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Risk management (ISO 31000), documento di valutazione dei rischi, Dlgs 81/08 (Testo Unico), fisica e normativa su: rumore, vibrazioni meccaniche, microclima, movimentazione carichi e videoterminali, illuminazione. Direttiva macchine.
Tipologia: Appunti
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RSPP figura con competenze specifiche, definite da 3 qualifiche A (28h), B (32-60h +aggiornamento), C (24h)
Standard: norma tecnica Risk management è la ges4one del rischio. ISO Guide 73:2009 dà dell’indicazione sulla specifica traEazione del rischio, è un vocabolario. UNI ISO 31000:2010, ISO/IEC 31010:2009 ; principi e linee guida IEC riguarda eleEronica ed è più tecnica, dà una valutazione dei rischi Ci sono altre fon4 da u4lizzare per poter correEamente interpretare le norme: (rischi specifici)
SPP (RSPP, ASPP) Medico Competente
Probability: quan4ta4vi STAKEHOLDER: portatori di interesse, soggeb che possono esser afflib da una sbagliata ges4one del rischio (lavoratore) PERCEZIONE DEL RISCHIO: visione dello stakeholder del rischio ESPOSIZIONE: è l’estensione che un’organizzazione e/o un stakeholder è soggeEo ad un evento VULNERABILITA’: proprietà intrinseca e propensione all’esposizione HARM: ferita fisica o danno alla salute dell’oggeEo FATTORE DI RISCHIO: elemento il quale da solo o in combinazione può dare un rischio HAZARD = PERICOLO: sorgente del potenziale danno RISK OWNER = TITOLARE DEL RISCHIO: persona o en4tà che dovrà prendere le decisioni per la ges4one del rischio LIVELLO DI RISCHIO: Quan4ficazione del rischio con l’obiebvo di mi4gare il rischio ISO 31010:2009 - > PROCESSO DI GESTIONE DEL RISCHIO Flusso schema:
propagazione, sono misure proabve per evitare incidente, consentono di controllare vulnerabilità alla minaccia, ci sono anche faEori nega4vi escala4on factor, cercando di neutralizzarli con barriere. Dall’evento in poi si possono verificare diversi scenari, per ciascuna conseguenza posso prevedere alla mi4gazione o recupero dell’evento A sinistra viene chiamato preven4vo o proabvo, a destra protebvo o reabvo Sx: si usano alberi di guasto (struEura dove vengono trova4 and/or ) e posso calcolare la probabilità, metodi indubvi, i controlli sono di vulnerabilità alla minaccia Dx: analisi degli alberi degli even4 dove vengono quan4ficate le probabilità delle conseguenze, i controlli sono di vulnerabilità alla esposizione Sia a sinistra che a destra abbiamo misure prevenzionali, di cui è responsabile solo il DDL. RSPP responsabile solo dei danni provoca4.
Il rischio è sempre rela4vo a un tempo di esposizione, chiamato ‘mission’ Il rischio è definito come il danno aEeso: (probabilità di evento i accaduto nel tempo t)(perdita aEesa dell’evento i) Spesso semplificata: R= PL - > probabilità per conseguenze Se l'evento i è una classe di even4, cioè lo stesso scenario dovuto a una fonte di rischio, la probabilità dell'evento deve essere intesa come la funzione di probabilità discreta rela4va al verificarsi di X even4 di 4po i nel tempo di esposizione t: perché sommo la probabilità di avere 1 incidente, poi 2, 3, 4, e si traduce nel valore aEeso dove Fi è la frequenza, numero di even4 per unità di tempo Introducendo i conceb di esposizione Ex e di vulnerabilità V: dove P è la probabilità che un evento i si verifichi nel tempo t e produca l'intensità e l'estensione che porta all'esposizione di Ex persone, ciascuna delle quali ha conseguenze medie V data l'intensità dell'evento. L'estensione dell'evento nello spazio produce l’esposizione di persone Ex con densità spaziale Ne V è la conseguenza aEesa (perdita) data l'intensità I Si arriva quindi:
Rischio sociale è l’integrale del rischio individuale: Nella Risk Analysis l’ul4mo passaggio è la Vulnerabilità all’esposizione: tassonomia degli inciden4 possibili, inciden4 direb o indireb. Direb possono essere umane, economiche e ambientali. Sull’uomo si fa il conteggio dei mor4, o quelli che hanno lesioni permanen4. Per quelli ambientali si guarda l’estensione interessata (terreno, ciEà, regioni, ecc). Usare una quan4ficazione monetaria aiuta a direzionare i vari sistemi di sicurezza e può esser applicata in tuEe e tre i seEori. Dopo aver quan4ficato il rischio devo confrontarlo con gli obiebvi. Risk evalua4on: ci si chiede se il rischio in questa fase è fabbile o non è fabbile. I faEori che influenzano la ponderazione:
Valutazione dei rischi faEa dal datore di lavoro che deve valutare tub i 4pi di rischi all’interno dell’azienda. Valutazione dei rischi deve esser faEa in qualsiasi momento. Datore di lavoro obbligato a documentare la valutazione. La norma ci dice che la valutazione dei rischi è una iden4ficazione. PERICOLO: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni. RISCHIO : “probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione” (???? “nonché dimensioni possibili del danno stesso” eliminato dal TU). VALUTAZIONE DEL RISCHIO: procedimento di valutazione dei rischi per la sicurezza e la sanità dei lavoratori, nell’espletamento delle loro mansioni, derivanti dalle circostanze del verificarsi di un pericolo sul luogo di lavoro. PERICOLO = FATTORE DI RISCHIO RISCHIO: Nella definizione del rischio è stato eliminato il vero significato di rischio che è probabilità per valore. U4lizzando solo la probabilità si togli importanza degli infortuni poco probabili ma molto catastrofici. Scegliere le aErezzature di lavoro e sostanze o prepara4 chimici Sistemare luoghi di lavoro PRINCIPIO DI PRECAUZIONE: Deve esser considerato quando nella valutazione di un rischio si ha ancora incertezza ATTENZIONE AL GENERE: AEenzione maggiore su rischi che possano scaturire problemi sulla gravidanza CLIMA DELLE RELAZIONI AZIENDALI: Ci si affida a psicologi. Si parla di costribvità organizza4va: riguarda i vincoli che il datore di lavoro può porre. Lo stress è correlato al lavoro. Stress deriva da una esposizione ed un faEore stressogeno, creano tensione verso un obiebvo, può esser stress posi4vo che s4mola oppure stress nega4vo a causa di assenza di
momen4 di recupero. Un 4po di stress è il ‘burn out’ la quale è una specifica 4pologia di stress, riguardan sopraEuEo posizioni mediche. Mobbing è un reato penale, vuol dire costringere una persona ad arrivare, per esempio, a licenziarsi. Ci può esser mobbing ver4cale, che riguarda una figura più alta che offende una figura soEostate oppure mobbing orizzontale ovvero tra posizioni dello stesso livello. OGGETTO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI Con data certa vuol dire che deve andare dal notaio a farla redigere, ma in quanto costoso potrebbe esser un ostacolo all’aggiornamento della valutazione ma grazie alla digitalizzazione questo problema viene risolto tramite una PEC. Parte A: (in rosso modifica del 2009) - > scelta dei criteri di redazione: ponderazione dei rischi e applicazione dei criteri scel Parte B: una volta valuta4 i rischi, individuo e applico delle misure di prevenzione e protezione individuali Parte C: CAIZEN miglioramento con4nuo. Parte D: individuazione delle procedure per l’aEuazione delle misure, pianificazione della valutazione Parte E: indicazioni del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, il datore di lavoro si consulta con figure competen4 per realizzare la valutazione Parte F: individuazione delle mansioni di rischi specifici. VALUTAZIONE DEI RISCHI
Check list online seEoriali (Italia solo 2/3 seEori) - > per piccole medie imprese Agenzia sicurezza del lavoro Sede a Bilbao
Infortuni avvengono per varie cause alcuni per 4po soggebvo (imputabile al soggeEo che si è infortunato, faEore umano, comportamento non conforme), per cause oggebve (infortunio imputabile ad una macchina o per caso). Conseguenze degli infortuni (SUI COSTI) L’unica che interessa e che viene traEata nel TU è il danno più o meno grave all’integrità fisica del lavoratore. Ma ci sono altre conseguenze:
Le 2 norme prima sugli infortuni e seconda malabe descrivono quando si devono fare banca da Primo indice è indice di frequenza ragiona sul numero di infortuni che si sono verifica4, è il numero di infortuni rapportato alle ore lavora4ve. Si mol4plica per avere numero intero (1 infortunio ogni 1 milione di ore) spesso si fa media mobile di tre anni. È una probabilità EX-POST si può usare anche fraEo numero di operaio anno, ma il primo è migliore. L’altro indice è indice di gravità. Si valuta con un principio assicura4vo ( costo che sos4ene INPS per lavoratore in malaba) gT = giorni di inabilità temporanea gP= invalidità permanente di 4po parziale si usa principio di invalidità percentuale 1% di invalidità sono 75gg gM= 7500M con M=numero dei casi di morte ∑ 𝑔=(frequenza di accadimento)*(gravità media) - > indice di gravità è l’indice di rischio effebvo Malabe professionali Deriva da una esposizione professionale Esistono tabelle che iden4ficano 4pologie di lavorazione che se si manifesta malabe sono riconducibili all’abvità lavora4va e quindi sono malabe professionali. Lezione 27/ Malaba professione si dis4ngue dall’infortunio sul lavoro per il modo con cui opera la causa determinate:
All’origine teoricamente rischio nullo. Nelle aree centrali si ha la maggior efficacia di riduzione del rischio se operiamo simultaneamente sia su prevenzione che su risposta. Approccio semi quan4ta4vo perché non si da un valore a frequenza e magnitudo ma si da solo un’appartenenza della classe di riferimento
Metodologia: Check List Si u4lizzano per iden4ficazione del rischio ma non per fare il documento di valutazione del rischio. Vengono u4lizzate come lista di potenziali rischi ai quali si agganciano indici semi quan4ta4vi dei rischi: F per la frequenza e M per la magnitudo delle conseguenze. A differenza di una valutazione quan4ta4va u4lizza serie di parole per descrivere frequenza e magnitudo. In riferimento al valore di rischio che si obene si può pianificare i tempi di lavoro per levigare il rischio, si abbate la probabilità diminuendo il tempo. Questa modalità di approccio è stata approvata e adoEata dalla Commissione Consul4va Permanente, la quale ha prodoEo un decreto per aziende con meno di 50 dipenden4 ( 4 passi e i moduli nel decreto) Fase D) RICOGNIZIONE ED ESAME PREVENTIVO DELLE RISORSE DISPONIBILI