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Fondamenti di Semantica: Teorie e Principi Chiave - Prof. Vai, Schemi e mappe concettuali di Linguistica Generale

I fondamenti della semantica, concentrandosi sull'assegnazione di interpretazioni a frasi ed espressioni linguistiche. Vengono esaminati concetti chiave come le condizioni di verità, il principio di composizionalità e la distinzione tra linguaggio e mondo. Anche le nozioni di presupposizione e implicatura conversazionale, offrendo una panoramica delle teorie di wittgenstein, frege e kripke. Infine, vengono discussi i meccanismi della conversazione secondo grice e le massime conversazionali che regolano lo scambio comunicativo. Una solida base per comprendere come il significato viene costruito e interpretato nel linguaggio.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

Caricato il 02/07/2025

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studente-anonimo-38 🇮🇹

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Semantica (e pragmatica)
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Semantica (e pragmatica)

Le lingue naturali possono essere descritte come sistemi formali interpretati. La semantica assegna allefrasi e ad altre espressioni delle interpretazioni, che sono altro dal linguaggio. In particolare lasemantica assegna alle frasi interpretazioni che hanno a che fare con il fatto che siano vere o false:capire il significato della frase "piove" significa sapere cosa accade quando la proposizione che esprimeè vera.Per determinare se una frase è vera o falsa è necessario:i) conoscere cosa significa la frase;ii) confrontare la frase con una situazione del mondo reale e vedere se corrisponde al significato dellafrase.Quindi la semantica formale non tratta solo di relazioni fra espressioni in una o più lingue, ma direlazioni fra linguaggio e mondo. “Formale” è usato nel senso di “esplicito, preciso”.

Le informazioni trasmesse da una frase possono avere diverse componenti. Ad es. il significato della frase:"E’ Gianni che ha risolto il problema"ha diverse componenti:1)^ Contenuto assertivo

(l’informazione esplicitamente aggiunta al contesto comune delle conoscenze condivise): Gianni ha risolto il problemala frase asserisce che p, cioè la frase è vera sse p, quindi“E’ Gianni che ha risolto il problema” è vera sse Gianni ha risolto il problema.2)^ Presupposizione

(l’informazione data per scontata dalla frase): qualcuno ha risolto il problemaLa frase presuppone che p sia data per scontata per essere usata in modo appropriato, quindi“E’ Gianni che ha risolto il problema” (ma anche “non è Gianni che ha risolto il problema”, “E’ Gianni che ha risoltoil problema?”, “se è Gianni che ha risolto il problema…”) è appropriata sse è dato per scontato che

qualcuno^

ha

risolto il problema.3)^ Implicatura conversazionale

(l’informazione che non è esplicitamente asserita, ma che la frase può suggerire):

Ad es. la frase "alcuni studenti hanno passato l’esame" potrebbe suggerire come implicatura "non tutti gli studentihanno passato l’esame": p è un’implicatura conversazionale della frase in questione sse p può essere trasmessadalla frase, ma ¬p non contraddice la frase: “Alcuni studenti hanno passato l’esame, anzi proprio tutti” (¬p è “non èvero che non tutti gli studenti hanno passato l’esame”).

Quindi dobbiamo capire:1) come il contenuto assertivo di una frase deriva dal significato delle sue parti;2) come ricaviamo le presupposizioni;3) come ricaviamo le implicature conversazionali.Rimarrà poi anche da chiarire come ricavare il significato delle frasi non assertive, quindi il significato delledomande e degli ordini. Condizioni di verità. Le condizioni di verità di una frase sono le condizioni in cui p (il contenuto assertivo della frase, la proposizione cheesprime) è vera.Wittgenstein (1921):Einen Satz verstehen, heißt, wissen, was der Fall ist, wenn er wahr ist.(Man kann ihn also verstehen, ohne zu wissen, ob er wahr ist)Per comprendere in generale il significato di una frase è necessario conoscere le condizioni di verità dellaproposizione che esprime. Soltanto a partire da questo punto sarà poi possibile anche giungere alle implicaturee al significato delle frasi non assertive.Parte di ciò che il nostro sistema computazionale fa durante la comprensione di una frase è calcolarne le condizionidi verità.

