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RISPOSTE DOMANDE APERTE, Appunti di Storia Della Radio E Della Televisione

RISPOSTE ALLE DOMANDE APERTE DEL SET DI DOMANDE DEL CORSO DI STUDIO

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 14/04/2026

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Domande aperte: Storia della
Televisione in Italia - Lezioni e
Riflessioni
Lezione 2.
Definire il rapporto instaurato, su vari piani, dalla televisione con la radio.
La televisione e la radio costituiscono spesso sul piano amministrativo e legale
una entità unica, perché si completano a vicenda all’interno dello stesso
apparato di telecomunicazioni. Il complesso organismo mediale generato dalla
loro relazione viene chiamato servizio radiotelevisivo.
Inoltre, condividono la tecnologia, poiché sono detti “media della simultaneità”:
il loro modo di fare arrivare i segnali è immediato e contrassegnato dalla
“trasmissione”.
Lezione 3.
Riferire in merito all’avvento e all’affermazione della radio in Italia.
L'avvento della radio in Italia avviene in concomitanza con la Prima guerra
mondiale, la quale favorisce un forte sviluppo della radiofonia, riguardante
soprattutto lo scambio veloce di informazioni sul campo di battaglia. L'esercizio
radiofonico viene però regolamentato nella metà degli anni 20, soprattutto
durante gli anni del fascismo: Mussolini infatti incluse la radiofonia nella sua
politica di controllo totale dei suoi cittadini, portando (anche se probabilmente
non era tra i suoi obbiettivi) benefici alla nascente industria della radio.
Infatti, il governo fascista, spinto dal noto Guglielmo Marconi, continuò lo
sviluppo della radio su tutto il territorio nazionale: Marconi sognava di
controllare l'industria radiofonica collegandola in tutta la penisola grazie al
posizionamento di trasmettitori nelle principali città italiane. Marconi
controllava già prima del ventennio fascista due società radiofoniche, la Società
italiana per i servizi radiotelegrafici e radiofonici (SISERT), e l’Agenzia
radiotelegrafica italiana. Senza dubbio fu grazie a Marconi se la radio si affermò
in Italia negli anni 20, anche se aveva iniziato già anni prima la sua attività
quando permise alla marina italiana di usare i suoi brevetti radiofonici per
comunicare tra di loro, facendo di lui una figura da imitare per spirito
nazionalistico durante il ventennio fascista.
Lezione 7.
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Domande aperte: Storia della

Televisione in Italia - Lezioni e

Riflessioni

Lezione 2.

Definire il rapporto instaurato, su vari piani, dalla televisione con la radio.

La televisione e la radio costituiscono spesso sul piano amministrativo e legale

una entità unica, perché si completano a vicenda all’interno dello stesso

apparato di telecomunicazioni. Il complesso organismo mediale generato dalla

loro relazione viene chiamato servizio radiotelevisivo.

Inoltre, condividono la tecnologia, poiché sono detti “media della simultaneità”:

il loro modo di fare arrivare i segnali è immediato e contrassegnato dalla

“trasmissione”.

Lezione 3.

Riferire in merito all’avvento e all’affermazione della radio in Italia.

L'avvento della radio in Italia avviene in concomitanza con la Prima guerra

mondiale, la quale favorisce un forte sviluppo della radiofonia, riguardante

soprattutto lo scambio veloce di informazioni sul campo di battaglia. L'esercizio

radiofonico viene però regolamentato nella metà degli anni 20, soprattutto

durante gli anni del fascismo: Mussolini infatti incluse la radiofonia nella sua

politica di controllo totale dei suoi cittadini, portando (anche se probabilmente

non era tra i suoi obbiettivi) benefici alla nascente industria della radio.

Infatti, il governo fascista, spinto dal noto Guglielmo Marconi, continuò lo

sviluppo della radio su tutto il territorio nazionale: Marconi sognava di

controllare l'industria radiofonica collegandola in tutta la penisola grazie al

posizionamento di trasmettitori nelle principali città italiane. Marconi

controllava già prima del ventennio fascista due società radiofoniche, la Società

italiana per i servizi radiotelegrafici e radiofonici (SISERT), e l’Agenzia

radiotelegrafica italiana. Senza dubbio fu grazie a Marconi se la radio si affermò

in Italia negli anni 20, anche se aveva iniziato già anni prima la sua attività

quando permise alla marina italiana di usare i suoi brevetti radiofonici per

comunicare tra di loro, facendo di lui una figura da imitare per spirito

nazionalistico durante il ventennio fascista.

