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Scheda libro "The Help: L'aiuto", Guide, Progetti e Ricerche di Italiano

Scheda libro con trama, commento e analisi dei personaggi

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2019/2020

Caricato il 24/11/2020

pietro-cagnin
pietro-cagnin 🇮🇹

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La prima pubblicazione del libro L’aiuto risale al 2009 a Milano da Mondadori anche se dopo la
distribuzione in Italia dell'adattamento cinematografico, il romanzo è stato ripubblicato sempre da
Mondadori ad inizio 2012 con il titolo originale The Help. È un romanzo di formazione ambientato a Jackson
in Mississippi negli anni sessanta. La narrazione copre gli anni dall’estate del 1962 a gennaio del 1964.
Nell'estate del 1962, Eugenia Phelan detta Skeeter torna a vivere con la sua famiglia a Jackson, in
Mississippi, dopo l’università. Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo, già sposate e inserite
in un modello di vita borghese, e sogna in segreto di diventare scrittrice partendo da un giornale locale.
L’argomento che le è stato assegnato è la gestione casalinga ma non essendo un’esperta chiede un aiuto a
Aibileen, la domestica della amica Elizabeth, con cui diventerà più confidenziale. Aibileen è una domestica
di colore saggia e materna, che ha allevato amorevolmente uno dopo l'altro diciassette bambini bianchi. Ma
il destino è stato crudele con lei, portandole via il suo unico figlio. Minny è la sua migliore amica, è una
cuoca straordinaria che non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo. Nonostante ciò,
Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto comune che le esporrà a gravi
rischi.
Skeeter è una neolaureata più decisa a trovarsi un lavoro da scrittrice che un marito come hanno fatto le
sue vecchie amiche. È alta, molto alta, ha capelli ricci spesso poco curati e ha una carnagione chiara. Vuole
essere indipendente e ragionare con la sua testa, senza seguire le idee razziste delle sue amiche e della
società in cui è inserita.
Aibileen è una domestica di colore di mezza età che bada ai bambini da molti anni. Ha perso suo figlio in un
incidente ma anche questo non l’ha fatta smettere crescere bambini bianchi perchè è l’unico lavoro che le
piace davvero.
Anche Minny è una domestica di colore che serve nelle famiglie bianche della città. È bassa e grossa, è una
cuoca eccezionale ma è sfacciata per questo l’hanno licenziata parecchie volte. A casa invece, deve gestire
una banda di bambini scatenati e un marito alcolizzato che la picchia.
La narrazione è effettuata in prima persona e si alterna tra Skeeter, Aibileen e Minny. C’è una focalizzazione
interna perché il narratore essendo in prima persona partecipa alla vicenda descritta con un ritmo narrativo
lento perché sono descritte molto dettagliatamente le scene e le riflessioni sui pensieri dei personaggi da
parte del narratore. A volte però il ritmo è veloce perché vengono utilizzati dei salti cronologici. Il tempo
della narrazione spesso coincide con il tempo della storia oppure è più lento rispetto a quest’ultima.
Quel giorno a Jackson sono morte diciotto persone: dieci bianchi e otto neri. Dio non bada al colore della
pelle quando scatena un tornado. Questa frase mi ha colpito perché come Dio è non curante del colore
della pelle, anche l’uomo, creato da Dio a sua forma, non deve esserlo.
Questo libro tratta di temi forti e purtroppo di grande attualità soprattutto negli Stati Uniti: parliamo di
razzismo presente in molte parti del libro, di violenze come l’accecamento del nipote di Louvenia, Robert, e
l’assasinio da parte del Ku Klux Klan di Medgar Evers, di segregazione, di ingiustizie come quando le persone
di colore non possono usare gli stessi bagni degli altri oppure quando sono accusati di qualcosa
ingiustamente che gli distrugge la carriera lavorativa e di discriminazione come quando le signore bianche
dicono che le persone di colore non si lavano. Nel corso della lettura, la barriera tra lettore e personaggio
crolla: ci immedesimiamo completamente nella vita di queste persone, nei loro pensieri, arrivando a
provare i loro stessi sentimenti. Consiglio questo libro innanzitutto perché discute di problematiche
presenti, che sono sempre esistite, ma che adesso stanno riaffiorando e lo stanno facendo in modo
violento, sia da parte dei movimenti che da parte della polizia. Inoltre, è un libro molto semplice da leggere
e diretto, grazie anche alla narrazione in prima persona.

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La prima pubblicazione del libro L’aiuto risale al 2009 a Milano da Mondadori anche se dopo la distribuzione in Italia dell'adattamento cinematografico, il romanzo è stato ripubblicato sempre da Mondadori ad inizio 2012 con il titolo originale The Help. È un romanzo di formazione ambientato a Jackson in Mississippi negli anni sessanta. La narrazione copre gli anni dall’estate del 1962 a gennaio del 1964. Nell'estate del 1962, Eugenia Phelan detta Skeeter torna a vivere con la sua famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo l’università. Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo, già sposate e inserite in un modello di vita borghese, e sogna in segreto di diventare scrittrice partendo da un giornale locale. L’argomento che le è stato assegnato è la gestione casalinga ma non essendo un’esperta chiede un aiuto a Aibileen, la domestica della amica Elizabeth, con cui diventerà più confidenziale. Aibileen è una domestica di colore saggia e materna, che ha allevato amorevolmente uno dopo l'altro diciassette bambini bianchi. Ma il destino è stato crudele con lei, portandole via il suo unico figlio. Minny è la sua migliore amica, è una cuoca straordinaria che non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo. Nonostante ciò, Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto comune che le esporrà a gravi rischi. Skeeter è una neolaureata più decisa a trovarsi un lavoro da scrittrice che un marito come hanno fatto le sue vecchie amiche. È alta, molto alta, ha capelli ricci spesso poco curati e ha una carnagione chiara. Vuole essere indipendente e ragionare con la sua testa, senza seguire le idee razziste delle sue amiche e della società in cui è inserita. Aibileen è una domestica di colore di mezza età che bada ai bambini da molti anni. Ha perso suo figlio in un incidente ma anche questo non l’ha fatta smettere crescere bambini bianchi perchè è l’unico lavoro che le piace davvero. Anche Minny è una domestica di colore che serve nelle famiglie bianche della città. È bassa e grossa, è una cuoca eccezionale ma è sfacciata per questo l’hanno licenziata parecchie volte. A casa invece, deve gestire una banda di bambini scatenati e un marito alcolizzato che la picchia. La narrazione è effettuata in prima persona e si alterna tra Skeeter, Aibileen e Minny. C’è una focalizzazione interna perché il narratore essendo in prima persona partecipa alla vicenda descritta con un ritmo narrativo lento perché sono descritte molto dettagliatamente le scene e le riflessioni sui pensieri dei personaggi da parte del narratore. A volte però il ritmo è veloce perché vengono utilizzati dei salti cronologici. Il tempo della narrazione spesso coincide con il tempo della storia oppure è più lento rispetto a quest’ultima. Quel giorno a Jackson sono morte diciotto persone: dieci bianchi e otto neri. Dio non bada al colore della pelle quando scatena un tornado. Questa frase mi ha colpito perché come Dio è non curante del colore della pelle, anche l’uomo, creato da Dio a sua forma, non deve esserlo. Questo libro tratta di temi forti e purtroppo di grande attualità soprattutto negli Stati Uniti: parliamo di razzismo presente in molte parti del libro, di violenze come l’accecamento del nipote di Louvenia, Robert, e l’assasinio da parte del Ku Klux Klan di Medgar Evers, di segregazione, di ingiustizie come quando le persone di colore non possono usare gli stessi bagni degli altri oppure quando sono accusati di qualcosa ingiustamente che gli distrugge la carriera lavorativa e di discriminazione come quando le signore bianche dicono che le persone di colore non si lavano. Nel corso della lettura, la barriera tra lettore e personaggio crolla: ci immedesimiamo completamente nella vita di queste persone, nei loro pensieri, arrivando a provare i loro stessi sentimenti. Consiglio questo libro innanzitutto perché discute di problematiche presenti, che sono sempre esistite, ma che adesso stanno riaffiorando e lo stanno facendo in modo violento, sia da parte dei movimenti che da parte della polizia. Inoltre, è un libro molto semplice da leggere e diretto, grazie anche alla narrazione in prima persona.