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riassunto di Crescere nella società, Sintesi del corso di Sociologia dell'Educazione

riassunto dettagliato di crescere nella società, diviso nei rispettivi capitolo e paragrafi

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

In vendita dal 28/03/2023

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Crescere nella società
Che cosa intendiamo quando parliamo di educazione. Una premessa che potrebbe essere
una conclusione
Facendo riferimento al romanzo di Wells la terra dei ciechi”, un paese in cui per diverse generazioni gli
abitanti a causa di una condizione genetica erano ciechi, un giorno uno scalatore dopo un incidente viene
soccorso dagli abitanti ciechi e trova difficoltà nel comunicare con loro avendo valori di riferimento diversi.
Mentre è in questo villaggio, trova un lavoro e si innamora della figlia del suo capo che chiede in sposa ma gli
anziani del villaggio decidono che se lui vuole far parte della loro comunità solo se lui accetta di cavarsi gli
occhi. Questa storia ci fa capire quanto il sistema di educazione di una società si impone agli individui e per
questo non esiste un'educazione valida in assoluto per tutti.
Ad oggi Bauman si riferisce ha una società liquida”, come una società in cui le situazioni cambiano così
rapidamente che gli uomini non riescono a modificare il loro modo di agire consolidando solo in procedure
fissate. La cultura presenta un insieme di saperi contestualizzati che non si ereditano come il colore degli
occhi o dei capelli ma ogni generazione deve apprenderli nel processo chiamato socializzazione e ogni
società possiede un sistema per formare i propri cittadini, partendo dall'integrazione generale per arrivare
al potenziamento dell'individuo libero di perseguire i propri obiettivi. Tra educazione e cultura esiste un
legame per cui l'una non può esistere senza l'altra, non esistono due momenti separati, uno in cui si
trasmettono i contenuti e le abilità e l'altro in cui si trasmettono i valori, essi sono sempre collegati. In questo
senso la scuola ha il compito di trasmettere la verità e ciò lo può fare attraverso la trasmissione del senso
critico, ad oggi diamo maggiore credibilità una storia in base al numero di mi piace invece di realmente
indagare su ciò che ci viene esposto. Uno dei pilastri su cui si basa l'educazione e la relazione e l'io si
costruisce solo nel rapporto con gli altri e all'interno di un contesto preciso per questo secondo alcune
ricerche risulta che in scuole religiose o Montessori sia più efficace la trasmissione dei valori comuni di
cittadinanza inoltre preparando una persona con un'identità solida. Il secondo pilastro dell'educazione è il
significato, il significato lo troviamo attraverso l'appartenenza a una comunità funzionale e le scuole devono
permettere ai giovani d'oggi di avere fiducia in se stessi e sentirsi appartenere e di conseguenza
partecipare.
La famiglia rispetto al ruolo della scuola sembra interagire in due modi: o delega totalmente il lavoro o pone
una difesa ad oltranza dei propri figli, entrambi sbagliate e lo stesso rapporto lo si ritrova con i nuovi media i
quali si parte a considerarli sia come nemico che come alleato. Anche se la trasmissione dei saperi resta
verticale i maestri non sono più gli adulti ma i ragazzi, i nativi digitali, nati in un'era in cui già esistono i media.
Questo strumento ha portato sia a benefici che a pericoli, si è visto che intorno agli anni 80 in Giappone un
numero sempre più alto di giovani fra i 15 e i trent'anni, soprattutto maschi, al timore di non essere all'altezza
delle richieste della famiglia, della scuola e della società usavano il computer come scudo personale quindi
come una conseguenza delle aspettative imposte. Tra i nuovi problemi che si presentano alla scuola c'è la
necessità di garantire un equilibrio tram l'interculturalità, la multiculturalità e la neutralità.
Spunti di riflessione
Se cerchiamo una soluzione unica e permanente al problema della socializzazione dei giovani nel XXI secolo
non riusciremo a trovarla in una società che è per definizione e policentrica e in continua trasformazione,
ma allo stesso modo non la troveremo neanche rispetto al passato. L'approccio sociologico ha una visione
anticipatoria dei bambini infatti durante la storia spesso li vediamo rappresentati come adulti piccoli nei
diversi quadri ad oggi i giovani rappresentano ancora un gruppo minoritario di accesso al potere e il loro
status è definito nella famiglia di appartenenza. Un tipo di scuola che dovrebbe essere promossa e
caratterizzata da tre tratti tipici:
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Crescere nella società

Che cosa intendiamo quando parliamo di educazione. Una premessa che potrebbe essere

una conclusione

Facendo riferimento al romanzo di Wells “la terra dei ciechi”, un paese in cui per diverse generazioni gli abitanti a causa di una condizione genetica erano ciechi, un giorno uno scalatore dopo un incidente viene soccorso dagli abitanti ciechi e trova difficoltà nel comunicare con loro avendo valori di riferimento diversi. Mentre è in questo villaggio, trova un lavoro e si innamora della figlia del suo capo che chiede in sposa ma gli anziani del villaggio decidono che se lui vuole far parte della loro comunità solo se lui accetta di cavarsi gli occhi. Questa storia ci fa capire quanto il sistema di educazione di una società si impone agli individui e per questo non esiste un'educazione valida in assoluto per tutti. Ad oggi Bauman si riferisce ha una “ società liquida ”, come una società in cui le situazioni cambiano così rapidamente che gli uomini non riescono a modificare il loro modo di agire consolidando solo in procedure fissate. La cultura presenta un insieme di saperi contestualizzati che non si ereditano come il colore degli occhi o dei capelli ma ogni generazione deve apprenderli nel processo chiamato socializzazione e ogni società possiede un sistema per formare i propri cittadini, partendo dall'integrazione generale per arrivare al potenziamento dell'individuo libero di perseguire i propri obiettivi. Tra educazione e cultura esiste un legame per cui l'una non può esistere senza l'altra, non esistono due momenti separati, uno in cui si trasmettono i contenuti e le abilità e l'altro in cui si trasmettono i valori, essi sono sempre collegati. In questo senso la scuola ha il compito di trasmettere la verità e ciò lo può fare attraverso la trasmissione del senso critico, ad oggi diamo maggiore credibilità una storia in base al numero di mi piace invece di realmente indagare su ciò che ci viene esposto. Uno dei pilastri su cui si basa l'educazione e la relazione e l'io si costruisce solo nel rapporto con gli altri e all'interno di un contesto preciso per questo secondo alcune ricerche risulta che in scuole religiose o Montessori sia più efficace la trasmissione dei valori comuni di cittadinanza inoltre preparando una persona con un'identità solida. Il secondo pilastro dell'educazione è il significato , il significato lo troviamo attraverso l'appartenenza a una comunità funzionale e le scuole devono permettere ai giovani d'oggi di avere fiducia in se stessi e sentirsi appartenere e di conseguenza partecipare. La famiglia rispetto al ruolo della scuola sembra interagire in due modi: o delega totalmente il lavoro o pone una difesa ad oltranza dei propri figli, entrambi sbagliate e lo stesso rapporto lo si ritrova con i nuovi media i quali si parte a considerarli sia come nemico che come alleato. Anche se la trasmissione dei saperi resta verticale i maestri non sono più gli adulti ma i ragazzi, i nativi digitali, nati in un'era in cui già esistono i media. Questo strumento ha portato sia a benefici che a pericoli, si è visto che intorno agli anni 80 in Giappone un numero sempre più alto di giovani fra i 15 e i trent'anni, soprattutto maschi, al timore di non essere all'altezza delle richieste della famiglia, della scuola e della società usavano il computer come scudo personale quindi come una conseguenza delle aspettative imposte. Tra i nuovi problemi che si presentano alla scuola c'è la necessità di garantire un equilibrio tram l'interculturalità, la multiculturalità e la neutralità.

