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In dettaglio le strategie di comunicazione politica di giorgia meloni, esaminando il suo uso dei social media, il linguaggio, la retorica e le tematiche ricorrenti nei suoi discorsi. Vengono esplorati gli anglicismi utilizzati, le espressioni chiave e le tecniche di persuasione impiegate per costruire la sua immagine pubblica e comunicare con gli elettori. L'analisi include anche un confronto con altri leader politici e un'indagine sulle affinità gestuali e comunicative. Una panoramica completa dello stile comunicativo di meloni e del suo impatto sulla politica italiana.
Tipologia: Appunti
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[Sottotitolo del documento] [DATA] [NOME DELLA SOCIETÀ] [Indirizzo della società]
Nel dicembre del 2022 Fratelli d’Italia (partito di Giorgia Meloni) compiva 10 anni dalla sua nascita. Il regalo più grande è stata proprio la vittoria alle elezioni il 25 settembre 2022 e il successivo insediamento di Giorgia a Palazzo Chigi. Appunto, 10 anni prima nel 2012, ci furono le prime avvisaglie della scissione dal partito del predellino (Pdl di berlusca) palesate in una manifestazione chiamata “le primarie delle idee” organizzata da Meloni e Crosetto, precedute da diversi malumori interni al partito. Pochi giorni dopo, 21 dicembre, Meloni Crosetto e La Russa annunciarono la nascita di Fratelli d’Italia-Centrodestra nazionale. Simbolo : Il simbolo adottato dal partito è di forma circolare, diviso in: Una parte superiore più ampia su cui campeggia la scritta bianca Fratelli d’Italia a caratteri cubitali su sfondo blu; Una parte inferiore dove trova invece posto, seguendo la forma tondeggiante del logo, il resto del nome del partito “centrodestra nazionale” in blu su sfondo bianco. A segnare il confine tra i due settori un cordino tricolore con nodo al centro suggerendo coesione e unità nazionale. La denominazione scelta è palesemente evocativa dell’inno di Mameli e sottolinea l’impronta patriottica e nazionalista del partito. Nel 2014, la Fondazione Alleanza Nazionale, concede a Giorgia l’utilizzo del proprio simbolo che verrà inserito all’interno del logo di Fratelli d’Italia riaccendendo così la fiamma storica. Il simbolo viene inserito nel nuovo come un effetto matrioska. Nel 2017, durante un congresso a Trieste, viene presentato l’ultimo e attualmente utilizzato simbolo. Ora la fiamma occupa per intero lo spazio che prima occupava l’intero simbolo di Alleanza Nazionale (la fiamma non solo è ancora accesa ma si espande). Scelta dal valore simbolico ben preciso: si accreditano come eredi naturali della destra postfascista e conservatrice. Elezioni : Alle elezioni del 24 e 25 febbraio del 2013, Fratelli d’Italia aderisce alla coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi unendosi perciò:
Segue il rimprovero ai media e opinione pubblica di occuparsi del loro partito solo per episodi privi di rilevanza anziché per ciò che conta davvero. Infine, fanno un appello al voto riprendendo la frase dei due rappresentanti padovani (votare con testa e cuore) per poi trasformarsi in un preciso suggerimento a votare FdI. Slogan “ il centrodestra che puoi votare a testa alta ”: Tale slogan compariva anche alla fine di uno spot elettorale circolato nelle stesse settimane. Rappresentava in successione frammenti di vita quotidiana di persone normali di diverse classi di età e sociali, alcune delle quali in difficoltà, presentate come tipici elettori di FdI. Il primo era un imprenditore, una mamma, un giovane, ecc… tutto il racconto costruito sull’anafora “ogni giorno” (ogni giorno faccio, cerco, ecc…). Alla fine, una voce fuoricampo, mentre scorrevano le immagini di Giorgia, Crosetto e altri militanti di partito impegnati in una riunione, riprende la parola per concludere il video con la frase “Fratelli d’Italia, il centrodestra che puoi votare a testa alta”. Europee 2014: La campagna elettorale per le europee