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La serie di eventi che portarono all'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale e alla caduta del fascismo. Dal patto di non aggressione tra l'URSS e la Germania, all'invasione della Polonia, dalla guerra lampo alla sconfitta italiana in Grecia, fino all'operazione Barbarossa e l'ingresso degli Stati Uniti. Vengono inoltre descritti i movimenti di resistenza in Francia e Jugoslavia, e la svolta della guerra dal 1942 al 1945.
Tipologia: Appunti
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Fra marzo e maggio del 39 , la GB e la Francia diedero vita ad un’offensiva diplomatica per contenere l’aggressività delle potenze dell’Asse, e così, furono stipulati con Belgio, Olanda, Grecia, Romania e Turchia dei Patti di assistenza militare , il più importante fra questi fu quello con la Polonia, primo obbiettivo delle mire espansionistiche tedesche. Nel 39 , mentre Mussolini occupava il piccolo regno di Albania , i ministri degli Esteri sovietico e tedesco ( Molotov e Ribbentrop ), firmavano a Mosca un patto di non aggressione , così L’Urss non solo allontanava la minaccia tedesca dai suoi confini, guadagnando tempo per una preparazione militare, ma otteneva anche un riconoscimento delle aspirazioni territoriali nei confronti degli stati baltici , della Romania e della Polonia. Il primo settembre del 39 , le truppe tedesche attaccarono però la Polonia e, così, Gran Bretagna e Francia il 3 settembre dichiararono guerra mentre l’Italia dichiarò la sua non belligeranza. LA DISTRUZIONE DELLA POLONIA E L’OFFENSIVA AL NORD Le prime settimane di guerra bastarono alla Germania per occupare completamente della Polonia e per mostrare la propria efficienza bellica. Si parla quindi di guerra lampo ‘bizgreg’ , nuovo metodo di guerra basato sull’uso congiunto di aviazione e forze corazzate che rendevano nuovamente possibile una guerra di movimento. Nel frattempo i russi , in base alle clausole segrete del patto Molotov-Ribbentrop , si impadronivano delle regioni orientali del paese e così all’inizio di ottobre cessarono le resistenze polacche. KATYNSJI RASTREL
Fu quindi imposto da tedeschi e durante l’occupazione dei sovietici si concretizzò il massacro di oltre 20 mila ufficiali polacchi che i tedeschi scoprirono solo nel 43 nel bosco di Katyn. La repubblica polacca cessava così di esistere. L’ Urss nel novembre attaccò la Finlandia , che nel marzo del 40 fu costretta a cedere conservando però la propria indipendenza. A questo punto, però, la Germania attaccò Danimarca e Norvegia. Dimostra l’impreparazione dell’URSS perdere contro la Finlandia. LA CADUTA DELLA FRANCIA L’offensiva tedesca sul fronte occidentale (che nel frattempo era rimasta congelata), iniziò il 10 maggio del 40 e si risolse in poche settimane. A provocare la sconfitta degli alleati furono quindi gli errori dei generali francesi troppo fiduciosi nell’efficacia delle fortificazioni difensive che, però coprivano solo la frontiera franco tedesca (LINEA MAGINOT) lasciando scoperto il confine con Belgio e Lussemburgo che furono invasi insieme all’Olanda da parte dei tedeschi. Dopo aver attraversato la foresta delle Ardenne, i reparti corazzati tedeschi sfondarono le linee nemiche a Sedan facendo crollare lo schieramento alleato. Grazie ad un momentaneo rallentamento, la maggior parte delle truppe britanniche furono drammaticamente e difficilmente reimbarcate nel porto di Dunkerque, per la Francia, invece, la sconfitta era irreparabile e così nel giugno i tedeschi entrarono a Parigi. **DUNKERQUE ***** Divenne quindi presidente del consiglio Pètain da tempo orientato verso posizioni di destra; invano De Gaulle lanciò da Londra un appello ai francesi per incitarli a continuare a combattere a fianco degli alleati. Pètain e i capi delle forze armate erano convinti dell’inutilità di ogni resistenza e firmarono così l’armistizio, in base a cui il governo stabilì la sua sede a Vichy e conservava la sovranità solo sulla parte centro-meridionale del paese e sulle colonie, lasciando il resto della Francia nelle mani dei tedeschi. Terminò anche la Terza repubblica e fu affidato al presidente del Consiglio il compito di promulgare una nuova Costituzione che portò ad un ritorno all’ ancien regime.
