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Comunicazione Didattica: Tecniche, Schemi e Strategie per Favorire l'Apprendimento, Dispense di Psicopatologia

Riassunto NON SOSTITUTIVO del libro Comunicamente, con appunti.

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 08/07/2020

RIASSUNTIxSFP
RIASSUNTIxSFP 🇮🇹

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Psicopatologia dello sviluppo
COMUNICAZIONE
(libro comunicamente + slide prof)
ComunicaMente - tecniche, schemi e strategie per favorire la comunicazione didattica (di A. De Luca)
INTRODUZIONE
Il libro propone un’analisi
rapporto tra attività didattica e comunicazione
caratteristiche comunicazione didattica
ricostruzione metodologie per favorire apprendimento
obiettivo libro:
proporre tecniche per incoraggiare l’individuo al fine di
oincrementare fiducia,
ofavorire apprendimento
osviluppare capacità di comunicazione attraverso uso semplici strumenti che migliorano
efficacia personale
ComunicaMente può essere definito come insieme tecniche, schemi e strategie per favorire
comunicazione didattica, lo sviluppo personale e l’apprendimento
Presupposto. La didattica è:
forma di comunicazione
è comunicazione che è mezzo per insegnare e fine apprendere
didassi:
parte della didattica (legata a esperienza insegnante) che comprende gestione dello spazio,
del tempo, metodo insegnamento arte di fare scuola (Gentile, 1912)
relazione comunicativa
Relazione tra docente e discente si basa su comunicazione intenzionale, progettata, modificata nel
corso interazione e composta di linguaggi diversi tra loro (parola, gesto, espressione, sguardo,
gestione spazio, ecc)
interazione didattica è relazione mediata da comunicazione
caratteristiche della comunicazione didattica (che la differenziano da altre forme di relazione
comunicativa e che ne caratterizzano metodi e mezzi)
relativa al messaggio e al codice: diffrazione pedagogica, ovvero il diverso livello di competenza
linguistica che separa chi genera educazione e chi la riceve
capacità didattica consiste nel proporre, sollecitare e gestire tale asimmetrica interazione
Scuola
(in linea con indicazioni nazionali 2012) propone situazioni e contesti che favoriscono sviluppo
capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e a gestirle
ha ruolo nello sviluppo del senso di autoefficacia (= quando un individuo si sente efficace in
determinati contesti) individuo:
odiverse fasi sviluppo sono banco di prova abilità, convinzioni e aspirazioni e scuola è uno
dei contesti primari
oin particolare scuola è contesto educativo nel quale bambino apprende risorse necessarie a
buon adattamento sociale
oconcetto autoefficacia
aiuta a spiegare fenomeni come motivazione e apprendimento
influenza competenze relative al rendimento scolastico, regolazione emotiva,
rapporti familiari, sport, ecc
convinzioni di efficacia hanno ruolo importante nella definizione identità durante
periodo dello sviluppo (convinzioni autoefficacia)
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Psicopatologia dello sviluppo COMUNICAZIONE (libro comunicamente + slide prof) ComunicaMente - tecniche, schemi e strategie per favorire la comunicazione didattica (di A. De Luca) INTRODUZIONE Il libro propone un’analisi  rapporto tra attività didattica e comunicazione  caratteristiche comunicazione didattica  ricostruzione metodologie per favorire apprendimento obiettivo libro:  proporre tecniche per incoraggiare l’individuo al fine di o incrementare fiducia, o favorire apprendimento o sviluppare capacità di comunicazione attraverso uso semplici strumenti che migliorano efficacia personale  ComunicaMente può essere definito come insieme tecniche, schemi e strategie per favorire comunicazione didattica, lo sviluppo personale e l’apprendimento Presupposto. La didattica è:  forma di comunicazione  è comunicazione che è mezzo per insegnare e fine apprendere  didassi: parte della didattica (legata a esperienza insegnante) che comprende gestione dello spazio, del tempo, metodo insegnamento arte di fare scuola (Gentile, 1912)  relazione comunicativa  Relazione tra docente e discente si basa su comunicazione intenzionale, progettata, modificata nel corso interazione e composta di linguaggi diversi tra loro (parola, gesto, espressione, sguardo, gestione spazio, ecc)  interazione didattica è relazione mediata da comunicazione caratteristiche della comunicazione didattica (che la differenziano da altre forme di relazione comunicativa e che ne caratterizzano metodi e mezzi)  relativa al messaggio e al codice: diffrazione pedagogica, ovvero il diverso livello di competenza linguistica che separa chi genera educazione e chi la riceve  capacità didattica consiste nel proporre, sollecitare e gestire tale asimmetrica interazione Scuola  (in linea con indicazioni nazionali 2012) propone situazioni e contesti che favoriscono sviluppo capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e a gestirle  ha ruolo nello sviluppo del senso di autoefficacia (= quando un individuo si sente efficace in determinati contesti) individuo: o diverse fasi sviluppo sono banco di prova abilità, convinzioni e aspirazioni e scuola è uno dei contesti primari o in particolare scuola è contesto educativo nel quale bambino apprende risorse necessarie a buon adattamento sociale o concetto autoefficacia  aiuta a spiegare fenomeni come motivazione e apprendimento  influenza competenze relative al rendimento scolastico, regolazione emotiva, rapporti familiari, sport, ecc  convinzioni di efficacia hanno ruolo importante nella definizione identità durante periodo dello sviluppo (convinzioni autoefficacia)

