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Risposte aperte paniere prof pepe, Panieri di Letteratura Inglese

Risposte alle domande aperte. Paniere di letteratura inglese 5 - Prof. Paolo Pepe

Tipologia: Panieri

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LETTERATURA INGLESE 5 PANIERE PROF. PEPE RISPOSTE DOMANDE APERTE
LEZIONE 00
149. Lo studente illustri la relazione tra "Infrazione" e "Punizione" riscontrabile nel romanzoFrankenstein
di Mary Shelley, in rapporto ai personaggi di Walton e Frankenstein
Nel romanzo di Mary Shelley, i protagonisti Walton e Frankenstein sono entrambi divisi tra l’impulso di
accrescere il proprio sapere e l’etica cristiana che impone loro di rispettare i limiti. I due uomini scelgono di
andare avanti e placare la loro sete di cultura, infrangendo quindi le regole del codice etico, per questo
l’autrice inserisce il senso di punizione. Frankenstein è il maggiore responsabile, la sua punizione si scatena
colpendolo fisicamente e colpendo i suoi cari. Walton, invece, viene punito solo in parte in quanto alla fine
decidere di desistere dalla sua impresa. La sua punizione corrisponde alle difficoltà incontrate nel viaggio e
all’ammutinamento del suo equipaggio.
150.Tenendo conto della relazione fra narratori e serie di eventi, lo studente illustri le principali sequenze
narrative identificabili nel romanzo Frankenstein di Mary ShelleyLe principali sequenze narrative
riscontrabili in Frankenstein sono 19:
1. Viaggio al Polo di Walton;
2. Walton incontra Frankenstein;
3. Gli studi di Frankenstein;
4. La creazione del Mostro;
5. Serie di disgrazie nella famiglia di Frankenstein;
6. Frankenstein incontra il Mostro;
7. La acculturazione del Mostro;
8. Fallimenti della socializzazione del Mostro;
9. Vendetta del Mostro;
10. Richiesta del Mostro a Frankenstein di creare una compagna;
11. F. accetta la richiesta;
12. F. parte per andare a creare il secondo mostro;
13. F. ci ripensa e distrugge l’opera iniziata;
14. Disgrazie alla famiglia di F.;
15. F. si pone all’inseguimento del Mostro;
16. Walton è in difficoltà;
17. Walton desiste dall’impresa;
18. Morte di F.;
19. Ultimo saluto del Mostro a F.
151.Lo studente illustri i possibili significati del sottotitolo “The Modern Prometheus” scelto da Mary
Shelley per il suo romanzo Frankenstein
L’autrice crea un parallelismo tra mito classico e moderna sperimentazione scientifica. Frankenstein viene
paragonato a Prometeo perché come lui porta conoscenza e come lui viene punito. Se Prometeo viene
punito dagli dei invidiosi, la punizione di Frankenstein parte dalla ribellione della creatura alla quale ha
datovita.Inoltre, Mary Shelley potrebbe fare riferimento anche alla versione romana del mito di Prometeo,
contenuta nelle Metamorfosi di Ovidio. In questo caso, si racconta che Prometeo plasmò gli umani dalla
creta
152.Quali sono i tratti distintivi del Governatore nel romanzo Brave New World?
Il Governatore in Brave New World non è un tiranno anche se agisce sempre nella convinzione di dover
guidare il suo gregge. In più, ha la conoscenza del mondo passato e ha plasmato la nuova cultura.
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LETTERATURA INGLESE 5 – PANIERE PROF. PEPE – RISPOSTE DOMANDE APERTE

LEZIONE 00

149. Lo studente illustri la relazione tra "Infrazione" e "Punizione" riscontrabile nel romanzoFrankenstein di Mary Shelley, in rapporto ai personaggi di Walton e Frankenstein Nel romanzo di Mary Shelley, i protagonisti Walton e Frankenstein sono entrambi divisi tra l’impulso di accrescere il proprio sapere e l’etica cristiana che impone loro di rispettare i limiti. I due uomini scelgono di andare avanti e placare la loro sete di cultura, infrangendo quindi le regole del codice etico, per questo l’autrice inserisce il senso di punizione. Frankenstein è il maggiore responsabile, la sua punizione si scatena colpendolo fisicamente e colpendo i suoi cari. Walton, invece, viene punito solo in parte in quanto alla fine decidere di desistere dalla sua impresa. La sua punizione corrisponde alle difficoltà incontrate nel viaggio e all’ammutinamento del suo equipaggio.

150.Tenendo conto della relazione fra narratori e serie di eventi, lo studente illustri le principali sequenze narrative identificabili nel romanzo Frankenstein di Mary ShelleyLe principali sequenze narrative riscontrabili in Frankenstein sono 19:

  1. Viaggio al Polo di Walton;
  2. Walton incontra Frankenstein;
  3. Gli studi di Frankenstein;
  4. La creazione del Mostro;
  5. Serie di disgrazie nella famiglia di Frankenstein;
  6. Frankenstein incontra il Mostro;
  7. La acculturazione del Mostro;
  8. Fallimenti della socializzazione del Mostro;
  9. Vendetta del Mostro;
  10. Richiesta del Mostro a Frankenstein di creare una compagna;
  11. F. accetta la richiesta;
  12. F. parte per andare a creare il secondo mostro;
  13. F. ci ripensa e distrugge l’opera iniziata;
  14. Disgrazie alla famiglia di F.;
  15. F. si pone all’inseguimento del Mostro;
  16. Walton è in difficoltà;
  17. Walton desiste dall’impresa;
  18. Morte di F.;
  19. Ultimo saluto del Mostro a F.

151.Lo studente illustri i possibili significati del sottotitolo “The Modern Prometheus” scelto da Mary Shelley per il suo romanzo Frankenstein L’autrice crea un parallelismo tra mito classico e moderna sperimentazione scientifica. Frankenstein viene paragonato a Prometeo perché come lui porta conoscenza e come lui viene punito. Se Prometeo viene punito dagli dei invidiosi, la punizione di Frankenstein parte dalla ribellione della creatura alla quale ha datovita.Inoltre, Mary Shelley potrebbe fare riferimento anche alla versione romana del mito di Prometeo, contenuta nelle Metamorfosi di Ovidio. In questo caso, si racconta che Prometeo plasmò gli umani dalla creta

152.Quali sono i tratti distintivi del Governatore nel romanzo Brave New World? Il Governatore in Brave New World non è un tiranno anche se agisce sempre nella convinzione di dover guidare il suo gregge. In più, ha la conoscenza del mondo passato e ha plasmato la nuova cultura.

