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SCHELETRO APPENDICOLARE, Dispense di Anatomia

Dispense scheletro appendicolare in funzione del libro “Anatomia e Fisiologia”

Tipologia: Dispense

2025/2026

In vendita dal 27/01/2026

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SCHELETRO APPENDICOLARE
Lo scheletro appendicolare comprende le ossa degli arti e gli elementi di sostegno,
le (cinture o cingoli) pettorale o pelvica, che uniscono le ossa al tronco. Grazie a
questo scheletro possiamo stare in piedi, camminare, scrivere, sfogliare un libro,
mangiare, vestirsi, battere le mani ecc. Quest’ultimo infatti ci permette di manipolare
gli oggetti e di cambiare posizione nello spazio.
LA CINTURA SCAPOLARE (PETTORALE) ARTICOLA GLI ARTI SUPERIORI
CON LO SCHELETRO ASSILE
La cintura scapolare articola il BRACCIO con il TRONCO ed è costituita da 4 ossa:
- 2 a forma di S, le CLAVICOLE;
- 2 larghe e piatte, le SCAPOLE.
L’estremità mediale di ciascuna clavicola è articolata con il MANUBRIO DELLO
STERNO. Queste sono le uniche articolazioni dirette tra la cintura scapolare e lo
scheletro assile. I movimenti della clavicola e della scapola determinano la posizione
dell’articolazione della spalla e forniscono una base per il movimento del braccio. Le
loro superfici sono molto importanti, in quanto sede di inserzioni muscolari.
Altre caratteristiche ossee, come i SOLCHI e i FORAMI, indicano la posizione di
nervi che controllano i muscoli o il passaggio di vasi sanguigni che irrorano i muscoli
e le ossa.
CLAVICOLE (pari)
Sono ossa che originano a livello del margine SUPEROLATERALE DEL
MANUBRIO DELLO STERNO, lateralmente all’INCISURA GIUGOLARE.
Dall’estremità sternale, formano una curva a convessità anteriore articolandosi con
l’ACROMION, un processo della scapola. L’estremità acromiale della clavicola è
piatta e più ampia di quella sternale e presenta una superficie inferiore rugosa con
evidenti linee e tubercoli, che sono sedi di inserzione per muscoli e legamenti della
spalla:
- TUBERCOLO CONOIDE
- TUBEROSITA’ COSTALE
Sull’incisura giugulare si localizzano le STERNOCLAVICOLARI, dove lo sterno si
articola con le clavicole.
Poiché le clavicole sono relativamente sottili e fragili, la loro frattura è abbastanza
frequente, ma la maggior parte di esse guariscono relativamente con un semplice
tutore per clavicola.
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Scarica SCHELETRO APPENDICOLARE e più Dispense in PDF di Anatomia solo su Docsity!

SCHELETRO APPENDICOLARE

Lo scheletro appendicolare comprende le ossa degli arti e gli elementi di sostegno, le (cinture o cingoli) pettorale o pelvica, che uniscono le ossa al tronco. Grazie a questo scheletro possiamo stare in piedi, camminare, scrivere, sfogliare un libro, mangiare, vestirsi, battere le mani ecc. Quest’ultimo infatti ci permette di manipolare gli oggetti e di cambiare posizione nello spazio.

LA CINTURA SCAPOLARE (PETTORALE) ARTICOLA GLI ARTI SUPERIORI

CON LO SCHELETRO ASSILE

La cintura scapolare articola il BRACCIO con il TRONCO ed è costituita da 4 ossa:

  • 2 a forma di S, le CLAVICOLE;
  • 2 larghe e piatte, le SCAPOLE.

L’estremità mediale di ciascuna clavicola è articolata con il MANUBRIO DELLO STERNO. Queste sono le uniche articolazioni dirette tra la cintura scapolare e lo scheletro assile. I movimenti della clavicola e della scapola determinano la posizione dell’articolazione della spalla e forniscono una base per il movimento del braccio. Le loro superfici sono molto importanti, in quanto sede di inserzioni muscolari.

Altre caratteristiche ossee, come i SOLCHI e i FORAMI, indicano la posizione di nervi che controllano i muscoli o il passaggio di vasi sanguigni che irrorano i muscoli e le ossa.

CLAVICOLE (pari)

Sono ossa che originano a livello del margine SUPEROLATERALE DEL MANUBRIO DELLO STERNO, lateralmente all’ INCISURA GIUGOLARE. Dall’estremità sternale, formano una curva a convessità anteriore articolandosi con l’ ACROMION , un processo della scapola. L’estremità acromiale della clavicola è piatta e più ampia di quella sternale e presenta una superficie inferiore rugosa con evidenti linee e tubercoli, che sono sedi di inserzione per muscoli e legamenti della spalla:

**- TUBERCOLO CONOIDE

  • TUBEROSITA’ COSTALE**

Sull’incisura giugulare si localizzano le STERNOCLAVICOLARI, dove lo sterno si articola con le clavicole.

Poiché le clavicole sono relativamente sottili e fragili, la loro frattura è abbastanza frequente, ma la maggior parte di esse guariscono relativamente con un semplice tutore per clavicola.

SCAPOLE (pari)

Sono ossa piatte localizzate sul lato posteriore della gabbia toracica. Ogni scapola consta di 2 larghi processi per inserzioni muscolari e di una CAVITA’ GLENOIDEA che si articola con la testa dell’OMERO, l’osso prossimale dell’arto superiore. Questa articolazione è detta articolazione della spalla, o articolazione GLENO-OMERALE.

Ogni scapola ha 3 lati:

LE OSSA DEGLI ARTI SUPERIORI SONO ADATTATE A COMPIERE AMPI

MOVIMENTI

Lo scheletro dell’arto superiore è costituito dalle ossa del BRACCIO (dalla spalla al gomito), AVAMBRACCIO (dal gomito al polso), POLSO e MANO.

OMERO (osso lungo, che si estende dalla scapola al gomito). Le principali parti dell’omero sono la TESTA (articolata con la scapola), la DIAFISI e il CONDILO, dove si articola con le ossa dell’avambraccio.

  • GRANDE TUBEROSITA’ = è una sporgenza arrotondata sulla superficie laterale dell’epifisi, vicino al margine della testa omerale e forma il margine laterale della spalla;
  • PICCOLA TUBEROSITA’ = è una sporgenza più piccola che si trova sulla superficie anteriore e mediale dell’epifisi, separata dalla grande tuberosità dal SOLCO INTERTUBERCOLARE.
  • TUBEROSITA’ DELTOIDEA = ampia e grossolana sporgenza che deve il suo nome al fatto che vi si inserisce il muscolo DELTOIDE. Quest’ultima termina al solco radiale.

Vicino all’articolazione distale con le ossa dell’avambraccio, la diafisi si allarga da entrambi i lati e forma gli EPICONDILI mediale e laterale, processi che si sviluppano vicino a un’articolazione e forniscono una superficie aggiuntiva per l’inserzione di muscoli. Il NERVO ULNARE passa lungo la superficie posteriore dell’epicondilo mediale. Un colpo sulla superficie posteromediale del gomito può comprimere questo nervo e causare temporanea insensibilità e paralisi di alcuni muscoli sulla superficie anteriore dell’avambraccio.

L’estremità distale dell’omero presenta il CONDILO, con il quale si articola con le ossa dell’avambraccio, RADIO E ULNA. Il condilo è diviso in 2 superfici articolari:

  • TROCLEA = si estende dalla base della fossa coronoidea , sulla superficie anteriore, fino alla fossa olecranica , sulla superficie posteriore.
  • CAPITELLO = forma la superficie laterale del condilo.

OSSA DELL’AVAMBRACCIO

Ulna e radio sono 2 segmenti ossei paralleli che formano lo scheletro dell’avambraccio, dove l’ulna giace medialmente rispetto al radio. La MEMBRANA INTEROSSEA unisce il margine laterale dall’ulna al radio.

ULNA

E’ formata dall’OLECRANO, che forma la parte sporgente del gomito, diafisi e testa dell’ulna. Sulla superficie anteriore dell’epifisi prossimale, l’INCISURA TROCLEARE, si articola con la troclea dell’omero per formare l’articolazione del gomito.

L’olecrano forma il margine superiore dell’incisura trocleare, mentre il PROCESSO CORONOIDEO ne forma il margine inferiore. Lateralmente al processo coronoideo, una leggera depressione, l’INCISURA RADIALE, si articola con la testa del radio nell’articolazione radioulnare prossimale.

Vicino al polso, la diafisi ulnare si restringe prima di terminare nella TESTA DELL’ULNA, la quale la superficie posterolaterale presenta un processo breve e appuntito, il PROCESSO STILOIDEO. Una cartilagine di forma triangolare, il disco articolare, si attacca al processo stiloideo e separa la testa dell’ulna dalle ossa del polso.

LA CINTURA PELVICA ARTICOLA GLI ARTI INFERIORI CON LO SCHELETRO

ASSILE

Le ossa della cintura pelvica si attaccano agli arti inferiori e devono resistere agli stress provocati dal peso e dai movimenti del corpo. La cintura pelvica è formata dalle OSSA DELL’ANCA:

sono 2, pari, o ossa coxali o ossa pelviche. Ciascuno osso dell’anca si forma dalla fusione di 3 ossa: ILEO, ISCHIO e PUBE. La superficie laterale di ciascuno osso dell’anca presenta un’infossatura concava, l’ACETABOLO, che si articola con la testa del femore. L’acetabolo presenta una cresta ossea. La porzione anteroinferiore della cresta è incompleta e presenta un’apertura, l’incisura acetabolare. La superficie articolare liscia forma di C dell’acetabolo è la superficie acetabolare.

  • La parte più espansa dell’ ILEO si estende tra la linea arcuata e la cresta iliaca che rappresentano punti di inserzione di legamenti e muscoli;
  • Il sottile RAMO ISCHIATICO si continua fino a fondersi con il ramo inferiore del pube. Il ramo inferiore del pube si estende tra il ramo ischiatico e il tubercolo pubico che si unisce al ramo superiore del pube.
  • In una veduta mediale dell’osso dell’anca, la superficie anteriore e mediale del pube presenta un’area rugosa che indica la sede dell’inserzione con il pube, formando la SINFISI PUBICA , dove le 2 ossa pubiche sono unite da un cuscinetto interposto di cartilagine fibrosa.

