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riassunto-libro-scienza-delle-finanze, Appunti di Scienza delle Finanze

Scienza delle finanze Libro Rosen, H.S., Gayer, T.

Tipologia: Appunti

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Riassunto - libro "scienza delle finanze"
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Distribuzione proibita | Scaricato da Illia Mishyn ([email protected])
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Riassunto - libro "scienza delle finanze"

Distribuzione proibita | Scaricato da Illia Mishyn ([email protected])

Capitolo 1

Introduzione

La scienza delle finanze si occupa delle politiche tributarie e di spesa pubblica adottate dallo Stato, e dei loro effetti sull'allocazione delle risorse e sulla distribuzione del reddito.

  • (^) Secondo la concezione organicistica , gli individui hanno valore solo in quanto contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi della collettività, che sono fissati dallo Stato.
  • Secondo la concezione meccanicistica , lo Stato é un artificio creato con il solo scopo di consentire la realizzazione degli obiettivi individuali. All'interno di tale tradizione, vi sono posizioni opposte: gli aderenti al pensiero liberale credono che lo Stato debba avere poteri estremamente limitati; secondo gli aderenti al pensiero socialdemocratico, per garantire il bene degli individui è necessario l'intervento pubblico.

La concezione di Stato è cambiato nel corso del tempo ed è strettamente collegata con altri aspetti (religiosi, politici...) che caratterizzano le culture dei singoli paesi e di intere aree geografiche. Nello studio della finanza pubblica si è soliti distinguere tra:

  • analisi positiva , che ha come obiettivo quello di individuare i nessi causali tra le variabili economiche e di rispondere a quesiti di tipo - qual è l'effetto di una riduzione dell'importo sul reddito da lavoro, sul l'offerta di lavoro? -.
  • analisi normativa , che cerca di fornire indicazioni circa le relazioni tra strumenti specifici, come la tassazione del reddito, e possibili obiettivi, come una certa distribuzione del reddito.

Capitolo 2

Gli strumenti dell'analisi positiva

Uno degli obiettivi della finanza pubblica é stimare in che modo diverse politiche incidono sul comportamento degli individui: questo viene raggiunto attraverso l'analisi positiva.

La teoria economica fornisce una struttura per riflettere sui singoli fattori che potrebbero influenzare il comportamento di interesse e aiuta a elaborare delle ipotesi testabili attraverso la ricerca empirica. Un'importante finalità del lavoro empirico é stimare la relazione causale fra una politica e un tipo di comportamento.

Per dedurre una relazione causale fra un programma e un risultato, devono verificarsi tre condizioni:

  1. Il programma deve precedere il risultato;
  2. Programma è risultato devono essere correlati;
  3. Devono essere eliminate altre spiegazioni della correlazione osservata.

Gli studi sperimentali assegnano in modo casuale i soggetti ad un gruppo sperimentale o di controllo. L'assegnazione casuale riduce la probabilità che fattori esterni portino il ricercatore a confondere la

La scatola di Edgeworth é quello strumento di analisi

La curva di indifferenza é l'insieme dei punti che individuano le quantità di due beni che soddisfano egualmente il soggetto. Il valore assoluto della pendenza della curva d’indifferenza indica il rapporto al quale l’individuo è disposto a scambiare un bene per una quantità aggiuntiva dell’altro ed è detto saggio marginale di sostituzione (SMS) tra i due beni.

In un’economia di puro scambio, l’efficienza paretiana richiede l’uguaglianza dei saggi marginali di sostituzione per tutti i consumatori: SMS (^) a = SMS (^) b

Aggiungendo il lato della produzione è necessario introdurre il concetto di frontiera delle possibilità produttive : il luogo di punti che indicano il massimo della quantità che si pu produrre di un bene, data la quantità prodotta dell’altro bene e la disponibilità degli input.

Con la produzione introduciamo le imprese, il mercato dei beni e quello dei fattori. Assumiamo:

  1. Concorrenza perfetta in entrambi i mercati;
  2. Mercati completi per tutti i beni (informazione completa e simmetrica, assenza di esternalità, assenza di altre imperfezioni di mercato, ...)

Il saggio marginale di trasformazione (SMT ) è il saggio al quale il sistema economico pu trasformare un bene in un altro bene; esso corrisponde alla pendenza della frontiera delle possibilità produttive, ma pu anche essere espresso come rapporto tra i costi marginali.