Spunti di riflessione

Se cerchiamo una soluzione unica e permanente al problema della socializzazione dei giovani nel XXI secolo non riusciremo a trovarla in una società che è per definizione e policentrica e in continua trasformazione , ma allo stesso modo non la troveremo neanche rispetto al passato. L'approccio sociologico ha una visione anticipatoria dei bambini infatti durante la storia spesso li vediamo rappresentati come adulti piccoli nei diversi quadri ad oggi i giovani rappresentano ancora un gruppo minoritario di accesso al potere e il loro status è definito nella famiglia di appartenenza. Un tipo di scuola che dovrebbe essere promossa e caratterizzata da tre tratti tipici:

  • Efficace , una scuola in grado di sviluppare tutte le potenzialità di una persona, le sue caratteristiche e rispondendo alla domanda di formazione individuale e sociale
  • Efficiente , in quanto gli obiettivi vengano ottenuti con il miglior rapporto possibile fra costi e benefici
  • Equa nel senso di garantire a tutti l'uguaglianza non solo negli accessi ma anche nei risultati, questo discorso fa soprattutto riferimento ai ragazzi svantaggiati per origine sociale o appartenenza etnica che spesso non si vedono riconosciuti La comunicazione fra le generazioni deve essere integrata dalla comunicazione fra le culture che ad oggi diventa sempre più complesso e a questo proposito bateson propone tre frasi del processo di apprendimento :
  • la trasmissione del sapere, come la diffusione dell'accesso diretto alle informazioni consentito dalla rete
  • smontare e rimontare la cornice formativa, perché l'educazione deve far fronte a una situazione di mancanza di punti di riferimento e continuo cambiamento
  • ad oggi ci troviamo spesso ad affrontare i mega trend i quali sconvolgono i modelli di lavoro cambiando radicalmente l'ambiente, alcuni lavori non esistono più altri sono stati modificati altri ancora sono stati appena inventati così anche i cambiamenti demografici hanno diversificato la composizione della forza lavoro. La rete ormai è diventata un bene comune, quindi di tutti affinché tutti siano veramente responsabili di tutto ma a questo modo dovrebbe essere vista l'educazione:
  • non implica rivalità, la formazione ha la caratteristica di crescere tanto più quanto più viene diffusa, infatti ogni generazione tende a far salire irreversibilmente la domanda di istruzione rispetto a quelle precedenti
  • non è esclusivo perché potenzialmente disponibile a tutti ma può essere condizionata dal contesto politico, economico o strutturale
  • oggi l'istruzione è anche globale perché compie percorsi senza frontiere e anche in questo caso più si diffonde tanto più si arricchisce anche grazie all'uso della rete. Vedendo i punti posti finora possiamo affermare come ogni società deve costruire il proprio modello di istruzione basandosi sulle proprie necessità e sulla propria cultura perché l'obiettivo principale della scuola è quello di dare risposte alla domanda di significato dei giovani. I processi di socializzazione Nel giro di tre o massimo quattro generazioni ogni società si rinnova per intero eppure noi la vediamo come un organismo dotato di continuità attraverso i cittadini consapevoli e responsabili che la vivono. La sostanziale novità nell'approccio sociologico all'educazione consiste nel capire le caratteristiche dell'educazione e come queste siano collegate a quelle della società in cui si realizzano, è inutile credere che noi possiamo allevare i nostri figli come vogliamo perché la società pone un'azione intenzionale sui giovani attraverso proprio la socializzazione, imponendo un modello. La costruzione dell'identità personale e l'inserimento dei singoli nella società portano alla conciliazione fra variabilità personale e il progetto sociale in cui il mutamento garantisce adattamento del sistema di fini e di mezzi mentre la continuità viene garantita dal mantenimento e dalla riproduzione di ruoli. In alcune società la rigidità consente limitati margini di cambiamento ma anche le innovazioni seguono delle regole, prendendo per esempio gli artisti questi entreranno prima a stretto contatto con le convenzioni per poi far parte delle categorie anticonvenzionali. Secondo Simmel la legge fondamentale che regola il sociale e la dialettica fra imitazione e differenziazione, l'identità con gli altri ha un'importanza inferiore rispetto alla differenziazione nei loro confronti. Nell'equilibrio tra tradizione e innovazione, vediamo come inseguito all'innovazione si creano dei vuoti in seguito a rapidi cambiamenti sociali con lo scopo di prevenire l’anomia , ossia la perdita di significato, alcune
  • una visione negativa della natura umana legata a una visione conflittuale della società darà origine a teorie radicali. È importante dare una definizione di individuo e di società , definendo il loro rapporto, Weber, dal punto di vista sociologico vede l'identità come uno stato relativo e fluttuante e ripreso da diverse discipline ma facendo riferimento alla sociologia l'individuo è un essere socialmente mediato per cui è necessaria la partecipazione e comunicazione con gli altri (io-molti), costruendo l'esperienza dell'alterità. La persona singola a sua volta può essere considerata una categoria sociale determinata nella correlazione vitale con altre persone in riferimento a culture diverse e soprattutto sulla fiducia e la relazione. Le teorie individualistiche più radicali sostenevano che i fatti sociali derivassero anch'essi dalla parte biologica dell'uomo ma è un approccio inadeguato poiché si capisce che è un processo che dura tutta la vita.
  • La biosociologia è definibile come quella parte della sociologia che studia i rapporti tra fenomeni biologici e fenomeni sociali e si sviluppa teorizzazioni molto vicine alle scienze naturali
  • la sociobiologia nasce a metà degli anni 70 come applicazione comportamenti umani dei principi di Darwin tendendo a sottovalutare la differenza introdotta dal fenomeno della coscienza di sé e dalla comparsa dell'ordine culturale. L'errore di questi studiosi è trascurare che l'uomo stabilisce un rapporto con le componenti comuni al mondo animale e applicano al comportamento umano la logica utilitaristica trascurando l'esistenza dei significati e dei modelli di comportamento culturalmente codificati. Dal punto di vista relazionale la società è possibile solo se gli individui apprendono fin da piccoli il valore della fiducia gli uni verso gli altri, la cooperazione è alla base del processo attraverso cui si genera un capitale sociale e riduce la possibilità di ottenere un conflitto permettendo la collaborazione. Lo status ruolo, definito da Durkheim indica l'insieme di comportamenti che ogni individuo adeguatamente socializzato deve assumere in quanto occupa una certa posizione , lo status viene definito dalla società per garantire la compresenza di tutte le posizioni sociali necessarie. La socializzazione a sua volta consente alle persone di riconoscere il proprio ruolo e di imparare i comportamenti giusti ad esso collegati e ciò cambia di società in società. Le istituzioni educative si pongono il problema dell'equilibrio tra permanenza e cambiamento con uno sforzo di integrazione , puntando alla coerenza mentre la differenziazione, consente lo sviluppo degli individui e l'arricchimento del sociale. La socializzazione quindi deve tener conto sia delle richieste dell'ambiente sociale che delle esigenze dei singoli, nella società moderna vediamo una sempre maggiore pressione all'uniformità, la standardizzazione del singolo che è sempre più isolato è più soggetto al conto azionamenti del conformismo. L'individuo seleziona le informazioni che considera utili riferendosi ai gruppi di appartenenza dal momento che le considerazioni che hanno di noi le persone a noi più vicine determinano in larga misura il comportamento e allo stesso avviene viceversa in un gioco di specchi , ed è proprio questo il compito della socializzazione creare un'accettabile livello di compatibilità tra ciò che una persona pensa di dover fare e ciò che gli altri si aspettano da lui. La forma più semplice di aggregazione sociale è il gruppo al cui interno esiste un leader formale o informale la cui funzione è quella di risolvere i problemi, distribuire i compiti e mantenere la stabilità, minore è il numero dei membri maggiore è l'organizzazione e minori la possibilità di esclusione in modo che tutti i membri possano conoscersi tra loro e possano più facilmente stabilire contatti e legami. Successivamente troviamo le associazioni finalizzata al perseguimento di uno scopo comune e le organizzazioni che presentano una struttura rigida o burocratica. Nella società moderna ogni individuo appartiene a più gruppi portando a due esiti contrastanti:
  • metti in crisi il principio di identità
  • occasione di arricchimento personale

