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Riassunto del palinsesto televisivo, Sintesi del corso di Storia Della Radio E Della Televisione

breve e coinciso riassunto di che cos'è il palinsesto televisivo

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

Caricato il 14/03/2023

gretareverso
gretareverso 🇮🇹

4.2

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Il palinsesto parte 1
Entriamo adesso in quello è un argomento piuttosto consistete e rilevante, è uno di quei
temi chiave che sono la base per comprendere quello che è il ragionamento che si trova
dietro il messaggio televisivo e il perché, quello che vediamo in tv, non è mai un’offerta
casuale ma è legata a determinate logiche, quelle, innanzitutto, dei broadcaster, ma anche,
e soprattutto, di quelle che trasmettono ai broadcaster, quindi questa interazione –
pubblico & broadcaster –nell’ambito del palinsesto, quindi di un modello televisivo
tradizionale.
o Ma che cos’è il palinsesto?
Il palinsesto è una sequenza ordinata di programmi e altri materiali(contenuto),
disposti entro una griglia temporale (forma) secondo differenti logiche (editoriali,
commerciali e professionali), mediante l'impiego di apposite tattiche e strategie e
sulla base di obiettivi di lungo e breve termine.
Analizziamo ora questa sintesi, pezzo per pezzo:
à Sequenza: parliamo di contenuti, programmi che vengono messi in sequenza.
à Ordinata e temporale: questi contenuti non sono messi casualmente, ma sono
programmati con un preciso ordine e che allo stesso tempo, questo ordine è
basato, inizialmente e precisamente, su quella che è la sequenza dello scorrere del
tempo a partire dall’elemento, se vogliamo, minimo – che è l’ora -, fino
all’elemento massimo – che è la stagione.
à Programmi e altri materiali: l’unità di misura del palinsesto (e in generale del nostro
viaggiare attorno alla tv) è il programma. All’interno del palinsesto, ogni fascia di
colore corrisponde ad un programma, ad una tipologia di programma.
I tre elementi che fanno parte del palinsesto dal pdv FISICO sono:
à programmi.
à spot pubblicitari.
à promozioni televisive
All’interno del palinsesto, NON troveremo MAI rappresentati graficamente gli spot
pubblicitari e le promozioni televisive.
Graficamente noi possiamo solo vedere i programmi, questo perché la parte
pubblicitaria e promozionale ha una gestione discrezionale da parte del
broadcaster, questo significa che il broadcaster può, nell’ambito del suo
programma (tenendo conto di altri elementi, come di quanti spot può mandare in
onda in un ora, etc) decidere quando e come posizionare gli spot e i promo,
all’interno di una fascia, dunque di un programma.
à Griglia temporale: i programmi vengono ordinati e disposti all’interno di una griglia.
È una griglia che NON è NON modificabile, dunque non è statica, ma è dinamica.
Tutti i programmi che noi troviamo nel palinsesto vengono divisi per:
à parte temporale, legata allo scandire del tempo in termini di giorni, settimane,
mesi e anni.
Commentato [r1]: La griglia è la FORMA del palinsesto.
Commentato [r2]: La variabile TEMPO è sempre presente
all’interno del palinsesto, e in tutte quelle che sono le
decisioni prese intorno al palinsesto stesso.
Commentato [r3]: “non tutti i programmi sono format; tutti
i format sono programmi”
Ci muoviamo nell’ambito del contenuto, rispetto all’unità di
misura, che ha avuto nel corso del tempo uno sviluppo, dove
il contenuto programma si evolve in contenuto format nel
momento in cui emerge l’esigenza di avere dei diritti
televisivi.
Il format è dunque legato alla prosperità intellettuale, alla
necessità di avere un qc che sul mercato ha un valore.
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Scarica Riassunto del palinsesto televisivo e più Sintesi del corso in PDF di Storia Della Radio E Della Televisione solo su Docsity!