Lezione 7.

Descrivi il pubblico della televisione italiana degli anni Cinquanta.

Si tratta di un pubblico indifferenziato che è interessato alla novità del mezzo,

alla novità tecnologica, che viene consumata collettivamente, in case aperte

agli ospiti o in luoghi pubblici, in quanto non tutti si possono permettere un

apparecchio televisivo. L’Italia degli anni Cinquanta, infatti, era ancora, per

molti aspetti, un paese in via di sviluppo, nel quale metà della popolazione era

ancora completamente analfabeta.

LEZIONE 9.

Illustra a grandi linee la programmazione della televisione italiana degli anni

Cinquanta.

La televisione italiana degli anni Cinquanta è programmata per non influire

sulla vita relazionale dei

cittadini e la loro produttività. La principale preoccupazione della rai in quegli

anni, oltre a proseguire il suo progetto pedagogico, è quello di creare pubblico:

ciascun programma deve raccogliere il maggior numero di spettatori, senza

distinzione alcuna. Per questa ragione, non esiste un vero e proprio palinsesto,

ma la programmazione giornaliera viene ereditata dalla radio, seguendone la

programmazione giornaliera ad appuntamenti settimanali. Ognuno di essi è

pensato per la totalità del pubblico, e l'unica distinzione sta nel target

demografico, individuata nella differenziazione tra fascia pomeridiana e fascia

serale.

Lezione 10.

Quali sono le strategie editoriali elaborate da Ettore Bernabei?

Ettore Bernabei elabora, grazie anche all’avanzamento tecnologico degli anni

Sessanta, una struttura diversa della programmazione televisiva,

corrispondente anche alla messa in onda del “Secondo programma". Questo

secondo canale permette una suddivisione e differenziazione dei programmi

messi in onda, in quanto sul “programma nazionale” (ovvero il canale

principale) si continua con la trasmissione di programmi cosiddetti “forti”,

mentre sul secondo programma vengono trasmessi programmi più deboli

rispetto al primo, portando così gli spettatori non interessati ai programmi

principali sui programmi secondari. La creazione del secondo programma

permette anche una sperimentazione dei programmi messi in onda, mirati a

prendere l'attenzione talvolta di spettatori più esigenti o alla ricerca di qualcosa

di nuovo. Questa suddivisione/sperimentazione viene anche favorita con

l'arrivo della tecnologia Ampex dall’America, in quanto permette ora una

preregistrazione dei programmi e quindi di conseguenza un ordine pre-imposto

privatizzata e nel 1992 apre anche un canale satellitare orientato verso la

programmazione di cinema di qualità. La Spagna fino al 1978 è sotto dittatura

e la televisione viene introdotta nel 1956 gestita dallo Stato e finanziata dalla

sponsorizzazione dei programmi. Nel 1964 viene completata la copertura

nazionale. Dopo la fine della dittatura nel 1980 diventa Tv e pubblica e

gestisce due canali in regime di monopolio.

Lezione 19.

Quando e come avviene la comparsa delle televisioni private in Italia?

Nel 1971 l’imprenditore Giuseppe Sacchi sfida il monopolio della Rai creando a

Biella, nel piemontese, l’emittente via cavo Tele Biella. Il direttore artistico è il

popolare conduttore Enzo Tortora, che è stato da poco esiliato dalla Rai. La

base giuridica sulla quale fa affidamento Sacchi è un vuoto normativo, relativo

alla tecnologia via cavo: il Codice postale, che assegna allo Stato il diritto di

assegnare le concessioni televisive, è del 1936, quando la trasmissione via

cavo ancora non esisteva. Il vuoto normativo, pertanto, non vieta questo tipo di

trasmissioni, e nell’arco di un biennio nasce una miriade di televisioni locali che

utilizza questa tecnologia. La reazione del governo non tarda a farsi sentire, e

nel gennaio del 1973 Tele Biella viene costretta a interrompere le trasmissioni:

verrà però autorizzata a riprenderle, proprio in virtù del Codice del 1936, da un

intervento della magistratura. Si apre quella stagione che lo storico della

televisione Franco Monteleone chiama “Governo dei giudici”: il Parlamento non

mette ordine nel settore attraverso un testo legislativo organico (non lo farà

fino al 1990), è la Corte costituzionale, evidenziando i vuoti normativi esistenti,

a consentire l’accesso dei privati alle telecomunicazioni. Nel 1973 il Ministero

delle Poste e delle telecomunicazioni vara un nuovo Codice postale per proibire

il proliferare delle televisioni via cavo, mentre un decreto del 1974 vieta le

trasmissioni in lingua italiana da parte di emittenti straniere, ma le sentenze n.

225 e n.226 della Corte costituzionale, emesse entrambe nel luglio del 1974,

dichiarano illegittime entrambe le disposizioni, autorizzando perciò

definitivamente sia le trasmissioni in lingua italiana di emittenti straniere, che

la trasmissione via cavo in ambito locale. Quando arrivano le sentenze della

Corte costituzionale, tuttavia, la tecnologia via cavo in Italia sta già andando

verso un rapido declino, mentre inizia un’occupazione delle frequenze

dell’etere da parte delle televisioni locali. La definitiva liberalizzazione

dell’etere arriverà ancora con una sentenza della Corte costituzionale (la n. 202

del luglio 1976), che dichiarerà incostituzionali alcuni articoli della legge di

riforma della Rai del 1975, implicitamente autorizzando i privati a trasmettere

via etere nel solo ambito locale. Da questo momento in poi il settore attraversa

due fasi: la prima (1976-1979) è caratterizzata dall’incontrollata espansione

delle emittenti private, che si moltiplicano senza sosta. La seconda (1980-

1984) è contrassegnata dalla definitiva affermazione della Fininvest di Silvio

Berlusconi.

Lezione 22.

Offrire informazioni riguardo ai programmi della “neotelevisione” in Italia.

Con l’affermazione delle televisioni commerciali, si produce anche in Italia il

passaggio dalla vecchia Tv alla “neotelevisione”. Cambia dunque l’offerta

televisiva, che ora ha l’obiettivo di massimizzare l’ascolto in ciascuna delle

fasce orarie, evitando che lo spettatore, ora dotato di telecomando, vaghi da

una rete all’altra. Ne è esempio il “Talk show”, nato alla fine degli anni

Settanta, e il “Contenitore”, che presenta aspetti comuni con il varietà della

vecchia televisione: mentre nel varietà c’era un presentatore, che si

limitava a introdurre numeri pensati da altri e a fare dei piccoli sketch

egli stesso, nel programma contenitore c’è un conduttore, protagonista

assoluto della trasmissione, che con la propria presenza e la propria

affabulazione tiene insieme un insieme eterogeneo, e spesso inconsistente, di

attrazioni. Il primo e più famoso programma contenitore è “Domenica in”, in

onda su Raiuno e condotto inizialmente da Corrado Mantoni (1976-1979) e poi

da Pippo Baudo (1979-1985). A partire dal 1985 Canale 5 propone in

alternativa “Buona domenica”, organizzato in modo simile e condotto

inizialmente da Corrado Mantoni e Maurizio Costanzo (1985) e poi dal solo

Costanzo (fino al 1987). l’altro macrogenere della neotelevisione è il talk show,

del quale è l’artefice Maurizio Costanzo, che ha introdotto programmi come

“Bontà loro”, “Acquario” e “Grand’Italia” e poi ne ha cristallizzato le forme con il

longevo “Maurizio Costanzo Show”. Si tratta di un tipo di programma

estremamente economico, basato sulla conversazione tra alcuni personaggi

supervisionata da un moderatore, o dal dialogo diretto di una sola persona con

quest’ultimo, secondo modalità vicine alla pubblica confessione.

Lezione 23.

Quando e perché si diffondono le serie animate giapponesi nella televisione

italiana?

L’Italia è la nazione in cui, dalla fine degli anni Settanta, vengono importate in

assoluto più serie giapponesi a disegni animati. In Italia, negli anni Ottanta,

l’animazione giapponese è messa al centro di polemiche piuttosto accese,

scatenate dai giornalisti e da sedicenti studiosi, a causa dei canoni stilistici a

cui le serie animate nipponiche sono invitate ad attenersi, la presunta funzione

pedagogica che viene auspicato esse svolgano e il pubblico al quale si suppone

vadano indirizzate. L’infondatezza e la pretestuosità delle tesi avanzate

vengono, di recente, dimostrate da ricercatori universitari. Dalla fine degli anni

Novanta comincia a salire alla ribalta anche in campo accademico un gruppo di

giovani studiosi interessato al disegno animato giapponese, una vera e propria

generazione di esperti e critici cresciuta, non a caso, guardando le anime in

televisione negli anni Ottanta. Principale caratteristica dell’animazione

giapponese di serie è costituita dal fatto di indirizzarsi ad un pubblico

eterogeneo e vasto.

