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Riassunto Belgio-Carrozza, Appunti di Diritto Costituzionale Italiano E Comparato

Riassunto di diritto costituzionale comparato del Belgio

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 25/02/2017

Adry040594
Adry040594 🇮🇹

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BELGIO
Il territorio belga è da sempre stato soggetto sia all’influenza germanica che a quella
neolatina.
Proprio la differenza linguistica che tali circostanze hanno creato, ha portato nelle
province settentrionali ( Fiandre ) ad una cultura celtico-germanica ( si parla la lingua
nerlandese/fiammingo ), mentre nei territori orientali del Belgio si parla il tedesco. Nei
territori meridionali ( Vallonia ) la cultura prevalente è quella latina, dunque si parla
principalmente il francese.
Il riconoscimento e la conservazione di questa diversità linguista ha influenzato la forma
di stato, la struttura parlamentare e la composizione del governo belga.
Il Belgio nasce in seguito alla rivoluzione del 1830, rivendicando la propria autonomia
dal Regno dei Paesi Bassi, istituito col Congresso di Vienna 1815. La costituzione
iniziale di questo Regno, non tenne conto dell’estrema diversità etnico-linguistica dei
territori unificati. Le province meridionali francofone, fra l’altro, ebbero modo di
scontrarsi col resto del Regno, - che aveva proclamato come lingua ufficiale l’olandese,
e i cui uffici civili erano ovviamente gestiti da abitanti del Nord ( di lingua olandese )
per via dell’ingerenza ( eccessiva ) che lo stato operava nell’istruzione e in tutti gli altri
settori di lingua francese. La rivoluzione del 1830 dunque fu capeggiata dalla borghesia
francofona delle province meridionale. I moti rivoluzionari sfociarono nell’elezione di un
Congresso nazionale, che aveva il compito di redigere una nuova costituzione, approvata
nel successivo 1831. Essa delineava gia una forma di governo monarchico-parlamentare,
mentre la corona fu affidata a Leopoldo I di Sassonia.
Dal 1831, la Costituzione 1831, pur subendo revisioni, è ancora applicata. Tuttavia è
importante soffermarsi temporaneamente sull’evoluzione che ha portato alla stesura di
questo testo costituzionale. Innanzitutto i primi passi dello stato Belga, appena formatosi,
sono caratterizzati dall’ “Arrogance Francophone”, che impose la redazione di leggi in
francese, non riconoscendo quindi come lingua il neerlandese. Verso la fine del XIX
secolo, tuttavia, la popolazione fiamminga, piu numerosa della francofona, acquisì
sempre piu consapevolezza della propria specificità linguistico-culturale e cominciò ad
organizzarsi per opporsi alla francesizzazione dello stato. Di affermò così ( anche durante
il XX secolo ), un plurarlismo linguistico, oltre che di separatismo linguistico, basato sul
principio di territorialità: il neerlandese divenne lingua ufficiale nell’amministrazione e
nei tribunali situati nel territorio delle Fiandre, mentre il francese rimase lingua ufficiale
nl territorio della Vallonia. Si consolidò il bilinguismo solo a Bruxelles.
Si delineò quindi una vera e propria “frontiera linguistica”, formalizzata nel 1963, che
divideva il Belgio in 4 regioni linguistiche, di cui 3 monolingue, e una bilingue:
1. Fiandre del Nord : lingua neerlandese
2. Vallonia Sud : francese
3. Belgio est : tedesco
4. Bruxelles : bilingue – fiammingo/francese
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BELGIO

Il territorio belga è da sempre stato soggetto sia all’influenza germanica che a quella neolatina. Proprio la differenza linguistica che tali circostanze hanno creato, ha portato nelle province settentrionali ( Fiandre ) ad una cultura celtico-germanica ( si parla la lingua nerlandese/fiammingo ), mentre nei territori orientali del Belgio si parla il tedesco. Nei territori meridionali ( Vallonia ) la cultura prevalente è quella latina, dunque si parla principalmente il francese. Il riconoscimento e la conservazione di questa diversità linguista ha influenzato la forma di stato, la struttura parlamentare e la composizione del governo belga.

Il Belgio nasce in seguito alla rivoluzione del 1830, rivendicando la propria autonomia dal Regno dei Paesi Bassi, istituito col Congresso di Vienna 1815. La costituzione iniziale di questo Regno, non tenne conto dell’estrema diversità etnico-linguistica dei territori unificati. Le province meridionali francofone, fra l’altro, ebbero modo di scontrarsi col resto del Regno, - che aveva proclamato come lingua ufficiale l’olandese, e i cui uffici civili erano ovviamente gestiti da abitanti del Nord ( di lingua olandese ) – per via dell’ingerenza ( eccessiva ) che lo stato operava nell’istruzione e in tutti gli altri settori di lingua francese. La rivoluzione del 1830 dunque fu capeggiata dalla borghesia francofona delle province meridionale. I moti rivoluzionari sfociarono nell’elezione di un Congresso nazionale, che aveva il compito di redigere una nuova costituzione, approvata nel successivo 1831. Essa delineava gia una forma di governo monarchico-parlamentare, mentre la corona fu affidata a Leopoldo I di Sassonia. Dal 1831, la Costituzione 1831, pur subendo revisioni, è ancora applicata. Tuttavia è importante soffermarsi temporaneamente sull’evoluzione che ha portato alla stesura di questo testo costituzionale. Innanzitutto i primi passi dello stato Belga, appena formatosi, sono caratterizzati dall’ “Arrogance Francophone”, che impose la redazione di leggi in francese, non riconoscendo quindi come lingua il neerlandese. Verso la fine del XIX secolo, tuttavia, la popolazione fiamminga, piu numerosa della francofona, acquisì sempre piu consapevolezza della propria specificità linguistico-culturale e cominciò ad organizzarsi per opporsi alla francesizzazione dello stato. Di affermò così ( anche durante il XX secolo ), un plurarlismo linguistico, oltre che di separatismo linguistico, basato sul principio di territorialità: il neerlandese divenne lingua ufficiale nell’amministrazione e nei tribunali situati nel territorio delle Fiandre, mentre il francese rimase lingua ufficiale nl territorio della Vallonia. Si consolidò il bilinguismo solo a Bruxelles. Si delineò quindi una vera e propria “frontiera linguistica”, formalizzata nel 1963, che divideva il Belgio in 4 regioni linguistiche, di cui 3 monolingue, e una bilingue:

  1. Fiandre del Nord : lingua neerlandese
  2. Vallonia Sud : francese
  3. Belgio est : tedesco
  4. Bruxelles : bilingue – fiammingo/francese

Successivamente, alle differenze linguistiche, si aggiunsero quelle religiose e quelle economiche: mentre le Fiandre conobbero un periodo di sviluppo industriale, l’economia del sud entrava in crisi. Dunque i gruppi linguistici belgi del nord, avrebbero potuto trovare una stabilizzazione solo attraverso un decentramento politico che garantisse una maggiore autonomia alla gestione economia e nella tutela dell’identità linguistica e culturale. Coi, veri e propri enti politici autonomi ( 3 comunità 3 Regioni ) dotatati di proprie competenze legislative, amministrative e finanziarie, trasformarono lo stato Belga in un’organizzazione che da modello unitario accentrato, passò ad essere un ordinamento federale nato per “dissociazione”. Federalismo alla belga L’art. 1 della Cost. definisce il Belgio uno stato federale che si compone di Comunità e regioni. Le comunità sono 3:

  • Francese
  • Fiamminga
  • (^) Tedesca Anche le regioni sono 3:
  • Vallona
  • Fiamminga
  • Quella di Bruxelles Comunità e Regioni, sono entrambe tipologie di autonomie all’interno dello stato federale Belga, ed entrambe sono enti nati in risposta a rivendicazioni autonomiste presenti nel Paese: mentre però, le Regioni sono nate per soddisfare la richiesta di maggiore autonomia per una miglior gestione della vita economica, le Comunità sono nate in risposta alle diverse identità linguistico-culturali presenti nello stato. Ne deriva allora, che mentre, le Comunità hanno competenze relative alla cultura e all’insegnamento, le Regioni possiedono competenza in merito alle discipline socio- economiche. Quello che è venuto a crearsi in Belgio è un “federalismo di superposizione”, dato che le comunità e le regioni possono venire a sovrapporsi nell’esercizio delle rispettive competenze su uno stesso territorio. Per esempio, nel campo della cultura o dell’ insegnamento, la Comunità francese, può adottare delle fonti legislative che si applicano su tutta la regione di lingua francese, nonché alle istituzioni di lingua francese presenti nella regione di Bruxelles. L’individuazione delle comunità di appartenenza delle istituzioni nella regione di Bruxelles, per materie culturali, si basa sulla lingua che viene utilizzata per lo svolgimento delle relative attività : distinzione non sempre facile da individuare. Ogni regione e comunità dispone di un proprio parlamento e di un proprio governo, tuttavia, comunità come quella fiamminga, viene amministrata da governo e parlamento Regionale ( data la coincidenza territoriale tra comunità fiamminga e regione fiamminga
  • che non sempre può esser data per scontata invece! ). La Vallonia per esempio, non ha coincidenza tra la Regione e la Comunità francese ( la regione Vallona infatti si estende
  • 10 cooptati, cioè designati dalle 2 precedenti categorie di senatori, di cui 6 di lingua fiamminga, 4 francese.
  • Ad essi si aggiungo i membri di diritto ( discendenti dal Re ). Quanto alle competenze, il senato si configura come una camera di riflessione, rispetto all’esercizio della funzione legislativa, può infatti solo esercitare una facoltà di emendamento, essendo solo l’altra camera parlamentare, a pronunciarsi in via definitiva su una legge. tuttavia quello belga, può esser definito in alcuni casi, un bicameralismo perfetto: in merito alla deliberazione di atti normativi particolarmente importanti, leggi speciali, o anche alla revisione costituzionale. In merito a quest’ultimo caso, la procedura seguita è quella “frazionata” che si compone di 3 fasi : il parlamento pronuncia la necessità di revisione; le camere vengono sciolte; solo le nuove possono deliberare sulla riforma costituzionale. Il senato è inoltre escluso dall’esercizio della funzione di controllo politico; può esser sempre sfiduciato dall’Assemblea. Relazioni interistituzionali e federalismo cooperativo Dal 1988 in Belgio si sono consolidati istituti volti a migliorare le relazioni tra i diversi enti politici. Tra questi abbiamo il Comitato di Concertazione, volto a dirimere conflitti tra gli enti; si compone di rappresentanti del Governo centrale e del governo regionale e comunitario. Il comitato decide all’unanimità, con un giudizio che non Vincola i destinatari ad adeguarsi, ma assume comunque un peso politico. La promozione della collaborazione tra le varie collettività politiche è poi alla base degli “accordi di cooperazione”: accordi che lo stato, le comunità le regioni concludono per realizzare una gestione congiunta di servizi ed istituzioni comuni. Forma di governo federale Il Belgio è una forma di governo parlamentare, quindi abbiamo un rapporto di fiducia che lega l’Esecutivo alla camera dei rappresentanti. Quest’ultima si compone di 150 membri eletti a suffragio universale diretto con sistema proporzionale e ripartiti in 2 gruppi linguistici ( francofono e neerlandese ). Il governo viene nominato dal Re, ed è composto da 15 membri, con una composizione che rispecchia il principio di parità linguistica. Nel sistema parlamentare belga, si prevede lo strumento della mozione di sfiducia costruttiva, presentabile da qualsiasi deputato della camera. In tal caso il Re deve nominare un nuovo successore come capo del governo, il quale, insieme ai suoi “nuovi”ministri, dovrà ottenere la nuova fiducia dalla camera: “doppia investitura”. È prevista la possibilità anche di sfiducia, rispetto ad un disegno di legge proposto dal governo: in tal caso la legge può essere bocciata, senza neppure la maggioranza assoluta, ma semplicemente relativa dei voti: in tal caso l’esecutivo non potrà realizzare il suo progetto politico, e si troverà in una sorta di “paralisi”. Sistema politico belga Il sistema belga presenta una grande quantità di partiti, ciascuno espressione delle principali tendenze politiche esistenti all’interno dei due grandi gruppi linguistici ( vallone e fiammingo ). Per questo esistono due partiti democristiani ( uno fiammingo e

uno francofono ), due partiti socialisti ( vallone e fiammingo ) e così via. In questo modo i partiti, diventano veicoli di rappresentanza e tutela degli interessi dei cittadini valloni e fiamminghi. Nelle Fiandre piu popolare prospere economicamente, prevalgono ad esempio, i partiti conservatori e liberali; nella vallonia, con maggiori difficoltà econnomiche, prevalgono partiti di sinistra. Il Re Il re è definito inviolabile e irresponsabile secondo l’art. 99 Cost. : ciò signicia che nessun atto reale può aver effetto se non controfirmato da un ministro che se ne rende responsabile. Tra le funzioni del re ricordiamo:

  • Nomina e revoca ministri
  • Scioglimento camera dei rappresentanti
  • Relazioni internazionali
  • Conclusione trattati sotto la reponsabilità del governo
  • Sanzione e promulgazione delle leggi
  • (^) Ma non ha potere di veto sulle leggi Sistema delle fonti Al vertice delle fonti abbiamo la Carta costituzionale ( si tratta di una costitizuzione rigida, la cui rigidità è garantita dalla Corte Costituzionale). In una posizione intermedia tra le fonti costituzionali e ordinarie abbiamo le leggi speciali ( adottate con maggioranza superqualificata – come abbiamo gia visto ). Seguono poi le fonti legislative, che comprendono gli atti legislativi federali, i decreti delle assemblee regionali e comunali, e le ordinanze. Tra queste diverse fonti legislative non c’è rapporto di subordinazione ( non sussistendo tale rapporto tra i rispettivi organi legislativi che le promanano ). Ad un gradino inferiore abbiamo gli atti adottati dalle comunità e dalle regioni, i quali hanno forza di legge; seguono, in ultimo, i regolamenti degli enti locali ( province e comuni ). Potere giudiziario Tra le garanzie costituzionali del potere giudiziario, abbiamo il principio dell’Indipendenza del giudice, assicurato da garanzie di inamovibilità o irrevocabilità, o dal divieto di istituire giudici straordinari. L’accesso alla magistratura avviene tramite nomina regia, anche se a tal procedura, partecipa anche il Consiglio superiore di giustizia: organo composto da 48 membri ripartiti tra francofoni e neerlandofoni, di cui 22 magistrati eletti dai loro colleghi, e 22 laici ( selezionati tra magistrati o avvocati ). Il consiglio svolge anche un controllo esterno sull’ordine giudiziario, promuovendo l’utilizzo di strumenti di controllo anche interno ( es. esaminando relative denunce del malfunzionamento giudiziario ). La disciplina dell’ordine giudiziario resta comunque di competenza federale. A sé stante rimangono i magistrati con funzione requirente, riuniti nel “ministero pubblico”, organizzato gerarchicamente e controllato dal ministro della Giustizia. Corte costituzionale belga