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Disegno meccanico - Paniere completo riposte aperte
Tipologia: Panieri
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Il disegno tecnico è una forma di comunicazione tra gli adetti ai lavori di settori specifici. È la rappresentazione (su un piano bidimensionale, per mezzo di linee e segni) di un oggetto finalizzata ad utilizzazioni pratiche, alla trasmissione di informazioni. Il disegno tecnico è un linguaggio grafico basato su convenzioni.
- Normazione: azione che porta a stabilire ed applicare regole, definite con il consenso degli interessati ed approvate da un organismo ufficialmente riconosciuto, per ordinare e razionalizzare un determinato campo di attività, al fine di raggiungere una situazione economica ottimale, nel rispetto delle esigenze funzionali e di sicurezza. - Unificazione: forma di normazione che riunisce prescrizioni dimensionali, procedurali o di altra natura, in modo da ottenere prodotti equivalenti e intercambiabili. **Caratteristiche del Disegno Tecnico:
- Informazione tecnologica: Indicazione delle dimensioni dell’oggetto rappresentato. Indicazione delle tolleranze generali e specifiche. Indicazione dello stato delle superfici. Eventuali indicazioni aggiuntive. - Informazione gestionale: Dati del disegno: metodo di proiezione, formato del foglio, scala, ecc. Dati di prodotto: nome e codice del pezzo, numero di revisione, progetto, distinta componenti, ecc. Dati dell’autore: nome del disegnatore e del controllore, data di esecuzione. Dati del proprietario: ragione sociale dell’azienda. 03. SI DESCRIVA COME VIENE DETERMINATA LA DIMENSIONE DI UN FOGLIO PER UNA TAVOLA TECNICA. CHE COS'È IL RIQUADRO DELLE ISCRIZIONI E DI QUALI SEZIONI SI COMPONE? In base al numero di viste necessarie ed alla scala di rappresentazione si sceglie il formato del foglio per il disegno. Il formato normato di dimensioni minime è denominato A4 e misura 210 mm x 297 mm. I formati di dimensioni maggiori si ottengono raddoppiando in successione le dimensioni del formato A4. Parte dell’informazione tecnologica e l’informazione gestionale viene indicata, secondo norme specifiche, in una zona del foglio denominata riquadro delle iscrizioni (o cartiglio). Il riquadro delle iscrizioni è formato dalla zona principale obbligatoria, contenente tutte le informazioni necessarie per la definizione del disegno ed è formato anche da una eventuale zona aggiuntiva, posta al di sopra della zona principale, contenente informazioni che di volta in volta dipendono dalla particolare destinazione del disegno. 04. SI DESCRIVA DI QUALI PARTI È COMPOSTA UNA TAVOLA TECNICA E SI FORNISCA UNA PANORAMICA DELL'INFORMAZIONE CHE CONTIENE Squadratura : Per tutti i formati deve essere previsto un margine. Si raccomanda che tale margine abbia una larghezza minima di 20 mm per i formati A0 e A1 ed una larghezza minima di 10 mm per formati A2, A3, A4. Foglio da disegno : su cui verrà eseguito materialmente il disegno. Scala dimensionale : si fa ricorso all’uso del fattore di scala per ingrandire o ridurre la rappresentazione dell’oggetto sul foglio, mantenendo la visibilità di tutti gli elementi in modo chiaro. Le scale si indicano come rapporto SCALA = Dd/Dr E’ il rapporto tra il valore di una dimensione sul disegno Dd ed il valore della stessa dimensione reale Dr. Riquadro delle iscrizioni o Cartiglio : zona principale obbligatoria, contenente tutte le informazioni necessarie per la definizione del disegno nei rapporti interni e, contrattualmente, nei riguardi di terzi. Distinta componenti : appartiene alla zona aggiuntiva del riquadro delle iscrizioni nel caso di un disegno di assieme. **LEZIONE 004
