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Arthur Schopenhauer: Volontà, Rappresentazione e Pessimismo, Schemi e mappe concettuali di Filosofia

Una sintesi del pensiero di arthur schopenhauer, esplorando le sue influenze filosofiche, la critica all'idealismo e la sua concezione del mondo come volontà e rappresentazione. Approfondisce il concetto del 'velo di maya', la natura della sofferenza umana e le vie di liberazione attraverso l'arte, la morale e l'ascesi. Anche la critica di schopenhauer all'ottimismo e la sua visione pessimistica dell'esistenza, offrendo una panoramica completa del suo pensiero filosofico. Esplora le influenze di platone, kant e delle filosofie orientali sul suo pensiero, delineando un quadro complesso e articolato della sua filosofia pessimistica. Il documento si concentra sulla sua visione della volontà come forza irrazionale e sulla sofferenza intrinseca all'esistenza umana, offrendo spunti di riflessione sulla condizione umana e sulla ricerca di significato nella vita.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

Caricato il 24/06/2025

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ARTHUR SCHOPENHAUER
Nasce a Danzica il 22 febbraio 1788
Padre banchiere, madre famosa scrittrice di romanzi
Laurea in filosofia presso l'Università di Gottinga
Docente all'Università di Berlino ma senza grande successo
Muore il 21 settembre 1860
INFLUENZE:
Platone
Teoria delle idee
Kant
Visione soggettivistica della
gnoseologia
Illuminismo
Concezione materialistica e ideologica
Voltaire
Ironia dissacrante
Romanticismo
Irrazionalismo, infinito, dolore, arte,
filosofia e sapienza orientale
VS IDEALISMO «LA FILOSOFIA DELLE UNIVERSITÀ»
pensiero effimero, volatile, sofistico, che insegue potere e successo;
VS FICHTE E SCHELLING MA SOPRATTUTTO VS HEGEL
(«ciarlatano pesante e stucchevole» e «sicario della verità»).
IL «VELO DI MAY
Kant:
Fenomeno: «la cosa così come appare»;
Noumeno: «la cosa in sé».
Schopenhauer:
Fenomeno: apparenza, finzione, illusione, sogno (Velo di Maya);
Noumeno: la realtà che si nasconde dietro il fenomeno e che il filosofo deve
«scoprire».
KANT
SCHOPENHAUER
Critica della ragion pura = approccio
gnoseologico-scientifico
Il mondo come volontà e rappresentazione =
approccio metafisico, esistenzialista,
orientalistico
Fenomeno esiste fuori della coscienza
Fenomeno esiste solo dentro la coscienza ed
è rappresentazione
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ARTHUR SCHOPENHAUER

  • Nasce a Danzica il 22 febbraio 1788
  • Padre banchiere, madre famosa scrittrice di romanzi
  • Laurea in filosofia presso l'Università di Gottinga
  • Docente all'Università di Berlino ma senza grande successo
  • Muore il 21 settembre 1860 INFLUENZE: Platone Teoria delle idee Kant (^) Visione soggettivistica della gnoseologia Illuminismo Concezione materialistica e ideologica Voltaire Ironia dissacrante Romanticismo (^) Irrazionalismo, infinito, dolore, arte, filosofia e sapienza orientale VS IDEALISMO «LA FILOSOFIA DELLE UNIVERSITÀ»
  • pensiero effimero, volatile, sofistico, che insegue potere e successo; VS FICHTE E SCHELLING MA SOPRATTUTTO VS HEGEL
  • («ciarlatano pesante e stucchevole» e «sicario della verità»). IL «VELO DI MAYA» Kant:
  • Fenomeno: «la cosa così come appare»;
  • Noumeno: «la cosa in sé». Schopenhauer:
  • Fenomeno: apparenza, finzione, illusione, sogno (Velo di Maya);
  • Noumeno: la realtà che si nasconde dietro il fenomeno e che il filosofo deve «scoprire». KANT SCHOPENHAUER Critica della ragion pura = approccio gnoseologico-scientifico Il mondo come volontà e rappresentazione = approccio metafisico, esistenzialista, orientalistico Fenomeno esiste fuori della coscienza (^) Fenomeno esiste solo dentro la coscienza ed è rappresentazione

FENOMENO COME RAPPRESENTAZIONE

  • SOGGETTO RAPPRESENTANTE «ci che tutto conosce senza essere conosciuto da alcuno»
  • OGGETTO RAPPRESENTATO «ci che viene conosciuto» Il fenomeno (rappresentazione) si basa su 3 forme a priori:
  • spazio;
  • tempo;
  • causalità. CAUSALITÀ Diverse forme in funzione dell'ambito e si manifesta come:
  • Necessità fisica (principio del divenire = rapporti causali tra oggetti naturali);
  • Necessità logica (principio del conoscere = rapporti tra premesse e conseguenze);
  • Necessità matematica (principio dell'essere = rapporti spazio-temporali e aritmeticogeometrici);
  • Necessità morale (principio dell'agire = motivazione - azione). «LA VITA È SOGNO» Influenze da:
  • Platone «gli uomini non vivono che in un sogno»;
  • Veda (filosofia indiana): vita come illusione ottica;
  • Pindaro «l'uomo è il sogno di un'ombra»;
  • Sofocle: uomini come «simulacri e ombre leggere»;
  • Shakespeare «noi siamo di tale stoffa, come quella di cui sono fatti i sogni, e la nostra breve vita è chiusa in un sonno»;
  • Calderón de la Barca: autore dell'opera «La vida es sueño» Noi siamo rappresentazione e corpo… Corpo = manifesta la propria «volontà di vivere», impulso fisiologico e irrazionale che ci fa sopravvivere sopra ogni cosa Volontà = "l'intimo essere, il nocciolo di ogni singolo, ed egualmente del tutto" ENERGIA A-LOGICA E IRRAZIONALE(volontà)
  • INCONSCIA: impulso fisiologico e irrazionale;
  • UNICA: fuori dal contesto spazio-temporale (oltre il principio di individuazione); • ETERNA: fuori dal contesto temporale, senza inizio né fine («alla volontà è assicurata la vita»);
  • INCAUSATA: non è stata causata da qualcosa;
  • SENZA SCOPO: non ha fini, non ha perché, è una forza cieca senza meta. Unica crudele verità sul mondo: siamo destinati a voler vivere Dio non esiste, l'unico assoluto è la volontà di vivere

CRITICA CONTRO OGNI FORMA DI OTTIMISMO

  • Vs ottimismo cosmico: Schopenhauer tra i «maestri del sospetto» insieme a Nietzsche, Freud e Marx che vogliono «sbugiardare» la filosofia accademica e la filosofia idealista;
  • Vs ottimismo sociale: contro l'idea che l'uomo è naturalmente buono e socievole → per S. l'uomo è naturalmente predisposto al conflitto e all'egoismo;
  • Vs ottimismo storico: ripetitività della storia «non vi è nulla di nuovo sotto il sole» (Ecclesiaste 1,10), «mentre la storia ci insegna che in ogni tempo avviene qualcosa di diverso, la filosofia si sforza di innalzarci alla concezione che in ogni tempo fu, è e sarà sempre la stessa COSa» IN BUONA COMPAGNIA
  • Filosofia orientale → «esistere è soffrire»;
  • Platone → «è meglio non essere nati piuttosto che vivere»;
  • Calderón de la Barca → «il delitto maggiore per l'uomo è di essere nato»; • Bibbia → «la vita è una valle di lacrime» RIFIUTO DEL SUICIDIO
  • «il suicidio, lungi dall'essere negazione della volontà, è invece un atto di forte affermazione della volontà stessa» → nega la vita ma non la volontà;
  • Il suicidio è un fenomeno della volontà di vivere che si manifesta (il suicida vuole vivere ma non così!); Soluzione non è il suicidio ma la liberazione della volontà di vivere in sé stessa (dalla voluntas alla noluntas) → coscienza del dolore, accettazione e disinganno. 3 MOMENTI SALVIFICI: ARTE, MORALE E ASCESI ARTE diversa dalla scienza perché l'arte si svincola dal suo contesto per contemplare le idee delle cose; Obiettivo: elevarsi, disinteressata contemplazione, funzione catartica e liberatrice; Gerarchia delle arti da quelle che manifestano maggiormente la volontà (architettura) a quelle che si elevano maggiormente (tragedia, poesia, musica, pittura). MA: l'evasione proposta dall'arte è solo momentanea e parziale (è un breve incantesimo che svanisce ben presto e abbiamo bisogno di altre vie salvifiche) MORALE/ETICA Uomo si impegna per vivere nel mondo insieme agli altri suoi simili; «Compassione» e «pietà» nei confronti dell'altro e del suo dolore, delle sue sofferenze; Due virtù fondamentali: La giustizia: non fare il male all'altro → implica un'uscita dall'egoismo tipico dell'essere umano; La carità (agàpe): volontà proattiva di fare del bene al prossimo → non è come l'èros (amore interessato) ma è agape (amore disinteressato «ogni puro e sincero amore è pietà») → sentire su di sé il dolore degli altri e il dolore di tutti (dolore cosmico). MA la morale ha dei limiti perché è ancorato alla vita e quindi...

ASCESI

Nasce dall'orrore per la volontà di vivere; La persona non vuole più volere la vita «con la parola ascesi (...) io intendo, nel senso più stretto, il deliberato infrangimento della volontà, mediante l'astensione dal piacevole e la ricerca dello spiacevole, l'espiazione e la macerazione spontanea scelta, per la continuata mortificazione della volontà»