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Nel ventennio successivo al Robinson Crusoe succede poco per quanto riguarda la nascita del novel vero e proprio: non si è ancora formato pienamente il romanzo domestico moderno, cioè il racconto pubblico dell'esperienza privata. Robinson Crusoe non è un romanzo domestico, perché è ancora fortemente avventuroso e ha influenzato soprattutto la tradizione del romanzo coloniale e imperialista, fino alla fantascienza e al cinema moderno. Per arrivare al romanzo domestico era necessario costruire storie ambientate nella quotidianità, in cui le lettrici potessero riconoscersi. La maggior parte dei lettori di narrativa, allora come oggi, erano infatti giovani donne. Per questo si sviluppa un racconto della domesticità pensato per questo pubblico. Prima della piena nascita del novel, negli anni Quaranta e Cinquanta del Settecento, circolavano storie brevi di ispirazione francese, spesso scritte da donne per donne. Una di queste autrici è Haywood. Phantomina di Eliza Haywood racconta la storia della trasgressione di una giovane donna appartenente a una “persona di condizione”, quindi all'alta società. La ragazza si trova a Londra senza la madre, in una situazione che riflette quella di molte giovani lettrici dell'epoca, che vivevano una vita molto sorvegliata. In questo contesto più libero, si sente attratta da un libertino, Beau Blaiseur, che frequenta abitualmente delle prostitute. La protagonista ha allora l’idea di travestirsi e sedurre questo uomo senza svelare la propria identità. All'inizio si finge una prostituta e riesce a conquistarlo. Quando però si rende conto che lui, come tutti i seduttori seriali, sta perdendo interesse, inventa un nuovo travestimento e lo seduce di nuovo. In totale assume tre identità: una finta prostituta londinese, una ragazza di campagna e una vedova. In tutti i casi l'uomo non si accorge che si tratta sempre della stessa persona. Lei cerca di tenere vivo il desiderio di lui attraverso piccoli intrighi e stratagemmi. La storia mette in scena una forma di apparente empowerment femminile, perché la protagonista prende l'iniziativa, organizza gli incontri e controlla il gioco della seduzione. Tuttavia questo tentativo di controllo avrà esiti disastrosi. C'è una rappresentazione della femminilità come animata da desideri normalmente repressi che, nel momento in cui si esprimono liberamente, diventano destabilizzanti e portano alla rovina della donna. Contemporaneamente l'uomo è rappresentato come pronto alla seduzione ma incapace di un interesse duraturo. All'inizio Fantomina sembra padrona del proprio gioco, ma con il procedere della storia viene sempre più presentata come vittima delle sue stesse azioni. A un certo punto la madre della giovane torna in città e si scopre che la ragazza è rimasta incinta. A questo punto Haywood costruisce un finale moralmente molto netto. Da una parte ha raccontato una trasgressione, capace di attirare il pubblico anche per il suo lato pruriginoso; dall'altra sente il bisogno di reinserire una morale rigida. Fantomina è costretta a confessare tutto alla madre. L'uomo viene rintracciato, ma non può esserci alcuna riparazione. Il finale è durissimo: Fantomina viene mandata in convento in Francia. Racconti come questo sono delle vere e proprie parabole: da un lato si rivolgono a un pubblico femminile e danno voce a desideri, passioni e costrizioni tipicamente femminili; dall'altro hanno un chiaro scopo didattico e punitivo. Combinano una forte trasgressione con una morale finale molto severa, che punisce l'eroina senza possibilità di riscatto. Quando Richardson vuole scrivere un romanzo rivolto a un pubblico di giovani lettrici da educare, quello che fa con Pamela non sarebbe stato possibile senza i romance di Haywood e i romanzi sentimentali che li avevano preceduti. Richardson prende questo tipo di narrazione e la modifica: reagisce a quelle che considera ambiguità morali, all'eccesso di sentimentalismo e a un moralismo poco realistico che non tiene conto della propensione al peccato delle giovani protagoniste. In Pamela allude a quel mondo ma lo riscrive da un altro punto di vista, modificando l'eroina, modificando il finale e collegando tutto alle problematiche dell'ideologia progressiva, aristocratica e conservatrice. Richardson era un self-made man, come Defoe. Faceva il tipografo, stampava le sessioni parlamentari ed era molto interessato