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Risposte domande aperte., Panieri di Disegno Tecnico

Disegno meccanico - Paniere completo riposte aperte

Tipologia: Panieri

2022/2023

Caricato il 18/07/2023

fabio88f
fabio88f 🇮🇹

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DISEGNO MECCANICO
LEZIONE 002
01. SI DESCRIVA COS'È IL DISEGNO TECNICO E QUAL È IL SUO RUOLO. SI DESCRIVA CON QUALI CRITERI
SI CLASSIFICANO I DISEGNI TECNICI.
Il disegno tecnico è una forma di comunicazione tra gli adetti ai lavori di settori specifici. È la
rappresentazione (su un piano bidimensionale, per mezzo di linee e segni) di un oggetto finalizzata ad
utilizzazioni pratiche, alla trasmissione di informazioni. Il disegno tecnico è un linguaggio grafico
basato su convenzioni.
- Normazione: azione che porta a stabilire ed applicare regole, definite con il consenso degli
interessati ed approvate da un organismo ufficialmente riconosciuto, per ordinare e
razionalizzare un determinato campo di attività, al fine di raggiungere una situazione economica
ottimale, nel rispetto delle esigenze funzionali e di sicurezza.
- Unificazione: forma di normazione che riunisce prescrizioni dimensionali, procedurali o di altra
natura, in modo da ottenere prodotti equivalenti e intercambiabili.
Caratteristiche del Disegno Tecnico:
- Fedele ed univoco: nessun dubbio di interpretazione.
- Completo: non deve mancare informazione.
- Facile da interpretare: il più semplice possibile
Classificazione dei Disegni Tecnici:
Per collocazione nel ciclo di fabbricazione:
-Disegno di concepimento o di avanprogetto: redatti nella fase di conceptual design (schizzi, ...).
-Disegno costruttivo: riporta in modo completo tutte le prescrizioni funzionali (dimensioni,
tolleranze, finiture superficiali, materiali).
-Disegno di fabbricazione: riporta tutte le indicazioni per la fabbricazione, il controllo e il
montaggio del complessivo.
-Disegno del pezzo costruito: illustra le caratteristiche dell’oggetto o del pezzo finito.
Classificazione dei Disegni Tecnici:
Per livello di strutturazione dell’oggetto:
-Disegni di insieme: rappresenta le posizioni relative e la forma di un gruppo di livello superiore di
elementi assemblati.
-Disegni di sottoinsieme: disegno d’insieme di livello gerarchico inferione che mostra solamente
un numero limitato di gruppi o di parti.
-Disegni di componente: rappresenta una parte singola (non ulteriormente smontabile) e
comprende tutte le informazioni necessarie alla sua definizione.
LEZIONE 003
02. SI DESCRIVA COSA SI INTENDE PER INFORMAZIONE GESTIONALE, TECNOLOGIA E GRAFICA IN UNA
TAVOLA TECNICA
Una tavola tecnica è composta da tre informazioni:
- Informazione grafica: la rappresentazione della forma dell’oggetto riprodotto, solitamente
effettuata con il metodo delle proiezioni ortogonali ed eseguita secondo le indicazioni prescritte
dalla normativa relativa.
Scelta e disposizione delle viste.
Scelta e disposizione delle sezioni.
Impiego di convenzioni di rappresentazione semplificata.
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DISEGNO MECCANICO

LEZIONE 002

01. SI DESCRIVA COS'È IL DISEGNO TECNICO E QUAL È IL SUO RUOLO. SI DESCRIVA CON QUALI CRITERI

SI CLASSIFICANO I DISEGNI TECNICI.

Il disegno tecnico è una forma di comunicazione tra gli adetti ai lavori di settori specifici. È la rappresentazione (su un piano bidimensionale, per mezzo di linee e segni) di un oggetto finalizzata ad utilizzazioni pratiche, alla trasmissione di informazioni. Il disegno tecnico è un linguaggio grafico basato su convenzioni.

- Normazione: azione che porta a stabilire ed applicare regole, definite con il consenso degli interessati ed approvate da un organismo ufficialmente riconosciuto, per ordinare e razionalizzare un determinato campo di attività, al fine di raggiungere una situazione economica ottimale, nel rispetto delle esigenze funzionali e di sicurezza. - Unificazione: forma di normazione che riunisce prescrizioni dimensionali, procedurali o di altra natura, in modo da ottenere prodotti equivalenti e intercambiabili. **Caratteristiche del Disegno Tecnico:

  • Fedele ed univoco:** nessun dubbio di interpretazione**.
  • Completo** : non deve mancare informazione. - Facile da interpretare : il più semplice possibile Classificazione dei Disegni Tecnici:  Per collocazione nel ciclo di fabbricazione: - Disegno di concepimento o di avanprogetto: redatti nella fase di conceptual design (schizzi, ...). - Disegno costruttivo: riporta in modo completo tutte le prescrizioni funzionali (dimensioni, tolleranze, finiture superficiali, materiali). - Disegno di fabbricazione: riporta tutte le indicazioni per la fabbricazione, il controllo e il montaggio del complessivo. - Disegno del pezzo costruito: illustra le caratteristiche dell’oggetto o del pezzo finito. Classificazione dei Disegni Tecnici:  Per livello di strutturazione dell’oggetto: - Disegni di insieme: rappresenta le posizioni relative e la forma di un gruppo di livello superiore di elementi assemblati. - Disegni di sottoinsieme: disegno d’insieme di livello gerarchico inferione che mostra solamente un numero limitato di gruppi o di parti. - Disegni di componente: rappresenta una parte singola (non ulteriormente smontabile) e comprende tutte le informazioni necessarie alla sua definizione. **LEZIONE 003
  1. SI DESCRIVA COSA SI INTENDE PER INFORMAZIONE GESTIONALE, TECNOLOGIA E GRAFICA IN UNA TAVOLA TECNICA** Una tavola tecnica è composta da tre informazioni: - Informazione grafica : la rappresentazione della forma dell’oggetto riprodotto, solitamente effettuata con il metodo delle proiezioni ortogonali ed eseguita secondo le indicazioni prescritte dalla normativa relativa.  Scelta e disposizione delle viste.  Scelta e disposizione delle sezioni.  Impiego di convenzioni di rappresentazione semplificata.

- Informazione tecnologica:  Indicazione delle dimensioni dell’oggetto rappresentato.  Indicazione delle tolleranze generali e specifiche.  Indicazione dello stato delle superfici.  Eventuali indicazioni aggiuntive. - Informazione gestionale:  Dati del disegno: metodo di proiezione, formato del foglio, scala, ecc.  Dati di prodotto: nome e codice del pezzo, numero di revisione, progetto, distinta componenti, ecc.  Dati dell’autore: nome del disegnatore e del controllore, data di esecuzione.  Dati del proprietario: ragione sociale dell’azienda. 03. SI DESCRIVA COME VIENE DETERMINATA LA DIMENSIONE DI UN FOGLIO PER UNA TAVOLA TECNICA. CHE COS'È IL RIQUADRO DELLE ISCRIZIONI E DI QUALI SEZIONI SI COMPONE? In base al numero di viste necessarie ed alla scala di rappresentazione si sceglie il formato del foglio per il disegno. Il formato normato di dimensioni minime è denominato A4 e misura 210 mm x 297 mm. I formati di dimensioni maggiori si ottengono raddoppiando in successione le dimensioni del formato A4. Parte dell’informazione tecnologica e l’informazione gestionale viene indicata, secondo norme specifiche, in una zona del foglio denominata riquadro delle iscrizioni (o cartiglio). Il riquadro delle iscrizioni è formato dalla zona principale obbligatoria, contenente tutte le informazioni necessarie per la definizione del disegno ed è formato anche da una eventuale zona aggiuntiva, posta al di sopra della zona principale, contenente informazioni che di volta in volta dipendono dalla particolare destinazione del disegno. 04. SI DESCRIVA DI QUALI PARTI È COMPOSTA UNA TAVOLA TECNICA E SI FORNISCA UNA PANORAMICA DELL'INFORMAZIONE CHE CONTIENE Squadratura : Per tutti i formati deve essere previsto un margine. Si raccomanda che tale margine abbia una larghezza minima di 20 mm per i formati A0 e A1 ed una larghezza minima di 10 mm per formati A2, A3, A4. Foglio da disegno : su cui verrà eseguito materialmente il disegno. Scala dimensionale : si fa ricorso all’uso del fattore di scala per ingrandire o ridurre la rappresentazione dell’oggetto sul foglio, mantenendo la visibilità di tutti gli elementi in modo chiaro. Le scale si indicano come rapporto SCALA = Dd/Dr E’ il rapporto tra il valore di una dimensione sul disegno Dd ed il valore della stessa dimensione reale Dr. Riquadro delle iscrizioni o Cartiglio : zona principale obbligatoria, contenente tutte le informazioni necessarie per la definizione del disegno nei rapporti interni e, contrattualmente, nei riguardi di terzi. Distinta componenti : appartiene alla zona aggiuntiva del riquadro delle iscrizioni nel caso di un disegno di assieme. **LEZIONE 004

  1. COSA SI INTENDE PER NORMAZIONE E COME È FATTA UNA NORMA? QUALI SONO I PRINCIPALI ENTI DI NORMAZIONE E QUALI SONO I VANTAGGI DELL'UNIFICAZIONE?** Azione che porta a stabilire ed applicare regole, definite con il consenso degli interessati ed approvate da un organismo ufficialmente riconosciuto, per ordinare e razionalizzare un determinato campo di attività, al fine di raggiungere una situazione economica ottimale, nel rispetto delle esigenze

LEZIONE 007

01. SI ENUNCI COSA È UNA PROIEZIONE E SI DESCRIVANO LE CARATTERITICHE DEI PRINCIPALI TIPI.

COSA SI INTENDE PER FATTORE DI DEFORMAZIONE NELLA PROIEZIONE?

Usando un metodo di proiezione possiamo rappresentare oggetti tridimensionali del mondo reale su un supporto bidimensionale. Le proiezioni si caratterizzano in base a:  Orientamento del fascio di raggi proiettori.  Disposizione dei raggi proiettori rispetto al piano di proiezione.  Disposizione del pezzo rispetto al piano di proiezione. Queste caratteristiche delineano le proiezioni prospettiche dove il fascio di raggi proiettanti è diretto da un punto. Il contorno della figura proiettata dipende dalla posizione dei punti di proiezione. Mentre nelle proiezioni parallele i raggi di proiezione sono paralleli tra loro. I diversi tipi di proiezioni parallele dipendono dall’angolo che si forma tra i raggi proiettanti ed il piano di proiezione. Per fattore di deformazione si intende la variazione della lunghezza ad esempio di un segmento proiettato A’B’, rispetto alla lunghezza reale del segmento AB. I diversi metodi di proiezione introducono diversi effetti di deformazione, che possono incidere sulla corretta percezione della forma e delle proporzioni dell’oggetto rappresentato

- Proiezioni prospettiche:  Il fascio di raggi proiettanti e`diretto da un punto  Il contorno della figura proiettata dipende dalla posizione dei punti di proiezione - Proiezioni parallele:  I raggi di proiezione sono paralleli tra loro.  I diversi tipi di proiezioni parallele dipendono dall’angolo che si forma tra i raggi proiettanti ed il piano di proiezione.  L’angolo che si forma tra i raggi proiettanti ed il piano di proiezione è di 90°. - Proiezioni oblique:  Sono proiezioni parallele.  L’angolo tra i raggi proiettanti ed il piano di proiezione è diverso da 90°.

- Rappresentazione ortografica:  Sono un caso particolare di proiezione ortogonale in cui gli assi principali dell’oggetto sono allineati a quelli del piano di proiezione. 02. COSA SI INTENDE PER SISTEMA CAD E QUALI ELEMENTI INTERVENGONO NELLA VISUALIZZAZIONE 3D? CHE RUOLO HA IL CAD NEL PROCESSO DI SVILUPPO PRODOTTO? I moderni sistemi di modellazione geometrica 3D, solitamente chiamati sistemi CAD, implementano algoritmi che permettono la visualizzazione e l’interazione con il modello geometrico, attraverso il monitor ed i dispositivi di input. Il modello impiegato per la visualizzazione si basa sui seguenti elementi:  Due piani di clipping.  Un piano di proiezione.  Una telecamera.  Una finestra di visualizzazione. Algoritmi simili a quelli di visualizzazione sono impiegati dai moderni sistemi CAD 3D per realizzare, in maniera automatica, le diverse viste ortografiche necessarie alla realizzazione delle tavole tecniche, a partire dal modello geometrico tridimensionale. Dato il punto di vista, il sistema genera

Assonometria obliqua: che si divide in cavaliera speciale e cavaliera. Cavaliera speciale Assonometria obliqua in cui il piano di proiezione è di regola verticale e la proiezione del terzo asse coordinato è convenzionalmente di 45° rispetto agli altri due assi proiettati e perpendicolari tra loro. Le scale sui tre assi sono identiche Assonometria cavaliera L’assonometria cavaliera differisce dall’assonometria cavaliera speciale, in quanto sul terzo asse proiettato la scala è dimezzata. Ciò migliora le proporzioni del disegno.