Usando un metodo di proiezione possiamo rappresentare oggetti tridimensionali del mondo reale su un supporto bidimensionale. Le proiezioni si caratterizzano in base a: Orientamento del fascio di raggi proiettori. Disposizione dei raggi proiettori rispetto al piano di proiezione. Disposizione del pezzo rispetto al piano di proiezione. Queste caratteristiche delineano le proiezioni prospettiche dove il fascio di raggi proiettanti è diretto da un punto. Il contorno della figura proiettata dipende dalla posizione dei punti di proiezione. Mentre nelle proiezioni parallele i raggi di proiezione sono paralleli tra loro. I diversi tipi di proiezioni parallele dipendono dall’angolo che si forma tra i raggi proiettanti ed il piano di proiezione. Per fattore di deformazione si intende la variazione della lunghezza ad esempio di un segmento proiettato A’B’, rispetto alla lunghezza reale del segmento AB. I diversi metodi di proiezione introducono diversi effetti di deformazione, che possono incidere sulla corretta percezione della forma e delle proporzioni dell’oggetto rappresentato
- Proiezioni prospettiche: Il fascio di raggi proiettanti e`diretto da un punto Il contorno della figura proiettata dipende dalla posizione dei punti di proiezione - Proiezioni parallele: I raggi di proiezione sono paralleli tra loro. I diversi tipi di proiezioni parallele dipendono dall’angolo che si forma tra i raggi proiettanti ed il piano di proiezione. L’angolo che si forma tra i raggi proiettanti ed il piano di proiezione è di 90°. - Proiezioni oblique: Sono proiezioni parallele. L’angolo tra i raggi proiettanti ed il piano di proiezione è diverso da 90°.
- Rappresentazione ortografica: Sono un caso particolare di proiezione ortogonale in cui gli assi principali dell’oggetto sono allineati a quelli del piano di proiezione. 02. COSA SI INTENDE PER SISTEMA CAD E QUALI ELEMENTI INTERVENGONO NELLA VISUALIZZAZIONE 3D? CHE RUOLO HA IL CAD NEL PROCESSO DI SVILUPPO PRODOTTO? I moderni sistemi di modellazione geometrica 3D, solitamente chiamati sistemi CAD, implementano algoritmi che permettono la visualizzazione e l’interazione con il modello geometrico, attraverso il monitor ed i dispositivi di input. Il modello impiegato per la visualizzazione si basa sui seguenti elementi: Due piani di clipping. Un piano di proiezione. Una telecamera. Una finestra di visualizzazione. Algoritmi simili a quelli di visualizzazione sono impiegati dai moderni sistemi CAD 3D per realizzare, in maniera automatica, le diverse viste ortografiche necessarie alla realizzazione delle tavole tecniche, a partire dal modello geometrico tridimensionale. Dato il punto di vista, il sistema genera
Assonometria obliqua: che si divide in cavaliera speciale e cavaliera. Cavaliera speciale Assonometria obliqua in cui il piano di proiezione è di regola verticale e la proiezione del terzo asse coordinato è convenzionalmente di 45° rispetto agli altri due assi proiettati e perpendicolari tra loro. Le scale sui tre assi sono identiche Assonometria cavaliera L’assonometria cavaliera differisce dall’assonometria cavaliera speciale, in quanto sul terzo asse proiettato la scala è dimezzata. Ciò migliora le proporzioni del disegno.
Una particolare tipologia di proiezione parallela sono le proiezioni ortogonali che possono essere ortografiche o assonometriche.
