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Paniere, Domande Aperte, prof. Macaluso Filippo
ANATOMIA UMANA
Università telematica e-Campus (UNIECAMPUS)
LEZ 03
05. DESCRIVERE LA CLASSIFICAZIONE DEI TESSUTI
Si distinguono 4 tipi diversi di tessuti, in base a considerazioni di ordine embriologico e sulla base delle caratteristiche morfologiche e funzionali.
- TESSUTO EPITELIALE è specializzato nelle funzioni di rivestimento e secernenti
- TESSUTO CONNETTIVO è specializzato nelle funzioni trofiche (nutritive)
- TESSUTO MUSCOLARE è specializzato nella funzione contrattile
- TESSUTO NERVOSO è specializzato nel generare, condurre e trasmettere gli impulsi nervosi
- DESCRIVERE LE CARATTERISTICHE E LE FUNZIONI DEL TESSUTO EPITELIALE Le principali funzioni degli epiteli sono 4: 1- Gli epiteli formano una barriera che fornisce protezione fisica contro gli agenti chimici o biologi al fine di evitare danni da abrasione, disidratazione e distruzione a livello delle superfici esterne ed interne del corpo umani. 2- La barriera epiteliale ha la capacità di modificare la propria permeabilità, cioè di permettere il passaggio di selezionate sostanze. Alcuni epiteli sono relativamente impermeabili, mentre altri sono facilmente attraversatili da proteine. 3- Gli epiteli sono altamente innervate da nervi sensoriali. Inoltre esistono cellule epiteliali specializzate che hanno la capacità di percepire variazioni dell’ambiente circostante, fornendo la sensibilità. Questi epiteli vengono definiti neuroepiteli e si trovano negli organi di senso, al fine di fornire sensazioni olfattive, gustative, visive, uditive e propriocettive. 4- La funzione di produzione di secreti specializzati che viene espletata dalle cellule ghiandolari. Le principali caratteristiche degli epiteli sono 5: A. Cellularità: gli epiteli sono formati quasi esclusivamente da cellule strettamente adesso tra loro per mezzo di giunzioni cellulare. Per impedire l’accesso di sostanze chimiche o patogeni, gli epiteli sono costituiti da cellule disposte in strati strettamente adesso tra di loro grazie alle giunzioni intercellulari. In particolare, le molecole di adesione cellulare, dette anche MAC, sono delle giunzioni tra i citoscheletri delle cellule adiacenti, mentre il cemento cellulare è un sottile strato di proteglicani. La combinazione di giunzioni ancoranti formate dalle molecole di adesione cellulare e dal cemento inercellulare fornisce forza e stabilità all’epitelio. B. Polarità: Le cellule degli epiteli presentano due facce, una disposta verso l’ambiente esterno, verso una cavità o il lume di un organo, denominata superficie apicale (punto A); mentre la seconda faccia, superficie basale (punto B) è ancorata al tessuto sottostante tramite la lamina basale (C), struttura che contiene prevalentemente collagene e glicoproteine. La funzione della lamina basale è quella di ancorare l’epitelio al sottostante tessuto connettivo e di regolare lo scambio di sostanze tra l’epitelio e i tessuti sottostanti. La lamina basale è costituita da due strati, la lamina lucida che costituisce una vera e propria barriera per il passaggio di proteine e macromolecole dal tessuto connettivo sottostante verso l’epitelio e la
lamina densa, il secondo strato, quasi sempre presente nei tessuti epiteliali, formata prevalentemente da spesse fibre proteiche che conferiscono resistenza alla lamina basale. Quindi, C. l’Ancoraggio rappresenta un’ulteriore caratteristica degli epiteli. Gli organuli delle cellule epiteliali non sono regolarmente distribuiti tra la superficie basale e la superficie apicale, questa distribuzione non uniforme viene definita polarità. La maggior parte delle cellule epiteliali possiede dei microvilli sulla superficie apicale. I microvilli sono numerosi nelle cellule epiteliali che svolgono funzioni di secrezione o di assorbimento, la loro funzione è quella di aumentare la superficie di esposizione per l’assorbimento o la secrezione. LE ciglia hanno la capacità di muoversi in maniera sincrona, permettendo di muovere il fluido che si trova su di esse. Mentre le sterociglia, molto più lunghe dei microvilli, sono incapaci di muoversi e si trovano in alcune porzioni dell’apparato genitale maschile e nelle cellule recettoriali dell’orecchio interno. D. Avascolarità: gli epiteli sono avascolari, cioè tra le cellule non sono presenti vasi sanguigni, anche altri tessuti presentano una scarsa vascolarizzazione come la cartilagine e i tendini. A differenza di questi ultimi, il tessuto epiteliale è posto su di uno strato di tessuto connettivo lasso ricco di vasi che forniscono nutrimenti e rimuovono scorie. Questo sistema permette all’epitelio di far fronte alla sua altra attività metabolica, dovuta ad una elevata percentuale di mitosi. Infatti una delle funzioni dell’epitelio è quello di proteggere dagli agenti chimici o biologici, che danneggiano gli strati epiteliali più esterni, i quali devono essere pero rimpiazzati continuamente. La rigenerazione è possibile grazie alla presenza di cellule staminali, anche dette cellule germinative (punto D), all’interno degli strati più profondi dell’epitelio. E. Organizzazione in strati. Tutti i tessuti sono costituiti da cellule disposte a formare uno o più strati. LEZ 04
- CHE COSA È UN EPITELIO GHIANDOLARE? Gli epiteli ghiandolari sono cellule che si sono specializzate per compiere la funzione della secrezione.
- DESCRIVERE LE FORME DELLA PORZIONE SECERNENTE DELLA GHIANDOLA Le cellule esocrine pluricellulari vengono a loro volta suddivise in base a due caratteristiche: la forma della porzione secernente della ghiandola e il modello di ramificazione dei suoi dotti. La componente secretoria può essere tubolare, acinosa o alveolare. La ramificazione dei dotti può essere semplice se non da origine a rami collaterali, ramificata se sono presenti alcuni dotti collaterali che confluiscono in un solo dotto escretore; composta se i dotti che si ramificano confluiscono in più dotti escretori.
su queste due variabili, le modificazioni nella concentrazione di albumina possono influenzare significativamente il volume ematico, la pressione e il flusso. Le globuline si dividono in immunoglobuline e globuline di trasporto. Le immunoglobuline, definite anche anticorpi, attaccano proteine e patogeni estranei all’organismo. Le globuline di trasporto legano piccoli ioni, ormoni e composti insolubili che potrebbero essere ultrafiltrati dal rene. Il fibrinogeno è un precursore solubile della fibrina, una proteina dotata di proprietà adesive che forma l’impalcatura del coagulo ematico. Le altre proteine plasmatiche sono enzimi coinvolti nel processo di coagulazione, altri enzimi e ormoni. LEZ 07
- DESCRIVERE I TESSUTI CONNETTIVI DI SOSTEGNO I tessuti connettivi di sostegno sono caratterizzati dall’avere un abbondante matrice eztracellulare dotata di particolare durezza e resistenza. Si possono individuare nel tessuto osseo (solido, di matrice cristallina), e in quello cartilagineo (solido, di matrice elastica—> cartilagine ialina, elastica e fibrosa). Hanno lo scopo di fornire sostegno meccanico e protezione a organi e apparati. LEZ 09
- QUALI SONO LE DIFFERENZE DELLA MEMBRANA CUTANEA RIPSETTO ALLA MEMBRANA SIEROSA E MUCOSA Rispetto alla membrana sierosa e mucosa, la membrana cutanea è spessa, relativamente impermeabile e asciutta in superficie.
- ELENCARE GLI STARTI DI UNA MEMBRANA MUCOSA E SPECIFICARE QUALE TRA I QUATTRO TESSUTI PRINCIPALI COSTITUISCE CIASCUN STRATO Una membrana mucosa segna i passaggi che aprono all’ambiente esterno: i tratti digerente, respiratorio urinario e riproduttivo. Le membrane mucose vengono ricoperte dal secreto delle ghiandole mucose. E’ costituita da tre strati:
- (^) Un epitelio
- (^) Uno strato di tessuto connettivo areolare chiamato lamina propria
- (^) Uno strato di muscolatura liscia detta muscolaris mucosae
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06. DESCRIVERE LE DIFFERENZE TRA IL MUSCOLO LISCIO MULTIUNITARIO E MONOUNITARIO
Il muscolo liscio è composto da miociti fusiformi. Nella cellula c’è un solo nucleo, posizionato centralmente. Sono presenti filamenti sottili e spessi, ma non sono allineati e quindi non producono le striature. Le linee Z sono assenti, ma i filamenti sottili sono attaccati tramite il citoscheletro ai corpi densi. Il reticolo sarcoplasmatico è scarso ed i tubuli T sono assenti. Il calcio è pompato dal liquido extracellulare attraverso i canali del calcio nel sarcolemma. Durante il rilassamento il calcio è pompato fuori dalla cellula. Ci sono due tipi funzionali di muscolo liscio:
- Muscolo liscio multi unitario
- Muscolo liscio mono unitario Il muscolo liscio multiunitario si localizza in alcune delle più grandi arterie e vie aeree polmonari, nei muscoli piloerettori dei follicoli piliferi e nell’iride dell’occhio. La sua innervazione, sebbene autonoma, è per il resto simile a quella del muscolo scheletrico. Le ramificazioni terminali di una fibra nervosa formano delle sinapsi con i singoli miociti e costituiscono un’unità motoria. Ciascuna unità motoria si contrae indipendentemente dalle altre, da cui il nome di questo tipo muscolare. Il muscolo liscio monounitario è il più diffuso nel nostro organismo. E’ lo coalizzato nella gran parte dei vasi sanguigni a livello degli apparati digestivo, respiratorio, urinario e riproduttivo; per questo motivo è anche chiamato muscolo viscerale. Le fibre nervose in questo tipo di muscolo non formano sinapsi con singole cellule muscolari, ma passano attraverso il tessuto e presentano rigonfiamenti chiamati varicosità a livello delle quali esse rilasciano neurotrasmettitori. I neurotrasmettitori stimolano non selettivamente molte cellule muscolari in prossimità di una varicosità. Le cellule muscolari sono elettricamente accoppiate l’una all’altra da gap junctions. Per questo si stimolano direttamente tra loro e un gran numero di cellule si contrae come un’unità, come se fosse un’unica cellula (questo è il motivo della sua denominazione).
