Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Fashion Design: Storia, Ruolo e Simboli - Prof. Cereda, Panieri di Sociologia Della Moda

le risposte alle domande sono suddivise in dei macroargomenti che ho tracciato.... i numeri fanno riferimento all'ordine con cui si trovano le domande nel paniere... i numeri precedenti mancano perché facevano riferimento esclusivamente alle crocette sempre presenti nel paniere

Tipologia: Panieri

2021/2022
In offerta
30 Punti
Discount

Offerta a tempo limitato


Caricato il 22/02/2022

acannella00
acannella00 🇮🇹

4.4

(30)

23 documenti

1 / 27

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
FASHION DESIGNER
160)Chi è il fashion designer? Descrivi com’è emersa questa figura sociale e
spiega il suo ruolo nel sistema della moda
CharlesFrederickWorthfuilprimodesignerdellastoria,fuanchel’inventoredel
marchio,unsimbolochegarantiscel’unicitàaunprodotto,ancheseesso
appartieneaunaproduzionedimassa,rendendolouncomponenteimportante
perlacostruzionediuntarget.DunquelafigurasocialedelFashionDesigner
nascedaimestieridisartoemodistaiqualiaspiranoamigliorarelapropria
posizione,diventandostilistioaprendounapropriacasadimoda.Illorolavoro
devetenereinconsiderazionifattoriesterniqualirichiestedeiclienti,studidel
marketingestudisulmercato,perciònonlavoranodasolimasonoaccompagnati
daunTeamdoveogniindividuosvolgeunamansionespecificaerappresentauna
figuradiversa.Allafineilprodottorealizzatodovràfarcoincideretuttele
funzionalitàrichiestealgustoesteticodelfashiondesigner.
165)In che modo la figura professionale del fashion designer si relaziona
con il processo di previsione e marketing dei prodotti di moda?
Lacarrieradelfashiondesignerhainiziodallaposizionedipraticante,
sartoomodista;perdiventarepoipilastrocentraledelmercatodella
moda,diventandostilistaoaprendounpropriomarchio.
Studialasocietà,ilmercatoeibisognideicompratoriinsiemealsuo
team,incuiognicomponentehaunruolodifferente.
Iloroprodottisarannoesteticamentebelliefunzionalialcontestopercui
sonostatiideati;l’analisiavvienestudiandoimercatipresentiepassati,
cercandodiprevedereritornidistileonuovetendenzealmeno18/24
mesiprimadellalorouscitaeffettivasulmercato.
166)In che misura il fashion designer può essere considerato un artista o
un imprenditore con esperienza? Motiva la tua risposta offrendo esempi
della realtà.
IlfashiondesignerassiemealsuoTeamdevecostantementeconfrontarsi
conilmercato,lasocietà,leesigenzedeicompratoritenendoin
considerazionesiilmercatopresentechequellopassato,perpoter
progettarelineediabbigliamentoestrategiedimarketingchelo
posizionosempreavantirispettoallaconcorrenza,grazieallagestionedi
questedinamichepossiamoconsiderarloeffettivamenteunimprenditore.
Possiamoinoltreconsiderarlounartistaperlostile,l’innovazioneela
particolaritàcheconferisceaisuoicapi.CocoChanelèunaimportante
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
Discount

In offerta

Anteprima parziale del testo

Scarica Fashion Design: Storia, Ruolo e Simboli - Prof. Cereda e più Panieri in PDF di Sociologia Della Moda solo su Docsity!

FASHION DESIGNER 160)Chi è il fashion designer? Descrivi com’è emersa questa figura sociale e spiega il suo ruolo nel sistema della moda Charles Frederick Worth fu il primo designer della storia, fu anche l’inventore del marchio, un simbolo che garantisce l’unicità a un prodotto, anche se esso appartiene a una produzione di massa, rendendolo un componente importante per la costruzione di un target. Dunque la figura sociale del Fashion Designer nasce dai mestieri di sarto e modista i quali aspirano a migliorare la propria posizione, diventando stilisti o aprendo una propria casa di moda. Il loro lavoro deve tenere in considerazioni fattori esterni quali richieste dei clienti, studi del marketing e studi sul mercato, perciò non lavorano da soli ma sono accompagnati da un Team dove ogni individuo svolge una mansione specifica e rappresenta una figura diversa. Alla fine il prodotto realizzato dovrà far coincidere tutte le funzionalità richieste al gusto estetico del fashion designer. 165)In che modo la figura professionale del fashion designer si relaziona con il processo di previsione e marketing dei prodotti di moda? La carriera del fashion designer ha inizio dalla posizione di praticante, sarto o modista; per diventare poi pilastro centrale del mercato della moda, diventando stilista o aprendo un proprio marchio. Studia la società, il mercato e i bisogni dei compratori insieme al suo team, in cui ogni componente ha un ruolo differente. I loro prodotti saranno esteticamente belli e funzionali al contesto per cui sono stati ideati; l’analisi avviene studiando i mercati presenti e passati, cercando di prevedere ritorni di stile o nuove tendenze almeno 18/ mesi prima della loro uscita effettiva sul mercato. 166)In che misura il fashion designer può essere considerato un artista o un imprenditore con esperienza? Motiva la tua risposta offrendo esempi della realtà. Il fashion designer assieme al suo Team deve costantemente confrontarsi con il mercato, la società, le esigenze dei compratori tenendo in considerazione si il mercato presente che quello passato, per poter progettare linee di abbigliamento e strategie di marketing che lo posiziono sempre avanti rispetto alla concorrenza, grazie alla gestione di queste dinamiche possiamo considerarlo effettivamente un imprenditore. Possiamo inoltre considerarlo un artista per lo stile, l’innovazione e la particolarità che conferisce ai suoi capi. Coco Chanel è una importante

fashion designer ricordata nella storia per l’innovazione, delle sue linee, della sua bigiotteria e di tutti quelli articoli ancora oggi molto utilizzati e di alta moda come il tubino nero che è diventato un capo fondamentale che esprime eleganza. 171)Come si è sviluppato il settore tessile rispetto al mutamento sociale e in special modo rispetto all'emergere della figura del couturier? Nel medioevo venivano utilizzati tessuti diversi in base alla classe sociale d’appartenenza, i modelli non differivano molto tra le classi sociali, ma quelli dei nobili erano arricchiti, da stoffe, gioielli e importanti decorazioni invece quelli delle classi meno agiate erano realizzati con materiali meno pregiati e stoffe grezze. Durante il Rinascimento in Italia si sviluppa la tecnica del ricamo e l’utilizzo della seta invece in Inghilterra si inizia ad utilizzare la lana per la produzione di capi. Tra il XIV e il XVI secolo mutano le pratiche vestimentarie, all’interno della società nascono interessi per l’arte la cultura e lo sviluppo delle tecnologie e delle scienze, per questo motivo diventano i personaggi di spicco i più importanti e quelli di maggiore ispirazione per il resto della società, prendendo questo posto ai nobili. Anche la classe dei mercanti suscita molta curiosità e stima all’interno della società perché portano innovazione attraverso le stoffe, gli stili, i modelli e le fantasie che importano da altri paesi. Si prestava molta importanza all’apparire piuttosto che all’essere di una persona perciò era molto importante indossare capi di tendenza per dimostrare la propria appartenenza a un target elevato. Inoltre è in questo periodo che nasce la figura emblema di questo concetto ovvero il Dandy, che diventerà un simbolo e un riferimento per la moda e lo stile maschile. Grazie all’industrializzazione del settore tessile l’artigiano inizia a lavorare nelle fabbriche occupandosi delle riparazioni e dei dettagli dei capi prodotti. Invece grazie alla Haute Couture nasce la figura del Couturier, ed il primo è Charles Frederick Worth, assunto alla corte francese, introduce innovazioni quali il carta modello, l’utilizzo del sosia (un modello in carne e ossa con la stessa fisionomia dell’acquirente) e il terzo profitto, ovvero comprare le stoffe direttamente dalle industrie e rivenderle insieme agli abiti. Nascono nuovi mestieri lavorativi ovvero i testimonial che si occupavano di diffondere le nuove tendenze e i sarti che cercano di riprodurre gli abiti di corte.

