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Sibilla Aleramo, appunti, Appunti di Italiano

Sibilla Aleramo autrice di “Una donna”, troverete la sua biografia e l’analisi del romanzo

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 21/10/2023

letizia-matteuzzi
letizia-matteuzzi 🇮🇹

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11 documenti

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SIBILLA ALERAMO
Rina Faccio, vero nome della scrittrice Sibilla Aleramo, nasce ad Alessandria
il 14 agosto 1876. Frequenta solo la scuola elementare a Milano e nel resto
della sua vita si formerà da autodidatta.
Presto si stabilisce a Civitanova Marche, dove trova impiego come contabile
nella fabbrica chimica diretta dal padre, dove gestiva le buste paga degli
operai. Il padre era un cultore di discipline scientifiche, ateo.
Spesso era soggetta ad attenzioni indesiderate maschili e a 16 anni deve
sposare Ulderico Pierangeli, un operaio della fabbrica, che l’aveva violentata.
(MATRIMONIO RIPARATORE fino al 1881 le donne potevano essere
obbligate a sposare il loro stupratore)
Risentendo sia dell’instabilità mentale della madre, che muore suicida, sia
della costrizione di un’unione sfortunata, ha nel corso della sua lunga vita
continui sbalzi depressivi. Perde il primo figlio, ma in seguito riuscirà a
concepire un altro e smetterà di lavorare poiché il marito glielo impediva. Il
marito era violento.
La scrittura diviene l’unica fuga di questa donna sensibile e brillante. Pur
avendo ricevuto solo un’istruzione elementare, comincia a collaborare con
riviste femministe, e per tutta la vita, scrive recensioni di libri, critiche
letterarie, studi sociologici e commenti sulla vita quotidiana.
Nel 1899 le viene offerto di dirigere una rivista femminile a Milano, dove si era
trasferita, per un breve periodo, con la famiglia di Pierangeli.
Milano le offriva una finestra sul mondo, così quando il marito la costringe a
tornare al paese, nel 1901, Rina prende la difficile decisione di abbandonare
marito e figlio, che non rivedrà mai più, per iniziare una vita che le avrebbe
permesso di affermarsi come persona e che lei amava definire la sua
“seconda vita”.
La sua è infatti una storia travagliata di rinascite e autoanalisi, che guida e
accompagna a un nuovo percorso di emancipazione.
VERRA’ MOLTO CRITICATA PER QUESTA SCELTA ANTICONVELZIONALE
E ANTICONFORMISTA, DALLE STESSE FEMMINISTE. LA DONNA
DOVEVA RIMANERE CON IL BAMBINO E PRENDERSENE CURA. (le
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SIBILLA ALERAMO

Rina Faccio, vero nome della scrittrice Sibilla Aleramo, nasce ad Alessandria il 14 agosto 1876. Frequenta solo la scuola elementare a Milano e nel resto della sua vita si formerà da autodidatta. Presto si stabilisce a Civitanova Marche, dove trova impiego come contabile nella fabbrica chimica diretta dal padre, dove gestiva le buste paga degli operai. Il padre era un cultore di discipline scientifiche, ateo. Spesso era soggetta ad attenzioni indesiderate maschili e a 16 anni deve sposare Ulderico Pierangeli, un operaio della fabbrica, che l’aveva violentata. (MATRIMONIO RIPARATORE → fino al 1881 le donne potevano essere obbligate a sposare il loro stupratore) Risentendo sia dell’instabilità mentale della madre, che muore suicida, sia della costrizione di un’unione sfortunata, ha nel corso della sua lunga vita continui sbalzi depressivi. Perde il primo figlio, ma in seguito riuscirà a concepire un altro e smetterà di lavorare poiché il marito glielo impediva. Il marito era violento. La scrittura diviene l’unica fuga di questa donna sensibile e brillante. Pur avendo ricevuto solo un’istruzione elementare, comincia a collaborare con riviste femministe, e per tutta la vita, scrive recensioni di libri, critiche letterarie, studi sociologici e commenti sulla vita quotidiana. Nel 1899 le viene offerto di dirigere una rivista femminile a Milano, dove si era trasferita, per un breve periodo, con la famiglia di Pierangeli. Milano le offriva una finestra sul mondo, così quando il marito la costringe a tornare al paese, nel 1901, Rina prende la difficile decisione di abbandonare marito e figlio, che non rivedrà mai più, per iniziare una vita che le avrebbe permesso di affermarsi come persona e che lei amava definire la sua “seconda vita”. La sua è infatti una storia travagliata di rinascite e autoanalisi, che guida e accompagna a un nuovo percorso di emancipazione. VERRA’ MOLTO CRITICATA PER QUESTA SCELTA ANTICONVELZIONALE E ANTICONFORMISTA, DALLE STESSE FEMMINISTE. LA DONNA DOVEVA RIMANERE CON IL BAMBINO E PRENDERSENE CURA. (le

donne stesse infatti avevano interiorizzato l'identità che gli uomini le avevano attribuito). Distrutta dalla separazione dal figlio, si trasferisce a Roma nel 1902. Successivamente intraprende diverse relazioni amorose con intellettuali e letterati del tempo. Questo fu visto come uno scandalo in quanto lei fosse donna, venne giudicata immorale. Qui conosce Giovanni Cena, direttore della rivista La Nuova Antologia, con il quale instaura una relazione culturale e spirituale durata sette anni. E’ in questo periodo, nel 1906, che Rina Faccio, guidata da Cena e dagli altri intellettuali suoi amici, pubblica il suo primo libro Una donna. Con questo evento, diviene Sibilla Aleramo: un nuovo nome per una nuova vita. LEI ERA DOTATA DI UNA COSCIENZA FEMMINILE ANTICIPATRICE Culturalmente la Aleramo si forma nel clima del dannunzianesimo (es. autoanalisi, D’Annunzio con il romazo Il piacere è il primo in Italia ad introdurre questo stile), il suo romanzo, scritto in prima persona, è una sofferta testimonianza della donna nel suo ruolo di subalterna nella famiglia e nella società, ma è pervaso di un chiaro appello femminista contro la provocazione maschile. La sua letteratura non è caratterizzata da una grande originalità, essendosi formata da autodidatta non possedeva una profonda cultura letteraria. L’opera si inserisce a pieno titolo nella storia del femminismo: è l’aperta ed appassionata denuncia della grettezza dell’ambiente sociale in cui l’autrice era vissuta, di un piccolo mondo diviso da campanilismo, ipocrisia, ignoranza; la prosa appare originale e nuova per quegli anni e con essa la scrittrice si guadagna larghissimi consensi sia in Italia che all’estero. Il ruolo fondamentale di Sibilla Aleramo è quello di aver dato testimonianza di una decisione radicale per il ruolo di una donna. Inoltre in quel periodo il femminismo era incentrato solo sui diritti civili, lei invece riflette sull'identità di genere ed è anticipatrice nell’aver riflettuto su cos’è il femminismo? qual’è il ruolo di una donna? Alla fine della sua storia con il Cena inizia una vita errabonda che la porta in giro per il mondo alla ricerca dell’amore perfetto.

→ diverrà un caso letterario, suscita dibbattito all’interno dell’ambiente letterario e femminista