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simulazione esame di geriatria
Tipologia: Appunti
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il geriatra può fare la differenza attraverso una visione globale del paziente. Questa figura rappresenta il punto di raccordo ideale tra la gestione delle patologie cardiovascolari e le peculiarità dell’età avanzata, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita e garantire una cura centrata sulla persona. Si occupa dell’assistenza medica dell’anziano, prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie e delle disabilità correlate all’invecchiamento. Lo scompenso cardiaco essendo una sindrome clinica caratterizzata dall’incapacità del cuore di pompare il sangue in modo efficace e che spesso si associa a comorbidità come ipertensione, patologie valvolari, aritmia o per patologia cardiaca sistemica, il geriatra è esperto nell’integrare dati clinici, funzionali e sociali per delineare un quadro completo essenziale per identificare queste comorbidità, valutare il livello di autonomia e la qualità di vita e stabilire degli interventi terapeutici. Nel caso dello scompenso cardiaco gli obiettivi sono quelli di: Ottimizzare la gestione, Educazione del paziente e dei famigliari, Supporto psicologico al paziente e alla famiglia, Presa in carico del paziente anche dopo la dimissione, Facilitare l’accesso alle strutture ospedaliere, Insegnare al paziente di contattare il curante in caso di: aumento di peso, alterazioni stato nutrizionale, alterazioni funzionali, alterazioni qualità di vita, alterazioni del sonno, Accesso a terapie palliative quando necessario. Il paziente con scompenso assume spesso numerosi farmaci che aumentano il rischio di interazioni e reazioni avverse, di conseguenza il geriatra può ottimizzare la terapia farmacologica, ridurre i farmaci non essenziali e monitorare l’aderenza terapeutica. Agisce anche sul trattamento non farmacologico quindi si basa sulla correzione dei fattori di rischio come per esempio dieta, fumo, peso e alcool, riabilitazione cardiaca per migliorare la qualità di vita e prevenire episodi di scompenso cardiaco e invitare la persona alla vaccinazione contro l’influenza e pneumococco per evitare l’insorgenza di patologie polmonari che potrebbero aggravare la situazione. Può agire a livello nutrizionale e fisico perché questi pazienti sono soliti avere una situazione di malnutrizione collaborando con un dietista per stilare un piano alimentare e inoltre è importante anche la riabilitazione con un programma di esercizio fisico adatto per il paziente sotto supervisione per migliorare le capacità funzionali e mantenere quelle residue. Nel caso in cui lo scompenso dovesse raggiungere una fase avanzata il geriatra può intervenire con un approccio palliativo che si focalizza sul sollievo dei sintomi e sul supporto psicologico sia del paziente che della famiglia con un programma flessibile che preveda la prevenzione della progressione della malattia, il controllo dei sintomi, trattamento del fine vita e incoraggiare il coinvolgimento del paziente e della famiglia. C’è anche un ruolo importante della multidisciplinarietà in quanto il geriatra opera spesso insieme a cardiologi, infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali e psicologi, che è fondamentale per prevenire le riospedalizzazioni, coordinare l’assistenza domiciliare e ridurre i costi sanitari
Il processo di presa in carico nutrizionale prevede una serie di passaggi integrati in una procedura sistematica che è così composta: Screening per rischio malnutrizione (tutti gli anziani anche obesi indipendentemente dalla diagnosi), questo perché con l’invecchiamento si verificano numerosi cambiamenti fisiologici, patologici e sociali che possono influenzare lo stato nutrizionale, come per esempio Cambiamenti fisiologici: Riduzione del metabolismo basale, perdita di massa muscolare (sarcopenia), alterazioni dell'appetito. Problemi di salute: Malattie croniche, difficoltà di deglutizione (disfagia), disturbi gastrointestinali. Fattori sociali: Isolamento, difficoltà economiche, scarso accesso a cibi adeguati. Effetti psicologici: Depressione e demenza possono compromettere l'alimentazione.
La malnutrizione infatti può causare una ridotta guarigione delle ferite, ridotta funzionalità intestinale muscolare, capacità ventilatoria, immunitaria e aumento del rischio di infezioni, aumento dei giorni di degenza, aumento di morbilità, durata di riabilitazione, ridotta qualità di vita. Quindi è importante la valutazione nutrizionale della persona valutando appetito, le abitudini alimentari e le preferenze, tenendo un diario dei pasti, valutare la presenza di difficoltà di masticazione o deglutizione, valutare il peso, l’altezza e l’indice di massa corporea settimanalmente, utilizzare scale come la MNA e la capacità del paziente di alimentarsi e preparare i pasti in autonomia. Approfondimenti diagnostici, come valutare con esami di laboratorio il ferro, l’albumina, la VB12 e gli elettroliti Servirà quindi una stesura del piano nutrizionale concordata con il paziente in base al fabbisogno definendo la terapia nutrizionale con una dieta personalizzata aumentando i micronutrienti dovesse esserci il bisogno sencondo le indagini diagnostiche, supplementi nutrizionali, alimentazione enterale e parenterale se ci fosse l’incapacità di alimentarsi per via orale, valutando anche se ci dovesse essere uno stato di disfagia in modo tale da modificare le consistenze dei cibi, inoltre è importante l’educazione e il supporto coinvolgendo caregiver e sostegno psicologico Infine bisogna monitorare e valutare gli effetti attraverso il bilancio dei macro e micronutrienti, monitorare l’assunzione dei cibi attraverso il diagramma del piatto, valutazione del peso, monitorare la cute, lingua e annessi cutanei confrontandosi con il team multidisciplinare in particolare il dietista
Il delirium è una disfunzione cognitiva acuta dovuta a un disturbo o ad una condizione medica sempre il risultato di un’interazione tra fattori predisponenti (es. età avanzata, demenza, fragilità) e fattori precipitanti (es. infezioni, farmaci). Le cause sono: Infezioni Farmaci Post operatorio Alcolismo Squilibri elettrolitici Condizioni mediche (ictus, mal cardiache, - convulsioni, dist epatici e renali) Alzheimer Demenza vascolare Demenza fronto-temporale Coscienza Alterata fluttuante preservata Allucinazioni Le tipologie di delirium si distinguono in: Delirium iperattivo con Agitazione psicomotoria, irrequietezza.Comportamenti aggressivi o oppositivi. Allucinazioni o deliri prominenti. Eccessiva loquacità. È più facilmente riconoscibile, ma può essere confuso con una condizione psichiatrica. Delirium ipoattivo con Letargia, rallentamento psicomotorio. Ridotta interazione con l’ambiente. Apatia e silenziosità. Spesso sottodiagnosticato, perché simile a una depressione o a una demenza avanzata. Delirium misto con Alternanza tra stati iperattivi e ipoattivi. Fluttuazioni comportamentali marcate durante il giorno.