e il secondo dai consumatori. Il modello di Hirsch si riferisce a prodotti culturali di massa, e quindi nel caso della moda possiamo parlare di industria culturale, poiché frutto continuo nel corso del tempo, di influenze legate ai periodi storici, alle etnie e alle classi sociali di riferimento; il suo schema è quindi applicabile. 203) Erving Goffman (1979), ha evidenziato la iper-ritualizzazione della pubblicità, ossia la standardizzazione e la stereotipizzazione delle rappresentazioni e della situazioni sociali impiegate. Come si traduce questo in termini i comportamento nel contesto della moda vestimentaria? Secondo Goffman ciò che viene mostrato in una pubblicità, viene percepito dall’uomo come una scena qualunque di vita quotidiana, infatti il suo obbiettivo è quello di essere iper-ritualizzata e leggibile immediatamente. La realtà che viene descritta nelle pubblicità è semplificata in modo tale che tutti possano sentirsi come lo sponsorizzatore del prodotto, perciò vengono utilizzati degli escamotage per attirare l’attenzione dello spettatore, possono mostrarci un insieme d’immagini non necessariamente legate al prodotto, ma che conferiscono valore aggiunto al brand. La realtà mostrata nelle pubblicità è estremamente semplificata in modo che chiunque possa rivedersi nel fruitore del prodotto che si sta sponsorizzando, e che il messaggio sia rapido.All’interno del contesto “moda” questa iper-ritualizzazione si pone all’antitesi dell’androginìa, quindi all’opposto di ciò che spesso Saint Laurenth ha mostrato sulle sue passerelle volendo al contrario accentuare il tema della parità di genere; l’iper-ritualizzazione nella moda la possiamo attribuire ad abiti femminili che sottolineano l’eleganza e le forme di una donna, o che al contrario nel caso di un uomo ne evidenzino la mascolinità, un esempio possono essere le pubblicità Dolce e Gabbana in cui la donna viene ritratta sempre come una femme fatale e l’uomo come seduttore. INDUSTRIA 169)Indica quali sono stati i principali cambiamenti nell'industria della moda dall'inizio del processo di industrializzazione a oggi.

Il processo di Industrializzazione porta ad un cambiamento radicale in meno di 250 anni. Durante la rivoluzione industriale il primo settore a subire dei cambiamenti e quello tessile, migliorano e si velocizzano le tecniche di produzione e aumentano le produzioni di materie prime e quindi degli oggetti realizzati. In questo periodo emerge la classe sociale borghese che era composta da industriali, imprenditori e mercanti i quali diventano i nuovi modelli d’ispirazione, togliendo questa visibilità alla classe nobiliare, grazie a loro nascono nuovi stili e vengono prodotti nuovi tipi di stoffe. Si assegna più importanza all’apparire piuttosto che all’essere, emblema di questa corrente di pensiero è la figura del Dandy. Inoltre Intorno al 1800 nasce la Haute Couture, con il primo Couturier, ovvero Charles Frederick Worth che introduce l’uso del carta modello, l’utilizzo del sosia ossia un modello in carne e ossa con la stessa fisionomia dell’acquirente e il triplo profitto, ovvero comprare le stoffe direttamente dalle industrie e li rivendeva insieme agli abiti; nascono nuove figure lavorative come testimonial per diffondere le tendenze e i sarti di tutto il mondo cercano di riprodurre gli abiti di corte. Diventa di moda per le donne indossare il corsetto e le gonne a campana mentre l’uomo adotta uno stile ispirandosi a quello elegante inglese. La produzione diventa serica anziché laniera e l’artigiano si sposta a lavorare all’interno delle fabbriche per occuparsi di decori e riparazioni. Nel 1850 con l’apertura dei grandi magazzini inizia l’industria della moda, al loro interno, ogni capo d’abbigliamento, oggetto o accessorio è accessibile e alla portata di tutti. Nel 1868 viene introdotto il marchio di fabbrica, utilizzato in principio a titolo informativo e successivamente diventa strumento per la costruzione di un target, che faceva crescere il valore dei prodotti. Nasce la figura del fashion designer che oltre ad essere un disegnatore diventa un progettista ed un imprenditore, durante la guerra vi è una semplificazione dello stile, e comincia a prediligersi l’abito informale; ed è proprio questo il periodo in cui Coco Chanel inizia a distinguersi grazie ai suoi disegni semplici e ai suoi capi innovativi, ancora di tendenza ed è il motivo per cui viene ricordata come una dei più grandi fashion designer di tutti i tempi. Nel XX nascono le riviste di moda, uno dei simboli della società del consumo, diventano le nuove vetrine per le tendenze che mutano sempre più velocemente.

Con la Haute Couture nasce la figura del Couturier, ed il primo è Charles Frederick Worth, assunto alla corte francese, introduce innovazioni quali il carta modello, l’utilizzo del sosia (un modello in carne e ossa con la stessa fisionomia dell’acquirente) e il terzo profitto, ovvero comprare le stoffe direttamente dalle industrie e li rivendeva insieme agli abiti. Nascono nuovi mestieri lavorativi ovvero i testimonial che si occupavano di diffondere le nuove tendenze e i sarti che cercano di riprodurre gli abiti di corte, grazie a questa innovazione nella comunicazione e all’industrializzazione si da il via alla produzione di massa. 173)Si riconsideri lo sviluppo della moda in relazione all'industrializzazione: quale funzione svolge la figura del dandy in questo processo? Grazie alla rivoluzione industriale si raggiunge un nuovo benessere legato alle tecniche di produzione, all’utilizzo di maggiori tessuti, molto variabili tra di loro e all’utilizzo di nuovi e vari materiali. In questo periodo si prestava molta importanza all’apparire piuttosto che all’essere di una persona perciò era molto importante indossare capi di tendenza per dimostrare la propria appartenenza a un target elevato. Nasce dunque intorno al 1700 in Gran Bretagna la figura emblema di questo concetto ovvero il Dandy, che diventerà un simbolo e un riferimento per la moda e lo stile maschile. Si diffonderà poi nel resto d’Europa questa figura che poneva il suo interesse nell’apparire raffinato ed elegante, diversamente dalla moda di quel momento che utilizzava l’abbigliamento per identificare un target d’appartenenza sociale. Il primo dandy fu Lord Brummel, il quale scrisse “the book of fashion” nel quale divulga consigli per essere un dandy perfetto.Gli artisti Bohemien in Francia si appropriano di questo stile d’abbigliamento come manifesto del loro estro, purtroppo però questo stile verrà un po’ perso durante la guerra, poiché concetti come l’apparire e l’eleganza passeranno in secondo piano e verrà prediletto l’abbigliamento casual. 186) Quale convergenza di fattori ha storicamente determinato il business della moda così come lo conosciamo oggi? Durante la rivoluzione industriale nasce il business della moda che si sviluppa successivamente in modo molto veloce fino a diventare come lo conosciamo oggi. Grazie alla curiosità dell’uomo, la possibilità di viaggiare

e l’industrializzazione, vengono trattati nuovi tessuti, a sviluppare nuove tecniche di produzione e nuove tecniche di comunicazione. Nel 1800 nasce la Haute Couture, con il primo Couturier, Charles Frederick Worth che introduce l’uso del carta modello, l’utilizzo del sosia (un modello in carne e ossa con la stessa fisionomia dell’acquirente) e il triplo profitto, ovvero comprare le stoffe direttamente dalle industrie e li rivendeva insieme agli abiti; vengono introdotte figure celebri come testimonial per diffondere le tendenze e i sarti di tutto il mondo cercano di riprodurre gli abiti di corte. La donna indossa il corsetto e la gonna a campana, mentre l’uomo si ispira allo stile elegante inglese; si passa dalla produzione a laniera a quella serica e l’artigiano comincia a lavorare in fabbrica per decori e riparazioni. Nel 1850 con l’apertura dei grandi magazzini inizia l’industria della moda, al loro interno, ogni capo d’abbigliamento, oggetto o accessorio è accessibile e alla portata di tutti. Nel 1868 viene introdotto il marchio di fabbrica, utilizzato in principio a titolo informativo e successivamente diventa strumento per la costruzione di un target, che faceva crescere il valore dei prodotti. Nasce la figura del fashion designer che oltre ad essere un disegnatore diventa un progettista ed un imprenditore, durante la guerra vi è una semplificazione dello stile, e comincia a prediligersi l’abito informale; ed è proprio questo il periodo in cui Coco Chanel inizia a distinguersi grazie ai suoi disegni semplici e ai suoi capi innovativi, ancora di tendenza ed è il motivo per cui viene ricordata come una dei più grandi fashion designer di tutti i tempi. Nel XX nascono le riviste di moda, uno dei simboli della società del consumo, diventano le nuove vetrine per le tendenze che mutano sempre più velocemente. Oggi invece il fashion designer è un imprenditore a tutti gli effetti, compie indagini di mercato, studia le tendenze passate e presenti, analizza la ciclicità della moda facendo previsioni 18/24 mesi prima dell’uscita delle linee. 188) Descrivi l'industria della moda e spiega in che senso è da intendersi come un'industria culturale. La moda può essere considerata anche un fenomeno culturale in quanto è influenzata nel corso del tempo dai vari periodi storici, dalle etnia, dalle classi sociali. Secondo Hirsch i flussi commerciali all’interno dell’industria si possono dividere in diverse fasi ovvero: iniziano dai creatori i cui input (posto che superino un primo filtro d’analisi), vengono recepiti dai manager, che li trasformano in prodotto. Attraverso i media questo

177) Spiega in che misura le regole delle politiche della moda sul posto di lavoro sembrano le uniche ad aver resistito alla frammentazione di stile e alla personalizzazione che il design di moda incontra negli scenari attuali. All’interno di un posto di lavoro solitamente non è importante il concetto di moda in se, poiché esistono delle regole predefinite che mirano più al ruolo che si ricopre piuttosto che alla propria personalità; si cerca quindi di rappresentare un’identità di gruppo piuttosto che quella individuale. Tim Edwards suddivide l’abbigliamento sul posto di lavoro in tre categorie: la prima, riguarda quei settori lavorativi in cui l’abbigliamento ha una pura funzione pratica (comunicare la propria posizione in carriera o proteggersi dai pericoli nei quali ci si può imbattere), ed è il caso delle uniformi (forze armate, pompieri, medici, ecc...); la seconda categoria riguarda quei luoghi di lavoro in cui si predilige una tipologia di stile piuttosto che un’altra per una questione di formalità (uffici, banche e luoghi pubblici) in cui anche se vi è un minimo di libertà di espressione del gusto personale, ci si deve mantenere all’interno di canoni estetici, come ad esempio giacca e cravatta per gli uomini o tailleur per le donne; nella terza categoria si ha un ribaltamento della precedente, riguarda quei posti di lavoro in cui non è necessario un dress code e che prediligono un abbigliamento informale, ed è il caso di industrie creative o professioni a stretto contatto con il pubblico. 182) Quali sono i punti di forza e le debolezze dell'analisi della moda negli approcci: a. antropologico, b. economico, c. sociologico, d. di storia del costume? I punti di forza e le debolezze dell’analisi della moda sono: a) a livello antropologico l’analisi della moda, è uno studio comparativo che guarda alla moda come a quella capacità che l’uomo ha appreso nel corso della sua evoluzione, la debolezza dell’analisi antropologica è che studia una serie di elementi caratterizzanti dell’essere umano ma non studia l’abito. b) dal punto di vista economico l’analisi della moda ha come punto di forza lo studio di come questo settore faccia girare l’economia dei paesi, la debolezza è lo spreco e il consumismo o consumo vistoso, acquistare un bene non significa averne bisogno ma avere bisogno di ostentare la propria capacità economica.

c) L’analisi della moda da un punto di vista sociologico, studia i fenomeni dell’evoluzione della moda, analizzandone il rapporto causa.effetto, la debolezza di questo tipo di studio è che la ricerca viene fatta su una società e non sull’individualità. d) L’analisi della moda dal punto di vista della storia del costume, come punto di forza vediamo come il fattore tempo sia determinante, e che ritragga la moda come un fenomeno in continua evoluzione, la debolezza di questo tipo di studio è che riusciamo a capire quale personaggio ha indossato quel costume ma non cosa significhi. 187) Quali sono le principali tipologie culturali della moda riferite all'uso dell'abito come strumento per la creazione di identità? Grazie alla moda possiamo risalare alla classe sociale degli individui, alla loro cultura, etnia e alla sua personalità. Secondo Veblen alla base di questo concetto si trova l’aspetto economico, secondo lui il capo firmato viene indossato per ostentare la propria ricchezza e la propria disponibilità economica. L’abito però può anche essere utilizzato per creare un’identità anche non connessa direttamente alla propria cultura, ne è l’esempio il fatto che i politici asiatici, utilizzino l’abito elegante occidentale come segno di responsabilità e senso per gli affari. Nonostante quindi la moda sia solitamente considerata un fenomeno legato all’estetica e alla superficialità, viene comunque associata a temi differenti, culturali (o politici in questo caso), per creare delle identità collettive. 189) Perché la tendenza recente all'uso del velo fra le donne islamiche è tanto controversa? A causa di una deduzione tratta da uno scritto del Corano di Maometto, la donna islamica per fede è obbligata ad indossare il Burqa anche se non vi è alcuna traccia di questa “imposizione” negli altri testi sacri più antichi.Molte persone sono in disaccordo sul fatto di coprire in pubblico il volto della donna, in quanto la maggior parte dei testi sacri riporta scritture in cui si debba coprire ogni parte del corpo escluso volto, mani e piedi. L’islam tradizionalista sostiene che il rispettare l’uso del Burqa significhi manifestare una vita conforme al Corano che impone modestia

202) Le pratiche di consumo sono condizionate da molti fattori, fra questi un ruolo di rilievo è giocato dalla pubblicità, che ruolo svolge questa nel caso particolare della moda? Spiega utilizzando esempi della realtà. Secondo Goffman ciò che viene mostrato in una pubblicità, viene percepito dall’uomo come una scena qualunque di vita quotidiana, infatti il suo obbiettivo è quello di essere iper-ritualizzata e leggibile immediatamente. La realtà che viene descritta nelle pubblicità è semplificata in modo tale che tutti possano sentirsi come lo sponsorizzatore del prodotto, perciò vengono utilizzati degli escamotage per attirare l’attenzione dello spettatore, possono mostrarci un insieme d’immagini non necessariamente legate al prodotto, ma che conferiscono valore aggiunto al brand. Esempi di campagne pubblicitarie sono quelle benetton, spesso provocatorie contro la distinzione razziale o di genere e che la maggior parte delle volte non mostrano nemmeno i capi da pubblicizzare; la pubblicità del profumo Kenzo Word che vede la protagonista ballare in maniera non convenzionale, vestita in abito da sera all’interno di un palazzo nobiliare, trasmette il senso di ribellione e sicuramente attira l’attenzione di chi sta guardando; un’altra trovata pubblicitaria può essere quella di affidarsi a celebrities di spessore: l’ultima pubblicità della L’ancome ne è un esempio; vede Chiara Ferragni come testimonial, essendo una delle influenze più famose e seguite al mondo sicuramente canalizzerà l’attenzione degli spettatori su di lei e il prodotto che sta utilizzando. ALTRO: 161)Prospettiva della postmodernità vs. prospettiva psicologica: analogie e differenze. La prospettiva postmoderna permette di analizzare la società di consumo studiando la l’autoparodia. La prospettativa psicologica vede l’abito proprio come parte di un codice psicologico; Flugel analizza questo punto di vista che lega il vestirsi a delle funzioni di base: protezione (l’abbigliamento come copertura dai pericoli); pudore (copertura delle nudità); esibizione (riguardante l’abito che si indossa, che dà espressione di se stessi, quindi del SELF). Entrambe le prospettive considerano la moda una forma d’espressione, ma mentre la prima si basa su

un’esperienza o uno scenario collettivo, l’ultima è concentrata sul singolo individuo. 162)Spiega come lo studio della moda dei bambini si lega a una serie di fattori che influiscono sullo sviluppo delle ricerche su come tale fenomeno debba essere interpretato, riguardo al ruolo dei bambini come attori sociali e alle metodologie di indagine. La moda per bambini si sta sempre più orientando verso l’alta moda, grazie alle celebrities che rappresentano importanti fonti di stile e quindi d’ispirazione. Rappresenta il mercato più piccolo al momento, anche se è in crescita, è ancora in dubbio se inserire la categoria dei bambini tra quella dei consumatori attivi piuttosto che tra quella dei consumatori passivi. Potrebbero essere definiti consumatori attivi in quanto grazie alla tecnologia e ai social sono costantemente aggiornati sulle tendenze e sono in grado di sviluppare capacità decisionali riguardanti la moda. D'altra parte non hanno un potere economico però questo li rende consumatori incompleti più che consumatori passivi. Anche i genitori iniziano ad avere un approccio diverso alla moda per bambini, vogliono abiti trendy che ricordino molto quelli degli adulti, in modo da poter far apparire i loro bambini come dei mini adulti, volendo anche delle versioni in miniatura di loro stessi. 162)Spiega come le relazioni fra consumo di moda e fenomeno della celebrità giochino un ruolo cruciale in una prospettiva post-modernista. In una prospettiva post-modernista che analizza la società di consumo sfruttando nuove strategie di comunicazione nel tentativo di catturare l’essenza di una figura tramite la moda, le celebrities, personaggi magnetici e altamente carismatici che si nutrono di ammirazione, diventano lo strumento più adatto per rendere gli articoli altamente desiderabili. A partire dagli anni 80 ’ essere continuamente aggiornati sulle tendenze e sui marchi più in voga, diventa quasi un’ossessione e un argomento alla portata di tutti, grazie alla diffusione dei mass media e adesso anche al fast fashion il cittadino può trovare alla sua portata varietà infinite di capi alla moda. 163)Prospettiva psicologica vs. interazionismo simbolico: punti di contatto e differenze fondamentali

