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Risposte domande aperte, Panieri di Economia delle imprese Multinazionali

Il documento contiene tutte le risposte alle domande aperte del paniere fornito dal docente. Data aggiornamento maggio 2023

Tipologia: Panieri

2022/2023

In vendita dal 12/05/2023

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Lezione 01
1. Il candidato spieghi il concetto di azienda.
L'azienda è lo strumento tramite il quale l'uomo soddisfa in maniera economica, ad esempio con la
specializzazione e riducendo al minimo lo spreco di risorse, i propri bisogni. Al fine di soddisfare tali bisogni,
le aziende svolgono l'attività di consumo o produzione di beni e servizi, e quindi produzione e consumo di
ricchezza.
Si possono distinguere aziende di produzione e aziende di erogazione. Le prime soddisfano i bisogni in
modo indiretto, producendo beni o servizi destinati alla vendita per conseguire un profitto, sono le aziende
propriamente dette; le seconde soddisfano i bisogni in maniera diretta, consumando tali beni o servizi, sono
ad esempio le famiglie o le fondazioni.
2. Il candidato definisca l'azienda sotto il profilo oggettivo.
Il profilo oggettivo si concentra sull'azienda quale sistema di beni, persone e relazioni dotato di una propria
oggettività, cioè privo di motivazioni personali. In questo profilo è compreso ad esempio il patrimonio
aziendale. Diversamente dal profilo soggettivo che si concentra sui soggetti cui spettano decisioni, obblighi
e diritti.
Lezione 04
3. Il candidato descriva il rapporto esistente tra impresa, ambiente e mercato.
L'impresa è un sistema aperto in quanto si relaziona costantemente con l'ambiente esterno e con il
mercato. Con il mercato effettua lo scambio di risorse, acquistando fattori produttivi (ad esempio materie
prime o risorse umane) in fase di input e vendendo prodotti o servizi in fase di output. Dall'ambiente
dipendono le variabili che creano vincoli e opportunità per l'impresa, possono essere, a titolo d'esempio, le
leggi del paese in cui l'azienda opera, come anche le caratteristiche culturali e sociali di tutti gli
stakeholders. Va specificato che le imprese innovative con un atteggiamento attivo sono in grado di
influenzare l'ambiente attraverso i suoi prodotti e la sua politica, creando quindi un ulteriore vantaggio
competitivo.
4. In quanti sottosistemi si divide l'ambiente? Il candidato ne delinei le principali differenze.
L'ambiente generale si divide in:
ambiente fisico, cioè le condizioni naturali del contesto, quali il clima o la quantità di popolazione;
ambiente socio-culturale, cioè i valori, i gusti e le preferenze delle persone;
ambiente politico-legislativo, cioè le leggi che regolamentano il paese;
ambiente tecnologico, cioè le conoscenze scientifiche e tecnologiche;
ambiente economico, cioè il tipo di organizzazione economica (di mercato, di piano o mista).
Vi è poi l'ambiente specifico, cioè il settore economico in cui l'impresa opera e che può essere delineato con
le cinque forze di Porter.
Lezione 09
5. Il candidato descriva quali sono gli elementi fondamentali dell'organizzazione.
L'organizzazione è l'insieme di persone, attività e processi. Definisce le regole, i processi e raccorda i vari
sottosistemi dell'azienda. Ha tre variabili che sono:
gli stili di comando (autoritario, partecipativo e permissivo);
i meccanismi operativi, cioè processi e strumenti necessari al funzionamento dell'azienda;
la struttura organizzativa, cioè i criteri di divisione del lavoro. Può essere microstrutturale, mesostrutturale
e macrostrutturale. Quest'ultima a sua volta può essere funzionale, divisionale e a matrice.
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Lezione 01

