Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


didattica e pedagogia speciale - set risposte chiuse, Panieri di Didattica generale e speciale

didattica e pedagogia speciale - set risposte chiuse

Tipologia: Panieri

2022/2023

In vendita dal 08/02/2024

fabrizio-costa-pluvini
fabrizio-costa-pluvini 🇮🇹

4.8

(4)

34 documenti

1 / 27

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
E-CAMPUS Università
Set Domande Chiuse
DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE
SCIENZE DELL’EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE
Docente: Simone Maria Grazia
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b

Anteprima parziale del testo

Scarica didattica e pedagogia speciale - set risposte chiuse e più Panieri in PDF di Didattica generale e speciale solo su Docsity!

E-CAMPUS Università

Set Domande Chiuse

DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE

SCIENZE DELL’EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE

Docente: Simone Maria Grazia

[email protected]

Lezione 002

  1. La specificità del discorso didattico deriva dalla sua imprescindibile esigenza di assumere l’apprendimento in correlazione: all'insegnamento
  2. La didattica è una scienza che si colloca all’interno del più ampio settore delle scienze: pedagogiche
  3. Interrogarsi sull’apprendimento significa ricercare il senso del processo per il quale l’uomo costruisce il suo: comportamento
  4. Nella scuola, il compito dell’insegnamento è sempre: l'educazione
  5. Istruzione e insegnamento: non riguardano soltanto la scuola Lezione 003
  6. L’educazione pone necessariamente le sue basi nella: tradizione
  7. “Azione che promuove lo sviluppo umano a più livelli”. La definizione si riferisce al termine: educazione
  8. Circa il concetto di educazione, le definizioni possibili sono: molte
  9. La pedagogia è un ragionare sui fatti che hanno a che fare con: l'educazione
  10. Il percorso formativo della persona è costantemente: in divenire
  11. Il processo formativo verte soprattutto su scelte: interiori
  12. Il processo formativo, al giorno d’oggi, segue linee evolutive sempre meno: lineari
  13. La formazione è sviluppo del soggetto nella sua: umanità
  14. L’educazione può definirsi come una esperienza: diffusa
  15. Educazione e formazione, nel linguaggio comune, vengono talvolta usati senza una chiara: differenziazione
  1. La pedagogia speciale è parte della: pedagogia generale Lezione 010
  2. G. Bollea ha fondato: la neuropsichiatria infantile
  3. G. Bollea sosteneva che, se si vuole aiutare un minore in difficoltà, bisogna prima di tutto aiutare: la sua famiglia
  4. La pedagogia speciale, a livello accademico, nasce in Italia nel: 1964 Lezione 011
  5. Secondo la pedagogia emendativa, il soggetto considerato “anormale” va: corretto
  6. Le scuole speciali in Italia: sono state abolite
  7. Gli apprendimenti e le pratiche didattiche, ispirati dalla pedagogia speciale, possono generare nelle classi delle azioni di tipo: inclusivo Lezione 012
  8. Quando disadattamento e devianza si manifestano all’interno della scuola, vanno trattati: pedagogicamente Lezione 013
  9. La pedagogia interculturale si sforza di riconoscere il valore delle: differenze
  10. Con la globalizzazione della comunicazione e delle conoscenze, non si può più far riferimento a parametri: monoculturali
  11. La differenza ha sul piano sociale toni e forme molto: variegati Lezione 014
  12. La disabilità può essere di tipo: transitorio o permanente
  1. La parola deficit identifica una mancanza: oggettiva e verificabile
  2. La pedagogia speciale in Italia ha una storia lunga circa: 40 anni Lezione 015
  3. La legge n. 517/1977 stabilisce la garanzia dell’apprendimento anche per gli alunni: portatori di disabilità
  4. L’educazione e l’istruzione divengono una chiave di accesso essenziale, per le persone con disabilità, nel raggiungere una cittadinanza: attiva
  5. L’inclusione, per potersi realizzare, richiede azioni: di sistema
  6. Affrontare il tema dell’inclusione richiede sempre uno sguardo: ampio Lezione 016
  7. Secondo R. Caldin, se oggi dovessimo indicare che cosa è manchevole nell’integrazione/ inclusione in Italia, essa sarebbe relativa all’area: della garanzia dell’apprendimento
  8. La legge n. 517 è stata emanata nel: 1977
  9. Nel sistema educativo italiano, la possibilità per gli studenti portatori di disabilità di usufruire di tirocini e stage è: limitata