Poiché posso esprimere la pendenza della frontiera delle possibilità produttive come rapporto tra i costi marginali, allora la produzione è efficiente quando SMT = CM (^) X/CMY

La condizione di efficienza paretiana sarà uguale all'efficienza del sistema economico:

SMTX,Y = SMS¹ X,Y = SMS² X,Y

Il 1° teorema fondamentale dell'economia del benessere dice che se i mercati sono perfettamente concorrenziali (e sono completi per tutti i beni - informazione completa e simmetrica, assenza di esternalità, assenza di altre imperfezioni di mercato - ), allora un equilibrio concorrenziale, se esiste, è Pareto efficiente. Infatti poiché gli agenti sono price-taker, allora

SMS¹X,Y = P (^) X/PY= SMS²X,Y

Secondo la teoria del consumo, l'utilità è massimizzata per SMS¹X,Y = P (^) X/PY

Le imprese price-takers massimizzano i profitti producendo finchè a P = CM da cui deriviamo che

CM (^) X/CMY = P (^) X/PY, ovvero SMS (^) X,Y = PX/P (^) Y = SMS¹X,Y = SMS² (^) X,Y

-> se c'è concorrenza e tutti i consumatori hanno come obbligo la massimizzazione dell'utilità e i produttori quella del profitto, si ottiene un'allocazione efficiente delle risorse.

Il 1° teorema afferma che, in un sistema concorrenziale, si ottiene una allocazione delle risorse che appartiene alla frontiera delle utilità possibili (luogo dei punti pareto efficienti); tuttavia il criterio di efficienza paretiana non è di per se sufficiente a determinare la preferibilità di allocazioni alternative:

l'allocazione pareto efficiente, in cui ci troviamo, non per forza è anche quella che massimizza il benessere sociale rappresentato da una FBS= W = f(U 1 , U 2 ) ---> rappresentazione delle preferenze della collettività rispetto alla distribuzione delle risorse tra i suoi membri.

Il 2° teorema fondamentale dell'economia del benessere dice che la collettività pu raggiungere qualsiasi

allocazione pareto efficiente a condizione che: • gli agenti siano lasciati liberi di contrattare;

  • l'allocazione delle risorse sia quella preferibile, realizzata attraverso trasferimenti a somma fissa -> se lo Stato redistribuisce equamente il reddito e lascia operare il mercato concorrenziale, le allocazioni raggiunte autonomamente dalla collettività stanno sulla curva delle utilità possibili e sono eque.

Problemi -> Per trovare un sistema di imposte e sussidi in somma fissa che realizzi un'allocazione delle risorse equa, l'operatore pubblico dovrebbe per avere moltissime informazioni sulle preferenze e sulle caratteristiche di tutti i contribuenti. Questo é pressoché impossibile da raggiungere in questa allocazione -> II 2° teorema é puramente teorico. Inoltre è spesso difficile tenere separate efficienza ed equità: alcuni first best socialmente preferibili non sono raggiungibili, si va allora a second best (efficienti e iniqui o equi ed inefficienti?). Infine se non valgono alcune ipotesi della concorrenza perfetta si possono avere fallimenti del mercato (il libero mercato porta ad allocazioni inefficienti): ad es. se esistono imprese price makers, possono far salire il prezzo al di sopra del CM.

Surplus del consumatore

Consideriamo una curva di domanda (individuale). Definiamo prezzo di riserva, e lo indichiamo con p d^ , il prezzo massimo che il consumatore è disposto a pagare per acquistare una determinata quantità. Per esempio, per acquistare la prima unità del bene il prezzo di riserva è appena inferiore a p m; per acquistare la quantità y a^ il prezzo di riserva è p a.

Se il prezzo di mercato è p a, il consumatore paga tutte le unità acquistate, tranne l’ultima, meno del loro

prezzo di riserva (perci ci guadagna). Definiamo surplus del consumatore (SC) la somma di tutti questi guadagni. Per ogni singola unità venduta è data dalla differenza p d^ - p a^. Pu essere calcolato come l’area colorata del grafico:

SC = (p m^ - p a)y a/

Surplus del produttore

Consideriamo una curva di offerta (individuale).Definiamo prezzo di riserva dell’impresa, e lo indichiamo con ps^ , il prezzo minimo che essa è disposta ad accettare per vendere una determinata quantità. Di fatto il

prezzo di riserva coincide col costo marginale; per vendere la quantità y* il prezzo di riserva è p*, ma per

consumano la stessa quantità anche se per ognuno il costo marginale è differente, ciascuno ha quindi un proprio MRS.

