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Sicurezza Industriale, Appunti di Ingegneria industriale

Risk management (ISO 31000), documento di valutazione dei rischi, Dlgs 81/08 (Testo Unico), fisica e normativa su: rumore, vibrazioni meccaniche, microclima, movimentazione carichi e videoterminali, illuminazione. Direttiva macchine.

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 03/07/2023

giulio-niccolai1
giulio-niccolai1 🇮🇹

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SICUREZZA INDUSTRIALE
Organigramma:
RSPP figura con comp etenze specifiche, definite da 3 qualifiche A (28h), B (32-60h +aggiornamento), C (24h)
Lez 2:
Standard: norma tecnica
Risk management è la ges4one del rischio.
ISO Guide 73:2009 dà dell’indicazione sulla specifica traEazione del rischio, è un vocabolario.
UNI ISO 31000:2010, ISO/IEC 31010:2009 ; principi e linee guida
IEC riguarda eleEronica ed è più tecnica, dà una valutazione dei rischi
Ci sono altre fon4 da u4lizzare per poter correEamente interpretare le norme: (rischi specifici)
- Una guida per la valutazione del rischio lavora4vo, pubblicata dall’agenzia del lavoro e della
sicurezza europea, 1998. È la traduzione di un testo italiano.
- Procedure standard -> su come comportarsi elaborata dalla commissione consul4va permanente
- Norma 12100:2010 -> sulla sicurezza del macchinario, si concentra solo su quei rischi imputabili alle
macchine
- Norma IEC EN 61508 -> ‘func4onal safety’ norma4va su PLC
- UNI EN ISO 17776:2003 è una linea guida rela4va alle aErezzature specifica seEore oil e gas
Definizioni:
RISCHIO: effeEo dell’incertezza di un obiebvo
Nel nostro contesto l’obiebvo è rela4vo alla sicurezza e salute dell’uomo
Incertezza: è lo stato di mancanza di informazioni rela4ve all’incoscienza di un evento può esser cogni4va
(del soggeEo) o non cogni4va (del fenomeno)
EffeEo: è la deviazione dall’obiebvo aspeEato, posi4vo o nega4vo
Obiebvi: possono esser di diversi aspeb e diversi livelli
RISCHIO: spesso caraEerizzato da potenziali even4 e conseguenze o combinazione di queste
Even4: qualcosa che avviene in un certo istante, sono classifica4 come incidente o infortunio, quest’ul4mo
se procura danni ad una persona. Un quasi incidente è un qualcosa che è successo ma che non ha avuto
ripercussioni per casualità.
RISCHIO: conseguenze dell’evento associate alla verosimiglianza dell’occorrenza
Likelihood: possibilità che qualcosa accada, in termini qualita4vi
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SICUREZZA INDUSTRIALE

Organigramma:

RSPP figura con competenze specifiche, definite da 3 qualifiche A (28h), B (32-60h +aggiornamento), C (24h)

Lez 2:

Standard: norma tecnica Risk management è la ges4one del rischio. ISO Guide 73:2009 dà dell’indicazione sulla specifica traEazione del rischio, è un vocabolario. UNI ISO 31000:2010, ISO/IEC 31010:2009 ; principi e linee guida IEC riguarda eleEronica ed è più tecnica, dà una valutazione dei rischi Ci sono altre fon4 da u4lizzare per poter correEamente interpretare le norme: (rischi specifici)

  • Una guida per la valutazione del rischio lavora4vo, pubblicata dall’agenzia del lavoro e della sicurezza europea, 1998. È la traduzione di un testo italiano.
  • Procedure standard - > su come comportarsi elaborata dalla commissione consul4va permanente
  • Norma 12100:2010 - > sulla sicurezza del macchinario, si concentra solo su quei rischi imputabili alle macchine
  • Norma IEC EN 61508 - > ‘func4onal safety’ norma4va su PLC
  • UNI EN ISO 17776:2003 è una linea guida rela4va alle aErezzature specifica seEore oil e gas Definizioni: RISCHIO: effeEo dell’incertezza di un obiebvo Nel nostro contesto l’obiebvo è rela4vo alla sicurezza e salute dell’uomo Incertezza: è lo stato di mancanza di informazioni rela4ve all’incoscienza di un evento può esser cogni4va (del soggeEo) o non cogni4va (del fenomeno) EffeEo: è la deviazione dall’obiebvo aspeEato, posi4vo o nega4vo Obiebvi: possono esser di diversi aspeb e diversi livelli RISCHIO: spesso caraEerizzato da potenziali even4 e conseguenze o combinazione di queste Even4: qualcosa che avviene in un certo istante, sono classifica4 come incidente o infortunio, quest’ul4mo se procura danni ad una persona. Un quasi incidente è un qualcosa che è successo ma che non ha avuto ripercussioni per casualità. RISCHIO: conseguenze dell’evento associate alla verosimiglianza dell’occorrenza Likelihood: possibilità che qualcosa accada, in termini qualita4vi

