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Terremoti e Vulcani: Un'analisi dei Fenomeni Geologici, Appunti di Geografia

I fenomeni geologici dei terremoti e dei vulcani, analizzando le cause, le caratteristiche e le conseguenze di questi eventi. Si approfondiscono le dinamiche delle placche tettoniche, il bradisismo, la propagazione delle onde sismiche e le misure di prevenzione adottate in diverse aree del mondo. Una panoramica completa di questi fenomeni, offrendo informazioni utili per la comprensione dei processi geologici che modellano la terra.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 14/01/2025

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micol-scotti 🇮🇹

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Un solo pianeta- la terra trema
I Campi Flegrei hanno registrato negli ultimi mesi una notevole attività sismica. La paura degli
studiosi è che si possa verificare un nuovo evento naturale catastrofico. L’attività vulcanica ci desta
molta preoccupazione, ma tale attività è connessa anche a un altro pericolo maggiore: infatti
l’attività vulcanica viene costantemente monitorata, mentre l’attività sismica a essa collegata è
improvvisa e violenta.
Quando la terra trema (ovvero si verificano terremoti) il consiglio è sempre quello di rimanere
fermi. La fuga infatti porta a maggiori rischi, potrebbero cadere oggetti e ferire le persone in fuga.
È necessario avere piena consapevolezza del nostro territorio e dei pericoli che sono presenti sulla
sua superficie.
1968: terremoto in Sicilia che portò sulla regione numerosi artisti che ricostruirono la regione e i
suoi monumenti. Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio un violento terremoto.di magnitudo
6.5.colpisce.la Sicilia occidentale e, in particolare, le province di Palermo, Trapani e Agrigento..La
Valle del Belice fu devastata.
Parole connesse con questi pericoli naturali:
-Esodo: quando si parla di luoghi in cui può avvenire una catastrofe naturale, la popolazione non
soltanto viene evacuata; si parla di esodo perché molte volte il rischio è così grande che la
popolazione non rientrerà più nelle proprie abitazioni, alcuni non vivranno più nella loro regione.
Siamo pronti a una nuova eruzione dei Campi Flegrei?
Nel golfo di Napoli si trovano palazzi costruiti sugli scogli, come ad esempio il palazzo
Donn’Anna. Il palazzo sembra un sbilenco, come se le fondamenta stessero cedendo. Ciò
avviene per l’azione del mare, le acque del golfo scavano la roccia anno dopo anno. Raffaele La
Capria riflette sul paesaggio del golfo di Napoli nel suo libro Ferito a morte, nel romanzo sono
presenti alcune osservazioni geologiche: ad esempio l’erosione del tempo e l’incessante lavoro del
mare. La Capria riflette anche sul tufo giallo napoletano, pietra di origine vulcanica che deriva dai
Campi Flegrei. Si tratta di un accumulo di ceneri che si sono poi cementificate, diventando una
pietra resistere. Il tufo giallo è molto poroso e naturalmente erodibile, è caratterizzato dalla presenza
di clasti, ovvero pezzi di roccia di varia natura che testimoniano il fatto che la pietra è uscita con
forza dal vulcano inglobando pezzi del condotto vulcanico.
Non si trattò dunque di una placida e serena ricaduta delle ceneri dal condotto eruttivo, ma durante
la seconda eruzione dei Campi Flegrei avvenuta 15.000 mila anni fa il materiale magmatico è
fuoriuscito sotto forti pressioni ed è stato accompagnato da nubi piroclastiche.
I Campi Flegrei sono un’area eruttiva che comprende una trentina di centri eruttivi, all’attività
vulcanica è strettamente connesso anche il fenomeno del BRADISISMO. Il bradisismo è un
fenomeno che si verifica in territori dove sono presenti camere magmatiche: infatti il terreno si
solleva o si abbassa in base al movimento del magma nella camera magmatica. Il.bradisismo. è un
fenomeno relativamente lento sulla scala dei tempi umani, ma molto veloce rispetto ai tempi
geologici. Non è direttamente percepibile, ma riconoscibile visivamente lungo la riva del mare,
mostrando la progressiva emersione o sommersione di edifici, coste, territori.
Obiettivo della puntata: stabilire i rapporti tra i fenomeni sismici e l’attività vulcanica.
Si parla soprattutto di quei luoghi in cui sono presenti vulcani, eruzioni vulcaniche e sismi sono
fenomeni profondi che per certi versi sembrano molto simili e strettamente connessi, ma che si
verificano secondo modalità completamente diverse. Ad esempio durante l’eruzione del Vesuvio
del 79 d.C. molte persone morirono anche a causa dei sismi che impedirono di salvarsi
adeguatamente.
I terremoti assumono forme diverse, vengono studiati costantemente per individuare le zone
maggiormente a rischio di sismi. La scienza oggi non è ancora in grado di prevedere il tempo e il
luogo in cui avverrà un sisma, si tratta di un enorme problema che gli studiosi si pongono ancora.
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Un solo pianeta- la terra trema

