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Una sintesi della filosofia di Hume, il filosofo che porta alla maturazione della corrente empiristica iniziata da Locke. Hume è antimetafisico e vede l'esperienza come fonte di conoscenza e criterio di verità. L'opera principale di Hume è il Trattato sulla natura umana, in cui si chiede come è fatta la nostra mente e si distinguono le percezioni in impressioni e idee. una riflessione sulla relazione tra impressioni e idee e sullo scetticismo di Hume.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Hume è il filosofo che più di tutti porta alla maturazione della corrente empiristica che inizia con Locke ma i cui paletti aveva già messo Bacone per quanto riguardava il metodo scientifico. Locke è il primo che comincia a parlare dell’esperienza come prima fonte di conoscenza e fonte di autorità per criterio di verità, non solo per quanto riguarda la scienza fisica ma anche per tutto ciò che riguarda l’uomo e le strutture conoscitive umane. Hume è quello che lo porta a maturazione passando per Berkeley. L’esito di un’indagine puramente empiristica sull’uomo e sulla natura dell’uomo, e sulla sua conoscenza e ragione, non porterà che a degli esiti scettici (dubitare di gran parte dei principi conoscitivi e delle conoscenze che noi diamo per certe e oggettive , cioè esistenti in sè. Il progetto di Hume è la creazione della scienza della natura umana (applica il metodo sperimentale di Bacone) e la scelta della natura umana si prefigura come un’indagine sui limiti dell’intelletto e della ragione (che cosa può e non può conoscere). Per Hume questa è la domanda iniziale da cui si dovrebbe partire prima di indagare tutte le altre cose. Nella sua indagine empirista che vede l’esperienza come fonte di conoscenza e criterio di verità. Hume è antimetafisico. (spirito antimetafisico = critica al modo in cui si giunge a certe conclusioni)
➔ L’opera principale è “il trattato sulla natura umana” = prima opera che egli scrive ed è quella che ebbe meno successo e racchiude il fulcro e il centro della sua filosofia.
intelletto = mente —> Come è fatta la nostra mente? (Quello che si chiede Hume all'inizio del trattato, perché da questo e da come la mente è strutturata, che si può derivare delle conseguenze anche per le conoscenze che questa mente può creare.
La mente secondo Hume contiene percezioni. Locke parlava di idee mentre Hume parla di percezioni e le divide in due
l’altra; le impressioni si dispongono davanti a noi una dopo l’altra ma quello che noi esperiamo sono semplicemente l’impressione 1, l’impressione 2,.. ma mai l’impressione del tempo in quanto tale. Non c’è mai il tempo come impressione. L’idea di tempo è un’idea che nasce quando noi, grazie all'immaginazione, mettiamo in relazione le idee e vediamo che sono una dopo l’altra è quindi ci creiamo questa idea composta di tempo. ● L’impressione del tempo accompagna tutte le altre impressioni ed e il nostro considerarle insieme che ci fa creare questa idea ● Il tempo per Hume non è nel mondo ma è dentro di noi, è soggettivo e non ha un carattere oggettivo Stessa cosa vale per le idee di spazio , sostanza e causa. Queste tre idee sono alla base dello scetticismo che Hume poi avrà sulla scienza, sul mondo esterno e sull’io.
La controparte tipica del razionalismo è che alcune idee nella nostra mente sono innate, cioè presenti nella nostra mente prima ancora che noi abbiamo avuto una qualsiasi tipo di esperienza.
Questa è la facoltà di stabilire relazioni tra idee. Spiega le idee più fantastiche che possiamo avere. Come l’immaginazione stabilisce relazioni? In che modo le associa? Secondo Hume, nonostante questa sia una facoltà potenzialmente libera, non c’è vincolo a ciò che l’immaginazione riesce a fare (tipi di associazioni), tendenzialmente c’è una forza che la governa, c’è qualcosa che governa questo relazionare idee tra loro (es = forza di gravità nel mondo.)
● Hume però non parla mai di idee astratte come il rosso in astratto o l’idea di “cavallinitá” ● Secondo Hume le idee astratte non esistono. Esistono solo idee particolari. L’idea che abbiamo del cavallo è sempre di un cavallo particolare.
Questa è la sua visione dell’intelletto umano, tranne la memoria. La memoria è una facoltà della mente che produce le idee semplici quindi le copie delle impressioni