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ANTROPOLOGIA PER INSEGNARE. DIVERSITA’ CULTURALE E
PROCESSI EDUCATIVI (M. Tassan)
La diversità culturale del genere umano ANTROPOLOGIA : anthropos + logos = lo studio del GENERE UMANO →disciplina nata nell’800 per studiare somiglianze/differenze culturali e sociali in comparazione →Negli USA nasce l’ANTROPOLOGIA CULTURALE (→dalle teorie di Boas), la cui attenzione è rivolta in particolare a:
- Dimensione SIMBOLICA di credenze e valori
- Dimensione STORICA delle singole culture
- Dimensione LINGUISTICA Da questa prospettiva la CULTURA emerge come una serie di modelli di PENSIERO e COMPORTAMENTO condivisi da un gruppo, che influenzano:
- Funzionamento cognitivo
- Sviluppo della personalità degli individui che lo compongono. In Gran Bretagna la disciplina si formalizza accademicamente. Si verifica il passaggio da: ANTROPOLOGIA EVOLUZIONISTA→ a ANTROPOLOGIA SOCIALE Basata sullo studio delle:
- Modalità di organizzazione dei gruppi
- Relative istituzioni giuridiche e politiche ETNOLOGIA: scienza dei popoli → vari significati:
- Termine sovrapposto a antropologia
- L. Strauss la intende come parte del processo ricerca, diviso in 3 fasi : a) ETNOGRAFIA: osservazione e descrizione delle peculiarità culturali/ sociali di un determinato gruppo b) ETNOLOGIA: fase di comparazione dei dati raccolti con quelli di altri studi etnografici c) ANTROPOLOGIA: fase in cui si passa alla formulazione di una legge basata su quanto emerso dallo studio
- Oggi con ETNOLOGIA intendiamo PROCESSO+PRODOTTO della ricerca ANTROPOLOGIA BIOLOGICA (anche FISICA): studia e analizza la diversità da un punto di vista fisico-naturalistico→ focus su:
- Varietà morfologiche del genere umano
- Storia evolutiva
- Legami con PALEOANTROPOLOGIA (studio dei resti fossili dell'uomo e dei tipi umani ormai estinti) e PRIMATOLOGIA (studio dei primati) DEMOLOGIA: indaga FOLKLORE e TRADIZIONI POPOLARI →L’ANTROPOLOGIA CULTURALE è caratterizzata da una prospettiva ANTI- ETNOCENTRICA :
- Cos’è l’ETNOCENTRISMO? Tendenza a considerare la propria cultura ed il proprio sistema di valori come superiore→ porta a dare per scontata la validità del proprio modello culturale a discapito di altre posizioni culturale→ se estremizzato diviene causa di atteggiamenti denigratori e razzisti ≠
- RELATIVISMO CULTURALE (diametralmente opposto all’ENTNOCENTRISMO): tendenza a considerare qualsiasi comportamento o valore all’interno del proprio contesto socio-culturale→ in tal modo lo si può comprendere nella sua naturalezza e globalità.