Intanto gli Inglesi stavano sempre più occupando le colonie italiane, situatein Africa orientale (Etiopia, Somalia, Eritrea) Nel settore balcanico, le truppe tedesce giunte in aiuto di quelle italiane, riuscirono a rompere le linee difensive di Jugoslavia e Grecia nel ’41. L’ATTACCO ALL’UNIONE SOVIETICA E L’INTERVENTO DEGLI STATI UNITI Nel giugno del 41 l’offensiva tedesca scattò sul fronte dal Baltico al Mar Nero (operazione Barbarossa) e ne prese parte anche un corpo di spedizioni italiano. L’attacco decisivo verso Mosca, però, fu sferrato troppo tardi, all’inizio dell’ottobre, a causa del maltempo che rallentò il movimento degli automezzi, le comunicazione, i viveri e la stanchezza dell’esercito, guerra logorante. Così nel dicembre i sovietici lanciarono la prima controffensiva allontanando la minaccia da Mosca. Tre erano le offensive, una a Kiev, una a Mosca e una Leningrado (viene cinta d’assedio ma non viene conquistata). I sovietici vengono colti impreparatissimi, e rispondo solo il giorno dopo il primo attacco e Stalin si era chiuso nella sua dacia, dove da Malatov fu a divulgare la notizia dell’aggressione. Pur non riuscendo ad attaccare con prontezza, l’operazione Barbarossa fallisce. Nel frattempo Roosevelt si impegnò ad appoggiare la Gran Bretagna ormai rimasta sola nella lotta contro la Germania e così nell’agosto del 41 ci fu un incontro, al largo dell’isola di Terranova , tra Roosevelt e Churchill, per stipulare la Carta atlantica , in cui i due stabilivano la condanna del regime fascista e le linee guida di un ordine democratico Ripetto di principi di sovranità popolare Utodeterminazione dei popoli Cooperazione internazionale Di rifiuto dell’uso della forza da seguire una volta conclusa la guerra. Nel luglio del 41 quando i giapponesi (dominata da una disposizione politica probellicistica) invasero l’ Indocina francese , Stati uniti e Gran Bretagna bloccarono le esportazioni contro il Giappone, porta l’aviazione giapponese attacca senza preavviso il 7 dicembre 41, la flotta statunitense ancorata a Pearl
Harbor nelle Hawaii. A questo punto gli USA entrano in guerra e successivamente anche la Germania e l’Italia dichiararono guerra agli Stati Uniti e si scontrarono con le forze anglo-americane e sovietiche che, nel frattempo, a Washington avevano organizzato una conferenza per combattere le forze fasciste e non concludere paci separate o armistizi. IL NUOVO ORDINE RESISTENZA E COLLABORAZIONISMO Nella primavera del 42 le potenze del tripartito raggiunsero la massima espansione. Un particolare trattamento fu destinato ai popoli slavi , ritenuti inferiori e destinati ad un disumano progetto di Hitler di schiavitù. Gli intellettuali dovevano essere sterminati fisicamente e, così, circa 6 milioni di sovietici e 2 milioni e mezzo di polacchi morirono. Continuò sempre più persistente la persecuzione contro gli ebrei , che furono prima confinati in ghetti (Varsavia ), discriminati anche visibilmente attraverso l’obbligo di portare sul braccio una stella gialla e, successivamente, deportati in campi di prigionia dove venivano sfruttati fino alla consunzione fisica, usati come cavie o eliminati nelle “camere a gas”. Quella che era infatti ritenuta la soluzione “finale” del problema ebraico, a cura delle SS e progettata da Hitler, prevedeva lo sterminio fisico degli ebrei. (Aushwitz, Birkenau, Dachau, Mauthausen). In particolare in Francia si sviluppa una resistenza anti nazista, appoggiati dal governo dell’esiliato De Gaulle, in Jugoslavia si sviluppa un esercito di opposizione popolare, capitanato dal comunista Tito. LA SVOLTA DELLA GUERRA 42- I giapponesi furono bloccati nel Pacifico e subirono varie sconfitte che li portarono a rinunciare alle azioni offensive. Le due principali battaglie sono quella del Mar dei Coralli e quella delle isole Midway. Nell’Atlantico i tedeschi stavano conducendo una guerra sottomarina contro i convogli che trasportavano armi e approvvigionamenti a Stati Uniti e Gran Bretagna, che riuscirono a limitare le perdite grazie ad alcune innovazioni tecniche come i radar e una migliore organizzazione.
Dimesso Mussolini, fu nominato capo del governo Badoglio. Il crollo del fascismo fu repentino e inglorioso e fu accolto dalla popolazione con manifestazioni di esultanza. Nel frattempo il governo Badoglio firmava il 3 settembre con gli alleati trattative per una pace separata e firmò un atto di resa in Sicilia che fu reso noto l’8 settembre, in coincidenza con lo sbarco di un contingente alleato a Salerno. L’annuncio dell’armistizio gettò l’Italia nel caos più completo e mentre il re e il governo abbandonavano la capitale per ripararsi a Brindisi, i tedeschi occuparono sistematicamente la zona centro-settentrionale dell’Italia e si misero in linea difensiva (lungo la linea Gustav) ritrovandosi ad arginare gli alleati a sud ed assalendo le truppe italiane (600.000 militari fatti prigionieri) L’ITALIA: GUERRA CIVILE, RESISTENZA, LIBERAZIONE Nel settembre un commando tedesco liberò Mussolini dalla prigionia sul Gran Sasso che pochi giorni dopo, costretto da Hitler, annunciò la sua volontà di dare vita, nell’Italia tedesca, ad un nuovo Stato fascista (stato cuscinetto) con il nome di Repubblica sociale italiana (repubblica di Salò) che si proponeva, innanzitutto, di punire gli artefici del tradimento del 25 luglio. Il duce quindi ribadì la sua fedeltà all’alleato tedesco e si propose come unico rappresentante dell’Italia in contrapposizione di quello Stato monarchico. La repubblica di Mussolini non acquistò mai credibilità per via della sua totale dipendenza dai tedeschi che, si comportavano a tutti gli effetti come un esercito di occupazione, sfruttando le risorse economiche e umane dei territori controllati. L’episodio più tragico avvenne il 16 ottobre , quando mille ebrei furono prelevati dalle loro case a Roma e furono condotti nei campi di sterminio ad Auschwitz. La principale funzione del governo di Salò fu quella di reprimere e combattere il movimento partigiano che stava nascendo, e così le regioni del Centro-Nord divennero scenario di una vera e propria guerra civile. I partigiani agivano con azioni di sabotaggio e disturbo ma anche con veri e propri Gruppi di azione patriottica, con cui compivano attentati a militari o singole personalità tedesche. I tedeschi rispondevano con spietate rappresaglie, come quella messa in atto a Roma nel marzo 44, quando in risposta alla morte di
33 soldati tedeschi, furono fucilati nelle Fosse Ardeatine 335 deputati. Le bande partigiane si organizzavano in base all’orientamento politico preponderante: Brigate Garibaldi (più numerose e attive, formate da comunisti) Le formazioni di Giustizia e Libertà (movimento antifascista) Brigate Matteotti (socialisti), formazioni cattoliche e liberali Bande autonome (militari di orientamento monarchico). Altri partiti come: Partito d’azione Democrazia Cristiana Patito liberale Partito repubblicano Partito socialista di unità proletaria si riunirono a Roma e si costituirono in Comitato di liberazione nazionale. I partiti antifascisti non solo si contrapponevano ai tedeschi e ai fascisti, ma anche alla monarchia e al governo Badoglio, anche se non avevano la forza per imporre il proprio punto di vista, a causa di una divisione di ala destra e ala sinistra, invece il governo Badoglio godeva della fiducia degli alleati. Successivamente poi il leader comunista Togliatti nella svolta di Salerno propose di accantonare la lotta alla monarchia e al governo Badoglio e soffermarsi sul problema prioritario del fascismo e quindi l’unione delle due ali oltre che con Badoglio. Ricordiamo che era un comunista che era in esilio in URSS, tanto che gli daranno il nome della città. La scelta di Togliatti consentì di formare il primo governo di unità nazionale presieduto da Badoglio e comprendente i rappresentanti del Cln , mentre Vittorio Emanuele lasciò i poteri al figlio Umberto. Badoglio poi si dimise lasciando le redini a Bonomi. A questo punto le formazioni partigiane cercarono anche una direzione militare allargando la base di reclutamento soprattutto per l’afflusso di molti giovani, le azioni militari dei partigiani divennero ampie e frequenti nonostante le feroci rappresaglie dei tedeschi, tanto che in alcune zone dell’Italia settentrionale la resistenza riuscì a creare repubbliche partigiane. Nell’autunno 44 l’offensiva alleata sul fronte italiano si bloccò fra Rimini e La Spezia (linea gotica) e così il generale inglese Alexander
degli alleati, questo però era totalmente infondato. Nella conferenza di Mosca Churchill e Stalin stabilirono una divisione in sfere d’influenza (Romania, Bulgaria all’URSS, Grecia alla Gran Bretagna e Iugoslavia e Ungheria in equilibrio) dei paesi balcanici, senza però tener conto della volontà dei paesi stessi. I tre grandi si riunirono nuovamente nel febbraio del 45 in Crimea e stabilirono che la Germania sarebbe stata divisa in 4 zone di occupazione e i popoli avrebbero potuto esprimersi tramite elezioni. A metà gennaio iniziava l’offensiva finale su vari fronti: i sovietici a pochi chilometri da Berlino, dove nonostante l’inferiorità numerica stavano combattendo con tutte le energie residue, mentre contro gli anglo-americani nel cuore della Germania non opponevano quasi resistenza. Il 25 aprile insorgono la popolazione italiana contro il nemico in ritirata. Mussolini che cercava di fuggire in Svizzera fu catturato e fucilato mentre Hitler, il 30 aprile, si suicidò in un bunker sotterraneo. Così le ostilità terminarono tra l’8 e il 9 maggio concludendo la guerra europea. LA SCONFITTA DEL GIAPPONE E LA BOMBA ATOMICA Dal 43 gli Stati Uniti avevano iniziato una lenta riconquista delle posizioni perdute nel Pacifico. Proprio a questo punto il presidente americano Truman , che aveva sostituito alla sua morte nel 45 Roosevelt, decise di impiegare contro il Giappone la nuova arma totale, la bomba a fissione nucleare o bomba atomica. Questa decisione serviva quindi ad abbreviare la guerra e per mostrare al mondo la potenza militare americana. Così il 6 agosto 45 un bombardiere americano sganciava la prima bomba atomica sulla città di Hiroshima (“ little boy ”) e tre giorni (“ fat man ”) dopo la seconda sulla città di Nagasaki. Le conseguenze furono disastrose non solo a livello di distruzione della città, ma anche per via delle radiazioni e così il 15 agosto, l’imperatore Hirohito offrì la resa senza condizioni ponendo fine al secondo conflitto mondiale il 2 settembre 45.