Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


schema di castellani, Appunti di Filologia romanza

In questo documento viene inserito lo schema di castellani e anche tutte le caratteristiche che presentano i vari tipi di latino.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 16/12/2021

francescabraga
francescabraga 🇮🇹

3.3

(3)

9 documenti

1 / 2

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
SCHEMA DI CASTELLANI
Castellani fece 2 schemi che riguardano la formazione delle lingue romanze. Il primo
vede il latino classico scritto che non cambia mai e il latino aristocratico che nell’età
repubblicana diviene latino volgare e da quest’ultimo nell’età imperiale si ha la
nascita delle lingue romanze. (schema verticale). Il secondo schema afferma che le
lingue romanze sono nate in momenti diversi e subirono eventi diversi che
portarono alla loro differenziazione. Con l’editto di caracalla del 212 si diffuse il
latino. Il crollo dell’impero romano portò ad una loro frammentazione, infatti nel 3
secolo si parla di basso latino che presenta differenze con il latino classico. Dal 5
secolo si parla di latino medievale una sorta di latino classico parlato. A partire dal 9
secolo si parla di romanzo. Il latino appartiene al gruppo delle lingue indoeuropee
kentum cioè occidentali e ci sono documentazioni scritte a partire dal 3 secolo.
Ovviamente c’è sempre stata differenza tra il latino scritto e il latino parlato..basti
pensare a cicerone che scriveva le opere retoriche e filosofiche in uno stile e le
epistole familiari in un altro. Per lui esistevano urbanitas e rusticitas. Essendo che il
latino presentava differenze di carattere sociale e regionale lui opponeva l’urbanitas
cioè eleganza e raffinatezza alla rusticitas cioè di chi saccontentava………..il latino
classico si è via via allontanato dal latino parlato e si ha il latino volgare che presenta
differenze di carattere sociale e regionale. Le fonti principali che xmettono di
conoscerlo sono gli autori latini come plauto autore del genere comico e dialogato
che scriveva in volgare ed era apprezzato dal popolo. Oppure petronio nel satyricon
con il linguaggio di trimalchione scriveva in volgare. Anche le prime traduzioni della
bibbia erano in volgare. Il lessico è lo studio delle parole in sé che subiscono delle
modifiche. Il lessico del latino volgare doveva essere comune a quello del latino
classico, sia x forma che x significato. Alcune voci si sono mantenute sia nel latino
classico o scritto sia in quello volgare o parlato; altre hanno avuto trasformazioni
fonetiche altre ancora hanno subito spostamenti di significato nel latino volgare. Ad
esempio fuoco->latino classico ignis. Focus era il focolare domestico; nel latino
popolare focus si sostituì a ignis . ne abbiamo testimonianza nelle lingue romanze it
fuoco spagn fuego fr fu portoghese fogo. I mutamenti posso consistere in un
restringimento o in un allargamento semantico. Ad esempio cognatus nel latino
classico era un parente di sangue. Nel latino popolare è il marito della sorella (it
cognato sp cunado rumeno cumnat). Anche coppie di sinonimi hanno avuto
spostamenti di significato ad esempio testa e caput. riguardo alcune caratteristiche
del latino volgare nella fonetica sintassi e morfologia, bisogna tenere presente che
sono connesse tra di loro. La differenza tra la sintassi del latino classico e quella delle
lingue neolatine sta nel fatto che nel latino classico l’ordine abituale era soggetto,
complementi indiretti, oggetto e predicato; nelle lingue romanze l’ordine era
pf2

Anteprima parziale del testo

Scarica schema di castellani e più Appunti in PDF di Filologia romanza solo su Docsity!

SCHEMA DI CASTELLANI

Castellani fece 2 schemi che riguardano la formazione delle lingue romanze. Il primo vede il latino classico scritto che non cambia mai e il latino aristocratico che nell’età repubblicana diviene latino volgare e da quest’ultimo nell’età imperiale si ha la nascita delle lingue romanze. (schema verticale). Il secondo schema afferma che le lingue romanze sono nate in momenti diversi e subirono eventi diversi che portarono alla loro differenziazione. Con l’editto di caracalla del 212 si diffuse il latino. Il crollo dell’impero romano portò ad una loro frammentazione, infatti nel 3 secolo si parla di basso latino che presenta differenze con il latino classico. Dal 5 secolo si parla di latino medievale una sorta di latino classico parlato. A partire dal 9 secolo si parla di romanzo. Il latino appartiene al gruppo delle lingue indoeuropee kentum cioè occidentali e ci sono documentazioni scritte a partire dal 3 secolo. Ovviamente c’è sempre stata differenza tra il latino scritto e il latino parlato..basti pensare a cicerone che scriveva le opere retoriche e filosofiche in uno stile e le epistole familiari in un altro. Per lui esistevano urbanitas e rusticitas. Essendo che il latino presentava differenze di carattere sociale e regionale lui opponeva l’urbanitas cioè eleganza e raffinatezza alla rusticitas cioè di chi saccontentava………..il latino classico si è via via allontanato dal latino parlato e si ha il latino volgare che presenta differenze di carattere sociale e regionale. Le fonti principali che xmettono di conoscerlo sono gli autori latini come plauto autore del genere comico e dialogato che scriveva in volgare ed era apprezzato dal popolo. Oppure petronio nel satyricon con il linguaggio di trimalchione scriveva in volgare. Anche le prime traduzioni della bibbia erano in volgare. Il lessico è lo studio delle parole in sé che subiscono delle modifiche. Il lessico del latino volgare doveva essere comune a quello del latino classico, sia x forma che x significato. Alcune voci si sono mantenute sia nel latino classico o scritto sia in quello volgare o parlato; altre hanno avuto trasformazioni fonetiche altre ancora hanno subito spostamenti di significato nel latino volgare. Ad esempio fuoco->latino classico ignis. Focus era il focolare domestico; nel latino popolare focus si sostituì a ignis. ne abbiamo testimonianza nelle lingue romanze it fuoco spagn fuego fr fu portoghese fogo. I mutamenti posso consistere in un restringimento o in un allargamento semantico. Ad esempio cognatus nel latino classico era un parente di sangue. Nel latino popolare è il marito della sorella (it cognato sp cunado rumeno cumnat). Anche coppie di sinonimi hanno avuto spostamenti di significato ad esempio testa e caput. riguardo alcune caratteristiche del latino volgare nella fonetica sintassi e morfologia, bisogna tenere presente che sono connesse tra di loro. La differenza tra la sintassi del latino classico e quella delle lingue neolatine sta nel fatto che nel latino classico l’ordine abituale era soggetto, complementi indiretti, oggetto e predicato; nelle lingue romanze l’ordine era

soggetto predicato oggetto e compl indiretti. Inoltre mentre il latino classico prevedeva la costruzione x ipotassi cioè frasi lunghe e complesse con molte subordinate dipendenti, le lingue romanze preferiscono la costruzione x paratassi cioè frasi brevi coordinate tra loro tramite congiunzioni e punteggiatura. Nella metrica latina è pervenuto sia il parametro della qualità che della quantità della vocale. Nel latino parlato le vocali lunghe si iniziano a pronunciare chiuse quelle brevi aperte. Quando il latino comincia a diffondersi in Europa e in africa e si scontra con altri idiomi questa caratteristica si xde, perciò sparendo la quantità la distinzione resta solo nell’apertura della vocale e si ha una riduzione x tutte le vocali toniche. A partire da questo cambio la lunghezza dipende solo dall’accento, le vocali accentate sono più lunghe di quelle atone. Un’altra tendenza fonetica è la sincope della vocale postonica ad esempio domina->domna->donna. X quanto riguarda il consonantismo l’h aspirata scompare prima in posizione intervocalica e poi in posizione iniziale; la g in posizione intervocalica tende ad eclissarsi es. magistrum->maestro; ns si riduce a s esempio menses->meses->mese; m finale comincia a cadere nel latino arcaico esempio quem-> spagnolo quien; s finale sparisce nel rumeno e nell’italiano. La morfologia studia le forme delle parole in sé ed è l’ultima parte che risente delle modifiche del latino alle lingue romanze. Nel genere il cambiamento + importante è la sparizione del neutro. Solo il rumeno lo mantiene e in alcuni casi anche l’italiano (braccio braccia). Ci sono stati molti cambi di genere ad es. molti neutri plurali passano al femminile singolare come folia e mirabilia. Poi ci sono le declinazioni dei sostantivi. Delle 5 declinazioni la 5 era scomparsa, e i suoi sostantivi erano passati alla prima ad esempio facies facia. I sostantivi della 4 passano alla 2 ad esempio fructus fructi. Anche alcuni sostantivi della 3 passano alla 1 ad esempio glans glanda ghianda. Nel caso della 3 declinazione nel francese e nello spagnolo si ha l’accusativo in -as , nell’italiano e nel rumeno la s scompare- ci sono poi gli aggettivi dove il neutro si fonde col maschile e gli aggettivi in -er passano in -us (macrus- sacrus). Per i pronomi si ha la distinzione tra nominativo ego->io, accusativo me e dativo mihi. Il pronome di 3 persona ille viene sostituito da illi e da illius e illaei abbiamo lui e lei e da illorum loro. Riguardo l coniugazioni la prima e la 4 erano le meglio conservate nel latino volgare, mentre la 2 e la 3 avevano subito cambiamenti. i verbi deponenti dato il loro significato attivo nel latino tardivo cominciano a prendere forma attiva ad esempio mentiri mentire. Infine c’è la sintassi che nel latino era libera perché le desinenze indicavano i casi. Con la caduta delle desinenze si creò confusione tra soggetto e complemento quindi i parlanti diedero una fissità alla frase con ordine di soggetto, verbo, complemento. Dall’ipotassi si passa alla paratassi cioè da frasi lunghe e complesse si passa a frasi brevi.