alla letteratura di condotta, cioè quei manuali che prescrivevano il buon comportamento. Aveva anche scritto un manuale basato su modelli epistolari. Quando decide di scrivere Pamela, costruisce un'eroina virtuosa, Pamela, come indica anche il sottotitolo del romanzo: Virtue Rewarded. Il personaggio maschile fondamentale è un aristocratico, Mr. B., il cui nome resta nascosto per aumentare l'effetto di realismo. Mr. B. vuole approfittarsi di Pamela, avere rapporti con lei e trasformarla in una sua concubina. La ragazza è inizialmente la domestica della madre di Mr. B.; quando la madre muore, Pamela resta al suo servizio. Attraverso le lettere che scrive, Pamela racconta ciò che le sta accadendo e capisce presto che Mr. B. vuole approfittare di lei. Da qui iniziano una serie continua di situazioni di pericolo che all'epoca avevano un fortissimo impatto emotivo sul pubblico. Mr. B. tenta ogni strategia possibile: si traveste da donna fingendo di essere un'altra domestica per entrare nel letto di Pamela, si nasconde negli armadi, la fa sequestrare con la forza da due sgherri. Si crea così un'atmosfera quasi gotica, costruita sulla suspense e sulla minaccia continua alla virtù della protagonista. Queste scene erano percepite come estremamente realistiche ed erano potentissime sul piano emotivo. Pamela fu un vero fenomeno editoriale: venne piratato, tradotto, divorato dai lettori, che restavano immersi nella storia grazie alla forte capacità del romanzo di creare identificazione e tensione narrativa. Tutto il romanzo è scritto da Pamela stessa, sotto forma di epistolario, e le sue lettere diventano il libro. Inizialmente scrive al padre, poi continua nello stesso stile anche quando Mr. B intercetta le sue lettere; questi fogli, cuciti insieme, costituiscono il manoscritto che racconta la storia. A un certo punto, Mr. B si redime: capisce di aver proiettato su Pamela le proprie idee, pensando che lei volesse ingannarlo o sedurlo, e riconosce la sua onestà. Alla fine, le propone matrimonio e il romanzo si chiude con il loro matrimonio, premiando così la virtù di Pamela (virtue rewarded). Anche la sorella di Mr. B, inizialmente ostile e convinta che Pamela fosse un'arrampicatrice sociale, viene conquistata dalla purezza e dalla moralità dell'eroina, così come la comunità, e si ha un lieto fine. Lo stile epistolare di Richardson è caratterizzato dal cosiddetto writing to the moment, un meccanismo narrativo che registra gli eventi mentre accadono, in modo quasi sismografico. Questo crea un realismo diretto, perché il lettore segue gli eventi in tempo reale, percependo le emozioni e le reazioni immediate di Pamela. La scrittura include anche lunghi elenchi di oggetti che Pamela porta con sé, dispositivi narrativi che rafforzano il realismo e l'adesione alla realtà narrata. La mentalità di Pamela è quella di una giovane donna della borghesia media. Il linguaggio che usa è fortemente colloquiale e vicino alla parlata quotidiana, con una chiara ricerca di realismo. Il romanzo reagisce al genere del romance e ne preserva alcuni tratti, ma il nome “Pamela” era all'epoca rarissimo, tratto dall'arcanea di Philip Sidney, e funge da marca di letterarietà: indica che, nonostante i chiari segnali di realismo, il testo mantiene una componente narrativa. All'interno del romanzo si trovano frasi metaletterarie, che segnalano consapevolmente la natura romanzesca dell'opera. Il fine di Richardson è scrivere una storia pienamente sintonizzata con la sfera pubblica contemporanea educativa e didascalica. Pamela entra in conversazione con problematiche ideologiche ed epistemologiche, reagendo alla crisi culturale del XVIII secolo e confrontandosi con le ideologie progressiva, aristocratica e conservatrice. Alla base della sensibilità di Pamela c'è l’idea che il valore non derivi dal rango, ma dalle qualità intrinseche. Pamela rappresenta un ideale etico e morale: non cerca l'avanzamento sociale attraverso la ricchezza o il rango, ma incarna una virtù morale che si riflette nella difesa della propria castità. Il romanzo sposta il discorso sull'ascesa sociale e sui conflitti di classe in termini più accettabili per il pubblico borghese e aristocratico, evitando connotazioni politiche troppo esplicite. Pamela mette in atto e incarna una ricerca di verità empirica: produce continuamente rapporti scritti della propria situazione, come un narratore di viaggio, con attenzione ai dettagli. Mr. B, aristocratico e antieroe, cerca di intercettare, manipolare e condizionare questi rapporti, convinto che il suo rango gli dia il diritto di modificare la verità. Pamela, invece, mantiene fedeltà ai fatti e alla verità empirica, dando vita a uno scontro tra la sua onestà empirica e la volontà di Mr. B di controllare la realtà secondo il proprio interesse. Ù Pamela diventa Shamela (un gioco di parole tra Shame, vergogna, e Sham, finzione/imbroglio). . Mr. B diventa Mr. Boaby (sciocco, tontolone). . Il Parroco Williams non è più un aiutante spirituale ma l'amante e complice di Shamela nel raggiro. In questa versione, Shamela è un'opportunista, un simbolo dell'arrampicata sociale aggressiva e del consumismo ("comprerò tutto ciò che vedo"), che punta a sedurre il ricco e stupido Booby per sistemarsi. L'operazione di Fielding lavora sull'intreccio tra parodia (che colpisce le forme e i generi letterari) e satira (che colpisce i comportamenti morali). Il meccanismo principale utilizzato è l'amplificazione, simile a quello della caricatura visiva: isolando e calcando i tratti tipici o le contraddizioni di un personaggio/ testo, questi diventano grotteschi e visibili. Attraverso l'esagerazione, Fielding mira a creare uno sguardo critico nel lettore, svelando la natura artificiale e moralmente ambigua dell'originale richardsoniano. Un punto centrale della critica di Fielding è l'attacco al naive empiricism (empirismo ingenuo) e alla pretesa di veridicità documentaria tipica del romanzo del tempo (come in Robinson Crusoe o Pamela). Nel frontespizio di Shame/a, Fielding imita lo stile di Richardson affermando di voler esporre le "falsità" di Pamela attraverso la pubblicazione di "carte autentiche" ed "esatte copie". Fielding smonta l'uso della retorica documentaria utilizzandola per raccontare una storia opposta: se Pamela usava le lettere per attestare la sua virtù, Shame/a usa lo stesso mezzo per documentare il raggiro. L'apparato epistolare, dunque, si rivela uno strumento neutro che può essere usato per falsificare la realtà. Nelle lettere prefatorie (che parodiano quelle elogiative di Pamela), Fielding introduce due figure chiave per smascherare l'ipocrisia di Richardson: . Parroco Tickletext (letteralmente "colui che solletica il testo"): loda Pame/a con un entusiasmo che tradisce un eccitamento quasi pornografico, ammettendo il piacere tratto dalle scene spinte. . Parroco Oliver: condanna il testo originale sostenendo che contiene descrizioni troppo emotive/ fisiche per essere moralmente accettabili (ad esempio, vieta alla figlia di leggerlo). Fielding suggerisce che Richardson abbia usato la morale come un "paravento" per mettere in scena situazioni pruriginose e voyeuristiche (le violenze tentate, gli agguati, i travestimenti), attirando i lettori con la promessa di scandalo rivestita di etica. Tuttavia, Fielding incappa in un paradosso inevitabile: per parodiare e criticare la scabrosità di Richardson, è costretto a replicarla, mettendo in scena a sua volta situazioni volgari (come la prima notte di nozze simulata) per intrattenere il lettore. Fielding ridicolizza la tecnica narrativa del writing to the moment (scrittura istantanea), portandola all'assurdo. Se in Richardson era poco credibile che Pamela scrivesse lettere nei momenti di massimo pericolo, in Shamela questo diventa surreale. Shamela scrive mentre finge di dormire, mentre è a letto con il marito, e addirittura mentre subisce le avance fisiche di lui ("Lui allunga la mano... ed io scrivo"). L'uso del tempo presente viene esasperato per evidenziare l'artificialità e i limiti epistemologici della scrittura richardsoniana. Inoltre, Fielding parodia il materialismo caotico di Richardson attraverso elenchi di oggetti incongrui: scarpe spaiate, sermoni e romanzi pornografici vengono messi sullo stesso piano, sottolineando la confusione morale della protagonista. Infine, la critica si cristallizza nel linguaggio. Mentre Pamela era sottotitolato Virtue Rewarded, Shamela parla ossessivamente della sua "Vartue" (storpiatura dialettale e volgare di Virtue). Questo termine cessa di indicare una qualità morale e diventa una merce di scambio, un bene materiale che la protagonista "cede" o "vende" al miglior offerente per ottenere lo status sociale desiderato. In Joseph Andrews, Fielding introduce un narratore molto sviluppato e intrusivo, che prelude a quello onnisciente del romanzo ottocentesco (eterodiegetico). Nei capitali prefatori ai vari libri del romanzo, l'autore teorizza consapevolmente sulla novità della sua opera. Non avendo ancora un nome definitivo per questo genere (il termine Nove/ si stabilizzerà solo a fine Settecento), Fielding assembla categorie della critica letteraria seicentesca definendo la sua opera un “Epic Comic Poem in Prose" (Poema Epico Comico in Prosa). Ogni termine ha una valenza specifica: . Epic (Epico): Non si riferisce al tono eroico (che in questa fase storica è in declino o oggetto di parodia, come in Pope), ma all'ampiezza dello sguardo. Il romanzo copre una vasta porzione geografica e sociale dell'Inghilterra, differenziandosi dalla chiusura domestica di Pamela. . Comic (Comico): Indica il tono satirico, che diverrà poi tipico della tradizione successiva (fino a Dickens). . Prose (Prosa): Sgancia l'opera dalla forma poetica tradizionalmente associata all'epica. Inoltre, Fielding definisce la sua opera come Biography (biografia) in contrapposizione alla History. Mentre la storia ha uno sguardo collettivo ("a volo d'uccello"), la nuova narrazione (il Nove/) mette a fuoco le vite private degli individui. Fielding recupera strutture narrative antiche, in particolare quelle del romanzo greco (come le Etiopiche di Eliodoro), caratterizzato da amanti separati, viaggi, pirati e una provvidenza che porta al ricongiungimento. Tuttavia, opera un abbassamento di tono "donchisciottesco": i protagonisti non sono principi, ma un lacchè (Joseph) e una contadina (Fanny). Il finale di Joseph Andrews parodia il meccanismo dell'agnizione (riconoscimento finale dell'identità), tipico del romanzo greco. Attraverso una doppia agnizione (prima si teme un incesto tra i due amanti ritenuti fratelli, poi si scopre la verità), si rivela che Joseph è figlio di un gentiluomo. Questo svela la natura ideologica della trama di Fielding, che è una trama conservatrice (0 conservativa), opposta alla trama progressiva di Richardson e Defoe: . Trama Progressiva (Richardson/Defoe): Il protagonista cambia status sociale e ascende (es. Pamela diventa signora, Robinson diventa ricco). . Trama Conservatrice (Fielding): Il protagonista scopre di aver sempre fatto parte di un certo ordine sociale stabile. Joseph non diventa gentiluomo, /o era già. La verità è uno status immutabile che viene semplicemente restaurato e svelato, non costruito. Anche Fielding usa la Provvidenza per risolvere gli intrecci, ma si tratta di una "Provvidenza Narratoriale". È il narratore stesso a introiettare la funzione divina per mettere ordine nel caos. Questo implica una visione secolarizzata: la realtà è percepita come caotica e disgregata, e l'ordine gerarchico nel romanzo è riconosciuto come un artificio letterario. Per Fielding la religione e l'ordine provvidenziale sono strumenti sociali, un collante necessario per mantenere la coesione, gestiti però dall'arbitrio del narratore-monarca. Con Tom Jones, Fielding perfeziona il modello, creando un'opera più omogenea e matura che influenzerà il romanzo storico (es. Walter Scott). Anche qui, nei saggi introduttivi, Fielding rivendica di aver fondato una “New Province of Writing"(una nuova provincia della scrittura), ponendosi come un monarca costituzionale che legifera seguendo però le convenzioni accettate dai lettori. Trama: Tom Jones è un trovatello cresciuto dallo Squire Allworthy (A/-worthy = degno di tutto), innamorato di Sophia Western ma ostacolato dal nipote invidioso di Allworthy, Blifil Dopo essere stato cacciato, Tom vive avventure picaresche, partecipa alla ribellione giacobita del '45 e subisce numerose tentazioni sessuali. Nel finale, scampa alla forca e, tramite agnizione, si scopre essere il nipote legittimo di Allworthy e vero erede, ristabilendo l'ordine violato (trama conservatrice). Fielding teorizza l'esclusione del "meraviglioso" (magia, eventi impossibili) dal romanzo moderno. Il narratore deve attenersi a ciò che è possibile e, soprattutto, a ciò che è probabile. Ciò che è improbabile, anche se possibile, esula dalla norma quotidiana e non è interessante per la comprensione della realtà. Il soprannaturale (come i fantasmi) viene ammesso solo come esperienza estetica (es. a teatro o nel futuro romanzo gotico), non come realtà empirica (differenza rispetto al fantasma di Mrs. Vea/in Defoe). Il narratore di Tom Jones costruisce un rapporto complesso con il lettore. A differenza dell'esperienza