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Riassunto Dizionari Italiani: Storia, Tipi, Struttura | Valeria Della Valle, Appunti di Linguistica

Una panoramica sulla storia dei dizionari e dei vocabolari, dalle origini in Oriente fino ai glossari medievali. Vengono descritte le diverse tipologie di dizionari e vocabolari, come i dizionari enciclopedici, biografici, geografici, metodici, analogici e ideologici. Viene inoltre spiegata la differenza tra dizionario e vocabolario, e viene introdotta la figura del lessicografo. Il testo è utile per chi vuole approfondire la storia dei dizionari e delle parole.

Tipologia: Appunti

2020/2021

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DIZIONARI ITALIANI: STORIA, TIPI, STRUTTURA
PREMESSA
-Dizionario e vocabolario in cer4 casi sinonimi -> l’opera che raccoglie in ordine alfabe4co la parole
di una determinata lingua o di più lingue
- Dizionario -> signiBcato e uso più ampio, in quanto può indicare anche traFazioni enciclopediche
non esclusivamente lessicali, disposte in ordine alfabe4co, che raccolgono nomi e nozioni di
leFeratura, ar4, scienze (dizionari enciclopedici, biograBci, geograBci), o anche opere che
raccolgono le parole di una lingua non in ordine alfabe4co, ma per categorie conceFuali, in famiglie
o gruppi (dizionari metodici, analogici, ideologici)
- Vocabolario -> termine che può avere anche il signiBcato di “patrimonio lessicale di una lingua” o,
“insieme dei vocaboli propri di un certo seFore o di un singolo autore”
oIn ques4 casi vocabolario equivale a lessico, perché indica la realizzazione lessicale propria
di una colleMvità, di un ambito professionale, di uno scriFore o di un parlante
oVocabolario NO dizionario -> perché può anche indicare l’insieme delle parole di una lingua
o di un individuo, indipendentemente dalla loro registrazione in un repertorio, mentre
dizionario è usato solo per indicare l’opera che raccoglie il lessico stesso
- Lessicogra>a
oIn generale indica l’aMvità e la tecnica della raccolta e della deBnizione dei vocaboli
appartenen4 al lessico di una lingua o di un dialeFo o di un gruppo di lingue e dialeM
oEd è l’aMvità che ha per oggeFo la redazione di dizionari di vario 4po
Descrizione della lingua in un dato momento storico
Descrizione dell’evoluzione e delle trasformazioni nel tempo
oVS lessicologia = indica lo studio sistema4co del sistema lessicale di una o più lingue
1. INTRODUZIONE ALLA STORIA DEI VOCABOLARI
LE ORIGINI
-Le origini della tradizione lessicograBca risalgono all’an@chità
oRaccolte provenien4 dall’Oriente risalen4 a più di 4 mila anni fa (tramite scavi archeologici)
In Siria (scavi inizia4 nel 1964 per la ciFà di Ebla) -> 15.000 tavoleFe di argilla,
BFamente ricoperte di caraFeri cuneiformi, tra le quali è stato individuato il più
an4co vocabolario del mondo
Risalgono al secondo millennio a. C. frammen4 di un vocabolario bilingue che
traduceva parole egiziane in accadico, an4ca lingua semi4ca parlata in
Mesopotamia meridionale
-Più an4chi vocabolari = elenchi di parole comuni, tradoIe in una seconda o anche in una terza
lingua
oEsigenza pra@ca all’origini delle prime compilazioni lessicograBche -> intensi scambi
commerciali e culturali che si svolgevano nel Vicino Oriente
A confronto parole accadiche, sumeriche, egiziane
- Nel primo millennio a. C. ebbe inizio la tradizione dei dizionari monolingui, legata in origine alla
necessità di commentare e spiegare tes4 an4chi e sacri
oIn EgiFo, in India, in Grecia, e poi a Roma -> in margine ai tes4 venivano annotate le
spiegazioni delle forme dibcili o rare
oIn Grecia, a par4re dal V secolo a. C. -> necessità di correlare i poemi omerici di note di
chiarimento -> Note, deFe glosse, necessarie per interpretare il testo in modo correFo
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DIZIONARI ITALIANI: STORIA, TIPI, STRUTTURA

PREMESSA

- Dizionario e vocabolario in cer4 casi sinonimi -> l’opera che raccoglie in ordine alfabe4co la parole di una determinata lingua o di più lingue - Dizionario -> signiBcato e uso più ampio, in quanto può indicare anche traFazioni enciclopediche non esclusivamente lessicali, disposte in ordine alfabe4co, che raccolgono nomi e nozioni di leFeratura, ar4, scienze (dizionari enciclopedici, biograBci, geograBci), o anche opere che raccolgono le parole di una lingua non in ordine alfabe4co, ma per categorie conceFuali, in famiglie o gruppi (dizionari metodici, analogici, ideologici) - Vocabolario -> termine che può avere anche il signiBcato di “patrimonio lessicale di una lingua” o, “insieme dei vocaboli propri di un certo seFore o di un singolo autore” o In ques4 casi vocabolario equivale a lessico, perché indica la realizzazione lessicale propria di una colleMvità, di un ambito professionale, di uno scriFore o di un parlante o Vocabolario NO dizionario -> perché può anche indicare l’insieme delle parole di una lingua o di un individuo, indipendentemente dalla loro registrazione in un repertorio, mentre dizionario è usato solo per indicare l’opera che raccoglie il lessico stesso - Lessicogra>a o In generale indica l’aMvità e la tecnica della raccolta e della deBnizione dei vocaboli appartenen4 al lessico di una lingua o di un dialeFo o di un gruppo di lingue e dialeM o Ed è l’aMvità che ha per oggeFo la redazione di dizionari di vario 4po  Descrizione della lingua in un dato momento storico  Descrizione dell’evoluzione e delle trasformazioni nel tempo o VS lessicologia = indica lo studio sistema4co del sistema lessicale di una o più lingue