  1. Il candidato spieghi il concetto di azienda. L'azienda è lo strumento tramite il quale l'uomo soddisfa in maniera economica, ad esempio con la specializzazione e riducendo al minimo lo spreco di risorse, i propri bisogni. Al fine di soddisfare tali bisogni, le aziende svolgono l'attività di consumo o produzione di beni e servizi, e quindi produzione e consumo di ricchezza. Si possono distinguere aziende di produzione e aziende di erogazione. Le prime soddisfano i bisogni in modo indiretto, producendo beni o servizi destinati alla vendita per conseguire un profitto, sono le aziende propriamente dette; le seconde soddisfano i bisogni in maniera diretta, consumando tali beni o servizi, sono ad esempio le famiglie o le fondazioni.
  2. Il candidato definisca l'azienda sotto il profilo oggettivo. Il profilo oggettivo si concentra sull'azienda quale sistema di beni, persone e relazioni dotato di una propria oggettività, cioè privo di motivazioni personali. In questo profilo è compreso ad esempio il patrimonio aziendale. Diversamente dal profilo soggettivo che si concentra sui soggetti cui spettano decisioni, obblighi e diritti. Lezione 04
  3. Il candidato descriva il rapporto esistente tra impresa, ambiente e mercato. L'impresa è un sistema aperto in quanto si relaziona costantemente con l'ambiente esterno e con il mercato. Con il mercato effettua lo scambio di risorse, acquistando fattori produttivi (ad esempio materie prime o risorse umane) in fase di input e vendendo prodotti o servizi in fase di output. Dall'ambiente dipendono le variabili che creano vincoli e opportunità per l'impresa, possono essere, a titolo d'esempio, le leggi del paese in cui l'azienda opera, come anche le caratteristiche culturali e sociali di tutti gli stakeholders. Va specificato che le imprese innovative con un atteggiamento attivo sono in grado di influenzare l'ambiente attraverso i suoi prodotti e la sua politica, creando quindi un ulteriore vantaggio competitivo.
  4. In quanti sottosistemi si divide l'ambiente? Il candidato ne delinei le principali differenze. L'ambiente generale si divide in: ambiente fisico, cioè le condizioni naturali del contesto, quali il clima o la quantità di popolazione; ambiente socio-culturale, cioè i valori, i gusti e le preferenze delle persone; ambiente politico-legislativo, cioè le leggi che regolamentano il paese; ambiente tecnologico, cioè le conoscenze scientifiche e tecnologiche; ambiente economico, cioè il tipo di organizzazione economica (di mercato, di piano o mista). Vi è poi l'ambiente specifico, cioè il settore economico in cui l'impresa opera e che può essere delineato con le cinque forze di Porter. Lezione 09
  5. Il candidato descriva quali sono gli elementi fondamentali dell'organizzazione. L'organizzazione è l'insieme di persone, attività e processi. Definisce le regole, i processi e raccorda i vari sottosistemi dell'azienda. Ha tre variabili che sono: gli stili di comando (autoritario, partecipativo e permissivo); i meccanismi operativi, cioè processi e strumenti necessari al funzionamento dell'azienda; la struttura organizzativa, cioè i criteri di divisione del lavoro. Può essere microstrutturale, mesostrutturale e macrostrutturale. Quest'ultima a sua volta può essere funzionale, divisionale e a matrice. Lezione 10
  1. Il candidato illustri quali sono i principali modelli di struttura organizzativa. La struttura organizzativa può essere microstrutturale, mesostrutturale e macrostrutturale. Quest'ultima è di particolare interesse in dottrina e si divide a sua volta in: elementare, propria delle piccole imprese, presenta pochi organi (alta direzione, unità operative e pochi o assenti organi di staff) funzionale, con una divisione del lavoro in aree omogenee per area di attività, divisionale, con una divisione per area di business e ogni divisione può presentare al suo interno una struttura funzionale; a matrice, ha un sistema di comando multiplo e si lavora per commesse Vi sono poi le strutture innovative come la struttura snella, per processi o per progetti. Lezione 12
  2. Il candidato descriva la Gap Analysis. É uno strumento utile a calcolare le differenze fra gli obiettivi prefissati e i risultati effettivamente raggiungibili. All'atto pratico si fissano degli obiettivi per poi prevedere lo scenario futuro in condizioni ideali e in condizioni standard, dopodiché si calcola il divario (gap) fra quanto prefissato e quando normalmente perseguibile. Infine si valutano le azioni correttive da intraprendere. Lezione 13
  3. Il candidato descriva gli stili di leadership. Per stile si intende il modello di governo dei rapporti di lavoro nell'azienda. Gli stili di leadership possono essere: Autoritario: fondato su un rapporto gerarchico in cui il leader impone le proprie decisioni e applica sanzioni. E' lo stile più tradizionale. Partecipativo: le decisioni vengono condivise, si fonda sulla motivazione e sul consenso, vi è decentramento del processo decisorio, quindi largo uso della delega e dell'autocontrollo. Permissivo: non ci sono indicazioni rigide per i sottoposti, vi è l'autodeterminazione delle funzioni da svolgere. Empiricamente si è dimostrato che il più vantaggioso per l'azienda è lo stile partecipativo. Lezione 20
  4. Il candidato descriva il modello di Porter e le A.S.A. Le a.s.a. Sono le aree strategiche d'affari, cioè le singole aree di business in cui l'impresa opera. Vengono individuate in base al target a cui rivolgersi, in base al bisogno da soddisfare e in base alle tecnologie impiegate. Il modello di Porter analizza l'ambiente specifico in cui opera l'impresa, con particolare attenzione sulla concorrenza. Vengono considerate cinque forze: l'attuale concorrenza diretta, l'ingresso di nuovi concorrenti (concorrenza potenziale), la minaccia di prodotti sostitutivi (concorrenza indiretta), il potere contrattuale di clienti e fornitori.
  5. Il candidato descriva la catena del valore di Porter. E' un modello che rappresenta l'impresa come un insieme di attività, collegate fra loro. Per poter avere un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza occorre individuare quale delle attività creano valore, cioè creano un prodotto valido per i clienti. Il margine che l'azienda ottiene è la differenza tra il valore generato (quantificabile nel prezzo del prodotto) e i costi sostenuti. Tramite la catena del valore è possibile analizzare le varie attività e individuare quelle che effettivamente generano il vantaggio competitivo Lezione 32
  1. Il candidato esponga i principali errori che possono essere commessi dal neo-imprenditore. I principali errori commessi dai neo-imprenditori possono essere di: Posizionamento. Non avere cioè un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza (l'offerta manca di unicità, desiderabilità, credibilità) Scelta dei canali distributivi. Se non si considerano i costi (criterio economico), il controllo (l'efficienza nella realizzazione e partecipazione ai programmi di marketing) e la flessibilità (capacità di adattarsi positivamente alle variazioni del mercato) dei canali. Difficoltà di introduzione sul mercato. Se non si genera cioè curiosità e interesse tramite promozione e pubblicità o con il giusto apporto innovativo. Un prodotto che non piace non vende. Stima dei costi. Non essendo possibile avere cifre esatte, i costi sono stimati per approssimazione e spesso molte voci non vengono valutate, per cui le possibilità di errore sono alte e si rischia di sottostimare. Esigibilità dei crediti. Se non si considera la qualità dei clienti si rischia di avere difficoltà a recuperare i crediti, allungando i tempi e riducendo il cashflow. Il tutto comporta ulteriori costi e, nel peggiore dei casi, porta a una crisi di liquidità.
  2. Il candidato esponga brevemente l’approccio europeo e quello americano nella creazione di una start-up. L'approccio americano prevede imprese che nascono piccole per una sorta di test del mercato che, se superato, permette loro di espandersi in seguito molto rapidamente. L'approccio europeo è più informale e, nella maggior parte dei casi, privo di studi di fattibilità. Per questo molti progetti di start-up non riescono neanche ad arrivare alla fase di test. In sostanza il dinamismo imprenditoriale è minore in Europa rispetto agli Stati Uniti.
  3. Il candidato esponga le principali difficoltà che incontra una start-up che opera nel mercato italiano. Le difficoltà sono notevoli. In primo luogo ci sono molti vincoli giuridici, amministrativi e burocratici, oltre che vincoli legati alla crescita dimensionale delle imprese. Vanno poi considerate le ridotte possibilità di accesso al credito, con una conseguente carenza di investimenti e impossibilità di far fronte ai pagamenti. All'incertezza di mercato si aggiunge poi l'incertezza delle leggi, che spesso cambiano nell'arco di poco tempo. Lezione 42
  4. Il candidato illustri brevemente il modello garbage-can. Secondo questo modello non esistono nessi di causa-effetto fra le variabili del processo di creazione di una nuova impresa. Ci si muove nell'incertezza, quindi anche il processo non è prevedibile a priori ma si sviluppa man mano. Non è quindi lineare ma tutti i fattori sono mischiati insieme (come appunto in un cestino dei rifiuti). Il processo trae origine da una fra le possibili combinazioni di elementi quali: partecipanti al processo decisionale, problemi da risolvere, soluzioni da applicare, opportunità di decisione. In ogni caso la creazione di un'impresa è legata all'individuazione di un bisogno da soddisfare. La principale critica è che non considera i fattori che determinano il successo dell'impresa.
  5. Il candidato illustri brevemente il modello input-output. In questo modello si considera l'entrata di risorse in azienda (input) e l'uscita di risorse verso l'ambiente (output). Nella fase di acquisto si immettono risorse non monetarie (input) come le tecnologie, gli impianti, le materie prime e escono risorse monetarie (output), quando cioè vengono pagate le prime. Nella fase di vendita si immette nel mercato il prodotto o servizio (output di risorse non monetarie) e si incassa il ricavato (input di risorse monetarie). Se si acquista e contemporaneamente si paga si ha un ciclo di scambio

con regolamento in contanti, se invece ci si avvale di debito o credito si hanno cicli con regolamento differito o anticipato.

  1. Le variabili individuali fanno riferimento a: fanno riferimento ai diversi aspetti che caratterizzano il profilo personale del soggetto che promuove l'impresa. Sono riferite alle sue doti e personalità, ai valori (cioè l'etica e la sfera culturale) e alle abilità tecniche, competenze manageriali e capacità imprenditoriali. Sono determinanti per il concepimento dell'idea di business e il successo dell'impresa. In particolare è fondamentale la capacità di scorgere nel mercato nuove opportunità che gli altri non vedono. Propria dell'imprenditore è l'attitudine ad assumere decisioni rischiose. Sono rilevanti anche le life skills dell'imprenditore.
  2. Le variabili ambientali fanno riferimento a: fanno riferimento alle varie componenti che influenzano il contesto entro cui nasce e si sviluppa l'impresa e sono determinanti per il concepimento dell'idea di business e il successo dell'impresa. Dipendono dall'ambiente fisico e dall'ambiente socio-economico (ad esempio leggi e regolamenti, gusti e abitudini, conoscenze...) e creano vincoli e opportunità che limitano e dirigono le scelte dell'imprenditore.
  3. Il candidato spieghi cosa sono le variabili output. Le variabili output sono rappresentate dai prodotti o servizi forniti ai clienti, che vengono cioè immessi nel mercato e dalla cui vendita di originano i ricavi. Parti di tali ricavi diventerà poi input di risorsa monetaria utilizzata per un nuovo ciclo produttivo. Quando il denaro viene utilizzato ad esempio per acquistare materie prime, esso diventa output di risorsa monetaria che genera un input di risorsa non monetaria. Lezione 43
  4. Cosa si intende per “cultura di impresa”? Per cultura d'impresa si intende indicare tutti i valori, gli ideali, le convinzioni che animano e orientano i comportamenti dell'imprenditore e del vertice aziendale sia all'interno che all'esterno dell'impresa. Rientrano nella cultura d'impresa anche il complesso di conoscenze accumulate con l'esperienza. Nel tempo è emersa anche la consapevolezza dei valori guida e dell'etica di impresa, basata su valori quali la vita e il benessere di ogni individuo.
  5. Il candidato esponga brevemente cosa si intende per competenze tecniche. Le competenze tecniche sono le conoscenze specifiche circa l'attività dell'impresa. Permettono di perfezionare il prodotto e di individuare soluzioni produttive che permettono di ridurre i costi. Permettono quindi di produrre in maniera efficace ed efficiente il bene o servizio identificato con la business idea.
  6. Quali sono le principali abilità richieste al neo-imprenditore? Abilità tecniche, cioè le conoscenze specifiche riguardanti l'attività della nuova impresa (perfezionare il prodotto, ridurre i costi...). Abilità manageriali, cioè la capacità di gestire l'impresa dal punto di vista organizzativo-finanziario e commerciale. Abilità imprenditoriali, cioè la capacità di attrarre e combinare le risorse per raggiungere gli obiettivi preposti, oltre che l'attitudine ad assumersi dei rischi. Sono infine importanti tutte le life skills, cioè quelle competenze accessorie e trasversali.
  7. Il candidato esponga brevemente cosa si intende per competenze amministrative-finanziarie. Le competenze amministrativo-finanziarie riguardano la capacità di attuare una sana gestione dell'impresa dal punto di vista amministrativo-contabile, in modo da garantire all'impresa l'equilibrio economico- finanziario nel lungo periodo.

industriali e migliorano l'immagine dell'ateneo. Inoltre introducono la mentalità imprenditoriale, facilitando quindi studenti, professori e ricercatori nella conversione dei loro risultati verso forme imprenditoriali.

  1. Quali sono i servizi offerti dagli incubatori privati? Gli incubatori privati forniscono supporto nello sviluppo del modello di business, nella gestione operativa, nella ricerca del personale e nella creazione di un network di relazioni. Inoltre mettono a disposizione capitali sia nelle primissime fasi di vita che nelle fasi di sviluppo. Il tutto permette una maggiore visibilità all'impresa e una riduzione dei tempi di lancio sul mercato e, eventualmente, di quotazione in borsa o acquisizione.
  2. Qual è la funzione degli incubatori privati? Gli incubatori privati favoriscono il rapido sviluppo delle start-up mettendo a disposizione capitali sia nelle primissime fasi di vita che nelle fasi di sviluppo. Inoltre forniscono supporto nello sviluppo del modello di business, nella gestione operativa, nella ricerca del personale e nella creazione di un network di relazioni. Il tutto permette una maggiore visibilità all'impresa e una riduzione dei tempi di lancio sul mercato e, eventualmente, di quotazione in borsa o acquisizione.
  3. Quali sono i vantaggi per le imprese che operano nell’ambito degli incubatori accademici? I vantaggi principali sono il legame con l'università, le maggiori opportunità di finanziamento e la collaborazione con altre imprese incubate. La localizzazione all'interno dell'ateneo permette poi alla start- up di svilupparsi in un ambiente culturalmente stimolante e garantisce un'ottima visibilità verso il mondo esterno ed il mercato. Gli incubatori accademici, oltre ad offrire spazi e servizi (come anche gli altri tipi di incubatori), offrono consulenza estremamente qualificata.
  4. Qual è la caratteristica principale degli incubatori accademici? La localizzazione all'interno dell'ateneo permette poi alla start-up di svilupparsi in un ambiente culturalmente stimolante e garantisce un'ottima visibilità verso il mondo esterno ed il mercato. Gli incubatori accademici, oltre ad offrire spazi e servizi (come anche gli altri tipi di incubatori), offrono consulenza estremamente qualificata. I vantaggi principali per l'impresa sono il legame con l'università, le maggiori opportunità di finanziamento e la collaborazione con altre imprese incubate. Parallelamente le università aumentano le proprie entrate (con fondi pubblici e ritorni dalle imprese avviate), intensificano il trasferimento tecnologico e le relazioni industriali e migliorano l'immagine dell'ateneo.
  5. Qual è lo scopo principale degli incubatori pubblici? Lo scopo principale è quello di ridurre i costi di costituzione di una nuova impresa. Altro obiettivo è quello di creare nuovi posti di lavoro, soprattutto in zone ad alto tasso di disoccupazione. Questo è possibile grazie la fornitura di spazi, infrastrutture, accesso a competenze tecniche e manageriali, ma anche con l'acquisizione di fondi locali, nazionali e comunitari che ne permettono il sostentamento (oltre al canone). Lezione 46
  6. Quali sono i passi per creare una start-up? Per creare una start-up di successo occorre avere una business idea, creare qualcosa di nuovo che funzioni sul mercato. Bisogna fare pivoting, cioè modificare e migliorare la strategia a seguito di test, fallimenti e analisi. Occorre conoscere il mercato e quindi il proprio target di riferimento, segmentare il mercato e partire con un prodotto minimo per testare il mercato e raccogliere feedback. Ricercare il primo seed, magari attraverso un angel investor, per ottenere il denaro necessario allo sviluppo

del primo prototipo. E' necessario avvalersi di un giusto team di persone, che sia affiatato, competente e versatile. In ultimo è fondamentale il tempismo, poiché anche il miglior prodotto può essere un fallimento se immesso sul mercato nel momento sbagliato (ad esempio i concorrenti di Youtube).

  1. Chi sono gli "Angel investor"? Sono imprenditori e investitori che forniscono un primo supporto in denaro per lo sviluppo del primo prototipo dell'impresa. Per individuarli è opportuno partecipare agli eventi creati per le start-up e fare molto networking. E' utile prepararsi una presentazione power point per introdurre la business idea.
  2. Cosa rappresenta il team di una start-up? Il team di una start-up è l'insieme di persone che prende parte al progetto della nuova impresa. Devono essere tutti individui versatili, poiché nella fase iniziale non c'è un'elevata specializzazione del lavoro. Sono richieste competenze tecniche, organizzative, comunicative e commerciali. E' importante anche che il team sia affiatato e anche per questo aiutano le life skills di ognuno. Lezione 47
  3. Il candidato illustri brevemente le funzioni del business plan. Le funzioni del business plano sono:
  • la comprensione dell'ambiente
  • l'analisi della fattibilità di un investimento
  • la pianificazione
  • l'utilizzo del budgeting nella quantificazione degli obiettivi
  • l'accesso alle fonti di investimento Può avere una funzione interna, per informare e guidare i processi decisionali nell'azienda, e una funzione esterna, per presentare il progetto a terzi (ad esempio a potenziali finanziatori).
  1. Il candidato illustri brevemente la struttura di un business plan. Un business plan dovrebbe partire con una presentazione dell'azienda (la struttura organizzativa, il vertice aziendale...). Si passa poi ad una sintesi del programma proposto con le ragioni commerciali, produttive ed economiche dell'investimento e la descrizione del prodotto o servizio, ponendo attenzione sull'utilità percepita dal consumatore e sul bisogno che si va a soddisfare. E' opportuno presentare un'analisi del mercato di riferimento (quindi la concorrenza, le barriere d'ingresso, la domanda...). Si andrà poi a descrivere il processo produttivo (le risorse e il personale necessario, il ciclo di produzione...), l'impatto ambientale con gli eventuali obblighi in materia e le risorse finanziarie richieste, sia proprie che di terzi. Si concluderà con le strategie commerciali, individuando quindi le leve del marketing mix su cui agire per conseguire un vantaggio competitivo.
  2. Il candidato indichi le parti fondamentali di un business plan. Anche se non esiste un modello prestabilito per la redazione di un business plan, le parti fondamentali sono una parte iniziale descrittiva, dove viene presentata l'impresa e riassunta l'iniziativa, gli obiettivi e le strategie, e una seconda parte quantitativa che riporta i dati economico-finanziari con costi e finanziamenti. Tutto il piano deve essere sintetico ed eventualmente si possono mettere in allegato parti non strettamente attinenti. E' importante riportare l'analisi del mercato di riferimento (quindi la concorrenza, le barriere d'ingresso, la domanda...) e le strategie commerciali, individuando quindi le leve del marketing mix su cui agire per conseguire un vantaggio competitivo.