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Riassunto L'uomo dello schermo, Sintesi del corso di Storia Moderna

Riassunto L'uomo dello schermo

Tipologia: Sintesi del corso

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INTRODUZIONE
Weber e de Gaulle
Leadership carismatica di Weber
- Weber parla di 3 tipi puri di potere: 1 di questi è la leadership carismatica
3 punti di contatto tra Weber e l’esperienza di de Gaulle
1. È un potere che interrompe in modo radicale la continuità legale del sistema:
- la rottura avviene per l’incapacità del potere politico in carica di fronteggiare le ripetute crisi legate alla
decolonizzazione (ribellione algerina).
2. Il leader rappresenta il prodotto della crisi e il mezzo necessario per il suo superamento (momento
limitato e di transizione).
- Il processo di delegittimazione di de Gaulle è infatti cominciato con la regolazione della questione
algerina, dove fu chiaro che egli aveva intenzione di istituzionalizzare la presidenzializzazione.
3. Il leader deve superare continuamente le proprie prove, altrimenti il fallimento ne intaccherebbe la
reputazione.
- De Gaulle lo capisce e si propone a ogni scadenza elettorale.
I partiti di massa
- Nel 900 si affermano i partiti di massa, ed essi si proponevano come veicoli per orientare e inquadrare i
voti di ampie fasce dell’elettorato grazie alla propria organizzazione ed ai militanti.
- Nella democrazia dei partiti si ha dunque un duplice fenomeno:
1. L’elezione non consiste più nella scelta di una persona di fiducia ma la preferenza va anzitutto al partito
2. Si affianca al Parlamento, come sede di dibattito, la discussione democratica deliberativa del partito.
Mezzi di comunicazione di massa
- Si affermano come veicoli della personalizzazione del potere.
- La radio e la televisione conferiscono un carattere diretto alla percezione dei candidati alimentando la
personalizzazione politica.
- La discussione non è più riservata alle camere o ai partiti ma è portata direttamente di fronte al
pubblico.
- Il nuovo protagonista della deliberazione pubblica diventa il cittadino e la sede del dibattito diventa la
televisione.
De Gaulle e i media
- De Gaulle fu lungimirante nel comprendere l’importanza dei media: radio e televisione su tutti
- De Gaulle era un vero pioniere per aver agito e comunicato al di sopra dei partiti quanto al di fuori del
parlamento.
- Nel momento del suo ritorno al potere de Gaulle fece della radio e televisione lo strumento privilegiati
per restare in contatto con la nazione.
- La radio e la televisione giocarono un ruolo determinante nella costruzione della leadership gollista.
Contesto mediatico
- Il decennio gollista è caratterizzato da una trasformazione mediatica senza precedenti
- l’ascesa del mezzo televisivo è preponderante.
- la televisione si è affermata rapidamente come strumento politico di prim’ordine con un ruolo decisivo
nel progetto di ridefinizione istituzionale del ruolo presidenziale di cui il portavoce era de Gaulle nel
1958.
- De Gaulle era consapevole del potere dei media. Già con il celebre annuncio alla resistenza (18 Giugno
1940) dallo studio 4B della BBC di Londra aveva poi potuto rimanere in contatto coi francesi fino alla
liberazione, conquistandosi poi il soprannome di “Generalmicro’”.
-Quando tornò al potere nel 1958 decise di associare alla voce anche l’immagine.
V Repubblica e media
- La principale novità della V Repubblica in relazione ai media era di certo il loro utilizzo.
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INTRODUZIONE

Weber e de Gaulle Leadership carismatica di Weber

  • Weber parla di 3 tipi puri di potere: 1 di questi è la leadership carismatica 3 punti di contatto tra Weber e l’esperienza di de Gaulle
  1. È un potere che interrompe in modo radicale la continuità legale del sistema:
  • la rottura avviene per l’incapacità del potere politico in carica di fronteggiare le ripetute crisi legate alla decolonizzazione (ribellione algerina).
  1. Il leader rappresenta il prodotto della crisi e il mezzo necessario per il suo superamento (momento limitato e di transizione).
  • Il processo di delegittimazione di de Gaulle è infatti cominciato con la regolazione della questione algerina, dove fu chiaro che egli aveva intenzione di istituzionalizzare la presidenzializzazione.
  1. Il leader deve superare continuamente le proprie prove , altrimenti il fallimento ne intaccherebbe la reputazione.
  • De Gaulle lo capisce e si propone a ogni scadenza elettorale. I partiti di massa
  • Nel 900 si affermano i partiti di massa, ed essi si proponevano come veicoli per orientare e inquadrare i voti di ampie fasce dell’elettorato grazie alla propria organizzazione ed ai militanti.
  • Nella democrazia dei partiti si ha dunque un duplice fenomeno:
  1. L’elezione non consiste più nella scelta di una persona di fiducia ma la preferenza va anzitutto al partito
  2. Si affianca al Parlamento, come sede di dibattito, la discussione democratica deliberativa del partito. Mezzi di comunicazione di massa
  • Si affermano come veicoli della personalizzazione del potere.
  • La radio e la televisione conferiscono un carattere diretto alla percezione dei candidati alimentando la personalizzazione politica.
  • La discussione non è più riservata alle camere o ai partiti ma è portata direttamente di fronte al pubblico.
  • Il nuovo protagonista della deliberazione pubblica diventa il cittadino e la sede del dibattito diventa la televisione. De Gaulle e i media
  • De Gaulle fu lungimirante nel comprendere l’importanza dei media: radio e televisione su tutti
  • De Gaulle era un vero pioniere per aver agito e comunicato al di sopra dei partiti quanto al di fuori del parlamento.
  • Nel momento del suo ritorno al potere de Gaulle fece della radio e televisione lo strumento privilegiati per restare in contatto con la nazione.
  • La radio e la televisione giocarono un ruolo determinante nella costruzione della leadership gollista. Contesto mediatico
  • Il decennio gollista è caratterizzato da una trasformazione mediatica senza precedenti
  • l’ascesa del mezzo televisivo è preponderante.
  • la televisione si è affermata rapidamente come strumento politico di prim’ordine con un ruolo decisivo nel progetto di ridefinizione istituzionale del ruolo presidenziale di cui il portavoce era de Gaulle nel
  • De Gaulle era consapevole del potere dei media. Già con il celebre annuncio alla resistenza ( 18 Giugno 1940 ) dallo studio 4B della BBC di Londra aveva poi potuto rimanere in contatto coi francesi fino alla liberazione, conquistandosi poi il soprannome di “ Generalmicro ’”.
  • Quando tornò al potere nel 1958 decise di associare alla voce anche l’immagine. V Repubblica e media
  • La principale novità della V Repubblica in relazione ai media era di certo il loro utilizzo.
  • Il decennio tra la fine degli anni Cinquanta e la fine degli anni Sessanta costituisce un momento di transizione decisivo del mezzo televisivo che sancisce la rottura dinastica sul terreno della comunicazione e quello della legittimità politica, che conosce uno sdoppiamento.
  • All’assemblea rappresentativa si affianca un secondo tipo di legittimità che trova nei media e nel piccolo schermo una collocazione naturale ed obbliga i leader politici a comunicare continuamente per usufruire al massimo la legittimità politica.
  • Il piccolo schermo aiutò il generale (avente prestigio carismatico) a procurarsi il consenso di vaste masse.
  • La dichiarazione in occasione dell’annuncio della propria candidatura alle presidenziali del 1965 riconobbe il ruolo decisivo che la comunicazione aveva giocato durante il suo primo mandato all’Eliseo.

1. I MASS MEDIA IN FRANCIA TRA 1944-

1.1. Stampa e radio alla Liberazione Radio

  • Jean Guignebert , ministro dell’Informazione, per incoraggiare i soldati francesi, inizia le trasmissioni dagli studi di prova di Radio-Paris.
  • 22h31 del 20 Agosto 1944 la Marsigliese veniva trasmessa per la prima volta.
  • dopo 4 anni di asservimento al nazismo, la radio libera riuscì a informare i francesi e a far conoscere al mondo le notizie provenienti da Parigi.
  • 25 Agosto 1944 la capitale francese era liberata e de Gaulle non proclamò la nuova Repubblica in quanto non era necessario dichiarare decaduto il regime di Vichy perché esso non era mai esistito. Cambiamenti nei media
  • Nei 15 anni successivi (44-58) vi furono significative trasformazioni nel settore della stampa, dall’affermazione della radio fino alla televisione
  • Ci fu un ritorno massiccio dei capitali privati
  • Si assistette al riemergere di una tradizione di controllo e ingerenza governativa sui mezzi di comunicazione. Stampa nel periodo di Vichy
  • Se la radio non era esente da colpe, le accuse più gravi le ebbe la stampa.
  • Essa conobbe un forte declino etico e scese a compromessi morali conseguenti a promiscuità con i potentati economici.
  • L’ ordinanza del 30 Settembre 1944 definì i criteri che avrebbero sancito la soppressione dei giornali compromessi.
  • Punì i giornalisti del regime di Vichy e rese la Francia un caso singolare europeo. Le Monde
  • Novembre 1944 de Gaulle fondò il quotidiano “Le Monde”.
  • Quotidiano che potesse riflettere le posizioni del Ministero degli Esteri
  • La nascita del quotidiano fu gestita dal gabinetto di de Gaulle e dal ministero dell’informazione.
  • De Gaulle introdusse in direzione e in posti chiave della redazione alcuni fedelissimi della fase resistenziale. Stampa Regionale
  • Nel 1945 il paese pareva in preda a un’euforia informativa e le vendite raggiunsero e superarono gli standard del periodo precedente la guerra.
  • Regnavano però ancora le principali testate parigine.
  • crisi della stampa quotidiana : mortalità del 50% delle testate parigine.
  • le principali vittime furono i grandi quotidiani popolari, i giornali d’opinione e quelli comunisti
  • La ragione del calo era economica, soprattutto in virtu’ del costo troppo alto. Il prezzo di vendita dei giornali era salito dai 4 franchi (1947) a 15 (1951).
  • “Le Monde” denunciò come la libertà di stampa venisse limitata dal gioco di pressioni ed oppressioni economiche generate dall’inflazione.
  • Il problema era che l’intero sistema non era orientato verso la ricerca di una prosperità materiale necessaria alla sopravvivenza delle varie testate.
  • Vi fu persino un discredito generale della pubblicità, da cui i giornali francesi ricevevano in media circa il 20% delle loro entrate. Riposta alla crisi: depoliticizzazione e interventi privati
  • Depoliticizzazione generale della stampa francese, compresa quella regionale che aveva retto meglio l’impatto della crisi.
  • In poco tempo i quotidiani popolari e quasi tutti i quotidiani di provincia si conformarono a una neutralità dell’informazione, indispensabile per mantenere alte le vendite.
  • Il dato più significativo della crisi fu anche il progressivo rientro degli interessi privati.
  • Lo stato acconsentì al rientro di capitali privati nel settore (deregulation). Fallimento della Grande Stampa Nazionale
  1. Crisi dei grandi quotidiani di opinione ,
  2. depoliticizzazione generale
  3. e ingresso in forze dei gruppi industriali e della pubblicità
  • fecero fallire il progetto di una grande stampa nazionale svincolata dagli interessi economici.
  1. I periodici e la guerra d’Algeria Anni 50: la ripresa
  • Alla metà degli anni Cinquanta la stampa parve stabilizzarsi.
  • Quattro grandi quotidiani si stagliavano per le vendite:
  1. France-soir ,
  2. Le Parisien libere ,
  3. Le figaro , 4. L’Aurore 2 tendenze
  • In questa fase si ebbero due tendenze:
  1. L’ascesa dei settimanali illustrati (e di quelli femminili in particolare)
  2. Emergere di una nuova generazione di settimanali “impegnati” nel corso della fase di decolonizzazione, rappresentando insieme con “Le Monde” i veri e propri baluardi della libera informazione Settimanali illustrati e Stampa femminile
  • A risollevare le tirature furono soprattutto i settimanali popolari illustrati.
  • Un altro settore che mostrò di godere di ottima salute fu quello della stampa femminile (Le Petit Echo de la Mode, Elle), quanto per il filone sentimentale-romanzesco (Nous deux).
  • La stampa femminile rappresentava un vero e proprio caso editoriale. Nouvelle gauche: nuovi giornali impegnati
  • Vi era anche una giovane generazione di settimanali detti della “ nouvelle gauche ” ( L’express , France- observateur , Temoignage chretien ).
  • Erano diretti da una generazione giovane di giornalisti, avvicinatasi alla politica durante la Resistenza.
  • titoli che fondavano l’autorevolezza sul rispetto della verità e dell’obiettività dell’informazione e sulla volontà di mostrare che era possibile fare un giornalismo di idee al di fuori dei partiti.
  • Il loro pubblico era giovane, cittadino, buon grado di istruzione e professionalmente eterogeneo.
  • Il loro peso politico emerse appieno in occasione della crisi di Indocina, tra i pochi organi di stampa a pubblicare documenti censurati dalle autorità militari. Tutti e tre i settimanali si schierarono per il negoziato diretto e per il cessate il fuoco immediato.
  • La guerra di Algeria (1954-1962) avrebbe consolidato la fama di questi 3 settimanali che diventarono veri e propri alfieri della libera informazione (sentinelle della democrazia) delicate.
  1. Stampa e censura: il caso Mollet – “Le Monde” Censura in Algeria
  • Il controllo della stampa era retto da:
  1. la cosiddetta legge “dei poteri speciali” (16 marzo 1956) e
  2. dal decreto 56.276 (17 marzo 1956), autorizzante il governo o governatore generale di Algeria a prendere tutte le misure necessarie per controllare l’intero sistema dei mezzi di espressione.
  • In realtà erano le autorità militari in Algeria a sequestrare e censurare i giornali.
  • L’editore doveva stampare tre copie del giornale che venivano date a dei funzionari del ministero degli Interni, della Sicurezza nazionale e della Difesa. In caso di sequestro, si stampava una seconda edizione con le dovute modifiche.
  • Era un sistema che penalizzava finanziariamente i giornali, costringendoli alla censura preventiva
  • Le operazioni militari si inasprirono ed i sequestri si fecero numerosi, tanto che alcuni quotidiani sospesero la distribuzione in Algeria per mesi. Beuve-Mery vs Mollet
  • Il Presidente del Consiglio Mollet e Hubert Beuve-Mery (direttore di Le Monde) furono coinvolti in una
  • disputa circa il sequestro dei quotidiani.
  • Le Monde denunciava i crimini commessi dalle truppe francesi in Algeria portando a un inasprimento dei rapporti tra il leader socialista ed il direttore di Le Monde
  • Le Mond faceva pagare una copia 20 franchi per far fronte alle spese.
  • 9 Novembre 1956 :Il PdC Mollet obbligò Beuve-Mery a tornare al prezzo di partenza (18 franchi).
  • La prova di forza tra i due avvenne in due occasioni
  1. settimana di solidarietà con i bambini d’Algeria
  2. dossier di testimonianze - La disputa generò qualche grattacapo all’interno del suo partito, dove molti consideravano Le Monde il fiore all’occhiello della stampa francese.
  3. La politica si affaccia in televisione (1953-58)
  • Febbraio 1949: un decreto confermava il monopolio statale sul settore audiovisivo trasformando la Rdf (Radiodiffusione francese) in Rtf (Radiotelevisione francese).
  • 29 Giugno 1949 : in occasione del Tour de France, si lanciò la prima edizione del telegiornale.
  • Il tempo di trasmissione settimanale era di appena 20 ore e la programmazione era atta alla diffusione della cultura e del divertimento.
  • 2 Giugno 1953: in occasione dell’incoronazione di Elisabetta II d’Inghilterra si manifestò il battesimo del mezzo televisivo.
  • 8 Dicembre 1953: si aprì in parlamento il dibattito sul finanziamento del “piano di sviluppo e diffusione” del mezzo televisivo dove diversi deputati erano incerti circa l’aumentare le tasse sul mezzo radiofonico per finanziare l’installazione di apparecchiature televisive.
  • Molte voci vedevano il piccolo schermo come un vero e proprio strumento di acculturazione democratica, e si sottolineò il carattere inter-classista del nuovo mezzo. La TV rivela l’inefficienza della classe politica a Versailles
  • 17 dicembre 1954: la televisione riprese l’elezione del Presidente della Repubblica a Versailles.
  • Al regno dell’eloquenza parlamentare iniziò ad affiancarsi quello dei mezzi di comunicazione di massa.
  • Furono i presidenti del Consiglio i primi ad instaurare un contatto diretto con i cittadini.
  • I pionieri dei mezzi di comunicazione furono 3 capi del governo:
    1. Antoine Pinay ,
    2. Pierre Mendes France , 3. Guy Mollet
  • la loro esperienza instaurò un legame diretto tra leader dell’esecutivo e la nazione sia sul versante comunicativo (televisione) che su quello istituzionale (referendum, suff univ P.d.R.). 2.2.1 Antoine Pinay e la nascita di un “mito” L’elezione di Pinay
  • Il 1952 : momento di svolta.
  • crisi finanziaria e l’instabilità governativa (7 governi in 24 mesi),
  • 6 marzo 1952: il P.d.R. Vincent Auriol conferì il mandato a Loira Antoine Pinay (moderato)
  • Uomo politico sconosciuto al pubblico e industriale di professione, suscitò il sarcasmo della stampa.
  • Il messaggio di Pinay era volto a ristabilire un clima di fiducia diretto all’intera nazione; stipulava un vero e proprio contratto tra il P.d.C e i francesi.
  • La stampa accolse con favore il decisionismo del P.d.C che pareva determinato a reintrodurre l’etica della responsabilità nell’arena politica. Pinay e l’uso della radio
  • La principale novità introdotta fu l’ambizione di rivolgersi direttamente all’opinione pubblica con interventi radiofonici che volevano rassicurare il paese e presentare direttamente ai cittadini il programma del governo. Con linguaggio semplice e diretto, Pinay accreditò di sé l’immagine di “ anti-tecnocrate ” e “ anti-politico ”. Pinay e il prestito pubblico sull’oro
  • Aprile 1952: lanciò il programma di risanamento finanziario : un grande prestito pubblico “agganciato” all’oro.
  • Era stato elaborato direttamente dal capo del governo.
  • avrebbe infatti dovuto decretare il ritorno della fiducia nei risparmiatori Pinay e i pubblicitari
  • Pinay comprese l’esigenza di lanciare l’operazione in un clima favorevole.
  • Ricorse ai servizi del principale pubblicitario Marcel Bleustein-Blanchet , fondatore del colosso Publicis.
  • La campagna fu orchestrata nel senso di una personalizzazione inedita.
  • Pinay si convinse a scendere in campo in prima persona, accordando un’intervista esclusiva al popolare quotidiano “Paris-Presse l’Intransigeant”.
  • Bleustein-Blanchet suggerì a Pinay di mettere in atto una duplice strategia dal grande impatto psicologico:
  1. Mirava a far vestire al P.d.C. i panni dell’”uomo del popolo” e
  2. fece grande attenzione a rendere l’operazione più trasparente possibile.
  • La campagna mediatica andava nel senso della personalizzazione assoluta e il prestito era presentato dalla pubblicità e assimilato dall’opinione come un prodotto Pinay. Il successo del piano
  • Aprile 1952: calo dei prezzi repentino (mai visto nella storia)
  • Il successo fu dovuto alla presa di posizione ufficiale di un leader politico.

Popolarità di Pinay e sfiducia

  • La popolarità di Pinay non favorì la stabilità di un governo
  • Il parlamento cercava di liberarsi di un personaggio divenuto ormai troppo ingombrante. 2.2.2 La comunicazione di Pierre Mendes France
  • Giugno 1954: la crisi indocinese rafforzò il movimento antiparlamentare ed impose l’accesso al potere di un personaggio colmo di decisionismo: Pierre Mendes France.
  • interromperà il dialogo tra il P.d.C. ed il Parlamento.
  • Il primo quotidiano a farsi portavoce delle sue tesi eterodosse ispirate a un decisionismo inedito fu “Le Monde”. 2 decisioni per cambiare
  • Due decisioni mostrarono la volontà di Mendes di rompere con le tradizioni consolidate:
  1. trasferire i suoi uffici presso il ministero degli esteri , per sottolineare simbolicamente la sua missione diplomatica
  2. instaurare un rapporto radiofonico con la nazione ( ogni Sabato alle 20.00 ) Mendes e la comunicazione
  • Mendes ispirò la propria azione politica su 3 principi: “ scelta ”, “ azione ” e “ comunicazione
  • Obiettivo di Mendes era quello di generare familiarità nell’ascoltatore.
  • Emblematico fu il messaggio di Mendes da Ginevra , in quanto interruppe i lavori del negoziato per l’ Indocina per rivolgersi ai francesi.
  • Il grande talento comunicativo ed il decisionismo politico portarono in appena due mesi a risolvere i 3 principali nodi della politica francese (Indocina, Tunisia e Ced). Mendes, la popolarità e la sfiducia
  • Agosto 1954: l’indice di gradimento di Mendes restò costantemente sopra il 50%
  • Il dato importante è la natura transpartitica della sua popolarità. Pare per la prima volta essere in grado di superare lo storico dualismo destra-sinistra.
  • Mendes ebbe il plauso della diplomazia e della stampa internazionale.
  • il consenso conquistato nell’opinione pubblica si rivelò un’arma a doppio taglio e contribuì al deterioramento dei rapporti con il Parlamento che non sopportava la sfida alla propria legittimità
  • 6 febbraio 1955: venne sfiduciato dal Parlamento con la complicità di molti suoi compagni di partito. Mendes cambia il rapporto con i media
  • Con Mendes i mass media si elevano a strumenti di pedagogia civica.
  • Seppur sconfitto, questo esperimento aveva contribuito a minare le basi del dispotismo molle del parlamento in modo che l’opinione cominciasse ad apprezzare l’idea di essere governata da un leader. - Con la decisione dei partiti di allontanare un leader come Mendes, si sarebbe accelerata la crisi ed il discredito del sistema politico favorendo il ritorno sulla scena di de Gaulle. 2.2.3 Guy Mollet: la televisione entra a Matignon Mollet: precursore dell’uso della tv
  • A metà degli anni 50, si affiancano al Parlamento, come luoghi di discussione, le tribune mediatiche: la radio e la televisione.
  • la sua diffidenza verso i giornali francesi era nata dalla presa di coscienza:
    1. della corruzione del sistema informativo della III Repubblica
    2. 1892 : lo scandalo del canale di Panama portò alla luce una stampa lautamente finanziata che aveva evitato di svelare i dissesti finanziari della compagnia incaricata della costruzione del canale.
  • Dopo la WW2 de Gaulle si impegnò in prima persona nella ristrutturazione del settore
  • fondò il giornale Le Monde
  • comprese presto la vanità dei suoi sforzi al riproporsi di vecchie pratiche (corruzione) 3.1.2. de Gaulle: un avido lettore
  • la sua insofferenza non scalfì il suo interesse per la carta stampata.
  • I dirigenti dell’Rpf avevano il compito di informarlo circa l’eco data dai giornali circa le iniziative del partito e i suoi discorsi pubblici.
  • De Gaulle si convinse che la Stampa fosse contro di lui 3.2. La stampa e il ritorno del Generale 3.2.1. de Gaulle paranoico di merda
  • il Generale era convinto che la sua azione sarebbe stata contrastata da:
  1. mondo degli affari,
  2. stampa e
  3. intellettuali.
  • la stampa era stata tutt’altro che avversa al Generale
  • pur sottolineando i rischi del ritorno al potere del Generale la stampa non si schierò contro questa eventualità Insomma
  • aveva il sostegno sia della stampa regionale (anche socialista) che di quella nazionale
  • stampa comunista: unica oppositrice 3.2.2. la guerra in Algeria favorì il generale
  • L’Express era divisa a metà circa il ritorno di de Gaulle ma di fronte all’estensione della rivolta dall’Algeria alla Corsica e con l’ipotesi di una presunta operazione che avrebbe trasferito l’insurrezione nel cuore della madrepatria, la stampa cominciò a convergere verso il Generale.
  • La paura di questa possibile importazione della guerra civile contribuì a spostare definitivamente gli equilibri della stampa a favore del Generale. 3.3 De Gaulle e la stampa (1959-69)
  • La posizione della stampa risulta ambigua: neutrale
  • L’opposizione più determinata al gollismo venne dai 3 settimanali della “nouvelle gauche”.
  • L’atteggiamento della stampa quotidiana era assai meno omogeneo
  • 1959-1969: quadro complessivo della stampa era eterogeneo e sicuramente non ostile a de Gaulle.
  • Vi erano 3 tipologie di relazione tra il capo di stato e gli organi di stampa:
  1. Giornali di sinistra: duratura ostilità ( stampa comunista )
  2. Buona parte delle testate regionali: sostegno sostanziale alla politica gollista ( centrista-democristiana ) 3. Alcuni titoli: posizione di circospetta distanza non di parte. 3.4. Il distacco del Generale e l’attivismo di Debre’ 3.4.1. De Gaulle e i lavoratori della stampa
  • Il generale evitava ogni relazione con i professionisti della carta stampata.
  • Questa presa di distanza generava fastidio negli ambienti giornalistici nei confronti del capo dello stato.
  • De Gaulle aveva il timore che chiunque entrasse in contatto con la stampa si corrompesse 3.4.2. Debré e l’attivismo per la stampa
  • A tessere le relazioni con i giornalisti erano l’ufficio stampa dell’Eliseo e il Primo ministro.
  • Debré organizzava periodicamente a Matignon aperitivi e cene riservati dove invitava caporedattori o responsabili politici dei principali quotidiani nazionali. 3.4.3. Debré e il controllo sulla stampa
  • Non esitava a esercitare pressioni specie sui giornali ritenuti amici.
  • Debré dovette constatare che le difficoltà di un controllo governativo sulla stampa erano superiori a quelle sulla radiotelevisione.
  1. Cercò di garantire al governo il controllo dell’Agence France Presse (Afp) rivedendo lo statuto di autonomia concessogli nel 1957. Si convinse a bloccare il trasferimento di fondi pubblici necessari per il funzionamento dell’Afp.
  2. Cercò altresì di dotare il gollismo di un organo di stampa a grande tiratura. 3.4.4. Il disinteresse di de Gaulle
  • Gli sforzi non trovarono nel Generale il sostegno auspicato.
  • il Generale era più interessato a disporre in maniera monopolistica del mezzo televisivo. 3.5. L’ambiguità di un rapporto
  • Per de Gaulle la televisione era il mezzo per sfuggire all’accerchiamento dei “potentati” e per instaurare un rapporto diretto e privo di intermediari con la nazione.
  • Specialmente era utilizzato per rivolgersi alla nazione nei momenti di “crisi” come nel caso dell’emergenza algerina.
  • Vi furono diverse ambiguità di fondo nella logica gollista dell’informazione.
  • De Gaulle rinunciò a lanciare un grande organo di stampa gollista
  • rifiutò di garantirsi l’acquisto o il controllo di grandi testate attraverso suoi fedeli
  • nonostante divorasse ogni giorno decine di giornali disprezzava i professionisti della carta stampata.
  1. IL CONTROLLO POLITICO SULLA TELEVISIONE 4.1. Il TG del Generale
  • 1° Giugno 19598: de Gaulle diventa Presidente della Repubblica
  • Quella sera la televisione di stato dedicò il telegiornale alla corsa ciclistica Bordeaux-Paris.
  • 5 Giugno 1958 : le cose erano già cambiate. Il telegiornale trasmise per più di 18 minuti le immagini del viaggio del nuovo Primo ministro in Algeria.
  • In poche settimane si ebbe una rivoluzione nell’organigramma del settore “Informazione” dell’Rtf.
  • De Gaulle appare in tv con sempre maggiore invadenza - Il generale si rivolgeva in prima persona ai francesi attraverso i 3 telegiornali della giornata. 4.2. La questione dello statuto
  • Lo statuto dell’ Rtf (Ratio Televisione Francese) e il suo funzionamento erano regolati dal governo
  • Con il ritorno di de Gaulle la questione di un nuovo statuto della radiotelevisione era invocata da tutti come un rimedio al tradizionale monopolio governativo sull’informazione.
  • Gennaio 1959: il Generale incaricò Debré e Roger Frey di progettare un nuovo statuto capace garantire uno stretto controllo dell’informazione
  • 5 Febbraio 1959 : viene approvato il nuovo statuto che si articolava in tre parti principali:
  1. Concerneva la natura e le competenze del monopolio
  2. Riguardava la definizione giuridica del monopolio
  3. Riguardava il finanziamento dell’Rtf
  • il provvedimento deluse l’opinione pubblica e venne criticato dalla stampa.
  • D’ora in avanti il controllo sulla televisione si sarebbe svolto a più livelli coinvolgendo 3 figure politiche :
  1. Il ministro dell’Informazione
  2. Il Primo ministro
  3. Il presidente della Repubblica
  • La concezione che Debre’ aveva dei media era dicotomica:
  1. esigeva dalle radio periferiche e dalla stampa lealtà relativamente alla politica algerina del governo e rispetto della legge;
  2. riguardo la gestione statale di radio e televisione esercitava una ingerenza governativa soffocante 4.4.4. Debré controllore severo
  • L’esigenza imprescindibile era quella di essere completamente obbediti.
  • Le numerose sostituzioni ai vertici dell’informazione nei 3 anni di governo Debre’ furono prova inconfutabile del suo profilo da severo controllore.
  • la sua delusione rimaneva nell’impossibilità di vedere la radiotelevisione realizzare la sua missione del servizio pubblico in maniera “serena, nazionale, gollista”. 4.5. Il grande burattinaio del piccolo schermo
  • l’azione di De Gaulle sulla tv si dispiegava su 3 versanti:
  1. Disciplinare l’accesso al video da parte degli esponenti dell’esecutivo: La Francia doveva parlare a una sola voce: quella del presidente. Altre voci, oltre a quella del Primo Ministro, non erano gradite.
  2. Coordinare le strategie televisive della maggioranza durante le campagne elettorali: in occasione delle campagne elettorali definiva con precisione quali fossero gli esponenti dell’esecutivo o della maggioranza che dovessero apparire sul piccolo schermo
  3. Vagliare le nomine ai vertici dell’Rtf che venivano proposte da Palazzo Matignon: Circa le nomine dei responsabili del settore dell’informazione, il Presidente era attivissimo.
  • Il Presidente della Repubblica esercitava attraverso queste tre direttrici un controllo piuttosto discreto ma sostanziale sul mezzo televisivo.
  • Il suo profilo era quello di un decisore finale.
  1. IL GENERALE E IL PICCOLO SCHERMO 5.1. Il Generale di fronte alle telecamere 5.1.1. Prima apparizione televisiva
  • 13 Giungo 1958: il Generale viene ripreso da solo sullo schermo per la prima volta.
  • La prima performance televisiva del Generale fu tutt’altro che un successo. Si presentò all’apertura del TG delle 20 con occhiali e appunti alla mano, annunciando il futuro referendum istituzionale ed il lancio di un grande prestito pubblico. 5.1.2. I consigli di Blanchet
  • Successivamente ricevette dei suggerimenti dal pubblicitario Bleustein-Blanchet
  • il Generale adotto le seguenti modifiche per migliorare la sua immagine televisiva: **1. tolse gli occhiali
  1. imparò a memoria i testi
  2. ricevette lezioni di recitazione
  3. si fece truccare il viso** 5.1.3. Seconda apparizione televisiva
  • 27 Giugno 1958 : spiegò come i problemi da risolvere con urgenza fossero questi 3:
  1. l’ Algeria
  2. l’ equilibrio finanziario ed economico,
  3. la riforma dello stato. 5.1.4. La costanza del generale in tv e i 2 generi
  • Da quel giorno fino al suo ritiro dalla scena politica nell’Aprile del 1969 egli apparve in televisione 76 volte prendendosi il monopolio dell’immagine politica televisiva
  • istituzionalizza i generi in 2 forme:
  1. allocuzione
  2. conferenza stampa 5.2. L’opera d’arte del “general-micro’”: la conferenza stampa
  • si ispira alle conferenze stampa di Eisenhower
  • era la formula che consentiva al talento televisivo gollista di dispiegarsi al meglio.
  • appuntamento programmato con grande anticipo, 1 o 2 volte l’anno a cadenza stagionale.
  • si rivolgeva al palcoscenico internazionale ed era tenuta alla presenza di ambasciatori stranieri. 5.2.1. La prima conferenza stampa
  • 23 Ottobre 1958 : primo incontro con i giornalisti
  • A sorprendere gli osservatori fu soprattutto l’imponenza del decoro.
  • si svolgevano all’interno della sontuosa Salle des fetes dell’Eliseo.
  • La platea era composta per 2/3 da giornalisti della carta stampata, radio o televisione, sia francesi che stranieri. 5.2.2. Struttura della conferenza
  • Si divideva in due momenti:
  1. La conferenza cominciava con una introduzione di 15 minuti sull’attualità internazionale;
  2. conclusasi questa parte il Generale lasciava spazio alle domande dei giornalisti , rigorosamente concordate in precedenza.
  • con il passare degli anni il Generale rinunciò progressivamente alla finzione del botta e risposta.
  • La conferenza stampa diventò quindi una sorta di monologo presidenziale preparato in maniera minuziosa ed il testo della conferenza era tenuto segreto sino all’ultimo.
  • Nessuno poteva prevedere le intenzioni di de Gaulle e per questo molti assistevano alla conferenza stampa con trepidazione. - La conferenza stampa serviva ad offrire conferme e a ribadire concetti già espressi ed era di per sé un atto politico. Le conferenze stampa rappresentavano la grande messa del regime 5.3. Le allocuzioni televisive, arma segreta del Generale
  • 1958-1969: il Generale, con le sue allocuzioni, ha istituito un dialogo diretto con i francesi
  • l’allocuzione era utilizzata per fare il punto sull’ attualità politica interna.
  • Esse erano concentrate negli anni iniziali della presidenza e caratterizzati da:
  1. crisi algerina ,
  2. riassetto complessivo del sistema istituzionale
  3. dal frequente ricorso ai referendum
  • Esse diminuirono dal 1963 con la ripresa di una dialettica politica normalizzata 5.3.1. Le allocuzioni, Debré e i Ministri
  • Debré era informato preventivamente del contenuto delle allocuzioni e spesso suggeriva a de Gaulle come perfezionarle (es. in occasione della crisi algerina)
  • Spesso le allocuzioni annunciavano decisioni ignote ai ministri competenti. 5.3.2 Locazione e struttura delle allocuzioni
  • Le allocuzioni andavano in onda nel telegiornale delle 20 e 23 e delle 13 del giorno dopo.
  • I messaggi del capo dello Stato condizionavano l’intera programmazione televisiva.
  • I 40 mesi di governo Debre’ costituirono il periodo in cui la Costituzione della V Repubblica fu plasmata. - Debre’ nutriva troppa stima nei confronti del Generale e quindi non oppose la sua volontà 6.2. L’abbandono della divisa da “arbitro”
  • Il Presidente della Repubblica intendeva rappresentare il fulcro attivo dello stato e il vero capo dell’esecutivo, relegando il Primo ministro al ruolo di un “ secondo ”.
  • Debre’ difese le proprie prerogative con vigore e tenacia.
  • A sancire una decisiva riduzione delle prerogative del Primo ministro fu il progressivo monopolio dell’agenda politica da parte dell’emergenza algerina che contribuì a rafforzare il ruolo del capo dello Stato. 6.2.1. De Gaulle interviene nella crisi algerina
  • De Gaulle vedendo scarsi risultati nelle politiche estere di Debre’ nella crisi algerina, pose gli algerini davanti a 3 possibilità:
  1. la secessione ,
  2. la francesizzazione (associazione con la Francia)
  3. L’ autodeterminazione (determinava una soluzione nuova e non condivisa dal governo)
  • Il Presidente della Repubblica diventò i spiratore ed esecutore , incarnatore stesso della Francia.
  • Si riconosce la politica estera come dominio riservato all’Eliseo. 6.2.2. Verso la presidenzializzazione
  • Nel giro di qualche mese si edificò in Francia la forma di discussione politica dominata da una sola voce.
  • Questo monopolio dello spazio pubblico si tradusse in un rafforzamento effettivo del capo dello Stato all’interno di un quadro istituzionale
  • La “settimana delle barricate” e il ruolo centrale svolto in questa occasione da de Gaulle avrebbe fornito la conferma della progressiva presidenzializzazione del sistema. 6.3. L’allocuzione televisiva del 29 gennaio 1960 6.3.1. Insurrezione di Algeri
  • 24 Gennaio 1960: infuria l’insurrezione della popolazione europea di Algeri , infuriata per l’allontanamento del generale Massu (primo momento di aperto conflitto tra il Generale e gli ultras)
  • Il 25 gennaio: il Generale apparve in televisione per invitare i ribelli di rispettare l’ordine nazionale.
  • A capo del movimento c’erano Pierre Lagaillarde (deputato) e Joseph Ortiz (estremista di destra)
  • Debre’ si recò segretamente ad Algeri dove venne preso a male parole dai Generali e Colonnelli. 6.3.2. Allocuzione di de Gaulle
  • 28 Gennaio 1960: il delegato generale del governo Paul Delouvrier abbandona Algeri per sfuggire agli insorti.
  • 20.00 del 29 Gennaio: allocuzione del Generale.
  • Nei 18 minuti di riprese durante il telegiornale delle 20 il Generale si presentava seduto alla scrivania vestito in abiti militari rievocando la sua doppia natura di capo dello stato e di capo delle forze armate.
  • Annunciò l’autodeterminazione algerina.
  • La personalizzazione del discorso è elevatissima ed ai suoi interlocutori de Gaulle è intenzionato a mostrare come il capo dello Stato sia l’unico referente con cui trattare , la sola figura da obbedire, il responsabile ultimo delle decisioni.
  • L’appello fece una grande impressione ed i responsabili in Algeria ripresero fiducia. L’esercito avrebbe obbedito e rispettato gli ordini del generale. Il successo del discorso presidenziale fu quindi assoluto. - Un’opinione pubblica esausta testimoniava adesione totale al capo dello Stato.

6.4. Un presidente che governa 6.4.1 Accelerazione verso il Presidenzialismo

  • de Gaulle intendeva tradurre immediatamente il credito personale in un’evoluzione delle pratiche istituzionali e delle strutture stesse del potere.
  • In poco tempo fece una accelerazione in senso presidenzialista.
  1. Ottenne che il governo potesse legiferare per un anno attraverso ordinanze.
  2. Creò un comitato per l’Algeria che serviva ufficialmente per prendere assieme una serie di decisioni, ma di fatto per esprimere pareri e ricevere direttive.
  • In questo modo si affermava la supremazia assoluta del presidente della Repubblica.
  • Invocando il suo ruolo di massima autorità dello stato egli distruggeva la finzione costituzionale e nel 1960 il Primo ministro iniziò a provare fastidio rispetto alla forzatura istituzionale del PdR.
  • La strategia del Generale era volta:
    1. da un lato ad avviare contatti segreti con gli esponenti della ribellione algerina,
    2. dall’altro a instaurare attraverso il mezzo radiotelevisivo un dialogo diretto con la nazione 6.4.2. Allocuzione al FLN (Fronte Liberazione Nazionale (algerino)
  • 14 Giugno 1960: de Gaulle si rivolse direttamente ai dirigenti dell’Fln (Fronte Liberazione Nazionale (algerino)) e la sua offerta proponeva la fine ai combattimenti , avviando un negoziato di pace.
  • L’obiettivo del Generale era quello di ricostruire una solida base per le trattative di pace e di rinsaldare il legame con l’opinione pubblica liberale. 6.4.3. Il Ministero degli affari algerino e lo sconforto di Debré
  • La strada dell’indipendenza era aperta e de Gaulle
  • Il Generale sancì una nuova forzatura istituzionale: la creazione di un ministero degli affari algerini che non sarebbe stato posto sotto il controllo di Matignon.
  • Per Debre’ fu un colpo: la sua politica era fallita e il suo ruolo istituzionale era profondamente svalutato. 6.4.5 La strategia comunicativa di de Gaulle
  • Per raggiungere l’obiettivo la strategia gollista era la stessa di sempre: drammatizzare e personalizzare all’estremo la consultazione, attraverso tre discorsi televisivi pronunciati a scadenze ravvicinate alla vigilia del voto.
  • Ciò contribuì a fornire al PdR un ulteriore credito di autorità e prestigio utile per affrontare l’ultimo frangente della crisi algerina. 6.5. Il putsch di Algeri e la “vittoria del transistor” 6.5.1. Contestazione degli ultras e clima di terrore in Francia
  • La sola contestazione alla legittimità del potere gollista provenne minacciosa dagli ultras dell’Algeria francese.
  • All’ ipotesi di uno sbarco dei militari golpisti sulla madrepatria si sommarono voci prive di qualsiasi fondamento.
  • In una situazione drammatica quanto confusa il Generale appariva ai più come l’ultima salvezza. 6.5.2. Allocuzione di Domenica 23 Aprile 1960
  • L’annuncio di un suo intervento radiotelevisivo la sera di domenica 23 Aprile catalizzò l’attenzione di tutti sui due lati del mediterraneo.
  • 23 Aprile: Il Generale apparve in televisione nella sua uniforme militare con lo sguardo glaciale. La collera è trattenuta a stento da un volto irrigidito.
  • La riforma istituzionale era capace di offrire alla figura del presidente della Repubblica quella indispensabile legittimazione popolare.
  • Per il parlamento rappresentavano una sfida inaccettabile.
  • Ne sarebbe derivato un rafforzamento intollerabile del carattere monarchico del regime.
  1. Da un lato avevamo dunque de Gaulle, il suo partito e i suoi fedelissimi (Debre’ incluso),
  2. dall’altro tutte le altre forze politiche unite dietro al vessillo del parlamentarismo. 7.2. Il colpo di stato elettronico 7.2.1. Critiche mosse al Generale
  • Critiche che venivano mosse:
  1. alla proposta dell’elezione diretta del capo dello stato
  2. all’uso smodato della tv da parte del Generale
  • Paul Reynaud accusò de Gaulle di aver portato, con la tv, il cuore della polis fuori dal parlamento.
  • Il principale rischio legato all’elezione diretta del PdR era individuato nella temibile associazione tra il potere carismatico e il piccolo schermo.
  • Si denunciarono:
  1. la crescente passività di una nazione stordita dalla propaganda
  2. la rivendicazione di un paritetico accesso al mezzo televisivo
  3. necessità che il luogo deputato a ospitare il dibattito pubblico restasse il parlamento.
  • Il disequilibrio era evidente non solo sul piano del montaggio delle sequenze o dei servizi ma anche su quello matematico del tempo.
  • L’ Express accusa il Generale di essere l’autore del primo colpo di stato elettronico. 7.2.2. La campagna elettorale del ‘
  • Ottobre 1962: il governo venne rovesciato e la mozione di sfiducia approvata da 280 dei 480 votanti.
  • La frattura era netta:
  1. da un lato il Generale e i gollisti dell’Unr,
  2. dall’altro tutti i partiti, tutti i principali leader del panorama politico, tutti i sindacati, la maggior parte dei quotidiani nazionali.
  • Nelle due settimane di campagna elettorale la televisione si trovò al centro delle polemiche.
  • I giornalisti televisivi protestarono per la condizione di vassallaggio politico alla quale erano costretti.
  • Le polemiche sull’asservimento politico della televisione aumentarono di intensità alimentate soprattutto dai settimanali e da una stampa quotidiana che per la prima volta denunciava apertamente i soprusi mediatici del fronte governativo.
  • Il Generale, nel corso delle settimane precedenti il voto intensificò ulteriormente la frequenza delle sue allocuzioni ed agli altri partiti poco spazio per la propria campagna referendaria in televisione. 7.2.3. La Francia vota
  • 28 Ottobre 1962: Il voto popolare approvò la riforma proposta dal capo dello stato (62,25%)
  • In questo contesto de Gaulle non vinse con una maggioranza netta.
  • Nelle elezioni di Novembre vi fu una notevole polarizzazione del sistema in una sfida tra i gollisti e il cartello del “no”.
  • vinsero i gollisti e i grandi sconfitti furono i moderati e le destre.
  • Il gollismo vinse sancendo il consolidamento del regime.
  • Il Presidente e il governo avrebbero potuto contare su una maggioranza parlamentare e su un partito di maggioranza.
  • De Gaulle usciva come il vincitore di questo braccio di ferro, però aveva potuto farlo solo abbandonando il ruolo di presidente al di sopra delle parti e inchinandosi alla logica maggioritaria.
  • Le 12 allocuzioni televisive del 1962 elevarono il mezzo televisivo a fattore politico di prima grandezza. 7.3. L’onnipotente “telecrazia” gollista
  • 10 Gennaio 1963: Maurice Faure sottolinea l’importanza televisiva nella determinazione degli esiti elettorali e la necessità che il suo utilizzo fosse regolamentato
  • Il referendum e le elezioni legislativi contribuirono a radicare la convinzione che la televisione fosse un potentissimo mezzo di condizionamento dell’opinione pubblica.
  • Ricercatori cercarono di stabilire se ci fosse legame tra i voti e la visione della televisione, ma non si dimostrò alcuna correlazione. 7.3.1 SLI: Servizio interministeriale per l’informazione
  • Luglio 1963: il governo istituì il Servizio di collegamento interministeriale per l’informazione (Slii):
  1. Teneva aggiornati i responsabili dell’attualità radiotelevisiva circa l’attività di tutti i ministeri
  2. Agevolava un efficace coordinamento dell’informazione governativa
  3. Stabiliva un collegamento costante e diretto tra il governo e i principali organi di informazione
  • Essenzialmente era un organismo dedito a fornire alla radio e televisione di stato informazioni e scoop in anteprima.
  • La Slii fu criticata perché divenne simbolo dell’invadenza governativa sul settore informativo 7.3.2. Liberazione del sistema?
  • Il Generale avviò una prima liberalizzazione del sistema in vista delle elezioni presidenziali del 1965.
  • Le novità erano:
  1. definire gli obiettivi del servizio pubblico (compito di soddisfare i bisogni di informazione, cultura, istruzione, divertimento del pubblico).
  2. Cambio di nome da Rtf (radio televisione francese) a Ortf (Office radiodiffusion et television francaise)
  3. riorganizzazione dei poteri della dirigenza. Il ministro vide la propria autorità sostituita con una più generica tutela. Le sue funzioni di comando sarebbero state esercitate da due istanze supreme: consiglio d’amministrazione e direttore generale. 7.4. Verso le presidenziali del 1965
  • 31 Gennaio 1964: De Gaulle teorizzò espressamente in questa occasione la distinzione tra ambito “politico” e “politica” che restava il campo d’azione del Primo ministro.
  • Il Primo ministro aveva un ridotto margine di azione rispetto a un capo dello stato che si era arrogato il diritto di revocarlo a piacimento. I ministri erano semplici interpreti della volontà presidenziale. 7.4.1 Pierre Mendes France vs. de Gaulle
  • L’elezione presidenziale era un momento politico chiave.
  • Pierre Mendes France criticava la progressiva presidenzializzazione del regime e l’elezione a suffragio universale diretto del presidente della Repubblica.
  • Mendes-France incarnava il tradizionale anti-gollismo repubblicano che denunciava le istituzioni.
  1. LE TELE-PRESIDENZIALI DEL 1965 8.1. Fabbricare un candidato “Monsieur X” 8.1.1 L’opposizione e i media
  • La novità e l’incognita principale era rappresentata dal ruolo che avrebbe svolto la televisione.
  • Ogni candidato dispone di due ore di spazio televisivo e di due ore di spazio radiofonico.
  • Nel 1965 il bacino di telespettatori era enormemente aumentato rispetto a dieci anni prima
  • La necessità di sfuggire alla marginalizzazione subita nei primi anni della V Repubblica imponeva ai partiti di sinistra un adeguamento al nuovo scenario politico e all’evoluzione delle modalità comunicative che questo aveva promosse.