CAPITOLO 1 – LA COMUNICAZIONE

Uno dei problemi maggiori per insegnanti è mancanza di comunicazione efficace causata non dal contenuto ma da struttura verbale e non verbale inadeguata (vocaboli, gesti, posture non comprensibili a tutte le persone coinvolte nella relazione didattica) per risolvere problema e analizzare tecniche comunicazione efficace bisogna partire da concetto comunicazione e analizzarne modelli e approcci  termine comunicazione deriva dal latino cum=con e munire=legare/communico=mettere in comune approcci e modelli sulla comunicazione  approccio fisico alla comunicazione – modello Shannon-Weaver (1949) o processo comunicativo si basa su alcuni elementi fondamentali  sistema (animale, uomo, macchina) che trasmette: emittente  canale di comunicazione  contesto di riferimento  contenuto della comunicazione = contenuto del messaggio  destinatario del messaggio (ricevente)  informazione  codice formale che dà forma linguistica all’informazione

Altre definizioni:  Trasmettere informazioni, un messaggio, emozioni, empatia, condividere qualcosa di emotivo;  può essere inconsapevole o consapevole;  dialogare, essere in grado di capire se l’altra persona comprende, ascoltare, modo di essere;;  è un mezzo per un fine;  capacità universale;  La comunicazione è soggettiva. 3 branche comnunicazione Studio della comunicazione è articolato in 3 branche :  La sintassi: lo studio dei rapporti tra i simboli  La semantica: lo studio del significato dei simboli e delle loro relazioni  La pragmatica: lo studio degli effetti prodotti sul comportamento dall'utilizzo del linguaggio e delle sue implicazioni semantiche Assiomi comunicazione All’interno di ComunicaMente aspetto della comunicazione che più interessa è pragmatica è importante conoscere assiomi comunicazione (scuola di Palo Alto – Watszlawick) I. È impossibile non comunicare (anche guardarsi negli occhi vuol dire comunicare) II. In ogni comunicazione si ha metacomunicazione (che regolamenta i rapporti tra chi sta comunicando):  Ogni comunicazione ha sia un ASPETTO DI CONTENUTO sia un ASPETTO DI RELAZIONE  L'aspetto relazione costituisce una metacomunicazione, cioè fornisce informazioni su COME si comunica (es fa questo/vorrei che tu facessi indicano relazioni diversi dominio- sottomissione/partecipazione-collaborazione)  E’ aspetto di relazione che chiarisce il significato del contenuto  La metacomunicazione è essenziale per la corretta comprensione del messaggio, che spesso prescinde dal contenuto.  Dalla metacomunicazione derivano risonanze emotive e risposte comportamentali diverse III. Variazioni dei flussi comunicativi dipendono da punteggiatura (usata dai soggetti che comunicano)  La natura di una relazione dipende dalla PUNTEGGIATURA delle sequenze di comunicazione  Punteggiatura: ciò che faccio per mettere in evidenza qualcosa: Es: il papà dice, il bambino è stanco/ il papà, dice il bambino, è stanco. IV. le comunicazioni possono essere analogiche (immagini, segni) o digitali (parole)  Gli esseri umani comunicano sia col MODULO VERBALE (o alfanumerico o digitale) che col MODULO NON VERBALE (analogico).