LEZIONE 010

01. SI DESCRIVANO LE CARATTERISTICHE DELLA PROIEZIONE ORTOGONALE ORTOGRAFICA. QUALE

USO SE NE FA NEL DISEGNO MECCANICO?

Una particolare tipologia di proiezione parallela sono le proiezioni ortogonali che possono essere ortografiche o assonometriche.

- Le Proiezioni parallele ortogonali ortografiche in particolare hanno le seguenti caratteristiche:  avere i raggi di proiezione paralleli tra di loro e perpendicolari al piano di proiezione (quindi = 90°)  a sua volta gli assi principali dell’oggetto sono altresì allineati (paralleli) rispetto al piano di proiezione  per la corretta rappresentazione dell’oggetto tridimensionale è necessario eseguire la proiezione su più piani ortogonali.  è possibile realizzare fino a 6 viste dell’oggetto. L’utilizzo delle proiezioni nel disegno tecnico è fondamentale in quanto, premesso che il disegno tecnico è il mezzo principe con cui, in base alla normazione ed unificazione vigenti, è possibile comunicare dati di forma e di misura utili per la costruzione di manufatti fisici di vario genere, esse permettono di porre rimedio ad un fondamentale problema che è quello di rappresentare oggetti tridimensionali del mondo reale su un supporto bidimensionale (foglio da disegno). Infatti grazie al ricorso della proiezione sia ortogonale che assonometrica, un oggetto 3D tramite dei raggi di proiezione (proiettori) che partono da un centro di proiezione, passano attraverso ciascun punto dell’oggetto, e intersecano un piano di proiezione generando la proiezione stessa, viene rappresentato su un foglio da disegno. Le proiezioni trasformano in sostanza punti di un sistema di coordinate 3D in punti di un sistema di coordinate 2D. **LEZIONE 011

  1. SI FACCIANO ALMENO 4 ESEMPI DI TIPI DI LINEA UTLIZZATI NEL DISEGNO MECCANICO DESCRIVENDONE IL CAMPO DI UTILIZZO
  • Linea continua grossa** : usata per gli spigoli in vista e per la cresta e termine delle filettature. - Linea a tratti fine usata per gli spigoli nascosti. - Linea mista fine a punto e tratto lungo usata per circonferenza di localizzazione di fori e per gli assi di simmetria. - Linea mista fine a punto e tratto lungo usata per le tracce dei piani di simmetria e per la posizione dei piani di sezione. 02. CON QUALI CRITERI DI PROIEZIONE SI DISPONGONO LE VISTE NELLA TAVOLA? QUANTE E QUALI VISTE È NECESSARIO DISEGNARE? Le viste possibili sono infinite. Tuttavia, al fine di minimizzare gli effetti introdotti dal fattore di deformazione, normalmente si considerano le 6 viste orientate lungo i tre assi principali dell’oggetto. In questo modo, i 6 piani di proiezione principali definiscono un cubo contenente l’oggetto da rappresentare. Le viste ottenute tramite questi 6 piani di proiezione devono quindi essere disposte in qualche modo nel piano del disegno. **LEZIONE 012
  1. CON QUALI CRITERI SI SCELGONO VISTA PRINCIPALE E VISTE AUSILIARIE? COME LE DISPONGO SPAZIALMENTE NEL FOGLIO?** Per la scelta della vista anteriore o principale deve essere scelta quella più caratteristica dell’oggetto. Quando, oltre alla vista anteriore, sono necessarie altre viste bisogna sceglierle tento in considerazione tali criteri  Limitare il numero al minimo sufficiente per definire l’oggetto senza ambiguità.  Limitare al minimo indispensabile la rappresentazione di contorni e spigoli nascosti.  Evitare la ripetizione non necessaria di particolari.

 I tratteggi possono essere utilizzati per l’indicazione dei materiali

02. SI DESCRIVANO LE VARIE TIPOLOGIE DI SEZIONE E LE RELATIVE TECNICHE GRAFICHE. FORNIRE ALMENO TRE ESEMPI GRAFICI Le sezioni possono essere fatte: - secondo un solo piano - secondo due o più piani consecutivi :  Permettono la rappresentazione di parti cave disposte su pattern circolari.  Il piano di proiezione deve essere parallelo ad uno dei piani di sezione.  Le parti di scorcio vanno ribaltate.  Le intersezioni delle tracce dei piani vanno rappresentate con tratto grosso. - secondo piani paralleli  Permettono la rappresentazione di parti cave disposte a diverse profondità.  Le intersezioni delle tracce dei piani vanno rappresentate con tratto grosso.  Nei punti in cui si opera il cambio di profondità occorre sfalsare il tratteggio.  Le parti di scorcio vanno ribaltate. - secondo superfici cilindriche di direttrice assegnata , qualora la forma dell’oggetto lo richieda. 03. SI DESCRIVA IL PROCEDIMENTO CONCETTUALE PER LA REALIZZAZIONE DI UNA SEZIONE AIUTANDOSI CON UN ESEMPIO GRAFICO La sezione:  E’ la rappresentazione, secondo il metodo delle proiezioni ortogonali, di una delle due parti in cui viene diviso l’oggetto, mediante un taglio ideale, eseguito secondo uno o più piani o altre superfici.  Il contorno viene rappresentato come una normale vista in proiezione ortogonale.  La parte di materiale attraversata dal piano di taglio deve essere tratteggiata.

 Si deve rappresentare tutto ciò che è dietro al piano di taglio.  Le altre viste rimangono inalterate.  Devono essere eseguite solo quando necessarie, con lo scopo di unire alla chiarezza la sinteticità di rappresentazione. LEZIONE 017

01. COSA SI INTENDE PER SEZIONE A PIANI PARALLELI E QUALI SONO I TIPI DI LINEA DA USARE NELLA RAPPRESENTAZIONE? Per sezioni su più piani paralleli si intendono sezioni realizzate con un numero variabile di piani, tutti paralleli tra loro, posizionati a diverse profondità del pezzo e collegati da piani ad essi ortogonali Sono adatte per mettere in evidenza, con un’unica sezione, le parti cave presenti sul pezzo e posizionate a diverse profondità rispetto al punto di vista. **LEZIONE 018

  1. COSA SI INTENDE E COME SI ESEGUE UNA SEZIONE RIBALTATA IN LUOGO? SI FORNISCA IL** DISEGNO DI UN ESEMPIO. La sezione ribaltata in luogo si può applicare ad elementi la cui sezione trasversale ha almeno un asse di simmetria  E’ limitata alla superficie di intersezione dell’elemento col piani di intersezione  Il piano di sezione è individuato dall’asse di simmetria.  Questo metodo può essere adottato efficacemente per la rappresentazione di sezioni tubolari, zampi, spessori di nervature, ecc.  Le sezioni ribaltate in luogo possono essere traslate fuori dalla vista ma devono essere poste in vicinanza e collegate mediante linea mista fine. **LEZIONE 019
  2. QUALI COMPONENTI DI NORMA NON SI SEZIONANO? SI SCELGANO TRE CASI E SI PRODUCANO I** RELATIVI DISEGNI  Le nervature non si sezionano quando il piano di sezione è longitudinale.

LEZIONE 020

01. COS'È UNA QUOTA E DI QUALI ELEMENTI GRAFICI È COMPOSTA? COME POSSO DISPORRE IL TESTO

DELLA QUOTA?

Le quote sono un insieme delle linee di misura, dei riferimenti e del valore numerico che definisce quantitativamente (solitamente in millimetri) una dimensione sul disegno. La quotatura è l’insieme delle quote necessarie a definire in maniera univoca le dimensioni ed il posizionamento degli elementi di un oggetto. Gli elementi grafici di cui è composta una quota sono la linea di rifermento, quota in millimetri, linea di misura e freccia terminale.

02. DESCRIVERE LE MODALITÀ DI QUOTATURA DI ELEMENTI SIMMETRICI E FORNIRE UN PAIO DI ESEMPI GRAFICI Quotatura di elementi simmetrici:  La quota indica la dimesione totale  La linea di misura si estende poco oltre l’asse di simmetria **LEZIONE 021

  1. CONFRONTARE NEL DETTAGLIO I CRITERI DI QUOTATURA DI UN COMPONENTE E DI UN ASSIEME** Nei disegni di assieme di regola si indicano solo le quote di ingombro e/o di montaggio. Gli oggetti e gli elementi normati solitamente non sono quotati. Le dimensioni degli elementi unificati sono deducibili dalla loro designazione riportata nella distinta componenti.

02. CHE COS'È UN NUMERO NORMALE E COME VIENE CALCOLATO? A COSA SERVONO I NUMERI

NORMALI?

Serie di numeri in progressione geometrica basate sull’arrotondamento di 𝑛√10 Si deve ricorrere a questi numeri quando si devono definire grandezze qualsiasi, a meno che casi particolari non giustifichino l’impiego di altri valori. Le serie principali sono le serie di Renard:  R5 R10 R20 R Sono calcolati i valori tra 10 e 100 Gli altri si ottengono moltiplicando o dividendo per potenze di 10. LEZIONE 022

01. SI DESCRIVANO I TRE STRUMENTI CHE SI ADOTTANO NEL DISEGNO PER CONTROLLARE GLI ERRORI DI LAVORAZIONE, DETTAGLIANDONE LE FINALITÀ Gli strumenti impiegati per indicare il margine di errore consentito sono: - I parametri di rugosità : per rugosità si intende il micro scostamento della forma delle superfici effettive rispetto alla forma delle superfici nominali provocato in genere dall’azione degli utensili. - Le tolleranze dimensionali : si ammette che la dimensione effettiva di un pezzo sia compresa entro due dimensioni limite. La differenza tra queste due dimensioni è detta tolleranza dimensionale. La tolleranza dimensionale non è sempre simmetrica rispetto alla dimensione nominale. Se la dimensione effettiva del pezzo rientra entro la zona di tolleranza designata, si dice che la dimensione è conforme alla tolleranza indicata.  Tolleranze specifiche : le tolleranze specifiche sono rese esplicite mediante la loro indicazione accanto alla quota.  Tolleranze generali : le tolleranze generali sono tolleranze implicite associate ad ogni quota presente sul disegno, alla quale non sia associata una tolleranza specifica. Le tolleranze generali fanno riferimento a delle tabelle normate in cui i valori di tolleranza dipendono dall’intervallo dimensionale e dalla classe di tolleranza associata al disegno. - Le tolleranze geometriche: è definita mediante:  Una regione, definita in un piano o nello spazio, che definisce la zona di tolleranza all’interno della quale l’elemento di forma deve essere contenuto.

 La quota dovrebbe di regola essere posta all'esterno dell'oggetto disegnato. NON sono ammesse le cosiddette Catene Chiuse di Quote perché introducono incongruenza nell’interpretazione delle tolleranze dimensionale. LEZIONE 024

01. COSA SI INTENDE PER CICLO DI LAVORAZIONE? SI PRODUCA UN SEMPLICE ESEMPIO DI CICLO Per raggiungere la sua forma e le sue dimensioni definitive, il pezzo grezzo o semilavorato subisce una serie di lavorazioni successive alle macchine utensili. Tale sequenza è detta ciclo di lavorazione. **LEZIONE 025

  1. COME SI DEFINISCONO LA RUGOSITÀ E GLI INDICI DI RUGOSITÀ? SI DETTAGLI COME IL** PARAMETRO RA VIENE CALCOLATO Per rugosità si intende il micro scostamento della forma delle superfici effettive rispetto alla forma delle superfici nominali provocato in genere dall’azione degli utensili. Il parametro Ra è la media aritmetica dei valori assoluti degli scostamenti del profilo dalla linea media. Rappresenta l’area sottesa dal profilo di rugosità. Ad un minore valore di Ra corrisponde una superficie più liscia. Lunghezza di valutazione ln : lunghezza utilizzata per determinare i valori dei parametri di rugosità