- Le Proiezioni parallele ortogonali ortografiche in particolare hanno le seguenti caratteristiche: avere i raggi di proiezione paralleli tra di loro e perpendicolari al piano di proiezione (quindi = 90°) a sua volta gli assi principali dell’oggetto sono altresì allineati (paralleli) rispetto al piano di proiezione per la corretta rappresentazione dell’oggetto tridimensionale è necessario eseguire la proiezione su più piani ortogonali. è possibile realizzare fino a 6 viste dell’oggetto. L’utilizzo delle proiezioni nel disegno tecnico è fondamentale in quanto, premesso che il disegno tecnico è il mezzo principe con cui, in base alla normazione ed unificazione vigenti, è possibile comunicare dati di forma e di misura utili per la costruzione di manufatti fisici di vario genere, esse permettono di porre rimedio ad un fondamentale problema che è quello di rappresentare oggetti tridimensionali del mondo reale su un supporto bidimensionale (foglio da disegno). Infatti grazie al ricorso della proiezione sia ortogonale che assonometrica, un oggetto 3D tramite dei raggi di proiezione (proiettori) che partono da un centro di proiezione, passano attraverso ciascun punto dell’oggetto, e intersecano un piano di proiezione generando la proiezione stessa, viene rappresentato su un foglio da disegno. Le proiezioni trasformano in sostanza punti di un sistema di coordinate 3D in punti di un sistema di coordinate 2D. **LEZIONE 011
I tratteggi possono essere utilizzati per l’indicazione dei materiali
02. SI DESCRIVANO LE VARIE TIPOLOGIE DI SEZIONE E LE RELATIVE TECNICHE GRAFICHE. FORNIRE ALMENO TRE ESEMPI GRAFICI Le sezioni possono essere fatte: - secondo un solo piano - secondo due o più piani consecutivi : Permettono la rappresentazione di parti cave disposte su pattern circolari. Il piano di proiezione deve essere parallelo ad uno dei piani di sezione. Le parti di scorcio vanno ribaltate. Le intersezioni delle tracce dei piani vanno rappresentate con tratto grosso. - secondo piani paralleli Permettono la rappresentazione di parti cave disposte a diverse profondità. Le intersezioni delle tracce dei piani vanno rappresentate con tratto grosso. Nei punti in cui si opera il cambio di profondità occorre sfalsare il tratteggio. Le parti di scorcio vanno ribaltate. - secondo superfici cilindriche di direttrice assegnata , qualora la forma dell’oggetto lo richieda. 03. SI DESCRIVA IL PROCEDIMENTO CONCETTUALE PER LA REALIZZAZIONE DI UNA SEZIONE AIUTANDOSI CON UN ESEMPIO GRAFICO La sezione: E’ la rappresentazione, secondo il metodo delle proiezioni ortogonali, di una delle due parti in cui viene diviso l’oggetto, mediante un taglio ideale, eseguito secondo uno o più piani o altre superfici. Il contorno viene rappresentato come una normale vista in proiezione ortogonale. La parte di materiale attraversata dal piano di taglio deve essere tratteggiata.
Si deve rappresentare tutto ciò che è dietro al piano di taglio. Le altre viste rimangono inalterate. Devono essere eseguite solo quando necessarie, con lo scopo di unire alla chiarezza la sinteticità di rappresentazione. LEZIONE 017
01. COSA SI INTENDE PER SEZIONE A PIANI PARALLELI E QUALI SONO I TIPI DI LINEA DA USARE NELLA RAPPRESENTAZIONE? Per sezioni su più piani paralleli si intendono sezioni realizzate con un numero variabile di piani, tutti paralleli tra loro, posizionati a diverse profondità del pezzo e collegati da piani ad essi ortogonali Sono adatte per mettere in evidenza, con un’unica sezione, le parti cave presenti sul pezzo e posizionate a diverse profondità rispetto al punto di vista. **LEZIONE 018
Le quote sono un insieme delle linee di misura, dei riferimenti e del valore numerico che definisce quantitativamente (solitamente in millimetri) una dimensione sul disegno. La quotatura è l’insieme delle quote necessarie a definire in maniera univoca le dimensioni ed il posizionamento degli elementi di un oggetto. Gli elementi grafici di cui è composta una quota sono la linea di rifermento, quota in millimetri, linea di misura e freccia terminale.
02. DESCRIVERE LE MODALITÀ DI QUOTATURA DI ELEMENTI SIMMETRICI E FORNIRE UN PAIO DI ESEMPI GRAFICI Quotatura di elementi simmetrici: La quota indica la dimesione totale La linea di misura si estende poco oltre l’asse di simmetria **LEZIONE 021
Serie di numeri in progressione geometrica basate sull’arrotondamento di 𝑛√10 Si deve ricorrere a questi numeri quando si devono definire grandezze qualsiasi, a meno che casi particolari non giustifichino l’impiego di altri valori. Le serie principali sono le serie di Renard: R5 R10 R20 R Sono calcolati i valori tra 10 e 100 Gli altri si ottengono moltiplicando o dividendo per potenze di 10. LEZIONE 022
01. SI DESCRIVANO I TRE STRUMENTI CHE SI ADOTTANO NEL DISEGNO PER CONTROLLARE GLI ERRORI DI LAVORAZIONE, DETTAGLIANDONE LE FINALITÀ Gli strumenti impiegati per indicare il margine di errore consentito sono: - I parametri di rugosità : per rugosità si intende il micro scostamento della forma delle superfici effettive rispetto alla forma delle superfici nominali provocato in genere dall’azione degli utensili. - Le tolleranze dimensionali : si ammette che la dimensione effettiva di un pezzo sia compresa entro due dimensioni limite. La differenza tra queste due dimensioni è detta tolleranza dimensionale. La tolleranza dimensionale non è sempre simmetrica rispetto alla dimensione nominale. Se la dimensione effettiva del pezzo rientra entro la zona di tolleranza designata, si dice che la dimensione è conforme alla tolleranza indicata. Tolleranze specifiche : le tolleranze specifiche sono rese esplicite mediante la loro indicazione accanto alla quota. Tolleranze generali : le tolleranze generali sono tolleranze implicite associate ad ogni quota presente sul disegno, alla quale non sia associata una tolleranza specifica. Le tolleranze generali fanno riferimento a delle tabelle normate in cui i valori di tolleranza dipendono dall’intervallo dimensionale e dalla classe di tolleranza associata al disegno. - Le tolleranze geometriche: è definita mediante: Una regione, definita in un piano o nello spazio, che definisce la zona di tolleranza all’interno della quale l’elemento di forma deve essere contenuto.
La quota dovrebbe di regola essere posta all'esterno dell'oggetto disegnato. NON sono ammesse le cosiddette Catene Chiuse di Quote perché introducono incongruenza nell’interpretazione delle tolleranze dimensionale. LEZIONE 024
01. COSA SI INTENDE PER CICLO DI LAVORAZIONE? SI PRODUCA UN SEMPLICE ESEMPIO DI CICLO Per raggiungere la sua forma e le sue dimensioni definitive, il pezzo grezzo o semilavorato subisce una serie di lavorazioni successive alle macchine utensili. Tale sequenza è detta ciclo di lavorazione. **LEZIONE 025
Il segno base della rugosità è una sorta di spunta a forma di v. nel segno grafico completo ci sono delle lettere che indicano il metodo di fabbricazione, trattamento e rivestimenti poi l’elenco dei parametri di designazione della superficie e in fine il materiale da asportare. Requisito generale: va posto nel riquadro delle iscrizioni o in un angolo del disegno. LEZIONE 026
01. SI DEFINISCA LA TOLLERANZA DIMENSIONALE E DESCRIVERE LE MODALITÀ ALTERNATIVE DI INDICAZIONE NEL DISEGNO Si ammette che la dimensione effettiva di un pezzo sia compresa entro due dimensioni limite. La differenza tra queste due dimensioni è detta tolleranza dimensionale. La tolleranza dimensionale non è sempre simmetrica rispetto alla dimensione nominale. Se la dimensione effettiva del pezzo rientra entro la zona di tolleranza designata, si dice che la dimensione è conforme alla tolleranza indicata. **02. DISCUTERE LA DIFFERANZA FRA INDICAZIONI DI LAVORAZIONE DI TIPO GENERALE E SPECIFICO E RIPORTARE COME VENGONO INDICATE NELLA TAVOLA.
Il principio di indipendenza, così come definito dalla norma UNI ISO 8015, stabilisce che ogni tolleranza debba essere valida di per se, indipendentemente dalle altre. Ciò comporta che le tolleranze dimensionali e le tolleranze geometriche debbano essere considerate separatamente. Dal punto di vista funzionale tuttavia, esiste una relazione tra aspetto geometrico ed aspetto dimensionale. In un accoppiamento perno-foro, per esempio, esiste una relazione, dal punto di vista funzionale, tra aspetto geometrico ed aspetto dimensionale. Per rispettare il principio di indipendenza, occorre considerare il caso peggiore per ogni tipo di tolleranza. Funzionalmente, se il componente prodotto non è nella condizione di dimensione massima, l’errore geometrico ammissibile potrebbe essere maggiore di quello definito dalla tolleranza geometrica specificata sul disegno. Tuttavia, se il controllo riscontra un errore di forma maggiore di quello definito dalla tolleranza geometrica, il componente è da considerarsi non conforme, pur soddisfacendo il requisito funzionale. Per ovviare a questa situazione, il principio di indipendenza ammette due eccezioni: