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Riassunto Feuerbach, Sintesi del corso di Filosofia

Riassunto sulla filosofia di Feurbach con l'introduzione della destra e sinistra hegeliana. Il riassunto comprende diversi paragrafi come "il rovesciamento del rapporto di predicazione", "la critica alla ragione", "la critica alla religione", "la critica ad Hegel", "umanismo e filantropismo" e altri ancora

Tipologia: Sintesi del corso

2014/2015

Caricato il 09/10/2015

Francesca13596
Francesca13596 🇮🇹

4.5

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LA DESTRA E LA SINISTRA HEGELIANA
Alla morte di Hegel, i suoi discepoli continuarono a ispirare la cultura filosofica tedesca, nonostante le
marcate divisioni esistenti tra i vecchi hegeliani e i giovani hegeliani. Si parla di Destra e Sinistra
hegeliana per indicare i diversi atteggiamenti assunti dai discepoli di Hegel rispetto alla religione e alla
politica.
RELIGIONE
Per Hegel la religione è rappresentazione e la filosofia è concetto di una stessa realtà. Una dottrina
del genere dava luogo a due impostazioni antitetiche: l’una propria di coloro che insistevano
sull’identità di contenuto tra rappresentazione e concetto e che concepivano la filosofia come
conservazione della religione; l’altra propria di coloro che insistevano sulla diversità di forma tra
rappresentazione e concetto che concepivano la filosofia come distruzione della religione. La prima
posizione prese corpo nella Destra e finì per configurarsi come una scolastica dell’hegelismo, volta a
utilizzare la ragione hegeliana al fine di giustificazione razionale delle credenza religiose . La seconda
posizione prese corpo nella Sinistra la quale sostenendo l’inconciliabilità del dogma religioso con la
verità speculativa, finì per fare della filosofia uno strumento di contestazione razionale della
religione.
POLITICA
La Destra, rifacendosi alla polemica hegeliana contro il dover essere, sostenne l’identità ontologica tra
realtà e ragione e assunse un atteggiamento giustificazionistico e conservatore nei confronti
dell’esistente. La Sinistra interpretò il pensiero del maestro in modo dinamico, affermando che il mondo
costituisce un processo in cui ciò che sussiste è chiamato a farsi razionale. In tal modo la Sinistra finì
per concepire la filosofia come critica dell’esistente, ovvero come progetto di trasformazione
rivoluzionaria delle istituzioni politiche contemporanee.
IL ROVESCIAMENTO DEI RAPPORTI DI PREDICAZIONE
La filosofia di Feuerbach è mossa dall’esigenza di cogliere l’uomo e la realtà nella loro concretezza
ed ha come presupposto teorico una critica radicale dell’approccio idealistico – religioso del mondo.
Tale approccio consiste in uno stravolgimento dei rapporti reali esistenti tra soggetto e predicato, tra
concreto ed astratto. Mentre nella realtà effettiva delle cose l’essere si configura come il soggetto
originario, su cui il pensiero è predicato, ovvero l’attributo, nell’idealismo il pensiero si configura
come il soggetto originario di cui l’essere è il predicato. L’equivoco di fondo dell’idealismo è quello di
fare del concreto un predicato o un attributo dell’astratto anziché dell’astratto un predicato o attributo
del concreto. Dunque l’idealismo offre una visione rovesciata delle cose in cui ciò che viene
realmente prima figura come ciò che viene dopo e ciò che viene realmente dopo figura come ciò che
viene prima. Da ciò il suo programma di un’inversione radicale dei rapporti tra soggetto e predicato
istaurati dalla religione e dall’idealismo.
LA CRITICA ALLA RELIGIONE: DIO COME PROIEZIONE DELL’UOMO
Applicando la propria metodologia materialistica alla religione egli afferma che non è Dio (astratto) ad
aver creato l’uomo (concreto), ma l’uomo ad aver creato Dio. Infatti Dio non è altro che la proiezione
illusoria di alcune qualità umane, in particolare di quelle perfezioni caratteristiche della nostra specie
che sono ragione, volontà e cuore. Il mistero della teologia non è che antropologia in quanto
studiando Dio si studia l’uomo. E la religione, in quanto antropologia capovolta, costituisce la prima ed
indiretta autocoscienza dell’uomo. Appurato che Dio è l’essenza dell’uomo personificata e che
l’antropologia costituisce la chiave interpretativa della teologia e di tutti i misteri del cristianesimo,
rimane da vedere come nasce nell’uomo l’idea di Dio. Feuerbach tende ha porre l’origine dell’idea di
Dio nel fatto che l’uomo ha coscienza di sé non solo come individuo ma come specie. Mentre come
individuo si sente debole e limitato, come specie si sente infinito ed onnipotente. Da ciò la figura di Dio
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LA DESTRA E LA SINISTRA HEGELIANA

Alla morte di Hegel, i suoi discepoli continuarono a ispirare la cultura filosofica tedesca, nonostante le marcate divisioni esistenti tra i vecchi hegeliani e i giovani hegeliani. Si parla di Destra e Sinistra hegeliana per indicare i diversi atteggiamenti assunti dai discepoli di Hegel rispetto alla religione e alla politica.

RELIGIONE Per Hegel la religione è rappresentazione e la filosofia è concetto di una stessa realtà. Una dottrina del genere dava luogo a due impostazioni antitetiche: l’una propria di coloro che insistevano sull’identità di contenuto tra rappresentazione e concetto e che concepivano la filosofia come conservazione della religione ; l’altra propria di coloro che insistevano sulla diversità di forma tra rappresentazione e concetto che concepivano la filosofia come distruzione della religione. La prima posizione prese corpo nella Destra e finì per configurarsi come una scolastica dell’hegelismo , volta a utilizzare la ragione hegeliana al fine di giustificazione razionale delle credenza religiose. La seconda posizione prese corpo nella Sinistra la quale sostenendo l’inconciliabilità del dogma religioso con la verità speculativa, finì per fare della filosofia uno strumento di contestazione razionale della religione.

POLITICA La Destra, rifacendosi alla polemica hegeliana contro il dover essere, sostenne l’identità ontologica tra realtà e ragione e assunse un atteggiamento giustificazionistico e conservatore nei confronti dell’esistente. La Sinistra interpretò il pensiero del maestro in modo dinamico, affermando che il mondo costituisce un processo in cui ciò che sussiste è chiamato a farsi razionale. In tal modo la Sinistra finì per concepire la filosofia come critica dell’esistente, ovvero come progetto di trasformazione rivoluzionaria delle istituzioni politiche contemporanee.

IL ROVESCIAMENTO DEI RAPPORTI DI PREDICAZIONE La filosofia di Feuerbach è mossa dall’esigenza di cogliere l’uomo e la realtà nella loro concretezza ed ha come presupposto teorico una critica radicale dell’approccio idealistico – religioso del mondo. Tale approccio consiste in uno stravolgimento dei rapporti reali esistenti tra soggetto e predicato, tra concreto ed astratto. Mentre nella realtà effettiva delle cose l’essere si configura come il soggetto originario , su cui il pensiero è predicato , ovvero l’attributo, nell’idealismo il pensiero si configura come il soggetto originario di cui l’essere è il predicato. L’equivoco di fondo dell’idealismo è quello di fare del concreto un predicato o un attributo dell’astratto anziché dell’astratto un predicato o attributo del concreto. Dunque l’idealismo offre una visione rovesciata delle cose in cui ciò che viene realmente prima figura come ciò che viene dopo e ciò che viene realmente dopo figura come ciò che viene prima. Da ciò il suo programma di un’inversione radicale dei rapporti tra soggetto e predicato istaurati dalla religione e dall’idealismo.

LA CRITICA ALLA RELIGIONE: DIO COME PROIEZIONE DELL’UOMO Applicando la propria metodologia materialistica alla religione egli afferma che non è Dio (astratto) ad aver creato l’uomo (concreto), ma l’uomo ad aver creato Dio. Infatti Dio non è altro che la proiezione illusoria di alcune qualità umane , in particolare di quelle perfezioni caratteristiche della nostra specie che sono ragione, volontà e cuore. Il mistero della teologia non è che antropologia in quanto studiando Dio si studia l’uomo. E la religione, in quanto antropologia capovolta, costituisce la prima ed indiretta autocoscienza dell’uomo. Appurato che Dio è l’essenza dell’uomo personificata e che l’antropologia costituisce la chiave interpretativa della teologia e di tutti i misteri del cristianesimo, rimane da vedere come nasce nell’uomo l’idea di Dio. Feuerbach tende ha porre l’origine dell’idea di Dio nel fatto che l’uomo ha coscienza di sé non solo come individuo ma come specie. Mentre come individuo si sente debole e limitato, come specie si sente infinito ed onnipotente. Da ciò la figura di Dio

che è una personificazione immaginaria delle qualità della specie. Altre volte Feuerbach tende a scorgere l’origine dell’idea di Dio nell’opposizione umana tra volere e potere che porta l’individuo a costruirsi l’immagine di una divinità in cui tutti i suoi desideri siano realizzati. I greci avevano divinità limitate perché i loro desideri erano limitati. I desideri dei cristiani sono senza limiti e la loro divinità è infinita. Dio è l’ottavo cuore umano divenuto tempo presente. Altre volte egli vede la genesi primordiale dell’idea di Dio nel sentimento di dipendenza che l’uomo prova di fronte alla natura tale sentimento spinge l’uomo ad adornare quelle cose senza le quali non potrebbe esistere (aria, luce, acqua e terra).

LA CRITICA ALLA RELIGONE: ALIENAZIONE ED ATEISMO In Hegel l’alienazione era rappresentata dall’idea che si fa altro da sé, si fa alienante. Qualunque sia l’origine della religione è certo che essa costituisca una forma di alienazione dove con tale termine il filosofo intende quello stato patologico per cui l’uomo proietta fuori di sé una potenza superiore(Dio) alla quale si sottomette, anche nei modi più umilianti. Se la religione è il frutto di un’oggettivazione alienata e alienante, in virtù della quale l’uomo tanto più pone in Dio quanto più toglie a se stesso, l’ateismo si configura come un atto di onestà filosofica e come un vero e proprio dovere morale. L’uomo recupera in sé i predicati positivi che proiettato fuori di sé in quello specchio illusorio ed astratto della propria essenza che è Dio. Ciò che nella religione è soggetto deve diventare predicato. Non si può più affermare che Dio è sapienza ma che la sapienza è divina. Quindi il co mpito della filosofia non è più quello di porre il finito nell’infinito(risolvere l’uomo in Dio), ma quello di porre l’infinito nel finito e quindi di risolvere Dio nell’uomo. Così fa sì che l’ateismo di F. non è negativo ma presenta una nuova divinità: l’uomo.

LA CRITICA A HEGEL Se la religione è antropologia capovolta, l’h egelismo è una teologia mascherata o razionalizzata che costituisce la traduzione in chiave speculativa di tutto il filone teologico dell’Occidente. L’idea o lo Spirito di Hegel non è altro che un fantasma di noi stessi, frutto di un’astrazione alienante. E poiché Hegel rappresenta il compimento della filosofia moderna, la critica a Hegel equivale alla fondazione di una nuova filosofia incentrata sull’uomo: umanismo totale.

UMANISMO E FILANTROPISMO La nuova filosofia, la filosofia dell’avvenire delineata da F., ha la forma di un umanismo naturalistico : umanismo perché fa dell’ uomo l’oggetto e lo scopo del discorso filosofico; naturalistico perché fa della natura la realtà primaria da cui tutto dipende, compreso l’uomo. Il nucleo di questo umanismo naturalistico è costituito dal rifiuto di considerare l’individuo come astratta spiritualità , razionalità, per concepirlo piuttosto come essere che vive, soffre e avverte bisogni dai quali si sente dipendente. Un essere di carne e di sangue che risulta condizionato dal corpo e dalla sensibilità. Per Feuerbach la sensibilità non si riduce a un atteggiamento conoscitivo ma presenta una valenza pratica come dimostra il suo legame con l’amore, passione fondamentale che fa tutt’uno con la vita. L’amore è la passione che ha il potere di aprirci verso il mondo. Ammettere che l’uomo è bisogno, sensibilità e amore equivale ad ammettere la necessità degli altri, il fatto che l’io non può stare senza il tu. Da ciò il suo comunismo filosofico , ovvero la dottrina dell’essenza sociale dell’uomo. Da ciò traspare il grande amore per l’umanità di Feuerbach, la cui filosofia finisce per risolversi in una forma di filantropia. Dall’amore per Dio all’amore per l’uomo, dalla fede in Dio alla fede nell’uomo, dalla trascendenza all’immanenza : esito dell’ateismo positivo.

L’UOMO E’ CIO’ CHE MANGIA Nell’elaborazione del suo umanismo naturalistico, il filosofo prende le mosse dal materialismo illuministico. Di quest’ultimo non condivide l’idea della totale naturalità dell’essere umano. Egli non accetta quella riduzione dell’uomo a puro meccanismo fisiologico che stavano operando i medici