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riassunto dettagliato di crescere nella società, diviso nei rispettivi capitolo e paragrafi
Tipologia: Sintesi del corso
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Facendo riferimento al romanzo di Wells “la terra dei ciechi”, un paese in cui per diverse generazioni gli abitanti a causa di una condizione genetica erano ciechi, un giorno uno scalatore dopo un incidente viene soccorso dagli abitanti ciechi e trova difficoltà nel comunicare con loro avendo valori di riferimento diversi. Mentre è in questo villaggio, trova un lavoro e si innamora della figlia del suo capo che chiede in sposa ma gli anziani del villaggio decidono che se lui vuole far parte della loro comunità solo se lui accetta di cavarsi gli occhi. Questa storia ci fa capire quanto il sistema di educazione di una società si impone agli individui e per questo non esiste un'educazione valida in assoluto per tutti. Ad oggi Bauman si riferisce ha una “ società liquida ”, come una società in cui le situazioni cambiano così rapidamente che gli uomini non riescono a modificare il loro modo di agire consolidando solo in procedure fissate. La cultura presenta un insieme di saperi contestualizzati che non si ereditano come il colore degli occhi o dei capelli ma ogni generazione deve apprenderli nel processo chiamato socializzazione e ogni società possiede un sistema per formare i propri cittadini, partendo dall'integrazione generale per arrivare al potenziamento dell'individuo libero di perseguire i propri obiettivi. Tra educazione e cultura esiste un legame per cui l'una non può esistere senza l'altra, non esistono due momenti separati, uno in cui si trasmettono i contenuti e le abilità e l'altro in cui si trasmettono i valori, essi sono sempre collegati. In questo senso la scuola ha il compito di trasmettere la verità e ciò lo può fare attraverso la trasmissione del senso critico, ad oggi diamo maggiore credibilità una storia in base al numero di mi piace invece di realmente indagare su ciò che ci viene esposto. Uno dei pilastri su cui si basa l'educazione e la relazione e l'io si costruisce solo nel rapporto con gli altri e all'interno di un contesto preciso per questo secondo alcune ricerche risulta che in scuole religiose o Montessori sia più efficace la trasmissione dei valori comuni di cittadinanza inoltre preparando una persona con un'identità solida. Il secondo pilastro dell'educazione è il significato , il significato lo troviamo attraverso l'appartenenza a una comunità funzionale e le scuole devono permettere ai giovani d'oggi di avere fiducia in se stessi e sentirsi appartenere e di conseguenza partecipare. La famiglia rispetto al ruolo della scuola sembra interagire in due modi: o delega totalmente il lavoro o pone una difesa ad oltranza dei propri figli, entrambi sbagliate e lo stesso rapporto lo si ritrova con i nuovi media i quali si parte a considerarli sia come nemico che come alleato. Anche se la trasmissione dei saperi resta verticale i maestri non sono più gli adulti ma i ragazzi, i nativi digitali, nati in un'era in cui già esistono i media. Questo strumento ha portato sia a benefici che a pericoli, si è visto che intorno agli anni 80 in Giappone un numero sempre più alto di giovani fra i 15 e i trent'anni, soprattutto maschi, al timore di non essere all'altezza delle richieste della famiglia, della scuola e della società usavano il computer come scudo personale quindi come una conseguenza delle aspettative imposte. Tra i nuovi problemi che si presentano alla scuola c'è la necessità di garantire un equilibrio tram l'interculturalità, la multiculturalità e la neutralità.