DDL

Dirigente

Preposto

SPP (RSPP, ASPP) Medico Competente

Probability: quan4ta4vi STAKEHOLDER: portatori di interesse, soggeb che possono esser afflib da una sbagliata ges4one del rischio (lavoratore) PERCEZIONE DEL RISCHIO: visione dello stakeholder del rischio ESPOSIZIONE: è l’estensione che un’organizzazione e/o un stakeholder è soggeEo ad un evento VULNERABILITA’: proprietà intrinseca e propensione all’esposizione HARM: ferita fisica o danno alla salute dell’oggeEo FATTORE DI RISCHIO: elemento il quale da solo o in combinazione può dare un rischio HAZARD = PERICOLO: sorgente del potenziale danno RISK OWNER = TITOLARE DEL RISCHIO: persona o en4tà che dovrà prendere le decisioni per la ges4one del rischio LIVELLO DI RISCHIO: Quan4ficazione del rischio con l’obiebvo di mi4gare il rischio ISO 31010:2009 - > PROCESSO DI GESTIONE DEL RISCHIO Flusso schema:

  • valutare quale è contesto esterno (leggi e contesto culturale, poli4co) ed interno (livello di formazione, di aErezzatura, di organizzazione)
  • Risk assessment = Valutazione del rischio: divisa in 3 fasi. comprendere il rischio fino al punto di quan4ficarlo. Serve ad individuare quali rischi richiedono un traEamento e poterli mi4gare.
  • Risk treatment: accordi per traEazione del rischio
  • Monitoraggio e riesame con4nuo, il quale potrebbe far par4re da capo il ciclo
  • Comunicazione e consultazione: in ogni fase ci deve esser una giusta comunicazione con gli stakeholders

propagazione, sono misure proabve per evitare incidente, consentono di controllare vulnerabilità alla minaccia, ci sono anche faEori nega4vi escala4on factor, cercando di neutralizzarli con barriere. Dall’evento in poi si possono verificare diversi scenari, per ciascuna conseguenza posso prevedere alla mi4gazione o recupero dell’evento A sinistra viene chiamato preven4vo o proabvo, a destra protebvo o reabvo Sx: si usano alberi di guasto (struEura dove vengono trova4 and/or ) e posso calcolare la probabilità, metodi indubvi, i controlli sono di vulnerabilità alla minaccia Dx: analisi degli alberi degli even4 dove vengono quan4ficate le probabilità delle conseguenze, i controlli sono di vulnerabilità alla esposizione Sia a sinistra che a destra abbiamo misure prevenzionali, di cui è responsabile solo il DDL. RSPP responsabile solo dei danni provoca4.

RISK ANALYSIS DI TIPO PROBABILISTICO:

Il rischio è sempre rela4vo a un tempo di esposizione, chiamato ‘mission’ Il rischio è definito come il danno aEeso: (probabilità di evento i accaduto nel tempo t)(perdita aEesa dell’evento i) Spesso semplificata: R= PL - > probabilità per conseguenze Se l'evento i è una classe di even4, cioè lo stesso scenario dovuto a una fonte di rischio, la probabilità dell'evento deve essere intesa come la funzione di probabilità discreta rela4va al verificarsi di X even4 di 4po i nel tempo di esposizione t: perché sommo la probabilità di avere 1 incidente, poi 2, 3, 4, e si traduce nel valore aEeso dove Fi è la frequenza, numero di even4 per unità di tempo Introducendo i conceb di esposizione Ex e di vulnerabilità V: dove P è la probabilità che un evento i si verifichi nel tempo t e produca l'intensità e l'estensione che porta all'esposizione di Ex persone, ciascuna delle quali ha conseguenze medie V data l'intensità dell'evento. L'estensione dell'evento nello spazio produce l’esposizione di persone Ex con densità spaziale Ne V è la conseguenza aEesa (perdita) data l'intensità I Si arriva quindi:

