto è inefficiente: i costi totali da sostenere per conseguire una riduzione di 200 unità saranno minori se l’impianto A riduce l’inquinamento in misura maggiore dell’impianto B.

Possiamo notare che questi sono esattamente i livelli efficienti di riduzione: le imposte pigouviane determinano una produzione efficiente aumentando il costo dell’input dell’entità del suo danno esterno, facendo salire i costi marginali privati al livello dei costi marginali sociali.

  1. La regolamentazione quantitativa può avere il suo riscatto aggiungendo una cruciale flessibilità: emettere permessi che consentano un certo ammontare di inquinamento e lasciare che le imprese scambino tra loro tali permessi. Ex) supponiamo che lo Stato emetta 200 permessi, ciascuno dei quali conferisce l’autorizzazione a produrre un’unità di inquinamento, e fornisca inizialmente 100 permessi a ciascun impianto: quindi, in assenza di scambi, ogni impianto sarebbe autorizzato a produrre solo 100 unità di reflui industriali e sarebbe tenuto a ridurre il suo inquinamento di altre 100 unità (soluzione inefficiente). Se però lo Stato consente agli impianti di scambiare quei permessi tra loro, l’impianto B avrebbe interesse ad acquistare permessi dall’impianto A poiché per l’impianto B ridurre gli scarichi inquinanti di 100 unità ha un costo marginale molto più grande di quello sostenuto da A per ridurre l’inquinamento dello stesso n° di unità: qualsiasi scambio sarà vantaggioso fino a quando l’impianto B arriverà a 50 unità di riduzione e l’impianto A a 150 unità, a quel punto i costi marginali della riduzione sono uguali per entrambi i produttori (100$) e non c’è più alcun interesse a continuare lo scambio di permessi. o INCERTEZZA SUI COSTI DI RIDUZIONE Se vi è incertezza sui costi marginali della riduzione dell’inquinamento, allora la scelta degli strumenti varia a seconda che lo Stato voglia ottenere il giusto ammontare di riduzione dell’inquinamento (e quindi ridurre l’inquinamento fino al livello ottimale) o voglia minimizzare i costi e dipende dalla pendenza della curva del beneficio marginale sociale (BMS): Ex) nel caso di una fuoriuscita di materiale radioattivo derivante da un incidente in una centrale nucleare, l’esatto ammontare della riduzione dell’inquinamento è molto rilevante poiché una differenza molto piccola della quantità di radiazioni nucleari liberate può significare una differenza enorme in termini di vite salvate. Di conseguenza, la curva BMS del beneficio marginale sociale è molto ripida (quasi verticale) il beneficio per la società, in termini di vite salvate, di riduzioni addizionali della fuga di materiale radioattivo è molto elevato; Quando le imprese hanno differenti costi marginali di riduzione dell’inquinamento, i meccanismi che agiscono sul prezzo sono gli strumenti più efficienti per raggiungere obiettivi ambientali: le imposte sono preferite alla regolamentazione quantitativa, con equa distribuzione delle riduzioni tra gli impianti, poiché lasciano alle imprese una maggiore flessibilità nella selezione del loro livello ottimale di riduzione, consentendo loro di scegliere il livello efficiente. Tuttavia, se lo Stato avesse imposto a ogni impianto la riduzione ottimale (150 unità ad A e 50 unità a B), la regolamentazione avrebbe ottenuto lo stesso esito dell’imposta… il problema sta nel fatto che una tale soluzione richiederebbe molte informazioni dettagliate e ottenerle non sarebbe facile : lo Stato, oltre al danno marginale e al costo marginale totale, dovrebbe conoscere anche le curve di costo marginale di ogni Così facendo andiamo ad internalizzare le esternalità fornendo diritti di proprietà sull’inquinamento, tornando di fatto all’originaria intuizione della soluzione à la Coase: quindi, come le imposte pigouviane, lo scambio consente al mercato di incorporare le differenze di costo nella riduzione dell’inquinamento tra imprese. Oltre alle differenze dei costi di riduzione dell’inquinamento tra imprese, un’altra ragione per cui si dovrebbe decidere tra le imposte e la regolamentazione è che i costi della riduzione delle esternalità potrebbero essere incerti.
  • la REGOLAMENTAZIONE QUANTITATIVA assicura il conseguimento dell’ammontare di riduzione che si desidera, indipendentemente dal costo: quindi, se è cruciale raggiungere un ammontare esatto, la regolamentazione è il modo migliore di procedere (è quindi più appropriata quando la curva BMS è ripida).
    • la REGOLAMENTAZIONE DEL PREZZO ATTRAVERSO L’IMPOSTA, invece, assicura che il costo di riduzione non superi mai il livello dell’imposta ma lascia incerta la quantità di riduzione: le imprese non ridurranno mai l’inquinamento al di là del punto in cui le riduzioni costano più delle imposte dovute; in altri termini, la regolamentazione attraverso la tassazione mantiene sotto controllo i costi della riduzione dell’inquinamento trascurando la quantità, quindi è più appropriata quando la curva BMS è piatta.