  10. La legislazione italiana circa la disabilità è tra le più avanzate: nel mondo Lezione 017
  11. La disuguaglianza è conseguenza tragica della incapacità di accogliere la diversità come: valore
  12. La diversità è dovuta ad una molteplicità di: variabili
  13. Il più delle volte la diversità viene vista come: un ostacolo
  1. La competenza comunicativa si sviluppa: sin da neonati Lezione 022
  2. Il clima organizzativo: influenza tutti gli aspetti della vita di un’organizzazione Lezione 023
  3. Secondo Rivoltella, la fruizione delle tecnologie multimediali all’interno del setting didattico viene scandita dalle attività di: rappresentazione, comunicazione, condivisione e costruzione
  4. I nuovi media suggeriscono all’agire didattico nuovi compiti che sono in tutto: 3
  5. La lettura ipertestuale rende l’apprendimento: attivo e dinamico Lezione 024
  6. Il più importante prerequisito per intraprendere un intervento di CAA è la effettiva presenza di: concrete opportunità di comunicazione
  7. La comunicazione aumentativa alternativa NON è costituita da: link
  8. “E’ una misura di sostegno alla relazione, alla comprensione e al pensiero”. Si tratta: della comunicazione aumentativa alternativa
  9. L’insegnamento del programma PECS prevede un percorso articolato in: 6 fasi Lezione 025
  10. Fino alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, la convinzione generale era che l'allievo in situazione di disabilità dovesse essere inserito in gruppi di coetanei: con deficit simili
  11. La costituzione delle classi differenziali, parallele a quelle comuni, fu giustificata da un intervento, sul deficit, di tipo prettamente: tecnico-sanitario
  1. La legge n. 118 del 30 marzo 1971, all’art.28, riconobbe agli allievi in situazione di disabilità il diritto all’educazione: in classe comune Lezione 026
  2. La necessità di individualizzare gli interventi sottende, al suo interno, una logica: personalistica
  3. Favorirono la creazione di un ambiente scolastico inclusivo. Si sta parlando delle classi: aperte
  4. La legge che introduce la figura dell’insegnante di sostegno è la legge: n. 517 del 1977
  5. La legge n. 517 del 1977 parla dello svantaggio socioculturale: in nessuna sua parte
  6. Si insiste sulla parola “integrazione” a partire dalla legge: n. 517 del 1977 Lezione 027
  7. Per quanto riguarda l'integrazione scolastica, la legge n. 194/1992 ha fissato le basi, per l’allievo portatore di disabilità, di un progetto al tempo stesso: globale e individualizzato
  8. La dichiarazione di Salamanca venne stilata nell’anno: 1994
  9. La legge n. 104/1992 si è occupata dei bisogni educativi speciali: no
  10. A partire dalla legge n. 104/1992 un ruolo sempre più attivo viene attribuito: alla famiglia Lezione 028
  11. La legge che sancisce l’ingresso della parola integrazione all’interno del lessico, non soltanto scolastico, è la: n. 104 del 1992
  12. A seguito dell’abolizione delle classi differenziali, l’inserimento dei portatori di disabilità nelle classi normali venne da alcuni definito come: selvaggio
  1. I domini interessati dalla disabilità intellettiva sono in tutto: 3
  2. Le aree di deficit delle funzioni intellettive sono in tutto: 3 Lezione 034
  3. I disturbi dello spettro autistico rientrano nell’ambito dei: disturbi pervasivi dello sviluppo
  4. La compromissione, sempre presente nei disturbi dello spettro autistico, è quella relativa: all’interazione sociale
  5. La classe dell’allievo con disturbi dello spettro autistico può divenire un contesto inclusivo se si adatta facilmente: alle sue peculiari modalità di funzionamento
  6. La presenza ed il ruolo dei compagni, per l’allievo con disturbi dello spettro autistico, rappresentano: una risorsa Lezione 035
  7. La sfera cognitiva, nella disabilità sensoriale, in genere: non è compromessa
  8. I vari livelli di ipoacusia e le loro differenze comportano, per chi ne è affetto, diverse esperienze: del mondo
  9. La pluridisabilità sensoriale prevede la presenza simultanea di: disabilità visiva e uditiva
  10. Le disabilità sensoriali implicano una serie di difficoltà nella sfera: sociale e dell’autonomia personale Lezione 036
  11. Il soggetto sordo percepisce la propria differenza come una propria: carenza
  12. L'esposizione ad una lingua dei segni, per il soggetto sordo, produce vantaggi: indubbi
  13. Il soggetto sordo presenta una carenza di dati informativi: sul mondo
  14. Il soggetto sordo, in ambito didattico, presenta difficoltà nella lingua: scritta e parlata

