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Riassunto libro Bonilini, Sintesi del corso di Diritto Parlamentare

Riassunto libro per esame con professore Ceccanti

Tipologia: Sintesi del corso

2025/2026

Caricato il 15/01/2026

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ylenia-bisconti 🇮🇹

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Seconda Lezione - 24.09.25
Evoluzione dei sistemi elettorali
Le formule elettorali che vengono approvate dall'assemblea costituente hanno
alcune differenze significative, noi siamo abituati a sistemi identici fra camera
e senato, ma prima non era così. Il sistema storico camera è la fotocopia, di
quello con cui si votò per l'assemblea costituente, almeno fino al 1992. Era un
sistema quasi perfettamente proporzionale,c’era un primo livello di
assegnazione dei deputati nelle circoscrizioni pluri provinciali, tutti i voti non
usati finivano nel calderone nel collegio unico naizonale così non si sprecava
nulla e alla fine chi prendeva il 3% dei voti prendeva il 3% dei seggi. Sistema
fortemente proporzionale della camera dei deputati, anche detto metodo del
quoziente corretto a + 2 e\o imperiali. Viceversa al senato ci si fermava alla
regione per lassegnazione dei seggi, (come in Spagna e Portogallo), se ti
fermi ad ununità più bassa pochi seggi da assegnare in alcuni casi e i partiti
piccoli non prendono assolutamente nulla. Sistema basato sul Metodo di
calcolo DHondt. Meno proporzionale, premiati i partiti più grandi, d’altronde si
usava il divisore e non per il quoziente. I risultati erano diversi soprattutto in
seggi. Tutto ciò a partire dal 1948 ( si votava 21 anni alla camera e 25 anni al
senato).
Contrariamente a quanto normalmente accade, il contesto politico fece sì che
nel 1948 ci fu un risultato chiaro elettivo, con il partito De Gasperi riconfermato
dal popolo votante. Il contesto politico fece sì che quelle elezioni si
svolgessero in modo di voto bipolarizzato (solo alleanza orientale e
occidentale - sinistra vs centro)(DX non organizzata mente Sinistra bella
coesa). Vinse il centro con la democrazia cristiana. Problema. Si insedia il
parlamento nel 48 ma le condizioni politiche di bipolarizzazione vengono
meno. Nel 49 viene approvata la partecipazione dell' Italia allalleanza
atlantica, la scelta è già fatta e c'è una riorganizzazione della destra e il
sistema diventa tripolare. Perché nasce il movimento sociale italiano
sull'estrema destra e si organizzano o i partiti monarchici, che avevano perso
le elezioni, con la speranza di arrivare ad una monarchia. C'è una situazione
di Sinistra -Centro e Destra. Come si fa ad avere un risultato che consente di
governare? Nessuno si può alleare con un altro. Per i Comuni e le province
c'era sistema di maggioranza tutti daccordo - a prescindere tutti e tre
avrebbero vinto un po di comuni ovunque ( Sinistra centro - DX sud - Centro
a Nord etc). Il problema è che a livello nazionale i rapporti di forza erano tali
che se mettevi un premio si sapeva già chi vinceva: Il centro era molto più
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Seconda Lezione - 24.09.

Evoluzione dei sistemi elettorali

Le formule elettorali che vengono approvate dall'assemblea costituente hanno alcune differenze significative, noi siamo abituati a sistemi identici fra camera e senato, ma prima non era così. Il sistema storico camera è la fotocopia, di quello con cui si votò per l'assemblea costituente, almeno fino al 1992. Era un sistema quasi perfettamente proporzionale,c’era un primo livello di assegnazione dei deputati nelle circoscrizioni pluri provinciali, tutti i voti non usati finivano nel calderone nel collegio unico naizonale così non si sprecava nulla e alla fine chi prendeva il 3% dei voti prendeva il 3% dei seggi. Sistema fortemente proporzionale della camera dei deputati, anche detto metodo del quoziente corretto a + 2 e\o imperiali. Viceversa al senato ci si fermava alla regione per l’assegnazione dei seggi, (come in Spagna e Portogallo), se ti fermi ad un’unità più bassa pochi seggi da assegnare in alcuni casi e i partiti piccoli non prendono assolutamente nulla. Sistema basato sul Metodo di calcolo D’Hondt. Meno proporzionale, premiati i partiti più grandi, d’altronde si usava il divisore e non per il quoziente. I risultati erano diversi soprattutto in seggi. Tutto ciò a partire dal 1948 ( si votava 21 anni alla camera e 25 anni al senato).

Contrariamente a quanto normalmente accade, il contesto politico fece sì che nel 1948 ci fu un risultato chiaro elettivo, con il partito De Gasperi riconfermato dal popolo votante. Il contesto politico fece sì che quelle elezioni si svolgessero in modo di voto bipolarizzato (solo alleanza orientale e occidentale - sinistra vs centro)(DX non organizzata mente Sinistra bella coesa). Vinse il centro con la democrazia cristiana. Problema. Si insedia il parlamento nel 48 ma le condizioni politiche di bipolarizzazione vengono meno. Nel 49 viene approvata la partecipazione dell' Italia all’alleanza atlantica, la scelta è già fatta e c'è una riorganizzazione della destra e il sistema diventa tripolare. Perché nasce il movimento sociale italiano sull'estrema destra e si organizzano o i partiti monarchici, che avevano perso le elezioni, con la speranza di arrivare ad una monarchia. C'è una situazione di Sinistra -Centro e Destra. Come si fa ad avere un risultato che consente di governare? Nessuno si può alleare con un altro. Per i Comuni e le province c'era sistema di maggioranza tutti d’accordo - a prescindere tutti e tre avrebbero vinto un po’ di comuni ovunque ( Sinistra centro - DX sud - Centro a Nord etc). Il problema è che a livello nazionale i rapporti di forza erano tali che se mettevi un premio si sapeva già chi vinceva: Il centro era molto più