Rischio sociale è l’integrale del rischio individuale: Nella Risk Analysis l’ul4mo passaggio è la Vulnerabilità all’esposizione: tassonomia degli inciden4 possibili, inciden4 direb o indireb. Direb possono essere umane, economiche e ambientali. Sull’uomo si fa il conteggio dei mor4, o quelli che hanno lesioni permanen4. Per quelli ambientali si guarda l’estensione interessata (terreno, ciEà, regioni, ecc). Usare una quan4ficazione monetaria aiuta a direzionare i vari sistemi di sicurezza e può esser applicata in tuEe e tre i seEori. Dopo aver quan4ficato il rischio devo confrontarlo con gli obiebvi. Risk evalua4on: ci si chiede se il rischio in questa fase è fabbile o non è fabbile. I faEori che influenzano la ponderazione:

  • Risk abtude è l’approccio che una azienda ha di fronte al rischio,
  • Risk appe4te: caraEerizzata da quanto rischio l’azienda vuole affrontare
  • Risk tollerance: livello di rischio che l’azienda può considerare adeguato rispeEo agli obiebvi aziendali
  • Risk aversion: abtudine a evitare il rischio
  • Risk acceptance: decisione di acceEare il rischio consapevole Si ricorre a degli indici, stabilire delle classi dove posso inserire even4 e conseguenze, più alto è l’indice più sono gravi le conseguenze, e oEenere il rischio come prodoEo dei due indici oppure individuare delle aree tra l’incrocio di probabilità e conseguenza tramite una matrice, dividendola in grigio non ho rischio, verde poco rischio, blu devo stare aEento giallo pericoloso e rosso molto pericoloso. Queste curve a iperbole sono curve isorischio sia nel piano a due dimensione sia in tre dim:

DECRETO LEGISLATIVO 626/

Valutazione dei rischi faEa dal datore di lavoro che deve valutare tub i 4pi di rischi all’interno dell’azienda. Valutazione dei rischi deve esser faEa in qualsiasi momento. Datore di lavoro obbligato a documentare la valutazione. La norma ci dice che la valutazione dei rischi è una iden4ficazione. PERICOLO: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni. RISCHIO : “probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione” (???? “nonché dimensioni possibili del danno stesso” eliminato dal TU). VALUTAZIONE DEL RISCHIO: procedimento di valutazione dei rischi per la sicurezza e la sanità dei lavoratori, nell’espletamento delle loro mansioni, derivanti dalle circostanze del verificarsi di un pericolo sul luogo di lavoro. PERICOLO = FATTORE DI RISCHIO RISCHIO: Nella definizione del rischio è stato eliminato il vero significato di rischio che è probabilità per valore. U4lizzando solo la probabilità si togli importanza degli infortuni poco probabili ma molto catastrofici. Scegliere le aErezzature di lavoro e sostanze o prepara4 chimici Sistemare luoghi di lavoro PRINCIPIO DI PRECAUZIONE: Deve esser considerato quando nella valutazione di un rischio si ha ancora incertezza ATTENZIONE AL GENERE: AEenzione maggiore su rischi che possano scaturire problemi sulla gravidanza CLIMA DELLE RELAZIONI AZIENDALI: Ci si affida a psicologi. Si parla di costribvità organizza4va: riguarda i vincoli che il datore di lavoro può porre. Lo stress è correlato al lavoro. Stress deriva da una esposizione ed un faEore stressogeno, creano tensione verso un obiebvo, può esser stress posi4vo che s4mola oppure stress nega4vo a causa di assenza di

momen4 di recupero. Un 4po di stress è il ‘burn out’ la quale è una specifica 4pologia di stress, riguardan sopraEuEo posizioni mediche. Mobbing è un reato penale, vuol dire costringere una persona ad arrivare, per esempio, a licenziarsi. Ci può esser mobbing ver4cale, che riguarda una figura più alta che offende una figura soEostate oppure mobbing orizzontale ovvero tra posizioni dello stesso livello. OGGETTO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI Con data certa vuol dire che deve andare dal notaio a farla redigere, ma in quanto costoso potrebbe esser un ostacolo all’aggiornamento della valutazione ma grazie alla digitalizzazione questo problema viene risolto tramite una PEC. Parte A: (in rosso modifica del 2009) - > scelta dei criteri di redazione: ponderazione dei rischi e applicazione dei criteri scel Parte B: una volta valuta4 i rischi, individuo e applico delle misure di prevenzione e protezione individuali Parte C: CAIZEN miglioramento con4nuo. Parte D: individuazione delle procedure per l’aEuazione delle misure, pianificazione della valutazione Parte E: indicazioni del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, il datore di lavoro si consulta con figure competen4 per realizzare la valutazione Parte F: individuazione delle mansioni di rischi specifici. VALUTAZIONE DEI RISCHI

  • Chi la effeEua: La valutazione dei rischi deve essere firmata obbligatoriamente del datore di lavoro, il DDL può avvalersi di figure competen4: SPP (Servizio di Protezione e Prevenzione)-> individua e valuta, elabora misure prevenzionali Medico Competente-> collabora con DDL e SPP alla valutazione dei rischi oltre a monitorare stato di salute dei lavoratori RLS ( Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza)-> consultato preven4vamente Lavoratori - > devono poter partecipare (spesso mediante rappresentan Professionis4 esterni-> nel caso in cui non si trovino in azienda competenze specialis4che
  • Quando va elaborata: Ogni 4 anni va faEa la valutazione dei rischi, è ciclica. Dalla nascita dell’azienda si deve elaborare la valutazione dei rischi entro 90 gg. Se ci sono rischi par4colare esempio rischio esplosioni allora deve esser redaEo prima. Va rielaborata ogni qualvolta cambia qualcosa, tuEo ciò che è ripercorribile nella 31000.
  • Obiebvi: Analizzare metodo, abvità lavora4va e pericoli. Valutare interazione fra processi. Individuare misure necessarie alla salvaguardia della salute e sicurezza. Pianificare abvità elle migliori condizioni di sicurezza e salute. Linee guida specifiche per il seEore interessato per piccole medie imprese ( < 50 dipenden4) ISPESL Check List - > sono procedure standardizzate - > pericolose perché analista passivo-> rispondere ad un ques4onario è U4le per una prima iden4ficazione del rischio ma non per la valutazione Procedure standardizzate OIRA - > promosse a livello europeo
  • Check list online seEoriali (Italia solo 2/3 seEori) - > per piccole medie imprese Agenzia sicurezza del lavoro Sede a Bilbao

Infortuni avvengono per varie cause alcuni per 4po soggebvo (imputabile al soggeEo che si è infortunato, faEore umano, comportamento non conforme), per cause oggebve (infortunio imputabile ad una macchina o per caso). Conseguenze degli infortuni (SUI COSTI) L’unica che interessa e che viene traEata nel TU è il danno più o meno grave all’integrità fisica del lavoratore. Ma ci sono altre conseguenze:

  • Arresto della produzione della macchina interessata si ha quindi la riduzione della capacità produbva dell’impianto
  • Immobilizzazione del parco macchine similari per perizie si ha quindi che il blocco di una macchina porta al blocco di tuEe le macchine simili ad esse avendo così una capacità produbva fraz.
  • Rischi sociali vuol dire avere confliEualità sindacale, scioperi
  • Degrado dell’immagine dell’azienda incide nega4vamente sulla brand reputa4on Cos4 possono esser DIRETTI o INDIRETTI. DIRETTI; Piccoli infortuni di 1 o 2 giorni producono costo neEo a carico del datore di lavoro, azienda che ha infortuni ha un aumento dei premi INAIL (assicurazione: s4pendio lavoratore per 1000), responsabilità amministra4va dell’ente (231/2001) oltre a responsabilità civile, penale introduce anche responsabilità amministra4va per non aver organizzata correEamente processi aziendali da cui sono deriva4 infortuni INDIRETTI: perdita di produzione (s4mabile) perdita di clien4 (non s4mabile) A fronte di una cifra spesa in sicurezza ho un costo preliminare ma si ha un beneficio nei confron4 dei cos sulla diminuzione degli infortuni. Un inves4mento in sicurezza così da ridurre infortuni e così anche i cos4. BUSINESS PLAN - > si avrà da una parte cos4 cer4 ma dall’altra si avrà un dato aleatorio in quanto non sappiamo se l’infortunio avverrà o meno in quanto questo può esser causato da un faEo accidentale. Si può are una valutazione della riduzione dei cos4 solo per quelli infortuni lievi (1-2 gg) che hanno elevata probabilità ma basse magnitudo delle conseguenze. Si possono adoEare delle misure di prevenzione:
  • Formazione ed informazione
  • Seguire ordini, divie
  • CorreEo uso DPI FONTI STATISTICHE Possono esser esterne e interne Esterne sono INAIL e ISPESL Interne è il registro infortuni (segnalano anche infortuni lievi) Sarebbe u4le aumentare il campione con i NEAR MISS per capire en4tà del rischio Dobbiamo valutare i rischi in maniera quan4ta4va Richiamato dall’ar4colo 29 del d.Lgs 626/94, individuazione di 2 norme tecniche in grado di scambiare info tra INAIL e ISPESL al fine di fare una banca da4 cosi da capire incidenze dei rischi