Linguaggio oggetto

: il linguaggio che descriviamo. Metalinguaggio

: il linguaggio che usiamo per usiamo per descrivere il linguaggio oggetto e caratterizzarne le condizioni di verità, quindi qui:“the house is on fire”

è vera sse

la casa è in fiamme

è vera

Lingua oggetto: inglese

metalinguaggio: italiano

Diversi approcci alla semantica. Approccio rappresentazionale

Secondo questo approccio, il significato corrisponde a un’immagine mentale o a un concetto: la frase “Giannimangia una mela” può corrispondere a una scenetta mentale in cui Gianni mangia una mela.Problema: le immagini associate alla parola “uccello” possono essere diverse da persona a persona: l’immagine diun canarino, l’immagine di un passero,…Ma quando comunichiamo deve esistere un significato comune, che nonpuò corrispondere alle singole e private immagini mentali. Inoltre: quale dovrebbe essere l’immagine associata aparole funzionali come: “il”, “e”, …? Approccio pragmatico-sociale

(Austin-Searle). Questo approccio assimila il significato al modo in cui le espressioni vengono usate. Ad es. la frase “il cane è ingiardino” può essere impiegata per trasmettere i messaggi più diversi: "caccia il cane!", "aiuto!" .Problema: non possiamo con ciò concludere che “il cane è in giardino” possa significare “caccia il cane!”, “aiuto!”,ecc. È chiaro che c’è un significato unico e questo, in interazione con le particolarità della situazione di emissione,ci consente di usare questa frase per compiere atti diversi: richiesta, ordine, ecc.

La soluzione di Frege (1892) Über Sinn und Bedeutung. Si deve distinguere tra

riferimento

(o^ denotazione

) di un segno e il suo

senso. La

Bedeutung

( denotazione

riferimento

) di un nome è l’oggetto a cui si riferisce il nome, ad es. la denotazione di “la (ultima) stella del mattino” è un certo corpo celeste. Il

Sinn^ o^ senso

è il modo in cui l’espressione presenta il modo di essere dato di quel

particolare oggetto. Quindi, se dico “la stella del mattino è la stella del mattino”, questa è una tautologia, ma se dico“la stella del mattino è la stella della sera”, pur denotando lo stesso oggetto, le due espressioni hanno due sensidiversi poiché costituiscono due modi diversi per descrivere quell’oggetto (infatti ad es. da: “Gianni sa che la stelladel mattino è la stella del mattino”, non deriva necessariamente “Gianni sa che la stella del mattino è la stella dellasera”).La^ denotazione

è ciò a cui le espressioni linguistiche si riferiscono; la^ rappresentazione

è l’immagine individuale evocata dall’espressione linguistica (diversa da persona a persona); il^ senso^ è il valore conoscitivo pubblicamente associato all’espressione linguistica:il senso ha valore a livello logico, mentre la rappresentazione a livello psicologico. Persone diverse possono afferrarelo stesso senso, ma è impossibile che abbiano la stessa rappresentazione (

antipsicologismo fregeano

Carnap:^ Estensione

/ Intensione

Carnap propone i concetti di

intensione

e^ estensione

come correlati formali alle nozioni di senso e denotazione di

Frege.L’ intensione

è la funzione che va da mondi possibili alla denotazione di un’espressione: ad es. l’intensione di “presidente della repubblica” è una funzione che associa ad ogni mondo possibile l’individuo che in quel mondoriveste la carica di presidente della repubblica;l’ estensione

corrisponde a ciò che l’espressione denota in una certa particolare circostanza. Ad es. l’estensione di “presidente della repubblica

^ nel mondo attuale è Napolitano. Quindi l’intensione dell’espressione “presidente della repubblica” è una funzione che per ogni mondo dàl’estensione di “presidente della repubblica” in quel mondo, cioè l’individuo che è presidente della repubblica inquel mondo.

Predicazione come saturazione

Il calcolo dei predicati. Possiamo costruire un piccolo modello artificiale per iniziare a capire come funziona una lingua naturale.Il calcolo dei predicati (

PC ) è un semplice linguaggio artificiale. Questo linguaggio comprende un

lessico^ e^ formule

costruite

con questo lessico:Lessico:1)^ variabili individuali

x, y, z… 2)^ costanti individuali

a, b, c… L’insieme delle variabili e delle costanti costituisce l’insieme dei

termini.

  1. n tipi di predicati : i) predicati a un posto, che intuitivamente corrispondono a predicati dell’inglese come Run, Walk, Happy, Calm…; ii) predicati a due posti, che intuitivamente corrispondono a predicati dell’inglese come Love, Kiss, See…; n)predicati a n posti (non necessariamente corrispondenti a predicati delle lingue naturali).Inoltre connettivi: ¬, &, v, →; e quanKficatori:

∀,^ ∃.

Semantica del calcolo dei predicati (finora è stata data solo la sintassi)

I termini denotano

individui , i predicati a un posto denotano

insiemi di individui

, i predicati a due posti

denotano^

insiemi di coppie di individui

, le formule denotano

valori di verità

: 1 e 0.

Sia le costanti individuali sia le variabili individuali denotano individui, ma in modo differente: le costantiindividuali sono come i nomi propri in una lingua: stanno sempre per qualche individuo o cosa particolare. Ciòche denotano le variabili individuali dipende da qualcosa che è chiamato

assegnamento di valori

alle variabili.

Le variabili sono come i pronomi “he, she, it”. Ad es., quando abbiamo una frase come “she is wise”, nonpossiamo dire se sia vera o falsa, a meno che non sappiamo chi intendiamo con “she”. Quindi partedell’interpretazione è un assegnamento di valori alle variabili. Le formule che contengono variabili libere, comead es. "Run(x)", dette

formule aperte

, non possono essere giudicate vere o false se non conosciamo a chi si

riferisce x, perché senza un assegnamento di valori non sappiamo cosa fare con una formula come Run(x): laformula sarà vera per un particolare assegnamento

g^ di valori alle variabili, cioè nel caso in cui l’individuo

assegnato a x da

g , cioè^ g( x), sia nell’insieme di coloro che corrono. Quindi dobbiamo avere un assegnamento di valori alle variabili, che denoteranno individui in base a quell’assegnamento (es. g(x) = Gianni, g(y) = Marco,ecc.).

Riassumendo: da una parte abbiamo il linguaggio PC, dall’altra abbiamo il mondo: quando diciamo che "Run(a)"è vera? Il valore semantico, la denotazione di questa formula sarà 1 quando l’individuo denotato da "a" ènell’insieme denotato da "Run". Quindi dobbiamo guardare nel mondo: nel mondo ci sono molte altre cose, mase l’individuo denotato da "a" è un membro dell’insieme degli individui che corrono, allora diciamo che "Run(a)"è vera.A partire da queste condizioni di verità per le formule più semplici, si possono formulare le condizioni di veritàper altri tipi di formule:La formula "¬ Run(a)" è vera nel caso che la formula senza la negazione (¬) sia falsa:"Run(a) & Sleep(b)" è vera sse sia la prima che la seconda parte della formula è vera."Run(a) v Sleep(b)" è vera sse una delle due componenti è vera.Il PC contieneinoltre un simbolo corrispondente a un modo di connettere formule come nelle lingue naturali si facon “se…allora”:se^ A^ e^ B^ sono formule, allora

(A → B)^ è una formula (A → B) è vera sse A è falsa o B è vera

Definire la denotazione. Possiamo^

sistematizzare

questo^

procedimento

introducendo

quella^ che

viene^ detta

funzione

di

interpretazione. Un’interpretazione all’interno di un linguaggio di questo genere è un modo di assegnaredenotazioni a espressioni del linguaggio. Per fare questo, nel calcolo dei predicati servono due tipi dioggetti: un insieme E di individui e un insieme di valori di verità (1, 0). La funzione di interpretazione

f^ a ogni

costante associa un individuo; a ogni predicato a un posto associa un insieme di individui.Sistematizzando un po’ le cose, gli ingredienti di cui abbiamo bisogno per la semantica del calcolo deipredicati sono: un insieme di individui, un insieme di valori di verità e una funzione [[ ]] che associadenotazioni a ogni espressione

α^ del linguaggio:

[[a]] = f(a)[[p]] = f(p)[[P(a)]] = 1 sse…Quindi la funzione di interpretazione è un modo di assegnare denotazioni a espressioni del linguaggio, inparticolare termini, predicati e formule.Nel caso le formule contengano variabili, parliamo della denotazione rispetto a qualche assegnamento

g^ di

valori alle variabili, che può essere scritta [[ ]]

(o anche [[ ]]g

g^ ): [[Run(x)]]

g^ = 1 sse g(x) appartiene a [[Run]]

g.

Il PC visto fin qui non ci consente di trattare frasi come “Mary can speak”, “Necessariamente 2 + 2 = 4”…perché non c’è niente nella funzione di interpretazione né nell’assegnamento

g^ che ci consenta di parlare di

circostanze possibili, cioè modi possibili in cui le cose potrebbero essere diversamente dall’attuale. Kripkeha usato la nozione di

mondo possibile

per capire frasi come “è possibile che”, “necessariamente…”, ad es.:

"necessariamente Gianni corre" è vero, cioè vero

nel mondo reale

sse "Gianni corre" è vero in ogni mondo

possibile;“è possibile che a Pechino piova” è vera se in qualche mondo possibile è vero che a Pechino piove.Un mondo possibile non è qualcosa di misterioso: è semplicemente un modo in cui il mondo potrebbeessere diverso dal mondo attuale.“Mary can speak English” significa allora che c’è (almeno) un mondo possibile in cui Mary parla inglese.L’idea di mondo possibile include l’idea di uno stesso mondo in istanti di tempo differenti:“Mary walked in the park” è vera in un certo mondo se in quel mondo c’è un tempo precedente (rispetto aora) e in quel tempo è vero che Mary passeggia nel parco.