Se cerchiamo una soluzione unica e permanente al problema della socializzazione dei giovani nel XXI secolo non riusciremo a trovarla in una società che è per definizione e policentrica e in continua trasformazione , ma allo stesso modo non la troveremo neanche rispetto al passato. L'approccio sociologico ha una visione anticipatoria dei bambini infatti durante la storia spesso li vediamo rappresentati come adulti piccoli nei diversi quadri ad oggi i giovani rappresentano ancora un gruppo minoritario di accesso al potere e il loro status è definito nella famiglia di appartenenza. Un tipo di scuola che dovrebbe essere promossa e caratterizzata da tre tratti tipici:
L'individuo deve scegliere quali dei diversi ruoli far prevalere rischiando l'immobilismo, gli elementi costitutivi un gruppo sono:
L’educazione e la socializzazione vengono considerati sinonimi, per educazione si fa riferimento a tutto quello che riguarda la crescita sociale del bambino dal momento in cui nasce a quello in cui viene considerata adulta ma non è proprio così la socializzazione comprende tutto quanto in modo intenzionale e non intenzionale di avvenimenti con lo scopo di trasmettere alle persone i valori morali e culturali. L’educazione in funzione dell'ambiente sociale ha come elemento caratterizzante il rapporto tra educatori ed educato, mentre un tempo avveniva solo faccia a faccia adesso attraverso l'uso dei media avviene anche attraverso altre forme. Berger definisce l'insegnante come un imprenditore morale il quale definisce la sua relazione con l'educato attraverso il desiderio di educazione e il desiderio di indipendenza. Attraverso la socializzazione primaria si strutturano le capacità di entrare in relazione con altre persone, a partire dalla scuola per tutto l'arco della vita umana attraverso risocializzazione successive poi si sviluppa la socializzazione secondaria da cui si apprendono competenze cognitive ed affettive. Da parte degli alunni si determina la nascita di un'immagine ideale del buon insegnante che riveste un doppio ruolo di modello, personale e posizionale. La socializzazione primaria ha per base l'acquisizione della personalità e del ruolo, l'interazione di ciò che è lecito o meno, definita così perché primaria non solo per tempo ma anche per importanza. La
passaggio graduale dalla dipendenza all'autonomia per uno sviluppo fisico, cognitivo, emotivo, sessuale e razionale più accentuati. L'importanza della scuola e della famiglia in questo contesto può essere ricollegato a due dimensioni: il dono e lo scambio , genitori e insegnanti hanno il compito specifico di aiutare i giovani a superare l'ambivalenza che caratterista l'età adolescenziale. Nella società plurale è difficile conseguire un'identità solida, mancano valori unitari di riferimento in un contesto che ne presenta parecchi mancando modelli di adulti di riferimento mi facendo così saltare il passaggio “altro significativo altro generalizzato norme interiorizzate”, più ci si mette la sovrabbondanza di scelte per cui secondo Goffman gli individui si travestono a seconda del gruppo che frequentano e si Mascherano recitando una parte il problema sta nel capire se sotto queste maschere c'è un'identità unitaria oppure se la maschera coincide con l'identità. Così l'identità diventa multipla e ogni universo simbolico ha le sue leggi mancando un'etica trasversale riferita ad un centro e il singolo appartiene a molteplici sfere. L'uomo post moderno è mosso dalla convinzione di essere se stesso cambiando l'identità a seconda delle situazioni e l'utilizzo della rete porta i ragazzi ad inventare delle identità che considerano desiderabili. Ricordiamoci che l'obiettivo di ogni società è ottenere adulti tendenzialmente conformisti il considera ben riuscita la socializzazione quando una persona ha fatto i propri valori prevalenti senza criticarli.
Nello studio dei processi di apprendimento se distingue la fase iniziale in cui si acquisiscono competenze tecniche e le regole generali per sopravvivere e le fasi successive in cui il bambino impara le regole relative al suo ruolo e impara a far fronte al cambiamento, le ricerche hanno dimostrato che gli stili di allevamento influiscono sull'apprendimento e si differenziano a seconda delle condizioni delle famiglie, Flanagan distingue tre stili genitoriali di base:
Le profonde trasformazioni della società hanno influito molto sul processo di socializzazione soprattutto attraverso la tecnologia informatica e l'uso della rete. Secondo Donati l'avvento delle tecnologie e delle reti digitali hanno modificato i legami familiari creando una famiglia ibrida in cui la struttura e la dinamica relazionale vengono influenzate da questi strumenti. I genitori sono convinti di accrescere il controllo sui figli attraverso la connessione mobile mentre in realtà accade il contrario perché i ragazzi sono destinatari diretti ogni messaggio e saltano la mediazione familiare. Le comunità territoriali non producono più uno scambio faccia a faccia ma vengono integrate e sostituite da comunità relazionali prive di riferimento al territorio. Donati identifica sei modelli educativi a cui corrisponde un tipo di famiglia:
va in contrasto con la minore disponibilità di tempo legata al lavoro e dalla perdita di significato dei loro valori e stile di vita portando a un depotenziamento della famiglia. Tuttavia la famiglia continua ad essere un'istituzione che riscuote fiducia, un luogo di sintesi fra le esigenze personali dei suoi membri e i messaggi provenienti dall'esterno.
