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Ripasso di Hume, Schemi e mappe concettuali di Filosofia

Una sintesi della filosofia di Hume, il filosofo che porta alla maturazione della corrente empiristica iniziata da Locke. Hume è antimetafisico e vede l'esperienza come fonte di conoscenza e criterio di verità. L'opera principale di Hume è il Trattato sulla natura umana, in cui si chiede come è fatta la nostra mente e si distinguono le percezioni in impressioni e idee. una riflessione sulla relazione tra impressioni e idee e sullo scetticismo di Hume.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020

In vendita dal 30/07/2022

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RIPASSO DI HUME
Hume è il filosofo che più di tutti porta alla maturazione della corrente empiristica che inizia con
Locke ma i cui paletti aveva già messo Bacone per quanto riguardava il metodo scientifico. Locke
è il primo che comincia a parlare dell’esperienza come prima fonte di conoscenza e fonte di
autorità per criterio di verità, non solo per quanto riguarda la scienza fisica ma anche per tutto ciò
che riguarda l’uomo e le strutture conoscitive umane. Hume è quello che lo porta a maturazione
passando per Berkeley.
L’esito di un’indagine puramente empiristica sull’uomo e sulla natura dell’uomo, e sulla sua
conoscenza e ragione, non porterà che a degli esiti scettici (dubitare di gran parte dei principi
conoscitivi e delle conoscenze che noi diamo per certe e oggettive , cioè esistenti in sè.
Il progetto di Hume è la creazione della scienza della natura umana (applica il metodo
sperimentale di Bacone) e la scelta della natura umana si prefigura come un’indagine sui limiti
dell’intelletto e della ragione (che cosa può e non può conoscere). Per Hume questa è la
domanda iniziale da cui si dovrebbe partire prima di indagare tutte le altre cose. Nella sua
indagine empirista che vede l’esperienza come fonte di conoscenza e criterio di verità. Hume è
antimetafisico. (spirito antimetafisico = critica al modo in cui si giunge a certe conclusioni)
+ Il discorso che parte a prescindere dall’esperienza e parte con i ragionamenti a priori, che
non fanno affidamento ai dati a posteriori. Le argomentazioni metafisiche sono su questioni
che per alcune ragioni di principio noi non possiamo conoscere a posteriori ( es = origine
del cosmo ). Dunque tutte le argomentazioni metafisiche vanno a descrivere realtà che noi
non possiamo conoscere tramite l’esperienza e che in questo senso si fondano su
argomentazioni a priori.
+ Essendo tutte queste cose a priori, esse prescindono dall’esperienza che però Hume, da
empirista, ha eletto a unica fonte e a criterio di verità.
Hume non arriverà a negare per questo motivo alcune cose come l’esistenza di Dio, perché
quello che egli dice non è non esiste ma è noi non possiamo conoscerlo
Quando egli porrà in dubbio l’esistenza del mondo esterno e dell’io come persona esistente
e il sapere scientifico , la conclusione non è non esiste la conclusione è noi non possiamo
sapere se esiste → lo scetticismo in questo senso non è la negazione di qualcosa, ma è
dire noi non lo sappiamo (in questo aspetto il suo spirito metafisico emerge).
Indagine rigorosamente empirista
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RIPASSO DI HUME

Hume è il filosofo che più di tutti porta alla maturazione della corrente empiristica che inizia con Locke ma i cui paletti aveva già messo Bacone per quanto riguardava il metodo scientifico. Locke è il primo che comincia a parlare dell’esperienza come prima fonte di conoscenza e fonte di autorità per criterio di verità, non solo per quanto riguarda la scienza fisica ma anche per tutto ciò che riguarda l’uomo e le strutture conoscitive umane. Hume è quello che lo porta a maturazione passando per Berkeley. L’esito di un’indagine puramente empiristica sull’uomo e sulla natura dell’uomo, e sulla sua conoscenza e ragione, non porterà che a degli esiti scettici (dubitare di gran parte dei principi conoscitivi e delle conoscenze che noi diamo per certe e oggettive , cioè esistenti in sè. Il progetto di Hume è la creazione della scienza della natura umana (applica il metodo sperimentale di Bacone) e la scelta della natura umana si prefigura come un’indagine sui limiti dell’intelletto e della ragione (che cosa può e non può conoscere). Per Hume questa è la domanda iniziale da cui si dovrebbe partire prima di indagare tutte le altre cose. Nella sua indagine empirista che vede l’esperienza come fonte di conoscenza e criterio di verità. Hume è antimetafisico. (spirito antimetafisico = critica al modo in cui si giunge a certe conclusioni)

  • Il discorso che parte a prescindere dall’esperienza e parte con i ragionamenti a priori, che non fanno affidamento ai dati a posteriori. Le argomentazioni metafisiche sono su questioni che per alcune ragioni di principio noi non possiamo conoscere a posteriori ( es = origine del cosmo ). Dunque tutte le argomentazioni metafisiche vanno a descrivere realtà che noi non possiamo conoscere tramite l’esperienza e che in questo senso si fondano su argomentazioni a priori.
  • Essendo tutte queste cose a priori, esse prescindono dall’ esperienza che però Hume, da empirista, ha eletto a unica fonte e a criterio di verità. ➔ Hume non arriverà a negare per questo motivo alcune cose come l’esistenza di Dio, perché quello che egli dice non è non esiste ma è noi non possiamo conoscerlo ➔ Quando egli porrà in dubbio l’esistenza del mondo esterno e dell’io come persona esistente e il sapere scientifico , la conclusione non è non esiste la conclusione è noi non possiamo sapere se esiste → lo scetticismo in questo senso non è la negazione di qualcosa, ma è dire noi non lo sappiamo (in questo aspetto il suo spirito metafisico emerge). ➔ Indagine rigorosamente empirista

➔ L’opera principale è “il trattato sulla natura umana” = prima opera che egli scrive ed è quella che ebbe meno successo e racchiude il fulcro e il centro della sua filosofia.

TRATTATO SULLA NATURA UMANA

intelletto = mente —> Come è fatta la nostra mente? (Quello che si chiede Hume all'inizio del trattato, perché da questo e da come la mente è strutturata, che si può derivare delle conseguenze anche per le conoscenze che questa mente può creare.

CONTENUTI =

La mente secondo Hume contiene percezioni. Locke parlava di idee mentre Hume parla di percezioni e le divide in due

  1. Impressioni che si definiscono più precisamente sensazioni perché derivano dai nostri sensi (sono fatte di sensazioni e riflessioni cioè emozioni e passioni). Un esempio di impressione è il mio toccare la superficie piana. Una sensazione tattile. Ci sono anche le sensazioni visive, uditive e così via. Ci sono anche delle impressioni che non derivano dai nostri sensi ma che hanno comunque un grado di presenza alla mente talmente forte da poterle chiamare impressioni e queste sono le emozioni. Hanno tutte un’impressione e presenza nella nostra mente molto forte. 2. Idee Questa distinzione esiste per dare un maggior peso ai dati primi (dati che derivano dall’esperienza). La relazione che c’è tra impressioni e idee, è un po’ la relazione che c’è tra un paesaggio e la sua immagine o una relazione di uguaglianza ma in grado di intensità minore. Questa relazione é un po’ come la relazione che c’è tra il vedere una mela rossa e ricordarla. Questa cosa Hume la deriva dalla sua esperienza. ● Perché noi guardiamo dentro le nostre conoscenze e nostre percezioni e guardiamo che alcune sono più intense di altre perché alcune le viviamo in prima persona. ● Hume parla delle idee come una copia sbiadita delle impressioni ● Le idee nascono dalle impressione ● Le idee sono per Hume sempre derivate dalle impressioni

Temp = noi ci creiamo delle idee o abbiamo delle impressioni in successione cioè una dopo

l’altra; le impressioni si dispongono davanti a noi una dopo l’altra ma quello che noi esperiamo sono semplicemente l’impressione 1, l’impressione 2,.. ma mai l’impressione del tempo in quanto tale. Non c’è mai il tempo come impressione. L’idea di tempo è un’idea che nasce quando noi, grazie all'immaginazione, mettiamo in relazione le idee e vediamo che sono una dopo l’altra è quindi ci creiamo questa idea composta di tempo. ● L’impressione del tempo accompagna tutte le altre impressioni ed e il nostro considerarle insieme che ci fa creare questa idea ● Il tempo per Hume non è nel mondo ma è dentro di noi, è soggettivo e non ha un carattere oggettivo Stessa cosa vale per le idee di spazio , sostanza e causa. Queste tre idee sono alla base dello scetticismo che Hume poi avrà sulla scienza, sul mondo esterno e sull’io.

Critica =

La controparte tipica del razionalismo è che alcune idee nella nostra mente sono innate, cioè presenti nella nostra mente prima ancora che noi abbiamo avuto una qualsiasi tipo di esperienza.

LA FACOLTÀ DELL’IMMAGINAZIONE

Questa è la facoltà di stabilire relazioni tra idee. Spiega le idee più fantastiche che possiamo avere. Come l’immaginazione stabilisce relazioni? In che modo le associa? Secondo Hume, nonostante questa sia una facoltà potenzialmente libera, non c’è vincolo a ciò che l’immaginazione riesce a fare (tipi di associazioni), tendenzialmente c’è una forza che la governa, c’è qualcosa che governa questo relazionare idee tra loro (es = forza di gravità nel mondo.)

  • Secondo Hume l’intelletto tramite l’immaginazione mette in relazione le idee attraverso associazioni. É un principio logico.
  • Mettiamo in relazione le idee, perché un’idea ne ricorda un’altra —> associazione attraverso somiglianza
  • Ma si può fare questa associazione per contiguità nello spazio ( es= se io ho l’idea di una ferrovia posso avere l’idea di un vagone di un treno)
  • C’è anche il principio di causalità ( es= idea della palla di biliardo che ci rimanda all’idea di una stecca con cui colpiamo la palla) Ci sono delle relazioni di causa e effetto che entrano in ballo. Se pensiamo ad una casa bruciata, pensiamo subito ad un incendio. La nostra mente , attraverso l’immaginazione , stabilisce relazioni tra le idee seguendo questo principio di associazione. L’immaginazione spiega le idee fantastiche ,che non trovano riscontrano nel mondo.

IDEE ASTRATTE?

Hume però non parla mai di idee astratte come il rosso in astratto o l’idea di “cavallinitá” ● Secondo Hume le idee astratte non esistono. Esistono solo idee particolari. L’idea che abbiamo del cavallo è sempre di un cavallo particolare.

Questa è la sua visione dell’intelletto umano, tranne la memoria. La memoria è una facoltà della mente che produce le idee semplici quindi le copie delle impressioni