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Seconda parte programma di microeconomia
Tipologia: Appunti
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Capitolo 9 - slides Il modello della concorrenza perfetta si basa su quattro ipotesi fondamentali, che valgono indipendentemente dal fatto che si consideri il mercato di un prodotto oppure il mercato di un fattore. Le prime tre ipotesi riguardano il lato dell’offerta, mentre la quarta riguarda il lato della domanda: I venditori non fanno il prezzo ; I venditori non adottano comportamenti strategici ; Non esistono ostacoli all’ingresso di nuovi venditori nel mercato ; Gli acquirenti non fanno il prezzo. La struttura del mercato sono le condizioni economiche in cui operano gli acquirenti e i venditori di una certa industria. le dimensioni e il numero dei compratori Questo aspetto della struttura di mercato è importante perché da esso dipende la possibilità da parte degli acquirenti d’influire sui prezzi. L’ipotesi che i compratori non facciano il prezzo è la più verosimile, quando il loro numero è elevato. Le dimensioni e il numero dei venditori Da questo aspetto dipende che i venditori facciano o meno il prezzo e che adottino oppure no comportamenti strategici. Se in un mercato operano molti venditori, vi sono maggiori probabilità che questi non facciano il prezzo e non adottino comportamenti strategici. Il grado di sostituibilità tra i prodotti dei diversi venditori Due prodotti vengono definiti omogenei se i consumatori li considerano identici 8cioè il saggio marginale di sostituzione tra essi è costantemente pari a 1). Se si compratori i prodotti di tutti i venditori appaiono identici, essi acquisteranno dal venditore che applica il prezzo più basso. Il modello della concorrenza perfetta prevede che i venditori non facciano il prezzo; quindi, affinché la struttura di mercato sia compatibile con tale modello, è necessario che i prodotti offerta dai diversi venditori siano omogenei. Il livello d’informazione dei compratori sui prezzi e sulle diverse possibilità a disposizione Quindi, se i prodotti sono omogenei gli acquirenti si rivolgono ai venditori che applicano il prezzo più basso; ciò dissuade i venditori dal portare i prezzi al di sopra del livello prevalente. Questo ragionamento presuppone che i compratori siano a conoscenza di tutte le possibilità che hanno a disposizione nel mercato. Una delle ipotesi fondamentali su cui si basa il modello della concorrenza perfetta è che i venditori non facciano il prezzo; affinché questa ipotesi abbia senso, è necessario che gli acquirenti siano a conoscenza di tutte le possibilità nel mercato Facilità d’entrata nel mercato Perché un mercato sia perfettamente concorrenziale non deve esserci alcuna barriera all’entrata. In una struttura di mercato perfettamente concorrenziale: I compratori sono numerosi e nessuno di essi ha dimensioni rilevanti rispetto a quelle del mercato I venditori sono numerosi e nessuno di essi detiene una quota significativa di mercato I prodotti offerti dai vari venditori sono omogenei Gli acquirenti sono a conoscenza delle condizioni offerte dai diversi venditori Non esistono barriere all’entrata, né di natura legale né di natura tecnologica L’ analisi di equilibrio parziale è l’analisi del funzionamento di un singolo mercato, considerato in isolamento dagli altri mercati.