V. In ogni comunicazione la relazione tra le parti può essere SIMMETRICA (soggetti che comunicano sono sullo stesso piano - relazione tra pari) o COMPLEMENTARE/ASIMMETRICA [soggetti che comunicano non sono sullo stesso piano- insegnante (posizione up) – alunno (posizione down)]. la comunicazione è influenzata da :  CONTESTO & POSIZIONE OCCUPATA o Ciascuno è legittimato a dare un’interpretazione/significato secondo la propria percezione/ obiettivo/ cultura/ esperienza/ sensibilità. o È azzardato interpretare segnale fuori dal proprio contesto o È gratuito dare per scontato che ricevente colga le stesse informazioni e le elabori nello stesso modo emittente  molto importante la PROSSEMICA (distanza assunta durante una comunicazione da entrambi gli interlocutori; indica rapporti sociali e sentimenti). Può essere (E. Hall): o personale o intima o sociale o pubblica nb: Le persone digitali sono persone che toccano continuamente mentre parlano.  EMOZIONI: reazioni soggettive mosse da logica di adattamento e regolazione nei confronti del mondo interno o esterno. o Il soggetto valuta ciò che può, vuole o deve fare, il feedback delle sue azioni, la loro pertinenza alla situazione stimolo , efficacia dei risultati o Emozioni derivano non tanto da ciò che caccade ma da come interpretiamo e valutiamo ciò che accade [Albert Ellis, ideatore REBT (rational emotive behavior therapy)] CONTESTO E COMUNICAZIONE Professioni di aiuto:  alta componente di emotività, che facilmente dirotta la comunicazione su piani conflittuali o di contrasto  è fondamentale per operatore sociale saper gestire le proprie emozioni per positivizzare la comunicazione  il contenuto di relazione risulta determinante per l’impalcatura comunicazionale: l'utente risponderà sulla base del messaggio ricevuto. Il feedback del cliente, non avviene mai su quello che viene detto (linguaggio numerico), ma sul come viene detto (linguaggio relazionale). Linguaggio vocale (es: tramite telefono) In alcuni contesti professionali possono venire meno i fattori comunicativi non verbali (sguardo, sorriso, gestualità, postura, mimica, prossemica) quindi è molto importante conoscere e gestire il “ linguaggio vocale” che dipende da:

  1. tonalità o registro
  2. volume, potenza o intensità dell'onda sonora
  3. modulazione e timbro della voce
  4. velocità e ritmo dell'eloquio (cadenza linguaggio)
  5. pause, enfasi, tono del discorso
  6. dizione
  7. suoni inarticolati vocalici
  8. brillantezza della voce La voce è caratterizzata da vari elementi :  TONO: vibrazione delle corde vocali determina l'altezza della voce. o Corde allentate = suono cupo e profondo; o corde in media tensione = suono alto e vibrante o gli stati d’animo modificano il tono (es: disputa favorisce vibrazioni veloci e quindi voce acuta, nervosa, stridula e isterica  VOLUME: dipende dalla quantità d'aria emessa dai polmoni (suono debole, medio, forte)  MODULAZIONE E TIMBRO: La voce può essere monotona o variata a seconda di come viene elaborata

 flessibilità: permette di adattare la comunicazione a interlocutore per ottenere risposte ed effetti corrispondenti a obiettivi o comunicazione è un processo circolare e dinamico dipendente da molte variabili: per questo buon comunicatore deve essere flessibile Per comunicare efficacemente bisogna:

  1. utilizzare lo stesso codice
  2. assicurarsi che la persona ascolti
  3. inferenza (interpretazione)
  4. rispettare il proprio turno per parlare (alternazione)
  5. usare in modo attento ed efficace il silenzio
  6. sapere osservare le reazioni degli interlocutori
  7. assicurarsi di parlare dello stesso argomento
  8. saper leggere tutti i segnali della comunicazione
  9. parlare lentamente e scandire bene le parole (= parlare chiaramente)
  10. possedere lo stesso livello comunicativo
  11. possedere empatia Ascolto  La comunicazione fallisce se non vi è disponibilità di ascolto: capacità di ascolto = successo del colloquio.  Cos’è l’ascolto? o L'ascolto è l'attività attraverso la quale il soggetto percepisce stimoli provenienti dall'esterno e dall'interno.  Ascolto attivo o significa giungere alla conoscenza del nostro interlocutore, calibrarci su di lui. o qualsiasi conoscenza dell’altro presuppone una preventiva conoscenza di noi stessi. o La conoscenza dell’altro non avviene soltanto tramite l’osservazione o l’ascolto passivo che possiamo attuare: affinché la comunicazione produca una reale e profonda conoscenza del nostro interlocutore, è essenziale entrare in un rapporto di empatia con lui.  Il miglior tipo di ascolto è quello empatico: o E’ il fattore cruciale di una comunicazione efficace: La comunicazione efficace si basa di fatto sull’accoglienza, sul coinvolgimento personale, sulla responsabilità, sull’empatia, sulla fiducia.  Un buon ascolto aiuta a:
  • capire meglio
  • mantenere un costante grado di attenzione dell'interlocutore
  • memorizzare e ritenere le informazioni ricevute
  • migliorare la comunicazione in generale Le regole del buon ascolto sono:
  • aspettare che l'interlocutore abbia terminato di parlare prima di valutare il messaggio, trarre conclusioni e rispondere
  • non interrompere chi sta parlando
  • evitare di finire le frasi di chi parla
  • ascoltare senza pregiudizi e preconcetti
  • concentrarsi evitando ogni elemento di distrazione
  • dare segnali di ascolto
  • fare domande chiarificatrici
  • ripetere periodicamente ciò che è stato detto
  • essere empatici: cercare di capire punto di vista interlocutore
  • essere pazienti e tenere sotto controllo le emozioni
  • prendere appunti se necessario
  • cogliere i significati della comunicazione vocale
  • non pensare alle risposte mentre l'interlocutore sta parlando
  • non lasciarsi influenzare da caratteristiche sgradevoli della voce di chi parla