PELVI (cintura pelvica, sacro e coccige)

La pelvi è formata da due ossa dell’anca, dal sacro e dal coccige.

Posteriormente, le superfici auricolari delle ossa iliache si articolano con quelle del sacro, formando l’articolazione sacroiliaca , una giunzione molto robusta che collega la cintura pelvica allo scheletro assile. Dalla tuberosità iliaca parte una serie di legamenti che stabilizzano l’articolazione sacroiliaca. Un’ampia rete di legamenti collega inoltre il sacro con la cresta iliaca, la tuberosità ischiatica, la spina ischiatica e la linea arcuata. Tutte queste connessioni aumentano la stabilità della pelvi.

La cavità pelvica è lo spazio racchiuso internamente dalle ossa della pelvi e si divide in:

  1. Vero bacino (o vera pelvi ) = è la porzione inferiore della cavità pelvica ed é delimitato dal contorno pelvico: un margine osseo che circoscrive il contorno pelvico superiore.
  2. Falsa pelvi = è la porzione superiore, più ampia e meno profonda e si trova sopra il contorno pelvico e sostiene gli organi addominali. Lo stretto inferiore è delimitato da coccige, tuberosità ischiatiche e margine inferiore della sinfisi pubica. Lo stretto superiore, invece, corrisponde al contorno pelvico.

Differenze tra pelvi maschile e femminile

La pelvi femminile:

è più ampia e più bassa, ha aperture più larghe, possiede prominenze meno marcate, è più liscia e leggera. Queste caratteristiche sono legate alla funzione riproduttiva (parto).

La pelvi maschile:

è più stretta e più alta, presenta ossa più spesse e robuste.

condili, si trova la tuberosità tibiale, punto di inserzione del legamento patellare. Dalla tuberosità parte il margine anteriore, una cresta facilmente palpabile che percorre la diafisi fino alla caviglia, dove la tibia termina con il malleolo mediale, importante per la stabilità dell’articolazione.

  • FIBULA = Lateralmente alla tibia si trova la fibula, un osso più sottile che non sostiene il peso corporeo. La sua estremità prossimale presenta la testa, che si articola con la tibia, mentre l’estremità distale forma il malleolo laterale, fondamentale per la stabilità laterale della caviglia e per l’inserzione di vari muscoli della gamba

OSSA DELLA CAVIGLIA E DEL PIEDE

La caviglia, o tarso, consiste di 7 ossa tarsali. Le ossa metatarsali sono 5 ossa lunghe che formano la parte distale del piede, o metatarso. Le dita del piede contengono 14 falangi, o ossa delle dita del piede.

OSSA TARSALI = Il grande astragalo, o talo, trasmette il peso del corpo dalla tibia al piede. L’articolazione tra l’astragalo e la tibia si stabilisce attraverso le superfici superiore e mediale della TROCLEA. Il CALCAGNO , o osso del tallone, è l’osso più grande del tarso. La parte posteriore del calcagno presenta un processo rugoso di forma rotondeggiante, dove si inserisce il TENDINE CALCANEARE (tendine di Achille), che origina i muscoli del polpaccio.

Il piede è formato da diverse ossa tarsali, tra cui il navigatore, il cuboide, e i 3 cuneiformi (mediale, intermedio e laterale), che si articolano tra loto con l’astragalo per formare la parte posteriore del piede. Le superfici distali del cuboide e dei cuneiformi si articolano con le:

5 OSSA METATARSALI.

Anteriormente alle ossa tarsali si trovano i cinque metatarsi, numerati da I a V dal lato mediale a quello laterale : il I e il V si articolano rispettivamente con il cuneiforme mediale e con il cuboide, mentre gli altri tre con i restanti cuneiformi. Distalmente, ogni metatarso si articola con una falange prossimale. Le dita del piede sono costituite da falangi : l’alluce ne possiede due (prossimale e distale), mentre le altre dita ne possiedono tre (prossimale, media e distale), come le dita della mano.

ARCATE DEL PIEDE

Il peso del corpo non si appoggia totalmente al suolo, ma viene distribuito attraverso le arcate del piede, mantenute da legamenti e tendini. Si distinguono l’arcata longitudinale, che collega il calcagno ai metatarsi e presenta una porzione mediale più alta ed elastica, capace di assorbire gli urti , e una laterale più bassa; e l’arcata trasversale, che descrive la curvatura del piede da un lato all’altro. In condizioni come il piede piatto, queste arcate risultano ridotte o assenti.

Durante la dorsiflessione (flessione dorsale ) il peso del corpo grava principalmente sul calcagno , mentre durante l’estensione della caviglia o flessione plantare — come quando si sta sulle punte — il peso si trasferisce all’astragalo, alle ossa metatarsali e alle falangi anteriori.