1. INTRODUZIONE ALLA STORIA DEI VOCABOLARI

LE ORIGINI

- Le origini della tradizione lessicograBca risalgono all’an@chità o Raccolte provenien4 dall’Oriente risalen4 a più di 4 mila anni fa (tramite scavi archeologici)  In Siria (scavi inizia4 nel 1964 per la ciFà di Ebla) -> 15.000 tavoleFe di argilla, BFamente ricoperte di caraFeri cuneiformi, tra le quali è stato individuato il più an4co vocabolario del mondo  Risalgono al secondo millennio a. C. frammen4 di un vocabolario bilingue che traduceva parole egiziane in accadico, an4ca lingua semi4ca parlata in Mesopotamia meridionale - Più an4chi vocabolari = elenchi di parole comuni , tradoIe in una seconda o anche in una terza lingua o Esigenza pra@ca all’origini delle prime compilazioni lessicograBche -> intensi scambi commerciali e culturali che si svolgevano nel Vicino Oriente  A confronto parole accadiche, sumeriche, egiziane - Nel primo millennio a. C. ebbe inizio la tradizione dei dizionari monolingui , legata in origine alla necessità di commentare e spiegare tes4 an4chi e sacri o In EgiFo, in India, in Grecia, e poi a Roma -> in margine ai tes4 venivano annotate le spiegazioni delle forme dibcili o rare o In Grecia , a par4re dal V secolo a. C. -> necessità di correlare i poemi omerici di note di chiarimento -> Note, deFe glosse, necessarie per interpretare il testo in modo correFo

 Abitudine a glossare (a spiegare e chiarire i pun4 oscuri dei tes4) si trasformò nell’età alessandrina, nell’abitudine a compilare elenchi di termini non comuni segui4 da spiegazioni, o dal sinonimo corrispondente  Piano piano si trasformano in raccolte di tuM i termini, non solo rari

- Principale opere lessicograBche del mondo greco-la4no o La@no -> De signi>catu verborum di Verrio Flacco (I secolo d. C.)  Considerato il primo vocabolario in senso moderno  Siamo in grado di saperne il contenuto tramite epitome = riassunto in 20 libri compilato un secolo dopo da Sesto Pompeo Festo  Gran parte del materiale così raccolto andò perduto MA Paolo Diacono (VIII secolo d. C.) ne riassunse a sua volta il contenuto, tramandando la memoria a noi o La@no -> Tra il III e il V secolo d. C. Nonio Marcello scrisse un’opera in ven4 libri, nei quali era dato ampio spazio al signiBcato delle parole, alle e4mologie e a veri e propri elenchi di vocaboli ordina4 alfabe4camente o Greco -> Synagogè (“Raccolta”)  Opera giunta solo in raccon4 e frammen  Il più ampio dei lessici greci, un vero e proprio elenco in ordine alfabe4co, compilato nel V secolo d. C. dal lessicografo Esichio di Alessandria o Greco -> X secolo d. C. Suida (forse è il nome dell’autore, oppure il 4tolo)  Lessico ed enciclopedia di età bizan4na  Comprende 30.000 voci di caraFere gramma4cale, e4mologico, biograBco, geograBco, storico, scien4Bco, leFerario

GLOSSARI E VOCABOLARI MEDIEVALI

- Etymologiarum sive Originum libri vigin@ o Opera monumentale in 20 libri, realizzata all’inizio del VII secolo d. C. o Dal padre fondatore della lessicograBa = Isidoro, vescovo di Siviglia o Consegnò ai posteri, salvandola dalla dispersione, una summa di tuFo il sapere dell’an4chità, una raccolta di nozioni e deBnizioni di gramma4ca, retorica, mineralogia, dialeMca, matema4ca, medicina, poesia… o AFenzione all’e4mologia -> talvolta correFe, talvolta fantasiose  Tenta4vo costante di arrivare alla conoscenza aFraverso la spiegazione dell’origine e del signiBcato delle parole o Circa 6.000 voci o Raccolta presente in ogni monastero, dihusa aFraverso copie manoscriFe o Modello e strumento gramma4cale e lessicale des4nato a iniuenzare tuM i glossatori e i lessicograB medievali e rinascimentali - Altre opere di caraFere enciclopedico, in 22 libri -> De rerum naturis O De Universo di Rabano Mauro -> nelle quali le voci la4ne erano tradoFe in tedesco e spiegate con altre parole la4ne - Etymologica o = repertori di e4mologie che elencavano parole e cose in ordine sistema4co o Grande fortuna nel Medioevo - Abitudine alla glossa o In principio -> spiegazione di termini dibcili o rari, con annotazioni che potevano consistere in chiarimen4, oppure nell’elencazione di sinonimi o forme corrisponden

o Dizionario veneziano-tedesco stampato a Venezia nel 1477 con il 4tolo “ Libro el quale se chiama introito e porta” = vero e proprio dizionario bilingue per mercan4 e viaggiatori, con elenchi di parole suddividi per seFori (vie, alberghi, monete, cibi…)

- Di caraFere diverso un vocabolarieIo privo di @tolo o Voci del dialeFo milanese a confronto con le corrisponden4 voci Boren4ne o Autore viaggiatore e memorialista Boren4no BenedeIo Dei o Verso la Bne del XV secolo o Circa 270 vocaboli e locuzioni o No Bne pra4co MA documentario, spinto dalla curiosità per i vocaboli strani e caraFeris4ci  Parole del magiare, della cucina, dell’aMvità ar4gianale e del commercio  Era stato molto a Milano e si era appuntato delle parole da usare nei suoi soneM milanesi

GLI ESORDI DELLA LESSICOGRAFIA MODERNA

- Invenzione della stampa nella metà del XV secolo -> i dizionari hanno una grande dihusione - Una delle opere più note è il Dic4onarium la4no dell’umanista bergamasco Ambrogio Calepino o Pubblicato nel 1502 o 9 edizioni in 7 anni -> Con4nui rimaneggiamen4 ed aggiunte o Grande fama -> modello per numerose altre opere dello stesso genere, che furono deFe calepini, col signiBcato di vocabolario o, scherzosamente, di compilazione erudita - 1531 Robert Es4enne (da famiglia di editori di classici greci e la4ni) o Thesaurus Linguae La4nae + Thesaurus Linguae Gracecae (redaFa dal Bglio Henri) -> registrazione di 100.000 voci accompagnate da citazioni d’autore - Proviene dall’Italia la prima grande realizzazione lessicograBca di una lingua moderna o Venezia 1612 prima edizione del Vocabolario della Crusca, pubblicata dagli Accademici della Crusca di Firenze  Si ispirarono al Boren4nismo bembiano, ma temperato dalla concezione di Leonardo Salvia4 -> primato linguis4co del Boren4no scriFo del ‘  Italia divisa in sta4 diversi -> NO uniBcazione nazionale e linguis4ca -> In mancanza di un centro poli4camente e culturalmente egemone, proprio un vocabolario fu eleFo a strumento di ahermazione del primato linguis4co non di una nazione, ma di una ciFà: Firenze  Numerose polemiche (seleMvo e arcaizzante) MA alla Bne del ‘600 nessun’altra lingua moderna disponeva di un vocabolario come questo - Francia o 1684 Antoine Fure4ère “Essai d’un dic4onnaire universal” -> MA accusato di plagio o 1690 “Dic4onnaire Universel” pubblicato, postumo, in Olanda  Successivamente rielaborato e pubblicato dai Gesui4 di Trèvoux con il 4tolo “Dic4onnaire universel francais et la4n” o 1694 “Dic4onnaire de l’Academie francaise” dedicato a Luigi XIV in due volumi  MA diverso dal Vocabolario della Crusca  Non registra le citazioni d’autore -> gli esempi erano fruFo dell’invenzione dei compilatori  Termini erano raggruppa4 in famiglie, solo dopo in ordine alfabe4co  Opera nata in situazione diversa -> nella Francia del ‘600 il modello era rappresentato non dalla lingua scriFa degli autori dei secoli preceden4, ma

dalla lingua della conversazione, dall’uso parlato della Corte e dei saloM leFerari, che coincideva con la lingua leFeraria del tempo  MA punto in comune -> non prendeva in considerazione il lessico della scienza, della tecnica, delle ar

- Portogallo o Primo vocabolario = “Vocabulario portuguez e la4no” pubblicato dal chierico regolare Raphael Bluteau a Coimbra, tra il 1712 e il 1721  Termini della scienza, della tecnica e delle ar  Accoglieva i pres44 europei ed extraeuropei  Mol4 esempi traM non solo dagli autori portoghesi, ma anche da quelli la4ni - Spagna o Tra il 1726 e il 1739 “Diccionario de la lengua castellana”, a cura dell’Accademia di Spagna  Basato sul modello leFerario e puris4co della terza edizione del Vocabolario della Crusca (1691)  Larga registrazione di citazioni leFerarie di autori dal ‘200 al ‘ - Inghilterra o Nel 1604 Robert Cawdrey pubblicò la prima raccolta monolingue della lingua inglese = “A table Alphabe4call”  2.500 parole dibcili e oscure, chiarite aFraverso brevi deBnizioni o sinonimi o Nel 1728 Ephraim Chambers pubblicò “Universal Dic4onary of Arts and Sciences” o Nel 1755 dal “Dic4onary of the English Language” di Samuel Johnson  Si fondava sull’autorità di scriFori tra l’età elisabeMana e la Restaurazione  Impostazione purista, censura dei fores4erismi non assimila4, abbondanza delle citazioni  VS Crusca -> caraFere semienciclopedico + larga accoglienza di parole tecniche + des4natari diversi: NON solo gli scriFori e gli intelleFuali, ma anche le persone comuni - Germania o 1691 “Albero genealogico e sviluppo della lingua tedesca o tesoro tedesco”  Dizionario del tedesco moderno  Compilato dal poeta e Blologo Kaspar S4eler o Tra il 1774 e il 1786 pubblicato opera di Johann Christoph Adelung dedicata all’esame compara4vo di circa 500 lingue e dialeM

2. I VOCABOLARI ITALIANI

DAGLI ELENCHI MANOSCRITTI AI PRIMI VOCABOLARI

- Dalla >ne del ‘400 si cominciò ad avver4re l’esigenza di deBnizione e di codiBcazione del volgare in raccolte che avessero pari autorità rispeFo ai repertori la4ni e a quelli la4no-volgari - I primi esperimen4 di compilazioni monolingui furono faM in Toscana, la ragione nella quale il volgare aveva raggiunto risulta4 di al4ssimo livello nella poesia e nella prosa o Primo esempio = Vocabulista di Luigi Pulci (non si sa la data, ma Pulci morì nel 1484)  Lista alfabe4ca di oltre 700 vocaboli, segui4 da una breve deBnizione  Dizionario concepito per l’uso personale, con una funzione solo autodidaMca, confermata dalla presenza di molte delle voci accolte poi nel Morgante, il suo poema

- DiIorio, pubblicato a Venezia nel 1568 da Francesco Sansovino o Par4colare aFenzione ai problemi pra4ci dell’ortograBa e della pronuncia o Vocabolario di piccole dimensioni, quasi del tuFo privo di citazioni traFe dagli scriFori, aFento sopraFuFo all’uso dei parlan4 contemporanei e alle varietà regionali - Nel corso del ‘ 500 successo anche di raccolte di frasi, dei rimari e dei dizionari bilingui o “A Wordle of wordes”  Dizionario italiano-inglese di John Florio  Pubblicato a Londra nel 1598  Strumento per aiutare gli inglesi che studiavano la lingua italiana a superare dubbi e dibcoltà  Riferimento a raccolte di caraFere anche non leFerario (erbari, libri di cucina…)  Considerazione di altre varietà regionali oltre al Boren4no - NB! Akvità lessicogra>ca intensa tra XV e XVI secolo in varie par@ d’Italia o I vocabolari erano compila4 da gramma4ci, da maestri, da leFera4, da notai, da stampatori- librai e rispondevano alla richiesta, da parte dei leFori, di un modello di imitazione inalterato e inalterabile nel tempo, aFraverso gli esempi dei grandi del ‘ o Pubblico vasto e variegato socialmente che cercava la norma linguis4ca o Primi vocabolari mescolavano spesso gramma4ca e lessico, senza conBni precisi o Repertori ancora incer4 nel metodo  Le voci non erano sempre @pizzate (cioè i verbi non erano registra4 all’inBnito)  Le voci venivano dis4nte in forme adaIe all’uso poe@co e in forme adaIe all’uso prosas@co  Si faceva spesso appello alla notorietà dell’oggeFo invece di deBnirlo (cane, animale noto)  Apparizioni sporadiche delle varietà regionali , aFraverso la cosiddeFa “seconda lingua”, cioè la lingua dell’autore stesso

LE PRIME TRE EDIZIONI DEL VOCABOLARIO DELLA CRUSCA

- Primi vocabolari presentavano oscillazioni e incertezze nel metodo di registrazione VS prima edizione del Vocabolario della Crusca - Ispiratore dell’opera fu Leonardo Salvia4, Blologo e leFerato entrato a far parte dell’Accademia nel 1583 o Fino ad allora gli Accademici cos4tuivano un gruppo dedito sopraFuFo a riunioni conviviali e giocose, secondo il gusto del tempo -> con Salvia4 l’impegno dell’Accademia diventò quello di separare il buono dal caMvo in faFo di lingua o Non si chiamano più crusconi ma Accademici della Crusca -> mantengono l’apparato allegorico e simbolico legato alla preparazione del pane  Gli stemmi personali degli accademici erano deM pale;  Il moFo di ognuno doveva alludere al pane, al grano, alla farina;  Lo stemma dell’Accademia, che compariva come frontespizio del Vocabolario sormontato dal moFo “il più bel Bor ne coglie”, era il frullone, cioè lo strumento che si usava per separare la farina dalla crusca o Vocabolario stampato grazie all’autoBnanziamento degli Accademici o Si impegnano alla compilazione di esso dal 1591 - Prima edizione -> 1612 Venezia presso il 4pografo Giovanni Alber o Volontà di raccogliere tuFo il lessico leFerario Bno al 1400

o Leonardo Salvia4 era già morto, ma gli Accademici avevano con4nuato a basarsi sulle sue idee e sulla sua concezione di lingua o Si appoggiava alle posizioni teoriche ispirate al Boren4nismo trecen4sta del Bembo, ma temperato, nella pra4ca lessicograBca, dalle scelte del Salvia4, aFraverso il quale entrano nelle tavole degli autori “spoglia4”, cioè accol4 come fon4 e autorità con esempi taM dalle loro opere -> non solo le Tre Corone ma anche gli autori minori (es. cronachista Villani) o tes4 anonimi (scriFure pra4che, volgarizzamen4, cronache familiari, epistolari), con un recupero degli an4chi scriFori popolari toscani, u4lizza4 per documentare le voci del Boren4no vivo  Anche autori moderni, toscani o toscanizzan4 -> autori del ‘500 come i toscani Della Casa, Gelli, Berni, Firenzuola, Burchiello, Lasca, Poliziano MA anche il non toscano Ariosto  NO Tasso -> non ha riconosciuto il primato Boren4no -> ha usato una lingua considerata dibcili e oscura e un lessico BFo di la4nismi e di lombardismi o RiieFe in sostanza una concezione linguis4ca che va oltre la posizione del Bembo, e risale a un ideale di lingua Boren4na pura, naturale, popolare, legiMmata dall’uso degli scriFori sommi come quelli minori e addiriFura minimi o Registra anche parole del Boren4no vivo -> purché tes4moniate da autori an4chi o da tes minori o L’autorevolezza leFeraria e il contenuto dei tes4 era un elemento secondario rispeFo alla loro forma: per comparire come modello di lingua, gli scriFori dai quali si traevano gli esempi e le citazioni dovevano essere Boren4ni o aver scriFo rispeFando le regole del Boren4no o Novità dell’opera -> Scompaiono alcuni aspeM di prima  Suddivisione tra uso della poesia e uso della prosa  Riferimento agli usi regionali e dialeFali  Abitudine a inserire osservazioni gramma4cali all’interno delle voci o Innova4vo nelle scelte graBche -> Abbandona4 gli usi ancora lega4 al la4no (h e4mologiche e nesso ct) o Ostentato disinteresse per le voci tecnico-scien4Bche -> non ci sono perché non sono del comune uso

- L’impostazione arcaizzante e Boren4nis4ca suscitò interminabili polemiche e discussioni o Paolo Beni -> 1612 “l’An4crusca” -> Accusava gli autori del Vocabolario  Di aver privilegiato la leFeratura del ‘300, da lui giudicata “incolta e rozza”  Di non aver tenuto subcientemente conto degli scriFori del ‘  Di aver escluso un poeta come Tasso o Alessandro Tassoni -> poema eroicomico “La secchia rapita” (1622) e scrisse una serie di note polemiche  Contro il primato Boren4no della lingua -> Nega del tuFo il presunto primato linguis4co Boren4no, proponendo il modello rappresentato dall’uso linguis4co di Roma  Contro l’eccesso di arcaismi -> Proponeva di dis4nguere le voci an4che con contrassegni graBci che rendessero immediatamente eviden4 al leFore che si traFava di parole non più in uso  Contro l’impostazione bembiana del Vocabolario o Gesuita ferrarese Daniello Bartoli -> traFato gramma4cale “Il torto e il diriFo del Non si può” (1655)  MeFeva in discussione, con ironia, l’autoritarismo dei gramma4ci in generale

o 6 volumi pubblica4 a Firenze tra il 1729 e il 1738, con dedica al granduca Gian Gastone de’ Medici o Nasce da due diverse istanze  Da una parte gli Accademici con4nuano a mostrare una certa aFenzione all’uso moderno  Dall’altra viene ribadita la fedeltà ai principi del toscanesimo leFerario, con una chiusura più rigida, rispeFo alla terza edizione, nei confron4 degli autori non toscani e di autori toscani di traFa4 tecnico-scien4Bci o Impostazione dovuta al gramma4co Anton Maria Salvini -> classicista illuminato che rese possibile l’accoglimento di scriFori moderni, anche del ‘600 e del primo ‘700, MA confermò i criteri di esclusione delle prime due edizioni nei confron4 delle voci della scienza