Elementi dell’analisi: Scelta ottima dei consumatori → curva di domanda aggregata del bene: quantità domandata del bene dai consumatori in funzione del prezzo; Scelta ottima delle imprese → curva di offerta aggregata del bene: quantità offerta del bene dalle imprese in funzione del prezzo; Equilibrio di mercato : individuazione del prezzo del bene per cui la domanda aggregata è uguale all’offerta aggregata (decisioni mutualmente compatibili). Surplus totale = surplus dei consumatori + surplus dei produttori Costo marginale sociale (q’): per ogni quantità, la funzione inversa dell’offerta aggregata ci dice quale è il costo per la società di produrre l’unità marginale di prodotto. Beneficio marginale sociale (q*): per ogni quantità, la funzione inversa di domanda aggregata ci dice quale è l’ammontare di denaro che i consumatori sarebbero disposti a spendere per l’unità marginale di prodotto. Quantità socialmente efficiente di output:
Offerta dopo Offerta prima B
Capitolo 10 - slides L’ analisi di equilibrio generale è l’analisi del funzionamento dell’economia nel suo complesso, considerando le interazioni esistenti tra i vari mercati. L’ equilibrio economico generale è la lista di prezzi, scelte di consumo e scelte di produzioni tali che: Le scelte di consumo sono ottimali, dati i prezzi; Le scelte di produzione sono ottimali, dati i prezzi; La domanda aggregata e l’offerta sono uguali in tutti i mercati. Pareto efficienza : è definita pareto-efficiente un’allocazione di beni e di input, raggiunta la quale non è più possibile aumentare il benessere di un individuo senza ridurre quello di un altro. La Scatola di Edgeworth è la rappresentazione grafica tradizionalmente usata per considerazioni di equilibrio economico generale. Ciascun punto della scatola di Edgeworth può essere interpretato come una certa allocazione dei due beni tra gli individui. L’ economia di puro scambio è un sistema economico in cui tutti i beni sono disponibili in quantità fissa, per cui l’unico problema è quello di allocare questi beni tra i consumatori. Per capire se gli individui sono soddisfatti oppure devono ricorre ad un mutuo scambio per esserlo, occorre disegnare le curve di indifferenza. Lo scambio tra i due individui continuerà finché ci sarà mutuo vantaggio, ovvero fino a quando non verrà raggiunto un punto Pareto efficiente. Comunque gli individui non sceglieranno mai un punto di dotazioni meno utile rispetto al suo paniere iniziale. In questo ambito, assume
importanza cruciale la forza contrattuale delle parti. Nella scatola di Edgeworth, i punti Pareto- efficienti sono quelli dove c’è tangenza tra le curve d’indifferenza dei due individui; SMSxy uguale tra i due individui. Scatola di Edgeworth per la produzione Per la produzione non si parla né di curva dei contratti né di dotazione iniziale. S è il punto di tangenza tra isoquanti, perciò è il punto efficiente. In S il saggio marginale di sostituzione tecnica (SMST) è lo stesso per le due imprese. Nel punto di origine per l’impresa che produce x la produzione è unicamente di quest’ultima e viceversa per l’impresa che produce y; spostandosi lungo la linea di allocazione efficiente nel senso opposto la produzione dell’impresa diminuisce all’aumentare della produzione dell’altra. Frontiera delle possibilità produttive Per ogni allocazione efficiente dei fattori produttivi, si rappresentano le quantità prodotte di x e y.
Primo teorema dell’economia del benessere : l’equilibrio in una economia di concorrenza perfetta determina una allocazione delle risorse che è Pareto efficiente. Intuizione:
= SMSb
= SMSTy
Il primo teorema dell’economia del benessere ci dice che il libero mercato (sotto le ipotesi del modello di concorrenza perfetta) porta all’efficienza Paretiana. Gli economisti moderno ritengono che i prezzi in vigore siano semplicemente il risultato delle forze che agiscono nel mercato in quel momento. Quindi, per loro, ha senso chiedersi se il prezzo di un bene rispecchia effettivamente il suo costo marginale per la collettività, ma non si può dire alcunché riguardo alla sua equità. Tuttavia, le forze di mercato determinano anche i prezzi dei fattori produttivi, tra cui il lavoro, e in questo campo il concetto di prezzo equo sembra più radicato. Tutto questo non vuol dire che l’economia del benessere non abbia alcuno rilevanza quando si affrontano questioni di politica economica, valutando l’equità di diverse soluzioni. Tramite l’intervento pubblico si possono ridistribuire le dotazioni iniziali e poi il mercato viene lasciato libero di operare, arrivando così all’efficienza. Secondo Teorema dell’Economia del Benessere : se tutte le curve d’indifferenza e tutti gli isoquanti sono convessi rispetto all’origine, per ogni allocazione di risorse Pareto-efficiente esistono un insieme di prezzi, uno per ciascun bene scambiato, e una distribuzione delle dotazioni iniziali che consentono di raggiungere tale allocazione come un equilibrio economico generale concorrenziale. L’allocazione che si vuole raggiungere è quella socialmente desiderabile, che si determina attraverso un’aggregazione delle preferenze (votazioni politiche). Capitolo 11 Molte imprese sanno di potere influire sul prezzo dei beni o dei servizi che vendono. Se la quantità venduta o acquistata da un’impresa incide in misura significativa sul prezzo, si dice che l’impresa fa il prezzo , perché attraverso la scelta della quantità è in grado d’influire sul prezzo di mercato. Per esprimere lo stesso concetto, si può anche dire che l’impresa ha potere di mercato. Il monopolio è una struttura di mercato che caratterizza un importante gruppo di industrie alle quali non si può applicare il modello concorrenziale. Ci sono quattro ipotesi fondamentali del modello di monopolio: I venditori fanno il prezzo I venditori non si comportano in modo strategico L’accesso all’industria è completamente bloccato Gli acquirenti non fanno il prezzo Aspetti principali che caratterizzano la struttura di mercato del monopolio: Dimensioni e numero dei compratori
Il modello del monopolio prevede che gli acquirenti non facciano il prezzo, quindi stiamo parlando di mercati in cui i compratori sono numerosi e nessuno di essi acquisti una quantità di prodotto abbastanza rilevante da consentirgli d’influire sul prezzo. Dimensioni e numero dei venditori Se il numero dei venditori operanti in un mercato è ridotto e ciascuno di essi contribuisce in misura significativa all’offerta totale, è probabile che ogni singolo venditore sia in grado d’incidere sul prezzo. Grado di sostituibilità tra i prodotti dei diversi venditori Nel caso del monopolio non ci sono altri venditori nel mercato; si dice che un produttore è un monopolista se offre un bene o un servizio per il quale non esistono validi sostituti. Un modo per capire se i prodotti di due imprese siano beni sostituti consiste nello stabilire se una variazione del prezzo di un prodotto ha un effetto evidente sulla domanda dell’altro. Per stabilire definitivamente se un’impresa opera in condizioni di monopolio, bisogna chiedersi se la curva di domanda dell’impresa sia decrescente in misura tale che l’impresa ne tenga conto e se l’impresa non abbia alcun concorrente di cui debba cercare di prevedere le reazioni, nel momento in cui decida come comportarsi. Grado d’informazione dei compratori sui prezzi e sulle diverse alternative disponibili In un mercato monopolistico significa che tutti i potenziali acquirenti conoscono il prezzo e le caratteristiche del bene offerto dall’unico venditore. Facilità d’entrata nel mercato Il modello del monopolio si basa sull’ipotesi che nell’industria operi un’unica impresa, quindi tale modello si presta ad analizzare mercati in cui l’ingresso di nuove imprese è completamente bloccato da barriere di natura tecnologica o legale. Qualunque impresa che punti alla massimizzazione del profitto segue due regole per scegliere il volume di produzione: regola del profitto marginale : se l’impresa non cessa l’attività, allora deve espandere la produzione fino al punto in cui il ricavo marginale coincida con il costo marginale; regole per la cessazione dell’attività : se, in corrispondenza di qualunque volume di produzione, il ricavo medio dell’impresa è inferiore al suo costo medio, essa dovrebbe cessare l’attività. Queste due regole valgono anche per le imprese monopolistiche; tuttavia per applicarle è necessario conoscere i costi e i ricavi del monopolista. In monopolio la domanda che si rivolge all’impresa coincide con la domanda di mercato → per un price setter, p è una funzione di q : una volta determinata q , il monopolista sceglie anche p , che i consumatori sono disposti a pagare per comprare q. Ricavo : p(q)•q Ricavo marginale :
Indice di Lerner : scostamento relativo del prezzo da MC. Nel caso del monopolio p ≠ MC ; p è maggiore di MC , di quanto maggiore lo dice l’indice di Lerner. Mentre nel caso della perfetta concorrenza p = MC. Essendo l’indice di Lerner compreso da 0 ed 1, il monopolista dovrà scegliere necessariamente una domanda con elasticità maggiore di 1. Monopolio nel lungo periodo Nel mercato non vi è entrata di nuove imprese a causa delle barriere all’entrata, di conseguenza il prezzo non tende a scendere al livello del costo medio quindi il monopolista ha profitti positivi anche nel lungo periodo. Questo perché dato che non è possibile che altre imprese entrino nel mercato, il monopolista non tenderà ad annullare i suoi profitti. Caso di una curva di domanda lineare Q = A – BP Domanda: Q = A – BP Funzione inversa della domanda: P = (A/B) – (Q/B) Ricavo: p(q) • q sostituendo si ottiene → [(A/B)-(Q/B)] • q Ricavo marginale = derivata della funzione di ricavo = ( -1/B) • q + (A/B) – (Q/B) = (A/B) – (2Q/B) Se p=0 , l’intercetta orizzontale del grafico è: A per la domanda; e A/2 per il ricavo marginale. Infatti le formule del prezzo e del ricavo marginale sono molto simili, come differenza hanno solamente il coefficiente della Q che per la domanda è 1, mentre per il ricavo marginale è 2. Di conseguenza è scontato che l’intercetta del ricavo marginale è la metà di quella della domanda. Se q=0 , l’intercetta verticale del grafico è: A/B Costo totale: q • costo medio In questo caso: costo totale > ricavi; quindi si genera una perdita. Confronto tra monopolio e perfetta concorrenza perdita
Monopolio → si vende di meno ad un costo maggiore Perfetta concorrenza → si vende di più ad un costo minore Per quanto riguarda il surplus : impresa in perfetta concorrenza
brevetti invece di portare alla nascita di nuovi mercati concorrenziali, inibirebbe il processo di innovazione. La politica antitrust : Dato che una condizione monopolistica non soddisfa le condizioni necessarie per l’efficienza economica, ci sono un’insieme di norme aventi lo scopo d’impedire alle imprese di sfruttare il loro potere di mercato limitando la produzione (politica antitrust). Le autorità antitrust hanno a disposizione due tipi di strumenti: gli interventi sulla condotta e gli interventi sulla struttura. L’ intervento sulla condotta è un provvedimento dell’amministrazione volto a modificare un comportamento dell’impresa, allo scopo di rendere il mercato più concorrenziale. L’ intervento sulla struttura è un provvedimento dell’amministrazione che modifica la struttura di un’industria, allo scopo di renderla più concorrenziale. Non è facile definire la struttura di un mercato, poiché dipende dalla tecnologia utilizzata nella produzione e dai gusti dei consumatori; quindi, prima di concludere che è opportuno intervenire sulla struttura di un mercato, bisogna capire l’origine della struttura attuale. In altri termini, bisogna capire le ragioni per cui un mercato non è concorrenziale. La regolazione del monopolio naturale : Ci sono situazioni in cui in un’industria operano poche imprese perché la domanda di mercato del prodotto è troppo limitata. Si dice che un’industria costituisce un monopolio naturale se un’unica impresa è in grado di produrre la quantità domandata complessivamente a un costo medio inferiore rispetto a quello che dovrebbero sostenere più imprese produttrici. Le barriere all’entrata : è possibile che il numero d’imprese operanti in un’industria sia limitato anche per l’esistenza di barriere all’entrata. Queste barriere possono essere di natura tecnologica o legale. La differenziazione dei prodotti : In alcuni casi è possibile che i beni prodotti dalle imprese di una certa industria siano differenziati e, per questo, le imprese faranno il prezzo anche se il loro numero è elevato. In conclusione emerge che può essere troppo costoso, o addirittura impossibile creare una struttura di mercato concorrenziale in determinate industrie. In questi casi può darsi che le autorità antitrust preferiscano ricorre a interventi sulla condotta piuttosto che a interventi sulla struttura. Quindi, esistono situazioni nelle quali le condizioni di costo o le considerazioni sugli incentivi all’investimento rendono impossibile o non desiderabile la ristrutturazione di un’industria monopolista. Tuttavia, se in un mercato opera un’unica impresa, questa approfitterà della sua posizione di monopolio e produrrà una quantità insufficiente. Il monopolista che massimizza il profitto produce poco e vende a un prezzo alto: inefficienza allocativa. Una possibile soluzione consiste nel regolamentare l’industria monopolistica. Per regolamentazione s’intende l’intervento massiccio dell’autorità pubblica nel funzionamento di mercato. Per correggere questa inefficienza, l’amministrazione pubblica decide di imporre regole all’impresa. Coloro che hanno l’incarico di regolamentare un’industria dovrebbero ricordare che l’impresa regolamentata è un operatore economico che agisce per il proprio tornaconto. Per questo essa reagirà alle regole in modo da salvaguardare i propri interessi, e non quelli dell’autorità regolamentatrice. Ciò ha tre sostanziali conseguenze:
bisogna fare in modo che l’impresa regolamentata non subisca perdite : riduzione dell’inefficienza allocativa attraverso l’imposizione da parte dell’impresa regolamentatrice di porre il prezzo pari al costo medio di produzione ( p = AC ). In questo modo il profitto si azzera e il surplus dei consumatori aumenta. un’impresa regolamentata cercherà di trarre vantaggio dalle informazioni riservate di cui dispone ; le regole imposte al monopolista possono avere effetti imprevisti. La discriminazione di prezzo Se un’impresa vende lo stesso bene o servizio a prezzi diversi a differenti consumatori, si dice che pratica la discriminazione di prezzo. Questa pratica può essere vantaggiosa perché la disponibilità a pagare per un certo bene non è uguale per tutti. Per trarre vantaggio dalla discriminazione di prezzo devono essere soddisfatte tre condizioni. Il venditore deve essere un decisore del prezzo; L’impresa deve essere in grado di classificare i consumatori in base alla loro disponibilità a pagare; I compratori non devono poter praticare l’arbitraggio. Arbitraggio : si verifica quando i consumatori ai quali l’impresa pratica un prezzo ridotto riescono a rivendere i beni acquistati ad altri consumatori che altrimenti li comprerebbero a un prezzo elevato. Discriminazione del 1° ordine (perfetta) : pratica che consiste nel vendere ogni unità prodotta a un prezzo che coincide con la cifra massima che l’acquirente è disposto a pagare per quell’unità. In questo modo il monopolista si appropria di tutto il surplus del consumatore, ma si ha efficienza. Quindi, la curva del ricavo marginale ( MR ) coinciderà con la curva di domanda. Inoltre il produttore continuerà a produrre finché il prezzo di vendita sarà maggiore o uguale al costo marginale. Il surplus del produttore è rappresentato dal triangolo evidenziato in figura. In questo caso la situazione è inversa rispetto alla concorrenza perfetta: concorrenza perfetta → consumatori surplus positivo; produttore surplus nullo monopolio con discriminazione del 1°ordine → consumatori surplus nullo; produttore surplus positivo. Discriminazione del 2° ordine : pratica che consiste nel vendere ogni unità prodotta a un prezzo dipendente dal numero di unità acquistate da ciascuno. Il medesimo risultato è ottenibile con una tariffa a due parti: p = MC + canone
Allora:
Capitolo 12° Concorrenza monopolistica Numerose imprese che hanno un certo potere di mercato pur essendo in competizione fra di loro. Condizioni: Elevato numero di imprese di piccole dimensioni; Elevato numero di compratori; Beni differenziati : sostituti non perfetti; Piena informazione su prezzi e tipologie di beni; Possibilità di entrata di nuove imprese. Nel breve periodo il modello della concorrenza monopolistica è molto simile al monopolio, perché nel breve periodo non entrano nuove imprese. L’obiettivo dell’impresa è sempre quello della massimizzazione del profitto: P • Q – C(Q). Tanto più la domanda è piatta, quanto più ci si avvicina al modello della concorrenza perfetta. Il prezzo diventa uguale al costo medio ma non al minimo del costo medio: inefficienza perché non si produce al minimo costo. Quindi, ci sono tanti piccoli produttori che producono tante piccole quantità in maniera inefficiente a causa dell’elevato grado di differenziazione del prodotto. Come in concorrenza perfetta l’entrata di nuove imprese porta il profitto pari a zero. Capitolo 13° Teoria dei giochi : Teoria di comportamento (razionale) in situazioni in cui due o più agenti devono prendere decisioni i cui risultati individuali dipendono anche dalle decisioni degli altri ( interazione strategica ). Gioco : successione ordinata di mosse da parte di due o più giocatori, con un risultato finale che dipende, per ciascuno, dall’insieme delle mosse di tutti i giocatori.
Per giocatori si intende i decisori in un gioco; mentre le mosse sono le azioni compiute dal giocatore che costituiscono la sua strategia. La strategia è un piano di azioni condizionato dalle informazioni che riceverò durante lo svolgimento del gioco. I compensi che ottengono i giocatori al termine di un gioco sono detti payoffs. Tipologie di giochi : Cooperativi e non cooperativi ( cooperazione ); A somma costante e a somma non costante ( somma ); In forma normale e in forma estesa ( rappresentazione ). Il gioco inoltre può essere: Simultaneo , se i giocatori fanno la loro mossa senza conoscere le scelte degli altri; o sequenziale ; A informazione completa , se tutti conoscono le funzioni di playoff (ovvero le vincite corrispondenti alle azioni scelte); A informazione perfetta , se tutti conoscono la storia del gioco (= gioco simultaneo); o a informazione imperfetta. Un gioco simultaneo può essere quindi rappresentato sia in forma normale (se i giocatori sono due); oppure in forma estesa. Matrice di gioco in forma normale I giocatori effettueranno delle scelte che equivalgono ad una determinata cella, detta profilo strategico. In ogni cella sono contenuti due numeri, i quali rappresentano l’utilità che porta ad ogni giocatore quella determinata scelta. Il gioco è a somma costante se la somma dei numeri contenuti in ogni cella è costante. Dominanza strategica Una strategia è dominante se fornisce una vincita almeno pari a quella di qualsiasi altra strategia, per qualsiasi strategia prescelta dagli altri giocatori. Dunque, per il giocatore che ha un strategia dominante, l’unica situazione di equilibrio ragionevole è quella in cui egli adotta la strategia dominante. Quando si verifica dominanza di una strategia rispetto all’altra si effettua una cancellazione nella matrice e se dovesse rimanere una sola cella si ottiene una predizione : B
Nel caso in cui non ci fosse dominanza si può utilizzare l’equilibrio di Nash per stabilire la scelta ottima. L’ equilibrio di Nash è la situazione in cui ogni giocatore adotta la strategia più conveniente data la strategia dell’altro. Un profilo di strategie è un equilibrio di Nash se è soddisfatta la condizione di robustezza rispetto alle deviazioni individuali (ovvero se non c’è convenienza a cambiare la propria scelta). Un problema che può verificarsi è la molteplicità degli equilibri di Nash. Il dilemma del prigioniero: un gioco a informazione imperfetta È una situazione d’interazione strategica in cui tutti e due i giocatori hanno una strategia dominante ma, se scelgono contemporaneamente tale strategia finiscono per stare peggio di quanto starebbero se si mettessero d’accordo per adottare entrambi una strategia diversa. In questo gioco ci sono due strategie uguali per entrambi i giocatori: cooperare e defezionare. Per cooperare devono beneficiare una somma pari a b all’altro che gli provoca un costo di –c ( b>c ). Classificazione degli equilibri di Nash AC è un profilo di strategia robusto rispetto alle deviazioni individuali e quindi è un equilibrio di Nash; BD è un equilibrio di Nash DD è un equilibrio di Nash. Ma DD è pareto inefficiente perché è paretamente dominato da CC. B D
Stretto : situazione in cui se il giocatore devia non solo non ci guadagna, ma addirittura ci perde; Debole : situazione in cui se il giocatore devia né ci guadagna né ci perde. In ogni caso la teoria dei giochi non ci dice come si comporteranno le persone, ci dà solo dei concetti guida. Nei giochi di coordinamento ci sono più equilibri esempio automobilistico Il problema più grave della molteplicità degli equilibri di Nash è: l’ inesistenza esempio del portiere e del rigorista In questo caso non ci sono equilibri di Nash, perché in un gioco del genere c’è un giocatore che vince ed un giocatore che perde. B 0 0