- ELENCARE I TRE TIPI DI TESSUTO MUSCOLARE E LE LORO CARATTERISTICHE Il tessuto muscolare è specializzato per contrarsi quando è stimolato. Esistono 3 tipi di muscoli:
- Muscolo Scheletrico, striato e volontario. Ha funzioni di movimento dello scheletro, mantenimento della postura, suooporto ai tessuti molli, regolano l’entrata e l’uscita di materiale e producono calore. Ciascun muscolo scheletrico è circondato da tre strati concentrici di tessuto connettivo: epimisio, permisio, endomisio. Il muscolo scheletrico è costituito dalle fibre muscolari (cellule polinucleate).
- Muscolo cardiaco, limitato al cuore, striato e involontario. I miociti cardiaci (miocardio citi o cardiociti), sono cellule relativamente corte, grosse e mononucleate. I cardiociti sono uniti alle loro estremità l’uno all’altro da sistemi di connessione chiami dischi intercalari, provvisti di tre caratteri distintivi che non si ritrovano nel muscolo scheletrico: pieghe interdigitanti, giunzioni meccaniche, giunzioni elettriche.
- Muscolo liscio, non ha striature ed è involontario. E’ composto da miociti fusiformi (mononucleati). Sono presenti filamenti sottili e spessi, ma non sono allineati e quindi non producono striature. Ci sono due tipi funzionali di muscolo liscio: muscolo lisci multiuniatrio e muscolo liscio monounitario.
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06. CONFRONTA IL NEURONE BIPOLARE CON IL NEURONE PSEUDOUNIPOLARE
I neuroni bipolari hanno un solo assonò ed un solo dendrite. Esempi di questo tipo includono le cellule olfattorie, certi neuroni della retina e i neuroni sensitivi dell’orecchio. I neuroni unipolari (o pseudounipolari) hanno un singolo processo che abbandona il pirenoforo, Sono rappresentati dai neuroni trasportano segnali sensitivi al midollo spinale. LEZ 14
- DA COSA DIPENDE LA VELOCITÀ DI CONDUZIONE IN UN NEURONE? La velocità di conduzione in un neurone dal segnale nervoso lungo la fibra nervosa dipende dal diametro della fibra e dalla presenza o assenza di mielina. Velocità di conduzione:
- (^) Fibra amieliniche piccola: 0,5-2 m/sec
- (^) Fibra mieliniche piccola: 3-15 m/sec
- (^) Fibra mielinica grande: 120 m/sec
- DESCRIVI LE FIBRE AMIELINICHE
Molte fibre del SNC e del SNP sono amieliniche. Nel SNP, comunque, anche le fibre
amieliniche sono ricoperte da cellule di Schwann. In questo caso, una cellula di
Schwann raccoglie diverse fibre nervose in invalidazioni superficiali. La membrana
plasmatica, non avvolgendosi ripetutamente attorno alla fibra come fa in una fibra
mielinica, non ne aumenta la velocità di conduzione dell’impulso nervoso.
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06. CONFRONTARE LE CARATTERISTICHE DELLA METÀ DESTRA CON QUELLE DELLA METÀ
SINISTRA DEL CUORE
La parte destra del cuore fornisce il sangue al circolo polmonare. Riceve il sangue cha ha circolato per tutto il corpo e lo pompa in una grossa arteria, l’arteria polmonare. Da questa il sangue povero di ossigeno si distribuisce ai polmoni, dove si libera dell’anidride carbonica e si carica di ossigeno. Poi ritorna alla parte sinistra del cuore attraversa le vene polmonari.
La metà sinistra del cuore fornisce il circolo sistemico. Pompa il sangue attraverso la più grande delle arterie del corpo, l’aorta, che con le sue diramazioni porta l’ossigeno a tutti gli organi del corpo. Dopo aver assunto anidride carbonica e scorie a livello dei tessuti, il sangue ritorna al cuore con le due più grosse vene dell’organismo: le vena cava superiore, che drena la parte superiore del corpo, e la vena cava inferiore, che riceve il sangue dalla parte del corpo che è sotto il diaframma.
