Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Sandro Botticelli e la Primavera, Appunti di Educazione artistica

La biografia di Sandro Botticelli, artista rinascimentale fiorentino, e l'analisi dell'opera La Primavera, dipinta per Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici. Si descrivono le tecniche artistiche utilizzate da Botticelli, la sua formazione nella scuola fiorentina e l'influenza delle teorie neoplatoniche e di Fra Girolamo Savonarola sulla sua produzione artistica. L'opera La Primavera viene analizzata nei suoi dettagli e interpretazioni, con particolare attenzione alle figure femminili e alla leggerezza che simboleggiano.

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 05/08/2022

letizia-meregalli
letizia-meregalli 🇮🇹

12 documenti

1 / 4

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
SANDRO BOTTICELLI
Sandro Filipepi è il nome di battesimo di Sandro Botticelli denominato in questo modo in relazione forse al
soprannome attribuito al fratello un po’ in carne, che poi si è tramandato a lui.
Botticelli nasce nel 1445 a Firenze. Nella sua formazione c’è un periodo nella bottega di Andrea de Verrocchio.
In quel periodo le botteghe erano delle scuole nelle quali i giovanissimi ragazzi svolgevano i lavori più umili;
preparavano i pigmenti colorati, pulivano ecc però allo stesso tempo riuscivano ad acquisire tutte le tecniche
dei maestri. Queste tecniche appartenevano alla famosa scuola fiorentina che non è intesa come edificio, ma
come insieme di idee. Per avere una scuola vera e propria sii deve aspettare il 500 anno in cui Giorgio Vasari
aprì la prima scuola del disegno a Firenze.
Botticelli si spostò a Roma dove gli saranno commissionati numerosi affreschi all’interno della Cappella
Sistina. Ad un certo punto a Firenze si diffondono le idee di Fra Girolamo Savonarola, un frate molto chiassoso
che va contro la Chiesa e i signori corrotti della città. Si fa molti nemici soprattutto perché accoglie intorno a
grandi folle di persone che iniziano a dubitare degli esponenti più in vista delle città. Il frate sarà inquisito
e morirà. Le idee di Fra Girolamo influenzeranno molto Sandro che in passato aveva trattato dei soggetti
mitologici, quindi pagani. Infatti è a lui che dobbiamo un certo ritorno al passato perché durante il Medioevo
erano stati dipinti per lo più elementi sacri. Dopo l’influenza del Savonarola la sua religiosità sboccia tanto che
abbandonerà del tutto i soggetti mitologici per affidarsi alla realizzazione di oggetti sacri.
Subirà anche l’influenza delle teorie neoplatoniche. I neoplatonici sostengono che la bellezza e l’amore siano
i motori del mondo. La bellezza non è intesa soltanto in modo esteriore ma anche interiore, morale. Una
bellezza fatta di educazione, cultura e buone maniere. Recupero dell’Humanitas dell’inizio Rinascimento.
Favorire nella cultura personale le materie umanistiche che insegnano appunto questi caratteri che poi
conducono ad un atteggiamento amorevole nei confronti degli altri.
Tecnica
Come un bravo artista fiorentino sostiene che il disegno sia fondamentale perché si diffonde la concezione che
l’idea sia superiore alla realtà. Grazie a lui abbiamo l’elevazione del disegno. Riconosce al disegno una propria
valenza indipendentemente dalla pittura e in questo è molto innovativo. Giudicato favorevolmente da Vasari.
Il disegno consiste nel realizzare la linea di contorno delle figure, la cosiddetta linea di circumscrizione, che
serve a staccare la figura dallo sfondo. Proprio la figura è importante per Sandro perché non è interessato al
paesaggio, tanto che ci saranno sfondi non pertinenti alla figura.
Ci propone anche dei modelli, difatti costruisce un vero e proprio modello, volto che poi ripropone simile in
tutte le sue opere. (Testa d’angelo). Spesso usa questo tipo di volto dove i tratti sono molto delicati. Un volto
bello, perfetto dal punto di vista delle proporzioni dove ci sono i capelli chiari, gli occhi azzurri, uno sguardo
pensoso e l’espressione dolce.
LA PRIMAVERA (Firenze, Galleria degli Uffizi)
La primavera venne dipinta circa nel 1475. Una tavola dipinta che assumerà il nome “Primavera quando
Giorgio Vasari potrà ammirarla e pronuncerà una frase con questa parola (et così un’altra Venere, che le Grazie
la fioriscono dinotando la primavera). Il committente è Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cioè il cugino di
Lorenzo il Magnifico, che intende esporla nella propria residenza.
Anche questa è un’opera piuttosto enigmatica, difficile da interpretare. Questo deriva dalla volontà del
committente che intendeva mettersi d’accordo con l’artista in modo da scegliere un soggetto nell’insieme e
poi farselo spiegare dal pittore per fare bella figura con gli ospiti. In realtà è un soggetto che diventerà anche
pedagogico. Infatti il maestro lo comporrà per insegnare al committente le cosiddette buone maniere; pare che
il cugino del Magnifico non fosse così colto come il Magnifico e non possedesse questo grande amore per
l’arte, come altro tipo di cultura. Quindi sfrutta questo dipinto per insegnargli qualcosa.
È esposto nella sala del Botticelli alla galleria degli Uffizi e si legge da destra a sinistra.
pf3
pf4

Anteprima parziale del testo

Scarica Sandro Botticelli e la Primavera e più Appunti in PDF di Educazione artistica solo su Docsity!

SANDRO BOTTICELLI

Sandro Filipepi è il nome di battesimo di Sandro Botticelli denominato in questo modo in relazione forse al soprannome attribuito al fratello un po’ in carne, che poi si è tramandato a lui. Botticelli nasce nel 1445 a Firenze. Nella sua formazione c’è un periodo nella bottega di Andrea de Verrocchio. In quel periodo le botteghe erano delle scuole nelle quali i giovanissimi ragazzi svolgevano i lavori più umili; preparavano i pigmenti colorati, pulivano ecc però allo stesso tempo riuscivano ad acquisire tutte le tecniche dei maestri. Queste tecniche appartenevano alla famosa scuola fiorentina che non è intesa come edificio, ma come insieme di idee. Per avere una scuola vera e propria sii deve aspettare il 500 anno in cui Giorgio Vasari aprì la prima scuola del disegno a Firenze. Botticelli si spostò a Roma dove gli saranno commissionati numerosi affreschi all’interno della Cappella Sistina. Ad un certo punto a Firenze si diffondono le idee di Fra Girolamo Savonarola, un frate molto chiassoso che va contro la Chiesa e i signori corrotti della città. Si fa molti nemici soprattutto perché accoglie intorno a sé grandi folle di persone che iniziano a dubitare degli esponenti più in vista delle città. Il frate sarà inquisito e morirà. Le idee di Fra Girolamo influenzeranno molto Sandro che in passato aveva trattato dei soggetti mitologici, quindi pagani. Infatti è a lui che dobbiamo un certo ritorno al passato perché durante il Medioevo erano stati dipinti per lo più elementi sacri. Dopo l’influenza del Savonarola la sua religiosità sboccia tanto che abbandonerà del tutto i soggetti mitologici per affidarsi alla realizzazione di oggetti sacri. Subirà anche l’influenza delle teorie neoplatoniche. I neoplatonici sostengono che la bellezza e l’amore siano i motori del mondo. La bellezza non è intesa soltanto in modo esteriore ma anche interiore, morale. Una bellezza fatta di educazione, cultura e buone maniere. Recupero dell’Humanitas dell’inizio Rinascimento. Favorire nella cultura personale le materie umanistiche che insegnano appunto questi caratteri che poi conducono ad un atteggiamento amorevole nei confronti degli altri. Tecnica Come un bravo artista fiorentino sostiene che il disegno sia fondamentale perché si diffonde la concezione che l’idea sia superiore alla realtà. Grazie a lui abbiamo l’elevazione del disegno. Riconosce al disegno una propria valenza indipendentemente dalla pittura e in questo è molto innovativo. Giudicato favorevolmente da Vasari. Il disegno consiste nel realizzare la linea di contorno delle figure, la cosiddetta linea di circumscrizione, che serve a staccare la figura dallo sfondo. Proprio la figura è importante per Sandro perché non è interessato al paesaggio, tanto che ci saranno sfondi non pertinenti alla figura. Ci propone anche dei modelli, difatti costruisce un vero e proprio modello, volto che poi ripropone simile in tutte le sue opere. ( Testa d’angelo). Spesso usa questo tipo di volto dove i tratti sono molto delicati. Un volto bello, perfetto dal punto di vista delle proporzioni dove ci sono i capelli chiari, gli occhi azzurri, uno sguardo pensoso e l’espressione dolce. LA PRIMAVERA (Firenze, Galleria degli Uffizi) La primavera venne dipinta circa nel 1475. Una tavola dipinta che assumerà il nome “Primavera” quando Giorgio Vasari potrà ammirarla e pronuncerà una frase con questa parola ( et così un’altra Venere, che le Grazie la fioriscono dinotando la primavera ). Il committente è Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cioè il cugino di Lorenzo il Magnifico, che intende esporla nella propria residenza. Anche questa è un’opera piuttosto enigmatica, difficile da interpretare. Questo deriva dalla volontà del committente che intendeva mettersi d’accordo con l’artista in modo da scegliere un soggetto nell’insieme e poi farselo spiegare dal pittore per fare bella figura con gli ospiti. In realtà è un soggetto che diventerà anche pedagogico. Infatti il maestro lo comporrà per insegnare al committente le cosiddette buone maniere; pare che il cugino del Magnifico non fosse così colto come il Magnifico e non possedesse questo grande amore per l’arte, come altro tipo di cultura. Quindi sfrutta questo dipinto per insegnargli qualcosa. È esposto nella sala del Botticelli alla galleria degli Uffizi e si legge da destra a sinistra.