- Ostentato disinteresse per gli autori scien4Bci -> numerose cri4che o NB! Lo sviluppo e il progresso delle scienze in Europa comportava l’urgenza di una registrazione della terminologia specializzata in dizionari dedica4 ai vari seFori o I dizionari in Francia e in Inghilterra davano più spazio a ques4 termini o Dal 1751 pubblicazione dell’ “Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle ar4 e dei mes4eri, a cura di una società di uomini di cultura” di Denis Diderot e Jean-Bap4ste d’Alembert  Opera largamente aperta all’apporto della scienza, della tecnica, delle ar  Termini spiega4 e deBni4 -> deBnizioni accurate ed esauren4 + tavole di illustrazioni esplica4ve - Questo modello iniuenza l’Italia nel XVIII secolo o “Saggio alfabe4co d’istoria medica e naturale” (1733) di Antonio Vallisnieri  Lui era uno studioso di biologia e di medicina ed è consapevole della necessità di meFersi al passo con le nazioni europee  Elenca e deBnisce un gran numero di termini della biologia, dell’anatomia, della medicina  Criteri didaMci e scien4Bci  Non si soFomeFe all’autorità della Crusca -> corregge alcune deBnizioni + segnala varian4 regionali + mol4ssimi fores4erismi  NB! Primo esempio della nuova aFenzione nei confron4 della terminologia scien4Bca o “Voci italiane d’autori approva4 dalla Crusca nel Vocabolario d’essa non registrate con molte appartenen4 per lo più ad ar4 e scienze che si sono somministrate similmente da buoni autori” (1745) di Giovanpietro Bergan4ni  Voleva registrate molte voci omesse dalla Crusca  Accoglie autori non toscani non approva4 dagli Accademici  Voci traFe dallo spoglio di tes4 scien4Bci di astronomia, di anatomia e medicina, di Bsica e matema4ca -> par4colare aFenzione alla terminologia della botanica, della zoologia, della mineralogia  Raccolta Bnalizzata a integrare il Vocabolario della Crusca MA apre la strada a un possibile compromesso tra i metodi segui4 dagli Accademici e le esigenze nuove - “Dizionario universale cri4co enciclopedico della lingua italiana” o Opera che segna una svolta rispeFo al passato o 6 volumi pubblica4 a Lucca tra il 1797 e il 1805 da Francesco D’Alber4 di Villanuova o Nella prefazione dell’opera dichiara  Ha tenuto conto dell’uso + Ha preso in considerazione anche la lingua viva dei parlan

 NB! Dizionario innova4vo che per primo registra le voci dell’uso degli ambi tecnico-ar4gianali o Lemmi esempliBca  Citazioni traFe da autori (metodo tradizionale)  Informazioni e deBnizioni raccolte da inchieste direFe svolte dall’autore in Toscana o Ingresso ubciale della terminologia della tecnica, delle ar4 e dei mes4eri

- VS Autoritarismo linguis4co e il primato del Boren4no del Vocabolario della Crusca o Alessandro Verri nel 1765 scrive a nome dei redaFori della rivista “Il Cahè” -> “Rinunzia avan4 notaio al Vocabolario della Crusca”  Protesta di tono sarcas4co, volutamente paradossale, che esprimeva il fas4dio per l’eccessivo formalismo della cultura del tempo o Giuseppe BareM “La frusta leFeraria”  Accusa di registrare parole arcaiche, vocaboli e modi di dire “stomachevoli” e di proporre un modello leFerario ar4Bcioso + responsabilità del non avere una lingua nazionale o Melchiorre CesaroM “Saggio sulla BlosoBa delle lingue” (1785)  Ul4ma parte riguarda il proprio rinnovamento della lessicograBa italiana -> proponeva l’is4tuzione a Firenze di un Consiglio nazionale della lingua, da sos4tuire all’Accademia della Crusca  Il Consiglio avrebbe dovuto  ModiBcare criteri di raccolta delle voci -> non solo traFe dai libri degli scriFori MA direFamente dalle persone  Accogliere lessico delle ar4, dei mes4eri, della tecnica e delle scienze + Termini nuovi, dialeFali, fores4erismi  NB! Quando il saggio fu pubblicato l’Accademia era già stata soppressa (1783) dal granduca Pietro Leopoldo di Toscana -> polemiche + riforme illuministe -> la aveva fusa con l’Accademia Boren4na

L’OTTOCENTO O “IL SECOLO DEI VOCABOLARI”

- ‘800 pubblica4 tan4ssimi vocabolari di tuM i 4pi - ‘700 progressivo allontanamento dall’autorevole modella della Crusca + nuova aFenzione nei confron4 della terminologia tecnico-scien4Bca e dell’uso vivo della lingua o ‘800 c’è ancora qualcuno che con4nua a considerare quel modello insuperato ma perfezionabile, proponendo ancora un ritorno all’imitazione della lingua Boren4na del ‘  Reazione contro l’iniuenza della lingua e della cultura francese dei puris - PURISMO o Antonio Cesari = massimo iniuente, contrario a ogni rinnovamento e a ogni contaFo con altre lingue o Autore del “Vocabolario della Crusca” nota come “Crusca veronese”  Pubblicata tra il 1806 e il 1811  Circa 3.000 aggiunte -> intendeva perfezionare il Vocabolario della Crusca -> aggiunta o integrazione di voci traFe da autori del ‘300 e del ‘  Sosteneva che la superiorità del Boren4no trecentesco non dipendesse dalla grandezza leFeraria dei suoi scriFori, ma dalla sua innata perfezione e purezza  Ripris4nò forme considerate più correFe rispeFo a quelle registrate dalla Crusca -> aggiunse un gran numero di varian4 graBche o fone4che

 1830 “Dizionario dei sinonimi della lingua italiana”  AFento sopraFuFo a dis4nguere l’ambito d’uso di ogni termine, con indicazioni che ne segnalavano l’appartenenza al linguaggio familiare, alla lingua parlata, a quella leFeraria.  Aveva messo in discussione l’esistenza della sinonimia perfeFa tra due parole

- “Dizionario della lingua italiana” (1861-79) o Impresa lessicograBca più importante dell’ ‘ o Equilibrio tra tradizione e innovazione  Tradizione -> spoglio dei tas4 an4chi e esempi traM dal Vocabolario della Crusca  Innovazione -> citazione di scriFori anche non toscani dell’ ‘800, di traFa4 tecnico- scien4Bci + eleva a modello la lingua dell’uso tosco-Boren4no moderno o Rivendica il primato del toscano come lingua parlata e viva o Di Tommaseo + collaboratori -> Bellini, Meini, Fanfani + specialis4 delle singole discipline o Lacune e contraddizioni di vario genere -> e4mologie infondate, assenza di omogeneità nella compilazione delle voci, mancata corrispondenza tra le sigle usate nella tavola delle abbreviazioni e quelle presen4 nelle forme lemma4zzate o Impronta di Tommaseo -> deBnizioni, segante, e talvolta appesan4te, dai suoi giudizi, dalle sue insoherenze, dalle sue sentenze moraleggian4 e dalla serpeggiante misoginia o Primo esempio di dizionario storico capace di conciliare la dimensione sincronica (lingua di un dato momento storico) con quella diacronica (descrizione tramite evoluzione) - 1863 in stampa il primo volume della quinta edizione del Vocabolario della Crusca, dedicato a ViForio Emanuele II re d’Italia o Orientamento arcaizzante e aFeggiamento toscanocentrico aFenuato  AcceFa4 autori moderni e non toscani  Separa voci morte da quelle vive (MA solo nel primo fascicolo)  MA chiusura del lessico tecnico-scien4Bco o Esclusioni anacronis4che + mancanza di fraseologia traFa dall’uso + concisione eccessiva delle deBnizioni -> non rappresenta più la lingua italiana postunitaria - ‘800 grande successo di altri 4pi di dizionari o Dizionari metodici = “specchi sociolinguis4ci dell’Italia ar4giana” ->  Raggruppano le parole per categorie, in base all’abnità delle nozioni che esprimono  Rispondevano ai bisogni di un pubblico che voleva conoscere termini “nazionali”, non più municipale, per designare gli oggeM della vita quo4diana  Anni in cui stava per avvenire l’Unità si percepisce la mancanza di un lessico comune per i vari seFori della vita pra4ca, domes4ca, delle professioni, della tecnica, dell’ar4gianato  Riprendono il modello del “Dizionario” del D’Alber4 e di Villanuova nel metodo dell’indagine  Il più noto -> “Vocabolario metodico” di Giacinto Carena (1846-1860)  Naturalista e lessicografo -> vere e proprie inchieste sul campo in Toscana  Gran numero di voci delle ar4 e dei mes4eri  Non solo voci collegate a un soggeFo MA anche locuzioni, frasi idioma4che, modi del parlato  Altri esempi  “Vocabolario domes4co napoletano e toscano” di Puo4 (1841)  “Vocabolario domes4co italiano ad uso dei giovani” Taranto e Guacci, due allievi di Puo4 (1850)

 Ricerca sul campo -> aFenzione all’uso linguis4co  “Vocabolario nomenclatore illustrato” di Palmiro Premoli (1909-12)  StruFura come dizionario generale, in ordine alfabe4co  Tenta4vo tardivo ma originale di combinare un dizionario metodico, uno dell’uso, uno dei sinonimi e uno enciclopedico o Dizionari specialis4ci (di agricoltura, commercio, storico-amministra4vi, navigazione) o Fine del secolo -> dizionari dell’uso, rivol4 anche ai leFori comuni  “Nuovo vocabolario della lingua italiana” (1870-97) di Giorgini e Broglio  Modello = idee manzoniane + “Dic4onnaire de l’Academie francaise”  Prima realizzazione lessicograBca non più sull’autorità degli scriFori, ma sull’uso vivo -> modello = Boren4no contemporaneo parlato dalle classi borghesi  Nuova prassi lessicograBca -> vengono elimina4 gli esempi d’autore + ridoM gli arcaismi + abbondan4 indicazioni sull’ambito e sul livello d’uso + ricca fraseologia ripresa dal parlato quo4diano (prova dell’uso reale)  Scarso successo MA svincola la lessicograBa dal giogo del modello leFerario  “Vocabolario della lingua parlata” di Rigu4ni e Fanfani (1875)  Compromesso tra le coraggiose innovazioni del Giorgini-Broglio e la tradizione lessicograBca del passato  Grande aFenzione alla lingua d’uso MA respinge le forme considerato plebeismi e caMvi neologismi  “Novo dizionario universale della lingua italiana” di Petrocchi (1887)  Due novità -> 1. La graBa “ortoepica”, con accen4 e caraFeri speciali per indicare la correFa pronuncia delle parole registrate; 2. Suddivisione delle pagine in due par4, relegando nella parte inferiore il lessico arcaico e ormai fuori d’uso o Dizionari dialeFali  Successo e dihusione grazie all’interesse per le tradizioni popolari e per lo studio dei dialeM, alimentato dalla cultura roman4ca e dalle nuove curiosità degli italiani per le varietà regionali, negli anni nei quali si stava realizzando l’Unità d’Italia  Dizionari che fornivano la corrispondente italiana a chi si serviva del dialeFo e ricorreva all’italiano solo per l’uso scriFo  “Vocabolario milanese-italiano” di Cherubini (1814)  “Dizionario del dialeFo veneziano” di Boerio (1829)  “Nuovo dizionario siciliano-italiano” di Mor4llaro (1876)

DAL NOVECENTO ALLA LESSICOGRAFIA CONTEMPORANEA

- Stampa del Vocabolario della Crusca Bnita o Criteri di compilazione invecchia o Cri4che e polemiche sulla funzione dell’Accademia o Aumento dei cos4 della stampa nel periodo della prima guerra mondiale o Accuse del cri4co leFerario Cesare De Lollis e del Blosofo BenedeFo Croce o 1923 un decreto del ministro della Pubblica Istruzione del governo fascista Gen4le sospese la pubblicazione -> incompiuto alla Bne della leFera O - 1941 primo volume del “Vocabolario della lingua italiana” progeFato dall’Accademia d’Italia (fondata nel 1926 che sos4tuiva quella dei Lincei) e direFo dal Blologo Bertoni o Novità -> voleva essere insieme leFerario e d’uso

 TraFamento dei fores4erismi  All’inizio riButo di quelli non adaFa4 DOPO si aFenua

- 1923 sospensione del Vocabolario della Crusca MA con4nui compi4 Blologici e volontà di un “Vocabolario storico della lingua italiana” o L’obieMvo si è trasformato -> a par4re dal 1983 l’“Opera del Vocabolario italiano” (OVI) si è assunta il compito di realizzare un grande vocabolario storico -> “Tesoro della lingua italiana delle origini” (TLIO)  Limitatamente al periodo che va dalle origini Bno al 1375, morte di Boccaccio  Vocabolario Blologico fondato su uno spoglio esaus4vo di tes4 non solo toscani -> traFa4 scien4Bci + volgarizzamen4 + prediche + tes4 in pistoiese, bergamasco, siciliano, umbro  Novità VS Crusca -> plurilinguismo -> tuFe le varietà dell’italiano an4co  Scelta di alcune voci, direFa da Beltrami, pubblicata periodicamente in un “BolleMno” MA La principale via della consultazione è la rete Internet -> con4nui aggiornamen - “Glossario degli an4chi volgari italiani” di Colussi (dal 1983) -> GAVI o Dizionario storico o FruFo di vas4ssimi spogli di tes4 scriM prima del 1321, anno della morte di Dante o Finora 20 volumi -> dal 2001 in corso il rifacimento delle prime raccolte - Rappresentazione della lingua d’uso o “Vocabolario della lingua italiana” (VOLIT) direFo da Duro, pubblicato dall’Is4tuto dell’Enciclopedia italiana Treccani in una prima edizione (1986-94) e in una seconda (1997), anche in versione CD-ROM  5 volumi con circa 125.000 lemmi  Ha raccolto la grande tradizione lessicograBca dell’Is4tuto dell’Enciclopedia italiana, ar4colandosi come un’enciclopedia fondata sulla lingua  Accanto alla lingua leFeraria, registra la lingua moderna e i nuovi usi lega4 alla lingua di tuM i giorni, documenta4 aFraverso una ricca fraseologia esplica4va + terminologia scien4Bca, linguaggi seForiali, neologismi e fores4erismi  AFenzione alle trasformazioni in aFo nel costume e nella società, aFraverso le nuove accezioni o le diverse connotazioni di parole d’uso comune o 1999 “Grande dizionario italiano dell’uso” (GRADIT) di Tullio De Mauro  6 volumi con circa 260.000 lemmi  Per ogni lemma viene indicata, se è possibile, la data di prima aFestazione e la fonte  Par4colare aFenzione all’uso -> per ogni voce viene segnalata la categoria di appartenenza  FO = lessico fondamentale -> parole di massima frequenza, le prime che dobbiamo apprendere se studiamo una lingua come lingua straniera, indispensabili per spiegare e intendere il signiBcato di tuFe le altre  AU -> parole di altra frequenza d’uso, di frequenza minore rispeFo alle FO  AD -> di alta disponibilità e familiarità, cioè parole di non grande frequenza, ma decisive per orientarci nella vita quo4diana  CO -> comuni  TS -> d’uso tecnico-specialis4co  LE -> d’uso leFerario  ES = eso4smi -> parole straniere non adaFate  RE -> d’uso regionale  DI -> d’uso dialeFale

 BU -> di basso uso  OB -> obsolete  AFenzione per innovazione lessicale -> seMmo volume “Nuove parole italiane dell’uso” (2003)  3.700 neologismi

- Tradizione dei repertori di parole nuove o 1963 Migliorini “Parole nuove” -> 12.000 voci traFe sopraFuFo dalla stampa quo4diana  Si basava sul criterio dell’uso “Incipiente” -> scartava le parole ebmere e occasionali e accoglieva le forme per le quali si poteva prevedere un futuro arricchimento nell’uso o “Dizionario di parole nuove. 1964-1984” di Cortellazzo e Cardinale, pubblicato nel 1986 o E mol4 altri - TuF’ora pubblicazione di dizionari monovolumi dell’uso -> o Dizionari “minori” che si propongono di descrivere lo stato sincronico della lingua, operando riduMvamente rispeFo ai dizionari maggiori, ma aggiungendo tavole illustra4ve e di nomenclatura, repertori di nomi di persona e di luoghi, di proverbi, di locuzioni la4ne, di sigle e abbreviazioni, nonché u4li appendici sui dubbi linguis4ci, con indicazioni gramma4cali o Esempi di dizionari minori “De Felice-Duro”, “Nuovissimo Dardano”, “Palazzi-Folena”, “Devoto-Oli”, “De Mauro”, “Garzan4” o Esempi di dizionari più importan  Saba4ni-ColeM  Nuova edizione in CD-ROM del 2003 -> Arricchito  Dai rinvii dai sostan4vi ai loro aggeMvi di relazione, che segnala con un contrassegno  La disponibilità delle parole, quelle cioè che si ritendono oggi conosciute e comprese da un parlante italiano di media cultura  Il Treccani  Nato nel 2003 dalla revisione e dall’aggiornamento del Conciso  Grande aFenzione alle sfumature e alla modalità degli usi dell’italiano contemporaneo e alle nuove fon4 di lingua, considerate accanto a quelle tradizionali e secolari  Dizionario Devoto-Oli della lingua italiana (edizione 2004-5) a cura di Serianni e Trifone  Rende immediatamente visibile le parole appartenen4 al lessico di base, evidenziandole in azzurro, e guida il leFore a un uso correFo delle reggenze dei verbi e delle combinazioni sintaMche  Garzan4 2005 direFo da Patota  AFento a segnalare problemi pra4ci (ortograBci, gramma4cali, di pronuncia) lega4 a singole parole, aFraverso l’aggiunta di “note d’uso” discorsive di un “grammabolario” composto da schede gramma4cali per illustrare le più importan4 voci di teoria gramma4cale e sintaMca e per chiarire i dubbi linguis4ci  Zingarelli 2005  Ristampa aggiornata del vocabolario, anche su CD-ROM, con la retrodatazione o nuova datazione di oltre 6.000 parole rispeFo all’edizione del 2004 e l’inserimento di oltre 700 nuove voci e accezioni di uso consolidato

o Limite del dizionario cartaceo -> rischiano di bloccare il lessico in una dimensione immobile, des4nata a invecchiare rapidamente, incapace di registrare, in tempi brevi, l’intero patrimonio lessicale di una lingua, le sue innovazioni, le sue modiBcazioni

- Dagli anni ’60 strumento che supera i limi4 del cartaceo = il calcolatore eleFronico -> da dizionario cartaceo a dizionario eleFronico o Ora quasi tuM i dizionari monolingui hanno anche la versione in CD-ROM o AFraverso le banche da4 (memorie eleFroniche aperte e interrogabili, capaci di ampliarsi e modiBcarsi con4nuamente) si è superato il limite della dimensione del volume e della costrizione dell’ordine alfabe4co  TLIO, dizionario storico, che può essere con4nuamente aggiornato e consultabile in rete o Possibilità di molteplici ricerche -> si trasformano dizionari alfabe4ci in dizionari metodici (ricerche per seFori terminologici) O ricerche di parole anche lontane alfabe4camente ma vicine per seman4cità - Archivi eleFronici su CD-ROM o “LeFeratura Italiana Zanichelli” (LIZ) a cura di Stoppelli e Picchi  Banca da4 testuale realizzata in una prima edizione del 1993 e successivamente ampliata nel 95, nel 97 e nel 2001  Copre mille tes4 leFerari, quaFro antologie poe4che e l’intera seria delle riviste “Il Cahè” e “Il Conciliatore” o “Consorzio interuniversitario per la Biblioteca Italiana Telema4ca” (Ci-Bit)  Alla registrazione della lingua poe4ca è dedicato l’Archivio della tradizione lirica da Petrarca a Marino” (ATL) a cura di Quondam, edito nel 1997, che comprende 200 tes4 di poesia, da Petrarca a Marino  Gli archivi di questo 4po, deM corpora, consentono  La ricerca sistema4ca di singole parole e varian4 di parole  Indagini di 4po tema4co o sintaMco  Elaborazione di sta4s4che linguis4che - Dal 2004 “Vocabolario degli Accademici della Crusca” (1612) e “Tommaseo-Bellini” (1865-79) sono disponibili e consultabili su CD-ROM

3. LA TIPOLOGIA

- È dibcile stabilire un criterio o Alcuni linguis4 -> Dizionari di cose (enciclopedici) VS dizionari di parole (linguis4ci veri e propri) o MA perplessità -> diherenze basate su numero limitato di traM dis4n4vi, preferendo ricorrere a un criterio più storico e metodologico che 4pologico, basandosi sulla constatazione che non esiste opera in cui non si sovrappongano e mescolino traM 4pologici diversi

DIZIONARI STORICI

- Registrano la tradizione leFeraria scriFa aFraverso la citazione di esempi di autori, per tes4moniare l’uso delle singole parole o delle locuzioni nelle varie poche - Dizionari di 4po diacronico, che descrivono la lingua nella sua evoluzione storica, basandosi su una fraseologia traFa da tes4 leFerari di ogni tempo

- La presenza della fraseologia è indispensabile per poter conoscere la lingua na4ca, non più in uso, per la quale non disponiamo di altri strumen4 che le tes4monianze scriFe degli autori - Fisionomia tradizionale si è modiBcata -> da solo tes4 leFerari a anche tes4 non leFerari (tes scien4Bci, BlosoBci, giuridici, economici, ar4coli di giornali e riviste, saggi cri4ci) - Il primo “Vocabolario della Crusca” -> dizionario storico o Dopo “Tommaseo-Bellini” e “Grande dizionario della lingua italiana” (GDLI) e TLIO e GAVI - Dopo il lemma (di solito) o Si iden4Bcano l’uso e le varian4 poe4che e di signiBcato o Citazioni che fungono da esempio per i diversi usi o VS TLIO  Si segnalano tuFe le forme graBche riconducibili al lemma  Nota e4mologica  Rinvio ad altri dizionari -> LEI  Prima aFestazione e la data dell’opera da cui è traFa  Nome del redaFore che ha Brmato la voce  Segue la documentazione con la citazione dei passi contenen4 il lemma - ESEMPI PAG 54-

DIZIONARI DELL’USO o DIZIONARI GENERICI

- Sono i dizionari per antonomasia -> quelli che registrano la lingua contemporanea in una dimensione sincronica, cioè nel funzionamento e nei caraFeri aFuali, ma prendendo in considerazione anche voci del passato, arcaiche o an4quate, varietà regionali, voci leFerarie. o Nessun vocabolario dell’uso potrebbe escludere del tuFo il patrimonio linguis4co del passato -> la lingua leFeraria  Serve per interpretare i classici  Nella lingua comune sono frequen4 gli usi scherzosi o marca4 di parole o varian desuete  Possibilità che un termine raro abbia una nuova dihusione e popolarità - Hanno avuto una grande dihusione sopraFuFo a par4re dal ‘ - Possono essere diheren4 a seconda del criterio di scelta iniziale, che può privilegiare o respingere determina4 seFori di lingua, con variazioni individuali rispeFo all’accoglimento delle citazioni leFerarie, dei neologismi, della fraseologia più o meno abbondante, della terminologia scien4Bca - Numero di lemmi -> minimo di 50.000, massimo di 260.000 (GRADIT) o NB! La ricchezza del lemmario non è l’elemento più importante, il valore dell’opera va piuFosto misurato sulla capacità di fornire informazioni gramma4cali, indicazioni sul livello s4lis4co, sulla frequenza d’uso, con numerosi esempi di fraseologia esplicita - Alcuni dizionari degli ul4mi anni ohrono il servizio di segnalazione della disponibilità delle parole nell’uso odierno della lingua (GRADIT) o Parole ad “alta disponibilità” -> vocaboli che si presumono conosciu4 e ben compresi da una parlante odierno di cultura media -> circa 10.000 lemmi -> segnala4 tramite un fondino colorato o dai caraFeri colora  Indicazione u4le basata sui lessici di frequenza - Registrazione di neologismi o AFeggiamento di equilibrio o ESEMPI PAG 58- - Esempi -> o “Nuovo vocabolario della lingua italiana” di Giorgini-Broglio (1870-97)