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Riassunto di diritto costituzionale comparato del Belgio
Tipologia: Appunti
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Il territorio belga è da sempre stato soggetto sia all’influenza germanica che a quella neolatina. Proprio la differenza linguistica che tali circostanze hanno creato, ha portato nelle province settentrionali ( Fiandre ) ad una cultura celtico-germanica ( si parla la lingua nerlandese/fiammingo ), mentre nei territori orientali del Belgio si parla il tedesco. Nei territori meridionali ( Vallonia ) la cultura prevalente è quella latina, dunque si parla principalmente il francese. Il riconoscimento e la conservazione di questa diversità linguista ha influenzato la forma di stato, la struttura parlamentare e la composizione del governo belga.
Il Belgio nasce in seguito alla rivoluzione del 1830, rivendicando la propria autonomia dal Regno dei Paesi Bassi, istituito col Congresso di Vienna 1815. La costituzione iniziale di questo Regno, non tenne conto dell’estrema diversità etnico-linguistica dei territori unificati. Le province meridionali francofone, fra l’altro, ebbero modo di scontrarsi col resto del Regno, - che aveva proclamato come lingua ufficiale l’olandese, e i cui uffici civili erano ovviamente gestiti da abitanti del Nord ( di lingua olandese ) – per via dell’ingerenza ( eccessiva ) che lo stato operava nell’istruzione e in tutti gli altri settori di lingua francese. La rivoluzione del 1830 dunque fu capeggiata dalla borghesia francofona delle province meridionale. I moti rivoluzionari sfociarono nell’elezione di un Congresso nazionale, che aveva il compito di redigere una nuova costituzione, approvata nel successivo 1831. Essa delineava gia una forma di governo monarchico-parlamentare, mentre la corona fu affidata a Leopoldo I di Sassonia. Dal 1831, la Costituzione 1831, pur subendo revisioni, è ancora applicata. Tuttavia è importante soffermarsi temporaneamente sull’evoluzione che ha portato alla stesura di questo testo costituzionale. Innanzitutto i primi passi dello stato Belga, appena formatosi, sono caratterizzati dall’ “Arrogance Francophone”, che impose la redazione di leggi in francese, non riconoscendo quindi come lingua il neerlandese. Verso la fine del XIX secolo, tuttavia, la popolazione fiamminga, piu numerosa della francofona, acquisì sempre piu consapevolezza della propria specificità linguistico-culturale e cominciò ad organizzarsi per opporsi alla francesizzazione dello stato. Di affermò così ( anche durante il XX secolo ), un plurarlismo linguistico, oltre che di separatismo linguistico, basato sul principio di territorialità: il neerlandese divenne lingua ufficiale nell’amministrazione e nei tribunali situati nel territorio delle Fiandre, mentre il francese rimase lingua ufficiale nl territorio della Vallonia. Si consolidò il bilinguismo solo a Bruxelles. Si delineò quindi una vera e propria “frontiera linguistica”, formalizzata nel 1963, che divideva il Belgio in 4 regioni linguistiche, di cui 3 monolingue, e una bilingue:
Successivamente, alle differenze linguistiche, si aggiunsero quelle religiose e quelle economiche: mentre le Fiandre conobbero un periodo di sviluppo industriale, l’economia del sud entrava in crisi. Dunque i gruppi linguistici belgi del nord, avrebbero potuto trovare una stabilizzazione solo attraverso un decentramento politico che garantisse una maggiore autonomia alla gestione economia e nella tutela dell’identità linguistica e culturale. Coi, veri e propri enti politici autonomi ( 3 comunità 3 Regioni ) dotatati di proprie competenze legislative, amministrative e finanziarie, trasformarono lo stato Belga in un’organizzazione che da modello unitario accentrato, passò ad essere un ordinamento federale nato per “dissociazione”. Federalismo alla belga L’art. 1 della Cost. definisce il Belgio uno stato federale che si compone di Comunità e regioni. Le comunità sono 3:
uno francofono ), due partiti socialisti ( vallone e fiammingo ) e così via. In questo modo i partiti, diventano veicoli di rappresentanza e tutela degli interessi dei cittadini valloni e fiamminghi. Nelle Fiandre piu popolare prospere economicamente, prevalgono ad esempio, i partiti conservatori e liberali; nella vallonia, con maggiori difficoltà econnomiche, prevalgono partiti di sinistra. Il Re Il re è definito inviolabile e irresponsabile secondo l’art. 99 Cost. : ciò signicia che nessun atto reale può aver effetto se non controfirmato da un ministro che se ne rende responsabile. Tra le funzioni del re ricordiamo: