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La Criosfera, ossia la parte del pianeta coperta di ghiaccio, comprende neve, ghiacciai, calotte di ghiaccio, ghiaccio marino e permafrost. La maggior parte del ghiaccio si trova nella regione antartica, e rappresenta la più grande riserva di acqua dolce del pianeta. Lo studio della Criosfera aiuta a comprendere i processi e le interazioni che essa subisce a causa del cambiamento climatico. Il permafrost è un tipo di terreno con acqua perennemente allo stato solido, e occupa circa un quinto delle terre emerse. Le calotte glaciali sono estensioni di ghiaccio con superficie superiore a 50.000 km2, e esercitano un ruolo importante nel controllo dell'innalzamento del livello del mare. Le piattaforme glaciali e gli iceberg completano il quadro della Criosfera.
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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La criosfera è la parte del pianeta costituita o coperta da ghiacci, ed è formata da tutte le masse di neve e ghiaccio presenti sulla superficie terrestre e comprende quindi neve, superfici di laghi e fiumi ghiacciati, ghiaccio marino, piattaforme di ghiaccio, ghiacciai,calotte di ghiaccio e permafrost. Quantificarne l’estensione risulta complesso in quanto grandi quantità di ghiaccio si trovano nascoste, intrappolate nel terreno o tra fratture rocciose; inoltre anche il fatto che la durata delle sue componenti risulta essere variabile, infatti alcune superfici gelate non resistono alla transizione tra le stagioni, permette di sviluppare solo una stima della sua vera estensione che presenta un’occupazione minima delle terre emerse del 20% , fino ad arrivare al 50% nei periodi invernali. Un esempio di questa variazione sono le superfici ghiacciate che si formano nel Mar Artico che raggiungono un’estensione massima di circa 15 × 10 km quadrati 6 nel mese di marzo e minima di circa 6 × 10 km quadrati nel mese di settembre. La 6 maggior parte del volume di ghiaccio nel mondo si trova nella regione antartica, più precisamente nella calotta Antartica, che costituisce il 78% dei ghiacci terrestri;questa si è formata molto lentamente a causa delle scarse precipitazioni, ma il processo di fusione è altrettanto lento, grazie alle rigide temperature: proprio per questo, l’Antartide è composta dai ghiacci più antichi della Terra Grazie alla sua conformazione, risulta essere la più grande riserva di acqua dolce del pianeta. Inoltre rappresenta anche una “miniera” di informazioni per lo studio dei fenomeni passati, in quanto il ghiaccio ha permesso la conservazione di dati fondamentali per lo studio degli eventi climatici che hanno interessato il nostro pianeta.
La criosfera, per definizione, è l’insieme di tutto il ghiaccio presente nel pianeta; comprende quindi i ghiacciai montani, la banchisa (ovvero lastre di acqua marina solidificata), ghiaccio marino, ghiacciai, piattaforme di ghiaccio, terreno ghiacciato e iceberg. Anche la neve svolge un ruolo importante per questo ecosistema in quanto, oltre ad influenzare la massa di ghiacciai e calotte polari, interagisce anche dinamicamente con tutte le componenti della criosfera. Lo studio del manto nevoso
inoltre permette di comprendere i processi, le interazioni e i cambiamenti che la criosfera subisce a causa del cambiamento climatico e per valutare quindi le conseguenze che ciò può avere a livello globale. IL PERMAFROST Il permafrost è un particolare tipo di terreno nel quale è presente acqua perennemente allo stato solido a causa delle costanti basse temperature; questa particolare caratteristica rende il terreno molto duro in quanto le componenti che lo formano sono legate saldamente tra loro da ghiaccio. Il permafrost è tipico delle alte latitudini, e occupa circa un quinto delle terre emerse, in particolare circa metà della Russia, del Canada, tre quarti dell’Alaska e la quasi totalità di Groenlandia e Antartide, ma si può anche trovare in piccole aree di alta montagna. In base alla rigidità del clima, può estendersi in profondità per parecchie decine di metri, fino ad arrivare ad un massimo di 1500 m in Siberia occidentale. LE CALOTTE GLACIALI Le calotte glaciali, o coltri di ghiaccio, sono estensioni di ghiaccio con superficie superiore a 50.000 km2, nelle quali, la base, siccome è più calda della superficie a causa del calore geotermico,è interessata da continue liquefazioni/solidificazioni durante le quali si creano delle colate di ghiaccio che formano anche veri e propri “fiumi di ghiaccio” Le calotte maggiori si trovano in Antartide e Groenlandia, dove è raccolto circa il 96,6% del ghiaccio sulla superficie terrestre. LE PIATTAFORME E GLI ICEBERG Le piattaforme glaciali sono l’unione di superfici ghiacciate che galleggiano sul mare collegate con la terraferma. Dalla loro rottura si formano iceberg che vanno alla deriva. Gli iceberg sono porzioni di ghiaccio che galleggiano nel mare, nei quali la parte che si trova sotto la superficie risulta essere circa 7/10 volte quella che sporge. Posso avere varie dimensioni, ma il più grande mai registrato lo si è potuto osservare nel 1956 e aveva un’estensione pari a quella del Belgio. Si possono formare in due modi ovvero dalla frattura delle piattaforme glaciali a causa delle correnti marine, oppure si creano quando la parte finale dei ghiacci terrestri che scendono fino al mare entra in contatto con l’acqua e si rompe. Una volta staccatisi dall’origine, gli iceberg vengono spinti alla deriva da venti e correnti marine ; l’erosione di vento e onde e la progressiva fusione, rende inevitabile lo scioglimento completo degli iceberg, anche se alcuni di essi hanno avuto una vita di parecchi anni.
Un recente studio dell'IPCC ha portato alla luce dei dati preoccupanti per il nostro futuro: infatti negli anni compresi tra il 2006 e il 2015 il livello del mare è aumentato di +3,6 mm la temperatura del permafrost ha subito un incremento di +0.3°C in Groenlandia e Antartide sono state perse circa 430 miliardi di tonnellate di ghiaccio In uno degli ultimi Report dell’IPCC mostra che durante lo scorso secolo il livello del mare è cresciuto di circa 15 cm su scala globale; oggi invece cresce ad una velocità che è oltre raddoppiata ( 3,6 mm all’anno) e che sta accelerando. Questo fenomeno continuerà per secoli; infatti, anche se le emissioni di gas serra diminuissero massicciamente e il riscaldamento globale si fermasse al di sotto dei 2°C, entro il 2100 l'innalzamento dei mari potrebbe arrivare a circa 30-60 cm, mentre potrebbe raggiungere il metro se le emissioni di gas serra dovessero continuare a crescere in maniera costante, cosa che sta accadendo. Un altro effetto dell’aumento delle temperature sarà visibile nei ghiacciai di medie dimensioni presenti in Europa, Africa orientale, Ande tropicali e in Indonesia, che saranno interessati da una perdita del circa 80% della loro massa totale entro il 2100. Una ricerca di quaranta scienziati ha infatti combinato i risultati e dati dell’Ipcc riguardo le conseguenze dell’incremento della temperatura terrestre di 1,5°C e sulle alterazione oceano-criosfera con nuove importanti ricerche più recenti. L’International Cryosphere Climate Initiative ha così scoperto che, se le emissioni continueranno ad aumentare, quasi tutto il ghiaccio del mondo scomparirà, tranne i ghiacci dei due poli e dell’Himalaya. Al momento, i ghiacciai dell’Himalaya sono la più grande riserva di ghiaccio al di fuori delle regioni polari, e oltre 1,9 miliardi di persone in otto nazioni dipendono dalla sue risorse quali acqua, cibo ed energia. Come riportato dal Centro internazionale di sviluppo integrato delle montagne (Icimod) anche se a livello globale il riscaldamento sarà limitato a 1,5˚C , i più grandi ghiacciai, tra cui proprio l’Himalaya si riscalderanno di circa 1,8˚C.
La diminuzione della criosfera in alta montagna influenza negativamente non solo l’ecosistema ma anche le attività umane; infatti l’arretramento dei ghiacciai modifica la disponibilità e la qualità dell’acqua nelle zone più a valle, quelle maggiormente abitate, con gravi conseguenze per molti settori, primi tra tutti quello agricolo e quello idroelettrico. Le comunità umane in stretto contatto con ambienti costieri, aree polari o di alta montagna, sono particolarmente esposte ai cambiamenti del sistema criosfera-oceano-clima, come ad esempio l’innalzamento del mare. Inoltre, oltre al ruolo all’interno del sistema climatico, la criosfera fornisce “servizi” importanti per il vivere umano. Ghiacci e neve delle montagne forniscono infatti un’affidabile fonte stagionale di acqua, e la loro perdita avrebbe un effetto devastante soprattutto sulle popolazioni rurali che la utilizzano per il loro sostentamento. Infatti non solo la quantità ma anche la qualità dell’acqua andrebbe diminuendo provocando impatti sulla sopravvivenza così come degli ecosistemi anche delle popolazioni. Un esempio è quello dei ghiacciai dell’Himalaya che sono la più grande riserva di ghiaccio al di fuori delle regioni polari, e oltre 1,9 miliardi di persone in otto nazioni dipendono dalla sue risorse quali acqua, cibo ed energia; un eventuale loro scioglimento porterebbe quindi a enormi disagi a tutte quelle popolazioni che vi fanno affidamento. In un recente intervento, il presidente dell’IPCC ha affermato che se riducessimo le emissioni nettamente, le conseguenze per le persone e la loro vita sarebbero ancora complesse ma potenzialmente più gestibili per coloro che sono più vulnerabili e ci sarebbero anche maggiori benefici per lo sviluppo sostenibile. Tutti questi fenomeni, il mare aperto, l’Antartico, l’Antartide e le regioni di alta montagna, possono sembrare situazioni molto distanti, ma bisogna capire che tutte le persone, indipendentemente dal luogo in cui si trovano, sono influenzate da loro in molti modi, dal livello climatico, al cibo e acqua, ma anche in attività commerciali, turismo, ma soprattutto salute, benessere e identità, perché il pianeta ci rappresenta e muta in base alle nostre scelte.