02. SI DESCRIVA IL SIMBOLO DI RUGOSITÀ, IL DETTAGLIO DELLE INDICAZIONI IN ESSO PRESENTI E

COME SI DIPONE NEL DISEGNO

Il segno base della rugosità è una sorta di spunta a forma di v. nel segno grafico completo ci sono delle lettere che indicano il metodo di fabbricazione, trattamento e rivestimenti poi l’elenco dei parametri di designazione della superficie e in fine il materiale da asportare. Requisito generale: va posto nel riquadro delle iscrizioni o in un angolo del disegno. LEZIONE 026

01. SI DEFINISCA LA TOLLERANZA DIMENSIONALE E DESCRIVERE LE MODALITÀ ALTERNATIVE DI INDICAZIONE NEL DISEGNO Si ammette che la dimensione effettiva di un pezzo sia compresa entro due dimensioni limite. La differenza tra queste due dimensioni è detta tolleranza dimensionale. La tolleranza dimensionale non è sempre simmetrica rispetto alla dimensione nominale. Se la dimensione effettiva del pezzo rientra entro la zona di tolleranza designata, si dice che la dimensione è conforme alla tolleranza indicata. **02. DISCUTERE LA DIFFERANZA FRA INDICAZIONI DI LAVORAZIONE DI TIPO GENERALE E SPECIFICO E RIPORTARE COME VENGONO INDICATE NELLA TAVOLA.

  1. FARE ESEMPI DI STRUMENTI CON I QUALI CONTROLLARE LE TOLLERANZE DIMENSIONALI SUL PEZZO REALIZZATO**  Calibro  Calibro per misure angolari  Micrometri
  • Tolleranze di Forma: rettilineità, planarità, circolarità, cilindricità.
  • Tolleranze di Orientamento: parallelismo, perpendicolarità, inclinazione.
  • Tolleranze di Posizione: localizzazione, concentricità, coassialità, simmetria.
  • Tolleranze di Oscillazione: circolare, totale.

LEZIONE 029

01. SI ENUNCI IL PRINCIPIO DI INDIPENDENZA. SI RIPORTINO LE DUE ECCEZIONI AL PRINCIPIO E SI

SPIEGHI PERCHÉ SONO TALI.

Il principio di indipendenza, così come definito dalla norma UNI ISO 8015, stabilisce che ogni tolleranza debba essere valida di per se, indipendentemente dalle altre. Ciò comporta che le tolleranze dimensionali e le tolleranze geometriche debbano essere considerate separatamente. Dal punto di vista funzionale tuttavia, esiste una relazione tra aspetto geometrico ed aspetto dimensionale. In un accoppiamento perno-foro, per esempio, esiste una relazione, dal punto di vista funzionale, tra aspetto geometrico ed aspetto dimensionale. Per rispettare il principio di indipendenza, occorre considerare il caso peggiore per ogni tipo di tolleranza. Funzionalmente, se il componente prodotto non è nella condizione di dimensione massima, l’errore geometrico ammissibile potrebbe essere maggiore di quello definito dalla tolleranza geometrica specificata sul disegno. Tuttavia, se il controllo riscontra un errore di forma maggiore di quello definito dalla tolleranza geometrica, il componente è da considerarsi non conforme, pur soddisfacendo il requisito funzionale. Per ovviare a questa situazione, il principio di indipendenza ammette due eccezioni:

  • L’esigenza di inviluppo : la condizione dimensionale più critica definisce il vincolo per la forma
  • Il principio del massimo materiale : si definisce la situazione dimensionale e di forma più critica ma si ammette che, per un valore dimensionale minore, la tolleranza geometrica possa essere aumentata. 02. SI ENUNCI IL PRINCIPIO DEL MASSIMO MATERIALE E SI RIPORTI UN ESEMPIO PRATICO E’ un principio di applicazione delle tolleranze che richiede che non venga superata la condizione virtuale dell’elemento con tolleranza e, ove prescritto, che non venga altresì superata la condizione di forma perfetta al massimo del materiale per l’elemento di riferimento. Questo principio si applica agli assi o ai piani mediani e si basa sulla mutua relazione tra dimensione e tolleranza geometrica interessata. L’applicazione di tale principio deve essere indicata con il simbolo M cerchiato. **LEZIONE 030
  1. SI ENUNCI COS'È UNA FILETTATURA. SI DESCRIVANO LE DIVERSE TIPOLOGIE DI FILETTATURA**