I Campi Flegrei hanno registrato negli ultimi mesi una notevole attività sismica. La paura degli studiosi è che si possa verificare un nuovo evento naturale catastrofico. L’attività vulcanica ci desta molta preoccupazione, ma tale attività è connessa anche a un altro pericolo maggiore: infatti l’attività vulcanica viene costantemente monitorata, mentre l’attività sismica a essa collegata è improvvisa e violenta. Quando la terra trema (ovvero si verificano terremoti) il consiglio è sempre quello di rimanere fermi. La fuga infatti porta a maggiori rischi, potrebbero cadere oggetti e ferire le persone in fuga. È necessario avere piena consapevolezza del nostro territorio e dei pericoli che sono presenti sulla sua superficie. 1968: terremoto in Sicilia che portò sulla regione numerosi artisti che ricostruirono la regione e i suoi monumenti. Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio un violento terremoto di magnitudo 6.5 colpisce la Sicilia occidentale e, in particolare, le province di Palermo, Trapani e Agrigento. La Valle del Belice fu devastata. Parole connesse con questi pericoli naturali:

- Esodo : quando si parla di luoghi in cui può avvenire una catastrofe naturale, la popolazione non

soltanto viene evacuata; si parla di esodo perché molte volte il rischio è così grande che la popolazione non rientrerà più nelle proprie abitazioni, alcuni non vivranno più nella loro regione. Siamo pronti a una nuova eruzione dei Campi Flegrei? Nel golfo di Napoli si trovano palazzi costruiti sugli scogli, come ad esempio il palazzo Donn’Anna. Il palazzo sembra un pò sbilenco, come se le fondamenta stessero cedendo. Ciò avviene per l’azione del mare, le acque del golfo scavano la roccia anno dopo anno. Raffaele La Capria riflette sul paesaggio del golfo di Napoli nel suo libro Ferito a morte, nel romanzo sono presenti alcune osservazioni geologiche: ad esempio l’erosione del tempo e l’incessante lavoro del mare. La Capria riflette anche sul tufo giallo napoletano, pietra di origine vulcanica che deriva dai Campi Flegrei. Si tratta di un accumulo di ceneri che si sono poi cementificate, diventando una pietra resistere. Il tufo giallo è molto poroso e naturalmente erodibile, è caratterizzato dalla presenza di clasti , ovvero pezzi di roccia di varia natura che testimoniano il fatto che la pietra è uscita con forza dal vulcano inglobando pezzi del condotto vulcanico. Non si trattò dunque di una placida e serena ricaduta delle ceneri dal condotto eruttivo, ma durante la seconda eruzione dei Campi Flegrei avvenuta 15.000 mila anni fa il materiale magmatico è fuoriuscito sotto forti pressioni ed è stato accompagnato da nubi piroclastiche. I Campi Flegrei sono un’area eruttiva che comprende una trentina di centri eruttivi, all’attività vulcanica è strettamente connesso anche il fenomeno del BRADISISMO. Il bradisismo è un fenomeno che si verifica in territori dove sono presenti camere magmatiche: infatti il terreno si solleva o si abbassa in base al movimento del magma nella camera magmatica. Il bradisismo è un fenomeno relativamente lento sulla scala dei tempi umani, ma molto veloce rispetto ai tempi geologici. Non è direttamente percepibile, ma riconoscibile visivamente lungo la riva del mare, mostrando la progressiva emersione o sommersione di edifici, coste, territori. Obiettivo della puntata: stabilire i rapporti tra i fenomeni sismici e l’attività vulcanica. Si parla soprattutto di quei luoghi in cui sono presenti vulcani, eruzioni vulcaniche e sismi sono fenomeni profondi che per certi versi sembrano molto simili e strettamente connessi, ma che si verificano secondo modalità completamente diverse. Ad esempio durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. molte persone morirono anche a causa dei sismi che impedirono di salvarsi adeguatamente. I terremoti assumono forme diverse, vengono studiati costantemente per individuare le zone maggiormente a rischio di sismi. La scienza oggi non è ancora in grado di prevedere il tempo e il luogo in cui avverrà un sisma, si tratta di un enorme problema che gli studiosi si pongono ancora.

Campi Flegrei= luogo del combattimento tra Giganti e Dei dell’Olimpo, questa è la descrizione secondo il mito. Già gli antichi greci e romani comprendevano la straordinarietà del luogo tanto da chiamarli letteralmente ‘’Campi roventi’’. I terremoti in questo luogo sono di chiara ordine vulcanica, dipendono dalla risalta del magma dalle profondità della terra fino in superficie. Gran parte dei terremoti terrestri sono tettonici: terremoti e vulcani avvengono quasi sempre negli stessi luoghi, lungo i margini dei continenti e degli oceani. All’interno delle placche costali non c’è molta attività sismica né vulcanica. Le placche o scorrono l’una contro l’altra, in direzioni diverse e generando dunque terremoti. Oppure le placche possono allontanarsi, generando sempre terremoti. Le placche possono anche scontrarsi l’una contro l’altra. Infine le placche possono subire subduzione: ovvero una placca finisce sotto l’altra, le rocce sono sottoposte a forti pressioni tanto elevate da fondere alcune di esse generando dunque il magma. Tutti i movimenti delle placche si basano sui grandi moti convettivi, ovvero moti che caratterizzano il mantello e che servono a ridistribuire il materiale allo stato fuso. Il centro della terra racchiude notevole energia. Nel nucleo si genera un flusso di calore che lentamente muove rocce più o meno solide. Il problema è che queste aree di roccia più p meno densa sono a contatto stretto con le rocce dure che formano la superficie della crosta terrestre, a contatto con l’atmosfera. Le rocce dure costruiscono le placche tettoniche. La superficie terrestre occupa appena 30 km, ripeto ai 6.400km del raggio della terra. Le profondità della terra sono sempre in movimento, gli studiosi controllano il movimento delle rocce meno dense sotto la superficie terrestre per comprenderne la velocità e la direzione. Sulla superficie terrestre è stata installata un enorme rete di localizzato gps che permette agli scienziati di seguire i movimenti delle grandi placche che formano l’involucro terrestre. Esistono circa 12 placche tettoniche. I geologi geodinamici, coloro che stiano le deformazioni della crosta terrestre sono particolarmente interessati alle placche più piccole in quanto sono utili per mitigare i movimenti delle placche giganti che si allontanano o si avvicinano le uno alle altre. Quando una placca finisce per subire un processo di subduzione, ovvero deve piegarsi al di sotto di un’altra, si verificano i terremoti. La subduzione è la principesse causa di sismi: infatti le rocce non possono piegarsi oltre un determinato e specifico puto di resistenza quindi si rompono. La scala Richter ci aiuta a definire la forza di un terremoto, ovvero la sua magnitudo. La scala si basa sull’ampiezza delle oscillazioni del sulo. Da 2 a 5.9 si parla di magnitudo debole. Da 6 a 8 la magnitudo è definita forte, mentre da 8 a 8,9 la magnitudo è tanto elevata da essere definita catastrofica: le conseguenze di tale sisma, i movimenti della crosta terrestre vengono percepiti anche a mille chilometri di distanza, i registra soltanto un terremoto all’anno con questa forza. Infine quando supera la magnitudo 9 un terremoto è detto estremo., come quello avvenuto in Cile il 22 maggio 1960. Ad oggi la scala non ha limiti massimi, potrebbe esistere anche una magnitudo di valore 13 o 14. Importante: terremoti e propagazione delle onde sismiche! Gli studiosi ad oggi si stanno concentrando anche sulla composizione del terreno, sui materiali che lo costituiscono. Infatti se il terreno è morbido, composto principalmente da sabbia e argilla allora le onde sismiche troveranno un ambiente favorevole dove propagare la loro energie. Il terreno amplifica la forza, l’intensità delle onde e dunque il terremoto provocherà maggiori danni. Al contrario un terreno costituito principalmente da pietra dura ostacola la propagazione delle onde sismiche, provocando meno danni. BAIA, antica città romana: era il luogo prediletto per la villeggiatura estiva. Era infatti dotata di numerose terme. Oggi la città di Baia si trova sotto il livello del mare. Perché si trova sotto il livello del mare? Il terreno ha un origine vulcanica. Imponendo delle costruzioni, il terreno subisce una

