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Un'introduzione alla vita e all'opera di Marc Chagall, con focus sul suo dipinto del 1918 'Sulla città'. Il testo sottolinea come la sua infanzia, famiglia e villaggio natale siano state le principali fonti d'ispirazione. I dipinti di Chagall, testimonianze personali, riflettono eventi del Novecento e le illusioni e disillusioni dell'uomo. Cresciuto a Vitebsk, Chagall ha avuto contatti con avanguardie artistiche a Parigi, da cui ha tratto stimoli per le sue opere. Collegato al surrealismo, ha trasferito gioia, amore, vita popolare russa ed episodi biblici nella sua arte, mantenendo un approccio positivo e reale. Il documento conclude con una descrizione di 'Sulla città' e una citazione di Chagall sull'arte come 'uno stato d'animo'.
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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Marc Chagall (Vitebsk, 7 luglio 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 28 marzo 1985), Sulla città , 1918, olio su tela, 45x56 cm, Mosca, Galleria Tretyakov.
“Il mio mondo, la mia vita, tutte le cose che amavo, tutto ciò che sognavo, tutte le cose che non ho saputo dire a parole le ho dipinte. Ho dipinto la mia amata Russia, la mia città Vitebsk, la comunità ebraica nella quale sono cresciuto, il modo in cui vedevo ogni cosa quando ero bambino”^1. Queste parole di Marc Chagall evidenziano come proprio gli anni della sua infanzia, la famiglia e il villaggio natale furono le principali fonti d’ispirazione per l’artista.
I suoi dipinti però, oltre a rappresentare una testimonianza degli avvenimenti personali della sua vita, acquistano anche un significato universale, poiché ripercorrono i grandi avvenimenti della storia del Novecento e mostrano le illusioni e le disillusioni dell’uomo dell’epoca.
Chagall, di origine ebraica, nacque a Vitebsk in Bielorussia nel 1887; giovanissimo si trasferì a Parigi dove venne a contatto con i protagonisti delle grandi avanguardie artistiche e conobbe il Fauvismo e il Cubismo, da cui ricavò, senza aderire a nessuna di queste correnti, strumenti e stimoli rielaborati nelle sue opere in maniera del tutto personale. Spesso è collegato al mondo dei surrealisti anche se, con il suo positivismo di fondo e con la sua attenzione al reale, invece di raccontare in pittura gli aspetti più remoti dell’inconscio, trasferiva nelle sue opere la gioia e l’amore, le vicende della vita popolare russa ed episodi biblici. Nella sua arte Chagall mostrò sempre uno spirito ottimista, anche se durante la seconda guerra mondiale i suoi dipinti divennero un po’ più cupi. Tuttavia, l'amore e la speranza rimasero temi sempre presenti all'interno delle sue creazioni, nella maggior parte delle quali Bella, sua musa e prima moglie, fu per lui la principale fonte di gioia e ispirazione.
Tutta la sua arte si evince nel dipinto “Sulla città” del 1918, capolavoro in cui Chagall si ritrasse con la moglie, nutrendolo, come spesso faceva in molte sue opere, di una fantasia che rimandava all’ingenuità infantile e alla fiaba. Le figure dei due amanti si lasciano portare dal vento sopra la
(^1) Marc Chagall, La mia vita , traduzione di Massimo Mauri, Milano, SE, 1998, ripubblicato in AA.VV., Chagall. Love and life. Opere dall’IsraelMuseum di Gerusalemme , Milano, Skira, 2015, p.33.
città di Vitebsk, occupando uno spazio in cui l’orientamento non esiste più e il sotto e il sopra si equivalgono: come nei sogni tutto è possibile e vero. È un quadro fatto di speranza, prima che di memoria, che guardava al futuro prima che al passato; una speranza esaltata dalla delicatezza dei colori e dalla pacatezza delle stesure. L’amore per la moglie faceva viaggiare Chagall con leggerezza e spensieratezza nel cielo terso sopra la città, e la stretta condivisione della loro quotidianità, rappresentata dallo stringersi in volo, gli permetteva di avere sempre la positività che si doveva trovare anche nei momenti più difficili della vita.
I racconti onirici di Chagall sfidano le leggi della fisica, ricalcano i contorni più poetici ed
emozionanti del panorama interiore dell’artista. In fondo lui stesso disse: “L’arte mi sembra essere soprattutto uno stato d’animo”^2.
(^2) Cfr. Viktor Misiano, Chagall, “Dossier art”, Milano, Giunti Editore, 2009, p.16.