153.Che cos’è Oceania nel romanzo di Orwell 1984? L’Oceania è uno stato unico europeo, in lotta perenne con gli altri due stati esistenti Eurasia ed Estasia. È nato a seguito di una ipotetica guerra atomica avvenuta negli anni ’50 e il suo territorio comprende: America, Gran Bretagna, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda e la parte centromeridionale dell’Africa.L’Oceania è guidata dal Partito Interno, una oligarchia con a capo il Grande Fratello, che esercita dominio assoluto sul Partito Esterno (composto dal ceto medio della popolazione) e sui Proles (proletariato).A organizzare la vita degli individui ci sono vari ministeri: il Ministero della Verità (stampa, divertimento, istruzione, arte); Ministero della Pace (guerra); Ministero dell’Amore (ordine pubblico); Ministero dell’Abbondanza (economia). Lo Stato si regge su odio e menzogna e sulla tecnica del Doublethink, ossia il bipensiero, che significa che il cittadino deve accettare tutto ciò che dice in Partito Interno anche se sembra contraddittorio. In ogni casa cisono teleschermi che controllano la popolazione, oltre alla Psicopolizia (Thought Police). Non esistono leggi scritte ma taciti principi imposti. Inoltre, l’attività sessuale è consentita solo per procreare e viene punito severamente chi la esercita per piacere

154.Quali sono i tratti distintivi del personaggio di Lucy, nel romanzo Dracula? Il personaggio di Lucy incarna il prototipo della New Woman, la donna che sta iniziando a emanciparsi. Quindi esce di notte, prende le decisioni da sola e parla liberamente di sessualità con la sua amica Mina. A differenza di Mina, però, Lucy è nubile quando cade vittima del Conte Dracula e sta aspettando con impazienza che arrivi il giorno del suo matrimonio. La donna quindi cede al desiderio sessuale, una cosa inaudita per le donne dell’epoca vittoriana, anzi più Dracula si impossessa di lei più viene fuori il suo lato erotico. Proprio per questo motivo, Stoker la punisce con la morte

155. Chi è Mrs. Saville in Frankenstein e quale ruolo svolge? Mrs. Saville è la sorella del capitano Robert Walton. A lei sono indirizzate tutte le lettere che Walton scrivenel corso del viaggio. Non ha un ruolo attivo.

156.Van Helsing è il co-protagonista di quale romanzo e quali sono i tratti distintivi del personaggio? Van Helsing è uno dei protagonisti di Dracula di Bram Stoker. È un olandese bizzarro e con una grande apertura mentale, la sua conoscenza non si ferma solo alla scienza moderna ma si rifà anche alle tradizioni passate. Infatti, quando si accorge che Dracula non può essere sconfitto utilizzando una scienza razionale, Van Helsing si rifà proprio alle antiche tradizioni popolari. È proprio lui a sconfiggere Dracula, in quanto comprendere che per curare il Male dell’anima bisogna andare ben oltre la scienza.

157.Lo studente illustri le tappe essenziali del sodalizio stabilitosi fra Bram Stoker e Henry Irving Tra i vari lavori svolti da Bram Stoker c’è quello di critico teatrale e proprio dopo aver recensito unospettacolo di Irving, nel 1876, i due stringono un’amicizia che durerà fino alla morte dell’attore nel 1905.Nel 1878, Stoker segue Irving a Londra per dirigere insieme il Royal Lyceum Theatre. L’ammirazione delloscrittore è talmente grande che quando nascerà suo figlio, nel 1879, gli darà proprio il nome Irving.Nel 1906, Stoker dedica all’attore una biografia in seguito alla sua morte

158.Quali sono i tratti distintivi di una distopia? Una delle caratteristiche principali, quando si parla di letteratura distopica, è la dimensione futuristica e negativa in cui i romanzi di questo filone narrativo sono ambientati. È la stessa etimologia del termine “distopico” a suggerirci la condizione del rovesciamento in negativo di un’utopia. La distopia è pertanto la condizione di segno contrario a quella dell’utopia. Volendo semplificare, la letteratura distopica si suddivide prevalentemente in due macro-tipologie di narrazioni: quelle ambientate in una società in cui il patto democratico è venuto meno e i diritti dei cittadini sono stati ridotti o eliminati (un esempio fra tutti: 1984 di

Helsing. La vicenda di Jonathan con Dracula rimane oscura, mal celando una vena di omosessualità; le vicende relative alle donne protagoniste del romanzo sono invece molto chiare e dalle molteplici Implicazioni

162. Lo studente illustri caratteristiche, differenze e funzione dei personaggi di Lucy e Mina, in Dracula di Bram Stoker. Mina e Lucy. Le due amiche sono delle New Women, emancipate perché in grado di scegliere per sé; escono di notte, prendono decisioni e parlano liberamente di sessualità e matrimonio. Lucy e Mina sono entrambe disinvolte e “libere”, ma mentre la prima si perde, la seconda si salva. Perché? Perché Lucy muore e Mina no? Su Mina i tentativi di seduzione di Dracula sono molto lunghi e insistiti, eppure ella riesce a riscattarsi dalla contaminazione del Male. Per comprendere questo punto, è importante risalire al contesto culturale vittoriano, epoca di forti contraddizioni: da un lato, infatti, abbiamo la vernice dell’apparenza che esalta un’immagine di famiglia nucleare con i ruoli di marito e moglie ben definiti; dall’altro si assiste e si registra la sua dissoluzione, attribuita dai conservatori al rifiuto della donna di incarnare i “valori” di moglie e di madre. Nel testo, sono le vampire a rappresentare anche questo rifiuto, simbolizzato dal loro cibarsi di bambini piccoli. Una prima differenza fra Lucy e Mina sta nel fatto che Lucy è indecisa sugli uomini, mentre Mina no. Lucy ha tre spasimanti e tarda a decidersi: metaforicamente consumerà (attraverso le trasfusioni e il contatto di sangue) un matrimonio con tutti e tre, una congiunzione fisica e carnale. Mina è più rigorosa. È fedele e devota, mantenendo il suo spirito di iniziativa, che si palesa quando affronta un viaggio pericoloso per andare da Jonathan a salvarlo. Anche Mina si contamina con Dracula, ma, a differenza di Lucy, è consapevole del male che ha dentro e vuole “confessarsi”, vuole l’ipnosi per liberarsi dal Male e dalla presa seduttiva che esso esercita su di lei. 163. Lo studente illustri i tratti distintivi riscontrabili nella caratterizzazione del personaggio di Dracula, il vampiro. Dracula sicuramente veicola una forte componente antisemita, immediatamente riconoscibile nella caratterizzazione del vampiro, disegnato con le fattezze fisiche convenzionali del tipo dell’ebreo (pallore e naso aquilino, volto da rapace) e dotato di una enorme disponibilità economica. Allo stesso tempo, Dracula incarna (come vedremo più in dettaglio) il pericolo del capitalismo che dissangua i lavoratori proletari, metafora che Marx. La fisicità di Dracula è multiforme. È in grado di ringiovanire, di trasformarsi in diversi tipi di animali notturni demonizzati: pipistrelli (l’inquietante uccello-mammifero), cani ecc. Questo suo regredire nella scala naturae lo pone fuori dai confini della teoria dell’evoluzione darwiniana, lo conferma come abitante di un mondo a parte. Una lettura di Dracula assai frequentata è quella, già in parte anticipata, che lo vede rappresentante dell’aristocrazia che sta per morire 164. Lo studente illustri la funzione che il viaggiatore e l’outcast rivestono rispettivamente nei racconti utopici e distopici. Nei racconti utopici, il viaggiatore ha la semplice funzione di “interlocutore”: arriva nel mondo utopico, lo descrive per osservazione diretta o, più spesso, sulla base di informazioni ricevute da un rappresentante più o meno ufficiale del mondo nuovo (in tal caso “prende nota”), discetta alquanto su di esso, dopo di che, convertito, torna in patria a riportare la buona novella. Nei racconti distopici accade qualcosa di totalmente diverso: al turista intellettuale, illuminato, provvisto di carta e penna, si sostituisce un outcast, un contestatore, un reietto, il quale ingaggia una lotta frontale con un mondo nel quale essere nell’ordine vuol dire essere nei ranghi, un ordine che o è una beffa o è stato ottenuto mediante l’edificazione del peggiore dei mondi possibili. 165. Lo studente illustri in che senso la struttura portante dei racconti sia utopici che distopici è una struttura circolare.

Sia nell’utopia che nella distopia la struttura portante è una struttura circolare. Allo schema: Andata – Permanenza – Ritorno, tipico della narrazione utopica, corrisponde, nella distopia, lo schema: Integrazione

  • Ribellione – Integrazione, dove per integrazione va intesa brutalmente la vittoria del sistema sul ribelle. 166. Lo studente indichi i principali antecedenti del primo testo propriamente utopico (Utopia di More), segnalando almeno alcuni dei tratti che li caratterizzano. La Repubblica di Platone, del 380 a.C discute razionalmente delle opportunità e possibilità di creare un mondo migliore. Le isole del sole di Diodoro Siculo, in cui l’idea di una giustizia uguale per tutti, che, come il sole, splende uniformemente su ognuno. Le opere e i giorni di Esiodo, che descrive una terra abbondantemente e spontaneamente fruttuosa, una vita priva di fatiche e miserie, con una giovinezza che dura fino alla morte o Paese dei Balocchi di Collodi o Cyrano de Bergerac (Hector-Savinien Cyrano de Bergerac, 1619-1655): Autre monde. Les États et Empires de la Lune (1657) e Les États et Empires du Soleil. 167. Lo studente illustri la struttura narrativa che la maggioranza dei testi utopici presenterà a partire dal Settecento. La struttura narrativa si basa essenzialmente sul viaggio e sulla descrizione di ambienti immaginari. Nel '700 prenderà vita una nuova forma narrativa: IL NOVEL. introdotto da DEFOE, caratterizzerà la narrazione utopica del 700. Questo romanzo borghese presenterà narrazioni avventurose, ricche di peripezie, ma un'avventura che si presenta realistica, con personaggi individuabili, una trama propria e non una riscrittura di FABULAE GIA' NARRATE. Anche i mondi utopici raccontati saranno visitati da personaggi del nostro mondo. 168. Lo studente illustri i tratti distintivi del personaggio I-330, co-protagonista del romanzo distopico Noi. Questa ha tutti i richiami inquietanti dell’irrazionale; in ogni senso – erotico, dialettico, politico – lo provoca; lo fa innamorare d-503 ; lo mette in crisi. I è una ribelle. Truccata, vestita di seta, I fuma e beve assenzio. 169. Lo studente illustri i tratti distintivi del mondo immaginato da Huxley in Brave New World. Scritto nel 1932, il romanzo è ambientato nel 632 a.F., cioè after Ford, dal nome dell’industriale americano Henry Ford e dall’anno di produzione del “Modello T”, la prima utilitaria prodotta in serie. Il mondo ormai totalmente pacificato vive nell’armonia prevalentemente sintetica di una società ben organizzata. La norma morale, a garantire stabilità e mancanza di emozioni violente, è una tranquilla promiscuità, per cui il ricambio degli amanti è continuo e indolore; lo Stato consiglia e promuove un immediato soddisfacimento di ogni necessità e pulsione 170. Lo studente illustri i principali temi affrontati da Orwell nella sua copiosa produzione saggistica. Secondo la puntuale corrispondenza tra esperienze esistenziali e letterarie che contraddistingue l'intera opera di Orwell, gli anni birmani promuovono i racconti di ricordi giovanili: Un'impiccagione (1931), contro la pena di morte, e L'uccisione dell'elefante (1936), confessione dei sentimenti ambivalenti — di odio per i dominatori, di simpatia per il paese oppresso ma anche d'esasperazione verso la popolazione ovviamente ostile— che compaiono anche nel primo lavoro di ampio respiro. Giorni in Birmania (1934) s'impernia sul rifiuto dell'ipocrisia imperialista da parte d'uno stesso sahib della comunità bianca. Pur accodandosi alla tradizione naturalistica, il romanzo introduce in modo peculiare il motivo orwelliano dell'individuo in lotta contro il suo ambiente e destinato alla sconfitta. Che questo dissidio abbia per Orwell radici biografiche nell'insoddisfazione per i falsi valori della sua classe si conferma nella ricerca di un'umanità autentica — identificata con il sottoproletariato più emarginato e disperato — che caratterizza i vagabondaggi narrati in Senza un soldo a Parigi e a Londra (1933). In La figlia del reverendo (1935) il tema della perdita della fede, vista nel duplice aspetto consolatorio e mistificatorio, approfondisce un'altra costante dei personaggi orwelliani, tentati dal rifiuto della morale piccolo-borghese ma soggetti al fascino della decency,

solipsismo di Stato, la menzogna politica che riesce a negare il reale. Isolato, dubita a tratti dei propri “strani” sospetti e si appiglia al ricordo di un articolo in flagrante contrasto con le tesi ufficiali, come alla prova della propria salute mentale. Julia è caratterizzata come personaggio antintellettuale e primitivo, complementare a Winston che è ribelle per intelligenza: in lei la ribellione è immediata e istintiva, pura forza dell’elemento naturale, sesso scevro da complicazioni ed eversivo proprio per la sua semplicità incontaminata.

172. Qual è il motto che regola il comportamento dei governanti in Brave New World? I n Brave New World, il mondo ormai totalmente pacificato vive nell’armonia prevalentemente sintetica di una società ben organizzata. Molti problemi pratici del nostro mondo sono risolti: il motto Community, Identity, Stability (evidentemente modellato su Liberté, Egalité, Fraternité) regola il comportamento dei governanti nella promozione di una stabilità assoluta, individuale e sociale. 173. Di che tipo è il rapporto che esiste fra Winston e O’Brien? Winston non capisce il suo mondo e non sa se c’è qualcun altro che la pensa come lui: spera nella non ortodossia di O’Brien, indicato come il capo della Fratellanza. Winston vede in O’Brien colui che, grazie alla ribellione, lo farà “uscire” dal mondo in cui si trova imprigionato. Però, come in molte distopie, conoscere la realtà, scoprire chi è amico e chi è nemico significa sopravvivere, e nel caso di Winston, ha malriposto le sue speranze in O’Brien che si è poi rivelato essere non amico ma nemico appunto, causando il vero crollo di Winston. Quello di Winston con O’Brien è un complesso rapporto di conflitto / identificazione. O’Brien sarà colui che lo torturerà fino a fargli rinnegare ogni cosa: il suo amore per Julia, la sua dissidenza verso il Partito. 174. Quali elementi introdotti da Clara Reeve nella sua narrativa influenzeranno i romanzi gotici successivi? Nel suo romanzo usa premonizioni, anticipazioni, sognipremonitori, cioè elemnti apartenenti al mistero allamagia, che alla fine potranno essere spiegate conargomentazioni logiche. Questo compromesso8influenzerà il romanzo gotico. Ann Radcliffe riprenderà il "BRIVIDO GENTILE".Il soprannaturale non dipende più solo da avvenimentiinconsueti ma anche da stati psicologici dei personaggi. 75. Come si chiama il narratore di Noi e quali caratteristiche presenta? Il narratore del romanzo “Noi” è D-503. L’opera si propone come un diario, scritto dal narratore appunto, ed è prodotto a glorificazione dello Stato Unico per farne conoscere le perfezioni a eventuali esseri pensanti che il missile incontrerà viaggiando attraverso i mondi siderei. Il narratore, D-503 rappresenta la perfetta espressione del mutamento avvenuto, ragiona e agisce secondo meccanismi che appaiono irreversibilmente definiti nella geometria di una nuova logica; si esalta della compattezza levigata dell’organizzazione in cui vive, si sente tassello di una molteplicità organica e perfetta. Sembra che ci venga proposta un’immedesimazione totale: la descrizione del mondo nuovo ci è data talvolta con informazioni didascaliche fornite dal personaggio distopico, ma più attraverso il contatto con il suo modo di vivere, esprimersi, pensare. È evidente che questo procedimento consente a Zamjátin giochi a vari livelli di complessità, il cui esito è la scoperta di significati diversi da quello letterale e, in questo senso, a loro modo ironici. Dal punto di vista del puro meccanismo narrativo si ha, come abbiamo detto, una presentazione immediata e autosufficiente del mondo nuovo. Il libro-diario di D-503, non si cura di essere preciso, ma la descrizione è proposta a spezzoni. Riflettendo sul suo mondo, D503 ce ne mostra immagini assurde da rifiutare e, insieme, ci addita l’ipotesi di una visione insolita della nostra realtà, investita da luci diverse e paradossali. Anche figurativamente, il nostro mondo ci è presentato come alieno, pericoloso; la normalità rassicurante è l’altro. Lungo il dipanarsi dei giorni, l’estraneità affettiva del protagonista si corrode, e insensibilmente lo scritto si trasforma da apologia e

inno trionfale in diario, sfogo, confessione angosciata che quasi chiede comprensione. La dialettica ribaltata di noto e ignoto è continua: gli abitanti, che sono «forse ancora nello stato selvaggio della libertà», vengono chiamati in causa, spinti a pensare, indotti a confrontarsi con l’estraneità, simili in questo ai loro antenati di secoli prima, quindi a noi. Il problema di D-503, che deve superare la pretesa difficoltà di tener conto delle condizioni del vecchio mondo, che deve prescindere dall’ovvietà di certi schemi e soluzioni dello Stato Unico e “ricordarsi” l’estraneità di strutture (per noi) “naturali” ed evidenti, ribalta molto abilmente la reale e contraria difficoltà dell’autore.

176. Le storie di quali personaggi sono narrate e intersecate in Melmoth the Wanderer? Melmoth the Wanderer mette in scena una molteplicità di storie, al limite del caos. Il romanzo si apre con il giovane John Melmoth che nel 1816 lascia Dublino e si reca nella contea di Wicklow, presso la tenuta di campagna dello zio morente, dal quale è stato nominato erede universale. Lì, John viene messo a parte dell’esistenza di una «strana storia di famiglia», relativa a un avo, anch’egli di nome John, vissuto nel Seicento e ancora in vita. Il segreto è celato in un documento, che il testamento dello zio impone al nipote di leggere, e in un quadro, contrassegnato “J. Melmoth 1646”, che deve essere invece rimosso dalla parete originaria e bruciato. La quest del giovane John Melmoth, il quale tenta di svelare il mistero che circonda il personaggio raffigurato nel dipinto, costituisce il primo piano di narrazione, una sorta di cornice generale, all’interno della quale si colloca il livello narrativo successivo rappresentato dalle tre storie autonome che sostanziano il romanzo. Nell’ordine sono: la storia di Stanton, con la quale siamo trasportati nella Spagna della seconda metà del Seicento, quindi nell’Inghilterra della Restaurazione e infine in Irlanda; il racconto dello spagnolo Monçada, che si svolge a Madrid, all’inizio dell’Ottocento, contemporaneo dunque al tempo della narrazione generale; infine il breve sogno conclusivo del vecchio Melmoth. L’ulteriore livello è quello che potremmo definire del tale within the tale, il racconto nel racconto, nello specifico: la Storia di Donna Ines de Cardoza, riportata da Stanton nelle sue «memorie»; e The Tale of Indians, di cui è protagonista la giovane Immalee la quale, da solitaria regina di un’isola dell’Oceano Indiano, per singolare sorte finisce in Spagna, a Madrid, col nome di Isidora, adottata dalla famiglia Aliaga. La sua vicenda, cronologicamente coeva a quella di Stanton, è affidata a una pergamena che Monçada consulta nel rifugio dell’Ebreo Adonia, anch’egli a conoscenza del mistero legato a Melmoth. Vi è infine un quarto livello rappresentato dai racconti inseriti o generati all’interno di The Tale of Indians, cioè all’interno del terzo livello di narrazione, vale a dire: The Tale of Guzman’s Family, narrato ad Aliaga da uno straniero che pagherà con la vita la sua avventata curiosità, e il Lover’s Tale, centrato sui destini della famiglia Mortimer, di cui sempre Aliaga è messo a parte da Melmoth l’errante. 177. In quale romanzo distopico incontriamo le razze degli Eloi e dei Morlocks e quale relazione esiste fra di loro? Nel romanzo “The time machine” di H.G. Wells, troviamo la contrapposizione di due razze, quella degli Eloi e quella dei Morlocks. I primi, fragili e inconsistenti, sono gli eredi delle aristocrazie parassitarie; i secondi, trasformati in bestie, sono gli eredi dei lavoratori sfruttati, confinati dai loro simili nelle viscere oscure della terra, e nelle notti senza luna escono a predare e a uccidere gli Eloi, cibandosene. 178. Cosa intende Addison quando parla di pleasing astonishment? Riguardo ai piaceri che derivano dalla vista dell’insolito, del nuovo, del grande, del bello, Addison afferma: «la nostra mente ama essere riempita da un oggetto o afferrare ciò che è troppo grande per la sua immaginazione». La mente in questi casi è sovrastata e cade in un «pleasing astonishment», un piacevole stupore. Se il piacere del bello è quello della simmetria, dell’ordine, della proporzione, il piacere del «grande» (Addison non usa il termine “sublime”) è la difformità. Dinanzi a visioni “illimitate”, nel momento in cui le percepiamo, sentiamo nell’anima una deliziosa «calma attonita».

1 79. In cosa differisce il sublime di Boileau da quello di Longino?

186.Quanti e quali sono i “racconti nel racconto” presenti in Melmoth the Wanderer?

187. Quale arco cronologico copre il racconto delle “avventure” di Melmoth? 1646-

188.In che senso Frankenstein di Mary Shelley è un racconto a “scatole cinesi”? Il “Frankenstein” di Mary Shelley è un racconto a “scatole cinesi” in quanto contiene il lungo racconto del secondo narratore, Frankenstein a Walton e in questo è contenuto il resoconto del terzo narratore, il Mostro, a Frankenstein stesso. Si tratta quindi di un intreccio a “scatole cinesi”, in cui i vari frammenti della storia hanno volta a volta un narratore diverso e un diverso destinatario diretto (o in praesentia), oltre ad altri destinatari indiretti (o in absentia). In Frankenstein non vi è traccia del cosiddetto “autore onnisciente”; la fabula, frammentata entro i segmenti narrativi che organizzano l'intreccio, si articola su un discorso condotto esclusivamente da narratori-personaggi, ai quali corrispondono altrettanti “punti di vista

189.Dove e come si conclude il romanzo Frankenstein? In Irlanda, Frankenstein è arrestato con l’accusa dell’omicidio di Clerval; solo l’arrivo di suo padre permette a Victor di essere assolto e tornare a Ginevra. Qui sposa Elizabeth, che il mostro uccide la sera stessa delle nozze. Il padre di Frankenstein appresa la notizia muore di dolore. Frankenstein dà la caccia al mostro nei luoghi più remoti e selvaggi, sino ai ghiacciai dell’Artico. Ma qui, sfinito, muore, dopo aver raccontato la sua storia a Robert Walton, il capitano della nave che lo ha raccolto. Il mostro, ormai pago della sua vendetta, ricompare, esternando sulla bara del suo creatore la sua infelicità e disperazione, e si dilegua nelle tenebre, in cerca dell’autodistruzione.

205. Nella lettura socio-economica di Dracula proposta da Moretti, cosa rappresenterebbe il vampiro? Dracula incarna (come vedremo più in dettaglio) il pericolo del capitalismo che dissangua i lavoratoriproletari, metafora che Marx (peraltro ebreo che vive a Londra) sviluppa nel suo Il capitale. Dissanguare èuna metafora pure economica e le vittime di Dracula possono essere lette come la proiezione di unproletariato succube. Sul capitalismo di Dracula bisogna aggiungere una postilla relativa al modo in cuiegli si comporta con gli zingari al suo servizio, che costituiscono un altro elemento che rafforza l’ipotesidella metafora dello sfruttamento e del parassitismo del capitalista, ma che altresì chiarisce certe dinamicheintrinseche alla dialettica servo-padrone (Dracula ha bisogno dei suoi servi più di quanto loro non neabbiano di lui). La dimensione economica e interclassista però non si esaurisce qui, perché Dracula è ancheun aristocratico e le sue vittime sono borghesi: in questo leggiamo un ulteriore, insistito richiamo allapericolosità di un salto all’indietro nel tempo a quando il potere era appannaggio dei nobili 191. Quali sono i personaggi non britannici in Dracula? Tre sono i personaggi non britannici nell’opera “Dracula”: Dracula (rumeno), Van Helsing (olandese) e Quincey P. Morris (americano). 192. Quali sono i tratti “non aristocratici” che Jonathan individua in Dracula e nel suo stile di vita? Il Conte Dracula è un aristocratico per modo di dire. Jonathan Harker − l’impiegato londinese ospite nel suo castello, il cui diario apre il romanzo di Stoker − osserva sbalordito che a Dracula manca proprio ciò che rende “nobile” un uomo: la servitù. Dracula si piega a guidare la carrozza, preparare i pasti, rifare i letti, pulire il castello. Il Conte ha letto Adam Smith: sa che i servi, lavoratori improduttivi, assottigliano il reddito di chi li mantiene. Dell’aristocratico, a Dracula, manca del resto anche la sfrenatezza nel consumo: Dracula non mangia, Dracula non beve, Dracula non fa l'amore, Dracula non ama i vestiti sgargianti, Dracula non va a teatro e non va a caccia, Dracula non offre ricevimenti e non innalza palazzi. Dracula, insomma, è un risparmiatore.

LEZIONE 02

01. Quali caratteristiche distinguono tono e stile nei romanzi gotici della prima fase? All’interno di un corpus di testi gotici, variegato ma coerente, è possibile individuare alcune caratteristiche comuni che ritornano come elementi invarianti. Tali caratteristiche riguardano: tono e stile; ambientazione; uso del soprannaturale; tipologia e caratterizzazione dei personaggi. Per quanto concerne il tono e lo stile, nei romanzi gotici si registra una particolare enfasi nel descrivere il terrificante, uno spiccato gusto per il sensazionalismo, per l’iperbole, cui si accompagna una sorta di rifiuto del mondo contemporaneo. Grande attenzione, poi, viene riservata alla ricerca di tecniche narrative in grado di perfezionare il meccanismo della suspense letteraria. 02. Intorno a quali personaggi-tipo ruota e si dipana l’azione nei romanzi del così detto “gotico originario”? Il romanzo gotico si distingue per la presenza al suo interno di personaggi fortemente stereotipati. I due perni intorno a cui l’azione ruota e si dipana sono: il villain, il malvagio, di solito un membro dell’aristocrazia e/o un prete indegno; e l’eroina vessata da un padre duro e violento e perseguitata. Detentrice di bellezza e delicacy, la fanciulla è descritta quasi sempre in lacrime e in fuga, con alterne fortune, per sfuggire alle mire del villain di turno e difendere l’amore purissimo e contrastato per l’eroe positivo, generalmente una figura piuttosto marginale e poco in rilievo. A fare da contrappunto, secondo uno schema mutuato dal teatro elisabettiano, non mancano mai uno o più personaggi comici**.

  1. Quali sono i tratti che caratterizzano l’ambientazione nei romanzi gotici?** Caratterizzante nei primi romanzi gotici è l’insistenza su ambientazioni arcaiche e periferiche, a volte persino esotiche. Nei romanzi gotici ci si muove tra castelli, abbazie, prigioni, cripte e passaggi sotterranei, percorsi labirintici, cimiteri, vecchie case, spazi chiusi e angusti opposti allo spazio aperto di una natura che, almeno agli esordi del genere, si mostra sempre benevola, rifugio sicuro per l’eroina perseguitata. La collocazione spaziale e temporale reca con sé anche una precisa connotazione valoriale. Nei romanzi gotici il passato barbarico e la periferia arretrata, superstiziosa e cattolica rappresentano uno stadio primitivo e arretrato della società, cui si oppone il “centro”, rappresentato da Londra e dall’Inghilterra, luogo invece della razionalità, del progresso e della giustizia sociale. 04. In che senso la collocazione spaziale e temporale, nei romanzi gotici, assume anche una connotazione valoriale? La collocazione spaziale e temporale reca con sé anche una precisa connotazione valoriale. Nei romanzi gotici il passato barbarico e la periferia arretrata, superstiziosa e cattolica rappresentano uno stadio primitivo e arretrato della società, cui si oppone il “centro”, rappresentato da Londra e dall’Inghilterra, luogo invece della razionalità, del progresso e della giustizia sociale. 05. Guardando ai romanzi del così detto “gotico originario”, quale uso in essi viene fatto del soprannaturale? Gli ambienti “gotici” custodiscono un segreto del passato che affiora e costituisce una minaccia fisica o psichica per i personaggi. Tale elemento assume la forma di fantasmi, spettri, mostri, vampiri, licantropi (figure liminali fra vita e morte) che emergono dai luoghi antichi o li invadono e stanno a indicare un conflitto o un crimine irrisolto. Nei romanzi gotici si oscilla tra il rispetto delle leggi naturali e la loro spettacolare infrazione, in virtù di un soprannaturale i cui contorni appaiono nel tempo costantemente ridefiniti, con l’obiettivo, da alcuni autori espressamente dichiarato, di depotenziarlo e di renderlo razionalmente spiegabile.

06. Quali sono i romanzi più significativi riferibili al così detto “gotico originario”, da chi sono stati scritti e quando? Fra i romanzi più significativi riferibili al “gotico originario” sono sicuramente da annoverare: The Castle of Otranto di Horace Walpole (1764); The Old English Baron di Clara Reeve (1777); The Recess di Sophia Lee (1783-85); Vathek di William Beckford; The Mysteries of Udolpho (1794) e The Italian di Ann Radcliffe (1797); The Monk di M.G. Lewis (1796); Frankenstein di Mary Shelley (1818); Melmoth the Wanderer di Charles R. Maturin (1820); Confessions of a Justified Sinner di James Hogg (1824). Guardando a questo corpus di testi, variegato ma coerente, è possibile individuare, come si diceva, alcune caratteristiche comuni che ritornano come elementi invarianti. Tali caratteristiche riguardano: tono e stile; ambientazione; uso del soprannaturale; tipologia e caratterizzazione dei personaggi.

LEZIONE 003

01.Chi è l’autore di The Pleasures of the Imagination, quando e dove furono pubblicati? I “The Pleasures of the Imagination” sono stati pubblicati nel 1712 su “The Spectator” da Addison e rappresentano una raccolta di saggi sui piaceri dell’immaginazione.

02.Quali elementi contraddistinguono il “giardino all’inglese”? Il “giardino all’inglese” si oppone al “giardino all’italiana” sviluppatosi nel corso del Rinascimento e del barocco e caratterizzato da una composizione di elementi vegetali (alberi, siepi, aiuole) ordinati in modo geometrico e regolare. Quello “all’inglese” rifiuta tale regolarità geometrica dei giardini in favore di una apparente casualità. Caratteristici sono i vialetti tortuosi, i dislivelli, i declivi, la disposizione irregolare delle piante e degli elementi scenografici (grotte, ruscelli, rovine). Si parle di “landscape gardening” i cui principi sono la varietà e il gradevole disordine. Altro elemento caratteristico del giardino all’inglese è la falsa rovina. Le rovine ispirano il sentimento del disfacimento delle cose prodotte dall’uomo, invitando a riflettere sulla loro caducità e sulla forza del tempo che passa: di fatto, rappresentano il correlativo oggettivo del motivo dell’ “ubi sunt”.

03.Cosa intende Addison quando parla di “piaceri primari” e “piaceri secondari “e dove teorizza tale differenza? Addison teorizza la differenza tra “piaceri primari” e “piaceri secondari” nella sua raccolta di saggi “The Pleasures of Imagination” affermando che esistono due tipi di “piaceri”: i “piaceri primari”, che «derivano dagli oggetti che si trovano davanti ai nostri occhi»; e i “piaceri secondari”, determinati invece dagli oggetti visibili quando questi non sono attualmente davanti ai nostri occhi ma sono richiamati alla nostra memoria. I primi sono superiori ai secondi perché la natura è «più grande e augusta» dell’arte e delle sue produzioni.

LEZIONE 004

0.1 In che modo Edmund Burke concettualizza e definisce il bello e la bellezza nel suo A Philosophical Inquiry into the Origins of Our Ideas of the Sublime and Beautiful? Il bello viene definito da Burke nel suo “A Philosophical Inquiry into the Origins of Our Ideas of the Sublime and Beautiful” come una qualità oggettiva dei corpi che agisce sulla mente umana attraverso i sensi. Burke confuta l’idea che la bellezza consista nella proporzione e nella convenienza (polemizzando con secoli di cultura estetica) e vede come tipiche del bello la varietà, la piccolezza, la levigatezza, la variazione graduale, la delicatezza, la purezza, la chiarezza del colore, come pure, in una certa misura, la grazia e l’eleganza.

LEZIONE 006

01. Come viene utilizzato in A Sicilian Romance l’elemento del soprannaturale? In A Sicilian Romance la Radcliffe introduce le prime manifestazioni del “suo” soprannaturale: un tipo di soprannaturale ingannevole, destinato infatti alla fine a trovare una spiegazione razionale. Un elemento dunque “narrativo”, funzionale alla connotazione dei luoghi, allo sviluppo dell’intreccio e alla creazione della suspense, che la Radcliffe utilizzerà a pieno nelle opere maggiori**.

  1. Chi è Schedoni e quali sono i tratti che lo contraddistinguono?** SCHEDONI è un perrsonaggio di THE ITALIAN della radcliffe. È un monaco freddo e calcolatore, capace di tramare cose tortuose per far fuori le sue vittime. È l’eroe malvagio, bello e coraggioso ma anche machiavellico e spregiudicato, assetato di potere. 03. Quali sono i principali romanzi scritti dalla Radcliffe e quando furono pubblicati? Athlin and Dunbayne, 1789, A Sicilian Romance, 1790), il successo le arrise con The Romance of the Forest (1791) e fu confermato da The Mysteries of Udolpho (1794)

LEZIONE 007

03. Quali sono i due elementi che caratterizzano, sul piano del contenuto e della struttura del testo, The Monk di Lewis? I tratti che caratterizzano The Monk, il capolavoro di Lewis sono sostanzialmente due. Il primo, di ordine contenutistico, è la sua efferata messa in scena del connubio inscindibile fra male e piacere: Un piacere come male, secondo una isotopia ricorrente nel gotico sin dalle origini, cui si associa l’uso pervasivo di un soprannaturale in grado di presentarsi sotto sembianze disparate, nessuna – Il secondo elemento è di natura formale e attiene alla struttura del testo. In The Monk la trama, costruita sull’incrocio e la giustapposizione delle storie di tre coppie legittime e “illegittime” (Lorenzo e Antonia, e alla sua morte Virginia, Raimondo e Agnese, Ambrosio e Matilda), procede per interruzioni e riprese, si spezza e si riannoda, con il tessuto narrativo sollecitato e dilatato sia dall’inclusione di materiali eterogenei (lettere, poesie, canzoni, profezie), sia dalla interpolazione di racconti secondari (in prosa o in forma di ballata) che esasperano la tecnica del tale within the tale, come nel caso della History of Raymond, Marquis de Las Cisternas, il cui sviluppo, anch’esso discontinuo, occupa quasi un quarto del libro. 04. In The Monk, quali caratteristiche definiscono, sul piano formale, la struttura del testo? La struttura del testo è composita, polifonica, non di certo lineare e unitaria. La trama è costruita sull’incrocio e la giustapposizione delle storie di tre coppie legittime e “illegittime” (Lorenzo e Antonia, e alla sua morte Virginia, Raimondo e Agnese, Ambrosio e Matilda), procede per interruzioni e riprese, si spezza e si riannoda, con il tessuto narrativo sollecitato e dilatato sia dall’inclusione di materiali eterogenei (lettere, poesie, canzoni, profezie), sia dalla interpolazione di racconti secondari (in prosa o in forma di ballata) che esasperano la tecnica del tale within the tale.

LEZIONE 08

01. Quale espediente di autenticazione utilizza Maturin in Melmoth the Wanderer e quali caratteristiche presentano i documenti di volta in volta proposti dall’autore? L’espediente di autenticazione che Maturin utilizza è quello del manoscritto ritrovato: più precisamente, diversi manoscritti custoditi in buie stanze, che narrano storie di segregazione, in luoghi angosciosi, angusti,

soffocanti. Documenti, sempre lacunosi, mutili, con parole, frasi, o intere pagine perdute, così da determinare interruzioni e salti logici e temporali, segnalati da asterischi. Vuoti, ellissi nel continuum narrativo: al livello generale di struttura del testo e a quello inferiore delle fonti che innescano di volta in volta la narrazione.

02. In che modo si articola, a livello di trama, il romanzo Melmoth the Wanderer? La trama di Melmoth l’errante si costruisce di fronte al lettore per mezzo di una serie costante di “scatole cinesi”, di racconti presentati da personaggi differenti che narrano le vicende di altri, permettendo – al termine della lettura – di costruire un quadro, più o meno completo, dell’intero plot narrativo. Melmoth l’errante vuole raccontarci le vicissitudini di questo uomo misterioso che, avendo stretto un patto col Diavolo, ottiene l’immortalità e – al contempo – la maledizione di dover vagare di luogo in luogo, di epoca in epoca, alla ricerca di anime a cui trasmettere la sua stessa condanna. Melmoth compare relativamente tra le numerose pagine di questo romanzo gotico.

LEZIONE 09

01. Quali opere e quali scrittori entrano a far parte, ricontestualizzati, del tessuto narrativo del romanzo Melmoth the Wanderer? Una lista neppure completa delle opere e degli scrittori che entrano, ricontestualizzati, nel romanzo di Maturin, vedrebbe una occorrenza altissima di frasi tratte dalla Bibbia; una consistente presenza di autori classici, latini e greci, da Omero a Virgilio, da Plinio il Giovane a Svetonio, da Zenone a Seneca, a Cicerone, a Pindaro, a Giovenale; soprattutto frequentissime riprese da Shakespeare, con quasi tutto il corpus delle sue opere rappresentato, anche se la concentrazione maggiore riguarda le tragedie e i drammi storici. Poi, alcuni altri classici inglesi, quasi a comporre una sorta di embrionale canone della letteratura nazionale: Beaumont e Fletcher, Ben Jonson, Milton, Dryden, il teatro della Restaurazione, Fielding, Sterne, Gray, Pope, Boswell, Southerne, Garrick, gli autori gotici. Infine le letterature europee: Dante, Metastasio, Cervantes, Perrault, Diderot

LEZIONE 16

01. Di quale romanzo è protagonista Lord Ruthven e quali tratti contraddistinguono il personaggio? Lord Ruthven è il protagonista di “The Vampyre” di John Polidori pubblicato nel 1819. Lord Ruthven è indecifrabile ed esangue. A un tempo aristocratico e ricercato frequentatore dei salotti londinesi, crudele e spietato seduttore di fanciulle indifese, Lord Ruthven è apportatore di rovina e morte, ma anche essere inquieto ed errante, in fuga perenne da un luogo all’altro, senza radici, senza legami e senza affetti. Un Dracula ante litteram.

LEZIONE 18

01. Quali sono i tratti distintivi di Quincey, in Dracula, e qual è il tono con il quale viene normalmente descritto? Quincey, americano, è descritto con un tono fra l’amabile e il laconico (che in certi momenti lascia trasparire però accenti caricaturali). È giovane e ricco (e sta compiendo un Grand Tour in Europa, tradizione ancora diffusa nell’Ottocento fra determinati strati della società d’oltreoceano), porta con sé il fucile Winchester, incarna la tipologia del sempliciotto, generoso e altruista, e sarà il solo degli avversari di Dracula a morire. 02. Quali sono i tratti che contraddistinguono Van Helsing, in Dracula? Personaggio ibrido, Van Helsing in primo luogo è “straniero”: è olandese, e infatti parla un inglese un po’ sgrammaticato; ha tratti di bizzarria, ma anche una notevole apertura mentale: è un grande studioso che si spinge fino ai limiti del ragionamento scientifico, pronto, quando capisce che la scienza non è sufficiente, a ricorrere alla “cultura” in senso più ampio. Van Helsing è un singolare individuo il quale pare avere punti di

che saranno da lui descritte in dettaglio. Sulla luna, Gonsales si confronta con un mondo dalle dimensioni ipertrofiche, con alberi giganteschi. I Seleniti, anch’essi alti il doppio dei terrestri, sono cristiani, odiano il vizio e praticano la virtù, vivono in pace e in armonia e si esprimono attraverso una sorta di lingua musicale. Interessante la notazione, in piena politica coloniale e di conquista, che i loro discendenti sulla terra potrebbero essere le popolazioni Native Americane. Nella società lunare non è prevista la pena di morte. La struttura politica e civile è ordinata e razionale, fondata su una istituzione familiare forte e riconosciuta come valore imprescindibile. La Luna quindi funge da contrasto virtuoso nei confronti della società contemporanea. Monito e speranza. La nostalgia di casa lo convincerà a un certo punto a ripartire.

LEZIONE 33

01. Chi è l’autore/autrice di The Coming Race, quando fu pubblicato il testo e quali sono i tratti distintivi del mondo che vi è descritto? The Coming Race è stato scritto da Lord Edward Bulwer-Lytton e pubblicato nel 1871. The Coming Race presenta molti tratti distintivi sia dell’utopia satirica che dell’antiutopia. Ne è protagonista un giovane statunitense (il narratore), intraprendente e facoltoso, il quale viene in contatto con una razza molto avanzata, i Vril-ya, molto simili agli angeli della narrazione biblica. Sopravvissuti al Diluvio, essi abitano la Terra Cava, contando su una misteriosa forma di energia il Vril, in grado di assicurare a chi la governa poteri straordinari, quasi magici. La società che Bulwer-Lytton tratteggia accosta a elementi auspicabili − di grande progresso e modernità sociale − tratti inquietanti: non ultimo l’intenzione dei Vril-ya di abbandonare il mondo sotterraneo e conquistare la terra, distruggendo l’umanità. Il romanzo fu recepito presso alcuni ambienti come una realistica manifestazione di verità esoteriche e occulte, presso altri come il resoconto della vita su Atlantide, il continente scomparso ma, nella credenza di molti, non distrutto.

LEZIONE 36

01. Chi è l’autore/autrice di When the Sleeper Wakes, quando fu pubblicato e di cosa tratta il testo? When the Sleeper Wakes è stato scritto da H. G. Wells nel 1898, vi si narra di un fascinoso e angosciante mondo futuro, un mondo in cui spiccano architetture futuristiche e vertiginose alla Fritz Lang (il regista fra l’altro di Metropolis), ma anche la condizione di cupo sfruttamento degli operai, condannati alle tute azzurre del Labour Department e ridotti a vivere nelle viscere dei grandi palazzi occupati da un’aristocrazia decadente: una divisione di classe che il pur blando socialista fabiano Wells condanna, e che ripropone, sotto altra veste, la funesta divisione in razze contrapposte.

LEZIONE 43

01. Oltre a 1984, quali sono i principali racconti e romanzi scritti da George Orwell, quando furono composti e a quali generi sono ascrivibili? Oltre a “1984” i principali racconti e romanzi scritti da Orwell, comprensivi di genere, sono: “Senza un soldo a Parigi e Londra” (1933) – Memoriale “Giorni in Birmania” (1934) – Romanzo autobiografico “La figlia del reverendo” (1935) – Romanzo “Fiorirà l’Aspidista” (1936) – Romanzo autobiografico “La strada di Wigan Pier” (1937) – Autobiografia “Omaggio alla Catalogna” (1938) – Diario-reportage “La fattoria degli animali” (1945) – Romanzo distopico

LEZIONE 47

01. In quali forme viene perseguito il passato in 1984?

In Nineteen Eighty-Four il passato esiste ed è perseguito in due forme:

  1. Come possibile traccia per una ricerca intellettuale e ideologica: una ricerca riassumibile e concretizzata nella prova, l’articolo di giornale, per esempio, a cui Winston si aggrappa e che O’Brien, nella stanza della tortura, gli mostra e poi brucia;
  2. Come struggimento e nostalgia minima, recupero individuale di fragili cose perdute, immediata opposizione affettiva e fisica ai rigori contro natura del Partito