Inizialmente la famiglia aveva importanti compiti di socializzazione poi col passare del tempo sono state create nuove agenzie specializzate rispetto a determinati ambiti che hanno alleggerito alla famiglia del suo carico originario. Per secoli la famiglia non solo si realizzava nell'identità sociale ma anche nella socializzazione lavorativa ossia nel processo di costruzione del io professionale, con l'apprendimento di conoscenze, competenze enorme che riguardano attività specifiche e ruoli lavorativi che rivediamo in alcuni giochi ripresi dai bambini, come limitazione nello svolgere un ruolo virgola che sia il cowboy o l'indiano, a partire dalla prima infanzia il bambino non è interessato a ideare di potere o denaro semplicemente osserva e sceglie le professioni più avventurose come il calciatore o il cantante. Di solito accadeva che le femmine cominciavano un vero e proprio apprendistato rispetto alle attività domestiche mentre i maschi apprendevano il lavoro di famiglia per poi continuare lo stesso tipo di attività e al massimo l'apprendimento si poteva estendere a luoghi come botteghe o corporazioni. Nella famiglia preindustriale il bambino è direttamente in contatto con tutti gli aspetti della vita dei genitori mentre oggi c'è un netto stacco tra il luogo dell'abitazione e il luogo del lavoro e ai bambini non più data una visione concreta del lavoro dei genitori. Il ruolo della famiglia nella scelta della scuola o del lavoro è duplice:
ed economiche; nella società attuale Diventa fondamentale l'autorealizzazione personale prima della creazione di una propria famiglia.
Oggi il telefonino ha sostituito il televisore nel ruolo di baby sitter e i messaggi della rete non hanno nessuna preoccupazione educativa ma solo scopo di intrattenimento costruendo prodotti particolari per pubblici specifici con differenze di stili di vita e comportamenti. La televisione aveva un ruolo di tipo sociale, si cercava di creare la migliore possibilità di incontro , l'esempio più clamoroso è la citazione “a letto dopo carosello”, appuntamento fisso entrato a far parte della quotidianità e un fattore di sincronizzazione sociale che rientrava nelle agenzie educative, organizzazioni produttive, servizi pubblici ed esercizi commerciali. Negli anni 80 con la caduta del monopolio e l'avvio del televisore digitale non ci sono più tempi vuoti, attraverso la fruizione on-demand è possibile vedere un programma in qualsiasi momento e vedere in sequenza le puntate di una serie, così diventa più difficile proteggere i minori da messaggi che si considerano non adatti. Attraverso il televisore vengono semplificati i valori, si riduce la complessità dell'idea di famiglia, passando da un'ideale del mulino bianco alla famiglia arcobaleno delle serie più recenti, privi di connotazioni forti per evitare i problematicità e discussioni per arrivare a un'ideale di un'impossibile famiglia perfetta. Riprendendo la citazione di Umberto Eco egli distingue la replica come l'assunzione acritica dei contenuti della visivi per cui la tv sostituisce la famiglia nella costruzione dei valori e il rifiuto ossia come meccanismo di difesa che a sua volta si può ricondurre a al primo concetto. Il rischio principale è collegato all' incontrollata presenza dei media e il blocco della comunicazione interpersonale, una partecipazione astratta al vivere sociale.
