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La Seconda Rivoluzione Industriale: Trasformazioni e Impatti - Prof. De Rosa, Appunti di Storia Contemporanea

seconda rivoluzione industriale

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 29/06/2022

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Fallient 🇮🇹

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Tra il 1870 e il 1914 ci furono una serie di trasformazioni molto importanti che vennero definite come
seconda rivoluzione industriale.
Questa fu ancora più sconvolgente della prima sia per la rapidità e la potenza con cui avvenne sia proprio
per l’importanza delle scoperte che si ebbero, se nella prima rivoluzione industriale i protagonisti furono il
cotone, il carbone e la macchina a vapore, nella seconda furono l’acciaio, la chimica, il motore a scoppio e
l’elettricità.
L’acciaio grazie alle nuove tecniche di produzione fu prodotto in grandi quantità a costi moderati e fu
utilizzato in vari campi, per esempio il ferro delle ferrovie fu sostituito con l’acciaio, ma fu utilizzato anche
negli utensili domestici o nelle strutture di grandi edifici, come per esempio la torre Eiffel che divenne
proprio il simbolo principale dell’età dell’acciaio.
L’elettricità divenne la principale fonte di energia grazie soprattutto all’invenzione della lampadina a
filamento incandescente e alle centrali termiche che consentirono in un primo momento di portare
l’illuminazione nelle strade e in seguito anche nelle abitazioni private. In quanto l’Italia era povera di
carbone ma ricca di canali idrici si svilupparono forme di produzione dell’elettricità alternative come
l’energia idraulica che sfruttava la caduta dell’acqua.
Grazie all’elettricità ci fu anche una rivoluzione nel campo delle comunicazioni con la nascita del telefono,
della radio e del cinematografo, col quale in seguito insieme alle riforme sociali emanate durante il governo
di gioliti che garantivano il monte massimo di 8 ore lavorative al giorno e un giorno libero settimanale
venne data importanza al tempo libero portando alla nascita di sale cinematografiche.
La chimica portò innovazione in innumerevoli campi, primo fra tutti il campo medico che finalmente fu
riconosciuto come una disciplina scientifica grazie a quattro principi:
La diffusione delle pratiche igienistiche
La microscopia
La farmacologia
La nuova ingegneria sanitaria (policlinici)
Venne scoperta l’anestesia chirurgica, l’aspirina e degli insetticidi che furono fondamentali nella lotta
contro la malaria.
Le scoperte della chimica ebbero un ruolo fondamentale anche nel campo alimentare grazie alle scoperte
di nuovi metodi di sterilizzazione, conservazione e inscatolamento del cibo che portarono a una rivoluzione
dei trasporti poiché adesso c’erano meno probabilità di andare incontro a carestie nei lunghi viaggi.
Queste scoperte permisero un aumento esponenziale della popolazione, aumentando l’età media e la
qualità della vita nonostante l’abbassamento del tasso di natalità, cambiò proprio l’atteggiamento nei
confronti della vita e dei figli, infatti, non c’era più un atteggiamento soggetto alle norme religiose ma più
orientato al programmare razionalmente la famiglia e il suo futuro.
Le automobili si diffuse tra la nobiltà e l’alta borghesia aumentando la domanda e creando la necessità di
produrre in serie, per questo l’ingegnere statunitense Taylor ideò la catena di montaggio, che fu impiegata
nelle fabbriche automobilistiche di Ford, consisteva nel suddividere il processo produttivo in tante piccole
operazioni cronometrate da suddividere ad ogni operaio. Questa tecnica creò ostilità tra i lavoratori poiché
diventavano come delle appendici delle macchine perdendo qualsiasi autonomia.
Questi anni di evoluzioni subirono però una caduta nel 1873, con la grande depressione che durò circa 20
anni e colpì il settore agricolo e industriale. Entrambe furono dovute alla sovrapproduzione con una
conseguente caduta dei prezzi.
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Tra il 1870 e il 1914 ci furono una serie di trasformazioni molto importanti che vennero definite come seconda rivoluzione industriale. Questa fu ancora più sconvolgente della prima sia per la rapidità e la potenza con cui avvenne sia proprio per l’importanza delle scoperte che si ebbero, se nella prima rivoluzione industriale i protagonisti furono il cotone, il carbone e la macchina a vapore, nella seconda furono l’acciaio, la chimica, il motore a scoppio e l’elettricità. L’acciaio grazie alle nuove tecniche di produzione fu prodotto in grandi quantità a costi moderati e fu utilizzato in vari campi, per esempio il ferro delle ferrovie fu sostituito con l’acciaio, ma fu utilizzato anche negli utensili domestici o nelle strutture di grandi edifici, come per esempio la torre Eiffel che divenne proprio il simbolo principale dell’età dell’acciaio. L’elettricità divenne la principale fonte di energia grazie soprattutto all’invenzione della lampadina a filamento incandescente e alle centrali termiche che consentirono in un primo momento di portare l’illuminazione nelle strade e in seguito anche nelle abitazioni private. In quanto l’Italia era povera di carbone ma ricca di canali idrici si svilupparono forme di produzione dell’elettricità alternative come l’energia idraulica che sfruttava la caduta dell’acqua. Grazie all’elettricità ci fu anche una rivoluzione nel campo delle comunicazioni con la nascita del telefono, della radio e del cinematografo, col quale in seguito insieme alle riforme sociali emanate durante il governo di gioliti che garantivano il monte massimo di 8 ore lavorative al giorno e un giorno libero settimanale venne data importanza al tempo libero portando alla nascita di sale cinematografiche. La chimica portò innovazione in innumerevoli campi, primo fra tutti il campo medico che finalmente fu riconosciuto come una disciplina scientifica grazie a quattro principi:  La diffusione delle pratiche igienistiche  La microscopia  La farmacologia  La nuova ingegneria sanitaria (policlinici) Venne scoperta l’anestesia chirurgica, l’aspirina e degli insetticidi che furono fondamentali nella lotta contro la malaria. Le scoperte della chimica ebbero un ruolo fondamentale anche nel campo alimentare grazie alle scoperte di nuovi metodi di sterilizzazione, conservazione e inscatolamento del cibo che portarono a una rivoluzione dei trasporti poiché adesso c’erano meno probabilità di andare incontro a carestie nei lunghi viaggi. Queste scoperte permisero un aumento esponenziale della popolazione, aumentando l’età media e la qualità della vita nonostante l’abbassamento del tasso di natalità, cambiò proprio l’atteggiamento nei confronti della vita e dei figli, infatti, non c’era più un atteggiamento soggetto alle norme religiose ma più orientato al programmare razionalmente la famiglia e il suo futuro. Le automobili si diffuse tra la nobiltà e l’alta borghesia aumentando la domanda e creando la necessità di produrre in serie, per questo l’ingegnere statunitense Taylor ideò la catena di montaggio, che fu impiegata nelle fabbriche automobilistiche di Ford, consisteva nel suddividere il processo produttivo in tante piccole operazioni cronometrate da suddividere ad ogni operaio. Questa tecnica creò ostilità tra i lavoratori poiché diventavano come delle appendici delle macchine perdendo qualsiasi autonomia. Questi anni di evoluzioni subirono però una caduta nel 1873, con la grande depressione che durò circa 20 anni e colpì il settore agricolo e industriale. Entrambe furono dovute alla sovrapproduzione con una conseguente caduta dei prezzi.

Il settore agricolo fu danneggiato dalle importazioni dal Nordamerica che avevano dei prezzi competitivi, per risolvere ciò vennero introdotte nuove tecniche di coltivazione per aumentare la produttività come concimi chimici e impiego di nuove macchine industriali. Queste crisi portarono a una crescente disoccupazione che sfociò in un emigrazione di massa principalmente nel nord America e nelle grandi città. Lo stato cercò di proteggere i prodotti nazionali seguendo una politica protezionista introducendo dei dazi molto elevati per i prodotti esteri. La gran Bretagna risentì molto di queste politiche che vennero adottate in quasi tutta Europa poiché essendo il primo paese esportatore al mondo e patria del liberoscambismo si vide chiudere tutti gli sbocchi commerciali. Un'altra conseguenza della crisi fu la creazione di monopoli e oligopoli, legati alle concentrazioni industriali in quanto le aziende più piccole per poter sopravvivere si erano raggruppate in esse, queste risultarono in uno stretto rapporto di compenetrazione tra banche e imprese in quanto le imprese dipendevano sempre più dalle banche per il loro sviluppo e le banche legavano le loro fortune a quelle delle imprese. Questo fenomeno venne chiamato capitalismo finanziario. Un'altra conseguenza fu il colonialismo, infatti le imprese credevano che la risposta alla sovrapproduzione fosse vendere ai paesi non ancora industrializzati, tattica che si rivelò inutile nonostante i paesi industrializzati riuscirono ad ottenere da loro manodopera e materie prime a costi bassi.