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Riassunto di Aristotele del manuale Storia del pensiero filosofico e scientifico, Vol. 1A
Tipologia: Sintesi del corso
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Problemi concernenti la sostanza soprasensibile
Dimostrata l’esistenza del soprasensibile, restano 3 questioni da risolvere: -quale sia la natura di tale sostanza
che a noi è possibile solo per breve tempo: la vita del puro pensiero dell’attività contemplativa. Così Aristotele descrive la natura del Motore Immobile:” Da in tale principio, dunque, dipendono il cielo e la natura. E il suo modo di vivere è più eccellente: è quel modo di vivere che a noi è concesso solo per breve tempo. L’atto del suo vivere è piacere.” Ma cosa pensa Dio? Dio pensa la cosa più eccellente. Ma la cosa più eccellente è Dio stesso. Dio pensa se stesso: è attività contemplativa di se medesimo “è pensiero di
pensiero”. L’intelligenza pensa se stessa, cogliendosi come intellegibile: infatti essa diventa intellegibile intuendo e pensando a sé, cosicché intelligenza e intellegibile coincidono. Dio è eterno, immobile, atto puro, scevro di potenzialità e di materia, vita spirituale e pensiero di pensiero. Questa sostanza è unica o ve ne sono altre? Aristotele non ha creduto che il Motore Immobile bastasse a spiegare il movimento di tutte le sfere di cui egli pensava che il cielo fosse costituito. Una sola sfera muove le stelle fisse che hanno un moto
regolare. Aristotele stabilì che tra queste e la Terra ci sono altre 55 sfere che si muovono con movimenti differenti, queste sfere sono mosse da intelligenze analoghe al Motore Immobile, inferiori a lui. Per Aristotele divino è il Motore Immobile, le sostanze soprasensibili, immobili motrici del cielo, l’anima intellettiva degli uomini; divino è tutto ciò che è eterno e incorruttibile. In Aristotele c’è un monoteismo esigenziale, esigenziale perché egli ha cercato di staccare il Primo Motore dagli altri, ponendolo su un piano
diverso, così da poterlo chiamare “unico” e da questa unicità dedurre l’unicità del mondo. Il Dio aristotelico non è creatore delle 55 intelligenze motrici.
l’essere in potenza può essere detto NON ESSERE, precisamente non essere in atto. Il movimento è precisamente il passaggio dall’essere in potenza all’essere in atto (il movimento è “l’atto o attuazione di ciò che è in potenza in quanto tale”, dice Aristotele), passaggio da essere (potenziale) a essere (attuale). Il movimento avviene secondo 4 categorie (sostanza, qualità, quantità, luogo): il mutamento secondo la sostanza è la generazione e la corruzione (la generazione è un assumere la forma da parte della materia, la corruzione è perdere la forma); il mutamento secondo la qualità è l’alterazione; il mutamento secondo la quantità è l’aumento e la diminuzione; il mutamento secondo il luogo è la traslazione.
4- La psicologia
Quando vogliamo raggiungere determinati fini, noi stabiliamo mediante la deliberazione quali e quanti siano i mezzi da mettere in atto per arrivare a quei fini. Per Aristotele la scelta riguarda solo i mezzi e non i fini, quindi ci rende responsabili ma non necessariamente buoni o cattivi. Infatti l’essere buoni dipende dai fini e non sono oggetto di scelta ma di volizione, ma la volontà vuole sempre e solo il bene o meglio ciò che appare in veste di bene. Sicché per essere buoni bisogna volere il bene vero e non apparente; ma il vero bene lo sa riconoscere solo l’uomo virtuoso, ossia buono. Ciò che Aristotele cerca e non riesce ancora a trovare è il concetto di libero arbitrio.
Governo di uno solo Monarchia Tirannide Governo di pochi Aristocrazia Oligarchia Governo di molti Politìa Democrazie Aristotele intende per democrazia un governo che mira a favorire gli interessi dei poveri, quindi in senso di demagogia. Egli precisa che l’errore in cui cade questa forma di governo è nel ritenere che, poiché tutti sono uguali nella libertà, tutti possono e debbano essere uguali anche in tutto il resto. Aristotele afferma che in astratto sono migliori le prime 2 forme di governo ma ritiene che realisticamente la politia sia la forma di governo più conveniente per le città greche del suo tempo in cui esistevano molti uomini che erano capaci a turno di comandare ed essere comandati secondo la legge, infatti la politia è una via di mezzo tra oligarchia e democrazia.
fondamentali dell’essere, dal punto di vista logico esse dovranno essere i supremi generi ai quali deve riportarsi qualsiasi termine della proposizione. Il termine categoria è stato introdotto da Boezio (filosofo cristiano del IV sec d.C.) con predicamento Gli elementi primi del pensiero sono le categorie: ciò significa che, se noi scomponiamo una proposizione semplice (ad esempio Socrate corre) otteniamo elementi ( Socrate e corre) comunque rapportabili a una delle categorie (Socrate alla categoria della sostanza e corre alla categoria dell’agire). La verità non è mai nei termini singolarmente presi ma solo nel giudizio che li connette e nella proposizione che esprime tale connessione.