Edgar Morin fece una ricerca rispetto all'intreccio fra pubblico e privato nell'uso dei media :
Il rapporto fra i singoli individui e la società non è quasi mai diretto ma è mediato da istituzioni o gruppi , è importante l'appartenenza a due diverse aggregazioni che facilitano l'uscita dalla famiglia:
Il gruppo dei pari non è un mondo isolato ma è legato con la società nel suo insieme, se i ragazzi non hanno un gruppo dei pari questi saranno influenzati dalla cultura giovanile. Si parla di cultura alternativa quando la cultura giovanile è caratterizzata per la proposta di modelli diversi ma non conflittuali mentre si parla di controcultura quando proponi modalità di comportamento e credenze conflittuali. Si parla di integrazione conflittuale fra cultura adulta e cultura giovanile non come una rottura di un instabile equilibrio del sistema ma come alternativa possibile anche se mancano degli elementi costruttivi. L'idea di una autonoma cultura giovanile hai inizio negli anni 60 in cui si parlava di un ruolo moratorio ossia di preparazione ad un futuro predefinito , alcuni autori come Sonia Livingstone sostengono che questo concetto sì con lei e con il fare esperienze diverse senza carichi di responsabilità. Così portando a un'auto ed etero identificazione dei giovani in una dinamica di mutamento che oscilla fra il tentativo di modificare la struttura del potere è quello di riorganizzare fra ribellione politica e cultura alternativa che sfocia in due comportamenti:
Uno spazio e tipo di espressione e autorealizzazione per i giovani è la musica, medium privilegiato, analogico ed empatico, in grado di creare mappe di significato dando forma espressiva alle loro esperienze di vita sociale e materiale, oscilla fra una libertà di scelta quasi anarchica e il fascino dei consumi, intesa come spazio di sperimentazione, luogo di produzione simbolica in cui si costruiscono e decostruiscono i significati. La cultura giovanile e un sistema di transizione con poca capacità di creare modelli alternativi, se da un lato crescono forme di devianza e fenomeni autodistruttivi, rimane sempre alta l'importanza della famiglia e la sua azione educativa anche nel saper collaborare con altre agenzie.
Nel mondo giovanile il cambiamento si manifesta prima che nella società adulta proprio per la multidimensionalità sperimentale per cui è possibile pensare ai giovani come a un arcipelago di identità che prefigura un futuro che non può essere eletto solo con le categorie valide nel presente. Nella società europea vediamo una sempre più basta presenza dei giovani di origine straniera che prevede l'incrocio di due dimensioni:
Come la famiglia la scuola conserva il suo ruolo forte sia per il legame istituzionale con la società ma anche per la sua funzione centrale nell'educazione delle nuove generazioni se non fosse che ha perso parte dei suoi spazi con l'avvento dei nuovi media che hanno sostituito anche altre agenzie.