Il palinsesto – parte 1 Entriamo adesso in quello è un argomento piuttosto consistete e rilevante, è uno di quei temi chiave che sono la base per comprendere quello che è il ragionamento che si trova dietro il messaggio televisivo e il perché, quello che vediamo in tv, non è mai un’offerta casuale ma è legata a determinate logiche, quelle, innanzitutto, dei broadcaster, ma anche, e soprattutto, di quelle che trasmettono ai broadcaster, quindi questa interazione – pubblico & broadcaster – nell’ambito del palinsesto, quindi di un modello televisivo tradizionale. o Ma che cos’è il palinsesto? Il palinsesto è una sequenza ordinata di programmi e altri materiali(contenuto), disposti entro una griglia temporale (forma) secondo differenti logiche (editoriali, commerciali e professionali), mediante l'impiego di apposite tattiche e strategie e sulla base di obiettivi di lungo e breve termine. Analizziamo ora questa sintesi, pezzo per pezzo: à Sequenza: parliamo di contenuti, programmi che vengono messi in sequenza. à Ordinata e temporale: questi contenuti non sono messi casualmente, ma sono programmati con un preciso ordine e che allo stesso tempo, questo ordine è basato, inizialmente e precisamente, su quella che è la sequenza dello scorrere del tempo a partire dall’elemento, se vogliamo, minimo – che è l’ ora - , fino all’elemento massimo – che è la stagione. à Programmi e altri materiali: l’unità di misura del palinsesto (e in generale del nostro viaggiare attorno alla tv) è il programma. All’interno del palinsesto, ogni fascia di colore corrisponde ad un programma, ad una tipologia di programma. I tre elementi che fanno parte del palinsesto dal pdv FISICO sono: à programmi. à spot pubblicitari. à promozioni televisive All’interno del palinsesto, NON troveremo MAI rappresentati graficamente gli spot pubblicitari e le promozioni televisive. Graficamente noi possiamo solo vedere i programmi, questo perché la parte pubblicitaria e promozionale ha una gestione discrezionale da parte del broadcaster , questo significa che il broadcaster può, nell’ambito del suo programma (tenendo conto di altri elementi, come di quanti spot può mandare in onda in un ora, etc) decidere quando e come posizionare gli spot e i promo, all’interno di una fascia, dunque di un programma. à Griglia temporale: i programmi vengono ordinati e disposti all’interno di una griglia. È una griglia che NON è NON modificabile, dunque non è statica, ma è dinamica. Tutti i programmi che noi troviamo nel palinsesto vengono divisi per: à parte temporale, legata allo scandire del tempo in termini di giorni, settimane, mesi e anni. Commentato [r1]: La griglia è la FORMA del palinsesto. Commentato [r2]: La variabile TEMPO è sempre presente all’interno del palinsesto, e in tutte quelle che sono le decisioni prese intorno al palinsesto stesso. Commentato [r3]: “non tutti i programmi sono format; tutti i format sono programmi” Ci muoviamo nell’ambito del contenuto, rispetto all’unità di misura, che ha avuto nel corso del tempo uno sviluppo, dove il contenuto programma si evolve in contenuto format nel momento in cui emerge l’esigenza di avere dei diritti televisivi. Il format è dunque legato alla prosperità intellettuale, alla necessità di avere un qc che sul mercato ha un valore.