Fumarole di Pisciarelli: attraverso le misurazioni e le analisi geologica è stata ritrovata la sorgente delle fonti di gas. Una misurazione che viene fatta quotidianamente è la misura delle temperature dei gas. Inoltre un’altra misurazione fondamentale è quella relativa alla misurazione di anidride carbonica. Le fratture da cui fuoriescono i gas della solfatara, sono anche legate alle tettonica. C’è una particolare giunzione di placche che riguarda l’Asia, l’Africa e l’Anatolia: i movimenti di queste tre placche riguarda la Turchia. Turchia: sismica improvviso e violento lungo la faglia anatolica orienale, dove si incontrano la placca anatolica, la placca asiatica e la placca africana. La città di Instanbul presenta edifici non a regola sismica, ciò aumenta il rischio di pericolo. Inoltre Instanbul è una città che continua a crescere costantemente. Gli studiosi ritengono probabile che nei prossimi 20 anni, al 65% la placca Anatolica si frantumerà a causa della pressione della altre due placche. La frantumazione della placca porterà a terremoti con una magnitudo mai registrata. Eruzione del Monte Nuovo, nel 1538, Campi Flegrei : fenomeno di sollevamento avevano interessato la regione a partire dal secolo precedente. Il Monte Nuovo è il più evidente simbolo dell’attività sismica della regione. L’attività vulcanica è stata intermittente, ma sempre esplosiva a causa del contatto con il magma. Il Monte Nuovo è salito in tempi brevissimi, è l’unico vulcano nato in Europa negli ultimi cinque secoli. È possibili prendere una futura eruzioni, con una previsioni di circa 72 ore per poter evacuare la zona. Al contrario non si possono fare analisi e ipotesi sul momento in cui si verificherà un terremoto. Sappiamo da osservazioni che le rocce prima di un terremoto si deformano, si spaccano. Nonostante la ricerca avanzi, i dati che noi possiamo ricavare su un futuro terremoto sono pochi e troppo vicini: acquisiamo dati e dopo pochi minuti il terremoto si verifica, non è possibile prevederlo con lo stesso anticipo di un’eruzione vulcanica. Ad oggi gli studiosi continuano a mettere appunto nuove tecniche dato che le città più popolose sulla crosta terrestre sono state costruite proprio in punti dove si incontrano diverse faglie.

- Terremoti di origine vulcanica:

- Magnitudo relativamente bassa;

- Sono terremoti superficiali, fanno danni molto più ingenti per questo motivo;

- Sono generati dalla spinta del magma che tenta di risalire;

- Terremoti di origine tettonica (riguardano la dinamica della Terra, i sui movimenti):

- Magnitudo molto elevata;

- Possono essere sia superficiali che profondi;

- Terremoti provocati da diversi sforzi, sia sforzi di taglio che di collasso;