Lezione 037

  1. La distanza ottimale nella conversazione con l'allievo sordo non deve mai essere oltre: un metro e mezzo
  2. Per utilizzare la lingua italiana dei segni (LIS) occorre ricorrere: ad un mediatore linguistico Lezione 038
  3. In assenza della vista, gli altri sensi cooperano tra di loro per sopperire a tale mancanza mediante un processo note come: vicarianza
  4. Nell’ambito della stessa disabilità visiva, molto differente può essere la percezione della realtà a seconda se si sia: non vedente o ipovedente
  5. Il disabile visivo, circa l’apprendimento, necessita di: tempi più lunghi Lezione 039
  6. Le strategie didattiche più favorevoli ad un alunno con disabilità visiva fanno riferimento a una prospettiva di tipo: esperienziale
  7. Nell’intervento didattico a favore dello studente con disabilità visiva, occorre anche ponderare il ruolo dei meccanismi: di difesa
  8. Tra gli obiettivi dell’intervento didattico a favore dello studente con disabilità visiva, vi è anche l’acquisizione di una buona competenza: relazionale Lezione 040
  9. La sfida della pedagogia speciale, in materia di progettazione didattica, è di riuscire a coniugare la didattica curricolare alle esigenze dettate: dall'inclusione
  10. La progettazione dell'insegnamento è l'analisi della situazione da cui prende avvio l’azione: didattica
  11. In ottica inclusiva, il curricolo comune va adattato per accogliere le esigenze: di ciascuno studente
  1. Le strategie di facilitazione nei disturbi oppositivi provocatori e comorbilità con ADHD si possono strutturare mediante la modalità: di visual learning
  2. Un esempio di sostituzione, nell’ambito dei disturbi dello spettro autistico, è: la comunicazione aumentativa alternativa Lezione 045
  3. La LIM può essere parte del generale processo di semplificazione delle attività didattiche, specialmente per quanto riguarda la semplificazione: della complessità concettuale
  4. Lo schermo della LIM diviene per gli alunni spazio condiviso: di elaborazione e azione diretta
  5. La LIM scardina la centralità: del testo scritto Lezione 046
  6. Secondo l’approccio dell’Universal Design for Learning, “quello che è necessario per qualcuno, finisce per diventare utile: "per tutti"
  7. L’approccio dell’Universal Design for Learning si fonda sulla consapevolezza che gli allievi hanno: abilità e stili di apprendimento differenti Lezione 047
  8. Secondo l’Universal Design for Learning, includere significa promuovere: tutte le intelligenze
  9. Secondo il criterio della tolleranza dell’errore, la proposta didattica è tanto più efficace quanto più è pensata per: limitare l'insuccesso
  10. I principi dell’Universal Design for Learning sono in tutto: 3
  11. Le linee Guida elaborare dal CAST circa l’Universal Design for Learning risalgono al: 2011 Lezione 048
  1. La possibilità di attività coinvolgenti e motivanti per lo studente si può attuare mediante: lavori di gruppo
  2. Secondo il principio “fornire molteplici mezzi per manifestare impegno”, l’apprendimento in classe è un processo di: costruzione di significato Lezione 049
  3. La direttiva del 27 dicembre 2012 pone alla scuola, per la prima volta, il problema: dei bisogni educativi speciali dei suoi allievi anche senza certificazione o diagnosi
  4. La persona con svantaggio socio-economico linguistico culturale, senza alcuna diagnosi: rientra nei BES Lezione 050
  5. Come sostiene d’Alonzo, la scuola italiana possiede risorse e una notevole tradizione, sul piano inclusivo: che nessun paese al mondo possiede
  6. La direttiva del 27 dicembre 2012 ha evidenziato che l'area dello svantaggio scolastico: è molto più ampia di quella riferibile soltanto alla presenza di deficit certificato
  7. Se si desidera rispondere ai bisogni educativi speciali è necessario attivarsi per sviluppare le risorse: degli studenti che ne sono portatori
  8. Nei BES, l’interesse principale dei docenti va rivolto: alle potenzialità di ciascun studente Lezione 051
  9. La dislessia è un disturbo specifico: della lettura
  10. La diagnosi dei DSA è effettuata: dagli specialisti di ambito sanitario
  11. I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono stati riconosciuti e definiti: dalla legge n. 170 dell’8 ottobre 2010
  12. Nella disortografia, è compromessa la correttezza: della scrittura
  1. Rispetto alla fruizione della televisione da parte dell’alunno con deficit di attenzione e iperattività (ADHD), la differenza fondamentale è data: dalla comprensione di ciò che guarda
  2. Gli allevi con sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) hanno, tra gli altri aspetti, un deficit: motivazionale Lezione 056
  3. Un recente impiego della tecnologia nel campo del disturbo da ADHD viene dall'utilizzo dei sistemi di: Biofeedback (BF) e Neurofeedback (NF)
  4. Le aree privilegiate di intervento attraverso le TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) sugli alunni con ADHD riguardano compiti: attentivi, organizzativi, di memoria e di autoregolazione
  5. È quel “complesso costrutto dell'attività cognitiva che si riferisce a delle abilità specifiche ben coordinate che, una volta apprese, permettono al soggetto di controllare il proprio comportamento senza la necessità di un supervisore esterno”. Stiamo parlando di: autoregolazione cognitiva Lezione 057
  6. Una difficoltà di funzionamento della persona genera: un bisogno educativo speciale
  7. L’affermazione seguente “un bisogno educativo speciale può scaturire da moltissime combinazioni di fattori sfavorevoli per l’alunno”: corrisponde a verità
  8. Nel modello di funzionamento della persona dell’OMS agli estremi superiori e inferiori si trovano: le condizioni fisiche e i fattori contestuali Lezione 058
  9. Lo scopo generale della classificazione ICF è di fornire un linguaggio standard e unificato circa: il funzionamento della persona
  10. La seguente definizione “insiemi pratici e significativi di funzioni fisiologiche, strutture anatomiche, azioni, compiti, o aree di vita correlate” nell’ICF si riferisce ai: domini
  1. I domini nell’ICF sono descritti in due elenchi principali: Funzioni e Strutture Corporee; Attività e Partecipazione Lezione 059
  2. La sigla PEI sta per: piano educativo individualizzato
  3. Il PEI è elaborato è approvato: dal GLO (Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione)
  4. Le sezioni del PEI più significative per la valorizzazione della prospettiva bio-psico-sociale sono quelle dedicate: al contesto Lezione 060
  5. Guardare al PEI in prospettiva bio-psico-sociale significa leggere i bisogni educativi speciali in ottica di : salute
  6. La sigla ICF-CY identifica la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) nella sua versione specifica per: l'infanzia e l'adolescenza
  7. Pensare al PEI in prospettiva bio-psico-sociale significa considerare l’allievo secondo una prospettiva: globale Lezione 061
  8. Rispetto ad un’azione, compito o funzione, quello che l’alunno è in grado di fare senza alcuna influenza di fattori contestuali, ambientali o personali, si definisce: capacità
  9. Nella componente delle “Funzioni mentali” di ICF troviamo due domini: funzioni mentali globali e funzioni mentali specifiche
  10. Tra le quattro dimensioni fondamentali del nuovo PEI non è presente: la dimensione della valutazione scolastica
  11. Il modello di PEI voluto dal dm 182/2020 invita a strutturarlo secondo il seguente numero di dimensioni fondamentali: 4 Lezione 062
  12. La certificazione delle competenze dell’allievo portatore di disabilità è prevista al termine: della classe quinta della Scuola Primaria e della classe terza della Scuola Secondaria di primo grado

