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schemi e mappe concettuali belli
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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la psicologia del lavoro e delle organizzazioni è una specializzazione incentrata sull'applicazione dei principi psicologici nel tentativo di comprendere la persona al lavoro si trova all’origine della psicologia come disciplina applicata es organizzazioni/ test / fatica / gruppi = tutti concetti utilizzati a partire da questa disciplina cnop consiglio nazionale ordine degli psicologi
comportamento umano occorre leggere la realtà a livelli interdipendenti che si influenzano
in organizzazioni
società e vengono influenzate dalla società e dalle norme sociali e culturali di riferimento
operato L’autore dice che questa cosa si può traslare nell’ambito lavorativo
Solitamente 6 livelli considerati in maniera separata, in realtà andrebbero considerati insieme perché si influenzano vicendevolmente
molto completa !!relazioni interpersonali !strumenti del lavoro! funzionamento dell’organizzazione Ruolo fondamentale del CONTESTO perché è una disciplina sociale, se il contesto cambia : ^ cambiano le caratteristiche dei lavoratori ^ cambiano le organizzazioni L’intento della disciplina è cogliere il senso di questi cambiamenti strutturali e gli effetti di questi sulle persone Es di cambiamenti nel mondo del lavoro:
un valido psicologo del lavoro dell'organizzazione deve essere sia uno scienziato impegnato nella ricerca sia un professionista attivo ci sono diverse implicazioni:
diretto a coordinare in modo razionale gli sforzi di più individui in vista della raggiungimento di uno scopo e di un obiettivo (l'obiettivo è quello dell'organizzazione) Efficacia = Raggiungere l'obiettivo Efficienza = raggiungere l'obiettivo nel minor tempo possibile con il minor dispendio di risorse Questa è una prima definizione classica però non esiste LA definizione di organizzazione cioè quella che vada bene per qualsiasi contesto e questo perché, così come per il lavoro, anche per l'organizzazione esistono diversi significati del termine e ci sono stati diversi studiosi che hanno provato a studiare e le organizzazioni guardandole da una prospettiva differente
A cosa pensiamo quando parliamo di organizzazione? Organizzazione sempre sinonimo di burocrazia e gerarchia? Organizzazione come entità solida, ordinata, che dura nel tempo e indipendente dalle persone? O è determinata (anche o completamente) dalle caratteristiche degli individui e dei gruppi che lavorano nei contesti organizzativi?
all'interno dell'organizzazione Associate mentalmente la vostra idea di organizzazione ad un oggetto, una forma, una situazione concreta Organizzazione come… o Orologio o Macchinario o Automobile Idea di un meccanismo, di un insieme di pezzi, ingranaggi, funzioni, che consente di ottenere, attraverso il funzionamento interdipendente ed integrato, determinati risultati
o Puzzle o Piramide o Castello Idea di struttura basata su relazioni verticali e rapporti gerarchici o Famiglia o Teatro Considerazione della dimensione sociale dei rapporti e dei ruoli Organizzativi o Gioco degli scacchi Si considerano i margini d’azione strategica che le persone ricavano e gestiscono all’interno del sistema di regole e norme, formali ed informali o Api L’idea dell’organizzazione come un sistema dove si svolge un’azione collettiva, basata sulla collaborazione, attiva e impegnata, dei partecipanti o Cellula o Organismo o Albero Immagine di un sistema organico «vivente», capace di autoriprodursi, evolvere e crescere, adattandosi all’ambiente esterno o Ragnatela o Internet o Regno animale Si evoca l’immagine dei network organizzativi, delle popolazioni organizzative Riflettendoci queste immagini contengono buona parte della storia del pensiero organizzativo…
nessuno di loro sa dell’esistenza di un animale siffatto e quando ne parlano insieme il primo di loro afferma di avere incontrato una grande foglia; il secondo, un muro; il terzo dice che era certamente un albero possente; per il quarto si trattava di una lancia; il quinto dice di essere entrato in contatto con un serpente. Ciascuno di loro aveva fatto esperienza di una parte diversa dell’elefante e ne aveva ricavato una comprensione molto diversa. La morale di questa storia, applicata all’organizzazione, è rappresentata dal fatto che ognuno di noi, di fronte ad un fenomeno così grande e complesso, tende a concentrare selettivamente la propria attenzione su alcuni specifici aspetti, fenomeni o problemi, normalmente selezionati in base al proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze (la parte di elefante che si è avuto modo di toccare). Pertanto, le descrizioni e interpretazioni formulate dipenderanno fortemente dalle prospettive assunte, questo è però ci sottolinea come una sola modalità non sia sufficiente L'autrice dice che quando si studia l'organizzazione è importante cercare di avere in mente tutte queste prospettive e solamente nel momento in cui si tengono insieme tutte le prospettive si avrà modo di apprezzare la vastità di questo problema quindi del pensiero organizzativo questa è una conclusione a cui si è arrivati con il tempo all'inizio non era così
connessi e nessuno di questi può considerarsi da solo esaustivo; quindi, il fatto di considerare elementi singoli (es. struttura, tecnologia, dimensione) non è sbagliato, ma non è sufficiente per avere un'idea completa delle organizzazioni
raggiungere risultati ma anche nei termini prestabiliti, ci vogliono dei sistemi che permettano la valutazione dell'operato delle persone all'interno dell'organizzazione
concetto molto importante perché si ha bisogno di persone non soltanto capaci, ma anche persone che si identifichino con l'organizzazione, che si vogliano spendere per l’organizzazione che vadano oltre al loro ruolo c'è bisogno di persone che siano motivate a raggiungere gli obiettivi organizzativi
contemporaneamente questi sei processi organizzativi, questo è ciò che dovrebbe essere nella teoria, ci sono però dei rischi potenziali
almeno due
a) non è sufficiente una visione puramente strumentale delle organizzazioni il modo in cui ci si pone in contatto con queste organizzazioni può essere molto diverso e può non dipendere unicamente da incentivi materiali (es. guadagno, carriera sicura, ambiente confortevole) ci possiamo legare molto ad organizzazioni che ci danno altri tipi di incentivi es morale ideale o simbolico
maggiormente personali e individuali quindi da una visione fortemente meccanica del processo materiale che dà l'idea di ingranaggio, macchina, piramide e gerarchia si è passati a riconoscere la centralità della motivazione degli elementi personali dei lavoratori e l’importanza di realizzazione all'interno dei contesti lavorativi vedremo come c'è stato questo passaggio da l'organizzazione scientifica di Taylor fino ad arrivare alle serie delle neo relazioni umani lu 11/ Psicologia del lavoro e delle organizzazioni:
nomenclatura presente anche in Europa = psicologia del lavoro delle organizzazioni occupational psychology Industrial Organizational e psychology Industrial è un errore perché l’inventore della nomenclatura (Brian) voleva dire individual
La disciplina nasce tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 quando si assiste al passaggio tra la prima e la seconda rivoluzione industriale è importante ragionare Sull'aspetto fondamentale che dà l'avvio allo studio della psicologia del lavoro e delle organizzazioni c'è una prima fase della rivoluzione industriale in cui le principali novità tecnologiche sono rappresentate dallo sviluppo delle macchine motrici e dalla loro invenzione il principale settore produttivo è il tessile però il lavoro è ancora artigianale: gli strumenti sono ancora semplici e tradizionali
è superfluo anche al punto di vista della comunicazione = anche chi deve dirigere queste persone si deve limitare ad utilizzare solamente un tipo di comunicazione dall'alto verso il basso possa essere funzionale al raggiungimento dell'obiettivo
È necessario trovare, e quindi scegliere, l'operaio più idoneo a svolgere uno specifico lavoro, per tutti quanti è possibile individuare un lavoro che sia adatto a loro. quindi secondo
caratteristiche fisiche adeguate per coprire quel lavoro
lui stabilisce che se le persone raggiungono gli standard prefissati o vanno oltre, possono avere una retribuzione aggiuntiva = Questo fa in modo che le persone si impegnino per raggiungere sempre più risultati per aspirare alla migliore retribuzione a cui viene spesso aggiunto un'altra modalità di lavoro
assegnare agli operai da un lato c'era chi si doveva occupare dell'esecuzione del lavoro, dall'altro chi si doveva occupare di gestire il lavoro quindi manager e capi. quindi istituì questo ufficio in modo tale da avere una sempre più netta separazione fra il lavoro intellettuale e il lavoro manuale
come gli operai dovevano seguire delle regole rigide preoccuparsi di specifici compiti, anche i capi dovevano essere specializzati in certe funzione organizzative Taylor non sviluppa in
successivi
Dobbiamo riconoscere che il taylorismo ebbe diversi punti di forza oltre che criticità difatti:
spesso vengono messi insieme e in relazione)
l'obiettivo veniva raggiunto, ma lo studio per questo tipo di attività lavorativa veniva portato all'estremo:
commissionata da un professore col medesimo nome) che aveva il compito di prendere in esame 35 stabilimenti in cui il metodo scientifico di Taylor veniva applicato e scelti da Taylor stesso. Questa inchiesta notò che molte organizzazioni, invece che adottare il metodo scientifico del lavoro nella sua totalità iniziarono ad adottare i suoi principi in modo solo parziale; quindi, per esempio non applicavano le paghe differenziali, facendo lavorare i lavoratori più del previsto ma senza dargli nulla in cambio. Quindi questa inchiesta innanzitutto notò che:
dato che risale agli inizi del 900 c’è qualcosa che resta ancora oggi? ci sono contesti in cui ancora i principi del taylorismo, chiaramente modificati, sono rimasti:
A partire dalle criticità dell’inchiesta Hoxie, prendono avvio gli studi di Mayo relativamente l'organizzazione scientifica del lavoro
lavoro perché fonda, a partire da questi studi, il movimento delle relazioni umane. Quando si parla del movimento delle relazioni umane ci si riferisce ad un approccio dello sviluppo organizzativo che si basa sull’analisi degli aspetti sociali del lavoro e sugli aspetti relazionali da qui il termine relazioni umane. Per aspetti sociali e relazionali ci si riferisce a tutte quelle dinamiche che influenzano il comportamento dei singoli individui all'interno dei gruppi di lavoro, ad esempio processi come la motivazione, la loro soddisfazione tutti elementi che in qualche modo erano stati trascurati dal taylorismo
Questa collaborazione, interazione e questi aspetti psico sociali avevano avuto più influenza rispetto alle condizioni materiali Evidenze dalle interviste alle operaie:
questo ci porta a dire che accanto ad una dimensione di organizzazione formale ne esiste un'altra altrettanto importante che è l'organizzazione informale del gruppo di lavoro 12/10/2021 no libro
anche se erano stati presi in considerazione gli aspetti umani dei lavoratori e quelli relazionali, questa attenzione verso questi aspetti relativi alla socialità e alle relazioni rimaneva sempre strumentale all'aumento della produttività e del profitto = l'obiettivo era quello di migliorare
cambia l'accento più sull'aspetto relazionale /sociale. la corrente successiva è quella delle neorelazioni umane (scuola motivazionalista) che nasce dagli studi Di Mayo e cerca di integrare la logica economica con quella affettiva delle relazioni umane Alcuni autori iniziarono concepire queste due prospettive (Taylorismo) e (Relazioni Umane) in maniera contrapposta
questa corrente cerca di integrare la prospettiva scientifica cioè management (i principi di razionalità e prevedibilità), con quella delle relazioni umane che cerca di valorizzare la socialità, gli aspetti relazionali e gli aspetti affettivi dei lavoratori l'uomo non è più mosso da incentivi economici ma è mosso da aspetti maggiormente sociali e relazionali le neorelazioni umane immaginando queste due prospettive tra loro contrapposte cercano di metterle insieme e integrarle
ne citiamo due in particolare, quelli che hanno utilizzato certi elementi che sono comuni anche agli altri autori:
necessariamente a un elevato rendimento, quindi se si produce di più, questo dipende
essere vero: le persone possono produrre tanto pur non essendo soddisfatte). ^ Esistono tipologie di lavori in cui affinché ci sia un alto rendimento c’è bisogno di un'alta creatività e della possibilità di avere autonomia ed iniziativa nell'attività lavorativa
grazie a queste tre modalità il lavoro riesce a rendersi più ricco in termini di contenuti e quindi a stimolare la responsabilità individuale, la creatività e l'autonomia e tutto ciò procura maggiore soddisfazione ai lavoratori, permette loro di crescere personalmente e professionalmente e questo fa sì che le persone siano maggiormente coinvolte e identificate con l'organizzazione. La corrente delle neorelazioni umane dice che la tecnologia non deve determinare a priori il modo in cui i lavoratori andranno a lavorare ma deve lasciare dei margini di autonomia e di discrezionalità, la tecnologia serve così come gli strumenti del lavoro ma non occorre essere
L'idea del job design è di ridisegnare il lavoro in modo tale che i contenuti del lavoro stesso siano più ricchi rispetto al passato e questo si può fare attraverso tre processi mostrati Persiste l'idea che il ridisegnare il lavoro sia appannaggio dell'organizzazione, quindi della dirigenza, in tempi recenti si parlerà di job design dal basso verso l'alto ovvero job crast: i lavoratori modificano la propria attività lavorativa per renderla più vicina alle proprie esigenze adesso si tende a parlare di job design in due direzioni: dall’alto verso il basso ma anche dalla basso verso l'alto
uomo-lavoro
raggiungimento negli obiettivi organizzativi
relazione uomo-lavoro, ignoravano la presenza di conflitti all'interno delle organizzazioni, variabili sociali, culturali, tecnologiche ed economiche e l’influenza dell’ambiente
conflitti, quindi veniva negata l'esistenza di difficoltà, avevano ignorato variabili sociali tecnologiche ed economiche avevano ignorato l'influenza che poteva avere l'ambiente all'interno dell'organizzazione l'organizzazione è sempre inserita all'interno di un ambiente in un contesto sociale, e quindi è influenzata da questo ambiente e l’organizzazione influenza a sua volta il suo ambiente ORGANIZATIONAL DEVELOPMENT
Compaiono quindi altre teorie che cercano di superare questi limiti e di prendere in considerazione degli elementi che erano stati trascurati Organizational development fa parte delle teorie ad orientamento diagnostico che si differenziano da quelle a orientamento normativo presentate finora come quelle di Taylor e Mayo le teorie di orientamento diagnostico al posto di soffermarsi su uomo ed attività lavorativa si soffermano sulla relazione tra lavoratore e la struttura organizzativa, studiando elementi come il clima (aria e atmosfera che si respira all'interno di una organizzazione) e la cultura (valori condivisi all'interno di un'organizzazione che si sono creati e che sono stati proposti ai nuovi membri es il modo corretto di comportarsi e di agire in quella realtà organizzativa), delle organizzazioni il clima è la parte che emerge dell'iceberg, la cultura è quello che sta sotto
organizzativo cercando di mutare il livello più profondo che è quello della cultura organizzativa , ovvero cercando di agire su quelli che sono i sistemi valoriali di quella
organizzazione che poi determinano ruoli e norme all'interno di quella specifica organizzazione, in modo tale da riuscire ad integrare da un lato le esigenze produttive dell'organizzazione con quelle relazionali e di realizzazione individuale
cambiamento. Per questo viene proposto un modello organizzativo alternativo definito come cooperativo-democratico, che tiene conto di quelle che sono le esigenze e i valori dei lavoratori e che fa fronte alle esigenze di cambiamento della società in continua evoluzione. Questa corrente ha diversi obiettivi:
conflitto veniva visto come un qualcosa di negativo, di nocivo e pericoloso con conseguenze distruttive e disfunzionali (si progettano regole, procedure e strutture allo scopo di rimuovere l’insorgenza di conflitti e mantenere un ordine e controllo razionali) l'idea era che avere delle norme e delle procedure rigide portasse automaticamente a non avere conflitti all'interno dei contesti organizzativi successivamente negli anni Cinquanta si afferma il concetto di conflitto come aspetto che non può essere evitato, che esiste all'interno dei gruppi dell'organizzazione e che quindi deve essere gestito: a) in modo tale che si possa trarre il massimo beneficio per l'organizzazione b) ipotizzando che il conflitto porti sempre a delle conseguenze negative poi è anche importante chiedersi come mai talvolta il conflitto non emerga, perché potrebbe essere un problema c) l'organizzazione deve cercare di sollecitare l'esplicitazione del conflitto che significa che le persone parlino ed esprimano anche punti di vista divergenti perché da lì può nascere un miglior risultato per l'organizzazione Successivamente, con l’affermarsi del paradigma culturale, il conflitto viene visto come condizione strutturale e il management deve rapportarsi al conflitto come fenomeno da valorizzare; per poi arrivare alle concezioni più recenti che dicono che il conflitto è un elemento fondamentale per l'innovazione all'interno dei contesti organizzativi = senza conflitto non c'è occupazione quindi il conflitto passa da essere completamente negato fino a essere considerato come un elemento strutturale che porta ad innovazione.
Queste persone quindi si erano ritrovate in una modalità diversa di lavorare che dal punto di vista tecnico e tecnologico era effettivamente più adeguata, ma che non teneva conto di queste variabili altrettanto importanti quindi per esempio il fatto che le persone nello stare vicine durante l'attività lavorativa avevano avuto la possibilità di costruirsi dei rapporti interpersonali con gli altri membri del gruppo e che questo da un momento all'altro non avveniva più.
esigenze umane e sociali anche sfruttando le nuove tecnologie = le persone non devono essere assoggettate alla tecnologia bensì bisogna pensare ad una integrazione SISTEMA SOCIO-TECNICO Integrazione tra sistema tecnologico e rapporti sociali
questa è una corrente che si sviluppa in Gran Bretagna Anche in questo caso vanno considerate le esigenze dei lavoratori attraverso tre principi caratterizzanti: ottimizzazioni condivisa partecipazione aperta scelta organizzativa
è necessario considerare allo stesso modo sia le variabili tecniche che quelle sociali, perché insieme concorrono a caratterizzare il sistema produttivo; quindi, le variabili tecnologiche devono essere armonizzate con quelle di tipo sociale le organizzazioni sono inserite in un ambiente con cui si influenzano vicendevolmente, per questo motivo è importante riuscire a considerare l'equilibrio di questo sistema di interscambio con il contesto. le organizzazioni non sono come sistemi chiusi e indipendenti dall'ambiente ma come sistemi aperti in continuo scambio con il contesto la tecnologia non impone un unico modello organizzativo (così come voleva Taylor), non c'è la One best way, ma anzi è possibile utilizzare e scegliere un determinato modello organizzativo di lavoro che sia il più adatto a conciliare le esigenze tecniche con quelle sociali, qui si dà quindi l'avvio ad un'altra corrente che è quella delle contingenze quindi esiste un modello organizzativo più adatto a seconda della contingenza e dell'ambiente di riferimento e degli elementi che regolano lo scambio con l'ambiente
In Italia succedono prima le stesse cose che accadevano in Europa:
con la performance lavorativa
(psicotecnica) in Germania
lavoratori delle zolfare della Sicilia e utilizza un termine che è il fattore sociale del lavoro; quindi , oltre al fattore medico viene preso in considerazione anche quello sociale dell'attività lavorativa Nascita e sviluppo del testing finalizzato alla valutazione delle attitudini e delle abilità intellettive dell’esercito e dei piloti dell’aviazione (in USA: test come Army Alpha e Army Beta) negli Stati Uniti si iniziano ad test finalizzati alla valutazione delle attitudini e delle abilità intellettive dell'esercito dei piloti dell'aviazione. Il test Alpha era dedicato a chi sapeva leggere, il Beta per gli analfabeti la psicologia veniva utilizzata per selezionare le persone soprattutto per l'esercito = risposta a un problema reale concreto In Italia lo sviluppo della psicologia generale ed anche quella del lavoro e delle organizzazione subisce una battuta di arresto in corrispondenza della presa del potere del fascismo e fino alla fine della II guerra mondiale Il regime difatti osteggia la psicologia e mette al bando l’utilizzo di tecniche psicologiche di selezione, orientamento e organizzazione aziendale, mentre in altri paesi nel periodo di
Italia invece non abbiamo un corrispettivo
di Milano e nel 1927 fonda un istituto di psicologia nel quale promuove una ricerca applicativa dedicandosi al rapporto tra uomo e macchina, alla motivazione dei lavoratori anche a cercare di valorizzare le individualità dei lavoratori quindi la loro soggettività. Nel
uomo-macchina, la motivazione ed incentivazione del personale, la valorizzazione della soggettività del lavoratore
si producevano macchine da scrivere. Queste aziende erano davvero all'avanguardia per quel periodo, perché presso queste aziende venne fondato il centro di psicologia (1955) (affidato a Francesco Novara, sulla scorta di precedenti esperienze promosse da Adriano Olivetti e portate avanti insieme a Cesare Musatti, resterà attivo fino al 1993 in Italia a partire dagli anni 60 si assiste ad uno sviluppo significativo della disciplina, cioè la psicologia del lavoro e delle organizzazioni. aumentano le domande di efficientamento che l’organizzazione rivolge alla psicologia. Interesse crescente per i temi della psicologia del lavoro e di carattere sociale e gruppale della psicologia del lavoro (psicologia dell’organizzazione) oltre a parlare di psicologia industriale che era considerata la psicologia del lavoro poi si parla anche di psicologia delle organizzazioni per sottolineare il carattere sociale e gruppale che aveva la psicologia del lavoro nel 61 viene istituita la prima associazione per la psicologia italiana del lavoro la API e poi il primo insediamento a metà degli anni 60 primo insegnamento di psicologia del lavoro in Italia (Univ. Cattolica di Milano) metà degli anni 80 anche altre università italiane costituiscono per la prima volta un indirizzo di psicologia del lavoro e delle organizzazioni non solamente un insegnamento ma proprio un indirizzo ! Collegamento con i problemi reali della società che portano la psicologia essere applicata ai contesti reali L’attenzione e la centralità dell’individuo si sono nel tempo sempre più ampliate, fino a considerare gli aspetti non solo individuali, ma anche le dinamiche di gruppo e organizzative 13/10/2021 mercoledì
caratterizzata da una forte componente soggettiva e diacronica = Ciò che spinge le persone a dirigere la propria azione verso un obiettivo che può cambiare nel tempo Le motivazioni possono essere diverse all’interno di uno stesso individuo e nel corso nel tempo
Definizione: È definita come un insieme di forze energetiche che hanno diversa origine (sia all'interno che all'esterno Dell'individuo es le caratteristiche dell'ambiente e del lavoro stesso =! imp l’interazione persona-ambiente) che, in determinate circostanze, danno avvio, dirigono e sostengono una condotta lavorativa influenzandone tre elementi:
Argomento di interesse per gli psicologi del lavoro e delle organizzazioni perché pervade tutte le questioni legate al lavoro e alle organizzazioni, in quanto tutto il comportamento è