Quando la domanda e l’offerta si eguagliano si ha equilibrio e quindi efficienza nel punto di intersezione in quanto MRS (^) xy persona1 + MRS (^) xy persona2 =MRTxy

Samuelson dimostra le condizioni di ottimalità paretiana in presenza di beni pubblici e privati. Attraverso tre grafici:

F 0 E 0F 0 E 0 la frontiera delle possibilità produttive CC tra un bene pubblico G e un bene privato x, che rappresenta le combinazioni dei due beni che possono essere prodotte, date le risorse disponibili.

F 0 E 0F 0 E 0 la curva di indifferenza di un primo individuo : il soggetto cerca di massimizzare la sua utilità scegliendo un paniere che si trovi all’interno della frontiera della possibilità produttive (in questo caso 10G e 5S)

F 0 E 0F 0 E 0 la curva di indifferenza del secondo individuo : una volta che il primo individuo ha scelto, il secondo dovrà consumare la stessa quantità di bene pubblico (10G) e una quantità di bene privato che è massimo la quantità definita dalla frontiera meno la quantità consumata dal primo individuo (12-5=7). Individuato questo punto si pu ripetere la stessa operazione ponendo che il primo individuo scelga una composizione di beni differente in modo tale che le

possibili combinazioni di cui pu disporre il secondo soggetto siano rappresentate nella curva DD. Sovrapponendo le curva di indifferenza del secondo soggetto alla curva DD e trovando il punto di tangenza e , è possibile individuare il punto dove il secondo soggetto trae la massima utilità e che rappresenta un ottimo paretiano. Poiché nel punto e MRSGx del secondo individuo è pari all’inclinazione della curva DD che è pari alla differenza tra MRT (^) Gx e MRS (^) Gx del primo individuo, allora:

MRSGxpersona1 + MRS (^) Gxpersona2 =MRTGx

Tuttavia quando si parla di un bene pubblico non escludibile, le persone possono essere incentivate a nascondere le loro vere preferenze, sfociando in un comportamento opportunista consistente nel godere benefici di un bene per cui altri hanno pagato il prezzo: definiamo questo problema free rider. È molto probabile quindi(e lo è anche quando siamo di fronte a beni pubblici escludibili a causa dell’assenza di rivalità nel consumo)che il mercato fornisca una quantità di beni pubblici non efficienti. Tuttavia questo problema sarebbe teoricamente ovviabile tramite la perfetta discriminazione di prezzo grazie all’intervento statale.

Forte è il dibattito in questi ultimi anni sull’opportunità di privatizzare alcuni servizi forniti o prodotti tradizionalmente dalla stato e del suo ruolo all’interno dell’economia. La diversa combinazione tra fornitura pubblica e privata di beni e servizi di pubblica utilità è fortemente cambiata nel tempo, e varia di paese in paese tanto che non è possibile definire quale sia la giusta combinazione; tuttavia è possibile individuare alcuni parametri di grande rilevanza, come:

  • salari e costi delle materie prime : se sono retribuiti diversamente dai diversi settori ceteris paribus, conviene scegliere quello a prezzo minore
  • costi amministrativi : nel caso di fornitura pubblica i costi amministrativi vengono suddivisi su un numero più ampio di persone.
  • Diversità dei gusti : difficilmente soddisfacibile dal settore pubblico.
  • Problemi distribuitivi : secondo il concetto di equità alcuni beni devono essere disponibili per tutti come la sanità e l’istruzione.

Il caso dell’istruzione

L’istruzione è una delle principali voci di spesa nei bilanci della gran parte dei paesi del mondo, questo perché: le scuole possono avere un potere socializzante, in un sistema democratico forniscono ai futuri elettori il background culturale su cui baseranno le loro future scelte politiche, sono un fattore rilevante per la formazione di capitale umano(di fondamentale importanza nella società globale di oggi), sono il fattore fondamentale di mobilità sociale.

Una delle questioni più dibattute è quella concernente il livello di spesa pubblica per l’istruzione, secondo ricerche condotte è stato ricavato che non è possibile stabilire l’efficacia della gestione scolastica osservando semplicemente le quantità di input acquistati; tuttavia questa sembra dipendere dall’età degli studenti coinvolti: l’investimento in istruzione nei primi anni di infanzia ha un rendimento molto elevato in termini dei successivi risultati scolastici dei bambini provenienti da famiglie a basso reddito.

Capitolo 5 - ‐

Le esternalità

Il primo teorema fondamentale dell’economia del benessere afferma che i mercati allocano in modo efficiente le risorse, anche se le cose possono cambiare a seconda di come gli individui influiscono sul benessere reciproco. Tuttavia il fatto che il comportamento di alcuni influisca sul benessere di altri non provoca necessariamente il fallimento del mercato: finché gli effetti vengono trasmessi mediante i prezzi (transazioni di mercato), i mercati sono efficienti. Al contrario quando l’attività di un soggetto economico influisce sul benessere di un altro direttamente, ossia non mediante variazioni dei prezzi di mercato, l’effetto viene definito esternalità.