- DESCRIVERE LA LOCALIZZAZIONE DEL CUORE Il cuore è localizzato all’interno della cavità toracica, nel mediastino, spazio compreso tra le pleure, e localizzato posteriormente allo sterno. Inoltre, il cuore all’interno del mediastino è collocato all’interno della cavità pericardite. Il mediastino è uno spazio virtuale che oltre al cuore accoglie il timo, l’esofago e la trachea. LEZ 18
- ELENCARE I FASCI DEGLI ATRI E DEI VENTRICOLI Muscolatura degli atri: fasci comune trasversale e verticale; muscoli pettinati (solamente atrio di destra); fasci limbici superiore ed inferiore (solamente atrio di destra). Muscolatura dei ventricoli: fascio proprio di destra e di sinistra; fascio comune anteriore e posteriore; fascio suturale.
07. DESCRIVERE LE FUNZIONI DELLO SCHELETRO FIBROSO
Il cuore è costituito da una struttura di sostegno di collagene e fibre elastiche che costituisce lo scheletro fibroso del cuore. Lo scheletro fibroso ha molteplici funzioni: (1) fornisce il supporto al cuore soprattutto attorno alle valvole e alle aperture dei grossi vasi; mantiene questi orifizi aperti e impedisce loro di stirarsi eccessivamente quando il sangue fluisce attraverso di essi; (2) ancora i cardiomiociti e fornisce loro un punto d’appoggio sul quale esercitare la loro forza tensiva; (3) serve come isolante tra gli atri e i ventricoli, in modo che gli atri non possano stimolare direttamente i ventricoli; (4) il ritorno elastico dello scheletro fibroso aiuta il riempimento del cuore dopo ogni battito.
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05. DESCRIVERE IL SISTEMA PORTALE
Un sistema portale è una via nella quale il sangue scorre attraverso dei letti capillari, uno dopo l’altro, prima di ritornare nel cuore. Il sangue nel primo letto capillare deposita alcuni nutrienti e raccoglie alcune sostanze che verranno poi depositate nel secondo letto capillare insieme ai nutrienti (come il sistema portale epatico, ma si trova anche nel rene e tra l’ipotalamo e l’ipofisi) LEZ 22
- DESCRIVERE I SISTEMI DI RITORNO DEL SANGUE DELLA CIRCOLAZIONE CORONARICA NEL CUORE Dopo aver fluito attraverso i capillari della parete cardiaca, circa il 20% del sangue coronario si svuota direttamente nelle camere cardiache attraverso molteplici piccole vene di Tebesio raggiungendo soprattutto il ventricolo destro. Il rimanente 80% ritorna all’atrio destro attraverso la seguente via:
- (^) La vena cardiaca magna raccoglie il sangue della faccia anteriore del cuore e decorre in prossimità dell’arteria interventricolare anteriore. Trasporta il sangue dall’apice verso il solco coronario, quindipiega sul margine sinistro del cuore e si svuota all’interno del seno coronario.
- (^) La vena interventricolare posteriore (cardiaca media) si trova nel solco posteriore, raccoglie il sangue dalla faccia posteriore del cuore. Anch’essa trasporta il sangue dall’apice verso l’alto e drena all’interno del seno coronario.
- (^) La vena marginale sinistra corre dall’apice verso l’alto in prossimità del marginale sinistro, e si svuota anch’essa all’interno del seno coronario.
- (^) Il seno coronario, vena di grandi dimensioni a decorso trasversale localizzata nel solco coronario sulla faccia posteriore del cuore, raccoglie il sangue da tutte e tre le vene. Svuota il sangue all’interno dell’atrio destro.
- DESCRIVERE I RAMI PRINCIPALI DELL’AORTA DISCENDENTE L’aorta discendente passa posteriormente al cuore, prima alla sinistra della colonna vertebrale e poi anteriormente ad essa, attraversa le cavità toracica e addominale. E’ chiamata aorta toracica al di sopra del diaframma e aorta addominale al di sotto di esso. Termina nella regione della cavità addominale dividendosi nelle arterie iliaca destra e sinistra.
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04. DESCRIVERE LE FUNZIONI DEL SISTEMA LINFATICO
Le funzioni del sistema linfatico comprendono quanto segue:
- Riassorbimento dei fluidi: Il compito del sistema linfatico è quello di riassorbire il liquido che si accumula nello spazio interstiziale e di restituirlo al sangue. Infatti i capillari sanguigni riassorbono solamente circa l’85% del liquido interstiziale, il rimanente 15% deve essere riassorbito dal sistema linfatico.
- Immunità: il sistema linfatico, recuperando i liquidi interstiziali in eccesso dai tessuti, elimina cellule, patogeni e le sostanze estranee che potrebbero causare malattie. Il liquido interstiziale prima di essere rimesso in circolazione passa attraverso i linfonodi, dove si trovano cellule immunocompetenti pronti ad agire contro i patogeni ed attivare risposte immunitarie protettive.
- Assorbimento dei lipidi: nell’intestino tenue, particolari vasi linfatici, chiamati vasi chiliferi, assorbono i lipidi introdotti con la dieta.
