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SCIENZE UMANE - programma quinta superiore, Dispense di Scienze Umane

Riassunto chiaro e sintetico dell’intero programma di Scienze Umane, ideale per interrogazioni, verifiche e maturità. Contiene tutti gli argomenti principali: sociologia e stratificazione sociale, disuguaglianze sociali, teorie di Pareto, Locke, Marx e Weber, forme di stratificazione, mobilità sociale, povertà; società di massa e media, mutamenti sociali, civiltà dei mass media, scuola di Francoforte; sociologia politica e potere, istituzioni, Stato moderno, democrazia, totalitarismo, propaganda; migrazione e società, politiche migratorie e sistema di accoglienza; sociologia del lavoro, fordismo, toyotismo, Lean Production e Kaizen. Perfetto per uno studio efficace e completo.

Tipologia: Dispense

2024/2025

In vendita dal 13/02/2026

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DISUGUAGLIANZE SOCIALI E STRATIFICAZIONE
SOCIALE
Ogni società moderna industrializzata e composta da due elementi fondamentali:
DISUGUAGLIANZE SOCIALI → alcuni individui hanno una porzione di potere, ricchezza e
prestigio più grande degli altri = ricompense sociali → determinano le caratteristiche di un
gruppo o individuo.
- Pareto (teoria dell'élite)
- Locke → sosteneva che guadagnare ricchezza comportasse un elemento di proprietà
che viene acquisito attraverso il lavoro.
STRATIFICAZIONE SOCIALE → distribuzione della popolazione in strati diseguali = gli individui
hanno diverso accesso alle ricompense sociali in base al loro status.
Ha assunto diverse forme a seconda dei periodi storici:
- schiavitù = gli individui sono posseduti da altri (proprietà)
- caste = sistemi rigidi e chiusi → status ascritti (culture indiane e reincarnazione)
- ceti = in base al reddito avevano diritti e doveri diversi (feudalesimo europeo)
- classi = stesso tipo di risorse economiche che influiscono sulle condizioni di vita (sistemi
aperti → status acquisiti) → passaggio da uno status ad un altro = MOBILITÀ SOCIALE.
Criteri di appartenenza alle classi:
- MARX → stessi rapporti con i mezzi di produzione.
- WEBER → 3 criteri → status politico, economico e sociale = posizione sociale è data dallo status
socioeconomico.
→ Le teorie dei classici (800) si distinguono da quella dei contemporanei (900):
- principio di uguaglianza
- status acquisiti → mobilità sociale
LA TEORIA FUNZIONALISTA - Davis e Moore
La stratificazione sociale svolge una precisa funzione nella società → è necessaria perchè favorisce
l'integrazione sociale che si ottiene dando ad ognuno un ruolo e premiando il merito → meccanismo
positivo che consente alla società di risolvere problemi per la sua sopravvivenza.
Critica di TUMIN → la stratificazione porta all'esistenza di posizioni sociali più rilevanti di altre → sistema
che tende ad autoriprodursi (i privilegi vengono trasmessi e le persone svantaggiate hanno meno
opportunità) → non garantisce meritocrazia ma conserva le disuguaglianze.
L'APPROCCIO EVOLUTIVO - Lenski
Caccia e raccolta - agricole → Le risorse fondamentali sono necessarie per la sopravvivenza della
società → per garantirla, queste risorse vengono prodotte e gestite da chi è più dotato (capace di
svolgere ruoli sociali importanti) → quando le risorse superano il minimo necessario per sopravvivere
nasce il problema della loro distribuzione → nasce un conflitto per l'accesso a queste risorse (surplus)
→ si forma un'élite dominante che ha più risorse e la società di divide in strati che ricevono
ricompense in modo non equo.
Nelle società industriali avanzate → nuove occupazioni e il tasso di mobilità sociale cresce → si
allarga la classe media perché tutta la popolazione partecipa alla divisione della ricchezza prodotta
dall'industrializzazione.
Alcune disuguaglianze sono necessarie, mentre altre sono create e mantenute da chi detiene il potere.
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DISUGUAGLIANZE SOCIALI E STRATIFICAZIONE

SOCIALE

Ogni società moderna industrializzata e composta da due elementi fondamentali: ● DISUGUAGLIANZE SOCIALI → alcuni individui hanno una porzione di potere, ricchezza e prestigio più grande degli altri = ricompense sociali → determinano le caratteristiche di un gruppo o individuo.

  • Pareto (teoria dell'élite)
  • Locke → sosteneva che guadagnare ricchezza comportasse un elemento di proprietà che viene acquisito attraverso il lavoro. ● STRATIFICAZIONE SOCIALE → distribuzione della popolazione in strati diseguali = gli individui hanno diverso accesso alle ricompense sociali in base al loro status. Ha assunto diverse forme a seconda dei periodi storici:
  • schiavitù = gli individui sono posseduti da altri (proprietà)
  • caste = sistemi rigidi e chiusi → status ascritti (culture indiane e reincarnazione)
  • ceti = in base al reddito avevano diritti e doveri diversi (feudalesimo europeo)
  • classi = stesso tipo di risorse economiche che influiscono sulle condizioni di vita (sistemi aperti → status acquisiti) → passaggio da uno status ad un altro = MOBILITÀ SOCIALE. Criteri di appartenenza alle classi:
  • MARX → stessi rapporti con i mezzi di produzione.
  • WEBER → 3 criteri → status politico, economico e sociale = posizione sociale è data dallo status socioeconomico. → Le teorie dei classici (800) si distinguono da quella dei contemporanei (900) :
  • principio di uguaglianza
  • status acquisiti → mobilità sociale

LA TEORIA FUNZIONALISTA - Davis e Moore La stratificazione sociale svolge una precisa funzione nella società → è necessaria perchè favorisce l'integrazione sociale che si ottiene dando ad ognuno un ruolo e premiando il merito → meccanismo positivo che consente alla società di risolvere problemi per la sua sopravvivenza. Critica di TUMIN → la stratificazione porta all'esistenza di posizioni sociali più rilevanti di altre → sistema che tende ad autoriprodursi (i privilegi vengono trasmessi e le persone svantaggiate hanno meno opportunità) → non garantisce meritocrazia ma conserva le disuguaglianze.

L'APPROCCIO EVOLUTIVO - Lenski Caccia e raccolta - agricole → Le risorse fondamentali sono necessarie per la sopravvivenza della società → per garantirla, queste risorse vengono prodotte e gestite da chi è più dotato (capace di svolgere ruoli sociali importanti) → quando le risorse superano il minimo necessario per sopravvivere nasce il problema della loro distribuzione → nasce un conflitto per l'accesso a queste risorse ( surplus ) → si forma un' élite dominante che ha più risorse e la società di divide in strati che ricevono ricompense in modo non equo. Nelle società industriali avanzate → nuove occupazioni e il tasso di mobilità sociale cresce → si allarga la classe media perché tutta la popolazione partecipa alla divisione della ricchezza prodotta dall'industrializzazione. Alcune disuguaglianze sono necessarie , mentre altre sono create e mantenute da chi detiene il potere.

LE CLASSI SOCIALI IN ITALIA - Paolo Labini

Distingue 3 classi sociali sulla base del reddito:

  • borghesia → imprenditori
  • classe media → piccola borghesia, militari e religiosi
  • classe operaia → operai e sottoproletariato

CLASSE MEDIA

- scarsa omogeneità

  • ambigua → non hanno dei valori condivisi → quindi neanche un inclinamento politico (dipende dal periodo storico e dalle condizioni economiche) → perché è ampia ed eterogenea = hanno in comune solo l'aspetto economico.

MILLS (scuola di Francoforte) → distinzione tra:

  • colletti bianchi = lavoratori autonomi, accettano passivamente i modelli culturali della società di massa.
  • colletti blu = lavoratori dipendenti, lottano per i loro diritti (scioperi).

OMOGENEIZZAZIONE DEGLI STILI DI VITAcrescita economica e del tempo libero = accesso delle classi popolari ai beni e servizi che prima erano loro preclusi → livellamento apparente delle diverse classi sociali. Tuttavia → chi ha un reddito più basso non ha le stesse opportunità di chi appartiene alle fasce più alte della società → speranze di vita → lavori pericolosi e instabili (art. 38 Cost.).

POVERTÀ

  • assoluta → mancanza dei mezzi di sostentamento fondamentali.
  • relativa → incapacità di mantenere il tenore di vita comune della società.

Teoria multidimensionale della povertà → nuovi poveri = percepiscono un reddito ma a causa di

diversi fattori non riescono a vivere una vita dignitosa:

  • dimensione economica
  • condizioni di salute e lavoro
  • istruzione
  • condizione familiare (es. monoreddito)

Teoria della povertà come marginalità → la marginalità sociale porta allo sviluppo di una cultura

della povertà come forma di adattamento → può rafforzare l'esclusione sociale e rendere difficile l'integrazione → SCUOLA DI CHICAGO → contesti sociali disfunzionali come povertà ed esclusione favoriscono comportamenti devianti.

La posizione degli intellettuali

Apocalittici → contro la cultura di massa ● Integrati → consente a tutti di accedere alla cultura

  • ADORNO E HORKHEIMER → è “anticultura", mira al controllo sociale e promuove il consumismo.
  • MORIN → interagisce con le altre ed è globale
  • PASOLINI → osserva la società italiana del secondo dopoguerra → nota una trasformazione provocata dall'aumento del benessere economico → i valori tradizionali (religione e sacrificio) vengono sostituiti da una mentalità orientata al benessere individuale → ha unificato i comportamenti individuali in un modello standardizzato e omologato → ruolo chiave dei mezzi di comunicazione di massa, in particolare la TV = diffuso l'immagine del "perfetto consumatore” = trasversale alle classi sociali → punto di riferimento comune,

LA SCUOLA DI FRANCOFORTE

→ Germania 1929, contesto di crisi culturale, sociale e politica -→ profondamente pessimisti → vedevano nella modernità una nuova forma di alienazione e controllo.

HORKHEIMER E ADORNO

  • criticano l'illuminismo → " La dialettica dell'illuminismo ”→ la fiducia cieca nella razionalità ha provocato una società efficiente e produttiva, ma al prezzo dell' infelicità, dell'alienazione e della perdita di senso.
  • descrivono i mezzi di comunicazione di massa come strumenti di manipolazione delle coscienze : la cultura diventa un prodotto che spinge l'uomo a consumare e a conformarsi e la libertà viene svuotata perché l'uomo è illuso di scegliere ma in realtà è guidato dai falsi bisogni creati dal sistema economico.
  • criticano il marxismo → giustizia e libertà non possono realizzarsi insieme: per mantenere l'uguaglianza si deve limitare la libertà e viceversa.

ADORNOdialettica negativa (rifiuta il pensiero di Hegel) → solo i filosofi, capaci di resistere alla manipolazione dei mass media, possono rivelare ciò che accade davvero nella società → filosofia come strumento di resistenza e denuncia.

MARCUSE → " L'uomo a una dimensione ” → società occidentale è una democrazia apparentemente felice → libertà apparente = uomo intrappolato in una spirale di consumo, lavoro alienante e tempo libero manipolato che lo rendono docile e inconsapevole.

Sul piano psicologico… ADORNO → " La personalità autoritaria ”→ indaga le origini psicologiche del consenso ai regimi totalitari = personalità formata da conformismo, intolleranza e sottomissione all'autorità → educazione familiare repressiva.

FROMM → denuncia l' alienazione dell'uomo moderno → in una società che esalta il possesso a scapito della felicità → l'uomo contemporaneo è frustrato, inautentico e manipolato nei suoi desideri.

SOCIOLOGIA POLITICA

IL POTERE → capacità di modificare il comportamento di altri.

Due aspetti fondamentali:

- carattere relazionale

  • duplice natura → comando impartito o "essere in grado di fare”

FOUCAULT→ sottolinea il carattere pervasivo del potere nella società, distingue 2 dimensioni di potere:

  • macro → potere centrale dello Stato espresso attraverso le istituzioni che si manifesta in leggi.
  • micro → presente ovunque nelle relazioni sociali e negli ambienti pubblici, opera in modo discreto regolando comportamenti e organizzando la vita sociale senza l'uso della forza.

LE ISTITUZIONI → strutture sociali organizzate che regolano la vita collettiva, fissano norme di

comportamento e contribuiscono a mantenere l’ordine e il funzionamento di una società.

LO STATO → dal latino "status” = posizione

WEBER → termine "stato” corrisponde al cambiamento nella natura del potere politico con la comparsa degli Stati nazionali , caratterizzati da:

  • confini solidi
  • apparato legislativo (burocrazia)
  • monopolio della forza La base dello stato moderno è la sua SOVRANITÀ → da cui derivano tutti i poteri inferiori

STATO ASSOLUTO → accentramento del potere nella figura del Re (prima forma di stato moderno

→ monarchia assoluta di Luigi XIV in Francia). HOBBES → esito di un patto con cui gli individui cedono a una sola persona o istituzione le libertà che essi possiedono per natura, ricavandone pace e sicurezza.

MONARCHIA COSTITUZIONALE → divisione dei poteri

Di origine inglese → Guglielmo Ill d'Orange → giurò fedeltà alla "dichiarazione dei diritti” elaborata dal parlamento → rispetta le libertà personali e politiche → limite: diritto di voto non era garantito a tutti.

DEMOCRAZIA LIBERALE → base = la sovranità appartiene al popolo che può eleggere e

sfiduciare i suoi rappresentanti.

  • separazione dei poteri → tra organi diversi per evitare abusi
  • diritti civili → per proteggere le libertà individuali

Rischi e limiti della democrazia

ARISTOTELE → forma “deviata" di governo, c'è il rischio che la maggioranza governi solo per il proprio interesse, trascurando il bene comune e le minoranze. ● TOCQUEVILLE → può portare alla tirannide della maggioranza, in cui essa domina moralmente le minoranze, reprimendo il dissenso senza aver bisogno di ricorrere alla violenza. ● SARTORI → la democrazia richiede il rispetto delle minoranze che devono avere la possibilità di diventare maggioranza → è essenziale l'alternanza di potere garantita dalle elezioni.

L'IMMIGRAZIONE

Fin dalle origini l'umanità si è distinta per la capacità di muoversi e adattarsi agli ambienti → oggi parliamo di migrazioni di massa legate a dinamiche storiche, economiche, politiche e culturali complesse: povertà, guerre, persecuzioni, disastri ambientali, desideri di benessere, libertà, conoscenza e scambio. Matilde callari Galli → fenomeno migratorio è amplificato dalle nuove tecnologie di comunicazione e di trasporto che rendono possibile una mobilità sia reale che virtuale → circolazione di immagini, idee e consumi che ha trasformato il rapporto tra culture e territori → crescente ibridazione culturale (métissage) soprattutto nelle seconde generazioni di migranti dove le tradizioni familiari si confrontano con le influenze locali, scolastiche e mediatiche (ruolo cruciale dei media).

Lo scenario è ambivalente:

  • essenziali per le economie (che impiegano i migranti nei lavori meno qualificati e meno retribuiti).
  • tensioni sociali → percezione che i migranti gravino sui servizi pubblici → ciò può alimentare sentimenti di xenofobia e razzismo.