soggetto o di quella del luogo in cui si trova e al suo genere e in caso ce ne fossero a sue disabilità. 174)Che cosa ha significato il dandy: Ha rappresentato una figura di trasformazione o di adattamento alle nuove forme del vestire maschile? Grazie alla rivoluzione industriale si raggiunge un nuovo benessere legato alle tecniche di produzione, all’utilizzo di maggiori tessuti, molto variabili tra di loro e all’utilizzo di nuovi e vari materiali. In questo periodo si prestava molta importanza all’apparire piuttosto che all’essere di una persona perciò era molto importante indossare capi di tendenza per dimostrare la propria appartenenza a un target elevato. Nasce dunque intorno al 1700 in Gran Bretagna la figura emblema di questo concetto ovvero il Dandy, che diventerà un simbolo e un riferimento per la moda e lo stile maschile. Si diffonderà poi nel resto d’Europa questa figura che poneva il suo interesse nell’apparire raffinato ed elegante, diversamente dalla moda di quel momento che utilizzava l’abbigliamento per identificare un target d’appartenenza sociale. Il primo dandy fu Lord Brummel, il quale scrisse “the book of fashion” nel quale divulga consigli per essere un dandy perfetto.Gli artisti Bohemien in Francia si appropriano di questo stile d’abbigliamento come manifesto del loro estro, purtroppo però questo stile verrà un po’ perso durante la guerra, poiché concetti come l’apparire e l’eleganza passeranno in secondo piano e verrà prediletto l’abbigliamento casual. 175) Qual è stato il ruolo della classe media durante la Rivoluzione industriale? Perché e come si è instaurato un legame fra tale gruppo sociale e il fenomeno della moda? Gli imprenditori e i mercanti durante la rivoluzione industriale formano la classe sociale media. All'interno della società si conferisce molto valore all’innovazione, alle nuove tecniche di produzione, all’utilizzo di nuovi materiali, arrivati grazie ai viaggi mercantili, grazie a questo gli industriali avanzano socialmente. La civiltà comincia ad essere incuriosita da tutto ciò che proviene da altre culture, ed essendo alla base dell’avanzamento sociale, sono proprio

coloro che contribuiscono a questa innovazione ad essere di ispirazione di stile e non più l’aristocrazia. 176) Spiega come le riviste sono strumenti per la promozione della dimensione domestica e della gestione della vita quotidiana, inoltre veicolano e rinforzano ideali specifici di femminilità, aspetto fisico, presentazione del self. La moda si è sempre trasmessa e divulgata grazie a varie fonti d’informazione utilizzate per comunicare gli stili più all’avanguardia, per migliorarne la diffusione, i mezzi utilizzati per questo processo si sono evoluti. Inizialmente le mode venivano divulgate attraverso i ritratti dei nobili, lo stile aristocratico, che variava di luogo in luogo, veniva così diffuso, in seguito nacquero le incisioni le quali rispetto ai dipinti potevano circolare più velocemente per tutta l’Europa e trasmettevano anche un’idea dello stile di vita del tempo raffigurato. Grazie alle innovazioni tecnologiche tra i quali la fotografia e immagini potevano diffondersi in modo sempre più veloce e potevano apparire simultaneamente in molti posti. Successivamente nacquero le riviste, dove le immagini venivano riprodotte, questo strumento divenne un mezzo di comunicazione importantissimo perché era molto fruibile in qualsiasi luogo e trasmetteva concetti di femminilità, di nuovi stili di vita e nuovi tipi di civiltà. Un punto debole delle riviste però riguarda le critiche mosse in quanto gli steretipi di donna-oggetto che divulgavano spesso comportavano disturbi alimentari o del comportamento alle lettrici, fornendo una visione sbagliata della figura della donna all’interno della società Vogue è stata la più influente tra queste, ed è ancora oggi una delle più importanti del settore. 177) Spiega in che misura le regole delle politiche della moda sul posto di lavoro sembrano le uniche ad aver resistito alla frammentazione di stile e alla personalizzazione che il design di moda incontra negli scenari attuali. All’interno di un posto di lavoro solitamente non è importante il concetto di moda in se, poiché esistono delle regole predefinite che mirano più al ruolo che si ricopre piuttosto che alla propria personalità; si cerca quindi di rappresentare un’identità di gruppo piuttosto che quella individuale.

Veblen invece identifica un aspetto economico alla base, ad esempio chi indossa un capo firmato lo fa per ostentare la sua ricchezza e disponibilità economica. Nonostante quindi la moda sia solitamente considerata un fenomeno legato all’estetica e alla superficialità è anche considerato un meccanismo di regolazione dell’ordine sociale. 180) Confronta due tipologie di subculture (goth e hippy, punk e biker, ecc.), cercando di identificare come le due subculture adottino modalità distintive di usare dell'abbigliamento come parte delle proprie pratiche subculturali. Confronto la subcultura Punk con quella Hippy, bisogna affermare che la moda comunica l’appetenza sociale e l’identità di un individuo, questo concetto ha sempre dato origine a movimenti d’opposizione, guidati anche da tematiche sociali, politiche e culturali. Due esempi possono essere lo stile PUNK o lo stile HIPPY, mettendoli a confronto possiamo notare che entrambe si basano su un concetto comune, ovvero il rifiuto per qualsiasi forma di autoritarismo, di cultura e di controllo imposto dalla società; i primi prediligevano un atteggiamento di ribellione e un aspetto aggressivo, mentre i secondi un approccio pacifista e puntavano alla libertà d’espressione. L’abbigliamento punk era caratterizzato da vestiti strappati, catene al collo, piercing, tatuaggi, creste e ciuffi colorati, mentre l’abbigliamento Hippy era caratterizzato da stoffe di colori vivaci, Jeans (che da capo d’abbigliamento solitamente utilizzato per lavorare, fecero diventare casual) e riempivano il loro corpo di accessori, braccialetti colorati, piume e cordoncini di fiori a simboleggiare la pace e il legame con la natura. 181) In che modo si spiega l'ascesa di Parigi al ruolo di capitale della moda durante il diciannovesimo secolo? La prima capitale della moda è stata Parigi, in quel periodo il punto di riferimento per la moda era Luigi XIV, portò tutti i nobili a vivere nella Reggia di Versailles e impose uno stile vestimentario per ciascun rango. Con la nascita della Haute Couture nasce anche la figura del Couturier, il primo è Charles Frederick Worth, assunto alla corte francese, introduce innovazioni quali il carta modello, l’utilizzo del sosia (un modello in carne e ossa con la stessa fisionomia dell’acquirente) e il terzo profitto, ovvero

comprare le stoffe direttamente dalle industrie e li rivendeva insieme agli abiti. Nascono nuove mansioni tra cui quella del testimonial che aveva il compito di diffondere le tendenze e i sarti di tutto il mondo cercano di riprodurre gli abiti di corte, grazie a questa innovazione nella comunicazione e all’industrializzazione si da il via alla produzione di massa. Oggi Parigi continua ad essere una delle capitali più importanti della moda, in cui almeno due volte l’anno gli stilisti più famosi tengono le loro sfilate; è anche la casa Natale di case importanti come Dior, Chanel, Yves Saint Lauren. La moda francese continua a distinguersi oggi per il suo stile Chic ed Elegante.

  1. Quali sono le questioni fondamentali della teoria di H. Blumer? Le questioni fondamentali della teoria di Blumer si riassumono in tre caratteri principali:
  1. Uniformità - ovvero come si deve fare, essere, apparire
  2. Assicura continuità - attinge sempre dal passato e si apre al futuro
  3. Nutre e modella sensibilità e gusti comuni. La moda deve quindi uniformare la società, indicando come bisogna vestirsi, come bisogna essere e apparire, garantisce quindi una continuità e una ciclicità perché si studia il passato e il presente per progettare il futuro che nutre e modella la sensibilità dei gusti comuni. La modaè alla ricerca della perfezione collettiva. 185) Argomenta con esempi, quale ruolo svolgono le celebrità all'interno del sistema della moda. Le celebrità sono modelli di riferimento e di influenza per la diffusione delle mode. Le prime celebrità risalgono alla Haute Couture. Sono persone dotate di particolare carisma e influenza sul pubblico e che vengono posti al centro dell’attenzione per promuovere tendenze e stili di vita. Oggi la figura dell’influencer ne è l’esempio. Rojek individua i fattori specifici che hanno contribuito allo sviluppo del fenomeno delle Celebrities. Economico e strutturalista perché le Celebrities sono facce dell’industria culturale attraverso le quali vengono aumentati i profitti.