Innanzitutto è presente uno sfondo azzurrino, quindi quasi inesistente con degli alberi d’arancio. Tutto viene costruito e strutturato come se fosse una scena teatrale. Da destra è presente una rappresentazione di personaggi mitologici. Il personaggio azzurrino che è Zefiro, il dio del vento primaverile che soffia da ponente. Zefiro rapisce la ninfa della terra Clori e dalla passione di queste due figure nasce Flora, la personificazione della primavera ovvero la fanciulla dall’abito fiorato. Botticelli raffigura per due volte la Primavera, sia come Clori che come Flora. Spostando verso l’asse di simmetria in secondo piano c’è Venere che è la dea dell’amore e della bellezza, che si riferisce alle teorie neoplatoniche. È rappresentata come se fosse collocata in una nicchia dai rami piegati degli alberi di mirto, a lei sacri. In alto, sopra Venere, si trova Cupido che sta per scagliare una freccia contro una delle tre Grazie. Le tre grazie erano le ancelle di Venere, sempre presenti nei racconti e simboli della castità, della bellezza e dell’amore. L’ultimo personaggio sulla destra è Mercurio che con il suo caduceo ( verga alata con due serpenti attorcigliati ) sta allontanando le nuvole dal quadretto così bello, piacevole. Non esiste solo questa interpretazione ma ce ne sono più di una. È chiaro che essendo talmente enigmatica ci possono essere più interpretazioni e molti studiosi ne hanno fornite diverse. Il significato di questa opera Le figure femminili rispettano perfettamente i canoni della bellezza rinascimentale, sono un po’ più in carne rispetto alle donne attuali, sono molto leggere, leggerissime quasi come se non fossero appoggiate sul prato. Tutto riporta alla leggerezza che simboleggia un animo non funestato da peccati, colto, gentile. Questa gentilezza di intenti che si raggiunge con la cultura dell’Humanitas è quello che l’artista vuole suggerire al suo committente, anche perché tutto ciò crea una bellezza di insieme sottolineata da Venere, la dea dell’amore (filosofia neoplatonica). Inoltre per questa rappresentazione Botticelli si è ispirato anche ad un testo, cioè l’asino d’oro di Lucio Apuleio nel II secolo. In quel racconto compare Paride che è stato incaricato di scegliere la più bella tra le tre dee greche, cioè Afrodite, Era e Atena. Lui ha scelto Afrodite donandole il pomo d’oro, che consisterebbe nel pomo della vittoria e della discordia. Di conseguenza c’è la rappresentazione di Venere la dea dell’amore. Nel volto di Primavera sono presenti gli stessi lineamenti del “volto d’angelo” quindi un volto etereo con lineamenti delicati, occhi azzurri, capelli biondi e pelle bianchissima. Linea di contorno. Insieme di delicatezza dei personaggi. Fase dei soggetti mitologici. NASCITA DI VENERE (Firenze, Galleria degli Uffizi) Anche in questo caso è presente il tema mitologico, che si ricollega alla prima fase della sua vita e carriera. La Nascita di Venere ha lo stesso intento pedagogico della Primavera ed è stata eseguita tra il 1484-485 sempre per Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici. In questa tavola il soggetto presenta degli stretti legami con le Metamorfosi di Ovidio e con le Stanze di Poliziano. Il tema che Botticelli sceglie di rappresentare è quello del significato spirituale che la filosofia neoplatonica attribuiva alla bellezza (Venere); è infatti attraverso la dea che l’uomo si avvicina a Dio ed è sull’amore che l’universo pone le sue basi. Sull’asse di simmetria è presente il personaggio più importante, ovvero Venere, che è raffigurata nuda su una grande conchiglia sospinta dai venti Zefiro e Clori. Gli stessi venti la spingono a riva dell’isola di Cipro dove è raffigurata Flora nell’atto di porgerle un mantello rosso cosparso di fiori, vista la nudità della figura. I personaggi sono ben curati, in particolare i vestiti presentano dei colori intensi e disegni molto precisi. Non si è sicuri al 100% sulla natura dei personaggi vista la scelta di Botticelli di rappresentare gli enigmi. Il paesaggio non è molto curato, in modo da concentrare tutta l’attenzione dell’osservatore verso le figure. La linea di orizzonte ha il compito di dividere il mare e cielo, e ci sono delle virgolette al posto delle onde. Il tutto è molto schematizzato. Al primo sguardo il disegno di Venere appare sproporzionato perché le spalle appiano troppo spioventi, il collo troppo lungo, testa piegata in modo innaturale e il braccio sinistro presente un impossibile conformazione. Nonostante ciò crea una figura di grande fascino. La rappresentazione femminile attira molto e questo è dovuto probabilmente al suo volto, che piace tanto a Botticelli (volto delicato, capelli biondi lunghi)