Giappone, prevenzione dai sismi nella costruzione degli edifici: si tratta di una delle regioni più sismiche del pianeta. Durante il terremoto più letale della storia del paese nel 1923 la terra ha tremato per 4 minuti. Nel 2011 ancora i terremoti hanno messo in ginocchia il paese. Gli abitanti sanno che il prossimo terremoto può verificarsi in un qualsiasi momento per cui gli edifici e le vie di comunicazione del trasporto pubblico vengono costruiti secondo precise regole anti sismiche. Continuano ad essere messi appunto dei sistemi antisismici. Ad esempio il tempio più antico di Tokyo è rimasto in piedi grazie a un pilastro di legno flessibile che sostiene tutta la sua struttura. Ogni piano è infilato nel pilastro, garantendo dunque una grande resistenza gli urti delle onde sismiche. Inoltre sui tetti dei grattacieli e degli edifici di Tokyo sono posti degli ammortizzatori sismici, cavi di acciaio mantengono in posizione gli ammortizzatori che assorbono l’energia del terremoto consentendo all’edifico una maggiore stabilità. Darsena, Campi Flegerei: sembra che l’acqua si sia ritirata. Ma in realtà è la terra che si è sollevata e abbassata. Dietro la Darsena (una sorta di piccolo porto dove attraccavano le

imbarcazioni dei pescatori) si trova infatti il mercato di serpeo, chiamato così per il tempio di Serapide: si osservano sulle colonne fessure ordinate da organismi marini che mangiano le rocce, dunque quelle colonne che i romani posero sulla terra ferma, furono sommerse dalle acque per lungo tempo. Dagli anni 60/70 del novecento le acque si sono ritirate, o meglio il terreno si è sollevato nuovamente. Il sollevamento del terreno continua fino ad oggi, il sollevamento è determinato dal cambiamento delle dimensioni della camera magmatica: la camera si è riempita nuovamente di magma e fluidi. Molte città costruite in aree a rischio sismico vengono abbandonate. Tuttavia gli uomini tornano ad abitare questi luoghi: un esempio è costituito dalla Turchia e dalla fascia di fuoco, regione dove si trova il Giappone anche. Bradisismo= movimento lento della crosta terrestre. In 10.000 anni il suolo si è sollevato di un centinaio di metri. I movimenti verticali sono sempre stati moderatamente intensi. In Giappone invece accade che i terremoti si sviluppano in terremoti brevissimi, non come accade nei Campi Flegrei dove ci sono movimenti lenti. Nel 2011 una sezione della placca del Pacifico viene spinta improvvisamente verso ovest e la placca dove si trova Tokyo viene spinta verso l’alto. Nonostante la magnitudo del terremoto, nessun mezzo pubblico deraglia. Infatti tutti i mezzi sono dotati di sistemi che rilevano per tempo le scosse facendo scattare dei freni che ancorano fermamente il veicolo ai binari. Rione Terra di Pozzuoli: in profondità c’è una sorta di cupola, una camera magmatica o meglio un terreno intriso di magma e di fluidi. Grazie ai dati geofisici possiamo ricostruire questo bacino magmatico diramato, una baci che si sviluppa verso l’alto. Questo bacino è regolato dalla pressione del magma che spinge per risalire e la pressione dei fluidi che sono in testa al magma. Il tutto è condizionato da rocce poco permeabili che tiene il bacino magmatico sotto pressione in profondità. Lo studio delle camere magmatiche è importante perché li rileviamo le spinte e i moti del magma. Anche lo studio delle fratture risulta fondamentale per prevenire fenomeni vulcanici e anche fenomeni sismici. Marocco, terremoto del 2023: dietro ogni terremoto cìè sempre la spaccatura delle rocce nell’ipocentro. È una rottura che prevede lo spostamento delle rocce in direzioni opposte. Questo punto in cui le rocce si spostano è chiamato FAGLIA. Le rocce hanno due modalità di deformazione: o si piegano in maniera plastica o si deformano in maniera rigida. Lungo una faglia le rocce si deformano sempre in maniera rigida. Ogni volta che agisce un terremoto, la terra si muove in questo modo. Osservatorio Vesuviano: si monitorano i movimenti e le attività dei Campi Flegrei, dello Stromboli e del Vesuvio. Arrivano segnali in tempo reale, sia sismici, che segnali di deformazione del suolo, segnali di una rete che misura se c’è maggiore inclinazione del suolo. Inoltre si tiene conto anche del livello del mare per capire quanto il suolo si sta modificando.