Lezione 066

  1. Secondo Pines, il desiderio di un figlio, nelle situazioni di marginalità e di deprivazione, può rappresentare, in realtà, quello di prendersi cura: delle proprie parti “bambine”
  2. La mancata accettazione dell’esperienza della gravidanza nelle giovani madri disagiate compromette: il rapporto madre-figlio
  3. Uno dei maggiori problemi del ritrovarsi incinte in età adolescenziale riguarda probabilmente: l’elaborazione emotiva di questo stato
  4. La condizione di fondo del ritrovarsi incinte in età precoce, e in un contesto di disagio e marginalità sociale, è rappresentata da un sostanziale rifiuto: della gravidanza Lezione 067
  5. È stato osservato che più si è svantaggiati e più ci si allontana dalla disponibilità: al cambiamento
  6. Lo stereotipo, di per sé, NON: è un elemento negativo
  7. Occorre aiutare l’identità personale dell’adulto marginale a divenire disponibile ad accogliere: la novità
  8. A volte il formatore del soggetto marginale può essere inconsapevolmente vittima di: pregiudizio Lezione 068
  9. Nell’intervento formativo rivolto al soggetto marginale occorre ridurre la diffidenza verso la situazione: di apprendimento
  10. La marginalità sociale è una forza che inibisce, tra gli altri aspetti, anche la: comunicazione
  11. I messaggi comunicativi, rivolti al soggetto marginale, NON devono essere: complessi
  12. Nei percorsi di formazione il soggetto in condizione di marginalità sociale spesso avverte uno scollamento tra gli argomenti proposti e: la loro utilità nella pratica quotidiana

Lezione 069

  1. Paradossalmente, più si è svantaggiati e più ci si allontana dalla disponibilità ad affrontare: nuovi cammini ed orizzonti
  2. L’adulto in condizioni di disagio ha bisogno di progetti impegnativi, oltre: la soglia minima
  3. “Non c’è nulla di più ingiusto che fare parti uguali tra disuguali”. Lo ha affermato: Don Lorenzo Milani
  4. Il tentativo di “puntare in alto” nella formazione degli adulti marginali trova ulteriori ostacoli: in alcune loro rigidità Lezione 070
  5. Ha parlato di “pensiero narrativo”. Si tratta di: J. Bruner
  6. Per P. Ricoeur, si esiste nella misura in cui si è capaci di: raccontare
  7. Per favorire riscatto ed emancipazione del soggetto marginale, può essere utile offrirgli: modelli identitari cui ispirarsi Lezione 071
  8. I soggetti (adulti e bambini) marginali sono in grado di manifestare, nonostante tutto, aree di competenza: inaspettate
  9. “Speciale capacità di far fronte agli eventi traumatici, di opporsi alle avversità, di superarle ed a volte persino di uscirne rafforzati, manifestando adattamento, flessibilità e capacità di contrastare le avversità, piegandole a proprio vantaggio”. Stiamo parlando di: resilienza
  10. Per ottenere resilienza, nel gruppo in formazione il soggetto marginale: va posto al centro Lezione 072
  11. La finalità dell’intervento formativo, destinato a soggetti adulti marginali è di: incrementare il loro bagaglio esperienziale
  12. Un fronte sul quale lavorare, per assicurare empowerment al soggetto in condizione di marginalità, è il sostegno: alla motivazione