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Le nuove linee guida per la riabilitazione comunitaria, inclusi i bisogni riabilitativi, criteri guida per luoghi di cura, strumenti centrali e il patto della salute 2014-2016. Anche l'organizzazione mondiale della sanità e la riabilitazione comunitaria, l'approccio educativo e l'importanza della prevenzione.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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I. Affermarsi del Modello Biopsicosociale e Ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (2009) Affermazione del modello biopsicosociale Ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità nel 2009 Stimolo per nuove linee guida di riabilitazione II. Elaborazione delle Nuove Linee Guida Gruppo specializzato del Ministero della Salute Basato sul Piano di Indirizzo sulla Riabilitazione Analisi delle criticità e delle necessità emerse dal precedente piano III. Scelte di Fondo delle Linee Guida
VI. Obiettivi Organizzativi e Priorità Dipartimenti di riabilitazione Interfacce tra i fattori della rete di riabilitazione Monitoraggio, salvaguardia dei requisiti minimi, codice etico VII. Patto della Salute 2014- Riorganizzazione ospedaliera, aggiornamento livelli essenziali Investimento economico e sociale Umanizzazione delle cure, centralità della persona VIII. Conclusione Salute come investimento Fronteggiare sfide: invecchiamento, farmaci, medicina personalizzata Umanizzazione delle cure e cambiamento organizzativo
Prescrizione e verifica di ausili, protesi, ortesi. Assistenza tecnica per riqualificazione e reinserimento sociale.
1. Ambito Lavorativo: Capacità di negoziazione. Relazione con il capitale sociale dell'organizzazione. 2. Ambito Scolastico: Importanza per insegnanti e studenti. Collegamento tra abilità sociali e prestazioni scolastiche. 3. Genitorialità: Educazione centrata sulle capacità emotive. Relazione positiva tra genitori e figli.
Abilità Sociali: o Comportamenti per affrontare richieste sociali. o Apprese dall'esperienza. Competenze Sociali: o Giudizi sugli altri riguardo all'adeguatezza dei comportamenti. o Valutazioni esterne sull'interazione sociale.
Importanza centrale del contesto nell'analisi delle abilità sociali. Distinzione tra abilità e competenze sociali. Ruolo cruciale delle abilità sociali in vari contesti, influenzando relazioni e successo individuale e organizzativo.
Registrazione e analisi delle risposte: assertive, passive, aggressive, tentativi sociali.
Necessità di approcci terapeutici personalizzati Importanza della ricerca per comprendere la patogenesi e sviluppare trattamenti più efficaci
I. Definizione di PCI Gruppo di disturbi permanenti dello sviluppo motorio e posturale. Limitazione dell'attività dovuta a danno permanente non progressivo all'encefalo durante lo sviluppo fetale, neonatale o infantile. II. Caratteristiche della PCI Disturbi motori accompagnati da problemi sensitivi, sensoriali, percettivi, cognitivi, comunicativi, comportamentali, epilessia e muscolo-scheletrici. Eterogeneità in eziologia, tipo e gravità. Possibilità di cambiamenti nel tempo, anche indotti dalle manifestazioni cliniche. Importanza della plasticità cerebrale nei cambiamenti. III. Innovazioni nella Definizione Inclusione di disturbi associati: deficit sensitivi e sensoriali, problemi prassici e gnosici, difficoltà di apprendimento, disturbi cognitivi e relazionali. Mancanza di dati epidemiologici nazionali, ma prevalenza attorno al 2 per 1000 nei paesi industrializzati. IV. Cause di PCI Lesioni cerebrali: prenatale (malformazioni congenite, fattori genetici), perinatale (emorragie, asfissia), postnatale (traumi, anossia, infezioni, tossici). Leucomalacia: danno neurologico permanente da ipossia-ischemia. V. Diagnosi e Progetto Riabilitativo Diagnosi entro il primo anno di vita per lesioni pre-termine. Dopo l'anno di vita, perdita invece di mancata acquisizione. Esclusione di forme eredo-familiari e metaboliche a esordio precoce. VI. Classificazione delle PCI Gravità basata su localizzazione ed estensione della lesione cerebrale. Classificazione internazionale del 2006: anomalie motorie, disturbi associati, quadri anatomici e neuro, aspetti eziopatogenetici. VII. Forme Cliniche di PCI Forme spastiche, atassiche, discinetiche (classificazione di Hagberg). Emiplegia, diplegia, tetraplegia nelle forme spastiche. VIII. Deficit Associati nella PCI Difficoltà uditive, visive, epilessia, problemi alimentari, respiratori, muscolo-scheletrici, gestione del dolore, difficoltà cognitive, apprendimento e comportamentali. IX. Conclusioni Diffusione di disturbi cognitivi e dell'apprendimento marginale nelle forme spastiche. Frequente presenza di deficit uditivi nei disturbi atetoidi e visivi nelle forme spastiche.
Associazione di epilessia a quadri severi con disabilità intellettiva. Maggiore frequenza di disordini comportamentali e iperattività. L'interconnessione di questi elementi evidenzia la complessità della PCI, richiedendo un approccio multidisciplinare per la diagnosi, il trattamento e la gestione dei suoi molteplici aspetti.