L'individuo deve scegliere quali dei diversi ruoli far prevalere rischiando l'immobilismo, gli elementi costitutivi un gruppo sono:

  • la similitudine dal momento che la coesione tra i membri è più facile se hanno caratteristiche comuni
  • l 'eterogeneità invece tende a produrre conflitto ma può anche aumentare la produttività Cooley, fa una distinzione fra gruppi primari e secondari:
  • Il gruppo primario ha come esempio principale la famiglia ed è un gruppo costituito da un numero limitato di persone che interagiscono immediatamente in modo diretto e personale, caratterizzato da uno stile di vita comunitario in cui ogni membro si considera diverso da tutti i non appartenenti al gruppo
  • il gruppo secondario è composto da un numero più elevato di membri e i rapporti sono fissati da un regolamento ho da un altro tipo di norme, per esempio le organizzazioni e associazioni sono gruppi secondari che però loro interno possono avere uno o più gruppi primarie Simmel a sua volta fu il primo a studiare la correlazione tra dimensione del gruppo e coinvolgimento affettivo proponendo due casi particolari :
  • La diade facendo riferimento ai Consoli romani
  • La triade che può essere sia più complesso in quanto si può presentare il ruolo del terzo incomodo ma può essere anche rinforzato per esempio in una coppia dalla nascita di un figlio Facendo un'ulteriore distinzione si può parlare di gruppo di appartenenza e gruppo di riferimento :
  • nel primo caso può essere acquisito per esempio la famiglia
  • il secondo indica i gruppi a cui una persona vorrebbe appartenere per cui adotta un comportamento di socializzazione anticipatoria che a sua volta può portare a una serie di conflitti nel caso in cui non riesca a entrare in determinati gruppi provocando una situazione complicata non solo con il gruppo di riferimento ma anche con quello di appartenenza. La diffusione della comunicazione è sempre maggiore attraverso l'uso dei network, staccata da condizioni di vicinanza spaziale e compresenza, i media diventano il palcoscenico dove si esibiscono gli elementi arcaici che la modernità ha marginalizzato così la comunicazione diventa l'elemento sacro attorno a cui la comunità si fonda l'insieme.

Socializzazione e educazione

L’educazione e la socializzazione vengono considerati sinonimi, per educazione si fa riferimento a tutto quello che riguarda la crescita sociale del bambino dal momento in cui nasce a quello in cui viene considerata adulta ma non è proprio così la socializzazione comprende tutto quanto in modo intenzionale e non intenzionale di avvenimenti con lo scopo di trasmettere alle persone i valori morali e culturali. L’educazione in funzione dell'ambiente sociale ha come elemento caratterizzante il rapporto tra educatori ed educato, mentre un tempo avveniva solo faccia a faccia adesso attraverso l'uso dei media avviene anche attraverso altre forme. Berger definisce l'insegnante come un imprenditore morale il quale definisce la sua relazione con l'educato attraverso il desiderio di educazione e il desiderio di indipendenza. Attraverso la socializzazione primaria si strutturano le capacità di entrare in relazione con altre persone, a partire dalla scuola per tutto l'arco della vita umana attraverso risocializzazione successive poi si sviluppa la socializzazione secondaria da cui si apprendono competenze cognitive ed affettive. Da parte degli alunni si determina la nascita di un'immagine ideale del buon insegnante che riveste un doppio ruolo di modello, personale e posizionale. La socializzazione primaria ha per base l'acquisizione della personalità e del ruolo, l'interazione di ciò che è lecito o meno, definita così perché primaria non solo per tempo ma anche per importanza. La

passaggio graduale dalla dipendenza all'autonomia per uno sviluppo fisico, cognitivo, emotivo, sessuale e razionale più accentuati. L'importanza della scuola e della famiglia in questo contesto può essere ricollegato a due dimensioni: il dono e lo scambio , genitori e insegnanti hanno il compito specifico di aiutare i giovani a superare l'ambivalenza che caratterista l'età adolescenziale. Nella società plurale è difficile conseguire un'identità solida, mancano valori unitari di riferimento in un contesto che ne presenta parecchi mancando modelli di adulti di riferimento mi facendo così saltare il passaggio “altro significativo altro generalizzato norme interiorizzate”, più ci si mette la sovrabbondanza di scelte per cui secondo Goffman gli individui si travestono a seconda del gruppo che frequentano e si Mascherano recitando una parte il problema sta nel capire se sotto queste maschere c'è un'identità unitaria oppure se la maschera coincide con l'identità. Così l'identità diventa multipla e ogni universo simbolico ha le sue leggi mancando un'etica trasversale riferita ad un centro e il singolo appartiene a molteplici sfere. L'uomo post moderno è mosso dalla convinzione di essere se stesso cambiando l'identità a seconda delle situazioni e l'utilizzo della rete porta i ragazzi ad inventare delle identità che considerano desiderabili. Ricordiamoci che l'obiettivo di ogni società è ottenere adulti tendenzialmente conformisti il considera ben riuscita la socializzazione quando una persona ha fatto i propri valori prevalenti senza criticarli.

L'apprendimento

Nello studio dei processi di apprendimento se distingue la fase iniziale in cui si acquisiscono competenze tecniche e le regole generali per sopravvivere e le fasi successive in cui il bambino impara le regole relative al suo ruolo e impara a far fronte al cambiamento, le ricerche hanno dimostrato che gli stili di allevamento influiscono sull'apprendimento e si differenziano a seconda delle condizioni delle famiglie, Flanagan distingue tre stili genitoriali di base:

  • autoritarismo , in cui i genitori impongono le norme i bambini e questi ultimi come risultato sono maggiormente timorosi e passivi
  • autorevolezza , in cui i genitori hanno un approccio flessibile e cercano di rispondere in modo adeguato alle richieste del bambino, quest'ultimo di conseguenza sarà capace di autocontrollo, essere cooperativo e curioso
  • Permissività , in cui i genitori lasciano il bambino libero di esprimersi all'interno di limiti poco definiti, il bambino risulta poi ribelle, demotivato e con scarsi risultati A questo proposito gli psicologi hanno formulato diverse teorie:
  • la teoria del rinforzo , ripresa dalla psicologia comportamentistica secondo cui ogni stimolo che porta ad una risposta ripetuta può essere interpretato come rinforzo positivo se produci effetti di risposta positivi e l’agente che socializza con il soggetto non ha un controllo assoluto su quest'ultimo, riconosce che l'azione umana è complessa e organica e la socializzazione non generica ma specifica
  • la teoria dell’ imitazione identificazione , definisce il rapporto tra chi insegna e chi impara , come sappiamo già l'essere umano è caratterizzato dalla capacità di instaurare e mantenere i rapporti e attribuire un significato alle persone a cui è vicino stabilendo con questi un modello di posizione per cui non per forza serve l'interazione diretta
  • la teoria dello sviluppo cognitivo formulata da Piaget tende a sottolineare l'importanza dell'azione della persona la quale si sviluppa un controllo attivo sull'ambiente esterno attraverso la rappresentazione cognitiva dell'ambiente stesso Nella ricerca sociologica l'apprendimento ritroviamo i seguenti principi:
  • Ogni apprendimento deve avere come base una conoscenza già acquisita, competenze metodologiche e nozioni fondamentali delle diverse materie
  • Apprendimenti devono essere dotati di significato, trovare gli agganci nell'esperienza e agli interessi del bambino
  • cercare un equilibrio fra generalizzazioni ed esempi concreti
  • stimolare l'attenzione di chi apprende attraverso la working memory, la quale consente di operare fulmineamente un numero elevato di collegamenti fra le informazioni nuove e le conoscenze già possedute
  • Le ripetizioni rinforzano l'apprendimento e costringono gli studenti a riprendere ciò che sanno per rinforzare i collegamenti
  • Gli apprendimenti globali e impliciti sono meno efficaci di quelli graduali ed espliciti

Conclusioni: verso una metamorfosi delle agenzie di socializzazione

Le profonde trasformazioni della società hanno influito molto sul processo di socializzazione soprattutto attraverso la tecnologia informatica e l'uso della rete. Secondo Donati l'avvento delle tecnologie e delle reti digitali hanno modificato i legami familiari creando una famiglia ibrida in cui la struttura e la dinamica relazionale vengono influenzate da questi strumenti. I genitori sono convinti di accrescere il controllo sui figli attraverso la connessione mobile mentre in realtà accade il contrario perché i ragazzi sono destinatari diretti ogni messaggio e saltano la mediazione familiare. Le comunità territoriali non producono più uno scambio faccia a faccia ma vengono integrate e sostituite da comunità relazionali prive di riferimento al territorio. Donati identifica sei modelli educativi a cui corrisponde un tipo di famiglia:

  1. restrittiva , esercita un forte controllo sull'uso e sui contenuti ma senza un ruolo educativo
  2. permissiva, l'opposto della prima e sempre senza un ruolo educativo
  3. affettiva esercita un basso livello di controllo con una forte presenza educativa
  4. luddista che elimina i media dall'ambito familiare spesso ottenendo il risultato opposto
  5. lassista che ritiene che l'uso dei media non sia un problema e lascia fare ai figli
  6. mediattiva la quale presenta l'uso dei media e si sforza di promuovere un senso critico attraverso delle regole. Il problema non è nelle tecnologie ma nell'uso che se ne fa, la scuola su questo sembra del tutto impreparata nel trasmettere i valori considerando che la società moderna richiede un'educazione all'istruzione e alla preparazione al lavoro con richieste strumentali che hanno bisogno di essere sostenute da una visione olistica. Il processo formativo deve proporsi di promuovere la capacità di cambiare il meccanismo, gli insegnanti devono tenere presente e far capire ai ragazzi che fuori dalla scuola esistono meccanismi selettivi ma che le possibilità di raggiungere le posizioni migliori sono influenzate dal successo scolastico, l'insegnante deve saper valorizzare il vissuto degli allievi dando un peso alle esperienze extrascolastiche orientando la capacità di una proiezione di sé nel futuro. Le agenzie di socializzazione L'azione socializzante avviene attraverso l'appartenenza a un tipo specifico di società e di gruppo sociale e sempre più spesso è mediata da istituzioni o agenzie sociali definite come agenzie di socializzazione che possono avere un compito formale o informale. Alcune di queste agenzie ottengono esiti di socializzazione in modo non intenzionale come i media la cui influenza sui giovani è superiore rispetto a quella della famiglia e della scuola tanto da parlare di socializzazione defamiliarizzata e descolarizzata. Scuola e famiglia sono i due fondamentali contesti dove vengono definiti modelli, fini, valori delle scelte e delle pratiche educative che dà fondamento alla costruzione della conoscenza e della soggettività, definite apparati ideologici di Stato. Da alcune ricerche emerge che la famiglia ha più influenza dello status socio economico sui percorsi scolastic i, elementi culturali come l'atteggiamento nei confronti delle scuole come l’achivment, hanno un ruolo determinante nella mobilità sociale e proprio per questo è fondamentale sostenere le situazioni di inadeguatezza educativa dei genitori. Accade che i migranti nel loro paese di arrivo fanno un lavoro che non soddisfa le loro capacità e quindi vedono nel figlio la possibilità di riscatto dell'intera famiglia, l'errore qui sta nel considerare il bambino come una proprietà della scuola o della famiglia mentre questi ultimi dovrebbero aiutare il bambino a crescere in modo autonomo grazie alla collaborazione di tutte le agenzie.

va in contrasto con la minore disponibilità di tempo legata al lavoro e dalla perdita di significato dei loro valori e stile di vita portando a un depotenziamento della famiglia. Tuttavia la famiglia continua ad essere un'istituzione che riscuote fiducia, un luogo di sintesi fra le esigenze personali dei suoi membri e i messaggi provenienti dall'esterno.

La famiglia e la socializzazione secondaria

Inizialmente la famiglia aveva importanti compiti di socializzazione poi col passare del tempo sono state create nuove agenzie specializzate rispetto a determinati ambiti che hanno alleggerito alla famiglia del suo carico originario. Per secoli la famiglia non solo si realizzava nell'identità sociale ma anche nella socializzazione lavorativa ossia nel processo di costruzione del io professionale, con l'apprendimento di conoscenze, competenze enorme che riguardano attività specifiche e ruoli lavorativi che rivediamo in alcuni giochi ripresi dai bambini, come limitazione nello svolgere un ruolo virgola che sia il cowboy o l'indiano, a partire dalla prima infanzia il bambino non è interessato a ideare di potere o denaro semplicemente osserva e sceglie le professioni più avventurose come il calciatore o il cantante. Di solito accadeva che le femmine cominciavano un vero e proprio apprendistato rispetto alle attività domestiche mentre i maschi apprendevano il lavoro di famiglia per poi continuare lo stesso tipo di attività e al massimo l'apprendimento si poteva estendere a luoghi come botteghe o corporazioni. Nella famiglia preindustriale il bambino è direttamente in contatto con tutti gli aspetti della vita dei genitori mentre oggi c'è un netto stacco tra il luogo dell'abitazione e il luogo del lavoro e ai bambini non più data una visione concreta del lavoro dei genitori. Il ruolo della famiglia nella scelta della scuola o del lavoro è duplice:

  • Fornire le informazioni e renderle concrete aiutami ragazzo a rendersi conto delle proprie attitudini e aspirazion i perché esiste una relazione di realtà fra le scelte dell'adolescente e quello che sa del lavoro e delle sue caratteristiche
  • L'insieme delle informazioni ricevute tende a dare luogo a un'immagine complessiva del lavoro e di aspettative nei confronti del proprio lavoro personale che possono determinare il comportamento dei giovani La famiglia è un luogo relativamente protetto in cui si possono compiere esperienze di crescita per passare da un lavoro provvisorio a uno definitivo , ad oggi la famiglia continua a mobilitare tutte le sue risorse per facilitare l'ingresso dei figli nel mondo del lavoro. Nel 1974 il sociologo americano Granovetter aveva stimato che la metà dei lavori erano stati trovati attraverso contatti informali grazie all'influenza della famiglia e degli amici e vent'anni dopo ripetendo la stessa ricerca il valore dei contatti personali è rimasto invariato ; ad oggi con la crescita della mobilità sia per i migranti che per i lavoratori qualificati questa influenza è diminuita ma non scomparsa. Banfield fece una ricerca in un paese della Lucania negli anni 50 per cui ha coniato il termine “ familismo amorale ”, comportamento che tende a massimizzare i vantaggi della propria famiglia nucleare contrapponendo valori particolaristici al bene della comunità.
  • L'appartenenza familiare influenza le probabilità di riuscita scolastica e le scelte del bambino non solo per i condizionamenti economici ma per il tipo di capitale culturale che trasmette composto da linguaggio, esperienze, competenze e dagli atteggiamenti nei confronti della scuola
  • la riuscita scolastica influenza le scelte scolastiche successive che a loro volta influenzano la probabilità di trovare un certo tipo di lavoro e la possibilità di investire o meno in istruzione per migliorare la chance di vita dei propri figli
  • la famiglia utilizza la sua rete informale di relazioni per accrescere le possibilità di trovare un'occupazione oh promuovere l'inserimento nel mercato del lavoro in una posizione marginale o subalterna Il confine che separa il giovane dall'adulto e sempre più labile, tradizionalmente si considerava adulta una persona che usciva dalla famiglia di appartenenza per fondarne una propria corresponsabilità civili, politiche

ed economiche; nella società attuale Diventa fondamentale l'autorealizzazione personale prima della creazione di una propria famiglia.

Famiglia e media

Oggi il telefonino ha sostituito il televisore nel ruolo di baby sitter e i messaggi della rete non hanno nessuna preoccupazione educativa ma solo scopo di intrattenimento costruendo prodotti particolari per pubblici specifici con differenze di stili di vita e comportamenti. La televisione aveva un ruolo di tipo sociale, si cercava di creare la migliore possibilità di incontro , l'esempio più clamoroso è la citazione “a letto dopo carosello”, appuntamento fisso entrato a far parte della quotidianità e un fattore di sincronizzazione sociale che rientrava nelle agenzie educative, organizzazioni produttive, servizi pubblici ed esercizi commerciali. Negli anni 80 con la caduta del monopolio e l'avvio del televisore digitale non ci sono più tempi vuoti, attraverso la fruizione on-demand è possibile vedere un programma in qualsiasi momento e vedere in sequenza le puntate di una serie, così diventa più difficile proteggere i minori da messaggi che si considerano non adatti. Attraverso il televisore vengono semplificati i valori, si riduce la complessità dell'idea di famiglia, passando da un'ideale del mulino bianco alla famiglia arcobaleno delle serie più recenti, privi di connotazioni forti per evitare i problematicità e discussioni per arrivare a un'ideale di un'impossibile famiglia perfetta. Riprendendo la citazione di Umberto Eco egli distingue la replica come l'assunzione acritica dei contenuti della visivi per cui la tv sostituisce la famiglia nella costruzione dei valori e il rifiuto ossia come meccanismo di difesa che a sua volta si può ricondurre a al primo concetto. Il rischio principale è collegato all' incontrollata presenza dei media e il blocco della comunicazione interpersonale, una partecipazione astratta al vivere sociale.

I mezzi di comunicazione di massa: nuovi e vecchi media

Edgar Morin fece una ricerca rispetto all'intreccio fra pubblico e privato nell'uso dei media :

  • nella prima forma c’è la presenza della stampa rispetto ad avvenimenti politici, religiosi, culturali, economici e su tutti i movimenti sociali consentendo un maggiore accesso ai testi scritti
  • con l’avvento delle innovazioni tecnologiche avviene il passaggio dalla stampa alla tv che dà origine alla video socializzazione
  • per finire il passaggio dai media unidirezionali ai media interattivi. Per chi lavora in ambito educativo è importante conoscere gli effetti che i nuovi media producono sui giovani e le caratteristiche di questa nuova generazione nata e cresciuta in un mondo dove i nuovi media fanno parte dell'esperienza quotidiana, possiamo identificare tre cambiamenti principali rispetto agli adolescenti digitali:
  • la trasformazione del valore relativo dei sensi , un continuo ascolto della musica che effetti stranianti e di isolamento
  • svalutazione della memoria numerica e verbale delegata la possibilità di recuperare in qualsiasi momento le informazioni in rete
  • modo di pensare sempre meno razionale e sempre più basato sull'esperienza Nei nuovi media viene meno la comunicazione di massa monodirezionale e risulta segmentata in ragione delle esigenze degli investitori pubblicitari con l'idea di una personalizzazione del consumo in cui il fruitore può costruirsi un palinsesto personale e diventare quasi produttore e consumatore “prosumer ”, propongono una dimensione individuale ma anche sociale e conserva alcuni caratteristiche dei media tradizionali:
  • si basa sul coinvolgimento emotivo
  • nonostante siano richieste di interazioni in realtà è passivizzante, non stimola a interloquire e a sottoporre a verifica i messaggi, un esempio sono le fake news

Il gruppo dei pari

Il rapporto fra i singoli individui e la società non è quasi mai diretto ma è mediato da istituzioni o gruppi , è importante l'appartenenza a due diverse aggregazioni che facilitano l'uscita dalla famiglia:

  • il gruppo dei pari
  • la cultura giovanile Il gruppo dei pari contribuisce alla costruzione dell'identità adulta attraverso un processo di identificazione , come il senso di appartenenza e le relazioni di fiducia consentendo di realizzare un equilibrio fra interno ed esterno. In Italia non sembra essere la forma più comune di aggregazione dei preadolescenti e adolescenti, è più diffusa l'appartenenza ad un grande gruppo al cui interno si ritaglia un gruppo di amici uniti da vincoli più stretti con il quale si metta alla prova su un piano di uguaglianza irriconoscenza come parte di un insieme più vasto. All'interno di ogni gruppo è presente la figura del leader con lo scopo di strutturare il gruppo e farsi interprete delle sue aspirazioni, enfatizza le caratteristiche e non comporta disuguaglianza di potere, i gruppi omogenei sono fonte di rassicurazione, affetto e intimità attraverso esperienze di confronto e condivisione generando lealtà al gruppo, mentre l'isolamento è fonte di angoscia e rancore. Il gruppo dei pari è il primo a cui il ragazzo sceglie in modo autonomo di appartenere presentando aspetti autosufficienti facendo anche prevalere i valori familiari attraverso la cultura giovanile che però può anche presentarsi come alternativa o opposta ai valori della famiglia. La segregazione sessuale costituisce uno dei principali fattori di rassicurazione , è solo con la preadolescenza che si realizza una linea di demarcazione fra le attività che si fanno insieme e quelle che si fanno con gli amici dello stesso sesso virgola in cui si rinforzano l'identificazione di genere e la costruzione dell'identità.

Le caratteristiche della cultura giovanile

Il gruppo dei pari non è un mondo isolato ma è legato con la società nel suo insieme, se i ragazzi non hanno un gruppo dei pari questi saranno influenzati dalla cultura giovanile. Si parla di cultura alternativa quando la cultura giovanile è caratterizzata per la proposta di modelli diversi ma non conflittuali mentre si parla di controcultura quando proponi modalità di comportamento e credenze conflittuali. Si parla di integrazione conflittuale fra cultura adulta e cultura giovanile non come una rottura di un instabile equilibrio del sistema ma come alternativa possibile anche se mancano degli elementi costruttivi. L'idea di una autonoma cultura giovanile hai inizio negli anni 60 in cui si parlava di un ruolo moratorio ossia di preparazione ad un futuro predefinito , alcuni autori come Sonia Livingstone sostengono che questo concetto sì con lei e con il fare esperienze diverse senza carichi di responsabilità. Così portando a un'auto ed etero identificazione dei giovani in una dinamica di mutamento che oscilla fra il tentativo di modificare la struttura del potere è quello di riorganizzare fra ribellione politica e cultura alternativa che sfocia in due comportamenti:

  • i giovani arrabbiati
  • i figli dei fiori La cultura hippy puntava sulla possibilità di allargare la soglia della conoscenza attraverso l'uso di droghe allucinogene e psichedeliche tradizionali, incapace di elaborare modelli propositivi di conseguenza i giovani hippie si inseriscono nella vita quotidiana oppure si dividono in neo mistici e militanti proponendo la distinzione tra ribelli, fortemente politicizzati, se mi socializzati aggressivi e violenti (black Panthers o black Power). Il concetto di cultura giovanile sarebbe un'invenzione dei commercianti in un veicolo di falsa coscienza, ad oggi viene considerata la multidimensionalità, transitorietà, il rapporto con il mondo virtuale. La socializzazione flessibile comporta la presenza di stabili e strutturate configurazione di valori rispetto all'ambito della morale civile in cui giovani reagiscono con la ribellione anche violenta o con l'auto esclusione e il rifiuto di ogni rapporto , ad oggi vediamo sempre più raramente l'impegno politico e più spesso l'impegno sociale e nel volontariato, gli psicologi riconoscono la sindrome di Peter Pan ossia la richiesta di avere più tempo per crescere.

Uno spazio e tipo di espressione e autorealizzazione per i giovani è la musica, medium privilegiato, analogico ed empatico, in grado di creare mappe di significato dando forma espressiva alle loro esperienze di vita sociale e materiale, oscilla fra una libertà di scelta quasi anarchica e il fascino dei consumi, intesa come spazio di sperimentazione, luogo di produzione simbolica in cui si costruiscono e decostruiscono i significati. La cultura giovanile e un sistema di transizione con poca capacità di creare modelli alternativi, se da un lato crescono forme di devianza e fenomeni autodistruttivi, rimane sempre alta l'importanza della famiglia e la sua azione educativa anche nel saper collaborare con altre agenzie.

Nuove identità si affacciano: la socializzazione dei giovani di origine straniera

Nel mondo giovanile il cambiamento si manifesta prima che nella società adulta proprio per la multidimensionalità sperimentale per cui è possibile pensare ai giovani come a un arcipelago di identità che prefigura un futuro che non può essere eletto solo con le categorie valide nel presente. Nella società europea vediamo una sempre più basta presenza dei giovani di origine straniera che prevede l'incrocio di due dimensioni:

  • la dimensione chiusa dell'identità
  • la dimensione aperta della tolleranza Si passa dalla costruzione di un'identità personale accettabile dal gruppo di appartenenza e da quello di arrivo in cui la scuola e cruciale per facilitare il transito verso un'identità ricomposta. Si parla di giovani con identità meticce, che costituiscono un superamento del qui e dell'altrove nella costruzione di un'identità così fortemente innovativa e difficile e proprio per questo gli insegnanti e gli educatori sono importanti nel proporre esperienze rispettose della diversità ma chiara e fedeli alla tradizione del paese ospitante. Il termine giovane di origine straniera può indicare persone con diverse caratteristiche come ragazzi con genitori di origine straniera oppure ragazzi di origine straniera,… il gruppo a maggior rischio di emarginazione sono gli adolescenti che devono far fronte a un elevato livello di aspettative nella società di arrivo , di conseguenza creano un gruppo fra di loro costruendo la propria identità ai limiti della devianza e rifiutando la scuola. La scuola può contrastare fenomeni di socializzazione antagonista grazie al clima e le esperienze che propone attraverso il confronto con il diverso e l'identificazione con gli uguali appunto per prevenire la devianza è fondamentale l’agire cooperativo che avviene più facilmente quando i ragazzi vivono in un contesto che li aiuta a capire che lavorare insieme può offrirgli di più che rimanere soli , questa fiducia dovrebbe essere rinforzata dall'idea della cittadinanza comune , purtroppo avvenire anche la crescita dell'incertezza sulla possibilità della cooperazione fra diversi e così appare che nella società multiculturale esistono diversi livelli di accesso alla cittadinanza che mettano in discussione il principio democratico dell'uguaglianza. Il compito dei mediatori culturali è quello di diffondere nuovi modelli, proteggendo l'identità originale per evitare che i giovani cerchino rifugio nel fondamentalismo. L'obiettivo per tutti dovrebbe essere di sviluppare l'interdipendenza , una società composta da diversi popoli dove si distingue la multiculturalità dal multiculturalismo chi ha una posizione ideologica e dimentica che il senso di appartenenza al proprio popolo è costitutivo dell'identità personale.

Il recupero delle agenzie tradizionali: la comunità, la chiesa

Come la famiglia la scuola conserva il suo ruolo forte sia per il legame istituzionale con la società ma anche per la sua funzione centrale nell'educazione delle nuove generazioni se non fosse che ha perso parte dei suoi spazi con l'avvento dei nuovi media che hanno sostituito anche altre agenzie.

La comunità

Ogni comunità esiste perché la maggior parte degli esseri viventi sviluppa modelli di relazione tra i membri , avendo degli scopi come rassicurare la riproduzione, agevolare la raccolta di cibo, difendere il gruppo, soddisfare tutti i suoi bisogni. Il concetto di comunità si deve a Tonnies , il quale parla di un soggetto unitario

degli individui e proprio per questo il sociologo francese pensa che svolga un'azione di consolidamento e legittimazione del gruppo e supporta una delle più forti dimensioni dell'identità sociale. Secondo Parsons la secolarizzazione si rispecchia in una diminuzione dell'impegno religioso a favore degli interessi mondani ma aumenta la ricerca della salvezza nelle attività mondane come segno della predilezione di Dio , l'uomo non necessita più di una mediazione per arrivare a Dio e la fede si privatizza diventando una libera scelta dell'individuo. Nel passaggio fra comunità e società a partire dall'ottocento la religione ha perso la sua funzione regolatrice dell'ordine sociale , messa in crisi dal processo di industrializzazione, dall'aumentata mobilità e dalla separazione tra i diversi ambiti della vita come luoghi familiari, studio o lavoro. Giddens, riconosce il ruolo della religione come riserva di sicurezza per far fronte all'incertezza della società del rischio , la religione della tarda modernità si sta adattando alle sfide del momento ma pur sempre rimane un tipo di religione pubblica o sociale che non ho aspetti politici ma entra nel dibattito pubblico per convincere l'importanza che alcuni valori di origine cristiana vengono condivisi dalla società civile. La nascita dei movimenti a carattere religioso secondo Martelli è alimentata dall'industrializzazione, dall'urbanizzazione e dalla maggiore mobilità interna ed internazionale pet dare risposte ultime a domande fondamentali. Anche se la forza delle norme religiose si è affievolita e l'individuo moderno scopre da sé la relazione che lo lega col divino portando religioni a diventare istituzioni deboli e ad oggi limitata a minoranze di preadolescenti, soprattutto femmine. Le scuole confessionali presentano una possibilità e proprio per questo non dovrebbero essere demonizzate, l'idea di una scuola agnostica ossia che la realtà sia una costruzione sociale interamente manipolabile in cui è permessa la coesistenza di progetti di vita diversi fondando il progetto educativo sulla fiducia e l'orientamento di valore porta alla realizzazione del bene comune. Le scuole cattoliche affermano che lo stato è al servizio del cittadino e secondo Coleman queste ultime presentano una migliore offerta rispetto alle scuole pubbliche che si presentano l'ora di religione ma spesso questa viene ignorata o trattata con meno importanza rispetto alle scuole cattoliche, la religione non è un fatto privato. Le istituzioni formative Nel 1971 uscì negli Stati Uniti “descolarizzare la società” di Ivan Illich , un critico delle istituzioni, della scuola all'economia al sistema sanitario, egli pensava che la rovina della società fosse dovuta alla sostituzione dei valori con valori tecnici, riteneva fondamentale costruire una società conviviale in cui il senso dell'istruzione stava nella possibilità di una piena realizzazione personale. La descolarizzazione in chiave tecnologica avanza l'ipotesi che la forma a scuola abbia esaurito la propria spinta propulsiva, ci troviamo alle soglie di una sostituzione con qualcosa di più consono alle trasformazioni moderne in virtù della forza di penetrazione dei nuovi media digitali. La scuola dell'infanzia da tempo entrata in crisi deve ripensare al suo compito è consentire a tutti di accedere al sapere come possibilità di sviluppare pienamente le proprie possibilità, come affermava Dewey la scuola fallisce perché dimentica il principio fondamentale secondo cui è una forma di vita comunitaria.

La scuola

Per garantire il consenso sui valori di fondo la società assegnato alle organizzazioni specializzate il compito di trasmettere ai giovani conoscenze teoriche e operative e modelli culturali di riferimento incrociando le due variabili “insegnante (non) professionista/ istituzione (non) specializzata”. Le istituzioni sono differenziate in senso verticale ( scuola primaria, secondaria inferiore, superiore…) e orizzontale con la presenza di diversi indirizzi all'interno dello stesso livello, in esso opera un personale appositamente qualificato, gli insegnanti. Nel 1863/64, anno del primo censimento scolastico, 3 italiani su 4 erano analfabeti con punte massime in Sardegna, Sicilia e Calabria dove l'analfabetismo si aggirava intorno al 90%, cinquant'anni dopo, il primo censimento del dopoguerra nel 1951 dimostra che gli analfabeti sono ancora il 12,9% della popolazione concentrati soprattutto e al sud e tra le fasce più anziane. Nel 1962 la licenza media diventa obbligatoria e guardando indietro si può affermare che la scuola italiana ha saputo svolgere egregiamente il suo ruolo di alfabetizzazione di base ma a questo punto si trovava ancora al di sotto degli

standard europei. Seppur vero che ogni stato dell'unione europea potesse gestire l'istruzione come desiderasse erano stati proposti degli standard per un sistema sovranazionale che abbia finalità comuni con obiettivi di medio lungo periodo.

Le teorie sociologiche sulla scuola

La scuola è un'istituzione che il modo deliberato e sistematico, presentando dei simboli scritti, delle letture, dei rituali, si sforza di far passare da una condizione di ignoranza ad una di consapevolezza l'intelletto, la moralità, le conoscenze tecniche e le abilità di un gruppo di persone attente, riunite in un luogo e in un tempo determinati. Come viene intesa da noi non è indispensabile alla società ma come afferma Cesareo nel corso della storia ha assunto un ruolo via via crescente e le iniziative educative distinte sono rimaste secondarie alla scuola trovandosi in un sistema formativo scuola centrico. Si tratta di un'opzione storica compiuta nel momento in cui le società diventano complesse, con il sorgere dello Stato nazionale sono stati delegati alla scuola compiti che prima erano di altre agenzie come l'educazione morale o politica, si tratta di un prodotto sociale che riflette gli orientamenti di valore presenti in una data società e hai il compito di mediare fra i fini degli individui e i valori specifici propri dei diversi gruppi a cui i ragazzi appartengono per garantire la convivenza. Fornendo competenze necessarie ad occupare un determinato ruolo e facendo interiorizzare i ruoli ideali e valori prevalenti la logica a cui risponde e a partire dalla società e non a partire dal bambino e ha una funzionalità integrativa. La scuola quindi ha un rapporto di interdipendenza con le altre istituzioni, per mantenere stabile il sistema e promuovendo cambiamenti eufunzionali. È necessario recuperare la definizione di scuola come istituzione macrosociale complessa come secondo il pensiero di Weber e Durkheim per evitare sia l'eccesso di frammentazione tipico dei funzionalisti e l'approccio esclusivamente interpretativo. Nella società contemporanea la scuola resta ancora centrale per il processo e di socializzazione, ma non è più un monopolistica e la società non è più scuola centrica ma presenta una rete di soggetti formali informali. I sociologi dell'educazione risentono della loro appartenenza ideologica alle teorie strutturali o macroteorie o alle teorie interpretative o microteorie sottolineando il processo di educazione per natura simbolica, i teorici strutturalisti si dividono in marxisti e funzionalisti, entrambi vedono la scuola come variabile dipendente , ma i marxisti vedono la dipendenza della scuola dal sistema sociale come un'ingiustizia contro cui liberarsi mentre i funzionalisti la vedono come l'unico meccanismo che può garantire il funzionamento e il mantenimento della convivenza civile. I teorici della riproduzione sociale considerano la scuola come principale agenzia di riproduzione delle disuguaglianze economiche e di potere , per Althusser la scuola prende i bambini di tutte le classi sociali partendo dalla scuola materna con metodi nuovi e vecchi inculcando loro comportamenti dei vestiti dell'ideologia dominante insieme ad altri come Bowles, Passeron e Gintis , ritengono limitativo l'approccio economicistico. I neo marxisti e i teorici della resistenza scelgono un approccio microsociologico affermando la capacità di gruppi sul bar alterni di opporsi alla cultura dominante usando la scuola come luogo di contraddizione per produrre una cultura ispirata a valori alternativi. Secondo Parsons sul versante funzionalista , le agenzie di socializzazione agiscono in modo interdipendente in una prospettiva di continuità in cui non viene valutato il bambino per quello che è ma per quello che fa e sperimenta per la prima volta una diversa qualità di rapporti o con gli adulti, ossia col maestro ; i ragazzi dotati di maggiori motivazioni avranno una riuscita migliore e dimostreranno di essere più adatti ad occupare posizioni di responsabilità ma queste teorie di Parsons trascurano che il sistema delle motivazioni e delle aspettative è influenzato dalle condizioni socio economiche. Sempre secondo Parsons la selezione è il riconoscimento di questo comportamento per cui la scuola è solo parzialmente responsabile, quando le capacità individuali non corrispondono a una condizione socio economica della famiglia la scuola opera come riduttore del conflitto e promuove il mutamento e la mobilità basati sul merito ma per contro si considera vincolante il contesto sociale, le aspettative dei giovani anche se ridotti di mobilità sociale. Le teorie funzionaliste sono state accusate di essere un supporto per l'immobilismo e la conservazione dello status quo ma anche i sociologi marxisti cadono nel determinismo quando se riescono che la dialettica tra struttura e sovrastruttura causa consegue necessariamente. Per spiegare la crescente centralità della scuola gli funzionalisti ritengono che le

con la propria visione sia lo stato di trasmettere a tutti gli elementi necessari per una piena comprensione e partecipazione alla società. Ad oggi c'è una crescente insicurezza sull'assetto dell'ordine sociale e la creazione di movimenti violenti innescati da cause occasionali visti come una manifestazione della caduta del legame sociale. Si rifiuta il dispotismo morbido che ricopre l'intera vita sociale con una rete di regole piccole e complicate, la società libera è innanzitutto un progetto di autogoverno, basato sul proprio consenso e promuove il bene comune. Il principio di sussidiarietà collegato al principio di solidarietà indica il dovere della società di operare per la promozione e lo sviluppo della persona e sostenere e aiutare a coordinare la propria azione con quella di altri soggetti sociali.

Verso un sistema formativo allargato

Il modello scuola centri-rigido non rispecchia il principio per cui un sistema in un ambiente complesso ha tante più possibilità di sopravvivere quanto più riesce a rispondere in modo differenziato agli stimoli provenienti dall'ambiente stesso, organizzandosi in sotto sistemi per risolvere ciascun problema. La famiglia ancora vitale vede la scuola accettare a costi crescenti solo i cambiamenti che provengono da altri interno così diventa vittima di un sovraccarico funzionale di compiti impropri per cui si definisce extrascuola ogni proposta educativa esterna al tempo allo spazio della scuola. La scuola italiana ormai da decenni straniata dall'ambiente esterno l'extra scuola entra nella scuola con un ruolo subordinato ma con vesti scolastiche. Ad oggi la collaborazione tra agenzie parte dalla formazione al lavoro in cui la teoria e la pratica sono organizzati in momenti di un unico processo formativo realizzato da agenzie che collaborano con apporti qualificati e non gerarchizzati. Cresce la pressione delle famiglie per alcuni tipi di offerta formativa, come la formazione a distanza trovandoci davanti a un'intensificazione del mercato di beni si oscilla tra la ripetizione dei modelli scolastici rigidi e la ricerca di modelli flessibili e innovativi, ancora un'integrazione progettuale che riconosca la scuola un ruolo di coordinamento e mediazione fra le diverse proposte. Restano problemi come quello di garantire un centro ordinatore al processo formativo virgola di utilizzare l'extra scuola per introdurre nel sistema elementi di flessibilità ma non bisogna dimenticare che in un sistema integrato la scuola deve mantenere un suo grado di rigidità e istituzionalizzazione.

La scuola come organizzazione

La scuola viene vista come organizzazione burocratica con la tendenza alla razionalizzazione e alla massimizzazione dell'efficienza in tutti gli aspetti della vita contemporanea. Secondo Weber la burocrazia è il modo più efficiente per governare un’organizzazione e presenta qualità come la precisione, la velocità, la, l'affidabilità e l'efficienza. La scuola come ci si viene presentata però presenta delle incomprensioni: propone di trattare le persone allo stesso modo è oggettivamente ma partendo da quest'ultimo possiamo affermare che non c'è ingiustizia maggiore di trattare allo stesso modo persone con difficoltà diverse. Paragonare la scuola a un'organizzazione la porta a opporsi alla scuola come comunità e istituzione in quanto tra i suoi compiti c'è lo sviluppo dei bambini, la dimensione cognitiva e quella etica e facilitare il processo di acquisizione delle competenze accademiche.

  • la scuola come organizzazione specificamente burocratica , prevede l'assunzione del personale per mezzo di contratto e procedure c'era di avanzamento, presenta un potere di tipo legale razionale basato sulla competenza e sul ruolo svolto
  • la scuola è anche un'organizzazione domestica , fornisce servizi a persone che sono obbligate a servirsene come diritto il dinamismo delle scuole è generato da due elementi:
  • la capacità di essere un'organizzazione che apprende , derivante dallo sviluppo del sistema informativo e dalla diffusione condivisa delle informazioni
  • la trasformazione del sistema di governo che partendo dalla forma a piramide passa alla piramide capovolta finalizzata al cliente per arrivare alla forma dell'uovo per la crescita delle interazioni

Gli operatori

Il personale scolastico comprende il dirigente, il personale docente e il personale non docente e per quanto possano essere brillanti le riforme della scuola con ogni probabilità queste falliranno se chi ci lavora esercita una resistenza culturale infatti queste persone concorrono a determinare il destino di tutto quello che accade nelle scuole. I dirigenti Nella scuola italiana esistono stili di governo riferibili a due modelli principali:

  • Il governo delle procedure , tipico delle organizzazioni burocratiche
  • Il governo indifferenziato o carismatico , tipico delle comunità è basato sulle caratteristiche personali del leader Il ruolo del dirigente si afferma nel 1997 con il passaggio dalla scuola centralizzata che segue le direttive alla scuola autonoma che fissa i propri obiettivi e stipula un patto con i propri utenti. Possiamo applicare alla scuola i modelli teorici di governo o governance:
  • governo come macchina , basato sulle esclusivo controllo burocratico , tende esercitare il controllo sugli input sottovalutando gli esiti e ignorando i processi
  • governo finalizzato alle prestazioni , basato sulle capacità di isolare, assegnare i compiti, misurare le prestazioni, è molto rigido ma è in grado di identificare, premiare o punire chi opera bene o male, ma nella scuola italiana dove mancano gli incentivi non è adatto
  • governo a rete , basato sulle capacità di collegare, collaborare e comunicare, tutti lavorano per uno stesso fine, utile nei momenti di crisi e cambiamento rapido ma richiede una distribuzione gerarchizzata dei compiti
  • governo virtuale basato sulle capacità di privatizzare trattare e negoziare , è centrato sull'idea di acquistare i servizi migliori dove si trovano
  • governo come controllo normativo , centrato sulle persone e non sui sistemi, ha come concetto centrale il servizio pubblico e la capacità di costituire un sistema integrato non solo al conseguimento degli obiettivi pianificati ma creare una valutazione dai destinatari del servizio e dai competenti. Sviluppando una cultura organizzativa efficace il clima della scuola si confronta con la domanda di formazione dell'ambiente, nella pratica però ci sono due ostacoli :
  • il dirigente non viene assunto in base alla congruità delle sue caratteristiche con quelle del compito che lo aspetta ma attraverso una selezione concorsuale e una volta superata la selezione viene assegnata una sede in base all'esistenza di una coda che non tiene conto delle precedenti esperienze
  • il dirigente è considerato responsabile del raggiungimento degli obiettivi che la scuola si è posta ma non può controllare se non in minima parte le risorse economiche e le risorse umane di cui dispone per realizzarle e non ha nessun potere di scelta per il reclutamento degli insegnanti. Per un'organizzazione scolastica il tema centrale dovrebbe essere il miglioramento ma per fare avvenire ciò c'è bisogna conoscere le condizioni di partenza e capire se la scuola stia prendendo la direzione giusta. La leadership deve essere proattiva e relazionale , le scuole migliori sono quelle in cui esiste un leader forte ma supportata dal consenso dei docenti e le famiglie. Se cresce solo il controllo crescono la demoralizzazione il conflitto a sua volta secca crescono solo le risorse crescono il particolarismo e l'anarchia, l'obiettivo di un dirigente capace è duplice:
  • il bonding e il bridging , il leader rinforza legami interni all'organizzazione per determinare l'identità del progetto formativo , crea valore aggiunto e rinforza le motivazioni dei collaboratori e utenti.