






Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Dispense scheletro appendicolare in funzione del libro “Anatomia e Fisiologia”
Tipologia: Dispense
1 / 12
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!







Lo scheletro appendicolare comprende le ossa degli arti e gli elementi di sostegno, le (cinture o cingoli) pettorale o pelvica, che uniscono le ossa al tronco. Grazie a questo scheletro possiamo stare in piedi, camminare, scrivere, sfogliare un libro, mangiare, vestirsi, battere le mani ecc. Quest’ultimo infatti ci permette di manipolare gli oggetti e di cambiare posizione nello spazio.
La cintura scapolare articola il BRACCIO con il TRONCO ed è costituita da 4 ossa:
L’estremità mediale di ciascuna clavicola è articolata con il MANUBRIO DELLO STERNO. Queste sono le uniche articolazioni dirette tra la cintura scapolare e lo scheletro assile. I movimenti della clavicola e della scapola determinano la posizione dell’articolazione della spalla e forniscono una base per il movimento del braccio. Le loro superfici sono molto importanti, in quanto sede di inserzioni muscolari.
Altre caratteristiche ossee, come i SOLCHI e i FORAMI, indicano la posizione di nervi che controllano i muscoli o il passaggio di vasi sanguigni che irrorano i muscoli e le ossa.
CLAVICOLE (pari)
Sono ossa che originano a livello del margine SUPEROLATERALE DEL MANUBRIO DELLO STERNO, lateralmente all’ INCISURA GIUGOLARE. Dall’estremità sternale, formano una curva a convessità anteriore articolandosi con l’ ACROMION , un processo della scapola. L’estremità acromiale della clavicola è piatta e più ampia di quella sternale e presenta una superficie inferiore rugosa con evidenti linee e tubercoli, che sono sedi di inserzione per muscoli e legamenti della spalla:
**- TUBERCOLO CONOIDE
Sull’incisura giugulare si localizzano le STERNOCLAVICOLARI, dove lo sterno si articola con le clavicole.
Poiché le clavicole sono relativamente sottili e fragili, la loro frattura è abbastanza frequente, ma la maggior parte di esse guariscono relativamente con un semplice tutore per clavicola.
SCAPOLE (pari)
Sono ossa piatte localizzate sul lato posteriore della gabbia toracica. Ogni scapola consta di 2 larghi processi per inserzioni muscolari e di una CAVITA’ GLENOIDEA che si articola con la testa dell’OMERO, l’osso prossimale dell’arto superiore. Questa articolazione è detta articolazione della spalla, o articolazione GLENO-OMERALE.
Ogni scapola ha 3 lati:
Lo scheletro dell’arto superiore è costituito dalle ossa del BRACCIO (dalla spalla al gomito), AVAMBRACCIO (dal gomito al polso), POLSO e MANO.
OMERO (osso lungo, che si estende dalla scapola al gomito). Le principali parti dell’omero sono la TESTA (articolata con la scapola), la DIAFISI e il CONDILO, dove si articola con le ossa dell’avambraccio.
Vicino all’articolazione distale con le ossa dell’avambraccio, la diafisi si allarga da entrambi i lati e forma gli EPICONDILI mediale e laterale, processi che si sviluppano vicino a un’articolazione e forniscono una superficie aggiuntiva per l’inserzione di muscoli. Il NERVO ULNARE passa lungo la superficie posteriore dell’epicondilo mediale. Un colpo sulla superficie posteromediale del gomito può comprimere questo nervo e causare temporanea insensibilità e paralisi di alcuni muscoli sulla superficie anteriore dell’avambraccio.
L’estremità distale dell’omero presenta il CONDILO, con il quale si articola con le ossa dell’avambraccio, RADIO E ULNA. Il condilo è diviso in 2 superfici articolari:
Ulna e radio sono 2 segmenti ossei paralleli che formano lo scheletro dell’avambraccio, dove l’ulna giace medialmente rispetto al radio. La MEMBRANA INTEROSSEA unisce il margine laterale dall’ulna al radio.
E’ formata dall’OLECRANO, che forma la parte sporgente del gomito, diafisi e testa dell’ulna. Sulla superficie anteriore dell’epifisi prossimale, l’INCISURA TROCLEARE, si articola con la troclea dell’omero per formare l’articolazione del gomito.
L’olecrano forma il margine superiore dell’incisura trocleare, mentre il PROCESSO CORONOIDEO ne forma il margine inferiore. Lateralmente al processo coronoideo, una leggera depressione, l’INCISURA RADIALE, si articola con la testa del radio nell’articolazione radioulnare prossimale.
Vicino al polso, la diafisi ulnare si restringe prima di terminare nella TESTA DELL’ULNA, la quale la superficie posterolaterale presenta un processo breve e appuntito, il PROCESSO STILOIDEO. Una cartilagine di forma triangolare, il disco articolare, si attacca al processo stiloideo e separa la testa dell’ulna dalle ossa del polso.
Le ossa della cintura pelvica si attaccano agli arti inferiori e devono resistere agli stress provocati dal peso e dai movimenti del corpo. La cintura pelvica è formata dalle OSSA DELL’ANCA:
sono 2, pari, o ossa coxali o ossa pelviche. Ciascuno osso dell’anca si forma dalla fusione di 3 ossa: ILEO, ISCHIO e PUBE. La superficie laterale di ciascuno osso dell’anca presenta un’infossatura concava, l’ACETABOLO, che si articola con la testa del femore. L’acetabolo presenta una cresta ossea. La porzione anteroinferiore della cresta è incompleta e presenta un’apertura, l’incisura acetabolare. La superficie articolare liscia forma di C dell’acetabolo è la superficie acetabolare.
PELVI (cintura pelvica, sacro e coccige)
La pelvi è formata da due ossa dell’anca, dal sacro e dal coccige.
Posteriormente, le superfici auricolari delle ossa iliache si articolano con quelle del sacro, formando l’articolazione sacroiliaca , una giunzione molto robusta che collega la cintura pelvica allo scheletro assile. Dalla tuberosità iliaca parte una serie di legamenti che stabilizzano l’articolazione sacroiliaca. Un’ampia rete di legamenti collega inoltre il sacro con la cresta iliaca, la tuberosità ischiatica, la spina ischiatica e la linea arcuata. Tutte queste connessioni aumentano la stabilità della pelvi.
La cavità pelvica è lo spazio racchiuso internamente dalle ossa della pelvi e si divide in:
Differenze tra pelvi maschile e femminile
La pelvi femminile:
è più ampia e più bassa, ha aperture più larghe, possiede prominenze meno marcate, è più liscia e leggera. Queste caratteristiche sono legate alla funzione riproduttiva (parto).
La pelvi maschile:
è più stretta e più alta, presenta ossa più spesse e robuste.
condili, si trova la tuberosità tibiale, punto di inserzione del legamento patellare. Dalla tuberosità parte il margine anteriore, una cresta facilmente palpabile che percorre la diafisi fino alla caviglia, dove la tibia termina con il malleolo mediale, importante per la stabilità dell’articolazione.
La caviglia, o tarso, consiste di 7 ossa tarsali. Le ossa metatarsali sono 5 ossa lunghe che formano la parte distale del piede, o metatarso. Le dita del piede contengono 14 falangi, o ossa delle dita del piede.
OSSA TARSALI = Il grande astragalo, o talo, trasmette il peso del corpo dalla tibia al piede. L’articolazione tra l’astragalo e la tibia si stabilisce attraverso le superfici superiore e mediale della TROCLEA. Il CALCAGNO , o osso del tallone, è l’osso più grande del tarso. La parte posteriore del calcagno presenta un processo rugoso di forma rotondeggiante, dove si inserisce il TENDINE CALCANEARE (tendine di Achille), che origina i muscoli del polpaccio.
Il piede è formato da diverse ossa tarsali, tra cui il navigatore, il cuboide, e i 3 cuneiformi (mediale, intermedio e laterale), che si articolano tra loto con l’astragalo per formare la parte posteriore del piede. Le superfici distali del cuboide e dei cuneiformi si articolano con le:
Anteriormente alle ossa tarsali si trovano i cinque metatarsi, numerati da I a V dal lato mediale a quello laterale : il I e il V si articolano rispettivamente con il cuneiforme mediale e con il cuboide, mentre gli altri tre con i restanti cuneiformi. Distalmente, ogni metatarso si articola con una falange prossimale. Le dita del piede sono costituite da falangi : l’alluce ne possiede due (prossimale e distale), mentre le altre dita ne possiedono tre (prossimale, media e distale), come le dita della mano.
Il peso del corpo non si appoggia totalmente al suolo, ma viene distribuito attraverso le arcate del piede, mantenute da legamenti e tendini. Si distinguono l’arcata longitudinale, che collega il calcagno ai metatarsi e presenta una porzione mediale più alta ed elastica, capace di assorbire gli urti , e una laterale più bassa; e l’arcata trasversale, che descrive la curvatura del piede da un lato all’altro. In condizioni come il piede piatto, queste arcate risultano ridotte o assenti.
Durante la dorsiflessione (flessione dorsale ) il peso del corpo grava principalmente sul calcagno , mentre durante l’estensione della caviglia o flessione plantare — come quando si sta sulle punte — il peso si trasferisce all’astragalo, alle ossa metatarsali e alle falangi anteriori.