Natura delle esternalità

Un’esternalità deriva dunque dalla mancata assegnazione dei diritti di proprietà o dall’impossibilità di farlo. Fintanto che una risorsa è di proprietà di qualcuno, il prezzo ne riflette il valore per usi alternativi e la risorsa viene impiegata in modo efficiente; al contrario le risorse di proprietà comune vengono utilizzate in maniera non efficiente perché nessuno è incentivato a economizzare il loro uso.

Le esternalità possono essere:

  • (^) Negative (ad es: inquinamento) o positive (ad es. le api che producono miele);
  • Possono essere prodotte sia dai consumatori sia dalle imprese;
  • I beni pubblici possono essere considerati un tipo particolare di esternalità : quando il consumo da parte da un individuo crea un’esternalità positiva su tutti gli altri consumatori, l’esternalità positiva ha le caratteristiche di un bene pubblico puro.

Analisi grafica dell’esternalità negativa

3.a. la parte che produce esternalità, è disposta a modificare il proprio comportamento previo versamento di una somma almeno pari al profitto che otterrebbe producendo una data unità;

3.b.la parte che subisce l’esternalità è disposta a pagare purché la somma pagata sia inferiore al danno arrecatole dall’output MD F 0 E 0F 0 E 0passiamo quindi da X◌҃ (^) A a X*A.

Questa affermazione segue il Teorema di Coase : se i diritti di proprietà sono ben definiti e i costi di transazione sono inesistenti, le parti hanno incentivo a negoziare fino a raggiungere la soluzione ottimale (indipendentemente da come sono distribuiti i diritti di proprietà.

Tuttavia le contrattazioni possono fallire perché: sono troppo costose, coinvolgono una molteplicità di soggetti, non è possibile individuare le cause dei danni e vi è un’informazione asimmetrica tra le parti.

Soluzioni pubbliche per la correzione dell’esternalità

Nel caso in cui gli individui non riescono a raggiungere una soluzione soddisfacente si ha l’intervento statale, che pu essere tramite:

Imposte à la Pigou : tassa indirizzata verso chi produce un esternalità (inquinamento) in modo tale da portare i costi al giusto livello. Questa tassa viene definita Tassa Pigouviana e grava su ogni unità dell’impresa inquinante e il cui ammontare è pari al danno marginale che l’impresa procura alla collettività in corrispondenza del volume di produzione efficiente.

In figura possiamo vedere che il danno marginale in corrispondenza dell’output efficiente Q* è dato dalla distanza cd : quindi l’imposta dovrebbe essere pari a questa distanza pari a questa distanza indentificando il gettito dell’imposta in ijcd (ovvero pq=cdOX* (^) A=cd*id).

Sussidi : supponendo che il numero di imprese inquinanti sia fisso si pu ottenere il volume efficiente di produzione pagando chi inquina perché non lo faccia: il sussidio per non inquinare è semplicemente un modo diverso per aumentare il costo di produzione effettiva di chi inquina. Con un sussidio pari a cd per ogni unità prodotta la produzione passerà da X◌҃ (^) A a X* (^) A poiché con la prima quantità MB<MC (infatti ge<ge+cd). Dal punto di vista della distribuzione, le conseguenze dell’imposizione di un’imposta o la concessione di sussidi sono profondamente diverse: invece di dover pagare un imposta per il sussidio in misura pari a jidc , l’impresa inquinante riceve un pagamento pari al numero di unità della produzione a cui ha rinunciato, che moltiplicato per il sussidio unitario cd , pari

al rettangolo dfhc.

Tuttavia il ricorso al sussidio è alquanto raro in quanto questo potrebbe in primo luogo incentivare uno stanziamento di nuove industrie dove il sussidio viene erogato(nel caso dell’inquinamento questo aumenterebbe) e in secondo luogo, siccome i sussidi devono essere finanziati tramite le imposte, la tassazione distorce gli incentivi e non è ovvio che questi effetti di distorsione siano meno costosi dell’esternalità stessa.

  1. Imposte sulle emissioni : un’imposta su ciascuna unità di output potrebbe non incentivare abbastanza l’industria che produce esternalità a individuare delle soluzioni per ridurre l’inquinamento, se non quella della riduzione delle emissioni. Per affrontare questo problema è necessario far pagare un’imposta pigouviana su ciascuna unità di emissione piuttosto che su ciascuna unità di output. Un’imposta sull’emissioni funziona pressappoco come l’imposta pigouviana sulla produzione. Prendiamo in esame un grafico riduzione dell’inquinamento-prezzo dove: -

MSB rappresenta la riduzione dei costi per chi subisce l’esternalità, tanto che ha pendenza negativa

  • MC rappresenta i costi marginali per chi emette l’esternalità, tanto che ha pendenza positiva
  • e* punto efficiente di riduzione dell’inquinamento dato dall’intersezione di MC e MSB
  • f * rappresenta l’imposta sull’emissioni che l’autorità pubblica applica facendo pagare f* su ciascuna unità di inquinamento emessa.

Se f >MC (ovvero la somma che risparmi in imposte è maggiore del costo marginale) l’inquinamento verrà ridotto fino al punto di efficienza _e_ poiché dopo tale punto non merita farlo in quanto i costo marginale per la riduzione è maggiore della riduzione d’imposta che ottiene.

Importante da verificare è il caso in cui vi sia più di un soggetto inquinante (in analisi 2 soggetti A e B).

Supponendo che l’autorità statale voglia ridurre la quantità di n unità di inquinamento l’anno, fin tanto che i costi marginali (per la riduzione dell’inquinamento) dei due soggetti inquinanti sono differenti è possibile ridistribuire l’onere in modo tale che i costi

risultino ridotti. In altre parole il costo totale della riduzione delle emissioni risulta minimizzato soltanto quando i costi marginali sono uguali per tutti i soggetti inquinanti(questo perché per due imprese si hanno spese molto diverse per la riduzione dell’inquinamento; nel nostro caso B deve sostenere oneri minori): allora si dice che l’allocazione è efficiente in termine di costo.

Oltre l’allocazione efficiente in termine di costo è possibile contemporaneamente compensare coloro che riducono maggiormente l’inquinamento. Quindi l’impresa che riduce meno le emissioni (in questo caso B) ha un’imposizione più elevata di quella che le riduce in maggior misura, in modo tale che i costi marginali MC delle due imprese siano uguali.

  1. Il sistema cap-and-trade : prevede l’emissione da parte dell’autorità pubblica di un certo numero di autorizzazioni a emettere sostanze inquinanti, che possono essere scambiate tra le imprese dietro compenso. Indipendentemente da come l’autorità pubblica distribuisce inizialmente le autorizzazioni (anche se influisce sulla distribuzione del reddito)si ottiene una stessa riduzione dell’inquinamento. In linea teorica le imposte sulle emissioni e i sistemi di cap and trade sono simmetrici, ovvero per ogni imposta sulle emissioni esiste un sistema di cap and trade che consente di ottenere la stessa allocazione e viceversa: tuttavia in pratica i due sistemi presentano alcune differenze come:

nessuna flessibilità riguardo alle modalità per ottenerla; possono assumere varie forme le cui più importanti sono:

F 0 E 0F 0 E 0 standard tecnologico : norma che impone ai soggetti inquinanti di installare una determinata tecnologia per lo smaltimento delle emissioni. Questa forma non incentiva le imprese a ricercare modalità nuove e maggiormente economiche per ridurre l’inquinamento.

F 0 E 0F 0 E 0 standard di performance : norma che stabilisce un obiettivo di emissioni per ciascun soggetto inquinante e lascia una certa flessibilità in merito alla modalità per raggiugerlo. Entrambe queste forme non sono completamente efficienti in termini di costo.

Le norme comand-and-control sono preferibili, rispetto ad un sistema basato sugli incentivi, nel caso in cui non sia possibile un monitoraggio delle emissioni. Un altro svantaggio del sistema basato sugli incentivi sta nel fatto che si possono venire a creare degli hot spot, o punti critici, dove si ha una forte concentrazione di emissioni.

Esternalità positive

Le esternalità positive si hanno nei casi in cui un soggetto o un’industria producono conoscenze (come nel caso della R&S) o beni che possono essere sfruttati poi in un secondo momento da terzi.

Ci comporta che l’impresa scelga un livello inferiore a quello efficiente nel punto di incontro tra la curva del beneficio marginale privato MPB e i costi marginali MC.

Tuttavia grazie a un sussidio è possibile far si che la produzione vada fino al punto R* (intersezione tra il beneficio marginale sociale MSB =MEB+MPB e costi marginali).

Capitolo 6 - ‐ La teoria

delle scelte collettive

I governi anche se eletti democraticamente, rispondono con difficoltà all’interesse generale: importante è capire come, tramite strumenti dell’analisi economica, avviene il processo decisionale politico attraverso la teoria delle scelte collettive. Le decisioni collettive a differenza delle decisioni private, date dalle preferenze eterogenee degli individui e regolate dai mercati attraverso i prezzi dove chi decide conosce le proprie preferenze, sono date dalle preferenze eterogenee degli individui e regolate attraverso votazioni , in modo tale che chi governa deve accertare le preferenze di coloro per i quali egli sta decidendo.

Democrazia diretta

Gli stati democratici utilizzano varie procedure per prendere decisioni nel campo della spesa pubblica e del suo finanziamento. I metodi di scelta dei livelli di fornitura dei beni pubblici sono principalmente tre:

  1. Voto all’unanimità : per ovviare la problema del free rider, e la conseguente fornitura insufficiente di beni pubblici, pu essere utilizzato il voto all’unanimità.

Secondo un modello teorizzato da Lindahl, con due individui e un solo bene pubblico, è possibile mostrare le combinazioni di quote a carico di ciascuno e il livello di fornitura di un bene pubblico decise all’unanimità. A seguito della decisione dell’autorità di imporre un certo prezzo-imposta (definito prezzo Lindahl, ovvero la quantità addizionale di denaro che un individuo deve pagare quando la spesa pubblica aumenta di 1 euro) in base alle proprie curve di domanda i cittadini votano per la quantità di bene pubblico.

Se l’accordo non è unanime, l’autorità stabilisce un altro prezzo Lindahl e il processo continua fino a quando i cittadini non scelgono la stessa quantità di beni pubblici. Quindi la determinazione di della quantità di bene pubblico avviene in maniera simile a quello del mercato, tanto che come per quest’ultimo le allocazioni sono pareto efficienti.

Tuttavia questo procedimento presenta due limiti:

  1. Gli individui devono esprimere onestamente le loro preferenze senza adottare comportamenti strategici
  2. (^) Il tempo per trovare un accordo all’unanimità richiede tempo molto dilatati.
  3. Voto a maggioranza : poiché l’unanimità è difficile da raggiungere sono preferibili i sistemi che richiedono una votazione a maggioranza, ovvero sistemi nei quali una proposta viene approvata se si pronuncia a favore ½+1 dei votanti. Tuttavia talvolta pu verificarsi:
  • il paradosso del voto, fenomeno secondo il quale le preferenze della comunità non sono coerenti, anche se le preferenze dei singoli lo sono. In circostanze simili è possibile risolvere il paradosso attraverso la manipolazione dell’ordine del giorno , ovvero un processo mediante il quale si organizza l’ordine di votazione per avere un certo risultato, o attraverso un voto strategico degli elettori.
  • la ciclicità del voto , ovvero una circostanza in cui il voto a maggioranza a coppie su più di due possibilità va avanti all’infinito senza che venga presa una decisione definitiva.

Naturalmente non sempre un sistema a maggioranza da vita a queste problematiche, poiché il voto dipende strettamente dalla configurazione delle preferenze individuali, rispetto alle decisioni da prendere, che possono essere:

  • preferenze unimodali : individuo ha preferenze unimodali se, allontanandosi dalla soluzione che preferisce, il suo beneficio cala costantemente.
  • preferenze bimodali : un individuo ha preferenze bimodali se, allontanandosi dalla soluzione che preferisce, il suo beneficio prima cala e poi aumenta nuovamente.

voti. Tuttavia c’è da osservare che se le condizione politiche non possono essere ordinare secondo un unico schieramento, il teorema dell’elettore mediano non vale più. Inoltre non si è tenuto in considerazione che: la leadership ha un forte grado d’influenza, non tutti gli aventi diritto al voto lo esercitano e i costi per l’acquisizione delle informazione da parte del cittadino sono alte(in termini di costo opportunità) e ci pu dar vita al problema del free-rider.

  1. burocrati (o funzionari pubblici): è ingenuo pensare che il fine della burocrazia sia solamente quello di interpretare i desideri dell’elettorato e dei suoi rappresentanti: l’interesse dei burocrati è finalizzato ad aumentare il potere e lo status, che sono in relazione diretta con la dimensione del bilancio a disposizione del funzionario, il quale quindi tenderà a massimizzarlo. Possiamo verificare questa affermazione ponendo in un grafico output della burocrazia(Q) euro due curve:
  • V, che rappresenta il valore totale attribuito a ciascun livello di Q dal legislatore che controlla il bilancio. La pendenza rappresenta l’utilità marginale sociale dell’output(tanto che la curva è decrescente).
  • C, la sua pendenza rappresenta il costo marginale per ogni unità di output utilizzato (decrescente)

Supponendo che il burocrate sa che il legislatore accetterà qualunque progetto la cui utilità totale superi i costi totale egli proporrà, al fine di massimizzare la dimensione del bilancio, l’output Q’ che rispetta il vincolo che C non superi V.

Quindi Q’ è un livello di output inefficiente (si ha solo corrispondenza tra costo totale e utilità totale); l’output efficiente si ha in corrispondenza di Q* dove il costo e l’utilità marginale si uguagliano.

  1. gruppi di pressione : sono cittadini che cercano una posizione di rendita e formano gruppi di pressione per condizionare l’attività di governo. L’interesse pu nascere sulla base della fonte di reddito, della dimensione del gruppo, del settore produttivo in cui operano i soggetti, della regione o di molte altre caratteristiche individuali.

L’aumento dell’intervento statale in economia

L’intervento dello Stato in economia è aumentato molto rapidamente. Questo fenomeno pu essere spiegato in diversi modi tra cui:

  • i cittadini richiedono un maggiore intervento dello stato,
  • il settore pubblico deve espandersi per assorbire l’eccessiva produzione del settore privato;
  • eventi casuali (come le guerre) aumentano l'intervento dello stato in economia, ma a evento un concluso l’inerzia impedisce di tornare a i livelli precedenti,
  • alcuni gruppi utilizzano lo stato per ridistribuire il reddito a loro favore.

Tra le proposte per controllare il crescente aumento dell’intervento dello Stato ci sono quella di incentivare la concorrenza con il settore privato, la riforma di processi di determinazione del bilancio statale e possibili norme costituzionali.

Capitolo 7

Aspetti teorici sulla

distribuzione del reddito

Tutte le questioni politiche importanti vertono sulla distribuzione del reddito: questo rientra nella sfera di analisi o di economisti, o deve vertere nelle mani dei politici? Impossibile risulta trovare un accordo in base a un metodo scientifico poiché le questioni in questo ambito non possono essere discusse sulla base di criteri di oggettività che caratterizzano l’economia come scienza. L’economista ha il compito di contribuire a far si che i politici decidano tenendo conto sia dell’efficienza, sia dell’impatto distributivo.

La distribuzione del reddito

Definiamo:

  • linea della povertà, il livello di reddito sufficiente a garantire i mezzi per soddisfare bisogni essenziali,
  • divario di povertà, quanto reddito si dovrebbe trasferire alla popolazione povera per elevare il reddito di ciascuna famiglia fino a raggiungere la linea di povertà.

Il problema riguardante le notevoli disuguaglianze nei paesi occidentali è da ricondurre alle differenze salariali dei capi famiglia che secondo molti economisti sarebbe da ricollegare all’incremento del rendimento economico dell’istruzione.

Da tener di conto è la natura dei dati raccolti:

  • In genere il reddito censito consiste solo nelle entrate in denaro delle famiglie. È possibile definire il reddito di un individuo in un dato periodo come la somma di quanto consumato e risparmiato in quel periodo. Tuttavia i dati sottostimano o non contano il reddito che non è registrato come flusso di denaro, ma in natura, ossia il consumo di beni e servizi(rappresentato dal tempo libero, ad es il tempo speso in famiglia, dai beni durevoli, ad es. la casa…ecc).
  • Le cifre ufficiali ignorano le imposte: i dati sul reddito sono al netto, e nei paesi occidentali i programmi di redistribuzioni avvengano principalmente sulle imposte.
  • Il reddito viene misurato in base annua: le misurazioni sul reddito hanno significato solo se riferite a un certo arco di tempo. Solitamente si prende in condizione l’anno, anche se questa non è una misura che riflette la condizione di un individuo poiché da una parte è troppo ristretta in quanto andrebbe preso in considerazione un arco spazio temporale che tenga conto dell’intera vita (da giovani si guadagna meno, durante la mezza età di più e da vecchi nuovamente meno), dall’altro nell’arco di un anno si possono avere grandi cambiamenti.
  • Esistono problemi nella definizione dell’unità da utilizzare: acceso è il dibatto se misurare il reddito in base ai singoli individui o alle famiglie.

Le ragioni della ridistribuzione del reddito

nella distribuzione del reddito accettando le disparità che servono ad accrescere l’utilità delle persone che stanno peggio.

Il filosofo Rawls , che ide questo criterio (tanto che questa curva prende il nome di Rawlsiana) supporta la sua tesi grazie al criterio di condizione iniziale , ovvero un criterio che afferma, partendo da una condizione

immaginaria nella quale i cittadini non sanno ancora quale sarà il loro status economico nella società, temendo di finire a far parte del ceto più povero preferiscono un intervento pubblico volto ad assicurare ai più poveri un reddito che sia il più alto possibile.

La distribuzione del reddito non pu mai portare un miglioramento paretiano, secondo l’ipotesi che l’utilità di un individuo dipenda dal suo livello di reddito. Se supponessimo invece che le persone ricche siano altruiste e quindi la loro utilità dipenda anche dal reddito dei più poveri si potrebbe avere un miglioramento paretiano. Tuttavia per questi soggetti è difficile effettuare personalmente il trasferimento di reddito per un problema di esternalità dato da asimmetria informativa, nel quale interverrà lo stato.

La distribuzione del reddito quindi potrebbe essere considerata un bene pubblico perché il livello di disuguaglianza all’interno della società influisce sull’utilità di tutti i cittadini, infatti è possibile considerare questa politica come una sorta di assicurazione contro la povertà.

Non tutti i punti di vista seguono una teoria utilitarista, come quella analizzata fino a questo momento: alcuni, come nel caso dell’ egualitarismo dei beni (idea secondo la quale tutti devono avere una certa disponibilità di alcuni specifici beni come i generi alimentari, un’istruzione minima…), ritengono imprescindibile che alcuni beni siano distribuiti a tutti; mentre altri sostengono che non conta come viene distribuito il reddito a condizione che sia il risultato di un processo equo di acquisizione delle risorse.

Riassumendo graficamente abbiamo F 0 E 0F 0 E 0

L’incidenza della spesa pubblica sulla distribuzione

Un programma di intervento pubblico pu modificare tutti i prezzi relativi determinando perdite e guadagni anche per individui non coinvolti. Poiché è difficile individuare tutte le variazioni dei prezzi che si verificano per effetto di un intervento pubblico, gli economisti in genere ipotizzano che una data politica vada soltanto a beneficio di coloro a cui è rivolta e che gli effetti di altre variazioni di prezzo sulla distribuzione del reddito siano di portata minore. In molti casi è probabile che questa assunzione sia corretta.

Molti programmi pubblici prevedono la fornitura di beni e servizi, ovvero di trasferimenti in natura, invece che di trasferimenti in denaro. Questo è verificabile costruendo un grafico “servizio-beni Y”:

  • effettuando un trasferimento in natura di un servizio pari a OB, un soggetto (con Vincolo di Bilancio iniziale CF) si sposta sul VdB PZ, consumando esattamente la quantità OB del bene fornito dallo stato e impiegando la totalità del reddito nell’acquisto di tutti gli altri beni (punto H).

effettuando invece un trasferimento in denaro pari al consumo del servizio in misura pari a OB, pu accadere che un soggetto (con VdB iniziale CF) si sposti sul VdB PZ, non consumando più esattamente la quantità OB del bene fornito dallo stato, ma una quantità minore per impiegando la totalità del reddito e il sussidio non speso nell’acquisto del servizio per acquistare una quantità tutti gli altri beni in M>H.

Possiamo affermare che un trasferimento in denaro migliora in maniera più incisiva le condizioni di questo soggetto, tuttavia nei paesi occidentali si ricorre molto spesso al trasferimento in natura per due motivi:

  • il primo è che esistono dei problemi nell’individuazione di chi ha e di chi non ha diritto a ricevere il trasferimento, tanto che in realtà persone che non hanno diritto al sussidio lo ottengono: i trasferimenti in natura possono scoraggiare la presentazione di domande da parte di chi non ne ha necessità in quanto in soggetti sono più difficilmente disposti a mentire per ricevere la fornitura di beni o servizi non cedibili che possiedono già.
  • in secondo luogo i trasferimenti in natura possono essere politicamente interessanti perché non servono solo al destinatario, ma anche al produttore del bene il cui consumo si intende assicurare a tutti.

Capitolo 8

La governance

europea delle politiche

fiscali e l’adozione

del bilancio dello

Stato

Dimensione quantitativa del settore pubblico nelle principali economie occidentali

Il grado di intervento del settore pubblico nell’economia varia da paese a paese, soprattutto in caso di recessione caso in cui è presente un peggioramento dei conti pubblici con dimensioni diverse. Analizzando un quadro generale possiamo dire che tra il 2005 e il 2010 in molti Paesi si è verificata:

  • una crescita più o meno sostenuta della spesa pubblica, • una diminuzione delle entrate sul PIL,
  • un’estensione dei debiti.