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Si tratta dei capitoli 2, 3, 4, 5, 6
Tipologia: Sintesi del corso
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Le esternalità possono sorgere sia dalla produzione di beni sia dal loro consumo e possono essere sia negative sia positive.
un’impresa riduce il benessere di altri soggetti che l’impresa non compensa. Ex) Immaginiamo uno stabilimento siderurgico, situato nelle vicinanze di un fiume, che produce manufatti in acciaio ma genera anche “acque reflue”, ossia un prodotto congiunto di nessuna utilità per i proprietari dello stabilimento, i quali per sbarazzarsene costruiscono un condotto che scarica questi reflui nel fiume. Tuttavia, più a valle si trova un tratto di fiume tradizionalmente frequentato da pescatori che vendono il pescato ai ristoranti locali: da quando lo stabilimento ha cominciato a gettare nel fiume i suoi liquami, la pesca è diventata molto meno remunerativa a causa della sopravvenuta moria di pesci: in altre parole, lo stabilimento sta imponendo un’esternalità di produzione negativa sui pescatori, poiché la sua produzione influisce negativamente sul loro benessere ma l’impresa non compensa i pescatori per la perdita subita. Un modo di vedere questa esternalità è rappresentare graficamente il mercato dell’acciaio prodotto da questo impianto (figura sopra) e confrontare benefici e costi privati con benefici e costi sociali. Un’ ESTERNALITA’ ha luogo quando le azioni di una parte causano un danno o un beneficio a un’altra parte senza che la prima sostenga costi o riceva indennizzi per ciò che fa. Le esternalità sono presenti in molte delle interazioni che avvengono ogni giorno: talvolta sono localizzate e di portata limitata (Ex l’impatto sui vicini di casa se il nostro cane abbaia spesso) ma possono anche manifestarsi su una scala molto più grande (come nel caso del riscaldamento globale).
l’economia di mercato a generare un esito che non massimizza l’efficienza. Le esternalità costituiscono inoltre una classica giustificazione all’intervento pubblico poiché sono la tradizionale risposta alla più importante domanda cui la scienza delle finanze si propone di rispondere, ossia “quando è giustificato l’intervento dello Stato nel sistema economico di mercato?.... Infatti, quando l’azione di una parte influenza un’altra parte e la prima non compensa pienamente l’altra/ non è pienamente compensata per l’effetto provocato, allora il mercato ha fallito e l’intervento dello Stato è potenzialmente giustificato.
da parte di alcuni individui riduce il benessere di altri, che subiscono una perdita senza essere ricompensati. Ex) prendiamo il caso del consumo di sigarette: in un ristorante dove è permesso fumare, le sigarette fumate possono avere un effetto negativo sul piacere che i non fumatori ottengono dalla degustazione dei piatti al ristorante, con i fumatori che si guardano bene dall’indennizzare i non fumatori per l’effetto negativo che hanno esercitato su di loro. L’equilibrio dii mercato concorrenziale in assenza di esternalità si trova nel punto A, con un livello di produzione Q1 e un prezzo P1: questo è il livello dii consumo che massimizza l’efficienza sociale per quanto riguarda il mercato privato. In presenza di esternalità, questa relazione non è più vera poiché l’efficienza sociale è definita in relazione alle curve di beneficio e di costo sociale (e non a quelle di beneficio e di costo privato): a causa dell’esternalità negativa costituita dagli scarichi industriali, le curve sociali BMS e CMS si intersecano nel punto C, in corrispondenza di un livello di consumo Q2. Il proprietario dell’impianto non tiene conto del fatto che ogni unità di acciaio prodotta uccide i pesci nel tratto di fiume che si trova a valle dello stabilimento, pertanto la curva di offerta sottostima i costi di produzione in corrispondenza di Q1 ritenendo che corrispondano al punto A piuttosto che al punto B: ne deriva una sovrapproduzione di acciaio pari a Q1-Q2, con l’equilibrio di mercato privato che non massimizza più l’efficienza sociale. Quando ci allontaniamo dalla quantità che massimizza l’efficienza sociale si determina una PERDITA SECCA (o costo sociale) per la società poiché vengono prodotte e consumate delle unità per le quali il costo per la
Per comprendere in che modo il mercato potrebbe compensare coloro che sono danneggiati da un’esternalità osserviamo ciò che accadrebbe se i pescatori dell’esempio dello stabilimento siderurgico fossero proprietari del fiume: essi andrebbero a chiedere alla direzione dell’impianto di porre fine agli scarichi che stanno compromettendo il loro livello di benessere e avrebbero diritto di ottenere quanto richiesto poiché sono titolari di un diritto di proprietà sul fiume. Supponiamo che il solo modo per produrre meno reflui industriali sia ridurre la produzione, pertanto il proprietario dello stabilimento potrebbe proporre un compromesso: pagherà ai pescatori 100$ per ogni unità di acciaio prodotta, per cui i pescatori saranno pienamente risarciti del danno subito e, finché l’impianto può ottenere un profitto con questi pagamenti extra di 100$ per unità, questa è una soluzione migliore anche per lo stabilimento. La figura illustra tale aspetto… inizialmente il mercato dell’acciaio è in equilibrio nel punto A, con quantità Q1 e prezzo P1, dove CMP=BMP. Il livello socialmente ottimo della produzione è indicato dal punto B, con quantità Q2 e prezzo P2, dove BMS= CMS= CMP+DM… poiché il costo marginale da sostenere per produrre ciascuna unità di acciaio è aumentato di 100$ (il pagamento a pescatori), la curva CMP trasla verso l’alto finendo per coincidere con la curva CMS: dunque non c’è più sovrapproduzione poiché i costi e i benefici sociali marginali di ogni unità di acciaio si eguagliano. Questo tipo di soluzione è detta INTERNALIZZAZIONE DELLE ESTERNALITA’: i pescatori hanno implicitamente creato un mercato per l’inquinamento (dando un prezzo al comportamento negativo dello stabilimento) mentre, dal punto di vista dell’impianto siderurgico, il danno ai pescatori diventa nient’altro che il costo di un input che l’impianto deve pagare al fine di produrre. Il TEOREMA DI COASE , in generale, afferma che i privati hanno la facoltà di risolvere il problema delle esternalità procedendo all’internalizzazione delle esternalità.
Tuttavia, nonostante possa sembrare che tale teoria scagioni il modello concorrenziale standard dalla responsabilità di causare fallimenti del mercato e renda superfluo l’intervento pubblico (salvo che per stabilire chiari diritti di proprietà), nella pratica questo processo à la Coase deve superare molte barriere che lo rendono poco plausibile come soluzione di esternalità globali quali la maggior parte delle esternalità ambientali. Possiamo individuare una serie di problemi legati alla ricerca di una “soluzione à la Coase”:
Ex) tornando all’esempio delle prospezioni petrolifere, se supponiamo che lo Stato paghi all’impresa che per prima ha avviato le trivellazioni un sussidio per barile di petrolio prodotto pari a BM (ossia il beneficio marginale per le altre compagnie petrolifere), tale sussidio agisce come una riduzione del costo marginale privato dell’impresa inducendola ad ampliare le proprie ricerche. La curva CMP trasla dunque verso il basso fino a coincidere con la curva CMS: in conclusione, il sussidio ha consentito all’impresa che ha iniziato le trivellazioni di internalizzare le esternalità positive, con il mercato che si muove da una situazione di sottoproduzione a una di produzione ottimale (da A a B). Ex) tornando all’esempio dei pescatori, se ipotizziamo che lo Stato applichi un’imposta per unità di acciaio prodotta di un ammontare pari al danno marginale dell’inquinamento (t=DM=100), questa imposta agirà sul produttore di acciaio come il costo di un altro input e aumenterà il suo CMP di DM per ogni unità prodotta. La curva CMP trasla verso l’alto fino a coincidere con la curva CMS: in conclusione, l’imposta correttiva internalizza effettivamente l’esternalità negativa, con il mercato che si muove da una situazione di sovrapproduzione a una di produzione ottimale (dal punto A al punto B). L’imposta per unità di produzione di acciaio agisce come se i pescatori fossero i proprietari del fiume.Ovviamente le esternalità possono essere anche positive, come nell’esempio delle prospezioni petrolifere… in questi casi la soluzione à la Coase comporterebbe che i soggetti che hanno beneficiato dell’esternalità positiva ricompensassero il soggetto che l’ha originata, ma questa soluzione può non essere fattibile nel mercato privato: tuttavia, lo Stato può ottenere lo stesso risultato intervenendo con un sussidio a favore del soggetto che ha dato origine all’esternalità positiva, di un ammontare esattamente uguale al beneficio generato per gli altri soggetti.
L’obiettivo di questa comparazione è trovare il percorso più efficiente per raggiungere gli obiettivi aziendali, in altri termini trovare i mezzi meno costosi per conseguire una riduzione dell’inquinamento. IL MODELLO BASE Per illustrare le differenze tra i 2 approcci dobbiamo introdurre nel modello base del mercato concorrenziale un’ulteriore complicazione: se prima il solo modo per ridurre l’inquinamento era la produzione ora sono disponibili allo scopo molte altre tecnologie. Per capire qual è la differenza tra far leva sul prezzo oppure sulla quantità negli interventi per ridurre l’inquinamento è utile spostare la nostra attenzione dal mercato dei beni (Ex acciaio) al “mercato della riduzione dell’inquinamento” , illustrato nella figura. Le imposte correttive e i sussidi correttivi cambiano il costo marginale privato senza influenzare il costo marginale sociale: per questo possono essere usati per internalizzare le esternalità. Lo Stato, negli interventi per affrontare le esternalità, potrebbe anche preferire un approccio quantitativo (REGOLAMENTAZIONE) ad un approccio di prezzo quale la tassazione, cioè potrebbe imporre semplicemente che la produzione abbia luogo al livello socialmente ottimo lasciando perdere tutti i tentativi di dare agli attori privati incentivi a produrre nel punto ottimale. In un mondo ideale, la tassazione pigouviana e la regolamentazione dovrebbero essere identiche: tuttavia, la regolamentazione è stata la scelta tradizionalmente adottata per affrontare le esternalità in molti paesi del mondo per via della sua semplicità. In pratica, però, alcune complicazioni possono rendere le imposte il mezzo più efficace per affrontare le esternalità: è questo il motivo per cui gli economisti sono così ostinati a proporre imposte e sussidi nonostante la preferenza dello Stato per la regolamentazione delle quantità. Quale di questi 2 metodi porti all’esito più efficiente dipende da una serie di fattori quali: -l’eterogeneità delle imprese che devono essere regolate; -la flessibilità nella regolamentazione della quantità; -l’incertezza dei costi della riduzione delle esternalità.
In questo contesto lo Stato può scegliere di attuare 3 politiche:
Possiamo notare che questi sono esattamente i livelli efficienti di riduzione: le imposte pigouviane determinano una produzione efficiente aumentando il costo dell’input dell’entità del suo danno esterno, facendo salire i costi marginali privati al livello dei costi marginali sociali.