
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Cascata infiammatoria e sistema immunitario
Tipologia: Dispense
1 / 1
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!

L’organismo umano possiede un complesso sistema di difesa che gli permette di rispondere al meglio, in caso di un attacco dall’esterno, ad opera, per esempio, di virus e batteri. Quando si determina una lesione dei tessuti o penetrino in essi agenti patogeni, oppure cellule estranee appartenenti ad altri organismi sia unicellulari che pluricellulari, avviene una reazione locale di difesa che nel suo complesso prende il nome processo infiammatorio. Questo processo comprende modificazioni circolatorie e tissutali che, inizialmente, hanno lo scopo di: creare una barriera che impedisca l’estendersi della lesione o dell’infezione, e successivamente di inattivare e distruggere gli agenti patogeni o le sostanze estranee, ed infine consentire la ricostituzione dei tessuti nella loro integrità. Nella risposta infiammatoria si distinguono tre fasi: durante la prima si ha la comparsa, attorno alle cellule distrutte dalla lesione o uccise dai germi, di sostanze fortemente attive sui vasi sanguigni; queste sostanze hanno una potente azione vasodilatatrice e producono una iperemia locale a cui seguono l’arrossamento (Rubor), e l’aumento di temperatura (Calor) della parte infiammata. Inoltre, in questa fase, si ha un aumento della permeabilità dei capillari sanguigni e ciò determina il passaggio dal sangue verso gli spazi interstiziali, non solo di acqua, ma anche di proteine. Come conseguenza si ha l’edema infiammatorio (Tumor), nel quale il liquido essudato tende a coagulare, occludendo gli spazi interstiziali tra le cellule e quindi, l’accesso ai capillari linfatici; in questo modo si impedisce l’estendersi del processo infettivo. Gli agenti locali dell’infiammazione agiscono sulle terminazioni nervose dolorifiche, determinando anche dolore (Dolor) che, insieme al disordine metabolico che si determina nella parte infiammata, ne compromette la normale funzionalità (functio laesa). Le sostanze che si sono liberate nel focolaio infiammatorio, esercitano un’azione chemiotattica e attraggono neutrofili e macrofagi, dando inizio alla seconda fase dell’infiammazione. I neutrofili nel sito di infezione distruggono e fagocitano i batteri, venendo essi stessi uccisi; l’accumulo nel luogo dell'infezione dei corpi dei leucociti uccisi e di parti necrotiche del tessuto può dar luogo alla formazione di un materiale semifluido detto pus. I neutrofili sembrano possano inglobare circa una ventina di batteri prima di soccombere, invece i macrofagi hanno la possibilità di distruggere un numero più elevato di batteri; inoltre essi possono inglobare anche corpuscoli relativamente voluminosi, esplicando un’opera di pulizia. L’ultima fase consiste nella riparazione del danno tissutale provocato dall’aggressione microbica o dalla presenza di un corpo estraneo. Questa può avvenire in modo completo con la sostituzione delle cellule uccise di nuove cellule identiche, solo in condizioni ideali e comunque solo in quei tessuti che hanno conservato la capacità di moltiplicarsi. In tutti i tessuti si assiste al termine della risposta infiammatoria, ad una proliferazione più o meno rapida dei fibroblasti circostanti l’area (^) : danneggiata: queste cellule del connettivo producono grandi quantità di collagene, che agisce da riempimento cementante dotato di grande resistenza meccanica. La completa riparazione del tessuto danneggiato può avvenire solo quando l’infezione microbica sia stata completamente debellata; in alcuni casi ciò può avvenire ed il processo infiammatorio può evolvere in due situazioni di stallo: nella formazione di ascesso o di un granuloma, in cui l’infezione viene cronicamente circoscritta e contenuta.
Infiammazione acuta
è una risposta immediata e precoce a uno stimolo lesivo. È una reazione vascolare e cellulare al danno tissutale. Segni cardinali di infiammazione acuta: rubor, tumor, calor, dolor, functio laesa.
Infiammazione cronica
L'infiammazione cronica è un processo flogistico di lunga durata in cui coesistono l'infiammazione attiva, la distruzione tissutale e i tentativi di riparazione. Le infiammazioni croniche possono derivare da una persistenza degli antigeni flogogeni in seguito ad un’infiammazione acuta non completamente risolta; è possibile che tali agenti non siano raggiungibili da parte dei sistemi di difesa, oppure che le sostanze litiche non siano in grado di digerirli. L’indice di cronicità dell’infiammazione è dato dalla quantità di tessuto di granulazione che è stato formato dai fibroblasti e dal livello della linfocitosi sviluppatasi FINE.