- DESCRIVERE IL FLUSSO LINFATICO Il meccanismo più importante impiegato per permettere il movimento della linfa è dato dalla ritmica contrazione dei vasi linfatici e ciò accade quando il flusso in essi contenuto distende la parete dei vasi. Inoltre le valvole dei vasi linfatici, come quelle delle vene, prevengono il reflusso della linfa. La propulsione della linfa è anche determinata dalla compressione esterna dei vasi linfatici data dalla contrazione della muscolatura scheletrica, come accade per il circolo venoso. LEZ 26
- DESCRIVERE LA STRUTTURA DELLE TONSILLE Le tonsille sono organi linfoidi localizzati a livello della faringe, dove sorvegliano l’eventuale presenza di agenti patogeni ingeriti o inalati. Le tonsille sono separate dal sottostante tessuto connettivo da una capsula fibrosa incompleta. Ci sono tre principali gruppi di tonsille: un’unica tonsilla mediana chiamata tonsilla faringea localizzata nel tetto della faringe subito dietro le cavità nasali; due tonsille palatine, localizzate nella parete posteriore del palato molle e numerose tonsille linguali localizzate alla base della lingua. Le tonsille palatine sono le più grandi e le prime ad essere interessate da un processo infettivo.
- DESCRIVERE LA STRUTTURA DELLA MILZA La milza è il più grande organo linfoide dell’organismo. E’ localizzata nell’ipocondrio sinistro, subito sotto il diaframma e posterolateralmente allo stomaco. E’ protetta in avanti dalla decima, undicesima e dodicesima costa. La milza è a contatto con il diaframma, lo stomaco ed il rene che identificano nei punti di contatto, un0area drastica ed un’area renale. Mediamente la milza presenta l’ilo attraverso cui l’arteria splenica, la vena splenica ed i vasi linfatici penetrano nell’organo. Il parenchima splenico è costituito da due parti chiamate polpa rossa e polpa bianca.
08. DESCRIVERE LA LOCALIZZAZIONE DEL RENE
I reni sono a contatto con la parete addominale posteriore a livello delle vertebre T12-L3. Il rene destro è leggermente più basso rispetto a quello di sinistra a causa del lobo destro del fegato. LEZ 30
- DESCRIVERE L’ANSA DI HENLE L’ansa del neurone (ansa di Henle) è una porzione a forma di “U” nel tubulo renale localizzata in prevalenza nella midollare. Inizia dove si raddrizza il Tcp e si dirige verso o all’interno della midollare, formando il ramo discendente dell’ansa. Alla sua estremità profonda, l’ansa ruota di 180° a costituire il ramo ascendente dell’ansa, che ritorna alla corticale, decorrendo parallelamente e in prossimità del ramo discendente. Alcune parti dell’ansa, chiamate segmenti spessi, hanno un epitelio cuboide semplice, mentre il segmento sottile ha un epitelio squamoso semplice. I segmenti spessi formano la parte iniziale dell’ansa discendente e parte di quella ascendente. Ilk segmento sottile forma la parte più bassa dell’ansa di Henle. I segmenti spessi sono deputati al trasporto attivo dei sali attraverso la parete del tubulo, mentre il segmento sottile non è impegnato nel trasporto attivo, ma è relativamente permeabile all’acqua. L’ansa riassorbe circa il 25% del sodio, del potassio e del cloro, e il 15% dell’acqua che era nel filtrato glomerulare.
- CONFRONTARE IL TUBULO CONTORTO PROSSIMALE CON IL TUBULO CONTORTO DISTALE Il tubulo contorto prossimale (TCP) deriva dalla capsula glomerulare. Ha un epitelio semplice cubico con microvilli prominenti (orsetto a spazzola), espressione dell’elevato grado di assorbimento di questo segmento. In questo segmento riassorbe circa il 65% del filtrato glomerulare. Sulla superficie rivolta verso il liquido tubolare, le cellule epiteliali possiedono diverse proteine di membrana di trasporto, che trascinano per trasporto attivo (via transcellualre) e diffusione facilitata (via paracellulare) i soluti (sodio, potassio, magnesio, fosfato, cloro bicarbonato, glucosio, lattato, proteine, amminoacidi, urea ed acido urico) e l’acqua nelle cellule e poi fuori dalle superfici basali e laterali, adiacenti ai capillari sanguigni peritubulari. I soluti che vengono secreti in questo segmento sono: ioni idrogeno, bicarbonato, ammonio, urea, acido urico, creatina, acidi biliari. Notare che l’urea e l’acido urico seguono entrambe le vie. I reni non depurano completamente il sangue da queste scorie, ma riescono a mantenere l’urea a livelli di sicurezza. Il tubulo contorto distale è una parte attorcigliata dal tubulo renale localizzata nella corteccia e che inizia immediatamente dopo la mucosa. Ha un epitelio cuboidale semplice, con cellule con superficie liscia. Assorbe quantità variabili di sodio, calcio, cloro ed acqua, e secerne potassio e idrogeno nel liquido tubolare. A differenza del tubulo contorto prossimale, che assorbe soluti ed acqua a velocità costanti, il tubulo contorto distale li riassorbe a velocità variabili determinate dall’ormone aldosterone, che regola l’escrezione del sodio e del potassio. L’ormone paratiroideo agisce su entrambi i tubuli contorti per regolare l’escrezione del calcio e del fosfato.