Gruppo di figure in primo piano In primo piano sull’asse di simmetria è presente la Vergine con suo Figlio morto sulle ginocchia. Vestita con un mantello nero, le sue braccia ricadono inerti sul Cristo nudo e pallido che a sua volta è cinto nei fianchi dal sudario di velo trasparente su cui è disteso. La stessa Madonna è abbandonata all’indietro, con gli occhi chiusi e la testa piegata sorretta da San Giovanni. Il volto della Vergine presenta delle narici dilatate, le labbra chiuse e le sopracciglia aggrottate, esprimendo un dolore trattenuto. Il momento è molto triste, infatti rappresenta gli attimi successivi di quando Cristo è stato tolto dalla croce e deve essere messo dentro alla tomba. Di lato ci sono le pie donne che la consolano, che tengono testa e gambe di Cristo. In questo caso la composizione piramidale si sostituisce con quella di un prisma a base trapezoidale che si restringe fino alle teste dei due personaggi che affiancano Maria. Secondo piano In secondo piano sono rappresentate altre figure. A destra è presente San Pietro che regge una chiave (simbolo della chiave del Paradiso) mentre a sinistra altre 2 figure, ovvero San Paolo con una spada perché viene convertito sulla via di Damasco a fianco di San Girolamo. In genere questa figura è rappresentata in 2 modi. Lui è un dotto della chiesa (ha tradotto la Bibbia dal latino al greco) quindi viene rappresentato o mentre legge e studia nel suo studio con un abito cardinalizio oppure viene rappresentato con una tunica, seminudo, perché è famoso per un evento della sua vita, ovvero quando ha trascorso un periodo nel deserto per espiare i suoi peccati. In questo caso lo vediamo nella seconda forma. Non è casuale che quelle 3 figure siano in 2^ piano, infatti non erano presenti nel momento reale. Però l'artista le inserisce perché ritiene che siano molto importanti per la chiesa cristiana, quindi per un senso di importanza. La particolarità di questo dipinto è il fatto che l'ingresso per la tomba è basso, architrave basso, come se Botticelli volesse ricordarci un ambiente cupo, un ambiente di morte. Importante è la presenza di aureole in prospettiva, i dischi dorati. Anche Botticelli si cimenta con il disegno della prospettiva del simbolo sacro per eccellenza. Infine i colori sono molto accessi e gli abiti drappeggiati.