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Scheda del film "suffragette" con commento personale
Tipologia: Esercizi
Offerta a tempo limitato
Caricato il 13/06/2020
4.4
(42)11 documenti
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Il film “Suffragette” racconta il preciso momento in cui, la decennale battaglia della donne inglesi per ottenere il diritto di voto, è passata da pacifica a violenta, dalle manifestazioni alle rappresaglie, dai tentativi di riforma agli attentati dinamitardi. Il termine “suffragetta” era stato coniato in senso ironico dalla stampa inglese per indicare le attiviste del movimento a favore del suffragio elettorale alle donne. Il film ne rappresenta alcune realmente esistite tra cui Emmeline Pankhurst, e Emily Davison, e altre fittizie come, Maud Watts, Edith Ellyn e Violet Miller. La storia è ambientata a Londra nel 1912 e la protagonista del film è Maud Watts, una donna di 24 anni sposata con Sonny Watts con cui ha un figlio di nome George. Maud lavora dall'età di sette ani in una grande lavanderia industriale, un luogo malsano e pericoloso in cui le donne rischiano di morire ogni singolo giorno e vengono costantemente abusate dal proprietario di nome Taylor, Maud vive in una condizione di relativa sicurezza per aver sposato un suo collega, ma comunque subisce ingiustizie e soprusi come ad esempio il salario molto più inferiore rispetto a quello degli uomini che lavorano meno ore rispetto alle donne. All'inizio del film Maud è una donna desiderosa di conservare il poco che ha: un marito che la ritiene solo una proprietà, un figlio malato, una piccola casa e il posto di lavoro in lavanderia, è estranea a qualsiasi rivendicazione politica e dai subbugli della rivolta. Tutto cambierà quando verrà a contatto con una sua collega di nome Violet Miller: una donna della classe operaia con tre figli e un marito che la picchia, lavora come lavandaia da quando aveva tredici anni ed è stata costretta a inserire sua figlia di dodici nello stesso ambiente lavorativo per cercare di far sopravvivere la famiglia. E' una suffragetta attiva e vivace, infatti la prima volta che compare nel film è nel bel mezzo di una protesta in cui alcune donne, compresa lei, lanciano dei sassi su delle vetrine. Violet,vedendo un sottile interesse mischiato al timore daparte di Maud, cercherà di persuaderla a unirsi alla lotta e diventare un'attivista del movimento delle suffragette. Maud inizierà sempre di più a rendersi conto delle ingiustizie subite e che senza il diritto di voto non ci saranno speranze per un futuro migliore. Incitata da un'attivista della borghesia di nome Alice, Maud da una testimonianza del lavoro in lavanderia e dei rapporti con il capo Tylor difronte al Parlamento. Alcuni mesi dopo, pero', un gruppo di suffragette in attesa davanti alla Camera dei Comuni si sente annunciare che il diritto di voto non è stato approvato. A quel punto la folla di donne inizia protestare suscitando delle aggressioni da parte della polizia e molte donne vengono arrestate tra cui Maud, Alice, Violet e una farmacista attivista di nome Edith. Si nota subito le differenze tra la donna borghese e quelle della classe operaia: il marito di Alice riesce subito a pagarle la cauzione, rendendola libera, mentre le altre donne sono costrette ad affrontare la prigione, Maud al contrario non vuole nemmeno avvisare il suo, perché è terrorizzata dal modo in cui reagirà. Una diversa reazione si vede dal marito di Edith Ellyn: Hugh Ellyn in quale sembra essere l'unico uomo del film ad accettare il movimento delle suffragette, appoggiando e proteggendo sua moglie in ogni sua battaglia. Edith è una delle attiviste in prima linea, è colta e istruita e questo lo deve soprattutto a sua madre: “Mia madre, non la vedevo mai da piccola, lavorava giorno e notte. Lottava perché fossi istruita come mio fratello, ma non era pensabile senza un sacrificio”. Ha idee molto chiare su come diffondere gli ideali del movimento suffragette, segue senza discussioni le direttive della signora Emmeline Pankurst e crede nelle sue modalità di azione. All'inizio del film, parlando con Maud nello studio medico del marito, le dice: “Come dice la signora Pankhurst, sono i fatti non le parole che ci daranno il voto ”. Infatti lo slogan del movimento è “Fatti, non parole” coniato dalla stessa Emmeline Pankhurst. Nel film quest'ultima tiene un discorso clandestino davanti a centinaia di suffragette, tra cui Edith, Maud e Violet. La signora Pankhurst, leader del movimento delle suffragette, incita le donne a continuare a combattere: “Per cinquant'anni ci siamo adoperate pacificamente per ottenere il diritto di voto. Ci hanno derise, picchiate e ignorate. Ora ci siamo rese conto che fatti e sacrifici devono essere all'ordine del giorno! Lottiamo perché un giorno ogni bambina venuta al mondo possa avere le stesse occasioni che hanno i suoi fratelli. Non sottovalutate mai il potere che abbiamo noi donne di essere artefici del nostro destino. Noi non vogliamo violare la legge, noi vogliamo fare la legge! Siate combattive in qualunque modo possiate, chi fra voi può rompere una vetrina lo faccia. Chi fra voi può attaccare ulteriormente il sacro idolo della proprietà lo faccia. Non ci hanno lasciato alcuna alternativa, a parte sfidare questo governo. Se dobbiamo andare in prigione per ottenere il voto, che siano le finestre del Governo e non le donne a rompersi! […] Io preferisco essere una ribelle, che una schiava!”. La polizia però fa subito irruzione e Maud e altre donne vengono di nuovo portate via dalla polizia e Sonny, il marito di Maud, stavolta lascia la moglie fuori casa e, esercitando un suo diritto, le vieta di vedere il figlio. Inoltre Maud viene licenziata dalla lavanderia e per l'ingiustizia subita schiaccia con un ferro da stiro bollente la mano del capo della lavanderia Taylor. Viene rintracciata dall'ispettore Steed che le propone un accordo per cui non la denuncerà se lei riferirà lui informazioni riguardanti le suffragette e i loro movimenti. Maud prova a difendersi, ma l'ispettore controbatte: “Chi ascolterebbe una ragazza come voi? A chi importerebbe? A nessuno. Voi non contate nulla.”. La ragazza, qualche giorno dopo rifiuta l'accordo scrivendo una lettera all'ispittore in cui era scritto: “Egregio signor Steed, ho pensato alla vostra offerta e devo rifiutare. Sono una suffragetta in fin dei conti. Avete detto che nessuno ascolta quelle come me. Non posso più accettarlo”. A quel punto si unisce a Edith e Violet in vari attacchi dinamitardi per attirare l'attenzione della stampa. Alcune suffragette, compresa Violet che è di nuovo incinta, contestano gli eccessi di queste azioni e iniziano a ritirarsi. Durante un tentativo di far saltare in
aria la casa di villeggiatura di un parlamentare, Maud viene arrestata nuovamente e questa volta, come fecero altre suffragette prima di lei, ad esempio Emily Wilding, inizia uno sciopero della fame, fino a che non viene costretta a alimentarsi in modo molto brutale. La donna riesce a sopravvivere e insieme a Emily e Edith organizza il loro piano più audace per attirare le attenzioni pubbliche e del re: recarsi a Epsom, sede dell'ippodromo dove ci sarà il re d'Inghilterra, e mettere in atto una protesta davanti agli occhi di milioni di persone. Il piano non va a buon fine, quindi Emily decide di sacrificarsi per il bene comune, cercando di fermare la corsa andando in mezzo alla pista dove stavano correndo i cavalli. Prima di questo gesto fatale la donna pronuncia una frase a Maud: “ Non arrenderti, non smettere mai di lottare”. Al funerale partecipano molte persone e i giornali mettono la notizia in prima pagina, condividendo con tutta l'Inghilterra gli ideali e i sacrifici del movimento delle suffragette e la loro battaglia non è stata più ignorata. Emily Davison è stata una dona realmente esistita, nata a Londra l'11 ottobre del 1872 e morta l'8 giugno 1913. E' stata una donna colta, con i incarichi di insegnante e istitutrice. Nel 1906 si iscrive all'Unione Sociale e Politica delle Donne di Emmeline Pankhurst e da quel momento sarà una delle attiviste più operosa del movimento. Il film delinea i ritratti delle donne inglesi di quell'epoca: operaie, borghesi, madri di famiglia, cosa che solo attraverso fonti storiche non si potrebbero notare. Infatti la stessa regista ha affermato che insieme ad il suo team ha svolto un ampio lavoro di ricerca, studiando attentamente diari, registri della polizia e test accademici, con l'intento di far rivivere la storia attraverso gli occhi di una donna comune. Attraverso il film si riescono a vedere tutti i sacrifici, le lotte personali, e le battaglie con il governo che dovettero affrontare le donne all'inizio del Novecento. Molto spesso quest'ultime avevano molto da perdere, come nel caso di Maud, che ha perso sia il marito, che il figlio (dato in adozione), per seguire un'ideale pericoloso e pregiudizioso. Le suffragette, attraverso i pochi strumenti che avevano, sono riuscite ad ottenere il diritto di voto nel 1928 in Inghilterra. Questo fa emergere come con la volontà le suffragette hanno raggiunto il loro obiettivo, nonostante all'inizio della lotta sembrava una cosa irraggiungibile. Hanno dovuto lottare all'interno delle fabbriche, e nelle strade, nei luoghi di ritrovo clandestini, nelle proprie case di fronte allo sguardo duro e irremovibile dei mariti, incapaci di comprendere l'urgenza della causa suffragista. Ad oggi il diritto di voto universale sembra quasi una cosa scontata, soprattutto per le generazioni nuove, ma in realtà molte donne hanno sofferto, altre sono morte per ottenere questo diritto che avvolte non viene nemmeno apprezzato. Fa riflettere la situazione di Maud: non può più vedere il figlio George poiché è l'uomo che ne decide le sorti, ed è anche obbligata a vedere il suo bambino che viene dato via in adozione a una famiglia probabilmente borghese. Questo evidenzia quanto poco contassero le donne in quel periodo, sono nel 1925 vengono riconosciuti i diritti della madre sul proprio figlio. Prima di allora la donna di classe operaia doveva solo lavorare molte ore in più rispetto ai colleghi maschi, percependo un salario inferiore; prendersi cura della casa e dei figli, e sottostare al marito. E' importante quindi, rendersi conto che da quell'epoca ai giorni odierni sono state fatte tante conquiste, acquisite tramite lotte, sacrifici di donne comuni. Ad oggi sembra che il diritto di voto universale sia dato quasi per scontato e non viene apprezzato in quanto diritto combattuto e sudato. Inoltre i diritti, possono sparire da un momento all'altro come ad esempio in Iran nel 1979, dopo la rivoluzione islamica, le donne portavano la minigonna e maglie scollate, oggi invece sono state private del diritto di vestirsi come vogliono e sono obbligate a portare il velo. E' fondamentale condividere con i giovani e non solo, ad esempio attraverso i media, che i nostri diritti vanno rispettati perché, anche se non sono stati combattuti personalmente, rappresentano milioni di donne che si sono sacrificate per regalare a noi del futuro un futuro migliore e non bisogna sprecare questa opportunità.