Un cattivo ascolto può provocare degli ostacoli alla comunicazione:

  • interrompere
  • sovrapporsi
  • mettere in dubbio
  • criticare
  • correggere ASSERTIVITÀ :  metodo di interazione con gli altri fondato su un comportamento partecipe e proattivo, atteggiamento responsabile, piena fiducia in sé e negli altri;  piena manifestazione di sé, capace di affermare i propri diritti senza tuttavia negare quelli degli altri e senza ansie e sensi di colpa; atteggiamento non censorio, che ripudia l’uso di etichette, stereotipi e pregiudizi;  capacità di comunicare desideri, disapprovazione e giudizi in maniera chiara e diretta.

CAPITOLO 3 – LA MAPPA NON E’ IL TERRITORIO (PNL)

PNL (NLP in inglese) Programmazione Neuro-Linguistica (PNL)  Programmazione: il determinato comportamento avviene attraverso processi neurologici ordinati e non casuali.  Neuro: alla base di ogni comportamento umano ci sono dei processi neurologici.  Linguistica: indica che questi processi sono espressi attraverso un “codice linguistico”. Nascita negli anni ’70 ad opera di due studiosi (Blander e Grinder)  studiano persone aventi fobie  sottolineano che il cervello può essere guardato in due modi: o Struttura: caratterizzato da strategie che possono essere trasferite in quanto generali o contenuto è personale, soggettivo. Che cos’è la PNL:  NON è un disciplina scientifica ma aiuta la comunicazione interpersonale.  Si basa su approcci e strategie.  indaga il rapporto tra il corpo e il linguaggio umano Interazione corpo umano-cervello o Il cervello tramite dei neurotrasmettitori invia dei comandi al corpo. o Tutto ciò che compie il corpo è un linguaggio (neurolinguistica). (in linea con assiomi della comunicazione stessa) Ruolo dei sensi nella costruzione della propria esperienza (mappa):  Secondo il modello della PNL uomo crea la propria esperienza sulla base degli organi di senso, ma tende a privilegiarne uno solo e spesso in modo contestuale  Autrice Bartkowiak in “pnl per i bambini. giochi di felicità” (2014) evidenzia quanto ognuno di noi sin da bambino sia più propenso ad apprendere attraverso uno o più di questi canali.  Principio la “mappa non è il territorio” (Korzybski): o convinzione che individui agiscono e reagiscono sulla base delle proprie mappe personali che derivano dalle esperienze e dalle emozioni ad esse associate o Vi è sempre differenza tra realtà e nostra rappresentazione della realtà o Ogni individuo sperimenta e interpreta il mondo in modo differente creando un proprio personale modello, ovvero mappa  Mappa= nostra percezione soggettiva e limitata  Non è il territorio (realtà) ma una sua rappresentazione  Strumento che permette orientamento all’interno del territorio (realtà)  Essa determina esperienza del mondo che abbiamo, il modo in cui percepiamo il mondo e le scelte che ci sembrano disponibili o Una serie di filtri agisce sulla mappa del mondo: oltre ai filtri sensoriali la mappa di ognuno è costruita in base a filtri di natura personale, cultura, educazione, esperienze o Uomo riceve e codifica informazioni su realtà attraverso tre principali canali di ingresso:  vista  udito  cinestesia (sensazioni corporee)  gli altri due canali sensoriali, olfatto e gusto, sono utilizzati in modo minore o nonostante tutti gli uomini siano dotati degli stessi organi di senso, ognuno percepisce realtà in modo differente utilizzando in maniera diversa i vari sensi o Gli accessi predominanti sono visivo, auditivo e cinestesico. Nella nostra cultura abbiamo (Moretti e palma, 2011):  40% soggetti visivi  40% soggetti cenestesici  20% soggetti auditivi

o Una ricerca recente mostra che nonostante i nostri sensi lavorino in squadra esiste canale sensoriale usato in modo prevalente, definibile come senso primario: senso che la nostra mente utilizza per primo per elaborare rappresentazione del mondo e per richiamare un ricordo   ogni uomo ha modalità preferenziale di percezione del mondo  Esiste quindi una intelligenza percettiva predominante nel linguaggio esperienziale e nei processi mentali  Il cervello non distingue il materialmente vissuto dal vissuto materiale. o La modificazione della mappa determina comportamenti diversi. o La modificazione viene compiuta tramite la PNL. Modello VAKog  Fatta eccezione di specifici casi di disabilità, l’essere umano dispone di organi di senso attraverso cui vive le proprie esperienze  Da qui utilità il modello VAKog (spesso indicato con la sigla VAK): dice come noi vediamo il mondo.  Tramite i 5 sensi, chiamati dallo scienziato Huxley le 5 porte, si viene a creare una mappa che determina i nostri comportamenti.  I nostri sensi sono i nostri accessi o porte (le possediamo tutte, ma una è predominante): o visivo o uditivo o cinestesico o olfattivo o gustativo  Possiamo capire quale delle porte usiamo guardando gli occhi (gli accessi ci dicono come una persona percepisce il mondo): o alto a sinistra visivo-ricordato (Vr) esperienza vissuta recuperata tramite immagini immagazzinate nel cervello. o alto a destra visivo-costruito (Vc) è qualcosa che si sta costruendo, progetti. o sguardo laterale a sinistra auditivo-ricordato (Ar) esperienza vissuta recuperata tramite i suoni immagazzinati nel cervello. o sguardo laterale a destra auditivo-costruito (Ac) è qualcosa che sta costruendo tramite i suoni. o sguardo in basso a destra o al centro cinestesico (k) quando costruisce o va nel visivo o va nell’auditivo. o sguardo in basso a sinistra auditivo-interno (Ai) parlano da soli, entra dentro se stesso (immagine nella mente di un criceto che corre sulla ruota) NB: o I mancini hanno gli accessi invertiti. o Sembra che questi accessi siano innati nelle persone. Nonostante questo vi sono ancora degli studi in corso. o Le patologie possono aumentare l’uso dell’accesso cinestesico e auditivo-interno.

o Insegnante consapevole di modalità percettive prevalenti nei suoi alunni progetta e realizza lezioni che utilizzano tutti e tre i canali in modo da favorire apprendimento per tutti o Insegnamento tradizionale – lezione frontale - risulta essere adeguato solo per bambini auditivi, escludendo bambini visivi e cinestesici: è necessario superare il verbalismo e progettare lezioni basate su sistemi rappresentazionali  Per poter comunicare in modo efficace è necessario conoscere la modalità prevalente del proprio interlocutore, consentendo a chi comunica di parlare la stessa lingua  Scoprire la modalità prevalente dell’interlocutore è possibile osservando comportamenti messi in atto da persone quando comunicano e agiscono  Si possono individuare dei segnali che ci permettono di individuare il sistema rappresentazionali primario dell’interlocutore Analisi messaggi verbali e paraverbali: (Alder e Heather, 2007) comunicazione verbale  linguaggio usato è spesso indicativo di ciò che pensiamo  quando descriviamo le nostre esperienze – in modo inconsapevole, operiamo delle scelte relative alle parole che meglio rappresentano esperienza stessa  tali parole sono i predicati (verbi, aggettivi. Ecc)  prestando attenzione a tali predicati è possibile individuare sistema rappresentazionale individuo  ciascun individuo nel descrivere esperienze sensoriali seleziona sistema linguistico conforme (in un sistema visivo si usano parole come colori, verbi come mostrare, osservare/sistema auditivo aggettivi come silenzioso, rumoroso e verbi come udire e suonare, ecc) Comunicazione non verbale e paraverbale  soggetto visivo: o postura eretta, con irrigidimento parte alta delle spalle e del collo o organizzato, ordinato e metodico o uso gestualità per descrivere ciò che vede o respirazione alta e poco profonda o voce: ritmo veloce e tono e volume alti VERBALE PARAVERBALE NON VERBALE PREDICATI SENSORIALI Ritmo veloce Tono alto Volume alto Gesticola in 3D Gestualità centrifuga Respirazione alta e veloce Colorazione pallida Postura eretta (testa tra le nuvole)  soggetto auditivo: o esterno: se concentrato su suoni percepiti o interno: se tende a dialogare mentalmente o inclina capo lateralmente o gestualità e movimenti ritmici o respira con la parte centrale del petto o ritmo melodioso scansione pause

VERBALE PARAVERBALE NON VERBALE

PREDICATI

SENSORIALI Oratore quasi pronto Diapason Musicalità, armonia Posizione della cornetta Posture lateralizzate Gestualità alle orecchie Maestro d'orchestra (scandisce il tempo)  soggetto cinestesico o focalizzato su sensazioni o postura rilassata e raccolta o gestualità poco ampia e diretta da esterno a interno o respirazione addominale o tono basso e profondo VERBALE PARAVERBALE NON VERBALE PREDICATI SENSORIALI Ritmo lento Tono basso Volume basso Spalle ricurve e testa bassa Gestualità centripeta e limitata Respirazione bassa e lenta Per creare traccia sistema rappresentativo prevalente, e entrare meglio in “rapport” con bambino si può proporre la seguente attività:  Vorresti giocare con « Victor,Aurora e Kasper?» o Victor è un bambino prevalentemente «Visivo»; o Aurora è una bambina prevalentemente «Auditiva»; o Kasper è un bambino prevalentemente «Cinestesico»  Inventare una breve descrizione per ogni bambino (ci si può liberamente ispirare al testo «PNL per bambini- Giochi di Felicità» (di Judi BartKowiak ed. Errekappa)  chiedere ai bambini con quale dei personaggi piacerebbe loro giocare e, attraverso una tecnica espressiva (es. disegno) a dire quali sono le attività da loro preferite e perché. NUMERO DI MILLER  Molto importante è la capacità di immagazzinare pezzi di informazione a livello cosciente.  Il numero di pezzi costituisce il NUMERO DI MILLER 7 ± 2 chunk (chunk = impacchettamenti).  La legge di Miller definisce il limite della memoria a breve termine che varia da persona a persona da un minimo di 5 oggetti ad un massimo di 9 ricordabili.  Per aiutare la memoria a breve termine il nostro cervello utilizza dei chunk (3345671790= 334 567 1790) I METAPROGRAMMI  sono filtri percettivi in entrata e in uscita che influenzano i nostri comportamenti.  Ogni momento riceviamo tante informazioni ed è impossibile occuparsi di tutte, perciò il cervello crea delle abitudini tra cui i metaprogrammi.  Essi sono come schemi per determinare a quali informazioni prestare più attenzione.  Agiscono sia come schemi di pensiero sia come schemi di comportamento. Caratteristiche Operazionali  Livello: Proattivo/Reattivo  Criteri/Valori  Direzione:Verso/Via da

Nb: Se la persona ha un blocco si è guastato qualcosa all’interno della piramide PIRAMIDE MASLOW: piramide dei bisogni  Ogni azione che compiamo è indirizzata al soddisfacimento dei bisogni (bevo perché ho sete).  Al vertice dei bisogni troviamo l’autorealizzazione, alla base i bisogni psicologici I MECCANISMI TRASFORMAZIONALI (si mettono in atto sempre) sono:  Generalizzazioni: procedimento con cui una singola esperienza descrive un’intera categoria. Le generalizzazioni riguardano soprattutto gli aspetti problematici.  Distorsioni: procedimento con il quale i rapporti che intercorrono tra le parti del modello sono rappresentati in modo diverso dai rapporti che si presume debbano rappresentare (le brave persone sostengono che il vino fa male).  Cancellazioni: procedimento mediante il quale si rimuovono alcune parti della struttura profonda (sono brutto, sono basso; termini di paragone). TECNICHE PNL Tra le tecniche utilizzate dalla PNL abbiamo:  rapport : indica l'instaurarsi di un rapporto di fiducia e affinità reciproca con l'interlocutore durante la comunicazione. Il rapporto può essere creato con: MIRRORING o matching (rispecchiamento)  Il termine prende il nome dai neuroni specchio (scoperti anni 90 da G. rizzolati): alla base a)comprensione adulto/azioni da parte neonato; 2) intelligenza sociale (neuroni specchio attivano nel cervello di chi osserva lo stato emotivo di chi viene osservato neuroni specchio alla base empatia)  Rispecchiare significa o riprodurre la fisiologia. o Il modo di usare la voce della persona con cui si sta comunicando. o la riproduzione delle posture  Ancoraggio (cambiare stato) : utili per ricreare una stato funzionale già vissuto in passato si può ricorrere all’uso delle ANCORE (con i bambini è sempre meglio il VAK). o Le ancore si possono indurre, infatti la tecnica dell’ancoraggio indotto è una delle cose più utilizzate dalla PNL. o Es: Rivedo dopo un periodo di tempo una persona con cui da giovane andavo al mare, ripenso allo stato d’animo che avevo in quel periodo.  Swish(controllo stato) : tecnica utilizzata per la ristrutturazione di cattive abitudini. Esercizio attraverso le modalità e submodalità tenendo conto dei sistemi rappresentazionali.  Reincorniciamento (imparare dalle brutte abitudini): il principio bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno  La centratura è il modo di una persone di centrarsi, sentirsi pronto.  La timeline ci permette di viaggiare nel tempo e di cambiare situazioni/ricordi spiacevoli della nostra vita per accettare i cambiamenti del presente. Ciò che fa la differenza è il DISTACCO