del 25 maggio 2014 da occasione a Giorgia di chiarire la sua posizione rispetto a Europa e moneta unica. Moneta unica: abbiamo preso in esame un primo spot dove appare Giorgia melo, spiegando come non convenga stare all’interno dell’euro in quanto il suo potere d’acquisto è diminuito e la gente si è impoverita. Un secondo spot è quello dove appare Bagnai, spiegando come il problema dell’euro altro non è che il fatto di non avere dietro uno stato capace di gestirlo e questo lo espone ad essere gestito in modo non consono a nessuna democrazia dell’eurozona. Lo spot si conclude con l’appello al voto per FdI (voto utile per l’Italia). Euroscetticismo = ostilità manifestata da partiti o movimenti politici anche italiani verso i processi di integrazione europea e in un’ottica mondiale contro la globalizzazione. Designando un’ideologia nazionalistica designata ultimamente con il termine “ sovranismo ”. Questo è proprio ciò di cui era impregnato uno spot del 2014 di FdI. Nel video in questione scorrevano immagini di vario genere come:
La solita scritta bianca su sfondo blu con il cordoncino tricolore simbolo del partito. Frecce tricolore: a richiamare fervido patriottismo e ostentare affezione nei confronti delle forze armate. Il volto ombroso con tratti caricaturali di Angela Merkel. Giorgia Meloni che teneva un comizio con la sua solita grinta oratoria. Etc… Il video si conclude con l’impeccabile appello al voto e l’immagine di una Meloni sorridente. Abbiamo menzionato inoltre un video, quasi inedito in quegli anni per il tipo di format: Video selfie di Giorgia durato 12 secondi in cui alle sue spalle viene srotolato un lungo tricolore dal Castello Estense di Ferrara. Nel video, venivano invitati gli elettori a votare italiano alle elezioni del 25 maggio. Critica: scarsa dimestichezza con il mezzo, annuncio troppo rapido e ritmo piatto lontano quindi dalla Meloni 2.0 che conosciamo. Consultazioni del 2018 : Alle consultazioni per l’elezione di un nuovo parlamento, sempre schierati con il centro destra, FdI ottiene quasi il 5% dei consensi e, a differenza dei suoi alleati rimarrà all’opposizione di tutti e tre i governi che succederanno fino alle elezioni del 2022 coerentemente con la loro refrattarietà verso le “larghe intese” e al loro slogan: NOI NON TRADIAMO. Uno degli slogan principali delle politiche del 2018:
Nel settembre del 2022 si votò per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica a seguito dello scioglimento anticipato delle Camere. I risultati premiarono alla grande FdI. Questo risultato confermò i sondaggi pre-voto, arieggiava quindi un sentimento di ottimismo evidente in alcuni manifesti elettorali , in cui FdI si dice pronto a risollevare il paese. L’attacco dello slogan PRONTI A viene quindi utilizzato in altri messaggi elettorali nella formula PRONTI A + VERBO INFINITO + OGGETTO. Questo viene fatto per introdurre diverse problematiche per le quali FdI si dicono pronti a risolvere. Alcuni temi citati: Sostegno alle imprese; Il costo dell’energia; L’immigrazione. Tale tematica viene anche presa in considerazione mettendo in atto un attacco diretto all’opposizione, in questo caso verso Letta (PD). webcard dove usarono nell’immagine l’opposizione del bianco e nero utilizzato per Letta (più una sua dichiarazione critica riguardo il blocco navale proposto da FdI) e i colori invece per Giorgia (più la sua replica), sottolineando come Letta sia il passato e Giorgia il futuro. Quindi, come abbiamo appena visto, Giorgia rispetto alla campagna per le politiche del 2013 ora muove attacchi più frequenti e più diretti verso i più diretti concorrenti nella competizione elettorale. L’ottimismo citato inizialmente, è emerso poi in diverse webcars di cui: Una in cui si incitava Giorgia (forza Giorgia) chiamata amichevolmente per nome, insieme ad un -1 come conto alla rovescia al momento della vittoria. Un’altra in cui un fiocco rosa augurava “speriamo che sia femmina”.