- Focus sul punto di vista del nativo Il padre del REL.CULT. è Herskovits il quale afferma che: il rispetto per le DIFFERENZE INDIVIDUALI presuppone rispetto per le DIFFERENZE CULTURALI Moralità e valori hanno senso solo nel loro contesto naturale e hanno una valenza del tutto soggettiva! Questo approccio si fonda su: a) Prospettiva universalistica: ogni prodotto culturale è degno di attenzione b) Prospettiva olistica : attenzione nel cogliere relazioni tra le varie culture seppur diverse
- Inizialmente termine sinonimo e sovrapposto a quello di antropologia, col tempo si connota per lo studio storico-culturale di aree geografiche limitate;
- Propone uno sguardo a un contesto più ampio di quello di singoli gruppi sociali circoscritti tipici dell’antropologia di inizio novecento. ➢ Demologia:
- La parola demologia è una peculiarità italiana (da cui il nome del settore disciplinare M-DEA/01, discipline demoetnoantropologiche);
- È dedicata principalmente agli studi delle tradizioni popolari e del folklore Le origini del concetto antropologico di cultura Comte (Francia, 1798 - 1857) è il padre della SOCIOLOGIA→ disciplina che spiega i fenomeni sociali, considerata sapere scientifico a tutti gli effetti poiché, secondo Comte, i fenomeni sociali NON sono diversi da quelli naturali Adozione del modello teorico-metodologico POSITIVISTA : dato che i fenomeni sociali sono concreti e reali, esistono a prescindere da chi li osserva → lo scopo del sociologo è di rilevare dei dati scientifici, analizzarli e sistematizzarli per farne delle LEGGI GENERALI. La teoria di riferimento NON deve influenzare la raccolta e l’interpretazione dei dati, poiché essa rappresenta solo un’ipotesi da verificare che può essere avvalorata o confutata a seconda dei risultati della ricerca stessa. Secondo Comte, il progresso umano si dispiega secondo 3 stadi:
- S. TEOLOGICO (definito “infanzia del genere umano”) → primo approccio dell’uomo con la realtà, la quale tenta di spiegare ricorrendo all’esistenza di entità sovrannaturali
- S. METAFISICO (“adolescenza del genere umano”)→ l’uomo abbandona la religione come spiegazione e si sposta sul piano metafisico elaborando l’esistenza di forze astratte ed energia, una in particolare che governa tutto il mondo, la Natura
- S. POSITIVO (maturità) → momento dell’approccio POSITIVO ed EMPIRISTA, basato sull’osservazione, l’analisi e la spiegazione dei fenomeni. È la razionalità umana a dominare. A questa legge ne corrisponde una’altra che spiega lo sviluppo del pensiero:
- Stadio MILITARE: società militare e teologica , le figure dominanti sono quelle dei guerrieri e dei rappresentanti della chiesa
- Stadio LEGALE: società dei giuristi , fase dominata dalla sovranità popolare
- Stadio INDUSTRIALE: società industriale, al cui vertice troviamo gli scienziati → Darwin (Inghilterra, 1809 - 1882) pubblica “L’origine della specie” nel 1859→ sviluppo della TEORIA EVOLUZIONISTA secondo la quale l’ambiente esercita una FUNZIONE SELETTIVA e introducendo il concetto di lotta per la sopravvivenza → Spencer (Inghilterra, 1860 - 1929) è il padre dell’EVOLUZIONISMO SOCIALE: l’evoluzione sociale porta all’evoluzione GENERALE e sulla società agiscono gli stessi principi definiti da Darwin. →L’evoluzione biologica dell’uomo fa sì che esso si differenzi dalle altre specie. Allo stesso modo la differenziazione è avvenuta anche in seno ai sistemi politici, classificati da Spencer in questo modo: ➢ Società semplici prive di direzioni : società piccole, nomadi e prive di una struttura relazionale stabile → cooperano per scopi “pubblici” senza bisogno di un centro di regolazione (ex. eschimesi, indiani Pueblo) ➢ Società semplici con direzione : come quelle di sopra + un centro di regolazione ➢ Società composte: createsi dalla fusione pacifica o violenta di due o più società semplici. Hanno un’ottima organizzazione sociale. (Ex. greci omerici, new zelanders) ➢ Società composte doppiamente: totalmente insediate, presentavano una struttura politica ampia e definita, una gerarchia religiosa, un sistema di caste più o meno rigido e una divisione del lavoro più complessa (Ex. Francia del XIII secolo o Inghilterra dell’XI secolo) ➢ Società composte triplicemente: grandi nazioni civilizzate, complesse, vaste e organizzate→ ex. stati moderni come Gran Bretagna, Francia, ecc. → Spencer sfrutta inoltre la metafora dell’organismo biologico, le cui parti cooperano e sono interdipendenti per descrivere l’assetto della società
singolo gruppo (≠ dalla comparazione su larga scala, che invece mette a confronto istituzioni e tratti culturali, confronta usanze e modi di pensare, affianca costumi e classifica per tipi, confronta le idee della persona e del cosmo, gli schemi cognitivi e le tecniche di fabbricazione tra vari popoli e gruppi)
- La RICERCA SU CAMPO ha l’obbiettivo di determinate le cause storiche che avevano generato determinati costumi oggetto d’indagine e lo fa sfruttando molto di più il punto di vista del nativo Boas apporta tre contributi principali alla ricerca etnografica:
- Maggiore importanza alla storia di un gruppo
- Focus sui processi psicologici individuali
- Elaborazione del concetto di area culturale Particolarismo culturale (studiare una cultura presuppone circoscriverla e contestualizzarla nel suo ambiente naturale ed osservare quali situazioni affronta) Droysen (Germania, 1808-1884) ha messo in evidenza il concetto di unitarietà della scienza e l’importanza delle scienze umane Secondo Dilthey scienza della natura e scienza dello spirito avendo un diverso oggetto di indagine necessitano metodologie distinte:
- Le scienze della natura SPIEGANO
- Le scienze dello spirito COMPRENDONO Successivamente Windelband diversifica le scienze in base al loro scopo: a) SCIENZE NOMOTETICHE: normative, concettuali, formalizzatrici, hanno lo scopo di trovare leggi universali b) SCIENZE IDIOGRAFICHE: interpretative, critiche, narrative, hanno lo scopo di comprendere i fatti storici Tra queste Boas inserisce l’ANTROPOLOGIA! Boas era interessato a comprendere i modelli sociali e comportamentali → i quali vengono riprodotti ma anche modificati dagli individui che li adottano→ influenza reciproca CULTURA → INDIVIDUO
Cosa intende si intende per “ area culturale ”? →In generale: area geografica in cui sono radicati determinati tratti culturali →Per Boas : territorio in cui situare l’analisi → Per Wissler (rappresentante del diffusionismo): territorio in cui si sono diffuse caratteristiche culturali partite da un CENTRO CULTURALE. Secondo il diffusionismo infatti le diverse società umane hanno creato la loro cultura imitando i gruppi vicini, come altre tribù, popoli o città→ da qui: la cultura di un certo gruppo sarebbe nutrita da ciò che ha osservato in altre comunità, che a loro volta ne hanno osservate altre ancora Kroeber sottolineò la connessione esistente tra le aree culturali→ in effetti stabilire criteri che definiscano l’area culturale di appartenenza di due o più culture non è semplice, proprio perché esse NON sono entità fisse, ben definite, immobili→ per cui l’idea di area culturale ha una valenza teorica e metodica ma nel concreto non si può circoscrivere in maniera del tutto precisa Malinoski (Polonia 1884-1942) elabora il modello dell’ OSSERVAZIONE PARTECIPANTE → metodo che rappresenta la convergenza fra la figura dell’antropologo →e quella dell’etnografo, ovvero: Competenze teoriche dell’ANTROPOLOGIA + competenze pragmatiche dell’ETNOGRAFIA → Perché il contributo malinoskiano è stato tanto importante?
- Sostiene la bontà del metodo INDUTTIVO: le leggi vengono formulate sulla base di regolarità riscontrate dall’osservazione dei casi particolari
- Sostiene che l’unico modo per ottenere che l’ antropologia venga riconosciuta in quanto scienza à part entière sia praticarla attraverso il metodo sperimentale
- Sostiene l’importanza dell’ empatia: ogni cultura è un insieme complesso di elementi (valori, leggi, usi, costumi, idee, ecc.) che si innestano in un preciso contesto che deve essere compreso ed osservato con un approccio empatico.
- Sostiene la teoria del FUNZIONALISMO: ogni tratto culturale assolve ad una specifica funzione che ha senso all’interno di una determinata cultura e non fuori di essa→ in sintesi: la cultura è un insieme di risposte ai bisogni. → La funzione delle istituzioni sociali è soddisfare i bisogni individuali. Interpretare le culture
L’approccio ermeneutico all’antropologia si manifesta nel momento in cui si palesano le differenze che intercforrono tra quanto viene riportato dal NATIVO e quanto viene riportato dall’ANTROPOLOGO Il tutto non deve mancare di una profonda riflessione autocritica da parte del ricercatore che deve essere consapevole delle influenze del proprio bagaglio biografico, teorico e culturale! visione COSTRUTTIVISTA basata sull’idea che il SAPERE sia PROSPETTICO proprio perché risulta dalla combinazioni di fattori come: conoscenze pregeresse, competenze teoriche, preconcetti, ecc. Antropologia post-moderna (anni ‘60) Geertz (USA, 1945) e Marcus (USA, 1946) in “ Scrivere le culture ” (1986)
- Tale scritto nasce da una critica radicale al modo di fare etnografia precedentemente promosso da Malinowski.
- Geertz propone di considerare la cultura come «un insieme di testi», mentre il metodo etnografico diventa il tentativo di leggere un manoscritto che si presenta all’inizio come difficilmente decifrabile e comprensibile Tra i problemi affrontati dal testo c’è il seguente: ➢ Se la scrittura è inevitabilmente impregnata del contesto politico, istituzionale e sociale da cui l’autore proviene, è possibile rappresentare “fedelmente” e “autenticamente” culture e realtà diverse dalla propria? La corrente post-moderna mira, infatti, a mettere in evidenza le condizioni di produzione della conoscenza che viene riportata nei testi, proprio mentre viene prodotta e dunque:
- Narrazioni in prima persona
- Dialoghi riportati
- Nativo vero e proprio INTERLOCUTORE Geertz definisce l’INCONTRO ETNOGRAFICO come ERMENEUTICO:→ Il termine e ermeneutica, che letteralmente significa ARTE DELL’INTERPRETAZIONE, era usato nel Medioevo per indicare le tecniche di decifrazione dei testi antichi più complessi e, soprattutto, della Bibbia. Nel Novecento, indica il tentativo, di più ampia portata, di comprendere i fondamenti del processo interpretativo in quanto tale
L’assunto che caratterizza il movimento postmoderno è: la verità etnografica è sempre PARZIALE ed INCOMPLETA → poiché gli incontri con i nativi e le conseguenti produzioni etnografiche sono per natura uniche ed irripetibili Culture incorporate Mauss (Francia, 1872-1950) tra i primi a porre l’accento sulla corporeità culturale il corpo è il primo strumento dell’uomo Egli elabora il concetto di TECNICHE del CORPO : modalità in cui l’uomo in modo conforme alla società d’appartenenza e alle relative tradizioni, usa il corpo Mauss riconosce che la cultura risiede anche nel modo in cui svolgiamo azioni quotidiane ed altri aspetti concreti della fisicità→ siamo plasmati dalla cultura in maniera inconscia→ il corpo è “culturalmente plasmato” Ad ex. individua:
- Differenza tra la marcia della fanteria britannica e quella della fanteria francese
- Differenza tra il modo di camminare delle ragazze francesi e quelle americane Mauss definisce la TECNICA un atto: → tradizionale (dietro c’è sempre un apprendimento, una trasmissione) → efficace (finalizzato al raggiungimento di un fine) Un altro concetto proposto da Mauss e rielaborato da Bourdieu è quello di HABITUS: attitudine duratura prodotta dal contesto in cui il soggetto vive→ la quale lo predispone ad agire in un certo modo ma in maniera CULTURALMENTE VARIABILE e NON VINCOLANTE. Una volta assimilato del tutto, l’HABITUS diventa HEXIS (= abitudine) e cioè un modo durevole di atteggiarsi, parlare, pensare, ecc. assimilazione inconsapevole di una certa conoscenza corporea → che ci porta ad agire in un certo modo, SENZA determinarci completamente Partendo da questo presupposto, Bourdieu vuole comprendere come si generano gli effettivi “modi operandi”
- La sua visione viene palesata all’interno del saggio Per una teoria della pratica (2003), pubblicato un anno prima di Interpretazione delle culture (2004) di Geertz
L’analisi del sistema medico di un determinato contesto permette di rilevare l’insieme delle interpretazioni, dei saperi, delle pratiche e delle risorse che sono alla base della concezione di MALATTIA propria di quel contesto e permette di osservare il modo in cui essa viene affrontata Ad. Ex BIOMEDICINA (medicina scientifica occidentale): malattia e guarigione si concentra su fattori puramente biologici ed esclude influenze psicologiche , ambientali e sociali. Inoltre, la BIOMEDICINA è caratterizzata dalla visione parcellizzata della corporeità→ medicina specializzata per ogni parte del corpo
- CAMPO BIOMEDICO: insieme degli specialisti (attori sociali) che agiscono entro il contesto istituzionale della biomedicina Antropologia medica critico-interpretativa (‘20) Nuova chiave di lettura che vede nel sistema medico, un sistema di cure influenzato dal contesto in cui è radicato e dunque intrecciato anch’esso con il contesto sociopolitico e istituzionale → che plasma le credenze relative alla malattia, alla salute e ad un corpo definito “senziente” (dotato di sensibilità e sensi) Lock, Scheper-Huges elaborano il costrutto del MINDFUL BODY: corpo pensante, cosciente e consapevole. Il corpo è inteso come il prodotto di tre modalità analitiche:
- CORPO PERSONALE: quello attraverso cui si esperisce il mondo soggettivamente ed in maniera attivamente consapevole
- CORPO SOCIALE: uso del corpo come simbolo all’interno della società e funzionale all’interpretazione della società
- CORPO POLITICO: luogo di esercizio del potere attraverso forme di coercizione, controllo e sorveglianza →Paradigma dell’ INCORPORAZIONE: Csordas (USA) stabilisce l’esistenza di una relazione bidirezionale tra CORPO-CULTURA→ a) La cultura influenza la corporeità b) La corporeità a sua volta influenza e plasma la cultura Centrale è l’idea di ESPERIENZA→ il corpo è un soggetto attivo, che percepisce ed esperisce la realtà→ il corpo è SOGGETTO e la realtà è OGGETTO→ da qui l’alterità del SOGGETTO rispetto all’alterità oggettuale
Questa prospettiva richiama le teorie del filosofo tedesco Heidegger , il quale esprime il concetto di “ essere nel mondo ”: l’uomo NON esiste in astratto ma solo in relazione al mondo che abita sia a livello fisico e pratico che intellettuale Csordas ravvisa l’analogia tra TESTO e CORPO:
- il testo, come il corpo è un’entità plasmata
- al contempo il testo, come il corpo, è un’entità che plasma, trasforma un’esperienza in un prodotto simbolico e fruibile attraverso lettura ed interpretazione Csordas propone nella l’unione di due aspetti fondamentali:
- L’immediatezza dell’esperienza incorporata (quindi percepita attraverso il corpo)
- La molteplicità dei significati culturali in cui siamo costantemente immersi Nella pratica etnografica , ciò si traduce nell’unione di:
- RIFLESSIVITA’: autocoscienza metodologica del ricercatore, ovvero: l’etnografo è consapevole di sé, della sua natura soggettiva e riflessiva ed è presente nel testo assieme ai suoi interlocutori
- RIFLETTIVITA’: l’etnografo è consapevole del proprio sapere corporeo, il quale è inevitabilmente implicato nel suo lavoro di ricerca e del quale deve appunto essere cosciente Il corpo del ricercatore è VINCOLO ma anche VEICOLO di comprensione : le emozioni, le sensazioni ed i sentimenti del ricercatore sono fonte di conoscenza! Questo punto di vista valorizza il ruolo CONOSCITIVO dei sensi all’interno dello studio antropologico→ il quale diviene ANTROPOLOGIA “ DAL CORPO” condotta a partire quindi dalla specificità dell’esperienza sensoriale- corporale del ricercatore. Quest’ultima deve intendersi come complementare ad un’ ANTROPOLOGIA “ DEL CORPO” → (volta allo studio della corporeità come condizionamento sociale e realtà condizionata a livello sociale)
Ingold parla di un’ EDUCAZIONE DELL’ATTENZIONE , ovvero il meccanismo attraverso cui le nostre abilità vengono forgiate da reali contesti esperienziali nei quali osserviamo ed imitiamo. Mentre il concetto di SIGNIFICATO nella prospettiva costruttivista e interpretativa è inteso come risultato di un PROCESSO di COSTRUZIONE, nella prospettiva dell’ abitare Ingold ritiene che sia immanente all’interno dell’ambiente stesso. Per cui, non si può fare una netta distinzione tra NATURA e CULTURA ma è come se all’interno dell’ambiente, così come pensato da Ingold, questi fosse già corredato di tutti i suoi significati. Antropologia cognitiva Disciplina che si afferma negli anni ’ 60 → specifica area di indagine che interseca gli studi antropologici con quelli delle neuroscienze, della psicologia e dell’ etnoscienza. [ Etnoscienza: Indaga in modi in cui, nelle società tradizionali, venivano distinti e organizzati i domini del sapere relativi al mondo naturale, riconoscendo quindi, ai sistemi di conoscenza locale coerenza e sistematicità]
- Analisi delle modalità con cui gli esseri umani acquisiscono il sapere culturale condiviso
- Focus sulla trasmissione culturale
- Focus su apprendimento, memoria, linguaggio culturale Strumento attraverso il quale la società trasmette COMPETENZE CULTURALI tra generazioni →Inizialmente l’0bbiettivo era quello di indagare le terminologie con cui i nativi classificavano i vari ambiti della realtà ( etnobotanica , etnozoologia ed etnomedicina ) per comprendere come, a livello cognitivo, questi orientino e organizzino il loro comportamento. [Ex. Studio classico : di Brent Berlin e Paul Kay (1969) sulla terminologia del colore, su come il condizionamento culturale incidesse sulla percezione cromatica. Riscontrarono differenze fra popolazioni che usavano solo la distinzione fra chiaro e scuro e altri che avevano 11 termini per descrivere uno stesso colore (es. verde)] Rilevando gli aspetti sistematici dell’organizzazione della cultura e gli aspetti cognitivi che la caratterizzano, gli studiosi anelavano a dare forma ad una vera e propria teoria della conoscenza culturale.
Successivamente l’antropologia culturale si è concentrata sullo studio delle Cosmogonie: ovvero della variabilità dei sistemi di pensiero che caratterizzano le società umane (valori morali, credenze religiose, pratiche magiche, rapporto tra i sessi, idee di salute e malattia, ecc.) Dagli anni ’60, all’antropologia cognitiva subentra la scuola dei modelli culturali : →indaga i modelli del mondo dati per scontati che sono ampiamente condivisi dai membri di una società e che giocano un ruolo cruciale nel modo che questi hanno di comprendere il mondo e il loro comportamento all’interno di esso. Negli anni ‘80 compare il concetto di schema culturale (concetto nato in psicologia)→ TEORIA DEGLI SCHEMI CULTURALI: lo schema culturale è una generica rappresentazione di come si svolge un’esperienza di gruppo tra individui che vivono in modo simile, ad es. CONSUMO di un PASTO (evento semplice) oppure RITO RELIGIOSO (evento complesso) La teoria degli SCHEMI CULTURALI si fonda sull’assunto che le azoni umane siano determinate da PROTOTIPI appresi →Da qui emerge l’idea che non solo il linguaggio e il sapere linguistico hanno un ruolo essenziale nella formazione del pensiero concettuale degli individui MA anche il sapere non linguistico ha un ruolo importante, soprattutto in relazione ai modi in cui apprendiamo a svolgere i compiti pratici della vita quotidiana Jane Lave e Claude Wenger (1988;1991) ritengono che l’ apprendimento pratico si configura come una graduale acquisizione di competenze sempre più complesse che comprende solo una parte minima di istruzioni impartite attraverso la parola → La trasmissione di sapere avviene attraverso l’osservazione e la pratica manuale Concetto di SCHEMA: → contiene dei prototipi associati ad una certa situazione e memorizzati→ comporta la creazione di aspettative attorno a certe situazioni→ es. SCHEMA della festa di compleanno: giochi, regali, torta, canzone “tanti auguri”, spegnimento delle candeline La teoria degli schemi conduce anche alla formulazione di una corrente chiamata CONNESSIONISMO: respinge l’idea che la mente sia meramente basata sull’immagazzinamento in sequenza di info e prassi ma come una rete di elementi connessi → analogalmente: gli SCHEMI CULTURALI sono una serie di unità interconnesse all’interno di questa rete Questa visione è sostenuta da Naomi Quinn e Caudia Strauss ( ENTRAMBE ANNI ‘90 ) le quali dichiarano che la teoria degli schemi permette di affermare che:
- l’ apprendimento culturale possa avvenire anche senza un insegnamento esplicito forma verbale, ma semplicemente attraverso quello pratico ed imitativo.
l’influenza che ha esercitato sull’attività psichica umana , con conseguenze sul modo stesso in cui pensiamo
- Studio su come l’uso della scrittura ha influito sulla trasformazione delle strutture mentali dei popoli da lungo tempo alfabetizzati Questioni principali su cui i cognitivisti hanno indagato:
- In che modo si trasmette il patrimonio culturale nelle società senza scrittura.
- In che modo la modalità di trasmissione del sapere sono cambiate a seguito dell’adozione della forma di comunicazione scritta? Con quali conseguenze a livello socio-culturale e cognitivo.
- Trasmissione ORALE, verificatasi attraverso due modalità:
- Relazioni FACCIA A FACCIA : il SIGNIFICATO di una PAROLA non può essere mai stabilito in maniera fissa e astratta, come avviene con un dizionario, ma si arricchisce del rapporto fra due parlanti e se ne conferma la validità attraverso il suo uso concreto e ripetuto→ Se una parola indica un oggetto o un concetto di particolare importanza all’interno della società, si hanno di essa molte sfumature o un numero elevato di parole simili che indicano variabili numerose
- Centralità MEMORIA : La MEMORIA è importantissima anche come patrimonio comune, sociale e collettivo. Ciò che non è rilevante socialmente, viene lasciato cadere nell’oblio. questa è definita TRASMISSIONE OMEOSTATICA: si crea equilibri tra ciò che è rilevante e merita di essere tramandato e ciò che invece lo è meno e viene dimenticato. →Ovviamente in un contesto ORALE vi è una ridotta coscienza della → a sensibilità storica inizia ad operare con le testimonianze scritte, registrate in modo permanente.
- Goody e Watt esplorano LE CONSEGUENZE PRODOTTE DALLA SCRITTURA A LIVELLO COGNITIVO: L’incidenza complessiva di questo cambiamento è dipesa strettamente dal tipo di sistema di scrittura adottato e dalla sua distribuzione a livello sociale. Influenza e cambiamento non uniformi a causa di:
- Variabilità del grado di efficacia comunicativa intrinseco ai differenti tipi di scrittura
- Differenza grado di diffusione all’interno della società essa è nata → STORIA DELLA SCRITTURA LENTA E DIFFORME
- Prima forma grafica di comunicazione: pittura rupestre preistorica
- Successivamente, processi di semplificazione e stilizzazione o pittografie
- IV Millennio a.C., forme di scrittura più complesse, come i geroglifici egiziani (pittogrammi).
- VI-V sec. a.C. Scrittura alfabetica utilizzata in città stato della Grecia e della Ionia. Per Goody e Watt solo in caso di scrittura alfabetica si può iniziare a parlare di società letterate → la Grecia è considerata la prima società LETTERATA→ in quanto scrittura alfabetica usata da un’élite e importante strumento comunicativo. [Idea criticata perché giudicata etnocentrica] Ad ogni modo la tesi centrale di G. e W. è che l’adozione della scrittura ha plasmato il funzionamento del pensiero:
- Ha reso astratta la relazione PAROLA-REFERENTE ponendo le basi del pensiero speculativo
- Ha avviato lo sviluppo della TASSONOMIA, intesa come classificazione sistematica degli elementi dell’esperienza in aree separate dell’attività intellettuale→ distinzione AMBITI DEL SAPERE
- L’alfabetizzazione ha definito più chiaramente la differenza tra ordine ANIMALE, UMANO e DIVINO→ creando le basi per il pensiero scientifico.
- Ha permesso la nascita del senso della storia , svincolando la conoscenza dall’immediatezza del presente. Separazione netta fra presente e passato.
- Ha contribuito alla STRATIFICAZIONE della SOCIETA’: la possibilità di acquisire o meno una serie di competenze attraverso la lettura diventa un elemento decisivo di differenziazione fra i membri di una collettività