Lezione 25.

elaborato dalla legge Maccanico. Questa legge sancisce che fino all'effettiva

digitalizzazione (31 dicembre 2006) venga mantenuta inalterata la situazione

presente; inoltre abolisce i limiti alla crescita dei singoli gruppi e alla raccolta

pubblicitari fissati nella precedente legge. La legge Gasparri è vista fin da

subito molto favorevole al gruppo guidato da Berlusconi, Mediaset, in quanto

ha eliminato i limiti di espansione delle precedenti leggi e che ora può

espandersi oltre i 3 canali, e favorisce inoltre sia Mediaset che Rai nella scelta

del digitale terrestre, permettendo così di continuare ad utilizzare le proprie

infrastrutture per le trasmissioni invece che essere costretti ad appoggiarsi a

terzi. Infine, il termine già prorogato in precedenza dell'Agcom dal 2003 al 2006

per la completa digitalizzazione viene ulteriormente diluito nel tempo, facendo

così partire dal 2008 un processo di cessazioni delle trasmissioni analogiche

(digital switch-over), che si è concluso nel 2012 (analog switch-off).

Lezione 30.

Definisci il termine palinsesto e fornisci degli esempi a riguardo.

La programmazione di una rete, la “griglia” nella quale vanno inseriti i singoli

programmi è di fondamentale importanza: il “palinsesto” permette di creare

l’identità dell’emittente, attraverso scelte editoriali e di individuare in

anticipo il target di riferimento. “Palinsesto” è un termine che viene dalla

filologia, che si riferisce alle pergamene che venivano raschiate e riscritte più

volte, dunque ha la peculiarità di essere un programma temporaneo e soggetto

a modifiche che variano a seconda di fattori come le variazioni di ritmo del

consumo televisivo, le preferenze del pubblico o strategie di concorrenza.

Durante gli anni del monopolio Rai, il palinsesto veniva concepito come una

serie di caselle nelle quali inserire diversi generi di programmazione, a

prescindere dalle preferenze di un pubblico che doveva ancora formarsi delle

abitudini in relazione al nuovo mezzo televisivo. A partire dalla seconda metà

degli anni Settanta, sull’onda della comparsa delle reti commerciali, l’intera

televisione italiana inizia a costruire i propri palinsesti secondo la logica

di una competizione tra diversi gruppi concorrenti (principalmente tra Rai

e Fininvest), ma anche tra le reti di uno stesso editore. La struttura

assunta dal palinsesto durante gli anni della neotelevisione è sostanzialmente

rimasta inalterata fino ad oggi dal momento che, nonostante le possibilità

offerte dai canali a pagamento e dalle nuove piattaforme digitali, la

televisione generalista continua ad avere un ruolo centrale nell’esperienza di

visione della maggior parte del pubblico.

Quali sono le logiche di natura professionale alla base della costruzione di un

palinsesto?

Il palinsesto viene preparato con molto anticipo rispetto all’effettivo periodo di

programmazione, e viene aggiornato più volte in base agli input provenienti

dagli indici di ascolto e della concorrenza. Quando viene steso, si succedono

varie fasi: Antimeridiana (6.00-12.00), rivolta appunto a bambini, pensionati e

casalinghe. - Meridiana (12.00-14.00), rivolta alle famiglie che tornano a casa

per la pausa pranzo. - Pomeridiana (14.00-18.00), rivolta allo stesso target di

quella antimeridiana. – Preserale (18.00-21.00), nella quale di nuovo le famiglie

tornano a casa per consumare la cena. Con la fascia preserale termina la

programmazione diurna e inizia la più importante, quella serale: - Prima

serata (o prime time) (21.00-23.00), nella quale si registra il maggior

numero di spettatori e quindi vanno in onda i programmi più importanti. -

Seconda serata (23.00-1.00), nella quale ha termine la “fascia protetta” e

possono perciò andare in onda programmi i cui contenuti non sono adatti ai

minori di 14 anni. - Terza serata (1.00-6.00), la fascia notturna nella quale

vanno in onda programmi di nicchia, repliche, vecchi film.

Lezione 31.

A quale scopo e con quali strumenti viene effettuata la rilevazione dei dati

d’ascolto?

Per la televisione di servizio pubblico avere dei dati relativi al consumo dei

propri prodotti è necessario per testare la qualità e l’utilità delle proprie

trasmissioni rispetto alle aspettative dei cittadini che pagano il canone. Per la

televisione commerciale questo dato è ancora più importante, perché

costituisce la base sulla quale vengono contrattati con gli inserzionisti i

costi degli spazi pubblicitari, che costituiscono la principale fonte di

guadagno per la televisione generalista. Le prime forme di indagine risalgono

all’epoca della radio e inizialmente prendono la forma di indagini sul

gradimento mediante sondaggi da sottoporre agli ascoltatori. A partire dagli

anni Ottanta viene così lanciato un nuovo strumento chiamato

people meter: mentre l’audience meter si limita a registrare i canali che

vengono visti sul televisore di casa, con il people meter (che ha la forma di un

secondo telecomando, con un diverso bottone per ogni membro della

famiglia) ciascun componente del nucleo familiare deve segnalare

(tramite il proprio pulsante) in quale momento sta iniziando o smettendo di

guardare la televisione, così che i dati registrati dal sistema possono essere

attribuiti a determinate fasce di spettatori. Per evitare di diffondere dati non

veritieri viene Creato un organismo imparziale, chiamato Auditel. Le

rilevazioni vengono effettuate mediante apparecchi forniti dalla filiale italiana

di Agb e coinvolgono un campione che attualmente conta circa 15000

famiglie. Questo “panel” (così si chiama un campione individuato a fini

statistici) di individui è stato composto sulla base di criteri sociali, economici,

geografici, anagrafici e relativi al genere sessuale, al livello di istruzione e agli

stili di vita. Ogni componente del nucleo familiare prescelto ha a disposizione

un people meter, da attivare al momento della visione e da disattivare quando

ci si allontana dal teleschermo. L’unità di espressione degli indici di ascolto

utilizzata da Auditel è lo share, ovvero la percentuale di teleschermi a

essere sintonizzati sullo stesso programma nello stesso momento. Questo dato

non va preso in senso assoluto, ma va rapportato con attenzione alle fasce

orarie. Tuttavia, tali strumenti indicano quante persone sono sintonizzate su di

un programma, ma non quale sia la loro opinione rispetto a ciò che stanno

conseguenza prezzi sempre più vantaggiosi per la vendita degli spazi corrispondenti, sono tutti concentrati nei due periodi di garanzia sopracitati. Purtroppo a causa di questo meccanismo, una trasmissione che si rivela un flop in termini di indici di ascolto si traduce in un danno economico per l'azienda, costretta a cedere spazi gratuiti perdendo opportunità di guadagno. Possedere una concessionaria interna è un asseto fondamentale per un'emittente televisiva: sia la Rai e sia il Gruppo Mediaset infatti posseggono ciascuna la Propria concessionaria (rispettivamente Sipra e Publitalia'80).

Lezione 33.

Quali cambiamenti avvengono in campo televisivo dopo la comparsa dei cosiddetti

nuovi media e delle tecnologie digitali?

La comparsa dei nuove media e delle tecnologie digitali ha apportano una trasformazione radicale in campo televisivo. A partire dagli anni Novanta infatti le nuove possibilità offerte daInternet hanno cambiato il rapporto tra gli utenti e le informazioni: la dimensione bidirezionale di questo sistema che consente sia di ricevere che di inviare dei contenuti, ha determinato l’esistenza di rapporti meno verticistici e più orizzontali tra individui e istituzioni. In linea di principio, gli utenti di Internet possono condividere tra loro informazioni partite dal basso, anziché provenienti da luoghi istituzionali come la tradizionale informazione televisiva. A questo fenomeno va aggiunta la progressiva digitalizzazione dei segnali audiovisivi. Un segnale digitale può trasferirsi, senza modifiche significative, da un dispositivo a un altro. Di conseguenza il televisore, inteso come quel particolare elettrodomestico utilizzato per ricevere i segnali televisivi, diventa sempre meno centrale, in quanto viene affiancato da tanti altri dispositivi, più o meno di uso comune, che adesso fanno anche ciò che un tempo faceva solo lui, insieme a svolgere tanti altri servizi. Bisogna anche sottolineare che non solo questi dispositivi fanno le stesse cose che un tempo faceva il televisore, ma spesso offrono anche di più: come la possibilità di commentare in tempo reale quello che stiamo vedendo (o di leggere i commenti altrui), oppure una “moviola” che ci permette di tornare indietro a rivedere qualcosa che abbiamo perso o che abbiamo apprezzato particolarmente di un evento che stiamo guardando, un po’ come se fosse un Dvd, anche se viene trasmesso in diretta. Si crea quindi un sistema di testi differenti che accompagnano ogni singolo prodotto. Ogni trasmissione televisiva ha un sito ufficiale che spesso propone contenuti supplementari o altre volte, questi contenuti supplementari vengono offerti su canali premium. A un prodotto televisivo se ne affiancano tanti altri che possono fungere da approfondimento o essere punto di partenza per uno sviluppo del prodotto, che costituisce dunque il centro di un “ecosistema narrativo”.

Lezione 34.

Fornire le informazioni più rilevanti in merito al programma Grande Fratello.

Il primo vero reality di successo trasmesso in Italia, il Grande fratello, dal 2000 in onda su Canale 5, deriva dal format olandese Big Brother. Il programma riprende la formula di The Real World e Davvero: delle persone comuni devono condividere un appartamento con degli estranei, e vengono continuamente sorvegliati da una serie di telecamere, ma aggiunge alla formula di partenza alcune dinamiche proprie dei game show. Ogni settimana, i concorrenti assegnano una “nomination” a due loro compagni, che rischiano così l’eliminazione dal gioco. A decidere saranno gli spettatori,tramite un meccanismo di voto a distanza. L’ultimo concorrente rimasto verrà premiato con una somma in denaro. Il Grande fratello si contraddistingue fin da subito per la sua natura ibrida, e per il fatto che permette diverse esperienze di visione in base alle piattaforme utilizzate dagli utenti. Questo programma è un evento mediatico commentato come pochi altri, perché porta all’esasperazione alcune tendenze della neotelevisione aprendone, una fase nuova. Il fulcro del programma è costituito tra l’interazione sociale tra gli individui in cerca di una forma di riscatto sociale, di una uscita dall’anonimato, a dispetto del fatto che non posseggono nessuna competenza specifica.

Lezione 35.

Offrire le informazioni più significative in merito al genere del Talent culinario.

Il genere che attraversa reality, factual, makeover, e talent è la cucina. A partire dagli anni 90 questo genere ha avuto successo e quello che li accomuna è la tendenza della regia è quello di estrarre i piatti attraverso l’illuminazione in modo di dare una dimensione sensoriale al pubblico. Ricerca visiva che ha fatto inventare in ambito anglosassone il termine Food porn, non solo per quanto riguarda la televisione ma anche attraverso le foto di cibo sui vari blog o social media. Esempio di trasmissioni sono: Cotto e mangiato, la prova del cuoco o esempi di make over Television come Masterchef e cucine da incubo. Masterchef è un talent show nel quale degli aspiranti chef vengono valutati da degli esperti mentre, in cucine da incubo il celebre chef Gordon Ramsey prende una cucina di un locale e lo trasforma in un locale di successo. Lezione

36. Cos’è makeover Television?

Programmi che hanno origine dalla tradizione televisiva Americana come Real Time o Cielo, la makeover Television include le narrazioni sulla trasformazione di qualcosa grazie ai consigli di un esperto ispirando a cambiare il proprio status: esempi sono “Ma come ti vesti” per quanto riguarda il look, “Extreme makeover home Edition” per quando riguarda la propria casa. Altri programmi di questo tipo sono basati su patologie ed ossessioni come quelli degli accumulatori compulsivi di oggetti che si possono vedere in “sepolti in casa” o progressi che ricostruiscono vicende di donne che non si sono accorte di essere incinte fino al momento del parto come “Non sapevo di essere incinta”.

Lezione 37. Cosa si intende con il termine expertise?

I talent show evidenziano le competenze personali e la celebrazione dell’expertise, ovvero le competenze che i concorrenti hanno raggiunto studiando per poter partecipare quindi non sono persone che nascono dal nulla ma hanno già lavorato sodo prima di apparire sugli schermi.

e può far giungere a conclusioni le vicende proposte oppure può farle procedere all’infinito. La serie serializzata combina le caratteristiche della serie e del serial quindi, sono costituiti da episodi autonomi e legati l’uno all’altro e ogni episodio propone eventi differenti all'interno di un'unica cornice narrativa. La produzione seriale di maggior successo è il Teledramma, spettacoli che propongono opere letterarie ma anche dei racconti originali trasmessi in diretta in prima serata e ripresi a New York. Negli anni 50 la formula del teledramma va via via scomparendo per i costi di produzione dal momento che le riprese venivano effettuate in tempo reale nei teatri di posa di New York fu così che adottarono il metodo della registrazione su pellicola cinematografica o nastro magnetico (Ampex) trasferendosi però a Hollywood dove veniva utilizzato lo Studio System che di conseguenza portò ulteriori modifiche come la distinzione delle figure professionali e delle mansioni semplificando così il lavoro e la riduzione delle spese.

Definire con molta cura il concetto (nonché elemento narrativo) chiamato “workplace

family”

Il principale contributo offerto dalla sitcom all’affermazione della seconda Golden Age consiste nell’introduzione dell’idea di workplace family, una espressione traducibile come ‘famiglia che prende vita nel posto di lavoro’. Il discorso è legato al fatto che la sitcom non sia ambientata in una abitazione bensì nel luogo in cui la protagonista esercita la propria professione.

Offrire informazioni in merito alle iniziative promozionali e di marketing

riguardanti la fiction seriale prodotta negli Stati Uniti dalle pay tv.

La cosiddetta pay tv è la televisione a pagamento. Le serie tv finanziate dai network americani a partire dalla seconda metà degli anni 90 fissano degli standard ben precisi per quanto concerne la tecnica comunicativa, la struttura del racconto e la modalità di fruizione. I network a pagamento cercano di catturare l’interesse di individui disposti a stipulare un contratto, a spendere del denaro per usufruire solamente di programmi televisivi, seppure in grande quantità. Questo obiettivo viene perseguito mediante la realizzazione di show audaci. Non a caso, le strategie di marketing e le svariate iniziative promozionali concepite dai responsabili dei canali a pagamento sottolineano spesso con forza l’originalità degli show, che vengono distinti, vengono separati nettamente da quelli delle emittenti generaliste. Ad esempio lo slogan coniato nella seconda metà degli anni 90 da HBO, al fine di pubblicizzare i propri programmi, ovvero “It’s not TV. It’s HBO”, punta a evidenziare come l’audience non si trovi di fronte a spettacoli televisivi tradizionali bensì a qualcosa di molto diverso. Tali campagne hanno con chiarezza un intento di natura commerciale, e non un intento di natura culturale.

In quale maniera e da quali punti di vista Internet contribuisce al rinnovamento della

fiction seriale?

A cominciare dalla fine degli anni 90, la tecnologia che sembra contribuire in maniera più rilevante alla modificazione del sistema televisivo equivale al digitale. I dispositivi digitali, o informatici, ovvero i computer, i telefoni cellulari e il web, stravolgono i procedimenti e i tempi della fruizione, ed esercitano di conseguenza una influenza significativa sulle procedure realizzative e sugli aspetti

formali tanto della fiction seriale quanto degli altri generi televisivi. Tali dispositivi rinnovano senza dubbio l’articolazione del racconto e le abitudini di consumo riguardanti serie tv. Le novità introdotte dal digitale e il rinnovamento della fiction seriale è avvertibile nel secondo decennio del Duemila, un periodo in cui si impongono i cosiddetti OverThe-Top, spesso indicati dagli esperti con l’acronimo OTT, ossia delle piattaforme che adoperano il Web al fine di distribuire dei servizi e dei contenuti audiovisivi di vario tipo.

Qual è la struttura e quali sono i fruitori principali della soap-opera?

Questo particolare tipo di fiction seriale non viene di solito trasmesso nel prime time, nella principale fascia oraria serale, e non giunge al termine in poche stagioni. Inoltre, la frequenza con cui si susseguono le puntate non è settimanale bensì giornaliera, quotidiana, a esclusione ovviamente del sabato e domenica. La messa in onda giornaliera delle puntate della soap-opera ha l’obiettivo di fare affezionare ai personaggi e di fidelizzare un pubblico costituito in larga parte da donne. La soap- opera tende a prolungare la narrazione per molto tempo, quasi all’infinito. Per questo motivo, gli esperti ritengono che concretizzi la nozione di “lunga serialità”. Le soap- opera vanno avanti a volte addirittura anche per decenni e si articolano, si suddividono in migliaia di puntate distribuite nell’arco di decine di stagioni. Il periodo storico nel quale soap-opera approda in televisione risale al secondo dopoguerra.

Delineare le procedure tecniche e narrative effettuate nel campo della lunga serialità.

La lunga serialità consiste nella grande, enorme protrazione del racconto nel tempo. La messa in onda quotidiana delle puntate costringe i membri del cast, a girare ogni giorno numerose sequenze e riduce molto i tempi destinati alle riprese oppure al montaggio. Le limitazioni derivanti dagli elevati, frenetici ritmi delle riprese, vengono però superate adottando una tecnica chiamata ‘campo-controcampo’, che consiste nella frequente alternanza delle inquadrature in primo piano e all’interno dei spazi chiusi. Al pari della messa in scena, il linguaggio adoperato è dunque essenziale e risulta fondato sul continuo scambio di battute tra i personaggi.

Descrivere a grandi linee il processo di riorganizzazione del sistema televisivo

avvenuto tra gli anni 70 e 80.

Le significative modifiche stilistiche e narrative apportate alla fiction televisiva di serie dipendono da alcuni fenomeni che si verificano a cavallo degli anni 70 e 80. Il principale di questi fenomeni equivale, negli Stati Uniti, all’ingresso di nuove emittenti nel mercato televisivo. All ‘epoca cominciano infatti a mandare in onda dei programmi il canale Fox, le reti a pagamento quali HBO o Showtime oppure canali tematici come Espn, che trasmette soltanto sport e Mtv che trasmette soltanto musica. L’aumento del numero delle reti televisive ha delle importanti conseguenze. In primo luogo, i programmi offerti al pubblico si moltiplicano; in secondo luogo l’industria televisiva deve accogliere altre imprese e altri operatori; in terzo luogo, il sistema televisivo viene basato sul principio della concorrenza. Gli spettatori non devono più adeguarsi alla programmazione televisiva, come nei decenni precedenti, ma sono invece i network a doversi adattare ai propri spettatori di riferimento. A partire dagli anni 80, sia negli Stati Uniti che in Europa, i fruitori dei programmi televisivi hanno quindi una libertà di scelta maggiore rispetto al passato, grazie anche alla diffusione del

Lezione 47.

Esaminare il rapporto tra il fenomeno tra il fandom e la serialità televisiva fornendo

anche degli esempi concreti.

Il fenomeno delle comunità di fan, detto "fandom" è un aspetto importante della pop culture americana e oggi ha una relazione sempre più stretta con le strutture produttive che si occupano della creazione e del marketing dei prodotti dell'industria culturale. I fan oltre a consumare i prodotti ufficiali creati intorno ai loro beniamini, spesso producono a loro volta degli user generated contents ( contenuto generato dagli utenti) ovvero qualsiasi tipo di contenuto come ad esempio: post nei blog, discussioni nei forum, post e tweet, podcast e altri tipi di file audio, immagini e video digitali - creato dagli utenti e pubblicato in Internet, spesso reso fruibile tramite le piattaforme di rete sociale collegati alle serie, diventando cosi dei veri e propri "prosumers" ovvero dei veri e proprio produttori. Questi quindi non si limitando a investire una larga parte della propria vita emotiva e intellettuale le serie delle quali sono appassionati, spesso non si limitano a utilizzare i prodotti che vengono loro destinati, ma ne estendono gli universi narrativi creando loro stessi dei prodotti non ufficiali, che spesso possono servire da modello per le strategie multi-mediali dei realizzatori di serie televisive, si verifica così quella convergenza di spinte dal basso (dalla base dei fruitori) e dall'alto (dai vertici dell'industria culturale). Uno dei franchise più ampi e remunerativi della storia dell'intrattenimento è sicuramente "Star Trek"". serie Tv iniziata un po' in sordina ma con successo sempre più crescente per via delle repliche andate in onda in syndication nel decennio successivo. I’ interesse dei fan, che chiedevano a gran Voce ulteriori repliche della serie della serie e la realizzazione di nuove avventure, ha indotto la Paramount (che ne deteneva i diritti) a commissionare, nell'arco di un quarto di secolo, una serie a cartoni animati. Altre quattro serie TV e una dozzina di lungometraggi. In pratica le comunità di fan non rappresentano tutti i potenziali spettatori di una serie, ma ne costituiscono mi si passi il termine un "'upgrade" del tradizionale spettatore e che in qualche modo hanno un rapporto privilegiato con l'industria. Lo ha dimostrato il lancio di Il trono di spade (Game of Thrones, dal 2011 su Hbo), tratto dalla serie di romanzi fantasy Cronache del ghiaccio e del fuoco dello scrittore G. R. R. Martin. Hbo è stata molto attenta a coinvolgere i fan del romanzo nella scelta degli attori che avrebbero interpretato i ruoli principali della serie, intervenendo direttamente con l'apertura di una discussione apposita su uno dei forum più frequentati dalla community degli appassionati del ciclo di romanzi. Hbo sapeva che i fan dell'opera avrebbero costituito una percentuale minima degli spettatori che pensava di raggiungere con quella serie, ma al tempo stesso riteneva cruciale ottenere la loro approvazione, per non alienarsi un pubblico limitato numericamente, ma molto attivo nella promozione del prodotto