forte di SX e DX. Chi vince vuole cambiare la legge mentre chi perde no - Problema legge del 1953, Il centro vede questa situazione ed un'eventuale parlamento senza maggioranza. Il centro propone una legge di maggioranza per la sola camera. Al senato sapevano che avrebbero vinto c’era quindi la necessità era la camera. Il premio viene approvato ma con una condizione altissima: dovevano prendere 50% + 1 per arrivare ai 2/3 dei seggi. Si scatenò una battaglia forte e non scattò il premio per 20.000. voti. Sembra che il realtà con il riconteggio delle schede sarebbe scattato ma non si cambiò nulla. Il premio non scattò. La legislatura 53\58 è debole, il governo di de Gasperi VII muore sul voto di fiducia iniziale. Votano sotto SX e DX e cade. Solo nel 1953 si votò solo per la camera con un possibile premio che non scattò. Alla camera c’erano numeri molto ballerini e da qui una sequenza di governi, fra cui primo governo presidenziale, in cui si nomina un outsider totale e lo manda al parlamento. Governo scelto dal PDR. La situazione si sblocca verso la fine della legislatura in seguito all’invasione sovietica dell’ungheria 1956- Si separano socialismo e comunismo, socialismo CONTRO invasione US, Comunismo a favore. La maggioranza di governo avrebbe potuto allearsi con il socialismo e dunque Il premio si toglie -evitare. Dalle elezioni del 1958 si ritorna al sistema tradizionale. Dopo alcuni sussulti, nei primi anni 60 si hanno partiti di SX con il centro. La formula di centro-sx a partire dagli anni 60 fino ai 70 e succede a quella di centro. Dopodiché, nel 76/79 le maggioranze di governo si estendono anche ai comunisti. Emerge allora il tema di trovare nuovi assetti elettorali/istituzionali - 1983/ 1985 - Commissione Bozzi. Si inizia a discutere perché la formazione dei governi era caotica, non essendo possibile l’alternanza di governo e quest’ultimo trovava una sua stabilità nel far ruotare sempre gli stessi soggetti. La regola fino al 1983 era che i governi potessero durare massimo un anno perché così ognuno dei capi del governo del partito di maggioranza relativa doveva fare il premier durante la legislatura. Per non accentrare il potere, in un partito confederale come la DC, ogni capo doveva fare il premier e non il segretario del partito, cosa che è invece la normalità nei sistemi elettorali. Dopo il declino della DC, la situazione varia perché anche gli alleati di governo, pur avendo pochi voti, volevano avere alternanza nella presidenza. Ci si trova allora Spadolini che con il 3% dei voti diventa presidente del consiglio. I primi due partiti, DC e Socialismo litigavano, e allora si prende il terzo partito.

1- FEBBRAIO 1995 - LEGGE TATARELLA - chi arriva primo prende una maggioranza assoluta in seggi (55% dei seggi) non c’era l’elezione diretta del Presidente. c’era un listino e il candidato doveva poi essere confermato dal Consiglio, in sostanza non era diretto. Ad esempio nel Lazio se si cerca si trova Badaloni vince, ma lui era solo indicato, fu poi riconfermato come presidente del consiglio nella prima seduta, c’era un'indicazione ma non un’elezione diretta. Non c’era tempo, si votava a febbraio e poi ad aprile e non si poteva cambiare la costituzione né cambiare la norma con quella nucleare. Che succede? Siccome in Costituzione non c’era scritto quanto duravano i consigli regionali, la legge aveva stabilito una durata di 5 anni. Allora si inventò una legge, la norma antiribaltone: se nei primi 2 anni c’è una crisi, si può cambiare dopo due anni. Se succede dopo, si aveva carta bianca. Ovviamente cosa accade? Nel primo biennio non ci fu nessuna crisi. Passata la mezzanotte del primo biennio caddero tutte e giunte: io che ero candidato sindaco e non sono stato eletto e sono membro del consiglio butto giù la giunta, tanto poi il consiglio sarebbe durato 5 anni. Motivo per cui nel 1999, a partire poi dal 2000, la forma di governo fu allineata a quella dei comuni. Dal 2000 c’è quindi l’elezione diretta dei presidenti regionali, vera e formalizzata e il meccanismo della doppia arma nucleare, che hanno l'assemblea e il vertice dell’esecutivo. Da allora tutte le legislature durano solitamente 5 anni. QUINDI NEI COMUNI TUTTO FATTO NEL 1993 E NELLE REGIONI NEL 1999. Per le regioni nella Costituzione è previsto di cambiare forma, ma nessuno lo ha mai fatto. Per i comuni era anche stato introdotto, sin dall’inizio, di avere il tetto dei due mandati perché si riteneva che si sarebbe potuti giungere ad un accentramento di potere eccessivo. Come in molti altri casi di democrazie consolidate si mise il tetto, in verità solo per due mandati consecutivi, a dire il vero puoi pure presentarti per due mandati e tornare in seguito, si parla di consecutività. Nel 2000 si fece l’elezione diretta e si stabilì che da lì in poi la legislazione elettorale dovesse essere concorrente: lo stato fa i prinicipi mentre la regione fa le regole pratiche\i dettagli (in Campania si vota con una legge, in Toscana con un’altra etc). Nel 2004 si è fatta la legge sui principi e si è pensato che, visti i max. 2 mandati per i sindaci dei comuni più piccoli, figuriamoci per i Presidenti di regione con poteri più elevati; motivo per cui si introduce il divieto di terzo mandato consecutivo.

La domanda era: una volta che lo stato fa il principio, scatta subito o accade quando la regione lo recepisce? Se scatta subito, vuol dire che chi viene eletto nel 2005 e rieletto nel 2010 e non si può candidare nel 2015. Se scatta quando viene recepito si gioca a non riceverlo e allora non si applica. E’ il caso di De Luca vs il governo. De Luca fa una legge che lo recepiva ora, così il primo mandato era il prossimo, mentre la fa era azero. Il Governo impugna la legge. Si va alla Corte Costituzionale e dice che il principio fu effettivamente chiaro, diceva proprio ora quindi non era a zero mandati. Ovviamente De Luca non si può ricandidare. I dibattiti proseguono perché il Presidente della provincia autonoma di Trento pensa bene di fare tre mandati, essendo regione a statuto speciale. Il Governo ha impugnato anche questa, si tratta di materia di elettorato passivo, è diritto fondamentale, i limiti sono gli stessi a livello nazionale. Solitamente non si sa come finirà, ma in questo caso lo si può prevedere, è successa la stessa cosa per i sindaci in Sardegna, che idem volevano tre mandati.

Evoluzione leggi parlamentari Il vero problema è che le leggi per il parlamento nazionale sono cambiate diverse volte.

1 - MATTARELLUM (VARATE DALL’ATTUALE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA) Prevedevano:

  • ¾ di collegi elettorali maggioritari uninominali (75%)
  • ¼ collegi di recupero proporzionale (25%)

Come ci si arrivò? Rivedi legge del Senato del 1948 lezione 1 La legge mattarella viene utilizzata nelle elezioni del 1994,1996 e nel 2001. Nel 1994, c’era differente nelle classi di elettori fra Camera e Senato (18enni votavano solo alla Camera e non al Senato, ultime elezioni escluse.) Nel 1994 Berlusconi vinse bene alla Camera e prese una maggioranza larga, mentre al Senato era lì lì, Scognamiglio del CDX vinse per un voto. Era una Camera contorta, con una maggioranza beincolante. La legge Mattarella non obbligava a coalizioni omogenee sul territorio, Berlusconi a nord roma fece alleanza solo con la lega mentre a sud di Roma si alleò con Alleanza Nazionale, ma in nessun collegio le due alleanze erano insieme, CI volle perciò parecchio a far partire il governo: bisognava mettere insieme due partiti mai alleati prima. (La lega fa cadere il governo poi.) Nel 1996 succede il contrario: Romano Prodi vince ampiamente al Senato mentre alla camera dipende dall’appoggio esterno di Rifondazione Comunista.

  • chi vince alla Camera si ferma al 55% (loro rischiavano il 60)
  • elimino il premio a livello nazionale e introduco premi regionali. perchè? MI E’ SUFFICIENTE A QUEL PUNTO VINCERE NELLE SOLE TRE REGIONI CON PIU’ SEGGI: SICILIA - VENETO E LOMBARDIA

La legge Calderoli usata per la prima volta nel 2006 ha come risultato un governo in piedi per 2 anni, fino al 2008. Perché? Funziona il meccanismo a regione - loro stravincono alla camera ma al senato sono deboli, si balla per 1\2 seggi. Infatti durano due anni.

Berlusconi vince ben nel 2008 grazie ad un impopolarità del governo. Nel 2013 si vota di nuovo ma il sistema si è tripolarizzano, emerge il M5S. Per pochissimi voti la coalizione di CSX guidata da Bersani si piazza davanti al M5S e al CDX. Con meno del 30% dei voti Bersani prende il premio del 54% dei seggi. Il paradosso: Calderoli fece la legge per non far prendere il 65% al CSX che si aggirava attorno al 60% e ora è costretto a cederlo ad una coalizione che non arriva nemmeno al 28%. Il Senato era ingovernabile, i premi regionali scattano alle tre coalizioni diverse e ci fu, dopo la ri-elezione di Napolitano, una coalizione guidata da Letta fra il CSX e il CDX. La legge arriva alla CC, che non può accettare il 54% dei seggi al 28% dei voti. Viene esaminato il premio come irragionevole, produceva risultati abnormi. La corte dice FATE VOBIS, ma il premio viene tolto così come i premi al Senato, illogici perché si annullavano a vicenda.

Periodo legge Italicum di RENZI - inutilizzata. Renzi riprende il premio lo fissa al 40 per il 55%. In caos non si raggiunga c’è lo spareggio. La CC dice che il premio di Renzi va bene ma toglie il secondo turno al ballottaggio, anche perché c’era il divieto di fare poi coalizioni. Nel frattempo ci fu un referendum che stabilì che fra Camera e Senato debbano avere la fiducia, si necessita di risultati altrettanto omogenei.

Legge elettorale Rosato - 2018 e 2022. in vigore prevede: ⅝ di proporzionale con liste bloccate ⅜ di collegi uninominali Era stata pensata nel quadro tripolare e per far poi formare coalizioni post elettorali, fondamentalmente non si voleva far vincere nessuno. In effetti nel 2018 la legge funziona perché nessuno vince chiaramente e con ⅝ di proporzionale che è l’elemento dominante io ho seggi sparsi. Difatti ci fu: Nrd Destra - M5S Centro (CONTE I - CONTE II - DRAGHI).

Nel 2022 le cose sono andate all’opposto perché qualcuno ha stravinto le elezioni con il 60% dei seggi. Ma questo, più allaa bravura di chi è andato prima, dipende dalla propenione al suicidio degli altri. Se ti dividi in tre tutti i collegi sono vinti dal primo. Rivotare con questa legge, se i poli diventano due e tra l’altro i seggi al senato sono scesi a 200, è un problema serio per tutti DIRETTAMENTE NO VINCEREBBE NESSUNO!! CHI ARRIVA PRIMO PRENDE QUASI QUANTO I SECONDO. Il dibattito è aperto. In Italia se nessuno viene eletto si fa il governo tecnico, che altro che non è che una coalizione tra il primo e il secondo partito che è coperta dalla figura del Presidente della Repubblica, perché che figura ci fanno i primi due partiti rispetto al popolo votante a vederli alleati con nemico?

Restiamo in attesa.

TERZA LEZIONE. 1.10.

Professoressa Frosina - La Catalogna

Perché ci interessa? E’ una delle regioni europee politicamente e economicamente più vitali. Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento che merita essere studiato dal punto di vista del diritto parlamentare e comparato. In Catalogna la prima elezione democratica per un parlamento regionale è avvenuta nei primi anni 30, quando in Spagna c’era la Seconda Repubblica (1931-1939) a cui subentrò la dittatura franchista subito dopo il periodo della guerra civile .Ci fu una sola elezione nel 1932, in cui vinse il partito indipendentista, republiccano e di SX, ERC (SINISTRA REPUBBLICANA DI CATALOGNA). Dopo la fine della guerra civile e della creazione del sistema autoritario nel 1939 si sono fermati dei governi in esilio, in particolar modo un governo regionale in esilio, che si basava sulla legittimità ed era guidato dall'esponente del partito democratico che aveva trionfato alle lezioni nel

  1. Cosa succede poi quando noi arriviamo alla transizione democratica? In Spagna questo accade solo 50 anni fa, con la morte del generale Franco che avviene il 20 novembre del 1975 a Madrid. Inizia poi una fase di transizione importante. Dopo che la SPagna ha votato democraticamente in elezioni generali\politiche, il capo del governo Adolfo Suarez(confermato durante la transizione) decide di nominare come presidente provvisorio quello che era in esilio, quasi riconoscendo che chi avesse perso la guerra avesse in realtà ragione. Era Tarradellas, presidente di governo in esilio, del governo regionale. SI fa un governo con tutti i partiti che deve approvare uno statuto di

SPIEGAZIONE

Art.2 : stabilisce che la Costituzione si fonda sull'indissolubile unità della Nazione spagnola, patria comune e indivisibile di tutti gli spagnoli, e riconosce e garantisce il diritto all'autonomia delle nazionalità e delle regioni che la compongono.

In questo articolo c'è la distinzione fra nazionalità storiche e regioni, la quale però non ha trovato un’ampia attuazione giuridica nel testo costituzionale, è divenuta piuttosto recessiva nell’evoluzione del regionalismo spagnolo, è divenuta un elemento identitario più che un fattore di asimmetria giuridica. Questo perché l’asimmetria era destinata ad essere superata e questo ce lo spiegano gli articoli 143,148,149 e 151 del titolo VIII della Costituzione Spagnola che delineano il tipo di stato fra centro e periferia. A differenza di quello italiano, il regionalismo spagnolo non è obbligatorio, nel senso che la Costituzione non prevede la suddivisione del territorio in regioni, bensì delle procedure diversificate per consentire agli enti territoriali di costituirsi in comunità autonome e di accedere all’autogoverno. In particolare ha previsto tre diverse procedure:

1- una semplificata per le nazionalità storiche che si dan subito sono riuscite a conseguire il livello più avanzato di autogoverno previsto dalla Costituzione spagnola secondo l’articolo 149 (che disciplina il riparto di competenze fra lo stato e nazionalità autonome );

2 - art.143 procedura semplificata per i territori che avessero voluto riunirsi in comunità autonome e raggiungere quel livello di autogoverno meno avanzato di autogoverno, cioè quanto stabilito dall’art.158;

3 - procedura (151) i territori, non nazionaità storiche, che avessero voluto seguire una procedura più complicata per arrivare al livello di autogoverno più avanzato(art. 149 )lo avrebbero potuto fare, nella prassi soltanto l’Andalusia lo ha fatto.

Questa differenziazione iniziale era destinata a cambiare, perché l’art.148, prevedeva che anche le comunità ordinarie, cioè quelle che avevan avuto accesso al livello meno avanzato di autogoverno, entro cinque anni, tramite la riforma dei propri statuti di autonomia raggiungere il livello più avanzato. Perché allora è asimmetrico? Cioè è il modello per eccellenza, perché? Esso non si limita a questo diverso livello di competenze ma ci sono altri due elementi di asimmetria ovvero un’autonomia fiscale speciale per il paese Basco e la Navarra e poi anche nelle simmetrie generalizzate, previste dalla costituzione, che riconosce ad esempio i simboli\bandiere\diritti civili\lingua etc… Tutto ciò descrive il modello autonomico che ad oggi sta nell’

art.149, oltre a delle materie di competenza esclusiva integrale dello stato, come ad esempio relazione internazionale dell’immigrazione, competenze condivise tra stato e autorità autonome e competenze di materia concorrente etc…

C’è poi articolo 150.

Come si è evoluto poi? Gli studiosi parlano di tre o quattro fasi

La prima fase di sviluppo dello stato autonomico che va dall'entrata in vigore della Costituzione fino ai primi anni 80, in cui c’è una marcata tendenza all’omogenizzazione e al superamento delle differenze iniziali;

La seconda fase va dal 1983 al 1991, nel 83 scadono i cinque anni previsti dlal’art.148 e quindi sono state raggiunte le competenze più elevate. C’è anche la tendenza da parte dello stato di abusare della propria potestà legislativa in materie di competenza concorrenti e quindi esercitando una potestà ampia; Intorno agli anni 90, parte dei principali partiti spagnoli vengono siglati degli accordi economici , che cercano di uniformare il regionalismo ampliando le competenze delle comunità autonome che avevano un livello di competenze inferiore. In questa fase sostanzialmente c’è un livellamento delle competenze e i pariit n azionalisti del Basco e Catalogna inziando a rivendicare maggiore autonomia e richieste di asimmetria:

  • i Baschi vogliono costantemente nuove competenze da parte dello stato centrale;
  • i nazionalisti catalani stipulano accordi di governabilità e avanzano richieste bilaterali che vengono soddisfatte dal governo centrale.

Uno degli strumenti attraverso cui si governa sono proprio gli accordi di governabilità, tramite i quali si tende a soddisfare le richieste di simmetria e in cambio si ha la fiducia parlamentare per proseguire la legislatura. In Catalogna spesso si è scelto di prediligere questa strada.

La terza fase è quella che va dagli anni 90 fino ai primi anni 2000 ed è una fase in cui vengono avanzate maggiori rivendicazioni di asimmetria. Parliamo di un decennio importante, nel 1998 viene approvata la dichiarazione di Barcellona da parte dei tre partiti nazionalisti delle nazionalità storiche, il partito nazionalista Basco, Bloque Nazionalista Gallejo e Convergenza e Unione (Catalano); nella dichiarazione si denuncia il processo di decostruzione dello stato plurinazionale spagnolo, si denuncia il mancato riconoscimento politico giurdico delle loro differenze e si auspica a un cambiamento di rotta. In questa fase si inizia a parlare di confederazione, diritto all’autodeterminazione, si richiede di avanzare verso uno stato plurinazionale dotato di simmetrie per esempio con un Senato rappresentativo

Perché è così importante il concetto dell’autonomia fiscale? L’obiettivo della secessione è stato un po’ messo in secondo piano, di un referendum di autodeterminazione, c’è chi chiede una soluzione democratica..

Il problema di fondo è che il Presidente Sanchez vorrebbe estendere questo progetto di autonomia fiscale a tutte le altre singolari autonomie, ma non tutte sono sviluppate al punto della Catalogna e questo è il dilemma\conflitto. Ad oggi c’è la volontà di trasformare lo stato autonomico in una Confederazione federale, quasi come se fosse un’opzione salvifica.

Ritorna a parlare Ceccanti

Fondamentale è capire il gioco a incastro che c’è fra la Catalogna e le dinamiche nazionali. Ad oggi c’è una situazione di pacificazione perché i governi sono molti simili: c’è un governo socialista, appoggiato dagli autonomisti a livello centrale e accade lo stesso a livello locale, i due governi sono allineati e pertanto le relazioni sono tranquille. Quando fra due mesi si andrà a votare per le elezioni politiche nazionali questa situazione potrebbe cambiare perché il sistema politico nazionale si basa su due fratture:

  • la classica frattura Destra Sinistra (OX - PARTITO POPOLARE - PARTITO SOCIALISTA - PODEM E SUMAR)
  • l’asse centro-periferia: la situazione è capovolta rispetto all’Italia, Sx radicale e partito socialista sono più favorevoli alle autonomie regionali, mentre la destra vogliono il centralismo. Quando c’è un’elezione politica se il partito popolare e vox prendono una maggioranza assoluta possono governare e questo può capitare. Ma se finisco anche solo un seggio sotto la maggioranza assoluta (176, è probabile che tutti gli altri in blocco si alleino, cioè tutti i partiti regionalisti, sia di SX che di centro che di centro destra, preferiscono governare coi socialisti che chirarsi col vox. I risultati elettorali dell’ultima volta mostrano che il primo partito è quello popolare, non quello socialista. Sanchez governa perché ha fatto una maggioranza di tutti quanti, escluso il vox. Quindi il gioco d’incastro, regionalismo - centralismo, produce una serie di cose che ci posso sembrare strano. Generalmente quando un partito arriva primo, se ci sono tanti partiti regionalisti decisivi, accettano chi arriva primo, ma questo se i due hanno un rapporto simile rispetto all’asse centro\periferia. Il partito convergenza unione è simile a unione popolare sul vertice destra\sinistra ma negli anni si è radicalizzato ed è diventato secessionista preferisce governare coi socialisti. Accanto a questo fatto, c’è un dato, il sistema elettorale per la Catalogna è simile a quello che noi abbiamo per il sistema nazionale, le circoscrizioni sono le province, con gli effetti disproporzionali che sono classici di un sistema frammentato in tante circoscrizioni non comunicanti, dove i resti non si mettono insieme. Per noi, alle elezioni nazionali, è generalmente vero che chi

arriva primo in voti arriva primo anche in seggi, date le circoscrizioni che ci sono. Il sistema sfavorisce il partito socialista rispetto a quello popolare, perché a livello nazionale si rappresentano meglio le realtà provinciali e meno i centri urbani. In Catalogna questo avviene in maniera sfacciata, in varie elezioni è successo che convergenza unione arrivasse primo in seggi ma secondo in voti e viceversa per i socialisti. Solitamente questo avviene in collegi uninominali, ma può succedere anche in sistemi proporzionali: la Catalogna ha tante circoscrizioni quante province, a Barcellona dove CeU ha la sua massima forza hanno una sovrarappresentazione in seggi pure con pochi voti. Per questa ragione, Convergenza e Unione si oppone a fare una legge elettorale regionale, qui si vota ancora con la legge dello Stato, che nasce come legge cedevole ma non è stata mai cambiata perché fa comodo al primo partito nonostante il problema 1 in seggi 2 in voti. Per quanto riguarda forma di governo, sono molto simili le regole della forma di governo regionali rispetto a quella nazionale: c’è un candidato scelto dal presidente del parlamento regionale, prima autorità che deriva dal suffragio universale, lo sceglie lui, si vota con un primo turno di maggioranza assoluta (metà + 1), la seconda volta si sottopone al voto e si devono battere i no (maggioranza relativa). Molto spesso, in questi ultimi anni, in cui sia il quadro regionale che quello nazionale, indipendentemente da come votano i partiti sulla cosiddetta investitura (si - no - si astengono), solitamente si crea un governo sul primo partito, non sono a favore delle coalizioni, gli altri appoggiano da “fuori”, in maniera negoziata. A livello nazionale questa cosa è un po’ cambiata: si fanno solitamente coalizioni ma i regionalisti non entrano quasi mai nelle questioni, c’è sempre un certo stacco, per cui governa il partito socialista con i due pezzetti di estrema sinistra Podemos e Sumar in questo momento Prima invece si avevano governi monopartitici, sia che vincesse la sinistra, sia che vincesse la destra. A livello regionale e nazionale solitamente si hanno delle somiglianze e questo fenomeno si chiama MIMETISMO ISTITUZIONALE.

Spieghiamo il meccanismo per cui prendi meno voti ma più seggi: I seggi sono stati assegnati tra le province della Catalogna prevedendo che le province fuori da Barcellona abbiano un numero di seggi più alto dei propri abitanti. Per farla semplice se io a Barcellona do un seggio di 50.000 voti e invece a Tarragona ne do uno ogni 30.000, perché ho voluto un certo numero di seggi non basso che vadano anche alle altre province, non li ho assegnati in proporzione ai voti e agli abitanti, ho dato una specie di bonus dando un po' più di seggi alle province periferiche. e quindi è ovvio che un partito che mi prende più voti in provincia ha un numero di seggi elevato più di quelli che li prendono nelle grandi città come a Barcellona. Ad esempio se prendo 50. voti a Barcellona mi spettano due seggi, ma ne prendo tre a Tarragona con lo stesso numero di voti. Il costo di un Seggio in voti è più basso più alto rispetto alla zona in cui si trova Ma questo meccanismo Viola un po' il principio del

Si parte dall’articolo 92 (min 10.30). La regola vuole che si inizi a camere invertite a votare, con voto palese, voto di fiducia. Ogni parlamentare scende dal banco e va sotto il banco della presidenza dice SI\NO\ASTENUTO, per appello nominale. Generalmente si estrae un parlamentare e si prosegue in ordine alfabetico dall’estratto. Non c’è mai stato un caso di voto di sfiducia. Due soli casi in cui - la questione di sfiducia è quando il governo avverte… i decreti legge. Il governo metto una fiducia che copre tutta la legge di conversione. Ci possono essere motivi più validi: non si capisce più se il governo ha una maggioranza? Il premier viene e lo dice. COsì caddero i due governi prodi 1998 E 2008. Unici casi di sconfitta parlamentare su una questione d isfiducia. Anche se il governo non è stato sconfitto su una questione di sfiucia, ci posso essere alcuni casi in parlamento in cui si capisc … quella che voleva. ESEMPIO DI DRAGHI.

senti fino a minuti 18

In Costituzione troviamo all’articolo 94 la questione di sfiducia e la fiducia parlamentare. In Costituzione non troviamo la fiducia iniziale: il governo che si riunisce a palazzo Chigi e dice.. non c’è scritto in Costituzione. La si trova nei decreti parlamentari, nelle materie parlamentari (modifiche regolamenti camera e senato - almeno in teoria). legge 400/88 sulla presidenza del consiglio… min 20 Abbiamo apralto fin qui di cose fatte nei confronti dell’intero govenro. La sfiducia al singolo ministro, non sa in costituzione, nella metà degli anni 80 fu isneirta nel regolamento della camera. In realtà fu una cosa fatta perché si votavano atti che disapprovavano i ministri e permettevano d ivotare in modo segreto. La sfiducia va votata in modo palese. Al senato non c’era scritto nulla, questi atti si presentano raramente. Se tu presenti la mozione di sfiducia anche in un governo impopolare, tutto il governo difende il ministro, ma chi la propone sa che perde a prescinde. Tuttavia, questo istituto ha avuto un’applicazione pratic non prevista originariamente da chi ha scitto le norme ne 1994, nel casoo del governo tecnino DINI. SI forma il governo e si presuppoNE CHE TUTTI LO VOTINO. Mancuso, ministro della giustizia di FI, ma FI poi non vota la fiducia. In Italia non esiste il potere di revoca quindi la maggioranza stessa ha usato la sfiducia vs il singolo per liberarsi del ministro Mancuso. Lui non la prende bene e fa un conflitto di attribuzione alla CC, dicendo di essere stato sfiduciato al Senato (non c’è, sta solo alla camera). CC dice la camera ha messo lì la mozione per il principio del bicameralismo perfetto,se un potere lo ha la camera lo ha anche il senato. In realyà aveva ragione, ma gli schieramenti erano MANCUSO VS PREMIER E PDR.

minuto 27

La mozione di sfiducia all’intero governo non si presenta mai, ma solo verso i singoli ministri per metterli in difficoltà vs l’opinione pubblica, fiducia iniziale entro 10 gg dalle elezioni e … maxi emendamenti. Il governo fa un decreto, quando eprò arriva in aprlamento e si attua la conversione, articolo 77. Il ogverno mette la fiducia perché con un solo voto se la cava. Gli unici che possono emendarla oso quelli della prima cameraa dove arriva.

Sono le leggi di bilancio… L'articolo 72 dice che le leggi si votano articolo per articolo per votazione finale.

min 32. Il parlamento in seduta comune è regolato dalla costituzione in alcuni casi tassativi: cioè solo ed esclusivamente quando la costituzione lo stabilisce. E’ un vincolo molto serio, in un caso è stato un po’ aggirato nella scorsa legislatura quando all’inizio della guerra in Ucraina Zelensky fece un intervento e… E’ un terzo organo distinto da camera e senato perché ha un suo sito semiclandestino - parlamento.it - ci fa vedere, tramite dei resoconti, quando si è inserito in seduta comune. E’ accaduto solo 19 volte il 60% a scrutinio segreto. Da qui, passiamo dalla terza alla 11 hanno provato ad eleggere un giudice. Quelli del CSM (poi qualcuno muore, si dimette…) si eleggono tutti insieme, se ne devi eleggere sono uno, solitamente scadono a ritmi diversi. Dalla 3 alla 11 non si è riusciti ad eleggere un giudice, quindi dalla 12 alla … ci sono state ben per le elezioni. Il quorum, per elezioni mancate, è sceso da 2\3 a 3\5. Si sono trascinati per una marea di mesi? min. 39

La gran parte del tempo è stato perso in votazioni andate a vuoto per elezioni dei giudici costituzionali. Dalla 17 alla xxx…

Capita in genere una legislatura ogni due, l’elezione del PDR, è un momento TOP. In genere il capo dello stato è scelto nell’area della maggioranza pro tempore, che anche se sul momento è eletta solo la maggioranza, in prospettiva possa essere riconosciuta anche in ??? Per una serie di coincidenze astrali è stato eletto solo quando ha vinto le elezioni il CSX:

Lezione 15/ Giuseppe de Vergottini : Mortati (sul governo del periodo fascista, nel 40) si riferiva ad una possibilità di intervento del governo nel regime autoritario, ma una volta adottata la costituzione dava per scontato che anche in un regime democratico fosse possibile avere un rafforzamento dell'esecutivo. Ciò emerge chiaramente nella commissione dell'Assemblea Costituente. Perché in realtà si inserisce in questo ragionamento la ricerca di privilegiare il profilo della idoneità dell'organo che interviene: in caso di emergenza un esecutivo (organo tecnicamente ristretto) sarebbe stato più adatto ad affrontare esigenze di decisione immediata e di misure adeguate per risolvere emergenze. Tutto ciò Mortati lo scrive con

L'unico organo che "guadagna" da questa situazione è il governo che aumenta il suo potere a scapito del parlamento, limitando la tutela e la garanzia dei diritti fondamentali; sistema di sospensione di una parte della costituzione bilanciato da questa concentrazione di ulteriori poteri a favore dell'esecutivo. In realtà il fatto di prevedere poterei emergenziali non vuol dire che bisogni fare delle dichiarazioni formali di ingresso in stato di emergenza; ogni stato, ogni ordinamento si difende come può quindi ci possono essere iniziative legislative a protezione dell'ordinamento, o iniziative governative ; tutta una serie di atti perché tendenzialmente c'è l'orientamento a mantenere fondamentalmente la ordinarietà dell'ordinamento: non è detto che bisogna assumere formalmente dei provvedimenti "targati" a fronteggiare l'emergenza. Io posso cercare di superare situazione di difficoltà con strumenti ordinari, senza derogare competenze e senza sospendere le garanzie costituzionali; evitando cioè la dichiarazione ufficiale dello stato d'emergenza. Sebbene fonte non formale e non legale extra ordinem, la necessità è fonte costituzionalmente compatibile ed inevitabile proprio in quanto necessitata. Mortati insiste perché il regime emergenziale venga inserito in continuità con il regime ordinario. Rimane la preoccupazione che il regime emergenziale sai foriero di un cambiamento di regime da democratico ad autoritario perciò si è cercato di evitarne la menzione espressa. Guido Melis: 3 sconfitte di Mortati La Regione, il Senato e la Conferma come parlamentare della Repubblica Ha parlato nella Costituente 52 volte, poche per uno che ha ispirato in larga misura il testo costitutivo 1: La Regione Nella prima riunione nella sua commissione, la seconda, sostiene che il problema dell'autonomia è così complesso ed investe tutta la struttura dello stato che una sua trattazione isolata non gioverebbe alla chiarificazione, ogni sezione dovrebbe esaminare il problema dal unto di vista dei problemi di sua competenza in modo che dalla riunione dei risultati delle sezioni si possa ricavare un giudizio esatto; più in la dira che il principio base è che il tema delle autonomie è così complesso da dover investire tutta la struttura dello stato e respingeva una trattazione isolata che separasse il tema delle autonomie da quello complessivo della formazione dello stato. L'autonomia non doveva essere discusso in sé (idea di Terracini, condivisa dai democristiani compreso De Gasperi; credevano che la autonomie potessero fare questione a sé). Lo stato del futuro, diceva, avrebbe dovuto essere autonomista: le regioni dal basso, conformandosi avrebbero dovuto creare lo Stato. Voleva un nuovo stato radicato profondamente sulle autonomie. Si propone di fermare i lavori per dare spazio in tutte le tre sottocommissioni ad un dibattito sulla questione della autonomie, questione pregiudiziale. Proposta affascinante e rivoluzionaria: mettere in risalto un motore interno della riforma di uno stato che non esisteva ancora. Molti non condivideva il disegno di Mortati, tra cui Terracini che fece espellere pregiudizialmente il dibattito in tutte le tre sottocommissioni relegandolo in una sola, ritenendo che le altre due non avessero competenze in merito. Mortati pensava ad un tema regionalista come tema unificante di tutto l'assemblea invece Terracini fece passare per una linea di collocamento di questo tema all'interno di un'unica cornice. 2 Il Senato della Repubblica: il problema era se il parlamento dovesse essere bicamerale o unicamerale (Mortati era per il bicameralismo). Ulteriore problema era sulla composizione delle camere in particolare del Senato: per Mortati la seconda camere doveva essere configurata quale mezzo per l'espressione degli interessi regionali ed allo stesso tempo quale organismo di continuazione degli interessi della superiore unità dello stato e la seconda camera debba trovare la fonte del potere di tutti i suoi membri, al di fuori di un

intervento del Capo dello Stato, in un'investitura popolare con però differenze nei processi elettivi rispetto alla prima camera; pertanto dovrà essere riconosciuto alla seconda camera parità di funzione giuridica e le stesse funzioni attribuite alla prima. Il giorno dopo aggiunse che: tutti dovevano avrei attraverso sul senato una loro rappresentanza, realizzazione ad arte dell'equilibrio tra le forze politiche, maggiore idoneità ad affrontare i compiti assegnati al parlamento che in uno stato moderno è chiamato a risolvere una quantità di questioni tecniche attraverso l'immissione di elementi particolarmente competenti (Mortati attento al tema del rapporto tra la politica ed i grandi tecnici, questione risolta ponendo i tecnici in posizione di inferiorità ed estraneità rispetto alle decisioni politiche). Per raggiungere questi fini abbinare criterio funzionale con le varie articolazioni territoriali e produttive che formano la struttura sociale del paese. Il senato deve essere la scatola nera che contiene le categorie produttive, aggiungendo alla rappresentanza politica una rappresentanza tecnico-funzionale: gli stessi elettori della prima camera dovrebbero intervenire nella formazione della seconda, ma in veste diversa cioè come rappresentanti di interessi. Non sempre le sue idee trovarono consenso Stefano Ceccanti: Come va la Costituzione? bene la prima parte, male la seconda perché abbiamo scritto norme di razionalizzazione troppo debole e perché la conformazione del sistema di partiti è partita inadeguata: il principale partito d'opposizione era legato all'URSS e non poteva governare ed il principale partito di governo avendo dovuto raccogliere tutti gli altri che non c'entravano con l'opposizione. L'eterogeneità iniziale sta venendo meno, c'è un clima di distensione internazionale, il PCI si inizia a stazzare dall'URSS e ora possiamo avere un cambio di fase: passaggi di merito.

  1. Liberarsi dal Senato, inutile doppione (non ci serve né per il tipo di stato, né rispetto alla forma di governo),
  2. Superamento dei sistemi a rigida base proporzionalista, non ci servono più perché l'eterogeneità iniziale non c'è più, si risente del dibattito francese degli anni '50 e di Jacques Maritaine (diceva di eleggere direttamente il Presidente del consiglio, lo stesso giorno del parlamento con sistema maggioritario).

Delegittimarsi delle forze politiche in maniera improvvida calcando sull'eterogeneità anche se, a ben vedere, non è così marcata. Paolo Pombeni: Influenza del mondo catoni a metà degli anni 30 su Mortati Negli anni 30 il movimento cattolico è fortemente orientato dalle gerarchie vaticane ad occuparsi di spiritualità e il meno possibile di politica, se non solo in ambiti professionalizzati (economia, diritto privato ecc), influenza indiretta, molto forte. (Ci sono stati continui scambi tra dossettiani e gli altri gruppi nella costituente in cui alcuni temi maturati dalle idee di Mortati che non richiedevano il suo intervento personale venivano "appaltati" ad altri.) Tre questioni fondamentali che Mortati pone non come giurista ma come parte di un'evoluzione della politica italiana: 1 problema del partito. La continuità tra la teoria (o una delle) sul PNF e la teoria della società dei partiti nel sistema repubblicano è in linea di continuità, ovviamente con la non indifferente rottura: il primo è un partito unico autoritario, il secondo è un sistema con elezione dei partiti. Il punto fondamentale è che non si può avere una democrazia o sistema politico ampiamente partecipato se non hai uno strumento che istruisce su ciò le masse. La resistenza vede che