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appunti della seconda lezione di pratiche curatoriali
Tipologia: Appunti
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Per capire le pratiche curatoriali, il ruolo del curatore, il significato della curatela è necessario studiare l’evoluzione del sistema arte, e l’interazione dell’ambito della curatela con le altre componenti di questo sistema. Si studierà il ruolo del curatore e la sala evoluzione nell’ambito:
come una forma autonoma di linguaggio. Dirige documenti 5 a Kassel nel 1972, una delle più famose esposizione di arte contemporanea europea che si tiene ogni cinque anni a Kassel in Germania. Viene inaugurata a menta del 900’ da uno storico dell’arte ed è una di quelle manifestazione da essere paragonata alla Biennale di Venezia. Dal 1999-2001 Szeeman dirigerà la Biennale di Venezia. La figura del curatore indipendente diventa tale grazie a una nuova concezione di museo. Parallelamente all’affermazione del curatore indipendente, cioè di qualcuno che non è legato a nessuna forma museale ma prende incarichi quinquennali o impegni di due anni, abbiamo l’idea nuova di museo dove il curatore va a lavorare. La nuova idea di museo nasce quando il Centre Pompidou di Parigi che viene terminato da Renzo Piano e Rogers nel 1977, questo grande museo voluto dall’omonimo presidente della repubblica francese. dal 1969-1974, vene realizzato perché il presidente aveva l’idea del museo-monumento, presente nel cuore di Parigi all’insegna dell’interdisciplinità dell’integrazione di varie tipologie artiche. È dedicato all’arte contemporanea e dentro a questo palazzo creato in modo innovativo( tubi trasparenti in cui si immergono i visitatori) non vi è solo una mostra di arte contemporanea ma una biblioteca, attività musicali, collezioni cinematografiche, quindi è un centro creativo. ”Un luogo", come afferma Pontus Hultén, suo primo direttore "dove vi sia un naturale contatto tra artisti e pubblico nell'elaborazione dei più contemporanei elementi di creatività. Un museo di questo tipo non è solo un luogo dove si conservano opere che hanno completamente perso la loro funzione individuale, sociale, religiosa o pubblica, ma un luogo nel quale avviene un incontro tra artisti e pubblico e dove i pubblici stessi diventano creatori". Diventano creatori perché creano il proprio percorso e questo fa parte dell’innovazione di questo museo. É un museo che viene etichettato con la formula landmarc, un museo che con la sua forma marca il territorio Il quartiere Lesar a Parigi aveva bisogno di una riformulazione da quando è nato questo museo è diventato rinomato, la parte del marciapiede tende verso il basso per invitare ad entrare nel museo e quando si prende la scala mobile si apre lo sguardo alla città di Parigi, è un museo aperto alla città. Quindi abbiamo da una parte gli anni 70’ con la figura del curatore indipendente, che cura mostre ed esposizioni temporanee, dall’altra la figura del curatore mussale dipendente che coincide con la figura del conservatore che cura collezioni mussali permanenti ed esposizioni temporanee. Valtorta nella sua intervista ci dice che il curatore si ferma facendo anche altre cose, è un mestiere in continuo movimento che guarda molto all’evoluzione tecnologica e alla globalizzazione. È quindi una professione molto complessa, Ulrich nella sua Breve storia della curatele, parla del curatore come colui che sta nel mezzzo. In questo contesto complesso le pratiche curatoriali hanno vissuto delle evoluzioni, il curatore è :
sezioni dedicate ad ognuna di queste forme di alterazione del flusso temporale, la mostra propone un affascinante viaggio nel tempo, in cui questo si rivela in tutta la sua relatività e plasticità. Mostra che mette in scena oggetti che ci raccontano storie specifiche La mostra è quindi un luogo di negoziazione, Il curatore che deve limitarsi a fare la sua proposta; Il pubblico (i pubblici) che, così diversi tra loro, si incontrano e si avvicendano. Dunque non esistono mostre facili o difficili, ma solo rese meno comprensibili o meno. Questo è il caso quando si mettono in scena concetti complessi come è il caso di Soulevement che presenta questo concetto in maniera complessa con l’uso di immagine complesso che però hanno comunque raggiunto un largo pubblico perché proposte in maniera efficace. Un altro verbo molto importante per il curatore è “ selezionare”. N el saggio in Become a curato di Boris Growis che parla della curatela nell’era post-internet e affronta la questione della selezione che deve operare il curatore, perché nell’era post-intero c’è bisogno dell’ inquadratura. La mostra non va intesa come puro atto di presentazione ma come presentazione del presentare lo svelamento della propria strategia di inquadratura, quindi il curatore è un regista perché seleziona le immagini da presentare crea relazioni spaziali e temporali, opera delle gerarchie chiamate scelte curatoriali, strategie e seleziona gli oggetti e li collega tra di loro (ricordiamo Andrew Bolton, con la capacità di collegare tra di loro diversi oghg). Il regista come curatore riporta a una mostra terminata a gennaio 2020 Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori , a cura di Wes Anderson, Juman Malouf, Milano, Fondazione Prada, 20 settembre 2019-13 gennaio 2020. Il progetto di Wes Anderson e della compagna Juman Malouf è sbarcato alla fondazione Prada di milano. una raccolta di 537 oggetti che danno un nuovo significato all’idea di catalogazione. Questi oggetti sono stati scelti dal regista e dalla compagna in due
Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori Wundercammer
Xavier Salomon, direttore della Frick collection. Specialista del 600’ e da poco è diventato curatore della Frick collecction. Nell’approccio alle opere antiche è un purista della mostra monografica, ne presenta una e narra la sua storia. Nel caso del George Washington di Canova non abbiamo più l’opera perché è stata distrutta. La Frick Collection è una casa museo in cui ci sonno molti capolavori fiamminghi e italiani. Era la residenza di un collezionista industriale su Fifth Avenue dell’industriale Henry Clay Frick. Questo museo è noto per la collezione di old masters e per la meraviglia dei suoi ambienti. Salomon parla cosi della Frick Collection: "Le case-museo rimaste intatte, come la Frick Collection, l’Isabella Stuart Gardner Museum di Boston o Villa Borghese a Roma sono i luoghi ideali per vedere l’arte antica. Sono musei più speciali di altri e mi danno i brividi perché lì le opere hanno un valore in più, dato loro dalla persona che le ha acquistate e collezionate".
sola opera (in questo caso di una opera che non c’è più attraverso la valorizzazione della storia del progetto della realizzazione dell’opera).
Antonio Canova, George Washington Gipsoteca Incanto e mito