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Sbobina informatica Unife, Dispense di Fondamenti di informatica

Sbobina di informatica utile per ripassare

Tipologia: Dispense

2024/2025

Caricato il 26/02/2026

ViolaBerretta
ViolaBerretta 🇮🇹

4 documenti

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Barra di stato (solo Excel): è situata nella parte inferiore del foglio di lavoro e contiene informazioni sullo stato del foglio elettronico
(«Pronto» nel nostro esempio), uno slider per regolare lo zoom e alcuni pulsanti per il layout di stampa
Un riferimento di cella NON è univoco in un foglio elettronico, nel senso non esiste una sola coppia “lettera-numero” che identifica quella
particolare posizione Questo perch il foglio consente di lavorare contemporaneamente a + fogli.
INFORMATICA
CARATTERISTICHE BASE DEL FOGLIO ELETTRONICO (MOD.1)
Un foglio elettronico è un programma applicativo che consente la gestione di dati in aree di lavoro principalmente organizzate in tabelle.
Cosa vuol dire «gestione di dati in tabelle»?
Creare una tabella
Inserire dati al suo interno
Modificare i dati qualora sia richiesto
Elaborare i dati al fine di ottenere delle valutazioni su di essi
Stampare i risultati o memorizzarli su un file
Cos’è un’area di lavoro?
L’area di lavoro è una zona delimitata di forma rettangolare in cui inserire i dati
L’area di lavoro appare come una zona del foglio elettronico di colore bianco suddivisa in righe e colonne mediante linee di colore grigio a
spessore sottile in cui posso gestire dei dati in tabelle > contiene di fatto tanti piccoli rettangoli. Ognuno di questi prende il nome di CELLA
In FOGLI
In prossimità dell’area di lavoro esistono una serie di oggetti e barre operative:
Barra del titolo: contiene il nome associato al foglio di lavoro (Vuoto in questo esempio)
Barra di accesso rapido: contiene le icone delle operazioni frequentemente usati. Per impostazione predefinita sono (in ordine):
Annulla (Undo) l’ultima operazione; Riesegui (Redo) l’ultima operazione; Stampa; Applica formattazione
Barra multifunzione: raggruppa tutti i comandi eseguibili da Google Fogli in menù dedicati che si aprono con il click del pulsante sinistro del
mouse
in EXCEL
Barra del titolo: contiene il nome associato al foglio di lavoro (Cartel1 in questo esempio)
Barra di accesso rapido: contiene le icone delle operazioni frequentemente usati. Per impostazione predefinita sono (in ordine):
Salva su file; Annulla (Undo) l’ultima operazione; Riesegui (Redo) l’ultima operazione; Cambia modalità di tocco (per tablet);
Personalizza la barra
Barra multifunzione: raggruppa tutti i comandi eseguibili in Excel
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------
Altre due importanti barre operative sono:
Barra della formula: mostra il contenuto della cella corrente e ne permette la modifica del contenuto (La cella A1 contiene 10 in questo
esempio)
La barra della formula è importantissima perché rappresenta un riferimento a ciò su cui il foglio elettronico sta operando in quel preciso istante
La barra è divisa in tre regioni:
L’indicatore della cella attiva (cella su cui il foglio elettronico sta operando)
Il pulsante Inserisci Funzione (Excel ha anche i pulsanti Annulla e Invio)
La casella di testo che mostra il contenuto della cella attiva
CELLA ATTIVA E INTERVALLI DI CELLE
Come abbiamo visto, la cella è l’elemento principale di un foglio di lavoro attorno alla quale ruotano la maggior parte delle elaborazioni dei dati
Essa è l’intersezione di una riga e di una colonna sul foglio di lavoro
Un intervallo di celle rappresenta un gruppo di celle di forma rettangolare. (Ad esempio il gruppo di celle che va dal riferimento A1 a C3 è un
intervallo)
In un foglio di lavoro ci sono tantissime celle, ma solamente UNA è la cella attiva ATTENZIONE!!! Se la cella attiva scelta conteneva già un
dato questo verrà sovrascritto dal nuovo inserimento senza alcun preavviso
Quando si seleziona una cella con un clic del mouse o spostandosi su di essa con le frecce direzionali essa si illumina con un bordo più scuro
Da quel momento quella cella diventa attiva e la lettera della sua colonna e il numero della su riga vengono evidenziati in grassetto
Nella barra della formula inoltre viene mostrato il riferimento alla cella attiva nella casella a sinistra
•Nell’angolo in basso a destra della cella attiva viene inoltre mostrato un quadratino in rilievo. Questo prende il nome di quadratino di
riempimento
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Barra di stato (solo Excel): è situata nella parte inferiore del foglio di lavoro e contiene informazioni sullo stato del foglio elettronico («Pronto» nel nostro esempio), uno slider per regolare lo zoom e alcuni pulsanti per il layout di stampa Un riferimento di cella NON è univoco in un foglio elettronico, nel senso non esiste una sola coppia “lettera-numero” che identifica quella particolare posizione Questo perch il foglio consente di lavorare contemporaneamente a + fogli.

INFORMATICA

CARATTERISTICHE BASE DEL FOGLIO ELETTRONICO (MOD.1)

Un foglio elettronico è un programma applicativo che consente la gestione di dati in aree di lavoro principalmente organizzate in tabelle. Cosa vuol dire «gestione di dati in tabelle»?

  • Creare una tabella
  • Inserire dati al suo interno
  • Modificare i dati qualora sia richiesto
  • Elaborare i dati al fine di ottenere delle valutazioni su di essi
  • Stampare i risultati o memorizzarli su un file Cos’è un’area di lavoro? L’area di lavoro è una zona delimitata di forma rettangolare in cui inserire i dati L’area di lavoro appare come una zona del foglio elettronico di colore bianco suddivisa in righe e colonne mediante linee di colore grigio a spessore sottile in cui posso gestire dei dati in tabelle —> contiene di fatto tanti piccoli rettangoli. Ognuno di questi prende il nome di CELLA In FOGLI In prossimità dell’area di lavoro esistono una serie di oggetti e barre operative:
  • Barra del titolo: contiene il nome associato al foglio di lavoro (Vuoto in questo esempio)
  • Barra di accesso rapido: contiene le icone delle operazioni frequentemente usati. Per impostazione predefinita sono (in ordine):
  • Annulla (Undo) l’ultima operazione; Riesegui (Redo) l’ultima operazione; Stampa; Applica formattazione
  • Barra multifunzione: raggruppa tutti i comandi eseguibili da Google Fogli in menù dedicati che si aprono con il click del pulsante sinistro del mouse in EXCEL
  • Barra del titolo: contiene il nome associato al foglio di lavoro (Cartel1 in questo esempio)
  • Barra di accesso rapido: contiene le icone delle operazioni frequentemente usati. Per impostazione predefinita sono (in ordine):
  • Salva su file; Annulla (Undo) l’ultima operazione; Riesegui (Redo) l’ultima operazione; Cambia modalità di tocco (per tablet); Personalizza la barra
  • Barra multifunzione: raggruppa tutti i comandi eseguibili in Excel

Altre due importanti barre operative sono: → Barra della formula : mostra il contenuto della cella corrente e ne permette la modifica del contenuto (La cella A1 contiene 10 in questo esempio) La barra della formula è importantissima perché rappresenta un riferimento a ciò su cui il foglio elettronico sta operando in quel preciso istante La barra è divisa in tre regioni:

  • L’indicatore della cella attiva (cella su cui il foglio elettronico sta operando)
  • Il pulsante Inserisci Funzione (Excel ha anche i pulsanti Annulla e Invio)
  • La casella di testo che mostra il contenuto della cella attiva CELLA ATTIVA E INTERVALLI DI CELLE Come abbiamo visto, la cella è l’elemento principale di un foglio di lavoro attorno alla quale ruotano la maggior parte delle elaborazioni dei dati Essa è l’intersezione di una riga e di una colonna sul foglio di lavoro
  • Un intervallo di celle rappresenta un gruppo di celle di forma rettangolare. (Ad esempio il gruppo di celle che va dal riferimento A1 a C3 è un intervallo)
  • In un foglio di lavoro ci sono tantissime celle, ma solamente UNA è la cella attiva ATTENZIONE !!! Se la cella attiva scelta conteneva già un dato questo verrà sovrascritto dal nuovo inserimento senza alcun preavviso
  • Quando si seleziona una cella con un clic del mouse o spostandosi su di essa con le frecce direzionali essa si illumina con un bordo più scuro
  • Da quel momento quella cella diventa attiva e la lettera della sua colonna e il numero della su riga vengono evidenziati in grassetto
  • Nella barra della formula inoltre viene mostrato il riferimento alla cella attiva nella casella a sinistra
  • Nell’angolo in basso a destra della cella attiva viene inoltre mostrato un quadratino in rilievo. Questo prende il nome di quadratino di riempimento

Cos’è un dato?

  • Un dato è un qualsiasi elemento che possa essere immagazzinato in un archivio per un suo futuro reperimento. Indipendentemente dal fatto che sia in formato informatico, multimediale, cartaceo, ecc.
  • Il grosso vantaggio è che i dati vengono immagazzinati e su di essi si possono impostare delle elaborazioni automatiche.
  • Avere inserito una formula che fa il calcolo del patrimonio netto non equivale ad inserire il valore numerico equivalente. Io sto chiedendo ad un foglio elettronico di farlo al posto mio e di mostrarmi il risultato quando ha finito → una formula è un dato inserito di fatto I TIPI DI DATO AMMESSI DAL FOGLIO ELETTRONICO- NUMERI
  • Il tipo li dato più comune in è sicuramento il formato numerico. D'altra parte i fogli elettronici o di calcolo servono a trattare numeri (specie per voi economisti ... ) •Per inserire un numero è sufficiente scegliere una cella e digitarvi il numero desiderato all'interno. Poi premete Invio sulla tastiera. Il dato si allinea a destra •Nelle versioni precedenti dei fogli elettronici quando si inseriva un numero troppo grande appariva nella cella il valore ###### (trad. non ce la faccio a mostrarlo) •Oggi invece i software adattano automaticamente la dimensione della cella o utilizzano la notazione scientifica mantissaEesponente (es. 1E+20) 10 elevato
  • UNA PRECISION E: · È anche possibile modificare manualmente la dimensione della larghezza di colonna alla quale appartiene la cella in cui si è inserito il numero •Spostando il puntatore del mouse sul bordo destro della cella contenente il riferimento di colonna il puntatore diventa una piccola linea verticale con due frecce ai lati (Excel) o una doppia freccia (Fogli) •Si può trascinare il puntatore tenendo cliccato il tasto sinistro del mouse I TIPI DI RIFERIMENTO ALLE CELLE SONO:
    • Riferimenti relativi
    • Riferimenti assoluti
    • Riferimenti misti
    • Riferimenti circolari RIFERIMENTI RELATVI
  • I riferimenti alle celle scritti come A1, B23, D4, ecc. usano la ben nota coppia «lettera (colonna)/numero (riga)»
  • Questo tipo di riferimenti prende il nome di riferimenti relativi, perché nelle formule che usano questo tipo di riferimento si «chiama» la cella in modo «relativo».
  • Significa che i riferimenti di riga e colonna vengono modificati automaticamente dal software quando si copia una formula che li utilizza in un’altra cella
  • Lo capiamo meglio con un esempio: proviamo ad usare ancora l’esempio del calcolo del patrimonio netto della società XYZ srl.
  • Ma questa volta proviamo a copiare la formula dalla cella C6 alla cella D
  • Come vedete il risultato della formula è 0,00€. La cella D6 infatti contiene la formula =D3-D4 e non quella che ho copiato
  • La spiegazione è che nella cella C6 il foglio elettronico interpreta la formula come:
  • «qui devo fare la differenza fra la cella che sta tre righe sopra con quella due righe sopra (C3 e C4 nell’esempio)»
  • Per mantenere lo stesso significato «relativo» in D6 il software copia lo stesso comportamento RIFERIMENTI ASSOLUTI
  • L’uso dei riferimenti assoluti serve per «bloccare» il riferimento a una cella in modo che in caso di copia e incolla non si modifichi il suo riferimento
  • Per rendere un riferimento da relativo ad assoluto (sia per la riga che per la colonna) si utilizza il simbolo $ ($A$1 significa un riferimento assoluto alla cella A1)
  • Se avessimo una formula nella cella A3 scritta come =$A$1A2 e la copiassimo nella cella B3 il contenuto di tale cella sarebbe =$A$1B RIFERIMENTI MISTI
  • In fondo abbiamo detto che il simbolo $ applicato al riferimento di riga e di colonna non fa altro che «bloccare» il riferimento durante la copia di una formula
  • Ma allora se scrivessi $A1? Oppure A$1? È vietato? Non è vietato. In questo caso si parla di riferimento misto Il riferimento misto è un tipo di riferimento alla cella in cui una dimensione (riga o colonna) segue un riferimento relativo (e quindi cambia a seconda di dove viene copiata la cella che lo contiene) e l’altra invece segue un riferimento assoluto

I formati Valuta e Contabilità (i vostri preferiti...) lavorano simili al formato Numero, ma aggiungono il simbolo di valuta (selezionabile) e consentono di incolonnare i decimali (solo Contabilità) per una rapida visualizzazione delle discrepanze I formati Percentuale e Frazione trattano valori frazionari visti in due modi diversi: il primo aggiunge il simbolo % (ovvio...), il secondo mostra numeratore/denominatore Il formato Scientifico è usato per calcoli complessi e mostra un valore in base alla notazione mantissaEesponente, dove E rappresenta «10 elevato alla...» I FORMATI DATA cliccando sulla relativa Categoria nella scheda Numero della finestra Formato celle , potete visualizzare tutti i tipi di formattazione di una data e di un ora sia in Excel che in Fogli I FORMATI TESTO (allineamento) Non bisogna dimenticare che una cella in un foglio di lavoro non e altro che un'area rettangolare in cui scrivere qualcosa La scheda Allineamento (valida per qualsiasi altro formato) consente di variare la posizione del testo o di qualsiasi numero all'interno del rettangolo che costituisce la cella FORMULE E FUNZIONI Se il foglio elettronico venisse usato solamente per immagazzinare una serie di dati sarebbe alla stregua di un qualsiasi editor testuale. · Il vero vantaggio di questo applicativo risiede nella possibilità di elaborare i dati attraverso formule e funzioni, ma soprattutto di farlo in maniera ripetitiva e totalmente automatizzata

  • ESEMPIO Se le celle da sommare fossero D4, D5, e D6, nella cella D8 potremmo scrivere la formula matematica della somma =D4+D5+D6.
  • Il vantaggio di avere usato una formula è che se dovesse in qualsiasi momento cambiare il valore investito di uno dei titoli non c’è bisogno di riscriverla. —> La somma si aggiornerebbe automaticamente In un foglio di lavoro non c’è un limite alle formule, basta che siano scritte correttamente
  • Ogni formula deve iniziare con il simbolo =. SINTASSI DELLE FORMULE Cosa può contenere una formula?
    • Valori numerici che rimangono costanti nel calcolo (es. «10», «263», «0,12», ecc.)
    • Riferimenti di cella che possono essere relativi, assoluti, o misti
    • Operatori di calcolo come quelli aritmetici o le parentesi per variare la sequenza di operazione Ad esempio =(B2*C2)+3 è una formula che contiene due riferimenti di cella relativi (B2 e C2), gli operatori matematici (+ e *), ed una costante numerica (3) Le funzioni sono espressioni di una formula che operano su uno o piu elementi e consentono di ottenere il risultato piu velocemente rispetto alla scrittura della formula con i normali operatori ( ESAME ) OPERATORI DI CALCOLO
  • In un foglio elettronico gli operatori aritmetici sono i seguenti:
    • (somma), - (differenza), * (moltiplicazione), / (divisione), % (percentuale), ^ (elevazione potenza) • Questi operatori lavorano prevalentemente su dati a base numerica
  • Gli operatori di confronto invece sono: = (uguale), > (maggiore), < (minore), >= (maggiore o uguale a), <= (minore o uguale a), <> (diverso da)
  • Infine gli operatori di riferimento sono: : (separa le celle alle estremità di un intervallo), ; (combina più celle o intervalli fra loro), «» è il simbolo dello spazio vuoto e genera un riferimento alle celle in comune fra due intervalli. FUNZIONI
  • La funzione SOMMA è una delle più usate
    • Per inserire in una cella la funzione SOMMA si può anche usare il pulsante Somma disponibile nella scheda Home della barra multifunzione per Excel o sull’apposito pulsante in Fogli scegliendo SOMMA
    • Basta cliccare sulla cella in cui inserire la formula e cliccare con il tasto sinistro del mouse sull’icona Somma. Poi premere Invio. Prima della conferma di Invio della formula, il software vi darà una visualizzazione grafica dell’intervallo di celle coinvolte dalla funzione. funzioni «annidate» come ad esempio =SOMMA(SOMMA(D2:D5);D6) CATEGORIE Scheda Formule della barra multifunzione in Excel, In Fogli è la schermata di slide 78 I fogli elettronici mettono a disposizione una serie di funzioni da usare nelle formule a seconda del tipo di applicazione per cui il foglio di lavoro è stato predisposto Possiamo suddividere le funzioni in tre categorie principali:
  • Funzioni scientifiche (matematiche, statistiche, trigonometriche, logiche, finanziarie)
  • Funzioni operanti su testo e informazioni (ricerca e riferimento, data/ora, informative)
  • Funzioni per la gestione dei dati (database, cubi, web, definite dall’utente) Esistono anche funzioni chiamate di compatibilità , usate in versioni precedenti dei programmi come Excel e poi sostituite con una realizzazione più efficiente. ESEMPI = SOMMA (B1:B4) Somma i numeri dalla cella B1 alla cella B = MAX (B1:B4,4) Individua il valore massimo tra i valori dell’intervallo B1:B4 e 4 = INT (B3) Calcola la parte intera del numero nella cella B = RADQ (3) Calcola la radice quadrata del numero 3 = LN (A6) Calcola il logaritmo naturale del numero nella cella A =SE(A1<>10;B4;15) Se la cella A1 contiene un valore diverso da 10 allora la cella assumerà il valore contenuto in B4, altrimenti assumerà il valore 15 = PIÙ.SE (A1<5;5;A1>10;3) Se la cella A1 contiene un valore minore di 5 allora la cella assumerà valore 5, altrimenti se A1 è maggiore di 10, in tal caso la cella assumerà valore 3 = TROVA («U»;A3;3) Cerca il carattere «U» nella cella A3 a partire dal terzo carattere. Se la ricerca ha esito positivo nella cella contenente la formula viene visualizzato il numero che corrisponde alla posizione occupata dal carattere = RIPETI («Ciao»;4) Scrive 4 volte il testo «Ciao» =RIF.COLONNA(F6) Viene visualizzato il numero della colonna cercata (6) = CERCA( 10;A1:A5;B1:B5) Cerca il valore 10 nell’intervallo A1:A5. Se lo trova restituisce il valore che si trova nella stessa posizione in B1:B = OGGI () Visualizza il numero progressivo dal 1/1/1900 corrispondente alla data del giorno corrente se la cella è formattata come numero, altrimenti visualizza la data = MESE (D3) Visualizza il numero corrispondente del mese dell’anno della data memorizzata nella cella D3. Se fosse ad esempio marzo, verrebbe visualizzato 3. ORDINAMENTO DEI DATI In un foglio di lavoro e in tutte le elaborazioni ad esso legate può sorgere la necessità di modificare l’ordine con cui i dati sono stati inseriti UNDO e RENDO •La funzionalità che permette di correggere un errore compiuto è Annulla (Undo) •La funzionalità Annulla usa uno spazio della memoria del PC ( buffer ) che registra una traccia di ogni singola operazione eseguita dall'utente •Questo buffer non ha una dimensione infinita (dipende dalla memoria del PC e dalla versione del software in uso) e soprattutto viene «svuotato» ogni volta che il file su cui si sta lavorando viene salvato e chiuso ESECUZIONE Esistono le tecniche di ordinamento dei dati. Tuttavia, queste operazioni possono portare a risultati indesiderati e se non accuratamente eseguite anche a seri malfunzionamenti del foglio di lavoro!!! Le varie modalità di ordinamento dipendono dal tipo di dato e dalla formattazione dell’intervallo di celle che si vuole ordinare
  • Dati di tipo testo : ordine alfabetico
  • Dati di tipo numero : ordine crescente o decrescente
  • Dati di tipo data : giorni, mesi, anni Per ordinare i dati della rubrica bisogna selezionare l’intervallo di celle da ordinare escludendo la prima riga che indica il contenuto delle celle (etichette)
  • Cliccare sulla scheda Dati della barra multifunzione e fare clic sull’icona Ordina
  • Si può cliccare sul pulsante con la freccia verso il basso accanto a Ordina per e selezionare «Ragione sociale» come etichetta, verificando che Ordine sia «dalla A alla Z». MODALITA DI ORDINAMENTO Le modalità di ordinamento dei dati nei fogli elettronici sono molteplici come abbiamo illustrato due slides fa e sono selezionabili nelle opzioni Ordine È possibile però personalizzare a modalità di ordinamento utilizzando ad esempio più livelli SALVATAGGIO DEI DATI Fare clic sulla scheda File della barra multifunzione
  • All’apertura della scheda Informazioni fare clic su Salva o Salva con nome
  • Scegliere se salvare il file sul servizio OneDrive (cloud) di Microsoft o sul proprio PC
  • Inserire il nome del file nella casella Nome file
  • Confermare cliccando su Salva Salvare un file di lavoro di Excel comporta anche la scelta di diverse opzioni quali:
  • La posizione di salvataggio (cartella)
  • Il formato del file
  • Le impostazioni per una eventuale pubblicazione su Internet (cloud)
  • La crittografia se desiderata!

OGGETTI GRAFICI In un foglio elettronico si intende con la terminologia «oggetto grafico» un qualsiasi elemento estraneo al contenuto delle celle presenti Tuttavia esistono anche altri oggetti grafici che possono essere usati:

  • Immagini
  • Forme e disegni
  • SmartArt e WordArt
  • Schermate del desktop Le immagini possono essere fotografie sul PC, disegni multimediali animati, ecc. Per inserire un’immagine in un foglio elettronico è necessario rendere attiva una cella in cui inserire l’oggetto (solo temporaneamente perché poi l’immagine si può spostare ovunque nel foglio di lavoro usando il mouse) Cliccare sulla scheda Inserisci e selezionare l’immagine da inserire Le forme sono particolari disegni che rappresentano schematicamente una serie di elementi utilizzabili. Quando si crea una forma viene aperta una nuova barra degli strumenti contestuale. Da qui potete modificare tutte le sue proprietà FORMATTAZIONE CONDIZIONALE DELLE CELLE
  • La formattazione condizionale consente di applicare alle celle colori che corrispondono a condizioni specifiche, ad esempio valori duplicati o valori che soddisfano determinati criteri Sono disponibili diverse opzioni di configurazione di Regole evidenziazione celle.
  • È anche possibile mostrare la classificazione delle singole celle rispetto a un intervallo di valori mediante barre dei dati, scale di colori e set di icone
  • La formattazione condizionale è dinamica , ossia viene modificata automaticamente al variare dei valori. (Prendiamo ancora una volta un esempio di ricavi in diversi trimestri di una certa azienda e proviamo ad applicare la formattazione condizionale). EXCEL La formattazione condizionale può essere attivata premendo sul pulsante. Formattazione condizionale nella scheda Home della barra multifunzione
    • Alla sua pressione si apre un menu contestuale che consente di scegliere quale regola di formattazione applicare alle celle Ogni regola applicata chiede le specifiche del criterio di formattazione FOGLI La formattazione condizionale può essere attivata premendo sulla scheda Formato nel menù e scegliendo l’opzione apposita
    • Alla sua pressione si apre un menu contestuale che consente di scegliere qualeregola di formattazione applicare alle celle Ogni regola applicata chiede le specifiche del criterio di formattazione —------------------------------------------------------------------------------------------------------------- La regole della formattazione condizionale si gestiscono mediante il pulsante Gestisci regole ... del relativo menu in Excel o nel menù contestuale di Fogli
    • Nelle finestre di dialogo dedicate non solo si può scegliere l’intervallo di celle su cui applicare la formattazione, ma anche modificare le regole STAMPARE UN FOGLIO DI LAVORO In un foglio di lavoro non è così: le tabelle, i grafici, le forme, ecc. sono oggetti che vengono disposti in uno spazio che non è assimilabile ad un foglio di carta A4...
    • Cliccate sulla scheda File della barra multifunzione o del menù e dalla pagina selezionate Stampa scegliendo la stampante collegata al vostro PC o dispositivo
    • Il risultato della stampa non è proprio uguale alla disposizione nel foglio di lavoro
    • Manca un pezzo di tabella e il grafico è «tagliato» per buona parte...
    • Per stampare in modo controllato, ovvero per visualizzare predittivamente il risultato della stampa, si può utilizzare la modalità Layout di pagina in Excel Si può stampare anche solo un oggetto del foglio di lavoro, come ad esempio un grafico, per ottenere un focus della stampa. Basta selezionare l’oggetto desiderato dal foglio di lavoro e andare nella

—-> Facendo uso delle frequenze relative (o percentuale) si suddivide «la torta» in spicchi la cui grandezza è proporzionale al «peso» della modalità osservata

  • Si noti che con il grafico a torta queste ultime due frequenze vengono calcolate automaticamente dai dati delle frequenze assolute.
  • Basta selezionare la colonna delle frequenze assolute come insieme di dati prima di usare la funzionalità per inserire il grafico
  • Quando si utilizza un grafico a torta è molto importante che i dati da rappresentare costituiscano effettivamente il 100% delle

osservazioni.

ANALISI E STATISTICA DEI DATI (MOD.3) La statistica è l’arte e la scienza di raccogliere, analizzare, interpretare e presentare dati nell’intento di trasformarli in informazione utile. L’avere a che fare con dati che provengono da elementi di una stessa famiglia ( popolazione ) impone di usare adeguate metodologie di analisi che prevedono descrittori e misure implementabili come formule o grafici

  • Mmmhhh… Mi pare che ci sia un applicativo che dovrebbe aiutare in questa serie di procedure… è qualcosa che usa formule e grafici… È proprio lui: il foglio elettronico! ALCUNE DEfiNIZIONI UTILI NELLA STATISTICA DESCRITTIVA
  • La statistica descrittiva si occupa direttamente di riassumere e presentare l’informazione contenuta nei dati
  • Le tecniche di statistica descrittiva consistono ad esempio in misure di sintesi che permettano di riassumere l’informazione essenziale attraverso pochi numeri che “comunichino” qualcosa che non era evidente con la semplice osservazione dei dati raccolti
  • Quando si analizza un dato è necessario individuare una caratteristica di interesse su cui portare l’osservazione statistica → si parla di variabile
  • Esempi di variabile:
  • Soddisfazione di un cliente rispetto ad un investimento eseguito
  • Stipendio medio di un CFO (Chief Financial Officer)
  • Valore sul mercato di una commodity (es. petrolio, cereali, carbone, ecc) Una VARIABILE viene identificata come QUALITATIVA se le sue modalità (i valori che può assumere) sono valori non numerici e non misurabili (qualità appunto…) Si dice che la variabile qualitativa è ordinale se le sue modalità sono passibili di un ordinamento (es. la soddisfazione di un cliente → poco, abbastanza, tanto) Si dice che la variabile qualitativa è nominale se invece non è possibile stabilire un ordinamento delle sue modalità (es. nome di un bene → benzina, pane, latte) Una VARIABILE viene identificata come QUANTITATIVA se le sue modalità sono numeri e quindi quantità misurabili Se la variabile quantitativa prevede operazioni di conteggio su un numero finito di modalità allora si definisce discreta (es. numero di dipendenti di una piccola industria) Se la variabile quantitativa può assumere un numero qualsiasi all’interno di un intervallo si definisce continua (es. stipendio medio di un impiegato) Ogni variabile viene quindi osservata su un insieme di unità statistiche e pertanto genera una distribuzione di valori o di modalità ANALISI DEI DATI QUALITATIVI – FREQUENZE
  • L’analisi di una variabile qualitativa per rappresentare un certo fenomeno inizia sempre con la valutazione della sua distribuzione.
  • Nella pratica si avrà a che fare con una tabella in cui la maggior parte delle modalità assunte dalla variabile si ripetono per una o più volte
  • Per definizione, la distribuzione di frequenza di una data variabile è una tabella di sintesi che indica il numero di osservazioni per ciascuna

modalità della variabile → Frequenza assoluta

  • Tuttavia, per favorire l’interpretazione dei dati a volte conviene prendere in esame anche la distribuzione delle frequenze relative e percentuali ANALISI DI DATI QUALITATIVI – LA FUNZIONE CONTA.SE
  • Per definizione la somma delle frequenze assolute deve essere uguale al totale delle osservazioni
  • Quando si usa la funzione CONTA.SE fate sempre attenzione ai riferimenti
  • Per costruire la distribuzione di frequenza assoluta in un foglio elettronico si utilizza la funzione CONTA.SE(intervallo_dati;criterio_di_conteggio) Intervallo_dati contiene le osservazioni della variabile studiata e criterio_di_conteggio (scritto fra doppi apici) il criterio di selezione delle sue modalità
  • Le frequenze relative possono essere calcolate agevolmente dal risultato della funzione CONTA.SE applicata su ogni modalità
  • Le frequenze percentuali si possono ottenere moltiplicando per un fattore 100 le frequenze relative oppure formattando le celle con il tipo di dato numerico «percentuale»
  • (In casi eccezionali si può usare la funzione CONTA.PIU’.SE che funziona come CONTA.SE, ma è applicata su più criteri di conteggio). GRAFICI PER L’ANALISI DI DATI QUALITATIVI – GRAFICO A TORTA Il grafico a torta è un ottimo strumento per la rappresentazione dei dati qualitativi

mentre ARROTONDA.ECCESSO(C4;10) sarà uguale a 30)

o

ANALISI DI DATI QUANTITATIVI CONTINUI – FUNZIONI UTILI

- Quando non si conosce il numero di dati a disposizione per l’analisi si può utilizzare la funzione CONTA.NUMERI(intervallo_celle) - Il numero di dati (n) da analizzare può essere usato in una regola empirica che ci consente di calcolare il numero ottimale (k) di classi per rappresentare i dati: 𝑘 = 1 + 3,322 ⋅ 𝐿𝑜𝑔 10 𝑛 Questa regola restituisce un numero con i decimali. Siccome il numero di classi in cui suddividere i dati deve essere un numero intero, si può usare la funzione INT per arrotondare per difetto il risultato della formula precedente → =INT(1+3,322*LOG10(80)) - Una volta trovato il numero ottimale di classi è necessario definirne la loro ampiezza attraverso il campo di variazione dei dati - Il campo di variazione è la più semplice misura di variabilità dei dati che si calcola come la differenza fra il valore massimo e il valore minimo degli stessi - In statistica si calcola come =MAX(intervallo_celle)-MIN(intervallo_celle) Il campo di variazione diviso per il numero di classi in cui suddividere i dati rappresenta l’ampiezza delle classi L’ampiezza delle classi è un numero che deve essere arrotondato per eccesso all’intero usando la funzione ARROTONDA.ECCESSO(num;peso) Questa funzione prende come parametri il numero da arrotondare (num) e quale multiplo intero del parametro (peso) si vuole usare per l’arrotondamento (Ad esempio se la cella C4 contiene il valore 24,65 =ARROTONDA.ECCESSO(C4;1) darà come risultato 25, - A questo punto vanno creati gli estremi destri ( limite superiore ) di ogni classe →Si sceglie un valore che rappresenti l’estremo destro della prima classe, mentre i successivi sono semplici incrementi di quest’ultimo in base all’ampiezza calcolata. (Ad esempio se l’ampiezza delle classi è 4 e il primo estremo destro scelto è 9, le classi successive avranno come estremi destri 13, 17, 21…) - Controllate sempre che le classi scelte comprendano tutti i dati!!!! - Ora che abbiamo tutte le informazioni che ci servono possiamo costruire la tabella delle frequenze assolute, relative, e percentuali per i nostri dati quantitativi continui con la ben nota funzione FREQUENZA USARE GLI ISTOGRAMMI PER PLOTTARE I DATI – PROCEDURA PER EXCEL Per fare un istogramma in Excel si può procedere allo stesso modo per la creazione di un diagramma a barre, con l’accortezza di allargare le barre in modo da rendere gli intervalli continui come mostrato in figura

  • L’importante è che siano definiti sull’ascissa i valori centrali di ogni classe scelta e calcolati come differenza fra l’estremo destro di ogni classe e la metà della loro rispettiva ampiezza USARE LE PARETO CHARTS PER PLOTTARE I DATI – PROCEDURA PER EXCEL Riprendiamo l’esempio visto precedentemente circa il monitoraggio dello stipendio annuale di 20 individui
  • Supponiamo di voler plottare un grafico che ci dica non solo la distribuzione di frequenza delle classi stipendiali (istogramma), ma che percentualmente ci dica quali classi pesano cumulativamente di più. Questo tipo di grafico prende il nome di Pareto chart e per attivarlo basta scegliere il set di dati da plottare e successivamente Inserisci grafico. USARE I BOXPLOTS– CENNI
  • Un grafico a scatola e baffi (box and whiskers plot abbreviato in boxplot) mostra la distribuzione dei dati in quartili, evidenziando la mediana e i valori anomali I rettangoli ("scatole") possono presentare linee che si estendono in verticale denominate "baffi"
  • Queste linee indicano la variabilità all'esterno del quartile superiore e inferiore e qualsiasi punto all'esterno di tali linee o baffi è considerato un valore anomalo
  • I grafici a scatola e baffi trovano comunemente applicazione nelle analisi statistiche. Ad esempio, è possibile usare un grafico di questo tipo per confrontare i rendimenti di diversi portafogli di investimento oppure i profitti di diverse aziende relativamente agli stessi prodotti Osservazione su FREQUENZA- ... ho sbagliato classi - Come abbiamo visto la scelta delle classi(ampiezza ed estremi destri) è un punto fondamentale. Se si scegile male c'è il rischio che qualche osservazione della variabile in esame non venga conteggiata - In questo caso la funzione FREQUENZA ci può aiutare - Se nell'esempio precedente avessimo scelto classi di ampiezza 3,5 avremmo alcuni valori non conteggiati (valori maggiori di 30 nell'ultima classe) - Per ovviare al problema, invece di applicare la funzione FREQUENZA come al solito, si allunga l'intervallo di celle che dovranno contenere le frequenze assolute di un'unità - In questo caso la cella aggiuntiva conterà il numero di osservazioni maggiori dell'ultimo estremo destro - > Indicatore fondamentale per cambiare classi!

ANALISI UNIVARIATA DEI DATI – MISURE NUMERICHE Abbiamo visto la potenza del foglio elettronico nell’analisi dei dati mediante tabelle di frequenza e rappresentazioni grafiche. Tuttavia per le variabili quantitative abbiamo anche a disposizione una serie di strumenti di sintesi ancora più potenti: le misure numeriche Le misure numeriche per dati univariati (relativi cioè ad una sola variabile) si possono dividere in tre categorie:

  • Misure di tendenza centrale
  • Misure di variabilità
  • Misure di forma 1. MISURE DI TENDENZA CENTRALE Le misure di tendenza centrale (o di centralità) sono indicatori di sintesi di una distribuzione di frequenza. La centralità può essere definita in diversi modi, a cui corrispondono differenti indicatori associati. I più utilizzati sono:
  • La media
  • La mediana
  • La moda A questa famiglia di indicatori possono essere associati anche i percentili e i quartili, che identificano misure di tendenza diverse da quella centrale, ma utili per una sintesi della distribuzione di frequenza. LA MEDIA La media è la più importante e la più nota misura di tendenza centrale. Essa rappresenta il baricentro della distribuzione dei valori di una variabile quantitativa, ossia il valore collocato «in mezzo» alla distribuzione di frequenza e attorno al quale tendono a concentrarsi le osservazioni. La misura di media (𝑥) si calcola come la somma dei valori delle osservazioni (xi) diviso il numero complessivo delle osservazioni stesse (n) Per calcolare la media di un intervallo di celle in Excel/Fogli si utilizza la funzione MEDIA(intervallo_celle) dove l’argomento intervallo_celle rappresenta i riferimenti alle celle contenenti le osservazioni della variabile in oggetto LA MEDIANA La media potrebbe fallire nella sua missione di «sintesi» numerica La media è influenzata da tutte le osservazioni e quindi anche dai valori estremi (outliers), che possono portare ad una sovra-/sotto-stima della centralità
  • La mediana non soffre di questa limitazione in presenza di outliers, essa rappresenta il valore di quella osservazione della variabile che occupa la posizione centrale quando le osservazioni sono disposte in ordine crescente
  • Per calcolare la mediana in Excel/Fogli si usa la funzione MEDIANA(intervallo_celle) dove l’argomento intervallo_celle rappresenta i riferimenti alle celle contenenti le osservazioni della variabile in oggetto.
    • Quando il numero di osservazioni è dispari, la mediana corrisponde a quell’unico valore che divide esattamente in due metà la serie ordinata delle osservazioni
    • Quando invece il numero di osservazioni è pari, non vi è un unico valore centrale da utilizzare La prassi impone di identificare la mediana come la media dei due valori collocati in posizione centrale Analisi LA MODA La moda è un’ulteriore misura di tendenza centrale che corrisponde al valore dell’osservazione che si presenta con frequenza più elevata nella distribuzione Diversamente dalla media e dalla mediana, la moda non è una misura unica - Se i valori più frequenti sono due allora si parla di distribuzione bimodale delle frequenze, se sono di più si parla di distribuzione multimodale Per calcolare la moda in Excel si usa la funzione MODA.SNGL(intervallo_celle) mentre in Fogli si usa MODA(intervallo_celle) dove l’argomento intervallo_celle rappresenta i riferimenti alle celle contenenti le osservazioni della variabile in oggetto

COEFFICIENTE DI VARIAZIONE La varianza e la deviazione standard sono misure di variabilità assoluta perché si riferiscono all’unità di misura della variabile di interesse

- Qualora si fosse interessati a confrontare in termini di variabilità due o più distribuzioni espresse in unità di misura differenti o dotate di intensità medie differenti , serve una misura di variabilità relativa

  • La principale utilizzata a questo scopo è il coefficiente di variazione Esso è definito come il rapporto fra la deviazione standard e la media. In questo modo si eliminano gli effetti delle unità di misura e si genera un numero puro idoneo al confronto
  • Per calcolare il coefficiente di variazione in Excel su un intervallo di celle (ad esempio A1:B6) si usa la formula =DEV.ST.P(A1:B6)/MEDIA(A1:B6) oppure =DEV.ST.C(A1:B6)/MEDIA(A1:B6) a seconda che si usi la deviazione standard della popolazione o quella campionaria. In Fogli si adatta alla sintassi 3. MISURE DI FORMA – INDICE DI ASIMMETRIA - L’asimmetria (o skewness) è una misura di forma di una distribuzione che può essere complementare all’uso grafico dell’istogramma - In una distribuzione perfettamente simmetrica (media e mediana coincidono) l’asimmetria è pari a 0 (l’istogramma è perfettamente simmetrico e a campana). - Se la distribuzione tende ad avere la media maggiore della mediana allora sarà asimmetrica a destra e l’indice di asimmetria sarà positivo. Viceversa, l’indice diventa negativo per asimmetria a sinistra
  • In Excel/Fogli l’asimmetria si calcola con la funzione ASIMMETRIA(intervallo_celle) MISURE DI FORMA – CURTOSI L’indice di curtosi è una misura ulteriore di forma che consente di valutare il grado di appiattimento della distribuzione di una variabile attorno al suo valore centrale
  • Se la distribuzione è «piatta» in gergo si dice che è platicurtica , ovvero l’insieme dei valori più piccoli e quello dei valori più grandi hanno frequenza non trascurabile. In questo caso la curtosi assume un valore negativo
  • In caso contrario, quando una distribuzione è appuntita si parla di distribuzione leptocurtica , ed in questa situazione la curtosi è positiva Anche la misura della curtosi è particolarmente complicata e non oggetto di questo corso, ma se ne avete bisogno in Excel/Fogli potete usare la funzione CURTOSI(intervallo_celle) STRUMENTI DI ANALISI DI EXCEL – STATISTICA DESCRITTIVA Excel fornisce una serie di strumenti di analisi aggiuntivi per la statistica descrittiva senza dover ricorrere manualmente a tutte le formule
  • Dalla scheda File selezionate Opzioni, Componenti aggiuntivi e cliccare su Vai... Supponiamo di voler monitorare con un’analisi statistica l’andamento del fatturato in € di un anno di esercizio di 15 negozi appartenenti alla stessa catena
  • A tal proposito attiviamo lo strumento Statistica descrittiva cliccando su Analisi dati nella scheda Dati della barra multifunzione
  • Dalla finestra di dialogo scegliamo Statistica descrittiva cliccando poi su OK Inseriamo come Intervallo di Input la colonna in cui si trovano i dati di fatturato e selezioniamo la casella Etichette nella prima riga. Come Intervallo di output ci scegliamo una cella dove posizionare il risultato dell’analisi statistica e selezioniamo Riepilogo statistiche
  • Cliccando su OK apparirà una tabella riassuntiva con la maggior parte delle misure di centralità, variabilità , e forma , più altri dati utili per definire il comportamento della popolazione di dati che abbiamo chiesto di analizzare STRUMENTI DI ANALISI DI EXCEL – RANGO E PERCENTILE Lo strumento di analisi Rango e percentile, applicato alle osservazioni della variabile di interesse, produce un prospetto che indica per ciascuna osservazione , la sua posizione occupata nella serie ordinata per rango e il percentile di riferimento STRUMENTI DI ANALISI DI EXCEL – ISTOGRAMMA - Lo strumento di analisi Istogramma consente, dopo avere definito un intervallo di input dei dati, di creare un istogramma sia in forma testuale che grafica - Se non viene specificato nessun intervallo delle classi, Excel calcola automaticamente i valori centrali delle classi rilevate , indicando con Altro tutti i valori maggiori dell’estremo destro dell’ultima classe - Di default Excel mantiene la visualizzazione delle barre separate. Sta all’utente avvicinarle come già indicato in questo corso

COSA SONO LE VARIABILI CASUALI? In termini informali una variabile casuale è una variabile quantitativa la cui distribuzione dei valori non è nota, ma sono note le sue modalità

  • Inoltre è possibile determinare la probabilità che ciascuno di tali valori possa essere osservato → possono essere sia discrete che continue... Una variabile casuale discreta può assumere un numero finito di valori o una sequenza di numeri interi (es. numero uscito da un lancio di un dado a 6 facce o il numero di azioni destinate all’interno di un portfolio) Una variabile casuale continua può assumere un qualsiasi valore numerico in un intervallo di valori (es. il valore esatto di un bene/servizio) DISTRIBUZIONI DI PROBABILITÀ La distribuzione di probabilità di una variabile casuale è la legge che stabilisce come le probabilità si distribuiscono sui possibili valori che la variabile casuale può assumere → vista come modello matematico
  • Per le VARIABILI CASUALI DISCRETE SI PARLA DI UNA FUNZIONE MATEMATICA NOTA CON IL NOME DI FUNZIONE DI PROBABILITÀ
  • PER LE VARIABILI CASUALI CONTINUE , invece, non è possibile definire una funzione di probabilità. Questo perché tra un valore e l’altro della variabile casuale esiste un numero infinito di valori In quest’ultimo caso la funzione di probabilità viene sostituita dalla FUNZIONE DI DENSITÀ in cui, graficamente, l’area sottostante alla funzione in un determinato intervallo fornisce la probabilità che la variabile casuale assuma un valore qualsiasi in tale intervallo LA DISTRIBUZIONE DI PROBABILITÀ BINOMIALE La distribuzione di probabilità binomiale è adatta a descrivere VARIABILI CASUALI DISCRETE rappresentative di molti fenomeni reali Prendiamo il caso di un dato fenomeno che si manifesta in una sequenza di n prove identiche Per ciascuna delle n prove supponiamo che esistano solo due possibili esiti: successo o insuccesso La probabilità, indicata con p, che ciascuna prova dia luogo ad un successo è la stessa per tutte le n prove
    • Se le prove sono indipendenti, allora la variabile casuale «numero di successi verificati in n prove» segue una distribuzione di probabilità binomiale USARE LA DISTRIBUZIONE DI PROBABILITÀ BINOMIALE Supponiamo di eseguire un test di stress su 5 diversi istituti bancari per superare una certificazione di idoneità. Supponiamo che la probabilità di successo del test sia pari al 30% (0,3). - La variabile casuale «numero di individui che avranno conseguito l’idoneità» segue una distribuzione binomiale con n = 5 e p = 0, - La funzione da utilizzare con Excel per modellare la distribuzione di probabilità binomiale è DISTRIB.BINOM.N(x;n;p;cumul) mentre in Fogli è DISTRIB.BINOM(x;n;p;cumul) dove x è il numero di successi di cui si vuole conoscere la probabilità, n è il numero di prove, p è la probabilità di successo - L’argomento cumul è un valore che può essere VERO o FALSO e indica ad Excel/Fogli se si vuole conoscere la probabilità cumulata di ottenere x successi o la probabilità esatta di avere x successi. LA DISTRIBUZIONE DI PROBABILITÀ DI POISSON - La distribuzione di probabilità di Poisson si usa per studiare il NUMERO DISCRETO di eventi rari che si verificano in un dato intervallo di tempo (spazio). - Gli eventi si suppongono sempre indipendenti fra di loro. - Il numero di eventi che si realizzano nel dato intervallo varia da 0 a n e il limite n non è determinabile a priori. La distribuzione prende come parametro un valore medio indicato con λ
  • Quando il numero di prove n è molto grande e la PROBABILITÀ DI SUCCESSO È PICCOLA allora si dice che la distribuzione di Poisson approssima una distribuzione binomiale avente parametro medio λ = np
  • REGOLA GENERALE!!! Usare una distribuzione di Poisson quando n>50 e p<0, ESEMPIO : Supponiamo di eseguire un test su 1000 aziende per comprendere la loro possibilità di sviluppare investimenti errati nel comparto tecnologico. Supponiamo che la probabilità di successo del test sia pari al 1% (0,01) - La variabile casuale «numero di individui allergici» segue una distribuzione di Poisson con n = 1000 e p = 0, - La funzione da utilizzare con Excel per modellare la distribuzione di probabilità di Poisson è DISTRIB.POISSON(x;media;cumul) mentre in Fogli è POISSON(x;media;cumul) dove x è il numero di successi di cui si vuole conoscere la probabilità, media è il valore medio della distribuzione definito come np e p è la probabilità di successo - L’argomento cumul è un valore che può essere VERO o FALSO e indica ad Excel se si vuole conoscere la probabilità cumulata di ottenere x successi o la probabilità esatta di avere x successi

FUNZIONALITA’ AVANZATE DEL FOGLIO ELETTRONICO (MOD 4) I FILTRI IN UN FOGLIO ELETTRONICO Nel mondo reale, un filtro è un componente che consente il passaggio di parte di un oggetto, bloccando tutto il resto. In un foglio di calcolo, un filtro è un elemento che mostra unicamente una parte dei dati presenti in un tabella, nascondendo alla vista gli altri

  • Una situazione nella quale può essere conveniente usare i filtri è quando si ha una tabella con molte righe che risulta di difficile consultazione. A distanza di tempo, il numero dei titoli potrebbe aumentare e quindi aumentare anche il numero di righe in tale tabella ATTIVAZIONE DEI fiLTRI – EXCEL L’attivazione di un filtro in Excel: selezionare l’intera tabella che contiene i dati
    • Cliccare sulla scheda Dati della barra multifunzione o andare nella sezione Modifica della scheda Home e fare clic sull’icona filtro
    • A destra di ogni cella appartenente alla prima riga (etichette) compare una freccia verso il basso che una volta cliccata consente di selezionare cosa visualizzare in termini di righe ed eventualmente ordinarle ATTIVAZIONE DEI FILTRI – FOGLI

L’attivazione di un filtro in Fogli è praticamente identica. Seleziona l’intera tabella.

  • Cliccare sulla scheda Dati del menù e successivamente su Crea un filtro
  • A destra di ogni cella appartenente alla prima riga (etichette) compare una freccia verso il basso che una volta cliccata consente di selezionare cosa visualizzare in termini di righe ed eventualmente ordinarle PERCHÉ USARE IL FOGLIO ELETTRONICO COME UN DATABASE? Quando si prevede di utilizzare il foglio di lavoro per raccogliere grandi quantità di dati, conviene pensare ad un foglio elettronico come una base dei dati → Database
  • La caratteristica principale di un database è che i dati al suo interno sono sempre organizzati in forma tabellare, ma ogni colonna rappresenta un campo preciso
  • è necessario che ognuna delle righe sia univocamente indirizzabile attraverso un identificativo → ID → Esiste un solo ID per ogni riga del database!!! CREIAMO UN ID Creiamo una nuova colonna accanto al primo campo con la funzione Inserisci colonna e aggiungiamo la colonna «ID»
  • Si inserisce un identificativo alfanumerico purché univoco ad es. «id.001»
  • Ci si posiziona con la freccia del mouse sul bordo della cella attiva e si usa la funzione di riempimento automatico del foglio elettronico tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e trascinando la selezione fino all’ultima riga occupata. CONVALIDA DEI DATI Congratulazioni! Abbiamo appena creato il nostro primo database Tuttavia potrebbe succedere che quel database venga condiviso anche da altri utenti in un’organizzazione che inseriranno magari nuove righe (pazienti...) nel file
  • Quegli utenti potrebbero inserire informazioni non congruenti ai campi del database → es. nel campo data potrebbero scrivere «più o meno ieri...» È necessario imporre una convalida dei dati! La convalida dei dati è quella procedura da utilizzare in un database per ridurre la probabilità di errore negli inserimenti dati. Ovviamente questa procedura si può fare nel foglio elettronico, ma attenzione! I dati già inseriti in un database non sono sottoposti a convalida... PROCEDIMENTO E IMPOSTAZIONI SU EXCEL Dopo avere scelto la colonna su cui applicare i criteri di convalida (es. «Data prima somministrazione») bisogna cliccare sul pulsante Convalida dati reperibile nella sezione Strumenti Dati della scheda Dati della barra multifunzione
  • Si aprirà una finestra di dialogo da cui poter scegliere le opzioni di convalida (Ad esempio potremmo imporre di inserire solo date conseguenti al 01/01/2000)

Messaggi all’utente (solo Excel)

  • Sempre nella finestra di dialogo Convalida dati è possibile inserire un messaggio di input in modo da avvertire l’utente sui criteri di convalida presenti in una colonna quando clicca una cella appartenente alla stessa È anche possibile scegliere se l’utente deve essere informato tramite un messaggio di Errore/Avviso/Informazione qualora si verifichi un inserimento dati errato

Rinomina dei campi

→ quando il database ha decine di campi e le righe sono migliaia è facile sbagliare i riferimenti

  • Il foglio elettronico mette a disposizione la Rinomina dei Campi per rendere le formule più leggibili e soprattutto riducendo la probabilità di errore (Per attivare questa funzionalità è necessario scegliere il campo (una colonna) per cui si vuole attivare la funzione di rinomina) Tuttavia, Excel mette a disposizione una finestra di dialogo che consente di rinominare contemporaneamente più campi (In Fogli la procedura è altrettanto intuitiva e funzionale). ESPORTARE IL LAVORO DAL FOGLIO ELETTRONICO IN ALTRI APPLICATIVI Prima o poi capita a tutti di dover integrare il risultato di analisi eseguite in un foglio elettronico in un rapporto di lavoro o magari in una presentazione
  • Una relazione scritta con Microsoft Word o una presentazione PowerPoint può includere tabelle di Microsoft Excel, così come un documento di Google Documenti o Presentazioni può includere dati analizzati in Google Fogli
  • Usando la tecnica del copia-incolla da un applicativo all’altro si possono riportare interi fogli di calcolo in documenti di testo ad esempio
  • Tuttavia, sta all’utente decidere se il foglio di lavoro incluso ad esempio in un documento Word debba essere collegato al file della cartella di lavoro Excel o se debba essere trattato come entità indipendente

Incollare una tabella Excel in Word

Tutto quello che bisogna fare è scegliere tutta la tabella che si vuole incollare cliccando il marker nero che sta fra i riferimenti di riga 1 e colonna A e scegliere l’opzione Copia Nel documento Word aperto bisogna posizionare il cursore nel punto in cui si vuole incollare la tabella e cliccare sulla freccia nera sotto il pulsante Incolla Le opzioni di Incolla sono: Mantieni formattazione originale (colori e formattazione di Excel); Usa stili destinazione, Immagine; Mantieni solo testo della tabella. Quasi sicuramente l’operazione di Incolla in Word non darà un’impaginazione corretta della tabella ma cliccando sul simbolo a crocetta in alto a sinistra e andando in Word nella scheda Strumenti Tabella e Layout si può selezionare Adatta.

Linkare i contenuti Excel con Word

Le operazioni effettuate fino ad ora consentono di trattare la tabella incollata da Excel come un oggetto indipendente. Se invece si preferisce che tutte le modifiche fatte in Word vengano riportate anche nel file Excel è necessario, dopo aver seguito la procedura di copia della tabella, usare la funzione Incolla speciale di Word

  • Dalla finestra di dialogo, scegliendo Incolla collegamento e Foglio di lavoro di Microsoft Excel Oggetto tutte le volte che si farà una modifica al documento Word sulla tabella il risultato sarà automaticamente riportato →Fogli usa la stessa tecnologia, ma vi chiede come incollare! LE TABELLE PIVOT Le tabelle pivot sono strumenti di valutazione dei dati presenti in una tabella che vengono creati per fornire una lettura migliore rispetto al normale L’efficacia delle tabelle pivot è tanto più alta quanto più grande è l’insieme dei dati da trattare Inoltre, possiedono l’abilità di generare viste «multi-dimensionali» dei dati aggregando in modo articolato quelli che sono i valori della tabella normale CREAZIONE TABELLA PIVOT Selezionare tutti i dati della tabella e dalla scheda Inserisci della barra multifunzione o nel menù e scegliere il pulsante Tabella pivot →Quando si apre la finestra di dialogo dedicata specificare Nuovo foglio di lavoro e premere OK I Campi tabella pivot rappresentano le etichette delle colonne della tabella globale dei dati Aggiungendo il campo Nome Agente nella casella Colonne si stabilisce che il campo da monitorare sono appunto gli agenti
    • Ora aggiungendo Area geografica nel campo Righe si ottiene una tabella che assocerà ad ogni agente di vendita l’area geografica. Resta da capire cosa fare ora della tabella pivot. Supponiamo di voler conoscere per ogni agente di vendita quanto ha venduto in ogni area geografica. Basta indicare l’etichetta Vendita nel campo Valori