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riassunto del libro di Caligola, Sintesi del corso di Storia Romana

riassunto del libro di Caligola per parziale

Tipologia: Sintesi del corso

2023/2024

Caricato il 13/01/2024

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camilla-di-simone 🇮🇹

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RIASSUNTO LIBRO CALIGOLA - storia romana
Primo capitolo, Caligola figlio di un mito
Per studiare la storia, lo storico deve avvalersi delle fonti a
disposizione per cercare di ricostruire nel miglior modo possibile il
quadro storico degli eventi che sta indagando e studiando. La
ricerca storica è infatti il frutto di una dialettica continua tra lo
storico e le fonti. Ci sono giunte numerose documentazioni riguardo
il personaggio storico del princeps Caligola, non solo dal punto di
vista politico ma anche privato. Tra le fonti latine che parlano di
Caligola, lo storico prende come punto di riferimento autori quali:
Svetonio con ‘la vita dei dodici cesari’, Seneca con ‘Consolazione di
Polibio’, Plinio il Vecchio con la ‘Storia Naturale’, Tacito con gli
‘Annali’, Filone di Alessandria con l’‘Ambasceria a Gaio’, Flavio
Giuseppe con ‘Antichità Giudaiche’, Cassio Dione con la ‘Storia
romana’. Le fonti più certe sono quelle pervenuteci per mano di
Svetonio, poiché quest’ultimo, in veste di segretario ab epistulis
della cancelleria dell’imperatore Adriano, aveva libero accesso agli
archivi imperiali e disponeva pertanto di una ricca documentazione.
Caligola viene rappresentato nella storiografia come un princeps
del tutto incapace di gestire il suo ruolo, spesso viene definito un
malato di mente anche a causa delle sue stravaganze e
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RIASSUNTO LIBRO CALIGOLA - storia romana

Primo capitolo, Caligola figlio di un mito

Per studiare la storia, lo storico deve avvalersi delle fonti a disposizione per cercare di ricostruire nel miglior modo possibile il quadro storico degli eventi che sta indagando e studiando. La ricerca storica è infatti il frutto di una dialettica continua tra lo storico e le fonti. Ci sono giunte numerose documentazioni riguardo il personaggio storico del princeps Caligola, non solo dal punto di vista politico ma anche privato. Tra le fonti latine che parlano di Caligola, lo storico prende come punto di riferimento autori quali: Svetonio con ‘la vita dei dodici cesari’, Seneca con ‘Consolazione di Polibio’, Plinio il Vecchio con la ‘Storia Naturale’, Tacito con gli ‘Annali’, Filone di Alessandria con l’‘Ambasceria a Gaio’, Flavio Giuseppe con ‘Antichità Giudaiche’, Cassio Dione con la ‘Storia romana’. Le fonti più certe sono quelle pervenuteci per mano di Svetonio, poiché quest’ultimo, in veste di segretario ab epistulis della cancelleria dell’imperatore Adriano, aveva libero accesso agli archivi imperiali e disponeva pertanto di una ricca documentazione. Caligola viene rappresentato nella storiografia come un princeps del tutto incapace di gestire il suo ruolo, spesso viene definito un malato di mente anche a causa delle sue stravaganze e

comportamenti, usava il suo potere come strumento di sopraffazione, senza aver rispetto di nessuno.

. Caligola era il figlio di Germanico, personaggio che venne persino comparato ad Alessandro Magno. Germanico (figlio di Druso e Giulia Livilla) era un valente oratore e letterato, ma si fece riconoscere soprattutto per le sue doti militari. A 19 anni venne adottato da Tiberio su ordine di Augusto(aveva un piano di successione) e un anno dopo sposò Agrippina. Augusto scelse di adottare Tiberio e non direttamente Germanico a seguito della disfatta di Teutoburgo avvenuta nell’ 8-11 settembre del 9 d.C. subita dal governatore della Germania Publio Quintilio Varo guidata da Arminio(furono annientate le 17-18-19 legioni), gli conveniva quindi affidare l’impero a un generale molto più ricco di esperienze in ambito politico e militare. Da quel momento in poi le operazioni militari si limitarono nel rafforzare il sistema difensivo romano lungo il limes del Reno e del Danubio(ai tempi di Mario arruolarsi significava sottrarsi alla povertà). La tragica sconfitta portò alla morte di Marco Cellio. Prima che la situazione a Teutoburgo precipitasse del tutto, Augusto richiamò Tiberio dalla Pannonia e lo mandò in Germania, dove dal 10 al 12 d.C. riuscì a ripristinare la situazione. Nel 13 d.C. Germanico(28 anni) venne nominato unico comandante delle otto legioni sul Reno. Nel settembre del 14 d.C. le legioni renane si ribellarono in Pannonia e in Germania per motivi sindacali: si lamentavano di essere pagati poco e dell’incremento degli anni di servizio militare. Speravano in questo modo di ottenere dal princeps migliori condizioni di servizio. Germanico sanò la situazione tramite un abile discorso e toccando i cuori dei soldati quando mandò al sicuro a Treviri Agrippina e Caligola, considerato una mascotte dai soldati. Si distinse in quel periodo nella legione Cassio Cherea, uno dei capi della congiura contro Caligola. Nel 15 d.C. Germanico lanciò una campagna al di là del Reno attaccando e sconfiggendo i Marsi, giunse poi a Teutoburgo dove venne data sepoltura alle ossa dei romani(Tiberio non accettò la situazione perché riteneva che ciò rendesse l’esercito più esitante e inoltre non era ruolo del generale)e sconfisse i Cherusci. Germanico riuscì a sconfiggere Arminio nel 16 d.C. con il sostegno dei Cauci. Germanico tornò a Roma il 26 maggio del 17 d.C. dove gli venne dato l’onore del trionfo e successivamente venne mandato in Oriente da Tiberio per occuparsi delle questioni orientali(trattative con i parti, abolizione di Cappadocia e Commagene)a capo di un imperium maius. Perché Germanico è stato mandato in Oriente? Perché probabilmente Tiberio temeva per il suo trionfo e la sua fama come tramandato dalla storiografia, ma allo stesso tempo perché avevano piani diversi in ambito militare: Germanico voleva continuare la campagna espansionistica, mentre Tiberio voleva rafforzare l’impero. Germanico visita l’Oriente nel 19 d.C., ma nessun senatore o cavaliere di censo superiore poteva senza un permesso del princeps che lui non richiese. Ritornato in Siria dall’Egitto, Germanico morì improvvisamente il 10 ottobre del 19 d.C. all’età di 33 anni (si pensava fosse stato avvelenato da Pisone o perché anche lui era a capo della Siria o perché fu ordinato da Tiberio ma Zerbini ne dubita anche se la storiografia lo crede).

Secondo capitolo: Agrippina, una donna di potere

passo falso o voleva testare la sua fedeltà per farlo divenire suo successore) la situazione di tensione alla quale fu sottoposto durante la permanenza a Capri.

Quarto capitolo: Caligola alla corte di Tiberio

I sei anni presso la corte di Tiberio, dal 31 al 16 marzo del 37 d.C., furono molto difficili per Caligola poiché non poteva provare rancore(fonte: detto di Passieno) nei suoi confronti senza dover affrontare dure conseguenze, dissimulò le sue emozioni. Sulla base delle fonti storiografiche(Tacito) bisogna dire che Tiberio avesse una grande capacità a mascherare i propri sentimenti, riteneva che dovessero essere repressi pensieri e sentimenti in ambito politico. L’unico interesse comune che avevano Tiberio e Caligola era l’amore per l’oratoria e per le arti sceniche(ne parla anche Svetonio). Tiberio cominciò a preparare Caligola alla vita pubblica, divenne pontifex, augure, sodalis Augustis(membro del collegio sacerdotale che celebrava il culto di Augusto) cursus honorum(fonte: Svetonio), nel 33 gli conferì la questura(aveva 20 anni, si prendeva a 25). Ad Anzio Tiberio unì in matrimonio Caligola con Giunia Claudia, ma morì per parto nel 36, così Gaio sedusse Ennia Nerva, moglie di Macrone, per ottenere le simpatie del prefetto del pretorio (Tacito e Cassio Dione pensano sia stato Macrone ad indurre Caligola all’adulterio con la moglie per mantenere la sua posizione una volta che Caligola fosse divenuto princeps). Nel 35 Tiberio redasse un testamento nel quale Caligola e il nipote Tiberio Gemello vennero nominati eredi in parti eguali. Il 16 marzo del 37 d.C. Tiberio morì, o di morte naturale, o per avvelenamento o per soffocamento per mano di Caligola o Macrone (fonte: Svetonio e Cassio Dione per quanto riguarda la mano di Caligola ). Cosa fece Tiberio durante il suo principato? Mise in sicurezza il limes renano, rafforzò l’impero, consolidò la struttura statale. Cercò di coinvolgere il senato nel governo dello stato, conferendogli il potere di elezione nelle magistrature cittadine, ma il senato era incapace e per tale motivo nacquero i primi asti. Tiberio promulgò così la lex maiestatis populi Romani per punire le offese contro il popolo o il princepspolitica repressiva.

Quinto capitolo: Caligola diventa princeps

Caligola aveva sette anni in più di Tiberio Gemello e questo rappresentò un elemento importante per coloro che lo sostennero nella successione, come Macrone e Antonia Minore(onorata da lui con il titolo di Augusta, morì nel 37). Il 16 marzo Caligola venne nominato princeps dai pretori di stanza a Miseno, il 18 marzo il senato annullò il testamento di Tiberio dove designava Tiberio Gemello coerede di Caligola(forse il senato sostenne ciò), Caligola ebbe tutti i poteri. Il princeps, il più giovane degli ultimi tempi, rifiutò il titolo onorifico di padre della patria sostenendo che dovesse meritarlo per riceverlo, tutte le legioni prestarono poi fedeltà(la storiografia tramanda alcuni giuramenti)ad egli, aveva già una grande fama. Dopo aver deposto le ceneri di Tiberio nel mausoleo, Caligola si recò dove sua madre e Nerone morirono per prendere le ceneri e deporle nel mausoleo di Augusto (gesto di pietas apprezzato da tutti, si pensa che lo avesse fatto per accrescere la sua popolaritàSvetonio). Caligola nominò suo collega al consolato Claudio, fratello di Germanico, che venne escluso dalla vita

politica per i suoi problemi. Tiberio Gemello venne adottato da Caligola ma fu estromesso e messo da parte, qualche mese più tardi venne ucciso. Caligola cercò di distanziarsi dalla politica di Tiberio, riabilitò tutti coloro che erano stati condannati per qualsiasi accusa da Tiberio, rese pubblico il bilancio imperiale, ristabilì la carica dei comizi e quindi tentò di restituire al popolo il voto, esentò gli italici dal pagamento della duecentesima parte sulle vendite, restituì il regno ai re a cui erano stati sottratti. Ripagò il sostegno dei soldati e dei pretoriani(corti=12) e donò molto denaro al popolo romano(coloro con la civitas), per tale motivo viene definito dalle fonti uno scialacquatore. Caligola offrì al popolo romano libertà nell’organizzazione di giochi e spettacoli(ne era appassionato), Cassio Dione e Svetonio lo criticavano perché anziché dedicarsi al governo, organizzava i ludi. Il princeps iniziò la costruzione di due acquedotti, l’Anio novus e l’aqua Claudia, che incrementarono la disponibilità di acqua per gli abitanti della capitale dell’impero romano. Questa politica di larghe spese non poteva essere sostenuta a lungo, attuò quindi una politica monetaria più intensiva, immettendo una grande disponibilità di denaro circolante, Cassio Dione riteneva che avesse completamente abolito il tributo sulle vendite. In poco tempo Caligola mutò il suo modo di governare e di interpretare la figura del princeps, la storiografia attribuisce ciò alla malattia che lo colpì.

Capitolo sei: Caligola, ritratto di un imperatore

Caligola viene descritto dalla storiografia romana in modo negativo a livello sia fisico che mentale. Sin da bambino si riteneva che egli fosse di salute cagionevole e soffrisse di epilessia, segnali che sembrano anticipare quell’insania di cui Caligola stesso era cosciente(fonte: Svetonio che evidenzia le sue doti oratorie e la facondia nel parlare). L’eccentricità di Caligola si esprimeva nel suo stravagante modo di vestire, rivelatore del suo squilibrio mentale, squilibrio evidente dal fatto che egli volesse far eleggere il suo cavallo preferito, Incitatus, console. Le fonti antiche (Svetonio) pongono l’accento sull’estrema libertà sessuale di Caligola, egli infatti arrivò all’incesto con tutte le sue sorelle e soprattutto con Drusilla(unico conforto a corte, Drusilla in particolare poiché con lei aveva passato la maggior parte dell’infanzia), ebbe rapporti occasionali con uomini e insidiava qualsiasi donna. Giunio Silano, suo suocero venne fatto uccidere, ciò recise l’ultimo filo che lo legava ancora a Tiberio e alla sua politica. La seconda moglie di Caligola fu Livia Orestilla(38d.C.), di ella si era invaghito il giorno del suo matrimonio con Calpurnio Pisone a cui impose il divorzio., poco tempo dopo la ripudiò e la esiliò due anni dopo perché viveva con il precedente marito. La sua terza moglie fu Lollia Paolina che era allora sposata con Memmio Regolo(Svetonio e Cassio Dione pensavano fosse un matrimonio di convenienza in ambito politico poiché Lollio, il nonno di Lollia, essendo stato console durante il principato di Augusto gli consentiva di consolidare il suo potere), ma a causa della sua sterilità la ripudiò. Il quarto matrimonio di Caligola fu con Milonia Cesonia che gli diede una figlia, Giulia Drusillamatrimonio più felice e duraturo, le diede quel nome in onore di sua sorella morta il 10 giugno del 38 d.C. Quindi nel ritratto postoci da Svetonio, Caligola ci appare come una persona dissoluta, quasi disumana., la quintessenza di un despota folle privo di limiti e freni.

limes germanico senza destare dubbi, la sua spedizione colse di sorpresa Getulico che non riuscì ad intervenire che venne destituito e sostituito da Galba. Nell’ottobre del 39 Getulico venne giustiziato, Marco Lepido venne decapitato dal tribuno Druso, mentre Agrippina e Livilla vennero graziate ma condannate all’esilio nell’isola di Ponza(dove morì Nerone). Caligola da quel momento cominciò a temere per la propria vita e inasprì il proprio carattere.

Capitolo otto: Caligola e la politica estera dell’impero romano

Caligola aveva probabilmente il desiderio di riprendere i progetti espansionistici del padre Germanico. Il suo scopo era quello di spostare il limes germanico su posizioni più facilmente difendibili, ma una volta(secondo Svetonio e Cassio Dione)si dedicò a una spedizione militare in Germania per cercare di impossessarsi di nuove ricchezze e di domare le popolazioni locali che stavano invadendo una parte del territorio gallico. Ad affrettare la campagna militare avvenuta nel 39 d.C. fu anche la congiura, ma non ebbe alcuna efficacia come raccontato dalla storiografia. Nel 40 d.C. Caligola, in cerca di gloria militare, prese la decisione di interrompere la campagna militare in Germania per cercare di conquistare la Britannia(su indicazione di Adminio, figlio del re dei Trinovati). Fece realizzare anche un faro, ma a causa della congiura non riuscì a dare seguito al suo progetto. Claudio, tre anni dopo, preparò la spedizione militare in Britannia e, affidando l’impresa a Aulo Plauzio, riuscì a conquistarla. Intanto Caligola venne acclamato imperator per la settima volta nonostante non avesse vinto nessuna battaglia, il senato infatti non gli concesse il trionfo. Anche in Africa Caligola attuò una politica di maggiore iniziativa difensiva con l’annessione della Mauretania, entrato sotto il dominio romano in quanto il re Bocco II la lasciò in eredità ad Ottaviano Augusto che insediò come re Giuba II alla cui morte successe il figlio Tolomeo. Caligola nel 40 d.C. fece uccidere Tolomeo, la Mauretania passò sotto il dominio diretto di Roma. In Oriente, il princeps adottò la politica di Marco Antonio, trasformando la parte orientale dell’impero in una federazione di regni clienti poiché era meno dispendioso per l’impero a livello economico. E così Caligola diede il trono di Giudea ad Erode Agrippa, ripristinò il regno di Commagene, assegnò l’Armenia Minore a Coti, il regno del Ponto a Polemone II, l’Iturea a Soemo. Il re dell’Armenia, Mitridate, fu deposto ed imprigionato a vantaggio dei Parti che ne presero il controllo. Il giovane imperatore dimostrò il suo acume preoccupandosi di quelle che erano le aree nevralgiche dell’impero: il limes germanico e quello più orientalegoverno lungimirante.

Capitolo nove: la fine di Caligola

Una volta tornato a Roma dopo aver sventato la congiura in Germania, Caligola fu il protagonista di altre due congiure, quella di Anicio Ceriale e Sesto Papinio, e quella che lo porterà alla morte. Riguardo la prima congiura ne parlano Seneca e Cassio DioneCaligola scoprì il complotto e fece arrestare Anicio mentre Sesto Papinio fu messo sotto tortura poiché Anicio non confessò nulla. Questo, per essere salvato, confessò e Ceriale venne ucciso. Seneca riteneva invece che Papinio fosse stato torturato fino alla morte. Tacito riteneva che Anicio sotto tortura confessò i nomi dei

congiurati, tra cui Papinio, Betilieno figlio del procuratore Capitone(assistette alla morte del figlio e fece finta di essere un congiurato per avere salva la vita confessando i nomi dei coinvolti). La congiura nella quale Caligola venne ucciso nacque nell’ambiente della corte imperiale nel gennaio del 41 d.C. Tra coloro che parteciparono alla congiura contro Caligola vi furono Cassio Cherea e Cornelio Sabino, tribuni della corte pretoriana e esecutori dell’assassinio. Cassio Cherea ordì la congiura per due motivi: integrità morale e nobiltà d’animo; Caligola si prendeva gioco di lui(anche perché stava instaurando un regime assolutistico). Tra i congiurati vi era anche il cugino di Caligola, Emilio Regolo, il prefetto del pretorio Marco Clemente e Gaio Giulio Callisto. La maggiore preoccupazione dei coinvolti proveniva dal fatto che la svolta nella direzione della monarchia teocratica orientalizzante attuata da Caligola avrebbe ridimensionato il potere non solo del senato, ma anche dei pretoriani. I veri promotori e le menti del complotto furono Lucio Annio Vinicianovuole vendicare l’amico Getulico, e Decimo Valerio Asiaticovuole vendicarsi perché Caligola concupì sua moglie vantandosene in un banchetto. Il giorno più propizio per la congiura era stato individuato in occasione dei ludi Palatini, che consistevano in ludi scaenici che dovevano tenersi dal 17 al 22 gennaio ma vennero prolungati. Il piano venne messo in atto il 24 gennaio tra l’ora settima e l’ora nona(Svetonio)del 37 d.C., Caligola venne pugnalato e lo stesso giorno vennero uccisi la moglie e la figlia, Cesonia e Giulia Drusilla, che Cassio Cherea riteneva sarebbero state una minaccia per Roma e le leggi. Dopo la congiura vi furono attimi di panico e caos, ma Valerio Asiatico riuscì a calmare gli animi con un suo discorso(morì per mano di Messalina che lo incolpò di essere l’amante di Poppea). Callisto, Narcisso e Pallante non vennero condannati da Claudio; Cassio Cherea e Giulio Lupo(uccise Cesonia e Drusilla)vennero condannati a morte; Cornelio Sabino fu invece prosciolto da ogni accusa e poté mantenere la posizione di prima, ma decise comunque di suicidarsi. Caligola venne sepolto negli horti Lamiani, sulle sommità dell’Esquilino, saranno le sorelle Agrippina e Livilla a trasferire le ceneri di Caligola nel mausoleo di Augusto. Subito dopo Claudio abolì l’accusa di maiestas.

Capitolo dieci: Roma dopo Caligola

Nel momento in cui Caligola morì vi furono attimi di confusione, le guardie del corpo dell’imperatore divennero violente, Claudio, per la paura, decise di nascondersi ma venne trovato da una guardia del palazzo e nominato princeps poco dopo. I pretoriani si affrettarono a riconoscere Claudio come nuovo princeps e a portarlo nel loro accampamento per tenerlo al sicuro, il loro scopo era quello di scongiurare la perdita di potere e quindi il rafforzamento del senato. La prima preoccupazione dei consoli Quinto Pomponio Secondo e Gneo Saturnino, fu quella di convocare il senato sul Campidoglio per decidere sul da farsi, prendendo persino in considerazione l’ipotesi di ristabilire un governo repubblicano. La congiura contro Caligola era nata con l’appoggio del senato che sperava di riavere lo stesso potere decisionale di prima. Il senato non aveva previsto l’acclamazione di Claudio come imperatore da parte dei pretoriani. Il giorno dopo l’acclamazione, Claudio consentì alle truppe di prestargli