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06. DESCRIVERE LA VESCICA
La vescica urinaria è un serbatoio muscolare posto sul pavimento della cavità pelvica, inferiormente al peritoneo e posteriormente alla sinfisi pubica. E’ ricoperta dal peritoneo parietale sulla sua superficie superiore piatta e da un’avventizia fibrosa altrove. Lo strato muscolare, chiamata muscolo detrusore, si compone di tre strati indistintamente separati di muscolatura liscia. La mucosa è costituita da epitelio di transizione. Quando la vescica è vuota, questo epitelio ha uno spessore di cinque o sei cellule e la mucosa ha numerose piaghe chiamate pliche. Quando la vescica si riempie, lo stiramento appiana le rughe e l’epitelio diventa più sottile, fino allo spessore di due o tre cellule. La vescica è un organo molto distendibile, capace di contenere fino a 800ml di urina. Le aperture dei due ureteri e quella dell’uretra delimitano una superficie liscia triangolare chiamata trigono sul pavimento della vescica. LEZ 33
- DESCRIVERE L’ASCENSORE MUCOSO L’ascensore mucoso è un processo che avviene nelle vie respiratorie inferiori e ha il compito di intrappolare nel muco i microorganismi e le particelle estranee inalate, per poi spingerle verso la faringe, dove verranno distrutti dai succhi gastrici presenti nello stomaco.
- DESCRIVERE IL POLMONE Il polmone è un organo di forma conica, con un’ampia base concava che poggia sul diaframma e un vertice smussato chiamato apice che sporge leggermente al di sopra della clavicola, fino a 2,5cm. L’ampia faccia costale è a contatto con la gabbia toracica; la faccia mediastinica, più piccola e concava, volge mediamente. La faccia mediastinica presenta una fessura chiamata ilo attraverso la quale il polmone riceve il bronco principale, i vasi sanguigni e linfatici e i nervi. Queste strutture costituiscono la radice del polmone. I polmoni sono circondati dai visceri adiacenti, non occupano tutta la gabbia toracica e non sono simmetrici. Sulla faccia mediale, il polmone sinistro presenta un’incisura chiama impronta cardiaca in cui il cuore preme contro il polmone. Il polmone destro ha tre lobi: superiore, medio ed inferiore. La scissura orizzontale separa i lobi superiore e medio, e la scissura obliqua separa i lobi medio e inferiore. Il polmone sinistro ha solo un lobo superiore ed uno inferiore e un’unica scissura obliqua.
- Il LARINGOFARINGE inizia alla punta dell’epiglottide, si porta in basso dietro alla laringe e termina dove inizia l’esofago a livello della cartilagine cricoide. Nell’orofaringe e nel laringofaringe passano aria, cibo e bevande e pertanto sono rivestiti da epitelio squamoso stratificato. LEZ 35
- DESCRIVERE GLI ALVEOLI Gli alveoli sono piccole camere contenenti aria ove avvengono gli scambi gassosi tra l’aria ed il sangue. Nei polmoni ci sono circa 300 milioni di alveoli, la cui parete estremamente sottile è costituita da due tipi di cellule gli pneumociti di I e II ordine. Gli pneumociti di I ordine regolano il 90% degli scambi gassosi tra aria e sangue, mentre gli pneumociti di II ordine (tondi e cuboidali) producono una sostanza ad azione surfattante che facilita l’’espansione degli alveoli durante l’inspirazione.
- DESCRIVERE LA PORZIONE E LA STRUTTURA DELLA TRACHEA La trachea è un tubo fibro-muscolo-cartilagineo, posizionato tra laringe e bronchi. La trachea e’formata da un tubo di circa 10-12 cm di lunghezza e di circa 12mm di spessore La trachea è costituita da tre strati.
- Il rivestimento interno della trachea è costituito da un epitelio colonnare pseudostratificato composto principalmente da cellule caliciformi mucosecernenti, da cellule ciliate e da piccole cellule staminali basali.
- Il tessuto connettivo, sottostante l’epitelio respiratorio, contiene noduli linfatici, ghiandole mucose e sierose, e le cartilagini tracheali. La trachea è costituita da 16-20 anelli a forma di C di cartilagine ialiana. Gli anelli della cartilagine rinforzano la trachea ed evitano che collassi durante l’ispirazione. Inoltre, la parte aperta della C è rivolta verso l’esofago, lasciandogli la possibilità di dilatarsi quando passa il cibo deglutito. Lo spazio tra gli anelli cartilaginei è riempito da tessuto muscolare liscio chiamato muscolo tracheale, che restringe o allarga il diametro della trachea.
- Lo strato più esterno della trachea, chiamato avventizia, è tessuto connettivo fibroso che si fonde con l’avventizia di altri organi del mediastino. A livello dell’angolo sternale, la trachea si biforca a formare il bronco principale di destra e di sinistra. La cartilagine tracheale più bassa ha una cresta mediana interna chiamata carena, che dirige il flusso d’aria verso destra e sinistra.
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07. ELENCARE E DESCRIVERE GLI ORMONI DELL’IPOTALAMO
L’ipotalamo è un importante struttura dell’encefalo situata sotto il talamo e che dirige l’attività dell’ipofisi, una ghiandola endocrina. Gli ormoni prodotti dall’ipotalamo sono definiti anche “ fattori di rilascio” o “fattori di inibizione”. Essi inducono la produzione e lo sviluppo di una serie di meccanismi nell’ipofisi dopo averla adeguatamente stimolata. I principali ormoni prodotti dall’ipotalamo sono:
- (^) CRH , ormone stimolante il rilascio di corticotropina (ACTH), da parte dell’adenoipofisi.
- (^) MSHRH , ormone melanotropo (MSH che stimola il rilascio di MSH da parte del lobo intermedio dell’ipofisi.
- (^) TRH , ormone stimolante il rilascio di tireotropina (TSH), da parte dell’adenoipofisi.
- (^) PIF , inibitore di prolattina da parte dell’adenoipofisi.
- (^) GHRH , stimola il rilascio di GH, ormone della crescita, da parte dell’adenoipofisi.
- (^) LHRH , stimola il rilascio dell’ormone luteinizzante (LH).
- (^) GnRH , attivante il rilascio delle gonadotropine. L’LHRH e il GnRH inducono la produzione di FSH e LH da parte dell’adenoipofisi.
- (^) PRH , ormone stimolante il rilascio di prolattina da parte dell’adenoipofisi.
- (^) GHIF , denominato anche Somatostatina, inibisce il rilascio di GH da parte dell’adenoipofisi. LEZ 38
- DESCRIVERE LA TIROIDE La tiroide sintetizza e secerne ormoni, esso è situato nella regione anteriore del collo al disotto della cartilagine tiroidea e davanti alla porzione cervicale della trachea. Essa è formata da due lobi uniti da un istimo. La tiroide secerne due tipi di ormoni, la triiodotironina e la tetraiodotironina, detta anche tiroxina. La tiroide è vascolarizzata da una coppia di arterie tiroidee superiori che provengono dalle carotidi esterne; e da una coppia di arterie tiroidee inferiori che provengono dalle arterie succlavie vicino alla clavicola. Il sangue drena in due o tre coppie di vene tiroidee (superiore, media e inferiore), che scaricano nelle vene giugulari interne le prime due e nelle vene brachiocefaliche l'ultima. La caratteristica istologica più importante della tiroide è che è composta in gran parte da strutture tondeggianti chiamate follicoli tiroidei, rivestiti da un epitelio semplice cubico di cellule follicolari e che contengono una sostanza proteica, la colloide. Le cellule follicolari secernono soprattutto l'ormone tiroxina, conosciuto anche come tetraiodotironina, o T4, per i quattro atomi di iodio contenuti nella sua struttura. La tiroide produce anche triiodotironina, o T3, con tre atomi di iodio. L'espressione ormone tiroideo (TH) si riferisce a T3 e T4 insieme. L'ormone tiroideo stimola lo sviluppo cerebrale e la crescita ossea nel periodo prenatale e nell'infanzia, promuove la secrezione ipofisaria di ormone della crescita, accelera i riflessi, aumenta il ritmo cardiaco ed il metabolismo basale, favorisce l'assorbimento intestinale dei carboidrati, diminuisce il livello del colesterolo nel plasma. La secrezione di TH aumenta durante la stagione fredda. L'aumento del metabolismo basale che ne risulta causa tipicamente un aumento
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06. ELENCARE GLI ORGANI CHE COSTITUISCONO IL CANALE ALIMENTARE
Il canale alimentare (tubo digerente) è un tubo-membranoso esteso dalla bocca all’ano, comprende la bocca che contiene lingua e denti, la faringe, l’esofago, lo stomaco, l’intestino tenue formato da duodeno, digiuno e ileo e l’intestino crasso comprendente il cieco, il colon ed il retto. Parte di questo, lo stomaco e l’intestino, costituiscono il tubo gastrointestinale. Gli organi accessori sono le ghiandole salivari (bocca), tonsille (faringe) ed infine il fegato e la cistifellea e il pancreas (intestino tenue). LEZ 42
- DESCRIVERE IL PALATO DURO E MOLLE Il tetto della cavità orale è detto palato. Il palato separa la cavità orale dalle cavità nasali. La sua porzione anteriore, il palco duro (osseo) è supportata dai processi palatini delle ossa mascellari e dalle più piccole ossa palatine. Il palato duro presenta creste trasversali chiamate pliche palatine che aiutano la lingua nella detenzione e nel mescolamento del cibo. Posteriormente, il palato molle è costituito principalmente da muscolo scheletrico e da tessuto ghiandolare, ma non da osso. Il patto molle presenta una proiezione conica mediale, l’ugola, visibile nella parte posteriore della bocca, che aiuta a mantenere gli alimenti in bocca fino a quando non si è pronti ad inghiottire. Nella parte posteriore della bocca, due archi muscolari da ogni alto iniziano nel tetto, vicino all’ugola, e scendono fino al pavimento. Quello anteriore è l’arco palatoglosso e quello posteriore e l’arco palatofaringeo (confine d’inizio della faringe). Le tonsille palatine sono situate nella parete tra gli archi.
- DESCRIVERE LA LINGUA La lingua è un grande organo muscolare, che occupa la maggior parte della cavità orale, oltre ad essere il principale organo sensitivo il gustativo ed uno dei principali organi della fonazione, gioca un ruolo fondamentale nella deglutizione. Aiuta l’introduzione del cibo; ha recettori sensitivi del gusto; la struttura e la temperatura sono importanti per l’accettazione o il rifiuto del cibo; comprime e rompe il cibo, lo sposta tra i denti per la mistificazione, secerne muco ed enzimi, comprime il cibo masticato in una massa soffice, o bolo, che è più facile da deglutire, da avvio alla deglutizione ed è necessaria per articolare le parole. La sua superficie è ricoperta da epitelio stratificato squamoso non cheratinizzato e presenta sporgenze chiamate papille linguali, il sito dove si localizzano le papille gustative. I due terzi anteriori della lingua, chiamate corpo, occupano la cavità orale, mentre il rimanente terzo, chiamato radice,
occupa l’orofaringe.Il confine è delimitato dal solco terminale. Sotto la lingua, una piega mediana
chiamata frenulo linguale attacca il corpo della lingua al pavimento della bocca. La radice della lingua contiene le tonsille linguali. Tra i muscoli della lingua ci sono le ghiandole linguali, che secernono una parte della saliva. La lingua è composta da muscoli intrinseci (contenuti interamente nella lingua, producono movimenti fini) e muscoli estrinseci (originano altrove e si inseriscono sulla lingua, producono movimenti più forti e grossolani).
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05. DESCRIVERE LA FARINGE
La faringe è un imbuto muscolare che collega la cavità orale all’esofago e la cavità nasale alla laringe: così, essa costituisce un punto in cui la via digerente e la via respiratoria si intersecano. È formata da tre regioni chiamate rinofaringe, orofaringe e ipofaringe (o laringofaringe). La prima è esclusivamente respiratoria ed è rivestita da epitelio colonnare pseudostratificato; le ultime due sono condivise dalle vie respiratorie e dirigenti e sono rivestite da epitelio squamoso stratificato, un adattamento per resistere all’effetto abrasivo del cibo che passa. La faringe presenta uno strato profondo di muscolatura scheletrica orientata longitudinalmente e uno strato superficiale circolare. Il muscolo circolare è diviso in costrittore faringeo superiore, medio e inferiore, che costringono il cibo verso il basso durante la deglutizione. Quando il cibo non viene ingerito, il muscolo costrittore inferiore rimane contratto per escludere l’aria dall’esofago. Il muscolo costrittore è considerato lo sfintere esofageo superiore, anche se non è una caratteristica anatomica dell’esofago. La costrizione scompare al momento della morte, quando il muscolo si rilassa. Quindi esso è considerato come uno sfintere fisiologico piuttosto che una struttura anatomica costante. LEZ 44
- DESCRIVERE L’ANATOMIA MACROSCOPICA DELLO STOMACO Lo stomaco è un segmento allargato del tratto digestivo posto nella parte superiore dell’addome, occupa l’epigasto, l’ipocondrio e parte e parte delle regioni: ombelicale e lombare sinistra. Lo stomaco è a forma di “J”. La piccola curvatura dello stomaco si estende per un breve tratto (circa 10 cm) dall’esofago, con cui comincia tramite un’apertura detta gastroesofagea, al duodeno, mentre la grande curvatura si estende per un distanza maggiore (circa 40 cm). Lo stomaco si divide in 4 regioni:
- La grande cardiale (cardis) è una piccola area che termina a circa 3 cm dall’orifizio cardiale;
- La regione del fondo (fundus) è la parte a forma di cupola, superiore all’esofago;
- Il corpo (corpus) costituisce la maggior parte dello stomaco distalmente al cardis;
- La regione pilorica è suddivisa in un antro e un canale pilorico, stretto passaggio verso il duodeno. Il piloro è circondato da uno spesso anello di muscolatura liscia, lo sfintere pilorico, che regola il passaggio del chimo nel duodeno.