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Riassunto al computer del libro "La memoria del testimone" di Sartori, necessario per l'esame di Neuropsicologia Forense della magistrale di Psicologia Clinica
Tipologia: Sintesi del corso
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LA MEMORIA DEL TESTIMONE (Sartori) CAP. 1 – INTRODUZIONE Il mondo del processo e quello scientifico sono due mondi che parlano poco uno con l’altro, nonostante il fatto che il processo penale si occupi di temi sovrapponibili a quelli della psicologia cognitiva. Manca un aiuto a leggere le informazioni scientifiche che riguardano la memoria umana alla luce dei principi e delle regole del processo penale. I criteri con cui viene valutato il testimone in diversi sistemi penali sono coincidenti, soprattutto per quel che riguarda l’attendibilità intrinseca. CAP. 2 – ASPETTI METODOLOGICI GENERALI Il resoconto del testimone viene considerato in modi diversi nelle diverse tipologie di processo: ➢ Processo tributario Il testimone non è ammesso ➢ Processo civile E’ ammesso ma poco considerato; i margini di verifica che una delle parti ha per saggiare l’attendibilità del testimone nel processo civile sono ridotti, non c’è il controesame come nel penale; inoltre il testimone sa già su cosa verrà esaminato e cosa dovrà rispondere ➢ Processo penale Ha un ruolo importantissimo nella ricostruzione storica degli eventi. Uno degli aspetti più critici si ha quando il racconto del testimone non può essere verificato tramite riscontri oggettivi esterni. Una delle maggiori difficoltà del consulente è la comprensione dell’approccio convenzionalista del diritto, che si applica anche alla testimonianza. L’art. 196 del codice di procedura penale sancisce che “ Ogni persona ha la capacità di testimoniare ”, quindi che il testimone “sano” è credibile fino a prova contraria. Il comma 2 recita inoltre “ Qualora, al fine di valutare le dichiarazioni del testimone, sia necessario verificarne l’idoneità fisica o mentale a rendere testimonianza, il giudice anche di ufficio può ordinare gli accertamenti opportuni con i mezzi consentiti dalla legge ”. Sotto il profilo giuridico le dichiarazioni del teste sono da considerarsi autosufficienti. Inoltre, si assume che il testimone stia sempre ricordando quello che ha percepito senza prendere in considerazione quello che può essere successo successivamente al fatto, come le ripetizioni, il racconto e la discussione con terzi, la rilettura di dichiarazioni precedenti… queste condizioni però raramente si realizzano, il racconto del testimone è modulato da diversi fattori!! Al di là di ogni ragionevole dubbio => in un processo penale il dato scientifico viene interpretato in un processo decisionale basato sul principio BARD ( Beyond Any Reasonable Doubt ). Nel caso del ricordo del testimone esso deve essere tale da produrre una valida testimonianza (la validità indica la possibilità di ricostruire un fatto storico in modo da poter fondare su di esso un giudizio che soddisfi tale principio).le prove dell’accua vanno valutate come se l’imputato fosse innocente, cioè dubitando di esse e cercando di falsificrle. Il ragionevole dubbio però funziona anche per le ipotesi alternative della difesa. Per ragionevole si intende il dubbio che, correlato ai dati empirici acquisiti al processo, è in grado di confutare e mettere in crisi l’apparente coerenza formale del postulato accusatorio considerando una ricostruzione alternativa del fatto storico. Quindi il ragionevole dubbio è un’ipotesi alternativa, costuita sui medesimi dati processuali dell’ipotesi accusatoria, che ha una capacità di ridurre la probabilità soggettiva sotto quei livelli di soglia necessari per un giudizio di consapevolezza che si collocano in valori compresi tra 90 e 95%. Tutti i sistemi penali si fondano sul principio della presunzione d’innocenza.
Il processo penale può essere visto come un sistema diagnostico che deve individuare un fatto identificato come rato. Ha un certo tasso di errore, che tutti vorremmo ridotto al minimo; in particolare ci sono due tipi di errori: Il sistema penale è più accurato quanto meno errori produce. I due errori non hanno lo stesso peso, si ritiene che sia più grave condannare un innocente che assolvere un colpevole. La filosofia alla base del processo penale quindi non è neutra rispetto ai due tipi di errore: i falsi positivi devono essere ridotti al minimo anche a costo di un aumento dei falsi negativi. Ci sono due parametri che influenzano l’efficienza diagnostica del processo penale: Due ricerche:
Altri esempi: ✓ Assenteismo in azienda : il dipendente di un’azienda da un anno si ammalava il lunedì mattina e guariva il venerdì sera. Mediante un’analisi delle foto postate dai suoi amici su FB ricostruiscono che nei periodi in cui avrebbe dovuto essere a casa il soggetto era immortalato in foto che lo ritraevano a New York e in Romania. ✓ Abuso sessuale : una ragazza lamentava un abuso sessuale in discoteca e riporta al suo psicoterapeuta conseguenze psichiche tali da indurre lo specialista a diagnosticare un DPTS. Uno dei sintomi è l’evitamento di situazioni che possono anche solo lontanamente ricordare l’evento. L’analisi dei suoi like su FB mostra però come la sua attenzione sia focalizzata sui locali notturni, incompatibilmente con i sintomi riferiti. ✓ Ciclista : un ciclista, a seguito dell’abbandono inspiegabile al Tour de France, viene escluso dalla squadra ed il suo contratto viene reciso. La sua difesa si fonda sullo spiegare il suo comportamento come conseguenza di dissapori nella squadra. L’analisi OSINT permette invece di dimostrare che le reazioni impulsive di fronte ad un evento stressante sono uno stile comportamentale del ciclista, presenti sin dai suoi esordi e in contesti anche fuori dallo sport. In molti casi però questi riscontri oggettivi riguardano informazioni accessorie, periferiche, e questo lascia aperta la valutazione degli elementi centrali per la qualificazione del reato. Bisogna quindi basarsi sull’attendibilità intrinseca: le caratteristiche da tenere in considerazione sono spontaneità, verosimiglianza, precisione, costanza e reiterazione senza contraddizioni essenziali, coerenza logica e ragionevolezza, articolazione in molteplici e dettagliati contenuti descrittivi, completezza della narrazione dei fatti. È molto frequente nel caso di abusi sessuali, dove difficilmente ci sono riscontri oggettivi. La credibilità ammessa per una parte della dichiarazione accusatoria può non significare attendibilità per l’intera narrazione in modo automatico. Se la testimonianza è valutata con adeguate motivazioni, essa costituisce una vera e propria prova. Dalla giurisprudenza non si ricavano però indicazioni sulle procedure pratiche di valutazione, così come indicazioni su come la presenza eventualmente parziale si questi parametri debba essere considerata (ad esempio se ci sono buoni dettagli spaziali ma carenti dettagli temporali). Spesso vengono usati come sinonimi, ma hanno accezioni diverse: Credibilità = è riferita al testimone come persona, è una sua caratteristica personologica; un testimone poco credibile è, ad esempio, una persona che ha già reso falsa testimonianza; Attendibilità intrinseca = è riferita al contenuto narrativo prodotto dal testimone Accuratezza = si ha se il ricordo corrisponde a quanto il soggetto ha percepito; una sua valutazione può essere fatta solo se si sa cosa è stato effettivamente presentato; nel processo penale non si sa quale sia il dato vero; la valutazione che più si avvicina all’accuratezza è l’attendibilità estrinseca ATTENDIBILITA' INTRINSECA CREDIBILITA'
Un testimone credibile può non essere attendibile ed accurato. Oltre ad una valutazione strutturale del racconto l’attendibilità intrinseca si basa anche sul ragionamento inferenziale. Si può infatti pensare che, visto che il testimone racconta in maniera accurata i dettagli 1,2,3,4, tutti verificabili, allora anche il dettaglio 5, non verificabile, è da considerarsi vero. Questa è però una logica che ha scarsa accuratezza. Noi sappiamo che, fino a prova contraria, le affermazioni del testimone sono da considerarsi vere. Non significa che le deposizioni testimoniali non possano essere disattese se non quando risulti positivamente dimostrato il mendacio, ovvero il vizio di percezione o di ricordo del teste, ma che devono esistere elementi positivi atti a rendere plausibile l’una o l’altra ipotesi. A meno che il testimone non sia dichiarato incapace di rendere testimonianza, ogni testimone viene considerato un accurato ricostruttore della realtà. L’accuratezza del ricordo non deve quindi essere provata ma solo eventualmente confutata. Per valutarla il modo più semplice è usare riscontri oggettivi esterni. Questo approccio non distingue però tra individui diversi: sappiamo che la capacità di ricordare eventi autobiografici è diversa da soggetto a soggetto. La capacità del testimone di ricordare in modo accurato dipende da molti fattori, come la tipologia del fatto da ricordare. L’accuratezza nel ricordare un fatto puntiforme, localizzato precisamente nel tempo e nello spazio ed altamente significativo è diversa dall’accuratezza con cui vengono ricordate conversazioni od interazioni fra persone o fatti ripetuti nel tempo o potenzialmente interpretabili in modo diverso. CAP. 3 – LA MEMORIA DEL TESTIMONE E IL PROCESSO I dati scientifici sono il risultato di esperimenti scientifici. Si possono usare diversi metodi, ma la scelta migliore cade sempre sull’esperimento randomizzato, che consiste nel confrontare due gruppi (uno sperimentale e uno di controllo) a cui viene effettuata la stessa manipolazione escluso per una piccola variazione di cui vogliamo verificare l’effetto. Anche lo studio della memoria si basa su esperimenti scientifici. Il ricercatore può, ad esempio, esporre un numero elevato di soggetti all’informazione che sarà poi oggetto di ricordo. Successivamente si chiederà a soggetti diversi ad intervalli di tempo diversi di ricordare il dato oggettivo. Normalmente si assiste ad un peggioramento del ricordo all’aumentare del tempo. L’esperimento scientifico viene fatto per:
La sentenza relativa al processo di Perugia stabilisce che il Giudice che intende distaccarsi dal parere tecnico scientifico debba giustificare in modo tecnico il perché. Si sono stese delle Linee guida psicoforensi su questo tema. Qual è la strategia migliore? Dipende da se si è in una CTU civile o penale. Nel primo caso non si ha accesso diretto all’esperto, quindi egli non può essere sottoposto al controesame. Inoltre deve rispondere per iscritto, quindi può prendersi il tempo che vuole. Nel secondo caso invece l’esperto viene sottoposto a domande in forma orale alle quali deve rispondere oralmente e può essere applicata la tecnica del controesame. La procedura migliore comunque è quella di chiedere conto delle basi scientifiche che giustificano le affermazioni dell’esperto. La sentenza della Cassazione del 7 settembre 2015 sul caso di Meredith Khercher ci dice che, quando ci sono pareri scientifici contrastanti, la decisione deve essere motivata scientificamente. Il Giudice deve giustificare tecnicamente perché privilegia una spiegazione scientifica piuttosto che un’altra. Alcuni criteri Daubert sono di facile verifica, ma altri no. Come fa un non esperto a capire se una metodologia è considerata valida dagli esperti del settore? Ci aiuta la bibliometria , disciplina che misura l’impatto scientifico di uno scienziato o di un articolo scientifico. Ci si basa sul numero di citazioni, che si trovano facilmente su Google Scholar. Più un articolo è citato, più è valido. CAP. 4 – SINCERITA’, MENZOGNA E TRAVISAMENTO Inaccuratezza Un ricordo può essere inaccurato non solo perché il testimone mente ma anche perché piò avere ricordi inaccurati Menzogna Alterazione intenzionale del ricordo finalizzata a convincere l’interlocutore della verità della versione falsa per ottenere un vantaggio. Alterazione deliberata e consapevole del ricordo. Richiede un tempo mentale per verificare la tenuta della menzogna rispetto a prevedibili verifiche
Una menzogna è una risposta errata ma non tutte le risposte errate sono menzogne (possono esserci degli errori di ricordo). La menzogna ha due caratteristiche principali:
predisporre domande inaspettate mentre è più difficile farlo a dibattimento, soprattutto se il soggetto ha studiato bene la documentazione. Espressioni facciali => delle ricerche hanno dimostrato che non è semplice identificare un mentitore anche sulla base dell’analisi delle espressioni facciali. CAP. 5 – I MECCANISMI DELLA MEMORIA Il ricordo diventa meno accurato con il passare del tempo e il peggioramento è veloce nelle prime fasi per poi diminuire. I ricordi del testimone riguardano reati che sono eventi atipici, unici, che non rientrano nei normali ricordi autobiografici di un soggetto. In molti casi però i fatti riferiti sono confondibili con altri fatti simili a quello di interesse processuale (es un bambino che riferisce molestie sessuali nel contesto di azioni finalizzate alla pulizia da parte di un genitore): questa confondibilità influenza l’accuratezza del ricordo. In tribunale spesso viene chiesto ai testimoni di ricordare fatti successi anche anni addietro. Cosa dimostrano le ricerche:
1. C’è una sostanziale caduta dell’accuratezza del ricordo nei primi anni mentre negli anni **successivi c’è una stabilizzazione
▪ Cataloga il numero di informazioni corrette ed esatte prodotte dai 36 testimoni esaminati ▪ La percentuale di informazioni ricordate è molto variabile (2%-21%) ▪ La fedeltà della testimonianza varia notevolmente (33%-91%) ▪ I testimoni privi di psicopatologia non sono tutti uguali in termini di efficienza nella ricostruzione dei fatti Per valutare le capacità mnestiche si chiede al soggetto di ricordare fatti antecedenti e conseguenti del fatto di interesse verificabili, cioè riscontrabili da fonti esterne. Questi casi ci dimostrano come la metafora del testimone notaio della propria percezione sia lontana dalla realtà. Coerenza : nella pratica investigativa e processuale un testimone è chiamato a riferire sullo stesso fatto più volte. La presenza di incoerenze e di contraddizioni fra narrazioni in momenti diversi è un criterio per valutare l’attendibilità intrinseca del testimone. L’obiettivo finale del processo penale è di ricostruire i fatti storici con una sicurezza tale da poter fondare su di essa una condanna in base al principio dell’ “al di là di ogni ragionevole dubbio”. Ogni tipo di incoerenza dovrebbe essere indicativo di una globale inaccuratezza nel ricordo del testimone. Le incoerenze sono: Oblio
Spesso ci si basa sul grado di fiducia che il testimone ha della sua dichiarazione: il ricordo certo è considerato più accurato di uno incerto. Le ricerche però non confermano questa ipotesi. Ricordo di conversazioni : spesso il testimone è chiamato a testimoniare su conversazione avute con terzi: in Tribunale queste testimonianze sono considerate come quelle sugli eventi, ma in realtà sono più complesse. Bisogna ricordare:
Solitamente solo pochi aspetti centrali della testimonianza sono fondamentali per il processo; altri aspetti sono invece usati per validare il racconto. 2 componenti del ricordo autobiografico:
Alcol : Una meta-analisi dice che: Oltre ad un peggioramento del ricordo si possono osservare veri e propri blackout. Memorie sensoriali: spesso si ritiene che le memorie traumatiche siano vere e proprie cicatrici della memoria. In realtà possono essere influenzate da 5 fattori: Anche i ricordi traumatici, individuali o collettivi, possono essere incoerenti nel tempo. Il parlare di un evento con altre persone o la comunicazione dei media possono influenzare la memoria individuale e quella collettiva. Sono state identificate tre caratteristiche: a. La velocità con cui decadono rallenta dopo un anno b. La forte reazione emotiva elicitata dalle memorie sensoriali + ricordata peggio delle informazioni sull’evento c. Le informazioni sensoriali e sull’evento si stabilizzano dopo un anno Le memorie traumatiche sono caratterizzate da forte sicurezza che però non si traduce sempre in alta accuratezza. scadimento moderato della memoria in soggetti con lieve intossicazione alcolica peggioramento significativo del ricordo in soggetti con livelli elevati di intossicazione peggioramento nei dettagli periferici poca influenza sul nucleo centrale il peggioramento del ricordo si osserva anche quando il testimone torna sobrio si osserva sia nel ricordo libero che in quello sollecitato da domande di approfondimento attenzione ai media quantità di discussione residenza perdita e/o disagio personale intensità emotiva
Disturbo post-traumatico da stress ▪ Deve esserci l’esposizione ad un evento che ha determinato un pericolo di morte o di gravi lesioni o di grave minaccia all’integrità personale ▪ Condizione di paura associata a ri-esperienze dell’evento traumatico, ricordi intrusivi, automatici e disturbanti, alta reattività fisiologica ed evitamento degli stimoli che richiamano l’evento ▪ Difficoltà nel ricordare gli eventi centrali del trauma, sintomi di iperattivazione Il primo criterio pone il problema che non si può fare diagnosi di DPTS senza aver provato l’esistenza dell’evento. Se l’evento è il reato, non può essere considerato certo prima della sentenza!! Le ricerche hanno evidenziato come uno dei principali sintomi sia la compromissione della memoria autobiografica: esiste un sottotipo dissociativo in cui sono presenti alterazioni del flusso di coscienza, disturbi di memoria, riesperienze sensoriali marcate. In generale, la loro memoria autobiografica è ridotta e priva di dettagli. Per quel che riguarda il ricordo ci può essere completa amnesia , ricostruzioni disorganizzate dell’evento traumatico e intrusioni automatiche (flashback). Altre ricerche hanno però mostrato come si verifichi un fenomeno opposto, ovvero l’ ipermnesia (produzione di un numero elevato di dettagli, non sempre accurati). L’esposizione ad un evento stressante non determina però sempre DPTS; restano però delle memorie traumatiche. Si ritiene che la memoria di eventi traumatici sia più stabile nel tempo rispetto a quella di memorie non traumatiche, ma alcune ricerche hanno smentito questo. Normalmente nel valutare l’attendibilità intrinseca della dichiarazione e la credibilità del testimone si considera il ricordo traumatico come evidenza di qualità non essendo passibili di distorsioni, però come detto non è così. Bambini: ▪ Uno studio valuta gli effetti sulla memoria autobiografica di una visita medica dolorosa confrontata con una invece di routine. Conclusioni: ✓ Più il bambino è grande più ricorda sia la visita traumatica che quella di routine (la sua capacità di riferire aumenta con l’età) ✓ I bambini sottoposti a procedura dolorosa ricordando quantitativamente di più ma producono anche più errori ✓ Tutti i bambini ricordano solo una piccola parte dei dettagli ✓ Il numero di ricordi corretti era più elevato nei soggetti non sottoposti a visita dolorosa ✓ Il numero di ricordi errati è più elevato nei bambini traumatizzati Un problema ancora molto attuale è la disputa, nel mondo psicologico, tra chi crede che nel tempo possano riemergere memorie traumatiche rimosse e che siano affidabili e chi crede che invece esse non siano affidabili ( memory war ). Massima accuratezza : la si ha quando ci sono tutti i fattori che modulano positivamente l’accuratezza. poco tempo fatto atipico ≠ fatto routinario testimone adulto racconto libero e spontaneo
3. Checklist per la valutazione della memoria sensoriale ▪ Servono per valutare il tasso di sensorialità del ricordo **Vividezza Valenza emotiva Convinzioni sull’accuratezza Intensità emotiva Dettagli del luogo Distanza emotiva Accessibilità Dettagli di tempo Condivisione Reazioni viscerali Prospettiva in prima persona Prospettiva in terza persona
misura ricordi autobiografici. Rispetta i criteri Daubert ed è stato validato con numerose sentenze anche in Italia. CAP. 7 – L’AMNESIA PER IL CRIMINE L’amnesia lacunare psicogena è un sintomo patognomonico del disturbo dissociativo, condizione che generalmente genera un vizio di mente. Essa è un buco amnesico in corrispondenza di un preciso momento temporale di causa psichica e non neurologica. Può essere facilmente simulata. Ci sono percentuali molto elevate di questo fenomeno. La distinzione tra amnesia genuina e amnesia simulata non può essere effettuata con semplici colloqui clinici, bisogna usare metodiche quantitative (le stesse di prima).
IL MARITO TORNA A CASA E DICE ALLA MOGLIE CHE VUOLE IL DIVORZIO; LEI MINACCIA IL SUICIDIO. LA MATTINA DOPO LA MOGLIE VA A PRENDERE IL FIGLIO A SCUOLA, LO PORTA IN UN BOSCO E LO UCCIDE, POI SI COLPISCE L’ADDOME E PERDE CONOSCENZA. QUANDO SI RISVEGLIA RIFERISCE DI NON RICORDARSI NULLA. NON AVEVA AMNESIA RETROGADA AGLI EVENTI PRIMA DEL FATTO. DAI TEST EMERGE UN’AMNESIA ANTEROGRADA: SE CI FOSSE UN'AMNESIA LACUNARE NON DOVREBBE ESSERCI AMNESIA ANTEROGRADA. QUESTO DEPONE A FAVORE DI UN’ACCENTUAZIONE SIMULATORIA.