Le 2 norme prima sugli infortuni e seconda malabe descrivono quando si devono fare banca da Primo indice è indice di frequenza ragiona sul numero di infortuni che si sono verifica4, è il numero di infortuni rapportato alle ore lavora4ve. Si mol4plica per avere numero intero (1 infortunio ogni 1 milione di ore) spesso si fa media mobile di tre anni. È una probabilità EX-POST si può usare anche fraEo numero di operaio anno, ma il primo è migliore. L’altro indice è indice di gravità. Si valuta con un principio assicura4vo ( costo che sos4ene INPS per lavoratore in malaba) gT = giorni di inabilità temporanea gP= invalidità permanente di 4po parziale si usa principio di invalidità percentuale 1% di invalidità sono 75gg gM= 7500M con M=numero dei casi di morte ∑ 𝑔=(frequenza di accadimento)*(gravità media) - > indice di gravità è l’indice di rischio effebvo Malabe professionali Deriva da una esposizione professionale Esistono tabelle che iden4ficano 4pologie di lavorazione che se si manifesta malabe sono riconducibili all’abvità lavora4va e quindi sono malabe professionali. Lezione 27/ Malaba professione si dis4ngue dall’infortunio sul lavoro per il modo con cui opera la causa determinate:

  • Causa lenta
  • Con un’azione ripetuta e costante Fase b) Conoscenza del problema

All’origine teoricamente rischio nullo. Nelle aree centrali si ha la maggior efficacia di riduzione del rischio se operiamo simultaneamente sia su prevenzione che su risposta. Approccio semi quan4ta4vo perché non si da un valore a frequenza e magnitudo ma si da solo un’appartenenza della classe di riferimento

  • Rischi specifici-> alta probabilità, basse

conseguenze. Si usano modelli di Bpo

frequenBsBco (vasto campione)

  • Rischi Convenzionali-> media probabilità e

conseguenze. Zona più criBca, si usa

approccio semi-quanBtaBvo

  • Rischi potenziali di incidenB rilevanB->

bassa prob. alte conseguenze, si usa

approccio induKvo analizzando cause,

faLori molBplicaBvi e sicurezze e studiare

fisica dell’impaLo (molto costoso). Si dice

incidenB rilevanB perché possono avere

molto peso ma comunque sono rischi

potenziali perché possono non esser ancora

verificaB

Metodologia: Check List Si u4lizzano per iden4ficazione del rischio ma non per fare il documento di valutazione del rischio. Vengono u4lizzate come lista di potenziali rischi ai quali si agganciano indici semi quan4ta4vi dei rischi: F per la frequenza e M per la magnitudo delle conseguenze. A differenza di una valutazione quan4ta4va u4lizza serie di parole per descrivere frequenza e magnitudo. In riferimento al valore di rischio che si obene si può pianificare i tempi di lavoro per levigare il rischio, si abbate la probabilità diminuendo il tempo. Questa modalità di approccio è stata approvata e adoEata dalla Commissione Consul4va Permanente, la quale ha prodoEo un decreto per aziende con meno di 50 dipenden4 ( 4 passi e i moduli nel decreto) Fase D) RICOGNIZIONE ED ESAME PREVENTIVO DELLE RISORSE DISPONIBILI

Near miss molto importanB per approccio

frequenBsBco così da ampliare il nostro

campione

Near miss requisito importante dei sistemi di

gesBone salute e sicurezza sul lavoro (SGSL)

ElemenB da analizzare per

evitare di dover ricorrere a

soluzioni improvvisate

FISICA DEL RUMORE

Il rumore è una parBcolare Bpologia di suono. I suoni si producono con una vibrazione della

sorgente, le vibrazioni si propagano aLraverso aria liquidi e solidi aLraverso onde sonore. Orecchio

è un trasduLore di pressione sonora.

Rumore: definizione a seconda del contesto

  • Suono non desiderato e disturbante
  • Somma di oscillazioni irregolari intermiLenB o staBsBcamente casuali
  • Segnale con connotazioni di allarme
  • Segnale semanBcamente indifferenziato e non uBle a trasmeLere info accepibili (ricevibili

al soggeLo)

Rumore ambientale: è un insieme di suoni che appaiono provenire da più direzioni a seguito di

riflessioni e rifrazioni

Rumore può esser classificato (tuK indipendenB): ----à grafici ascissa: tempo, ordinata: volume

del suono, si ha valutazione dell’energia

MODALITA’ DI EMISSIONE DEL RUMORE

ISO S 2204:

  • ConBnuo o disconBnuo (intervallato da pause apprezzabili, pause ma con rumore 0)
  • Stazionario o fluLuante (con oscillazioni rapide del livello di pressione sonora a piu o meno

1dB)

  • Aleatorio (se presenta irregolarità completa dei tempi e dei livelli di emissione, es: traffico)

IEC 179:

  • Impulsivo (con massimi di pressione sonora di durata compresa fra 1 ms e 1s)-> martellate

o maglio

ISO R 1999:

  • Impulsivo quasi stazionario (serie di rumori impulsivi che si succedono ad intervalli minori

di 0,2s) - > martello pneumaBco

Il suono si caraLerizza tramite proprietà fisiche: è un’onda sinusoidale

a tempo fisso consente di valutare lunghezza onda, tra due picchi

a posizione fissa vedo cosa succede nel tempo

  • Frequenza (hertz)
  • Periodo (s)
  • Velocità di propagazione; aria gas perfeLo =circa 331 m/s ( più è denso il materiale meno è

la velocità di prop)

  • Lunghezza d’onda (m)
  • Potenza sonora di una sorgente (W): è l’energia sonora totale irradiata dalla sorgente

nell’unità di tempo

  • Intensità sonora I: è l’energia sonora che aLraversa l’unità di superficie nell’unità di tempo
  • Pressione sonora p in un punto: è la variazione di pressione indoLa dalla sorgente in un

punto e rappresenta la differenza fra la pressione totale istantanea e la pressione staBca

p(t) N/m^

Come valore medio viene uBlizzato il valore efficace

  • FaLore di direKvità: il suono non si propaga ugualmente in tuLe le direzioni ma si propaga

più in un verso rispeLo ad un altro

  • Livello di pressione sonora Lp: unità di misura è il decibel (dB)

P0 è la soglia media di udibilità di una persona giovane audiologicamente sana a 1000Hz

Ad un raddoppio di pressione sonora corrisponde un aumento di 6dB.

Lezione 29/

  • Livello di Potenza sonora Lw: dB
  • Livello di intensità sonora Li: dB

Jet= 10kW è la potenza sonora residua

non uBle al jet ma si disperde come

rumore

Un’oLava è un intervallo di raddoppio di frequenza, frequenza=altezza di un suono.

Ogni oLava si divide in tre parB e il passaggio si fa molBplicando per radice cubica di 2 ad ogni

passaggio.

La rappresentazione del rumore si fa con una rappresentazione a bande.

Un rumore rosa se lo analizzo a bande logaritmiche appare costante su tuLo lo speLro, se lo

analizzo a bande streLa (FFT) o speLro cala per 3dB ogni oLava.

20 Hz limite inferiore di udibilità, 20'000 Hz limite superiore

Raddoppia la potenza è +3 dB.

Rumore bianco sono i rumori naturali

CAMPI SONORI

Si caraLerizzano due situazioni estreme: con una sorgente che il rumore si propaga senza

ostacoli-> campo libero o direLo; e un rumore che non proviene più dalla sorgente ma arriva

dal rifleLere del rumore sulle pareB - > campo diffuso o riverberante.

Campo libero:

Lp (livello di pressione sonora)=L0 (decibel ad un metro) + 20*log r/r0 --> se raddoppio la

distanza la pressione diminuisce di 6dB.

Posso poi calcolare la pressione sonora tramite il livello di potenza in decibel, e variare i calcoli

a seconda delle specifiche ambientali, per sorgenB sferiche si diminuisce di 11 dB e per una

sorgente sul suolo diminuisce di 8 dB.

FaLore di direKvità di rapporto di energia posseduta e

Guadagno direzione ci dice quanB decibel in più ha in quella direzione, e uBlizzando le formule di

prima si può aggiungere G per oLenere una valutazione efficace.

Campo diffuso o riverberante:

L’onda incidente viene riflessa dalla parete, l’angolo di incidenza

Si ha uno speLrogramma con livello energeBco in

pseudocolore a tre dimensioni: relaBvo al tempo e della

frequenza.

proporzionale al fronte d’onda