à parte verticale, che va dalle 2 di notte alle 2 del mattino, divisione della giornata in senso temporale (legato allo scandire dei secondi, minuti e ore). à Secondo differenti logiche: à editoriale, coloro che definiscono i palinsesti delle reti, e quindi, editorialmente decidono che cosa ci va dentro un palinsesto. à commerciale (logica emersa con la nascita delle reti private), collocamento di programmi in determinati orari, ottengono, dal pdv commerciale, più ricavi. à professionali, coloro – all’interno dei broadcaster – che lavorano esclusivamente per la costruzione dei palinsesti, e quindi, il loro lavoro è quello di cancellare e sistemare, modificare, etc. à Mediante tattiche e strategie: vedremo insieme quali sono le tattiche e le strategie utilizzate e come queste vengono usate dai broadcaster. Ogni broadcaster, nel momento in cui fa una programmazione, che sia quotidiana, settimanale, mensile, annuale, non è mai casuale, ma segue o operazioni di ampio respiro, quindi strategiche, o con operazioni di più breve respiro, dunque tattiche. Una strategia di palinsesto viene il più delle volte, definita a inizio stagione, mentre una tattica di palinsesto si può anche decidere di inserirla il giorno prima o una/due settimane prima, della messa in onda. § Es. tattica di palinsesto è quando ti accorgi che il tuo competitor improvvisamente mette un programma in competizione con il tuo (di stesso genere), e quindi puoi decidere di spostare il tuo programma. Esistono anche delle azioni che NON sono né tattiche né strategiche, ma sono semplicemente dovute ai cambi di palinsesto legati a emergenze, necessità particolari, a necessità legate a richieste da parte delle istituzioni pubblico – es. incarico x elezione di governo, elezione presidente della repubblica (questo solo per il servizio pubblico). à Obbiettivi di lungo o breve termine: colui che fa il palinsesto, nel momento in cui colloca i programmi, lo fa con specifici obbiettivi, che sono numerici (legati al pubblico che vuoi attrarre). Sono obbiettivi che possono essere di breve termine, dunque sulla giornata, oppure lungo termine, ovvero sul mantenere un determinato tipo di tasso di ascolto su un determinato programma, per una durata di una stagione intera. Il concetto di palinsesto varia da paese a paese, nel senso che ogni singolo paese, ha una valutazione del proprio palinsesto rispetto a quelli che sono, nel paese stesso, gli elementi prioritari e gli elementi culturali. Qui in Italia il concetto deriva, anche dal pdv lessicale, da un elemento di carattere storico, ovvero, la derivazione dal greco, dal fatto che può in qualche modo, aprire un concetto di avere il palinsesto come l’idea di un processo di costruzione di, appunto, una griglia ordinata. La derivazione lessicale vede, il concetto di palinsesto, fare riferimento all’idea del cancellare e riscrivere, partendo da un concetto molto antico, risalente all’antica Grecia, per cui sulle tavole di cera tu scrivevi e potevi cancellare, per poi riscrivere. Commentato [r4]: La stagione del palinsesto comincia a SETTEMBRE – entro giugno/luglio si deve presentare il palinsesto completo per i primi mesi (sett/ott/nov/dic – stagione più importante) e abbozzato della seconda stagione (febb-magg/giu)

Il palinsesto in termini temporali è legato al fatto che coloro che lo costruiscono, non partono mai da zero, ma dallo storico che si ritrovano degli anni precedenti (li puoi apportare piccole modifiche, ma non trasformazioni a livello strutturale troppo evidenti). Prima di apportare grandi cambiamenti all’interno del palinsesto, si possono provare a fare esperimenti, questi, il più delle volte, vengono fatti d’estate. (es. x vedere se un programma piuttosto che un conduttore va bene in una particolare fascia televisiva) – questo perché solitamente le stagioni estive vengono utilizzate come test per quelle poi autunnali. 13 dicembre Palinsesto – parte 2 Nel momento in cui noi immagiamo qualsiasi modifica del palinsesto, questa non è mai una modifica di carattere neutrale, nel senso che, ogni intervento che viene fatto sul palinsesto può provocare qualche reazione, di vari tipi che possono essere, richieste di cancellazioni, spostamenti legati ad una valutazione di orario o di giorno della settimana diverso da quello che immaginavi, etc. o Ogni volta che c’è anche una qualche piccola modifica di questo, questa può portare qualsiasi tipo di polemica, potenzialmente. Per quanto riguarda, invece, la famosa unità di misura del palinsesto questa è il programma. Tutti i programmi sono l’unità base dalla quale parte la collocazione del palinsesto e, di conseguenza, anche quelle che sono le modalità attraverso le quali questi programmi vengono realizzati. In questo senso, ci sono un po’ di distinzioni fra programmi:

  • Programmi prodotti in studio : realizzati in studio e proposti al pubblico dopo una registrazione o una diretta in studio - questi hanno lì la loro collocazione produttiva.
  • Programmi prodotti in esterna : realizzati con troupe esterne che vanno a realizzare e a produrre, una serie di contenuti che poi vengono inseriti nel palinsesto. Dal punto di vista invece della modalità di produzione, invece, possono essere:
  • Programmi in diretta : realizzati nel momento in cui vengono prodotti.
  • Programmi in differita : con una leggere differenza di tempo dal momento in cui vengono realizzati e dal momento in cui vengono poi messi in onda. Molto spesso questi programmi hanno pochi interventi dal pdv post-produttivo, nel senso che vengono realizzati in diretta – realizzato come se fosse tale – ma poi viene messo in onda in un altro momento, per ragioni varie, anche solo semplicemente organizzative.
  • Programmi registrati : qui l’intervento in post-produzione è molto importante, avviene una registrazione e dopo di essa, passa un periodo di tempo prima della messa in onda. I programmi poi si possono differenziare per essere:
  • Programmi da utilità ripetuta : quando uno stesso programma può essere utilizzato più volte, quindi può avere una ripetizione, può essere riprodotto altre volte. Es. serie televisive, film – prodotti che comunque possono essere mandati in onda o su più canali dallo stesso broadcaster.
  • Programmi ad utilità istantanea : quando un programma viene messo in onda e. da lì la sua efficacia viene persa. Es. telegiornale. Abbiamo poi:
  • Produzioni originali o adattamenti : siamo nell’ambito di quei programmi che possiamo anche definire “ format ”; quindi, se sono originali, sono produzioni che lo stesso broadcaster ha realizzato/prodotto in casa, oppure un adattamento, format adattati partendo da una versione originale, che spesso non è quella del nostro paese ma che poi viene adatta anche alle caratteristiche sociali e culturali del nostro paese.
  • Acquisizione di diritti : programmi che otteniamo attraverso l’acquisizione dei diritti di messa in onda, come alcune fiction co-prodotte, il cinema, alcuni eventi (es. Festival di Sanremo), etc.
  • Eventi : Ci sono, ovviamente, alcuni obblighi legati alle programmazioni che vengono messe in onda, soprattutto il servizio pubblico ha tutta una serie di vincoli che permettono o meno di mettere in onda alcuni contenuti – solo in determinate fasce orarie, per es.
  • Direttive dell’EU sulla salvaguardia di quelle che sono le opere intellettuali del paese stesso in cui vengono prodotte. Ovvero in IT noi abbiamo l’obbligo di mettere in onda, dunque di creare uno spazio specifico, e di co-produrre delle opere con produttori nazionali indipendenti che quindi valorizzino il prodotto nazionale.
  • Programmi in caso di emergenza e pubblica utilità: soprattutto per il servizio pubblico, ma non solo. Questo viene fatto in spazi ben definiti, esistono spazi specifici laddove viene dato spazio alle onlus, realtà che svolgono attività sociali sul territorio, etc.
  • No, programmi v.m 18: questo vale per tutti i broadcaster.
  • Parental control – v.m 14 tra le 23 e le 7 (fascia protetta 16-19)
  • Esistono anche vincoli per le pubblicità stesse: non si può fare pubblicità diretta a superalcolici, a fumo, al gioco d’azzardo.
  • Par condicio in periodo elettorale: su tutto il territorio nazionale, esiste una legge vera e propria, che obbliga i broadcaster a dare a tutte le forza politiche rappresentate in parlamento, una visibilità proporzionale alla loro presenza nel parlamento stesso (in base ai voti ricevuti nella precedente legislatura). Sono tutte regole molto rigide sulle quali vige un controllo quotidiano, per cui nel momento in cui, una commissione si accorge che una forza politica è stata sottorappresentata immediatamente, viene richiesto al broadcaster di riequilibrare il giorno successivo – pena di sanzione. Quelli che sono invece gli elementi maggiormente rilevanti rispetto all’organizzazione del palinsesto stesso, sono le quattro stagioni principali:
  • Stagione autunnale : (1°sett-20dic) stagione principale. È la stagione che gioca molto sulle novità, da tutti i punti di vista – si investe molto sul prime time in termini di fiction originali, in termini di intrattenimento di grande valore e punta, etc.

che hai investito su un’altra serata – si vende lo share del programma ma dell’anno precedente, che però non è detto che sarà uguale nell’anno in corso. Questo può succede anche al contrario, se paga un tot ma fa meno di share riceverà in cambio i soldi in più che aveva investito). Gli elementi che vengono valutati – da pdv del rapporto fra share/palinsesto – non sono tanto gli share, ma il numero effettivo e complessivo di spettatori collegati al dispositivo televisivo nell’arco dell’intera giornata (es. anche se un programma può avere uno share alto in estate, questo avrà numero di spettatori molto basso). La settimana è l’altro elemento di distinzione rilevante del palinsesto, abbiamo qui due grandi blocchi che hanno molte differenze:

  • Lunedì e venerdì : il palinsesto è qui, costante e quotidiano, molto simile e a fasce orizzontali - una determina fascia (es. Rai 1) viene occupata da programmi simili fra loro e che vengono ripetuti per tutto il periodo gennaio/marzo (fascia informativa > infotaiment > tg > fascia approfondimento rosa > rubrica informativa cultura e società > programma di intrattenimento leggero > tg > approfondimento > pre-serale > tg > asse prima time -- ogni sera nella stessa fascia di prime time, si cambia la programmazione sulla base del genere del prodotto – fiction, film, serie tv.) Fare la programmazione in questo modo, sono programmi a utilità ripetuta, perché i costi di quel prodotto li hai già spianati su tutta una stagione – investi invece sul prime time. Dopo la prima serata, in seconda (dopo le 23:30) e terza serata (notturno dopo l’1 AM), la programmazione tende ad essere con bassi investimenti con eccezioni.
  • Sabato e domenica : programmazione molto frammentata, questo perché solitamente nel week end, la presenza davanti allo schermo è più alta, soprattutto nei periodi autunnali e invernali, c’è – soprattutto sulla domenica – una programmazione specifica, sulle reti ammiraglie, che tiene conto della sensibilità religiosa che ha il nostro paese, per cui viene fatta un’offerta molto specifica. Durante la giornata vengono fatte offerte molto varie, con target di pubblico differenti fra loro, perché nel week end, il tipo di pubblico è molto variegato. La temporalità del palinsesto è la divisione verticale, quella che tiene più in considerazione le abitudini del pubblico, si scandisce in:
  • Prima mattina
  • Seconda mattina
  • Fascia Meridiana
  • Fascia pomeridiana
  • Fascia preserale
  • Prima serata
  • Seconda e terza serata
  • Notturna È fondamentale collegare il rapporto che c’è fra orari della giornata, abitudini del pubblico e costruzione del palinsesto – queste tre dinamiche sono SEMPRE correlate e mai casuali. Commentato [r6]: Per fare promo che lanciano un programma, li fai sul prime time e li metti in onda in maniera importante prima del programma in prima serata, investendo dei soldi, mettendoti al riparo da eventuali concorrenti giunti all’ultimo minuto. Commentato [r7]: la programmazione stagionale e settimanale e la divisione orizzontale del palinsesto, mentre la programmazione temporale è la divisione verticale, quotidiana.

Broadcaster che invece non hanno il palinsesto hanno altri obbiettivi, legati a quelle che sono le aspettative dello spettatore e quello questo vuole vedere dal pdv di quelle che sono le sue scelte personali rispetto ai contenuti, e non dalle abitudini di quest’ultimo. Si tratta oggettivamente in questo caso di un’altra partita. (con palinsesto > ti porto a guardare il programma fatto per te in una determinata fascia oraria; senza palinsesto > ti porto a guardare il programma fatto apposta per te ma non importa in quale fascia oraria). 14 dicembre Palinsesto – parte 3 Gli aspetti successivi sono legati, in anzitutto, alle logiche per le quali vengono realizzate e messe in opera i diversi palinsesti perché ogni broadcaster ha, a seconda del modello di business, un palinsesto specifico: o Le logiche del palinsesto vanno a definire i criteri, le motivazioni, gli obiettivi secondo cui si fanno determinate scelte di posizionamento e collocamento. Possiamo dunque parlare di logiche di palinsesto legate ai modelli di business quindi dei tre modelli – pubblico, privato e pay – che ovviamente, sulla base delle logiche del palinsesto, soprattutto, del modello pubblico e privato, si muovono su tre ambiti:

  • Logica editoriale: è la più creativa, l’arte del programmare e non limitarsi a posizionare meccanicamente, dare identità alle proposte degli editori. Tale definisce l’identità del canale (soprattutto nelle reti tematiche, ma anche generaliste).
  • Logica commerciale: non sono solo legate ad elementi e broadcaster totalmente privati. Si tratta della dimensione economica e dei ricavi. Sulla rai questa viene prevalsa dalla logica editoriale, al contrario, accade alla Mediaset. (es. superare l’orario di prime time con i programmi, ottenendo più introiti economici)
  • Logica professionale: dimensione organizzativa e produttiva, negoziazione – confronto e scontro fra professionisti. È una logica che riguarda uno stretto numero di persone che sono coloro che costruiscono gli stessi palinsesti, che, congiunti agli editori, decidono di fare delle piccole azioni per rafforzare quelle che è il lavoro che loro fanno quotidianamente sul palinsesto, in questo senso, uno degli approcci più evidenti è quello per cui il tg di Rai1 delle 20, non comincia mai in tale orario ma qualche minuto prima – questo perché vuole iniziare prima del tg5, anche solo quei 10/20 sec di differenza possono catturare l’attenzione di uno spettatore che sta facendo zapping alla ricerca di informazioni. Questa è un’azione che riesci a gestire nel momento in cui i professionisti del palinsesto – oltre a coloro che si occupano delle strategie generali – si accorgono nel caso, di essere in ritardo, avvisandolo coloro di mestiere, che introdurranno a loro volta una finestra per far recuperare un paio di minuti. Come vediamo, le logiche di palinsesto sono di tre tipi e hanno rapporti molto diretti rispetto a quello che sono i modelli di business, le figure professionali che gestiscono i palinsesti e la parte più economico/commerciale di gestione del palinsesto. Le reti commerciali avendo come unico finanziamento la pubblicità, hanno l’esigenza assoluta di avere più risorse possibili. Andando oltre, troviamo un ulteriore differenziazione fra palinsesto generalista e palinsesto tematico: Commentato [r8]: Il tipo di programmi che io colloco – per cui l’identità che do al mio canale – è la logica editoriale che sta sotto le mie scelte. Es. La7 ha scelto di essere un canale di approfondimento, per un determinato tipo di pubblico – fa tale scelta seguendo logiche editoriali ben precise:

non metta mai in difficoltà il programma successivo con quello precedente, e viceversa

  • ciò significa che nel momento in cui si costruisce il palinsesto – analizzando il pubblico di riferimento di quella fascia oraria - si deve evitare di posizionare contenuti che fanno scappare il target presente in quel momento, in quanto l’obbiettivo è che un programma preservi il pubblico al programma successivo. Per cui, l’elemento fondamentale è porre programmi che sono in grado di (!!) preservare il pubblico anche su quelli successivi fino agli estremi, come blocchi di palinsesto ovvero l’insieme omogeno d programmi simili (canali tematici) come maratone di un determinato tipo di prodotto, a quel punto il lavoro è quello di lavorare sulla costanza del contenuto in modo che il pubblico sia costante, per farlo si eliminano anche le pause pubblicitarie.
  • Orizzontali – dal primo giorno della settimana sino all’ultimo, sono legate alla variabile giornaliera e settimanale. È legata più ad un’offerta che si sviluppa nel corso della settimana. Questo tipo di tecnica la riscontriamo quotidianamente nelle mattine e nei pomeriggi dei canali generalisti (dal lun al ven, troviamo negli stessi orari, gli stessi programmi), questa particolare tecnica prende il nome di “ striscia ”, ovvero un programma che si ripropone tutti i giorni, tutta la settimana per una o anche più stagioni (sono quei programmi che dettano un appuntamento quotidiano con il pubblico, e dal pdv economico, servono a non avere eccessivi esborsi). Un’altra tecnica attraverso la quale ci si muove nella programmazione è quella ad ombrello , offre appuntamenti diversi su contenuti diversi e su generi diversi, ma alternati nel corso della settimana, dando comunque un appuntamento di ritorno per cercare di mantenere un pubblico di riferimento costante e fedele. (es. lun/mar/mer – movie; giov/ven approfondimento info in prima serata). Andando ulteriormente nell’ambito concorrenziale, e stiamo nelle fasce orarie, ragionando sul prime time ma non solo, abbiamo tecniche di programmazione legate non tanto a quello che faccio io come editore ma guardando anche quello che fanno i miei principali concorrenti – in questo caso parliamo di due tecniche prevalenti:
  • Anti-programmazione : offerta di un contenuto simile per genere a quello proposto dal concorrente, volutamente utilizzata per andare contro di esso. ¨ Rai – Mediaset. Ciò ovviamente non vale per gli più canali sotto uno stesso broadcaster.
  • Contro-programmazione : offerta di un’alternativa rispetto al contenuto del concorrente per cercare di coprire un target scoperto. (es. Rete4: approfondimento tv Canale5: movie Italia1: action). Sono entrambi elementi di tecnicalità del palinsesto che molto spesso vengono utilizzati in maniera tattica dal broadcaster, decidendo all’ultimo se togliere o aggiungere un contenuto all’ultimo. Un’altra tecnica legata ed usata per la concorrenza è l’articolazione delle pause , si tratta della sovrapposizione del break con quello del competitor per evitare la migrazione del pubblico/essere accessibili quando gli altri canali hanno spot o break. Concludendo, dal pdv storico, il concetto di palinsesto lo possiamo legare all’età della concorrenza e ancora di più alla nascita dell’Auditel, quando il servizio pubblico che all’epoca era esclusivo, si Commentato [r11]: Questa è definita come la tecnica di traino: è il legame tra due o più programmi consecutivi in modo che l’audience del precedente sia trainato su quello successivo, qui si alternano programmi forti a programmi deboli:
  • nel caso in cui il contenuto più forte e quello che precede si parla di LEAD IN
  • nel caso in cui invece il contenuto più forte è quello che segue si parla di LEAD OUT.

trova dei concorrenti che cominciano a porre dei contenuti diversi da propri e che cominciano a rubarti fette di pubblico. Questo fece rafforzare il concetto di palinsesto e tutti quegli elementi strategici, tattici. Dal pdv storico, facendo ancora un passo indietro, quando è nata la tv noi avevamo un solo canale che aveva a sua volta un palinsesto limitatissimo, in termini di offerta e di orario, solitamente cominciava alle 17:30 e finiva alle 00:00. o Contenuti di genere: tg, programmi per ragazzi, intrattenimento serale. Rispetto a come lo vediamo adesso, il palinsesto era molto statico, aveva come unico obiettivo quello di dare punti di riferimento al pubblico. Dopo di che, progressivamente, con la nascita del secondo canale, si ampliano le fasce orarie, permettendo una programmazione più articolata con offerte differenti, fino alla nascita poi delle reti private (1973) e del terzo canale pubblico, con l’inizio dell’età della concorrenza, momento in cui si comincia a concorre anche nell’ambito dell’offerta televisiva quindi di quella che è l’offerta al pubblico. Dal pdv del palinsesto, il servizio pubblico entra in difficoltà nel momento in cui quello privato comincia ad offrire contenuti diversi e concorrenziali. A livello internazionale, i diversi paesi hanno approcci fra loro differenti: à Francia : grande attenzione al prodotto nazionale, quindi, valorizzano molto quelle fasce di tutela del prodotto realizzato nel paese – sia in termini di acquisto e quindi di offerta al pubblico, ma soprattutto di supporto alla produzione locale. Non esiste la pubblicità nel prime time. à Germania : forti canali regionali che privilegiano la programmazione specifica e quindi danno dei punti di riferimento, formativi ma non solo, a quelli che sono i canali che vengono realizzati all’interno dei singoli Lander tedeschi (come regioni italiane, più autonome e dimensioni maggiori) – per cui forte produzione locale e regionale. à Spagna : differenza di un’ora rispetto al nostro palinsesto – è una tv che si è adatta alle abitudini di quel popolo. à Inghilterra : focus sull’autoproduzione, fortissimo servizio pubblico (BBC) che ha una capacità unica di stare sul mercato con i propri prodotti. à USA : non esiste un palinsesto nazionale ma abbiamo una serie di canali (network) nazionali che però hanno una serie di sindacation utili a riferimento nei singoli stati, dove mettono in onda in alcune fasce orarie i prodotti con la parte pubblicitaria associata. Qui non esiste un vero e proprio servizio pubblico, dal pdv dell’offerta privata privilegiano alcune finestre che i broadcaster nazionali acquistano all’interno dei broadcaster locali, ampliando quella che è l’offerta e quello che è l’eco di quello che produci, che va su più stati, adattandosi a modalità di offerta diverse.