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simulazione geriatria, Appunti di Geriatria

simulazione esame di geriatria

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 13/10/2025

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emma-gnan 🇮🇹

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ESAME DI GERIATRIA
1. Lo scompenso cardiaco nell'anziano: quando il geriatra può fare la differenza
il geriatra può fare la differenza attraverso una visione globale del paziente. Questa figura rappresenta il
punto di raccordo ideale tra la gestione delle patologie cardiovascolari e le peculiarità dell’età avanzata, con
l’obiettivo di migliorare la qualità di vita e garantire una cura centrata sulla persona.
Si occupa dellassistenza medica dell’anziano, prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie e delle
disabilità correlate all’invecchiamento.
Lo scompenso cardiaco essendo una sindrome clinica caratterizzata dallincapacità del cuore di pompare il
sangue in modo efficace e che spesso si associa a comorbidità come ipertensione, patologie valvolari,
aritmia o per patologia cardiaca sistemica, il geriatra è esperto nellintegrare dati clinici, funzionali e sociali
per delineare un quadro completo essenziale per identificare queste comorbidità, valutare il livello di
autonomia e la qualità di vita e stabilire degli interventi terapeutici.
Nel caso dello scompenso cardiaco gli obiettivi sono quelli di: Ottimizzare la gestione, Educazione del
paziente e dei famigliari, Supporto psicologico al paziente e alla famiglia, Presa in carico del paziente anche
dopo la dimissione, Facilitare l’accesso alle strutture ospedaliere, Insegnare al paziente di contattare il
curante in caso di: aumento di peso, alterazioni stato nutrizionale, alterazioni funzionali, alterazioni qualità
di vita, alterazioni del sonno, Accesso a terapie palliative quando necessario.
Il paziente con scompenso assume spesso numerosi farmaci che aumentano il rischio di interazioni e
reazioni avverse, di conseguenza il geriatra può ottimizzare la terapia farmacologica, ridurre i farmaci non
essenziali e monitorare laderenza terapeutica. Agisce anche sul trattamento non farmacologico quindi si
basa sulla correzione dei fattori di rischio come per esempio dieta, fumo, peso e alcool, riabilitazione
cardiaca per migliorare la qualità di vita e prevenire episodi di scompenso cardiaco e invitare la persona alla
vaccinazione contro linfluenza e pneumococco per evitare linsorgenza di patologie polmonari che
potrebbero aggravare la situazione.
Può agire a livello nutrizionale e fisico perché questi pazienti sono soliti avere una situazione di
malnutrizione collaborando con un dietista per stilare un piano alimentare e inoltre è importante anche la
riabilitazione con un programma di esercizio fisico adatto per il paziente sotto supervisione per migliorare
le capacità funzionali e mantenere quelle residue.
Nel caso in cui lo scompenso dovesse raggiungere una fase avanzata il geriatra può intervenire con un
approccio palliativo che si focalizza sul sollievo dei sintomi e sul supporto psicologico sia del paziente che
della famiglia con un programma flessibile che preveda la prevenzione della progressione della malattia, il
controllo dei sintomi, trattamento del fine vita e incoraggiare il coinvolgimento del paziente e della
famiglia.
Cè anche un ruolo importante della multidisciplinarietà in quanto il geriatra opera spesso insieme a
cardiologi, infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali e psicologi, che è fondamentale per prevenire le
riospedalizzazioni, coordinare lassistenza domiciliare e ridurre i costi sanitari
2. La presa in carico nutrizionale
Il processo di presa in carico nutrizionale prevede una serie di passaggi integrati in una procedura
sistematica che è così composta:
Screening per rischio malnutrizione (tutti gli anziani anche obesi indipendentemente dalla diagnosi), questo
perché con linvecchiamento si verificano numerosi cambiamenti fisiologici, patologici e sociali che possono
influenzare lo stato nutrizionale, come per esempio Cambiamenti fisiologici: Riduzione del metabolismo
basale, perdita di massa muscolare (sarcopenia), alterazioni dell'appetito. Problemi di salute: Malattie
croniche, difficoltà di deglutizione (disfagia), disturbi gastrointestinali. Fattori sociali: Isolamento, difficoltà
economiche, scarso accesso a cibi adeguati. Effetti psicologici: Depressione e demenza possono
compromettere l'alimentazione.
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ESAME DI GERIATRIA

1. Lo scompenso cardiaco nell'anziano: quando il geriatra può fare la differenza

il geriatra può fare la differenza attraverso una visione globale del paziente. Questa figura rappresenta il punto di raccordo ideale tra la gestione delle patologie cardiovascolari e le peculiarità dell’età avanzata, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita e garantire una cura centrata sulla persona. Si occupa dell’assistenza medica dell’anziano, prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie e delle disabilità correlate all’invecchiamento. Lo scompenso cardiaco essendo una sindrome clinica caratterizzata dall’incapacità del cuore di pompare il sangue in modo efficace e che spesso si associa a comorbidità come ipertensione, patologie valvolari, aritmia o per patologia cardiaca sistemica, il geriatra è esperto nell’integrare dati clinici, funzionali e sociali per delineare un quadro completo essenziale per identificare queste comorbidità, valutare il livello di autonomia e la qualità di vita e stabilire degli interventi terapeutici. Nel caso dello scompenso cardiaco gli obiettivi sono quelli di: Ottimizzare la gestione, Educazione del paziente e dei famigliari, Supporto psicologico al paziente e alla famiglia, Presa in carico del paziente anche dopo la dimissione, Facilitare l’accesso alle strutture ospedaliere, Insegnare al paziente di contattare il curante in caso di: aumento di peso, alterazioni stato nutrizionale, alterazioni funzionali, alterazioni qualità di vita, alterazioni del sonno, Accesso a terapie palliative quando necessario. Il paziente con scompenso assume spesso numerosi farmaci che aumentano il rischio di interazioni e reazioni avverse, di conseguenza il geriatra può ottimizzare la terapia farmacologica, ridurre i farmaci non essenziali e monitorare l’aderenza terapeutica. Agisce anche sul trattamento non farmacologico quindi si basa sulla correzione dei fattori di rischio come per esempio dieta, fumo, peso e alcool, riabilitazione cardiaca per migliorare la qualità di vita e prevenire episodi di scompenso cardiaco e invitare la persona alla vaccinazione contro l’influenza e pneumococco per evitare l’insorgenza di patologie polmonari che potrebbero aggravare la situazione. Può agire a livello nutrizionale e fisico perché questi pazienti sono soliti avere una situazione di malnutrizione collaborando con un dietista per stilare un piano alimentare e inoltre è importante anche la riabilitazione con un programma di esercizio fisico adatto per il paziente sotto supervisione per migliorare le capacità funzionali e mantenere quelle residue. Nel caso in cui lo scompenso dovesse raggiungere una fase avanzata il geriatra può intervenire con un approccio palliativo che si focalizza sul sollievo dei sintomi e sul supporto psicologico sia del paziente che della famiglia con un programma flessibile che preveda la prevenzione della progressione della malattia, il controllo dei sintomi, trattamento del fine vita e incoraggiare il coinvolgimento del paziente e della famiglia. C’è anche un ruolo importante della multidisciplinarietà in quanto il geriatra opera spesso insieme a cardiologi, infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali e psicologi, che è fondamentale per prevenire le riospedalizzazioni, coordinare l’assistenza domiciliare e ridurre i costi sanitari

2. La presa in carico nutrizionale

Il processo di presa in carico nutrizionale prevede una serie di passaggi integrati in una procedura sistematica che è così composta: Screening per rischio malnutrizione (tutti gli anziani anche obesi indipendentemente dalla diagnosi), questo perché con l’invecchiamento si verificano numerosi cambiamenti fisiologici, patologici e sociali che possono influenzare lo stato nutrizionale, come per esempio Cambiamenti fisiologici: Riduzione del metabolismo basale, perdita di massa muscolare (sarcopenia), alterazioni dell'appetito. Problemi di salute: Malattie croniche, difficoltà di deglutizione (disfagia), disturbi gastrointestinali. Fattori sociali: Isolamento, difficoltà economiche, scarso accesso a cibi adeguati. Effetti psicologici: Depressione e demenza possono compromettere l'alimentazione.

La malnutrizione infatti può causare una ridotta guarigione delle ferite, ridotta funzionalità intestinale muscolare, capacità ventilatoria, immunitaria e aumento del rischio di infezioni, aumento dei giorni di degenza, aumento di morbilità, durata di riabilitazione, ridotta qualità di vita. Quindi è importante la valutazione nutrizionale della persona valutando appetito, le abitudini alimentari e le preferenze, tenendo un diario dei pasti, valutare la presenza di difficoltà di masticazione o deglutizione, valutare il peso, l’altezza e l’indice di massa corporea settimanalmente, utilizzare scale come la MNA e la capacità del paziente di alimentarsi e preparare i pasti in autonomia. Approfondimenti diagnostici, come valutare con esami di laboratorio il ferro, l’albumina, la VB12 e gli elettroliti Servirà quindi una stesura del piano nutrizionale concordata con il paziente in base al fabbisogno definendo la terapia nutrizionale con una dieta personalizzata aumentando i micronutrienti dovesse esserci il bisogno sencondo le indagini diagnostiche, supplementi nutrizionali, alimentazione enterale e parenterale se ci fosse l’incapacità di alimentarsi per via orale, valutando anche se ci dovesse essere uno stato di disfagia in modo tale da modificare le consistenze dei cibi, inoltre è importante l’educazione e il supporto coinvolgendo caregiver e sostegno psicologico Infine bisogna monitorare e valutare gli effetti attraverso il bilancio dei macro e micronutrienti, monitorare l’assunzione dei cibi attraverso il diagramma del piatto, valutazione del peso, monitorare la cute, lingua e annessi cutanei confrontandosi con il team multidisciplinare in particolare il dietista

3. Il delirium: definizione, cause e tipologie

Il delirium è una disfunzione cognitiva acuta dovuta a un disturbo o ad una condizione medica sempre il risultato di un’interazione tra fattori predisponenti (es. età avanzata, demenza, fragilità) e fattori precipitanti (es. infezioni, farmaci). Le cause sono: Infezioni Farmaci Post operatorio Alcolismo Squilibri elettrolitici Condizioni mediche (ictus, mal cardiache, - convulsioni, dist epatici e renali) Alzheimer Demenza vascolare Demenza fronto-temporale Coscienza Alterata fluttuante preservata Allucinazioni Le tipologie di delirium si distinguono in: Delirium iperattivo con Agitazione psicomotoria, irrequietezza.Comportamenti aggressivi o oppositivi. Allucinazioni o deliri prominenti. Eccessiva loquacità. È più facilmente riconoscibile, ma può essere confuso con una condizione psichiatrica. Delirium ipoattivo con Letargia, rallentamento psicomotorio. Ridotta interazione con l’ambiente. Apatia e silenziosità. Spesso sottodiagnosticato, perché simile a una depressione o a una demenza avanzata. Delirium misto con Alternanza tra stati iperattivi e ipoattivi. Fluttuazioni comportamentali marcate durante il giorno.