Scopo di questo capitolo analizzare la comunicazione istituzionale di Giorgia Meloni, mettendo in evidenza aspetti: Linguistici; Tematici; Lessicali; Semantici;
Retorici. Che ne caratterizzano lo stile presidenziale. Topos (tematiche ricorrenti). Una delle tematiche ricorrenti, alla quale Giorgia non ha rinunciato neanche nella nuova veste di presidente del Consiglio è: 1) L’immigrazione clandestina Tale tema è un suo cavallo di battaglia e propone (come anche altri esponenti del centro destra) come soluzione al problema il blocco navale concordato con le autorità africane. Azione militare che, agendo direttamente sui porti dei paesi d’origine, impedisce le partenze delle imbarcazioni. In aggiunta, vorrebbe creare degli hotspot in territorio africano, per distinguere chi davvero ha il diritto d’asilo e chi no. Tale pensiero venne esposto da Giorgia nel maggio del 2015. Negli interventi successivi, non fece più cenno al blocco navale ma sottolinea come l’immigrazione clandestina sia un problema che necessita di essere affrontato a “livello strutturale” con strategie di cooperazione europea al fine di difendere i confini italiani ed Europei. Le strategie: Selezionate chi ha diritto di asilo da chi no. Eliminare le cause che portano le persone a scappare dal proprio paese (Piano Mattei dal fondatore dell’ENI e ideatore di un piano di sviluppo dell’Africa). Espressioni più utilizzate da Giorgia su questa tematica: Traffico di esseri umani: per ribadire in maniera velata che, bloccare gli sbarchi non sia soltanto interesse degli italiani ma, anche e soprattutto, in quelli degli africani. Così una proposta sovranista diventa carica di umanità.
Dal punto di vista linguistico è interessante il termine TREGUA fiscale, trasmette l’idea di un fisco nemico contro il quale, fino a quel momento si era stati in guerra. Coerente con l’aumento esponenziale, negli ultimi anni, dell’utilizzo di voci ed espressioni leganti al campo semantico della guerra. Aspetti linguistici Parole straniere: Premessadistinguiamo gli anglicismi presi in prestito da Giorgia in: INDISPENSABILI INSOSTITUIBILI (Ben radicati nell’uso)
(Sostituibili ma funzionali) Non immediatamente permutabili in forme nostrane
(Perché traducibile in una parola piuttosto comune) Chanukkah Cannabis Chance Fringe benefit (beneficio marginale) HUB=centro (vaccinale) Expo Choc Rave (party) Boss Packaging (confezionamento) Green Deal Pullman Sport Competitor Near shoring (spostare azienda in un paese vicino) Uno dei primi inglesismi registrati nei discorsi di Giorgia è quello che poi è anche stato inserito nella denominazione del Ministero dello Sviluppo Economico , ovvero Ministero delle imprese e del Made in Italy. Curioso come un anglicismo venga utilizzato per sottolineare qualcosa di fatto in Italia. Abbiamo infine degli anglicismi totalmente evitabili utilizzati da Giorgia: Plastic tax, sugar tax e flat tax (tassa piatta); Cyber-security (sicurezza informatica); Import (importazione); Know how (saper fare); Task force (squadra speciale, unità operativa, commissione di esperti); Think tank (gruppo di ricerca).
Ruolo delle donne nella società: Giorgia Meloni è il primo presidente del Consiglio donna del nostro paese. Il tema del ruolo delle donne viene toccato spesso nei suoi discorsi. In uno dei discorsi analizzati nel testo, abbiamo visto come Giorgia si senta la responsabilità nei confronti di quelle donne che in questo momento stanno affrontando delle difficoltà per vedere apprezzati i propri sacrifici. Pensa però anche a tutte quelle donne che hanno costruito la scala che oggi le consente di salire e rompere il tetto di cristallo che sta sopra le nostre teste. Donne che Giorgia chiama in modo confidenziale per nome, come per instaurare un rapporto di vicinanza o, meglio, per instaurare una relazione tra la propria esperienza personale e quella delle grandi donne citate. Risulta però contraddittorio, rispetto alle parole usate nei suoi discorsi, l’uso minoritario che fa la Meloni del genere femminile, preferendo invece il “maschile sovraesteso”(uso del genere maschile per indicare un gruppo sessualmente eterogeneo di persone. Es: deputati-buongiorno a tutti-colleghi.) Ricordiamo, a tal proposito, la polemica seguita alla richiesta di Giorgia di essere chiamata “il presidente” anziché “la presidente” alla quale ha risposto dicendo che, l’uso del femminile per le professioni sia un mero formalismo, irrilevante per il concreto miglioramento delle condizioni della donna nella società. Espedienti retorici di Giorgia: Nella stessa replica appena citata, Giorgia, a sostegno della sua tesi, declina al femminile la parola “capotreno” in “capatrena” (nessuno dei due sostantivi che la compongono potrebbero mai essere declinati al femminile), utilizzando la strategia retorica della reductio ad absurdum ovvero, riduce l’argomentazione del proprio interlocutore a una situazione iperbolicamente paradossale per confutarne il contenuto implicito. Oltre le strategie finalizzate a sminuire le proposte dell’avversario, abbiamo quelle finalizzate a persuaderlo: l’argumentum ab auctoritate. Tale strategia consiste nell’utilizzare le parole di uomini illustri, spesso decontestualizzandole, per sostenere le proprie tesi. Il riferimento a uomini illustri, anche qualora non serva direttamente a persuadere l’interlocutore della validità delle proprie tesi, non può che rafforzare il messaggio veicolato. Più è discussa l’argomentazione che si vuole sostenere più necessita di un’ auctoritas condivisa. Esempi:
Ancora, utilizza termini come favola per intendere inaffidabilità, telenovela per indicare l’intricata questione delle alleanze del centro-sinistra. Non mancano le antifrasi (espressione che definisce in modo opposto al concetto relativo) come, ad esempio, l’espressione doppio capolavoro riferendosi allo spreco di denaro in relazione al reddito di cittadinanza. Aggettivi: Nei post della Meloni è ricorrente l’attributo VERGOGNOSO in riferimento all’azione politica degli avversari: All’interno di un sintagma nominale; Isolato come esclamazione, non sempre accompagnato da un punto esclamativo. A volte si accompagna con altri sostantivi come paradossale, scorretto, inaccettabile. Altro aggettivo ricorrente è INACCETTABILE : Talvolta compare in una frase ellittica del verbo con messa in rilievo in apertura di commento (inaccettabile che alcuni chiedano ecc…) Come modificatore pre- o post-nominale (inaccettabile minaccia, violenza inaccettabile). Insieme a un altro aggettivo (cosa scandalosa e inaccettabile) Spesso viene utilizzato l’aggettivo ENNESIMO per amplificare un concetto (ennesimo affronto). Altre volte la forza espressiva è affidata a locuzioni avverbiali (oltre il ridicolo). La denigrazione del significato di un’informazione avviene attraverso l’uso di parole quali bufala, menzogna, balla, bugia. Bufala : appare per la prima volta in un tweet di Giorgia nel 2014. Può essere: Da quattro soldi; Clamorosa Menzogna, bugia, bufala, fake news per poi arrivare a balla : La prima volta utilizzato in riferimento a Renzi, prendendo spunto dai suoi pantaloni a pinocchietto per poi accostarlo a Pinocchio e alle balle. pochi anni dopo le balle sono quelle del governo riguardo il decreto ristori.
Alcune volte Giorgia utilizza il termine fake news riferendosi ad affermazioni fatte dagli avversari o addirittura riferendosi agli avversari stessi, altre volte deve difendere sé stessa da tale accusa mossa dagli avversari. C’è anche spazio per il termine inciucio , diretto agli avversari di sinistra, accusandoli di formare un governo di larghe intese. In ogni caso, spesso i post della Meloni sono carichi di ironia e caratterizzati da un lessico la cui semantica, di per sé già negativa, risulta carica di disprezzo. Colloquialismi: I post di Giorgia non sono immuni da forme del parlato colloquiale, il cui obbiettivo è quello di ridurre le distanze tra politi e cittadini-elettori. Utilizza locuzioni come turarsi il naso o il segnale discorsivo ecco a introdurre le conclusioni dopo una serie di domande (avete fatto questo, quest’altro, ecco: prendetevi le conseguenze). Altri colloquialismi utilizzati sono ad esempio: Alla faccia; Raccattare; Scarica barile; Schifo (quando il Ministero degli Interni ipotizza di destinare agli occupanti abusivi i beni confiscati alla mafia, lo schifo diventa assoluto). L’indignazione: L’indignazione della Meloni può manifestarsi linguisticamente anche in altre forme. Nella sua comunicazione social, spesso esprime riprovazione utilizzando l’impersonale basta unito a: Sostantivi o sintagmi nominali (basta ipocrisie, basta furti di case); Sintagmi verbali (basta giocare con la vita di cittadini e imprese). Viene inserito più spesso alla fine del messaggio, con o senza punteggiatura esclamativa e spesso preceduto da ora (ora basta). Non sono rari gli imperativi come sveglia , anche a caratteri cubitali, con o senza punto esclamativo. Infine, ricorrono locuzioni utilizzate per sottolineare le proprie posizioni come: senza se e senza ma o mettere nero su bianco. 2) Dopo la nomina:
Questo gesto, è un esempio di gesto adattatore, ovvero segnali del corpo che comunicano gli stati d’animo e le emozioni provate da un individuo nel suo processo di adattamento a una certa condizione. Nello specifico si tratta di un gesto auto-adattatore perché implica lo sfregamento tra una mano e un’altra parte del corpo. I meccanismi che stimolano la produzione gestuale sono attivati solo in presenza di un parlato che genera emozioni i una data situazione, perciò, considerando: Il tipo di contatto e del movimento dei pollici; Il contesto di produzione del gesto; La parola concomitante (fedele). È possibile identificare la Meloni in un comprensibile stato d’ansia e preoccupazione per la nuova funzione da assolvere e per i doveri e responsabilità che ne derivano.
2. Gesto Oggetto-adattatori. Nel discorso tenuto il 25 ottobre 2022, prendiamo in esame invece una serie di gesti oggetto-adattatori , che implicano quindi il contatto tra mano e oggetto. Tali gesti possono essere dividi in tre gruppi: a) Far coincidere con un colpo sul tavolo gli estremi di fogli A4 da lei tenuti in mano. Far coincidere con la mano sinistra gli estremi in alto di fogli A4 tenuti in verticale tra le mani. b) Tocca e sistema la curvatura dello stelo di un microfono, sposta un foglio da sinistra a destra voltandolo. c) Con la mano destra, senza voltarsi, sposta leggermente indietro una sedia già posta dietro di sé. Tali gesti, sono due fra i principali costrutti caratterizzanti uno stato ansioso: la tendenza alla precisione e a un ordine eccessivo e il pieno controllo dell’ambiente circostante. Ad alimentarli la solennità della situazione e il peso del ruolo di Prima Ministra. Tale interpretazione trova conferma nell’analisi di una conferenza stampa tenuta da Giorgia Meloni il 31 ottobre 2022 al termine del suo secondo Consiglio dei Ministri. Il topic del discorso in questione sono i rave party e la necessità di intervenire con una norma trattandolo come reato a sé stante. Durante tale conferenza stampa individuiamo una serie di gesti: Auto-adattatori; Oggetto adattatori. L’insieme dei gesti rilevati è indicatore del forte stato di ansia in cui la Meloni si trova, in particolare:
La testa abbassata e bloccata da una mano sul volto (gesto auto-adattatore) è un tentativo di mantenere alto il livello di concentrazione sia quando c’è da introdurre il tema dei raduni illegali, sia quando c’è da sottolineare l’illegalità, sia quando c’è da menzionare il nuovo reato. Il pizzicotto sulla guancia induce a sorvegliare il contenuto del discorso per timore di cadere in errori o imprecisioni. La grattatina sul naso indica quanto l’argomento da trattare sia spinoso. La mano strofinata sul mento indica la volontà di mantenere accuratezza e precisione durante l’esposizione (quando viene letta la dicitura esatta del reato). Il dito di una mano che tocca un anello indossato a un altro dito della stessa mano (gesto oggetto adattatore) restituisce la perplessità riguardo alla decisione iniziale di far rientrare i raduni illegali nel reato di invasione di terreni o edifici. Gesti adattatori Di solito i gesti adattatori vengono compiuti velocemente dal parlante per far si che sfuggano per far si che sfuggano alla vista dell’ascoltatore, ciò avviene per due ragioni:
Un altro punto di contatto tra le gestualità di Salvini e quella della Meloni è l’embodiment numerico : far di conto con una mano distendendo nell’ordine il pollice, l’indice, il medio, l’anulare e così via. L’intento del contare con le dita di una mano elementi ordinati secondo un criterio numerico è quello di sviscerare un contenuto informativo, di scomporlo in unità minime che lo costituiscono. Lo scopo dell’operazione è triplice:
Tale oggetto diventa anche proiezione dell’identità di Meloni non soltanto come personaggio politico ma anche come madre. Questo accadde quando, durante una puntata degli Appunti, ha mostrato la copertina del suo quaderno modificata per la presenza di alcuni sticker appiccicati dalla figlia Ginevra.
Parte pregnante della Comunicazione Non Verbale (CNV), che si incrocia con alcuni aspetti della Lingua dei Segni, sono le microespressioni facciali. Ci siamo quindi focalizzati su alcune microespressioni facciali della Premier. 5 assiomi della comunicazione umana e interpersonale. Partiamo dai 5 assiomi della comunicazione umana e interpersonale che gli studiosi di psicoterapia breve di Palo Alto definiscono verità indiscutibili e componenti di base della comunicazione. I 5 assiomi relativi recitano: