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Riassunto libro Comenio, Appunti di Sociologia dell'Infanzia

Riassunto libro Comenio "scuola dell'infanzia"

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 06/12/2023

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Comenio- Scuola dell’infanzia
La
Schola infantiae
è il primo testo organico e sistematico dedicato alla prima infanzia nella storia
dell’educazione moderna ed è una guida rivolta ai genitori e tutti quelli che curano i bambini tra le
mura domestiche in cui si definiscono gli aspetti importanti di un percorso educativo che promuove la
liberazione dell’umanità dall’ignoranza, dalla stupidità, dalle guerre, dalla schiavitù in modo da dare vita
ad un nuovo mondo di sapienza e verità. Dopo che la Boemia fu presa in assedio dalle truppe
imperiali, egli perse la moglie, due figli e tutte le sue proprietà e quando fu emanata nel 1627 la nuova
costituzione che riconosceva l’ereditarietà delle terre della corona ceca e si riconosceva la religione
cattolica come unica religione ufficiale egli si esiliò in Polonia. Durante questo periodo Comenio
concepì un nuovo progetto di carattere pedagogico in modo da promuovere un rinnovamento sotto
molti aspetti che si componeva di due parti: la prima di carattere generale per indicare in cosa consiste
la beatitudine dell’uomo, la seconda era a sua volta articolata in due sezioni: la prima prevedeva una
serie di testi didattici rivolti ai giovani fino ai 18 anni e la seconda prevedeva guide pedagogiche rivolte
agli insegnanti. La situazione politica e religiosa in Boemia non migliorò e il progetto di Comenio non
fu portato a compimento.
Comenio fu eletto senior dell’Unione dei Fratelli boemi ed allargò i propri progetti didattici, culturali e
politici diffondendoli in tutto il mondo. Proprio attraverso la sua esperienza di pastore nella comunità,
acquisì conoscenze di psicologia infantile basata sull’osservazione e sull’esperienza diretta. Oltre a
lavorare alla traduzione in latino della
Didaktika ceska
si impegnò alla traduzione in tedesco della sua
guida per scuola materna che venne poi pubblicata. La guida conteneva il giusto fondamento
metodologico, dal momento che nessun miglioramento della vita domestica, della chiesa e dello Stato
può avvenire senza un miglioramento della vita infantile. Comenio infatti si faceva portavoce di una
“riforma universale della scuola” per migliorare le condizioni di sviluppo della “creatura di Dio più
straordinaria, nobile e perfetta di tutte”: l’educazione riguarda la formazione intellettuale, morale e
religiosa dell’uomo e le basi di questa devono essere poste sin dall’inizio. Comenio concepisce
l’educazione come un diritto-dovere che coinvolge ogni umano nella sua totalità e la scuola è da lui
vista come “officina d’uomini” dove le menti sono illuminate e tutti imparano tutto indipendentemente
dalle differenze sociali affinché diviene padrone di stesso e si sappia comportare tra le creature. Le
tre dimensioni su cui si misura l’eccellenza dell’uomo sono sapienza, virtù e pietà.
Il primo obiettivo dell’educazione è la formazione dell’anima, obiettivo che non si realizza
spontaneamente ma necessita di un metodo facile, rapido e solido. Per quanto riguarda la Schola
infantiae ciò che si insegna deve essere conforme alle attitudini dei bambini richiamando il loro
interesse tramite racconti e storielle perché il fine dell’insegnamento non deve solo essere il saper
discutere, argomentare e conoscere ma deve favorire una conoscenza delle cose del mondo circostante
e della vita, infatti è proprio nella Schola infantiae che Comenio introduce la triade sapere-fare-parlare
indicando che l’insegnamento deve coinvolgere la mano-la mente e la lingua e anche se le scuole sono
differenti, bisogna che si insegnano tutte le materie in maniera diversa, cioè insegnare agli uomini tutto
ciò che li rende uomini.
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Comenio- Scuola dell’infanzia

La Schola infantiae è il primo testo organico e sistematico dedicato alla prima infanzia nella storia

dell’educazione moderna ed è una guida rivolta ai genitori e tutti quelli che curano i bambini tra le mura domestiche in cui si definiscono gli aspetti importanti di un percorso educativo che promuove la liberazione dell’umanità dall’ignoranza, dalla stupidità, dalle guerre, dalla schiavitù in modo da dare vita ad un nuovo mondo di sapienza e verità. Dopo che la Boemia fu presa in assedio dalle truppe imperiali, egli perse la moglie, due figli e tutte le sue proprietà e quando fu emanata nel 1627 la nuova costituzione che riconosceva l’ereditarietà delle terre della corona ceca e si riconosceva la religione cattolica come unica religione ufficiale egli si esiliò in Polonia. Durante questo periodo Comenio concepì un nuovo progetto di carattere pedagogico in modo da promuovere un rinnovamento sotto molti aspetti che si componeva di due parti: la prima di carattere generale per indicare in cosa consiste la beatitudine dell’uomo, la seconda era a sua volta articolata in due sezioni: la prima prevedeva una serie di testi didattici rivolti ai giovani fino ai 18 anni e la seconda prevedeva guide pedagogiche rivolte agli insegnanti. La situazione politica e religiosa in Boemia non migliorò e il progetto di Comenio non fu portato a compimento. Comenio fu eletto senior dell’Unione dei Fratelli boemi ed allargò i propri progetti didattici, culturali e politici diffondendoli in tutto il mondo. Proprio attraverso la sua esperienza di pastore nella comunità, acquisì conoscenze di psicologia infantile basata sull’osservazione e sull’esperienza diretta. Oltre a

lavorare alla traduzione in latino della Didaktika ceska si impegnò alla traduzione in tedesco della sua

guida per scuola materna che venne poi pubblicata. La guida conteneva il giusto fondamento metodologico, dal momento che nessun miglioramento della vita domestica, della chiesa e dello Stato può avvenire senza un miglioramento della vita infantile. Comenio infatti si faceva portavoce di una “riforma universale della scuola” per migliorare le condizioni di sviluppo della “creatura di Dio più straordinaria, nobile e perfetta di tutte”: l’educazione riguarda la formazione intellettuale, morale e religiosa dell’uomo e le basi di questa devono essere poste sin dall’inizio. Comenio concepisce l’educazione come un diritto-dovere che coinvolge ogni umano nella sua totalità e la scuola è da lui vista come “officina d’uomini” dove le menti sono illuminate e tutti imparano tutto indipendentemente dalle differenze sociali affinché diviene padrone di sé stesso e si sappia comportare tra le creature. Le tre dimensioni su cui si misura l’eccellenza dell’uomo sono sapienza, virtù e pietà. Il primo obiettivo dell’educazione è la formazione dell’anima, obiettivo che non si realizza spontaneamente ma necessita di un metodo facile, rapido e solido. Per quanto riguarda la Schola infantiae ciò che si insegna deve essere conforme alle attitudini dei bambini richiamando il loro interesse tramite racconti e storielle perché il fine dell’insegnamento non deve solo essere il saper discutere, argomentare e conoscere ma deve favorire una conoscenza delle cose del mondo circostante e della vita, infatti è proprio nella Schola infantiae che Comenio introduce la triade sapere-fare-parlare indicando che l’insegnamento deve coinvolgere la mano-la mente e la lingua e anche se le scuole sono differenti, bisogna che si insegnano tutte le materie in maniera diversa, cioè insegnare agli uomini tutto ciò che li rende uomini.

Il bambino impara dalle attività e dalle esperienze giornaliere, imitando i comportamenti degli altri e mostrandosi attivo ed operoso nel maneggiare oggetti per cui tutto deve aver luogo come un gioco, promuovendo il gusto estetico dei bambini, perché l’infanzia è “la primavera della vita” e i genitori devono esercitare i figli attraverso l’esempio, l’intuito e la disciplina: un ruolo educativo dato alla famiglia in vista dell’inserimento dei bambini nell’ambiente scolastico. Nella lettera al lettore cristiano , Comenio spiega come egli attribuisce grande importanza all’arte

dell’insegnamento perchè, come spiega nella sua Grande Didattica, la negligenza nell’allevamento dei

bambini è la prima causa di scompiglio e questo viene anche dimostrato nelle Sacre Scritture e in uno dei capitoli vediamo proprio la similitudine con l’artigiano che come esso deve imparare il mestiere in un periodo di tempo, così nelle scuole l’apprendimento delle arti deve avvenire in un certo periodo di tempo in modo che una volta trascorso il periodo scolastico si abbiano uomini colti. Per conseguire questo scopo si prende un lasso di tempo più lungo che comprende tutta l’infanzia fino ai 24 anni, infatti Dio ha disposto la crescita fino ai 24 anni proprio per permettere l’uomo di avere abbastanza tempo per raccogliere ogni arte e sapienza. Comenio suddivide questi 24 anni in 4 gradi d’età: infanzia, puerizia, adolescenza e gioventù.

  1. I figli, essendo dono preziosissimo di Dio, debbono ricevere la massima considerazione: agli occhi di Dio i figli hanno un valore inestimabile e così dev’essere anche per i genitori. Agli occhi di Dio sono innocenti, sono i beni più puri di Cristo e Dio circonda i fanciulli di grande amore perché essi sono strumento di gloria divina. I figli devono quindi essere per i genitori più cari dell’oro e dell’argento, di pietre preziose e di gemme poiché a differenza di queste ultime che sono inanimate, i bambini sono immagini vive di Dio vivente. Oro e argento sono cose fugaci, i figli sono eredità immortale, vengono dalla stessa nostra sostanza e meritano di essere amati più di quanto noi amiamo noi stessi. Mentre le pietre preziose non possono insegnarci nulla, i bambini c’insegnano modestia, affidabilità e benignità. La cura dei bambini è affidata alla custodia angelica, per cui chiunque abbia figli in casa può essere certo della presenza di angeli nella dimora. Dato che Dio ama i bambini perdona i genitori, facendo si che la benedizione sia sempre presente.
  2. Per quali finalità Dio ci concede i figli e a cosa deve mirare la loro educazione : Dio non ha voluto produrre tutte queste piccole gemme celesti in una sola volta perché egli voleva avere dell’eternità. I genitori quindi non dovranno limitarsi ad insegnare i bambini a parlare, mangiare, camminare ed indossare abiti, ma dovranno prestare molta cura all’anima che è la parte più importante dell’uomo facendo in modo che essi sappiano moderare tutte le azioni interne ed esterne. Bisogna insegnargli oltre che fede e pietà, anche cultura, arti ed altre cose necessarie affinché questi bambini possano diventare uomini educati in fede e pietà, onestà dei costumi e conoscenza delle lingue e delle arti.
  3. Non si può prescindere dall’educazione e dalla corretta istruzione della giovent ù: la gioventù si forma con assiduo lavoro come un germoglio che per trasformarsi in albero ha bisogno di numerose cure. Per questo motivo Dio impose ai genitori di imprimere nella mente dei fanciulli tutto ciò che riguarda Dio. Dal momento che spesso i genitori non risultano idonei nell’istruzione
  1. In che modo i bambini debbono essere esercitati nell’intelligenza delle cose : spetta ai genitori sforzarsi in modo che la mente del bambino venga colmata di sapienza. Appena nati, la fisica dei bambini è mangiare, dormire, digerire ma queste cose non toccano l’intelletto, mentre al secondo e al terzo anno incominciano a capire alcune cose e al quarto, quinto e sesto anno possono progredire nella conoscenza di cose naturali e distinguere le varie parti del corpo. I bambini iniziano ad apprendere i principi dell’astronomia distinguendo la luna, il sole e le stelle, per quanto riguarda la geografia sapranno distinguere all’inizio la culla dal seno e poi successivamente l’ambiente in cui vivono. Occorre iniziare ad insegnargli le differenze del tempo così che avranno rudimenti di cronologia e sapranno riconoscere le festività che ricorrono ogni anno. E’ importante abituarli alla memoria delle cose e alla storia, all’economia (comprensione dell’amministrazione della casa) facendogli comprendere a cosa servono le casse, gli armadi e spiegandogli che non tutti hanno accesso a tutto. Abituarli alla conoscenza della politica, facendogli comprendere a chi dovranno obbedire e a rispondere con gentilezza alle domande insegnandogli a capire ciò che viene detto con gioco e sul serio, in modo da saper gestire la risposta. L’intelletto è stimolato anche da racconti e storielle che i bambini memorizzeranno con facilità, bisogna favorire la socializzazione dei bambini insegnandogli di non avere nessuna pretesa di domino, nessun bambino deve cercare di prevalere sull’intelligenza dell’altro e bisogna essere attenti che non si mescolino con cattive compagnie.
  2. In che modo i bambini debbono venire abituati a una vita attiva e a occupazioni continue : ai bambini piace essere continuamente occupati in qualcosa per cui è importante far si che abbiano sempre qualcosa da fare. Essi tendono sempre ad imitare qualcosa che vedo di fare, quindi per esercitare la loro abilità ricorrono utili gli arnesi giocattolo, bisogna spronarli sempre a giocare piuttosto che ostacolarli perché l’ozio è dannoso sia per il corpo che per l’anima. Al primo anno è sufficiente che il bambino sappia aprire la bocca, muovere mani, occhi, a stare seduto ecc.., nel secondo e terzo anno gli si debbono consentire azioni come camminare, correre e portare qualcosa da un luogo all’altro mentre nel quarto, quinto e sesto anno si devono sviluppare lavori e attività di architettura perché fare sempre qualcosa è indice di un corpo sano. Durante questo periodo i bambini vengono esercitati a disegnare, scrivere e tenere in mano il gesso favorendo il lavoro dell’insegnante, a sviluppare la dialettica, fargli rudimenti di aritmetica attraverso il conteggio, fargli capire differenze tra forme e figure tramite la geometria e la musica, con cui veniamo a contatto appena nati tramite il pianto, che è la prima musica e non bisogna mai privare il bambino di cantare, provocare tintinnii e percuotere oggetti perché essi sono allietati dai suoni.
  3. In che modo i bambini debbono essere esercitati all’uso appropriato della lingua : l’uomo si distingue dall’animale per due cose, la ragione e la parola (la prima per sé stesso e l’altra per il prossimo). Gli inizi della grammatica appaiono sin dai primi mesi e dall’anno di vita quando il bambino inizia ad esprimere alcune lettere o sillabe fino a che non pronuncia parole intere. E’ importante che le persone che si occupano dei bambini fanno si che essi apprendano ad esprimere bene lettere, sillabe e parole intere fino a quando dal 4,5,6 anno il loro parlare accrescerà assieme alla comprensione delle cose. La retorica ha inizio dal primo anno con i gesti e il bambino già dal primo e secondo anno può capire cos’è una fronte arricciata o un cenno del capo e verso il terzo

anno inizierà ad intendere ed imitare le figure, inizieranno ad afferrare tutto ciò che dicono le persone che gli sono attorno. La stessa cosa per la poesia: appena il bambino inizia a capire le parole comincia a capire l’armonia e i ritmi, ecco perché quando esso piange si lascia consolare dalle canzoncine che non solo aiuteranno ad intrattenerlo ma anche a fissare le canzoncine nella memoria.

  1. In che modo la gioventù deve essere esercitata nei costumi e nelle virtù. La gioventù nei primi anni deve da subito essere esercitata alle virtù esteriori tramite: costante modello delle virtù, informazione ed esercizio e disciplina. I bambini devono avere un buon esempio data la loro dote scimmiottesca di imitare tutto ciò che vedono fare e per questo quando si è in presenza di bambini bisogna fare accortezza e tutte le cose che si eseguono perché spesso sono stesso gli adulti che deviano i bambini. E’ opportuno che si insegni con le parole quando gli esempi non sono sufficienti e a volte servirsi dei castighi è utile per aiutare il bambino a prestare maggiore attenzione (sgridandolo o battere con la bacchetta sul palmo della mano). Non è indicato far finta di non vedere determinati comportamenti perchè questo porta a tollerare e scusare tutto e come dice il detto “chi cresce senza disciplina, invecchia senza virtù”. La temperanza e la frugalità sono il fondamento della salute e della vita, bisogna concedergli cibo, bevande e sonno quando la natura lo chiede, senza costringerli. Dal primo anno si dovranno porre i principi della pulizia, mantenendo il bambino più pulito possibile ed insegnandolo a mangiare decorosamente, si può esigere anche nella pulizia del vestiario. Se essi vedono che gli adulti ne hanno cura, anch’essi acquisiranno il rispetto per gli anziani. E’ bene dare anche alle altre persone che si prendono cura dei propri figli la facoltà di poterli sgridare e se hanno commesso qualcosa di vergognoso dovranno ammetterlo con umiltà senza negare. Potranno tra i primi anni imparare la beneficenza se avranno visto i genitori distribuire elemosine tra i poveri. E’ anche molto importante che apprendano di tacere quando è necessario avvalendosi del silenzio con prudenza, non per farne delle statue ma piccoli esseri razionali senza che si dica qualunque cosa gli viene in bocca. Il bambino deve imparare ad avere pazienza, essere disponibile e gentile, essere abili nell’eseguire qualcosa ed avere le buone maniere.
  2. Come educare i figli nella pietà : i genitori debbano fare in modo che i figli siano muniti di vera pietà e non falsa. La pietà è una cosa che non si può insegnare ai bambini piccoli ma lo possiamo fare noi per loro pregando e conferendogli il Santo Battesimo. Anche durante la gravidanza i genitori devono pregare quotidianamente affinché il bambino non uscirà sano dal ventre ed essi tramite il battesimo restituiranno a Dio il dono di Dio. Quando crescerà occorrerà: che si abituino a tacere quando i figli più grandi staranno pregando, a pregare congiungendo le mani, guardando verso l’alto ed indicare con un dito verso il cielo che Dio è sempre lì e parlare di Dio ogni volta che ne si avrà la possibilità. Dopo che saranno imparato tutte queste cose bisognerà insegnargli il Decalogo facendoglielo ripetere ogni giorno dopo ogni preghiera. Dal quinto anno in poi potrà esercitare la preghiera serale e successivamente quella mattutina finché prenderanno l’abitudine della benedizione e del ringraziamento anche a tavola. Sarà cura dei genitori impedire l’accesso del bambino ad ogni male, educandolo a tutte le cose buone.
  3. Fino a che età è opportuno che i bambini permangano nella scuola materna : come l’alberello che per crescere meglio viene trapiantato nel frutteto, così per il bambino che viene affidato ai