EMOTIVO. Per molti di noi il tempo è un CONCETTO LINEARE per altri (Einstein) è un CONCETTO CIRCOLARE.  Lavorare su AUTOSTIMA: si basa sull’autovalutazione delle esperienze passate e dei comportamenti vissuti o Bracken creatore del TMA ( test multidimensionale dell’autostima) somministrabile tra i 9 e i 18 anni o L’autostima può essere:  alta: tipica di chi si mette in gioco  bassa: tipica di chi ha paura di fallire o migliorare autostima:  attività basata su domande aperte di metamodello ( è consigliato evitare il “perché?” si cerca di sostituirlo con il “come mai?”):  Cosa riesci a fare?  Cosa non riesci a fare?  E se tu riuscissi a farlo come lo faresti?  Questi stimoli inducono a pensare ad altre opzioni per superare un qualcosa, in quanto lo stimo di per sé induce alla CURIOSITÀ. o Spesso cose nuove scoraggiano quando non si ha fiducia in sé stessi, allora bisogna trovare le giuste motivazioni. CAPITOLO 4 – COMUNICAZIONE E RELAZIONE EDUCATIVA (DIDATTICA) COMUNICAZIONE COME RELAZIONE Watzlawick e scuola palo alto sostengono che comunicazione non è un mero processo di trasmissione informazioni ma dipende da:  modalità che si utilizzano  disposizione degli interlocutori la relazione è parte intrinseca della comunicazione Nella didattica viene attribuita molta importanza al rapport , ovvero alla relazione nel processo comunicativo:  tecnica basilare che fonde comunicazione e relazione: quella condizione generale al cui interno soltanto è possibile la comunicazione efficace (richiardson, 2018)  capacità di far sentire interlocutore compreso  per entrare in rapport è necessario o riflettere su come si comunica o pensare alla gestualità, alla postura, all’espressione del viso, al tono e al volume della voce RELAZIONE EDUCATIVA secondo Rogers la scuola non è il luogo solo dove si impara ma è ambiente in cui canalizzare emozioni, esperienze e vissuto  talvolta insegnanti non riescono a decodificare messaggi indiretti mandati dall’alunno  competenze del docente dovrebbero essere:  capacità di ascolto attivo (relazione di scambio e comprensione dell’alunno nella sua unicità e irripetibilità)  capacità comprensione dinamiche gruppo  disponibilità a mettersi in gioco Rogers afferma che relazione educativa :  si compie come relazione di scambio e di comprensione dell’alunno nell’unicità e irripetibilità  si compie come relazione di aiuto= rapporto in cui una persona si attiva per facilitare la crescita e la maturità dell’altro

 Comprendere come i bambini apprendono e comunicano e favorire lo sviluppo della fiducia i se stessi con strumenti facili  Le stesse tecniche permettono di influenzare lo stile di apprendimento di ogni bambino: uso canali sensoriali porta allo sviluppo stili di pensiero ( es canale visivo porta a stimolare pensiero immaginativo; verbale, quello logico; cinestesico ad azioni realistiche): infatti modificando il modo di pensare individuo si può modificare comportamento (pragmatismo, William james) RAPPORT  rapport è modellato su analisi di M. Erikson  per creare una relazione costruttiva bisogna o instaurare una reazione simmetrica all’immagine del mondo dell’altra persona o diventare maestri nell’arte di assomigliare alla persona che abbiamo di fronte (sture, 2001; churches e terry, 2009)  Focalizzando attenzione su manifestazione esterne dei canali visivo, auditivo e cinestesico dell’interlocutore possiamo cambiare nostro comportamento assumendo suoi atteggiamenti/postura/ ritmo voce ecc in modo che altro ci riconosca come simile Questo può avvenire con due tecniche:

  1. ricalco: esatta riproduzione di un aspetto del comportamento/convinzioni di qualcuno si può ricalcare: o convinzioni: è possibile ricalcare le “convinzioni universali” (onestà, cortesia, ecc) oppure quelle specifiche (valore specifico – ad esempio importanza tempo)  tale tipo di ricalco è utile per creare base di comune comprensione e funziona nelle situazioni di comunicazione difficile  se si deve comunicare con gruppo di persone è più semplice ricalco convinzioni a partire da valori, esperienze e punti di vista comuni: comunicatore deve sintonizzarsi con tutti (usa risposte per alzata di mano e domande universali) o esperienza: identificazione esperienza comune su cui poter far riferimento o ricalco incrociato: (tecnica più difficile ma molto efficace) consiste nell’attuare un comportamento diverso rispetto a quello dell’interlocutore
  2. Rispecchiamento: assumere una posizione speculare rispetto a quella dell’interlocutore (raccogliere e prendere su di sé alcune delle manifestazioni percepibili del nostro interlocutore con lo scopo di creare un contesto funzionale alla comunicazione) o Può avvenire a vari livelli:  non verbale: rispecchiamento postura corpo. Movimenti, gesti e espressioni del viso  paraverbale: riproduzione velocità eloquio, tono e volume voce  verbale: stessi tipi di “predicati” o Erikson  introduce due categorie ricalco verbale: o descrizione dell’esperienza in corso osservabile da interlocutore (fa caldo, piove) o descrizione dell’esperienza in corso non osservabile (siamo tutti stanchi/felici…)  sottolinea importanza di adeguare ritmo e respirazione a respirazione e pulsazioni interlocutore nel rapport quindi  Si crea transfer ricalcando o rispecchiando linguaggio corporeo e non dell’altra persona  genera o rapporto di fiducia o base comunicazione efficace RAPPORT PER CAMBIARE COMPORTAMENTO  dopo aver ricalcato/rispecchiato comportamento si può iniziare gradualmente a cambiare il proprio atteggiamento in modo che sia interlocutore a imitare intuitivamente  idea di base è che se si vuole influenzare qualcuno allora bisogna ricalcare esperienza che egli sta vivendo prima di cercare di guidarlo  schema ricalco-ricalco-guida (es: domanda retorica, domanda retorica, stimolo)  uso ricalco aumenta grado di influenza esercitato

Processo di creazione rapport è parte di un processo più ampio:  Mappa di una persona è infatti formata da una serie di mappe che si generano quando riproduciamo le nostre esperienze utilizzando i sistemi rappresentazionali: o stato interiore ha capacità di influenzare performance e interazione con altri o capacità gestire proprio stato interiore è aspetto fondamentale per ottenere successo nelle “competenze”  Mappa mentale influenza le capacità cognitive e quelle di selezionare e organizzare gruppi specifici di comportamento  Capacità cognitive hanno funzione di condizionare la percezione e la direzione obiettivi dell’individuo, ovvero il fine verso il quale viene diretto lo sforzo/ambizione o uno stato che si desidera determinare attraverso una serie di azioni CAPITOLO 6 - LA RELAZIONE EDUCATIVA E IL LINGUAGGIO (linguaggio per comunicare) Una volta individuato “senso” allievo possiamo sintonizzarci

  • In questo modo comunicazione sarà più diretta, priva di fraintendimenti
  • All’interlocutore riuscirà più facile capire al nostra comunicazione e sapere che lo capiamo
  • Si pongono le basi del rapporto di accordo e fiducia reciproca(= rapport) Nb: linguaggio che usiamo manifesta la nostra visione del mondo COME ELOGIARE? Mentalità:  Mentalità fissa
  • Studio c. Dweck su tendenza genitori USA a lodare bambini
  • Effetto: sviluppo mentalità fissa = pensare che intelligenza e talenti siano doti innate che si hanno o meno e che non si possono cambiare
  • Bambini con mentalità fissa in genere precoci ma quando sbagliano si sentono inadeguati.
  • Il risultato è autostima basso e comportamento oppositivo (per distrarre attenzione da fallimento?)  Contrario mentalità fissa è mentalità in crescita = intelligenza e capacità sviluppate con lavoro, resilienza e imparando da errori  come deve elogiare educatore?  Messa in evidenza comportamento adeguato/target subito dopo la sua comparsa  Elogio specifico: non lodare in modo generico e lodare l’azione e lo sforzo (allo stesso modo non criticare persona in modo generico)  Elogiare/criticare il comportamento non la persona, usando linguaggio esternalizzante (separando persona da problema)  Lode deve essere sentita da tutti  Durante attività educatore cammina tra alunni dando riscontro positivo a chi svolge compito secondo indicazioni  Anche quando lavora con un gruppo ristretto deve mantenere una visione periferica del resto della classe  Ad inizio ciclo/anno è importante che educatore definisca e elogi comportamenti che desidera essere messi in atto  Elogiare comportamenti positivi piuttosto che correggere quelli negativi o sviluppo ottimismo danese spostare fulcro attenzione da ciò che alunno non sa fare a ciò che sa fare  Nome: uso del nome allievo distratto PAROLE da USARE/NON USARE: Usare:  transizione (perché, quindi, mentre , quando) mettendo in relazione tra loro cose che non sono strettamente in relazione. Efficaci se usate in collegamento con espressioni che danno idea di possibilità, probabilità [es: mentre fai questo potresti…]