Ogni comunità esiste perché la maggior parte degli esseri viventi sviluppa modelli di relazione tra i membri , avendo degli scopi come rassicurare la riproduzione, agevolare la raccolta di cibo, difendere il gruppo, soddisfare tutti i suoi bisogni. Il concetto di comunità si deve a Tonnies , il quale parla di un soggetto unitario
degli individui e proprio per questo il sociologo francese pensa che svolga un'azione di consolidamento e legittimazione del gruppo e supporta una delle più forti dimensioni dell'identità sociale. Secondo Parsons la secolarizzazione si rispecchia in una diminuzione dell'impegno religioso a favore degli interessi mondani ma aumenta la ricerca della salvezza nelle attività mondane come segno della predilezione di Dio , l'uomo non necessita più di una mediazione per arrivare a Dio e la fede si privatizza diventando una libera scelta dell'individuo. Nel passaggio fra comunità e società a partire dall'ottocento la religione ha perso la sua funzione regolatrice dell'ordine sociale , messa in crisi dal processo di industrializzazione, dall'aumentata mobilità e dalla separazione tra i diversi ambiti della vita come luoghi familiari, studio o lavoro. Giddens, riconosce il ruolo della religione come riserva di sicurezza per far fronte all'incertezza della società del rischio , la religione della tarda modernità si sta adattando alle sfide del momento ma pur sempre rimane un tipo di religione pubblica o sociale che non ho aspetti politici ma entra nel dibattito pubblico per convincere l'importanza che alcuni valori di origine cristiana vengono condivisi dalla società civile. La nascita dei movimenti a carattere religioso secondo Martelli è alimentata dall'industrializzazione, dall'urbanizzazione e dalla maggiore mobilità interna ed internazionale pet dare risposte ultime a domande fondamentali. Anche se la forza delle norme religiose si è affievolita e l'individuo moderno scopre da sé la relazione che lo lega col divino portando religioni a diventare istituzioni deboli e ad oggi limitata a minoranze di preadolescenti, soprattutto femmine. Le scuole confessionali presentano una possibilità e proprio per questo non dovrebbero essere demonizzate, l'idea di una scuola agnostica ossia che la realtà sia una costruzione sociale interamente manipolabile in cui è permessa la coesistenza di progetti di vita diversi fondando il progetto educativo sulla fiducia e l'orientamento di valore porta alla realizzazione del bene comune. Le scuole cattoliche affermano che lo stato è al servizio del cittadino e secondo Coleman queste ultime presentano una migliore offerta rispetto alle scuole pubbliche che si presentano l'ora di religione ma spesso questa viene ignorata o trattata con meno importanza rispetto alle scuole cattoliche, la religione non è un fatto privato. Le istituzioni formative Nel 1971 uscì negli Stati Uniti “descolarizzare la società” di Ivan Illich , un critico delle istituzioni, della scuola all'economia al sistema sanitario, egli pensava che la rovina della società fosse dovuta alla sostituzione dei valori con valori tecnici, riteneva fondamentale costruire una società conviviale in cui il senso dell'istruzione stava nella possibilità di una piena realizzazione personale. La descolarizzazione in chiave tecnologica avanza l'ipotesi che la forma a scuola abbia esaurito la propria spinta propulsiva, ci troviamo alle soglie di una sostituzione con qualcosa di più consono alle trasformazioni moderne in virtù della forza di penetrazione dei nuovi media digitali. La scuola dell'infanzia da tempo entrata in crisi deve ripensare al suo compito è consentire a tutti di accedere al sapere come possibilità di sviluppare pienamente le proprie possibilità, come affermava Dewey la scuola fallisce perché dimentica il principio fondamentale secondo cui è una forma di vita comunitaria.
Per garantire il consenso sui valori di fondo la società assegnato alle organizzazioni specializzate il compito di trasmettere ai giovani conoscenze teoriche e operative e modelli culturali di riferimento incrociando le due variabili “insegnante (non) professionista/ istituzione (non) specializzata”. Le istituzioni sono differenziate in senso verticale ( scuola primaria, secondaria inferiore, superiore…) e orizzontale con la presenza di diversi indirizzi all'interno dello stesso livello, in esso opera un personale appositamente qualificato, gli insegnanti. Nel 1863/64, anno del primo censimento scolastico, 3 italiani su 4 erano analfabeti con punte massime in Sardegna, Sicilia e Calabria dove l'analfabetismo si aggirava intorno al 90%, cinquant'anni dopo, il primo censimento del dopoguerra nel 1951 dimostra che gli analfabeti sono ancora il 12,9% della popolazione concentrati soprattutto e al sud e tra le fasce più anziane. Nel 1962 la licenza media diventa obbligatoria e guardando indietro si può affermare che la scuola italiana ha saputo svolgere egregiamente il suo ruolo di alfabetizzazione di base ma a questo punto si trovava ancora al di sotto degli
standard europei. Seppur vero che ogni stato dell'unione europea potesse gestire l'istruzione come desiderasse erano stati proposti degli standard per un sistema sovranazionale che abbia finalità comuni con obiettivi di medio lungo periodo.
La scuola è un'istituzione che il modo deliberato e sistematico, presentando dei simboli scritti, delle letture, dei rituali, si sforza di far passare da una condizione di ignoranza ad una di consapevolezza l'intelletto, la moralità, le conoscenze tecniche e le abilità di un gruppo di persone attente, riunite in un luogo e in un tempo determinati. Come viene intesa da noi non è indispensabile alla società ma come afferma Cesareo nel corso della storia ha assunto un ruolo via via crescente e le iniziative educative distinte sono rimaste secondarie alla scuola trovandosi in un sistema formativo scuola centrico. Si tratta di un'opzione storica compiuta nel momento in cui le società diventano complesse, con il sorgere dello Stato nazionale sono stati delegati alla scuola compiti che prima erano di altre agenzie come l'educazione morale o politica, si tratta di un prodotto sociale che riflette gli orientamenti di valore presenti in una data società e hai il compito di mediare fra i fini degli individui e i valori specifici propri dei diversi gruppi a cui i ragazzi appartengono per garantire la convivenza. Fornendo competenze necessarie ad occupare un determinato ruolo e facendo interiorizzare i ruoli ideali e valori prevalenti la logica a cui risponde e a partire dalla società e non a partire dal bambino e ha una funzionalità integrativa. La scuola quindi ha un rapporto di interdipendenza con le altre istituzioni, per mantenere stabile il sistema e promuovendo cambiamenti eufunzionali. È necessario recuperare la definizione di scuola come istituzione macrosociale complessa come secondo il pensiero di Weber e Durkheim per evitare sia l'eccesso di frammentazione tipico dei funzionalisti e l'approccio esclusivamente interpretativo. Nella società contemporanea la scuola resta ancora centrale per il processo e di socializzazione, ma non è più un monopolistica e la società non è più scuola centrica ma presenta una rete di soggetti formali informali. I sociologi dell'educazione risentono della loro appartenenza ideologica alle teorie strutturali o macroteorie o alle teorie interpretative o microteorie sottolineando il processo di educazione per natura simbolica, i teorici strutturalisti si dividono in marxisti e funzionalisti, entrambi vedono la scuola come variabile dipendente , ma i marxisti vedono la dipendenza della scuola dal sistema sociale come un'ingiustizia contro cui liberarsi mentre i funzionalisti la vedono come l'unico meccanismo che può garantire il funzionamento e il mantenimento della convivenza civile. I teorici della riproduzione sociale considerano la scuola come principale agenzia di riproduzione delle disuguaglianze economiche e di potere , per Althusser la scuola prende i bambini di tutte le classi sociali partendo dalla scuola materna con metodi nuovi e vecchi inculcando loro comportamenti dei vestiti dell'ideologia dominante insieme ad altri come Bowles, Passeron e Gintis , ritengono limitativo l'approccio economicistico. I neo marxisti e i teorici della resistenza scelgono un approccio microsociologico affermando la capacità di gruppi sul bar alterni di opporsi alla cultura dominante usando la scuola come luogo di contraddizione per produrre una cultura ispirata a valori alternativi. Secondo Parsons sul versante funzionalista , le agenzie di socializzazione agiscono in modo interdipendente in una prospettiva di continuità in cui non viene valutato il bambino per quello che è ma per quello che fa e sperimenta per la prima volta una diversa qualità di rapporti o con gli adulti, ossia col maestro ; i ragazzi dotati di maggiori motivazioni avranno una riuscita migliore e dimostreranno di essere più adatti ad occupare posizioni di responsabilità ma queste teorie di Parsons trascurano che il sistema delle motivazioni e delle aspettative è influenzato dalle condizioni socio economiche. Sempre secondo Parsons la selezione è il riconoscimento di questo comportamento per cui la scuola è solo parzialmente responsabile, quando le capacità individuali non corrispondono a una condizione socio economica della famiglia la scuola opera come riduttore del conflitto e promuove il mutamento e la mobilità basati sul merito ma per contro si considera vincolante il contesto sociale, le aspettative dei giovani anche se ridotti di mobilità sociale. Le teorie funzionaliste sono state accusate di essere un supporto per l'immobilismo e la conservazione dello status quo ma anche i sociologi marxisti cadono nel determinismo quando se riescono che la dialettica tra struttura e sovrastruttura causa consegue necessariamente. Per spiegare la crescente centralità della scuola gli funzionalisti ritengono che le
con la propria visione sia lo stato di trasmettere a tutti gli elementi necessari per una piena comprensione e partecipazione alla società. Ad oggi c'è una crescente insicurezza sull'assetto dell'ordine sociale e la creazione di movimenti violenti innescati da cause occasionali visti come una manifestazione della caduta del legame sociale. Si rifiuta il dispotismo morbido che ricopre l'intera vita sociale con una rete di regole piccole e complicate, la società libera è innanzitutto un progetto di autogoverno, basato sul proprio consenso e promuove il bene comune. Il principio di sussidiarietà collegato al principio di solidarietà indica il dovere della società di operare per la promozione e lo sviluppo della persona e sostenere e aiutare a coordinare la propria azione con quella di altri soggetti sociali.
Il modello scuola centri-rigido non rispecchia il principio per cui un sistema in un ambiente complesso ha tante più possibilità di sopravvivere quanto più riesce a rispondere in modo differenziato agli stimoli provenienti dall'ambiente stesso, organizzandosi in sotto sistemi per risolvere ciascun problema. La famiglia ancora vitale vede la scuola accettare a costi crescenti solo i cambiamenti che provengono da altri interno così diventa vittima di un sovraccarico funzionale di compiti impropri per cui si definisce extrascuola ogni proposta educativa esterna al tempo allo spazio della scuola. La scuola italiana ormai da decenni straniata dall'ambiente esterno l'extra scuola entra nella scuola con un ruolo subordinato ma con vesti scolastiche. Ad oggi la collaborazione tra agenzie parte dalla formazione al lavoro in cui la teoria e la pratica sono organizzati in momenti di un unico processo formativo realizzato da agenzie che collaborano con apporti qualificati e non gerarchizzati. Cresce la pressione delle famiglie per alcuni tipi di offerta formativa, come la formazione a distanza trovandoci davanti a un'intensificazione del mercato di beni si oscilla tra la ripetizione dei modelli scolastici rigidi e la ricerca di modelli flessibili e innovativi, ancora un'integrazione progettuale che riconosca la scuola un ruolo di coordinamento e mediazione fra le diverse proposte. Restano problemi come quello di garantire un centro ordinatore al processo formativo virgola di utilizzare l'extra scuola per introdurre nel sistema elementi di flessibilità ma non bisogna dimenticare che in un sistema integrato la scuola deve mantenere un suo grado di rigidità e istituzionalizzazione.
La scuola viene vista come organizzazione burocratica con la tendenza alla razionalizzazione e alla massimizzazione dell'efficienza in tutti gli aspetti della vita contemporanea. Secondo Weber la burocrazia è il modo più efficiente per governare un’organizzazione e presenta qualità come la precisione, la velocità, la, l'affidabilità e l'efficienza. La scuola come ci si viene presentata però presenta delle incomprensioni: propone di trattare le persone allo stesso modo è oggettivamente ma partendo da quest'ultimo possiamo affermare che non c'è ingiustizia maggiore di trattare allo stesso modo persone con difficoltà diverse. Paragonare la scuola a un'organizzazione la porta a opporsi alla scuola come comunità e istituzione in quanto tra i suoi compiti c'è lo sviluppo dei bambini, la dimensione cognitiva e quella etica e facilitare il processo di acquisizione delle competenze accademiche.
Il personale scolastico comprende il dirigente, il personale docente e il personale non docente e per quanto possano essere brillanti le riforme della scuola con ogni probabilità queste falliranno se chi ci lavora esercita una resistenza culturale infatti queste persone concorrono a determinare il destino di tutto quello che accade nelle scuole. I dirigenti Nella scuola italiana esistono stili di governo riferibili a due modelli principali: