
Bilancio
Bilancio: definizione e funzioni
Il bilancio d'esercizio è l'insieme dei documenti contabili di sintesi redatti dagli amministratori di
una impresa. Il Bilancio è redatto periodicamente, e ha scopo di rappresentare in modo veritiero,
chiaro e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell'impresa stessa al
termine del periodo amministrativo. Del Bilancio fanno parte lo Stato Patrimoniale, il Conto
Economico e la Nota Integrativa, ai quali deve essere allegata la Relazione sulla Gestione. A
questi quattro documenti si possono aggiungere ulteriori documenti, fra i quali il Rendiconto
Finanziario e il rendiconto delle variazioni di patrimonio netto, qualora sia previsto per legge, e
possono aggiungersi inoltre eventuali informazioni volontarie, come il bilancio sociale e il bilancio
ambientale.
Il bilancio rappresenta, grazie alla sua funzione di sintesi periodica della contabilità generale,
la fonte primaria di informazioni riguardanti lo stato di salute e la composizione di una
impresa, rendendo il bilancio lo strumento fondamentale di comunicazione dell'impresa con
gli stakeholders.
Il legislatore si è trovato a dover prestare una attenzione particolare nei confronti della
redazione di bilancio proprio per tutelare gli stakeholders dell'impresa, in quanto senza un
quadro normativo che regoli gli aspetti formali e sostanziali dei documenti di bilancio gli
amministratori potrebbero effettuare delle esposizioni arbitrarie che potrebbero trarre in
inganno i vari stakeholders interni o esterni dell'impresa.
Il quadro normativo
Il quadro normativo di Bilancio si basa su quattro pilastri fondamentali, ovvero le norme del
Codice Civile negli articoli dal 2423 al 2435, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR),
la prassi contabile nazionale e la prassi contabile internazionale.
Le norme del Codice Civile hanno, all'interno del quadro normativo, compito di dare natura
giuridica al Bilancio di Esercizio, decretandone i parametri e i criteri di redazione. Tali criteri
però sono soggetti a possibili varianti interpretative, senza contare diversi aspetti non
direttamente regolamentati dal codice civile. In questo ambito lacunoso o poco chiaro si
inserisce la prassi contabile nazionale e internazionale, che ha funzione interpretativa in
chiave tecnica delle norme di legge e funzione integrativa delle stesse laddove siano
presenti carenze.
La prassi contabile nazionale nasce storicamente dal consiglio nazionale dei dottori
commercialisti e dal consiglio nazionale dei ragionieri, i quali hanno emesso diversi
documenti, alcuni dei quali ancora oggi in vigore. Il compito dei due consigli nazionali è
stato dal 2001 preso in consegna dall'organismo italiano di contabilità (OIC). Dei documenti
emessi dai Consigli Nazionali sono rimasti attualmente in uso i documenti dal numero 11 al
numero 30, ai quali si aggiungono i documenti emanati dall'OIC.
Sul piano internazionale la prassi è regolata dagli “international accaunting standards” (IAS)
e dagli “international financial reporting standard” (IFRS). Gli IAS sono 41 documenti, emessi
dall'“international accaunting standard committee” (IASC), rinnovato a “International
accaunting standard board” nel 2001.