Storicamente le migrazioni si distinguono in due tipologie:

  • volontarie → invasioni o conquiste
  • coatte → deportazioni, spesso legate a motivi politici o economici (es. tratta degli schiavi) Rivoluzione industriale → milioni di europei si trasferiscono nelle Americhe in cerca di lavoro. Guerre, persecuzioni e crisi economiche del Novecento → restrizioni da parte dei paesi di destinazione. Dopoguerra → ripresa economica → la gente si sposta per lavoro (es. in Italia negli anni ‘60 migrazione interna dal sud al nord).

Oggi → le migrazioni sono tratti distintivi della società globale → esplosione demografica in Africa e

Asia ha spinto le persone verso l'Europa e il nord del mondo (anche grazie all' eredità coloniale). Negli ultimi decenni l' Italia è passata da paese di emigrazione a paese di immigrazione → trattato di Schengen ha semplificato gli spostamenti mentre gli episodi di terrorismo hano acceso il dibattito sulla sicurezza dell'immigrazione.

Modelli di integrazione

Politiche migratorie agiscono in due ambiti principali:

  • regolazione dei flussi
  • politiche di integrazione → i vari paesi europei hanno adottato approcci diversi all l'integrazione. Sud Europa → " non modello ”, l'integrazione è stata:
  • reattiva e non pianificata
  • affidata a soggetti informali (volontariato, scuole, enti locali…)
  • contraddittoria → pur essendo al centro del fenomeno mancano strategie consolidate. Italia → approccio emergenziale → " cultura dell'accomodamento ” = adattamenti provvisori.

Sistema di accoglienza dei migranti in Italia

Prima fase

  • Hotspot (situati nelle principali zone di sbarco) → primo soccorso, identificazione e informazioni legali.
  • CPA → assistenza materiale e sanitaria
  • CAS → dovevano essere temporanei ma si sono stabilizzati nel sistema.

Seconda fase → SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione):

  • rifugiati
  • titolari di protezione
  • categorie vulnerabili Coordinato dal Ministero dell'interno ma realizzato da enti locali in collaborazione con il terzo settore :
  • alloggio
  • corsi di italiano
  • assistenza legale
  • supporto psicologico
  • orientamento lavorativo
  • attività socio-culturali Efficaci perché mirano all' inclusione e all' autonomia del migrante.

Le politiche migratorie → insieme di leggi e regolamenti che disciplinano l'ingresso, la

permanenza e l'inclusione dei cittadini stranieri. U.E. → ha cercato nel tempo di costruire una politica comma ma spesso veniva ostacolata dagli stati, restii a cedere potere decisionale su questa materia. Caso dell'Ucraina → direttiva sulla protezione temporanea = accesso rapido a permessi di soggiorno, lavoro, istruzione e assistenza sanitaria.

Nuovo patto europeo su migrazione e asilo 2024 → ridurre i flussi, accelerare le procedure, migliorare la solidarietà tra stati → principio del paese di primo ingresso con eccezioni in casi di ricongiungimento familiare, titoli di studio o conoscenza linguistica.

Percorso normativo italiano

  1. Legge Turco-Napolitano → sistema basato sul lavoro e i diritti fondamentali.
  2. Legge Bossi-Fini → lega il permesso di soggiorno al contratto di lavoro.
  3. Decreti Sicurezza (Salvini) e Decreto Cutro → norme ancora più restrittive: ho protezione umanitaria e limiti alla conversione dei permessi di soggiorno.

Processi migratori e problemi sociologici Gli immigrati spesso sono assorbiti in settori poco tutelati e altamente sfruttanti → Ambrosini → si è creata una domanda di lavoro flessibile, precario e sottopagato che ha coinvolto in massa i migranti → impiegati in attività rifiutate dalla popolazione locale. Inoltre, molti migranti, per finanziare il viaggio , contraggono debiti e sono costretti a lavorare in condizioni di schiavitù per ripagarli.

Tuttavia, in tempi più recenti → politiche che hanno permesso più tutele , con l'inclusione dei migranti nei sistemi di welfare → favorendo l'integrazione dei figli (asili e scuola). Fenomeni specifici: badanti (Est Europa), agricoltura stagionale (giovani africani).

SOCIOLOGIA E LAVORO

FORDISMO

  • ripetitività delle mansioni
  • catena di montaggio Marx → queste condizioni generavano: - alienazione
  • conflitti sia tra operai e datori di lavoro ma anche dentro la classe operaia stessa Per compensare, Ford offri incentivi ai lavoratori (riduzione orario di lavoro e aumento salari) → comprese che aumentando i salari, sarebbe aumentato anche il potere d'acquisto degli operai, così che potessero diventare essi stessi consumatoriModel T (semplice e funzionale). Inoltre, per stabilizzare i rapporti all'interno della fabbrica introdusse figure come i capi reparto, creando percorsi di carriera interna.

Anni '50 la produzione cambia → produzione snella = prodotto non era più realizzato all'interno della stessa fabbrica ma attraverso una rete di aziende esterne → ESTERNALIZZAZIONE → DELOCALIZZAZIONE = trasferimento della produzione in paesi dove la manodopera e le materie prime costano meno o nei paradisi fiscali.

TOYOTISMO

Just in Time = le auto vengono prodotte su richiesta e personalizzate → si riduce il rischio di invenduto e si abbassano i costi di stoccaggio (es. Fiat 126). La produzione si lega al marketing → fondamentale per conoscere i gusti dei consumatori e orientare le scelte produttive. Nasce il settore delle Human Resources che si occupa non solo della selezione del personale ma anche del benessere dal lavoratore e del clima aziendale.

Organizzazione del lavoro

  • fordismo → rigida separazione tra chi decideva e chi eseguiva, il lavoratore non partecipava alle decisioni aziendali → forte senso di alienazione.
  • toyotismo → i lavoratori partecipano attivamente alle decisioni perchè sono proprio loro che possono rendersi conto di ciò che funziona o meno → migliorando organizzazione e produttività.

Catena di montaggio e ripetitività

  • fordismo → il lavoratore svolgeva sempre la stessa mansione perdendo il significato del lavoro perché non vedeva il prodotto finito e non capiva il valore della sua attività.
  • toyotismo → introduce gradualmente l'automazione: le mansioni ripetitive vengono affidate alle macchine mentre il lavoratore assume un ruolo più qualificato (controllo della macchina stessa).

Lavoro collaborativo

  • fordismo → ogni operaio svolgeva il suo compito senza contatto con gli altri.
  • toyotismo → si formano gruppi di lavoro più collaborativi e qualificati → i più esperti formano i nuovi arrivati e diventano coordinatori di squadra → guadagnano di più assumendosi più responsabilità.

Il modello Toyota è uno dei più noti esempi di LEAN PRODUCTION = raggiungere il profitto attraverso la motivazione e il benessere del lavoratore → un lavoratore soddisfatto, formato e valorizzato è più produttivo e contribuisce ad una migliore qualità del prodotto finale.

Alla base del modello Toyota c'è la filosofia KAIZEN (miglioramento continuo) → obiettivo è cercare sempre di migliorare l'efficienza e la qualità del lavoro.

  • tutti partecipano di miglioramento
  • le idee dei lavoratori sono ascoltate e valorizzate
  • attenzione costante di benessere dell' impresa e alla razionalizzazione dei processi.

Tra le principali tecniche della lean production → 5S = metodologia giapponese che mira a organizzare in modo razionale lo spazio di lavoro (classificare, ordinare, pulire, standardizzare e sostenere)→ sistema di produzione di McDonald’s → cucina progettata come una catena in cui ogni elemento è posizionato strategicamente per ottimizzare tempi e movimenti (film The Founder ).